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  • Maltempo: allagato il sottopasso di via Dante a Magenta, numerosi gli interventi a Milano dei Vigili del Fuoco

    Maltempo: allagato il sottopasso di via Dante a Magenta, numerosi gli interventi a Milano dei Vigili del Fuoco

    Anche questa volta il sottopasso di via Dante si è allagato. Il temporale della notte ha costretto ad una breve chiusura del passaggio con immediato intervento della Polizia locale e operatori che hanno ripristinato la situazione, tanto che prima delle 9 il sottopasso era già riaperto al transito.

    Nel complesso le squadre dei Vigili del fuoco di Milano sono rimaste impegnate per diverse ore per fronteggiare l’ondata di maltempo che dalle 5 di stamattina ha colpito Milano sfociando con l’esibizione del Seveso. Una ventina gli interventi effettuati che hanno riguardato principalmente caduta rami, allagamenti cantine e per il forte vento alcuni cartelloni pubblicitari. Gli interventi sono a “macchia di leopardo”. Tuttavia non si sono registrate grosse criticità e soprattutto non si sono segnalati interventi relativi al soccorso di persone.

  • Peste suina, decine di Comuni del Parco Ticino in zona rossa (c’è anche l’Abbiatense): il video servizio di TGR Rai Lombardia

    Peste suina, decine di Comuni del Parco Ticino in zona rossa (c’è anche l’Abbiatense): il video servizio di TGR Rai Lombardia

    Il ritrovamento di carcasse di cinghiali infetti dalla peste suina nel parco del Ticino ha fatto scattare la zona rossa in 42 comuni. Per evitare il diffondersi del virus bisogna rispettare alcune norme. Entrando nel bosco non devono essere abbandonati i sentieri principali, le scarpe vanno disinfettate, il cane va tenuto al guinzaglio e poi vanno disinfettate le zampe. Necessario disinfettare anche le ruote di auto e biciclette. Nelle prossime ore compariranno i cartelli con le regole di biocontenimento che riguardano aree verdi e giardini.

    Sulla Gazzetta ufficiale europea è stata pubblicata la notizia con la quale vengono estesi alla zona del parco del Ticino i divieti già imposti a 21 Comuni dell’Oltrepò. Ora spetterà al ministero della Salute informare la Lombardia che dovrà delimitare il perimetro e le regole imposte. Nella zona rossa dovrebbero essere coinvolti 16 comuni della provincia di Pavia, compreso il capoluogo, e 5 della Città metropolitana milanese. E i 16 centri con ogni probabilità sono quelli bagnati dal fiume azzurro o che si trovano nell’area più vasta del parco del Ticino che va da Cassolnovo a Bereguardo toccando anche Borgo San Siro, Carbonara, Cassolnovo, Gambolò, Garlasco, Gropello, Linarolo, Pavia, San Martino, Torre d’Isola, Travacò, Valle Salimbene, Vigevano, Villanova d’Ardenghi, Zerbolò e Pavia. Coinvolti pure 5 città della provincia di Milano, da Motta Visconti che si trova al confine con il Pavese fino ad Abbiategrasso compreso Besate, Morimondo e Ozzero.

    In queste zone dovrebbe, il condizionale è ancora d’obbligo finché non arriverà un provvedimento specifico della Regione, essere vietata la caccia, esclusa quella per il depopolamento dei cinghiali. I non residenti poi dovrebbero non poter compiere passeggiate nei boschi oppure andare a cercare funghi, mentre i residenti, i proprietari o coloro che hanno preso seconde case in affitto invece possono spostarsi nei parco, ma con l’obbligo di cambiare le calzature alla partenza e all’arrivo e di lavare le suole delle scarpe. Da lavare anche le gomme delle bici.

    Ecco l’intervista di TGR RAI Lombardia a Mirko Mereghetti, comandante dei Guardiaparco del Parco Ticino:
    https://www.rainews.it/tgr/lombardia/video/2023/10/peste-suina-parco-ticino-04a09adf-1f1b-4339-b8cc-69b3ac1b5651.html

  • Maltempo, Milano nel caos: Fontana contro Granelli

    Maltempo, Milano nel caos: Fontana contro Granelli

    “Io credo che Granelli (assessore con delega alla Protezione civile di Milano, ndr) si dovrebbe occupare di gestire un po’ meglio la città, perché io credo che non siano mai successe tante situazioni come queste che dimostrano un completo abbandono. Lui dovrebbe preoccuparsi di casa sua. Noi il nostro lavoro lo stiamo facendo, le vasche di laminazione saranno pronte, la prima verrà consegnata entro la fine di gennaio, la seconda entro marzo. Noi stiamo rispettando i tempi. Di solito, è sempre così: quando uno ha la coda di paglia, cerca di scaricare sugli altri le proprie responsabilità”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, arrivando al Laboratorio sulla ricostruzione dell’Ucraina alla Triennale di Milano.

