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  • Tragedia a Vermezzo con Zelo: donna perde la vita in un incidente

    Tragedia a Vermezzo con Zelo: donna perde la vita in un incidente

    Una tragedia si è verificata, poco prima delle 7 di questa mattina, a Vermezzo con Zelo. Dalle prime informazioni una donna di 68 anni sarebbe stata investita in via Piave. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime, tanto che l’equipaggio della Ata di Zelo e l’automedica sono giunti con il codice rosso.

    Purtroppo per la signora non c’è stato nulla da fare. Sono tuttora sul posto i Carabinieri per chiarire l’accaduto. (Seguiranno aggiornamenti)

  • Don Fausto Giacobbe, già Parroco a Magenta, dona un prezioso calice di fine ‘800 a Maristella Bigogno per la missione in Togo

    Don Fausto Giacobbe, già Parroco a Magenta, dona un prezioso calice di fine ‘800 a Maristella Bigogno per la missione in Togo

    Un dono inaspettato e meraviglioso. Don Fausto Giacobbe, già parroco a Magenta, ha voluto donare un calice a Maristella Bigogno per i suoi 25 anni di missione prima che lasciasse l’Italia per fare rientro ad Amakpapè in Togo. Un calice bellissimo e prezioso di fine ‘800. Dono accolto con gioia da Maristella.

    MAGENTA – Il calice, di proprietà dello stesso don Fausto, verrà utilizzato nella chiesa della missione. Don Fausto ha superato i 90 anni di età, ma mantiene una lucidità mentale incredibile. Fu lui a volere, in periodo di Quaresima, la giornata dedicata alla raccolta fondi per la missione in Togo di Maristella. Dotato di grande intelligenza e sensibilità è sempre stato accanto all’opera dei missionari e a Maristella in modo particolare.

    Soltanto il giorno prima del dono aveva fatto messa utilizzando quel calice. L’ultimo dono a Maristella prima che lasciasse l’Italia e consegnato dopo la serata della scorsa settimana, intensa ed emozionante durante la