    L’esondazione del Seveso e il nubifragio che si è abbattuto nella notte a Milano, con forte pioggia e vento, stanno avendo conseguenze sul servizio di alcune linee dei trasporti pubblici in diverse zone della città. Alcune linee, spiega Atm, sono interrotte dopo la caduta di alberi. L’acqua del Seveso ha danneggiato gli impianti nelle gallerie di M3 tra Sondrio e Zara. Sulla M3 i tecnici sono al lavoro per riparare gli impianti. La linea è chiusa tra Centrale e Maciachini. A Zara non si cambia tra M3 e M5. A Centrale si possono raggiungere M2 e le linee ferroviarie. I treni sono rallentati sul resto della linea. Disagi anche per la metropolitana M1: alcune uscite nelle stazioni di Conciliazione, Cairoli, Duomo, San Babila, Gorla e Primaticcio sono chiuse, e Atm invita a usare le alternative. Le stazioni sono comunque in servizio e i treni fermano normalmente. Sulla M5 i marciapiedi allagati rendono difficile entrare e uscire dalle stazioni di Istria e Marche. Si invita a usare le stazioni vicine di Zara e Ca’ Granda. Per quanto riguarda invece le linee di superficie, il tram 1 verso Roserio devia e salta le fermate tra corso Sempione/via Procaccini e via Espinasse/via Palizzi.

    Il tram 5 non fa servizio tra via Vitruvio/via Settembrini e l’Ospedale Maggiore. Il tram 7 non fa servizio tra viale Fulvio Testi/Santa Monica a piazzale Lagosta. Il tram 10 non fa servizio tra il Cimitero Monumentale e Lunigiana. Il tram 14 non fa servizio tra piazza Diocleziano e il Cimitero Maggiore. Il tram 19 non fa servizio tra piazza Sei Febbraio e piazza Castelli e il tram 33 non fa servizio tra via Farini/via Ugo Bassi e Lagosta. Deviazioni e interruzioni anche per i bus. Il 42 devia e salta le fermate tra piazza Farina e via Fulvio Testi/via Santa Marcellina. Il 51 non fa servizio tra l’Ospedale Maggiore e il capolinea di viale Zara, il 55 devia e salta fermate tra via Feltre 100 e il cimitero di Lambrate, per il bus 55/ le corse per Segrate in entrambe le direzioni fanno capolinea in via Cassanese/via Radaelli. Il bus 60 non fa servizio tra Centrale FS e il capolinea di viale Zara. Il bus 82 non fa servizio tra piazzale Maciachini e il capolinea di viale Zara. i filobus 90, 91 non fanno servizio tra via Resegone e piazza Piola, il filobus 92 non fa servizio tra via Resegone e via Pergolesi. I bus 727 e 728 non passano in viale Sarca, deviano su via Fulvio Testi, il 729 verso Comasina devia e salta le fermate tra via Monte Grappa/via Picardi e via Gorki (Cinisello) e il 925 devia e salta le fermate tra via Feltre 100 e piazza Udine.

  • Magenta, onorare e ripulire l’area del Monumento in memoria del Sergente Cattaneo: un’idea del Rotary Club

    Magenta, onorare e ripulire l’area del Monumento in memoria del Sergente Cattaneo: un’idea del Rotary Club

    Come è nata l’idea di onorare il Sergente Maggiore Giovanni Cattaneo? Ce ne parla Andrea Ranzini, presidente del Rotary che abbiamo incontrato all’hotel Excelsior di Magenta, situato proprio in via Cattaneo e sede del Club.

    E’ stato proprio nella sala del consiglio che, durante una riunione del direttivo, è partita l’idea. “Quest’anno – commenta Ranzini – nel mese di marzo è venuto in mente dapprima ad Osvaldo Chiaramonte e poi al sottoscritto di onorarlo.

    Ci sembrava giusto perché ricorrono gli 80 anni dalla morte e perché la statua si trova di fronte a noi e la vediamo sempre”. Dapprima si decise di fare qualcosa in piccolo con una messa e un corteo, ma interpellando Pietro Pierrettori, presidente della Pro loco al quale è stato chiesto di interfacciarsi con la famiglia e con le istituzioni locali e con il generale Antonio Pennino, si è pensato a qualcosa di più adeguato all’importanza del personaggio e del momento.

    “Ci siamo ritrovati a settembre con il Comune di Magenta, la Pro loco e le altre associazioni d’Arma di Magenta – continua – Questa settimana verrà eseguita la pulizia della zona circostante al monumento”. I ringraziamenti vanno al Comune di Magenta per la pubblicazione su Giovanni Cattaneo e anche a Laura Bachman, vice presidente del Rotaract.

    “Questo perché Cattaneo ha combattuto nel Regio Esercito e ci sembrava giusto informare Casa Savoia di questo evento. – continua Ranzini – Rotaract ha scritto al principe Aimone di Savoia duca d’Aosta che non sarà presente all’evento di sabato ma invierà una lettera. Era cosa giusta sistemare questa zona. Il Rotary metterà la bandiera consegnataci dal generale Pennino e ripuliremo l’area circostante il monumento ripristinando l’acciottolato e ripulendo i grandini con una lancia.

    Verificheremo con il Comune se ci sarà la possibilità di piazzare delle essenze vicino alla statua. L’importante è onorare e dare una nuova immagina a questa zona di Magenta. Cattaneo è l’unica medaglia d’oro della Divisione Livorno, consegnata appena finita la seconda guerra mondiale per il suo grande valore”.

  • Abbiategrasso: uno straordinario Matteo Pisu nei panni di Domingo Grollino. Un successo la prima edizione premio intitolato alla memoria del sognatore di Mar del Plata

    Abbiategrasso: uno straordinario Matteo Pisu nei panni di Domingo Grollino. Un successo la prima edizione premio intitolato alla memoria del sognatore di Mar del Plata

    Si può essere sognatori seppure bloccati contra naturam e contro desiderio su una sedia a rotelle o su un letto? Si può sognare se persino per pulirsi il culo devi essere assistito? Se nessun movimento di mani, braccia e corpo ti è concesso? Se l’aspirazione a una vita piena si traduce nella sola possibilità di sbattere gli occhi?

    La risposta è sì. Non è un esercizio di stile ma la lezione che post mortem continua a darci, giorno dopo giorno, Domingo Grollino. Il ragazzo nato nell’evocativa terra di Argentina, a Mar del Plata (sarà mica un caso se il tango è nato in Argentina..), dove sulle spiagge giocava a calcio, baciava e flirtava con le ragazze, arrivato ad Albairate da adolescente, da allora vittima di un lungo calvario dovuto a una malattia spietata (una vera, autentica figlia di puttana) che l’ha portato a morire nel marzo 2020, in piena emergenza Covid.

    La storia incredibile di Domingo (che sfida credenti e laici: ha senso una vita così, da paralizzati? Certo che sì: ce lo ha dimostrato lui) è, diventata una piece teatrale grazie al Teatro dei Navigi, a Luca Cairati e al regista Lorenzo Cordara. Ma la genesi di questa meraviglia, ancorché colma di dolore, va rintracciata in una esibizione avvenuta alla presenza di Domingo un sabato pomeriggio del settembre 2018, al castello Visconteo, quando ‘cuore impietoso e dettante volontà esplicita’ Sara Valandro coinvolse Luca Cairati nella lettura dell’Urlo, parole e opere dello stesso Domingo.

    E soprattutto questa storia è diventata narrazione teatrale grazie a uno straordinario Matteo Pisu, l’interprete della vicenda umana di Domingo che venerdì sera ha portato sul palco del Corso la storia di Domingo, ma soprattutto il suo messaggio di vita. L’ha fatto, questo giovane talento figlio d’arte (il padre è il celeberrimo Max Pisu), portando sul palco non solo Domingo, ma soprattutto le sue ambizioni, il desiderio tutto platonico di felicità, i primi cedimenti, la malattia, Albairate, l’Anffas dove per anni ha misteriosamente impartito le lezioni derivanti da quel principio religioso che s’umanizza anche per il più forsennato degli atei che si chiama Grazia. Umana, divina: fate voi.

    Matteo Pisu ha portato, sofferto, contorto viso e muscoli, mosso braccia e gambe rimandando lo spettatore alla consapevolezza di cosa abbia significato, per Domingo, diventarne un giorno prigioniero.

    Domingo ha sofferto tanto, ma ha avuto sempre, come testimoniato in modo commovente da Alberto De Priori (dal cui libro è tratta la piece teatrale) qualcosa di più, una energia di vita che gli permetteva di affrontare tutto e di comunicarla a chi gli stava vicino. Le ore e il tempo a sentire raccontare di Domingo hanno un valore significativo, perché testimoniano che vi è una positività di vita che fa vivere qualsiasi condizione, la storia di Domingo è una storia di speranza per tutti. Come scrisse Gianni Mereghetti e come sottoscriviamo alla virgola. E adesso avanti: tutte le scuole dell’Est Ticino dovrebbero assistere allo spettacolo su Domingo Grollino, grazie al come sempre eccellente lavoro del Teatro Navigli. E allora cominciamo, quanto prima.

    IL PREMIO IN MEMORIA DI DOMINGO
    Venerdì sera è stato assegnato dal Teatro Navigli, Luca Cairati e dalla giuria- con la presenza di Riccardo Magni- il premio dedicato a Domingo Grollino, che proprio grazie alla scrittura è sempre riuscito a comunicare al mondo le sue emozioni e i suoi pensieri. Domingo colpito da una rara sindrome degenerativa che ne ha paralizzato il corpo ad eccezione degli occhi e del pollice sinistro, osservava il mondo e le persone, comunicando tramite sms i suoi pensieri. Per la sua forza e il potere prezioso che per lui ha avuto la scrittura, Teatro dei Navigli ha voluto legare il suo nome ad un premio di scrittura con l’intento di creare un luogo di incontro fra i giovani autori e gli addetti del settore, con l’intento di favorire la diffusione di nuove opere creative.

    Uno degli aspetti problematici del teatro in Italia è la carenza di progetti specifici a sostegno della drammaturgia contemporanea, a differenza di altri paesi europei ove sono presenti circuiti e politiche culturali volte a sostenere le nuove drammaturgie e i giovani autori. Il problema è ancora più sentito nel teatro ragazzi; non per mancanza di validi corsi di scrittura creativa o di giovani talenti, bensì alle poche opportunità che essi hanno di proporre ai palcoscenici italiani le loro opere. Teatro dei Navigli ha dunque deciso di istituire un premio dedicato alle nuove drammaturgie per il teatro dell’infanzia e la gioventù, il Premio Domingo Grollino, per abbattere questa barriera.

    Il primo classificato ha ricevuto un premio di 1.000,00 € ed il testo vincitore sarà allestito nella nuova produzione di Teatro dei Navigli nel 2024. Oltre al primo premio per il vincitore, il concorso prevedeva un secondo premio di 500,00 € che sarà attribuito al testo più innovativo, e per il quale è stata fatta una lettura parziale venerdì sera. Sul palco, con Luca Cairati, anche il presidente di Amaga Piero Bonasegale, Marina Mignone di Fondazione Ticino Olona (entrambi sostenitori del progetto). Una gran bella serata di teatro, cultura, ma soprattutto di vita.
    Grazie, Domingo.

    -Le foto sono di Mario Mainino, pagina Facebook Teatro dei Navigli-

  • Continua la ‘scalata’ di Paolo Razzano: da Magenta alla tesoreria del Pd Lombardia

    Continua la ‘scalata’ di Paolo Razzano: da Magenta alla tesoreria del Pd Lombardia

    “Ieri sono stato eletto Tesoriere regionale del PD Lombardia. Ringrazio di cuore, per la fiducia, i delegati di tutte le province. E grazie soprattutto alla nostra neo segretaria regionale Silvia Roggiani, con la quale condivido questa avventura da quasi 20 anni. Un ringraziamento particolare a Titta Magnoli Bocchi, che ha svolto questo incarico con grande capacità, per lungo tempo, e che avrà molto da insegnarmi.

    Ieri si concludono anche 10 anni faticosi e meravigliosi al servizio del PD Milano Metropolitana, iniziati come responsabile organizzazione di Pietro Bussolati. È stata l’esperienza più incredibile e coinvolgente della mia vita, che ora prosegue in forme nuove ed entusiasmanti. Perché, come sappiamo bene, “il Partito Democratico non è fatto dai suoi dirigenti, ma dalle donne e dagli uomini che lo abitano”.

    E’ dalle colonne virtuali di Facebook che Paolo Razzano, classe 1981, comunica il suo più recente stato di avanzamento politico. L’ex vicesindaco di Magenta, già dirigente del Pd metropolitano, affiancherà ora la già numero 1 dei Dem milanesi, Silvia Roggiani, formalizzata di recent al vertice del Pd in Lombardia.

    “Al mio fianco ho scelto due vicesegretari: Gian Mario Fragomeli e Matteo Rossi. Con loro saremo al lavoro fin da subito. Davanti a noi abbiamo diverse sfide: uno dei principali obiettivi sarà quello di mettere in campo un laboratorio che si chiamerà ‘Laboratorio Lombardia 2028’ e per questo voglio ringraziare Emilio Del Bono, eletto Presidente dellAssemblea regionale, per la sua disponibilità di essere protagonista di questo percorso”. Così Silvia Roggiani (sotto in foto) intervenendo ieri all’assemblea regionale del Partito democratico della Lombardia. Tra le principali novità annunciate dalla segretaria, la scelta di destinare una quota, oltre che ai giovani come è già previsto, “anche alle donne democratiche, perché abbiano bisogno anche del loro protagonismo nella lotta per i diritti di genere per realizzare una società più paritaria e per intervenire su un partito troppo a prevalenza maschile, a prevalenza milanese e con pochi under 30”.

    Per Paolo Razzano, che ormai da anni fa ‘base’ a Milano, ma ovviamente non ha perso i contatti con la città dov’è nato e si è consolidato il suo impegno politico, è un ulteriore, importante passo in avanti. Quale sarà il prossimo? La politica è sempre più fluida e cambia a ritmi impetuosi, pertanto non possiamo saperlo. Ma per ora ci limitiamo a fargli, a nome di Ticino Notizie, i nostri complimenti.

  • Sospese le ricerche dell’uomo di Robecco disperso a Sondrio: si teme il peggio

    Sospese le ricerche dell’uomo di Robecco disperso a Sondrio: si teme il peggio

    Pessime notizie arrivano sul fronte dell’uomo residente nell’Est Ticino disperso da giovedì in montagna. Sono state infatti sospese le ricerche dello scialpinista milanese di 58 anni (Antonio D.M. di Robecco sul Naviglio) che da tre giorni risulta disperso a oltre 2.500 metri sul ghiacciaio dello Stelvio in Alta Valtellina, tra le provincie di Sondrio e Bolzano. Le operazioni di ricerca sono state sospese oggi pomeriggio a seguito delle avverse condizioni meteo: la bufera di vento che ha cancellato ogni possibile traccia e coperto i crepacci.

    L’allarme era stato lanciato giovedi’ sera quando l’uomo non era rientrato all’hotel dove alloggiava al passo dello Stelvio. Ieri sono intervenuti i tecnici della VII delegazione Valtellina-Valchiavenna del Soccorso Alpino nazionale unitamente a 14 soccorritori giunti dall’Alto Adige, ai militari del Soccorso alpino della Guardia di Finanza delle stazioni di Bormio e di Silandro, i vigili del fuoco, gli elicotteri dell’Aiut Alpin Dolomites e Sagf. Quest’oggi le ricerche sono proseguite ma poi sono state sospese.

    «Il forte timore – spiegano gli esperti soccorritori del Sagf di Bormio in un servizio del quotidiano Il Giorno – è che possa essere rimasto vittima di un incidente, ossia che sia precipitato in un crepaccio e la neve ventata caduta abbondante la prima notte, oltre alla possibile profondità del buco, rendono oltremodo difficile l’individuazione dello sciatore”. Sabato, a metà pomeriggio, ricerche sospese in via definitiva.

  • Apprensione per le sorti del 58enne di Robecco sul Naviglio disperso sullo Stelvio

    Apprensione per le sorti del 58enne di Robecco sul Naviglio disperso sullo Stelvio

    Sono ore di apprensione per le sorti di Antonio de Martino. L’uomo, 58 anni è nativo di Rho, ma ha vissuto dapprima a Marcallo con Casone e, negli ultimi tempi a Robecco sul Naviglio. Giovedì si trovava sullo Stelvio, ma da allora non si hanno più notizie.

    L’albergatore, presso il quale alloggiava, non vedendolo rientrare ha lanciato l’allarme. Le ricerche sono scattate venerdì mattina con le squadre del Soccorso Alpino, i vigili del fuoco, i carabinieri e la Protezione Civile. La neve scesa in quota ha reso difficoltose le ricerche, già di per sé complicate.

    In Italia il SSUEM, cioè il servizio di soccorso sanitario di emergenza, si avvale di diversi corpi per il soccorso in aree di montagna e in quelle che sono definite di accesso “impervio” (che possono essere anche al mare, per capirci). In larga parte gli interventi sono svolti con gli uomini e i mezzi del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS), che è una sezione del Club Alpino Italiano (CAI), ma talvolta sono compiuti anche dagli appositi corpi della Guardia di Finanza, dall’Esercito o dai Vigili del Fuoco.

    Il soccorso alpino è pensato per intervenire in aiuto di chi si trova in montagna e si fa così male da non poter più tornare in un centro abitato a valle, oppure perché le condizioni atmosferiche ne mettono in pericolo la vita. In altri casi, poi, il soccorso alpino interviene per cercare persone disperse perché chiamato da familiari o amici che non ne hanno notizie. Vien da sé che la casistica è molto ampia, e non è sempre facile stabilire quando una chiamata al soccorso alpino è giustificata. Si rimane ovviamente in attesa e nella speranza che l’uomo venga ritrovato.

  • 21enne nigeriana minacciata con coltello e violentata da connazionale alla stazione di Lonate

    21enne nigeriana minacciata con coltello e violentata da connazionale alla stazione di Lonate

    Una ragazza di 21 anni è stata aggredita e violentata nella notte tra giovedì e venerdì scorsi alla stazione ferroviaria di Lonate-Ferno, nel varesotto. La giovane, originaria della Nigeria, ma residente a Milano, aveva trascorso la serata con il fidanzato, un giovane coetaneo del posto. Poco prima delle 3 del mattino, dovendo rientrare a casa, la coppia si è recata alla stazione, che in quel momento era chiusa. Il ragazzo, dopo aver accompagnato la fidanzata, l’ha salutata e se n’è andato.

    La ragazza, rimasta da sola ad attendere che la stazione riaprisse, è stata avvicinata poco dopo da un connazionale che, sotto la minaccia di un coltello, l’ha aggredita e violentata. Quindi si è dileguato, facendo perdere le proprie tracce. La ragazza, terrorizzata, ha chiamato il 112 ed ha chiesto aiuto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Busto Arsizio e i sanitari del 118 che l’hanno soccorsa e trasportata all’ospedale Mangiagalli di Milano. I militari sono tuttora al lavoro per rintracciare l’aggressore

  • Furti e truffe ad anziani: 10 arresti dei Carabinieri nel Novarese

    Furti e truffe ad anziani: 10 arresti dei Carabinieri nel Novarese

    Dieci misure cautelari eseguite nel Novarese sono il risultato di una minuziosa attivita’ d’indagine, avviata nel dicembre 2022, dopo innumerevoli denunce di furti in abitazione e truffe ai danni di anziani consumati in provincia di Novara. Tre persone sono agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, sette hanno l’obbligo di dimora, divieto di uscita notturna e obbligo presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e due il divieto di dimora.

    Sono diciannove gli indagati complessivi nell’operazione ‘Ibiza’ dei carabinieri della compagnia di Arona, in provincia di Novara con la collaborazione delle stazioni di Gozzano e Castelletto Sopra Ticino e di altri reparti territoriali del Piemonte, della Liguria e della Lombardia. L’operazione e’ partita con alcuni provvedimenti restrittivi da aprile e si e’ conclusa nelle ultime ore, a seguito della decisione della Corte Suprema di Cassazione. Gli elementi raccolti, attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione e pedinamento, hanno permesso di disarticolare un sodalizio criminale, composto principalmente da ‘sinti’, dotato di struttura organizzativa stabile, dedito a una serie indefinita di furti in abitazione in orario diurno, e operativo in tutto il Piemonte e la Lombardia.

    I carabinieri hanno ricostruito l’operativita’ della banda. Nella misura restrittiva, agli indagati oltre il reato associativo sono contestati 20 furti in abitazione – consumati e tentati – che avrebbero portato ad un bottino di circa 300 mila euro, in parte recuperato nel corso indagini.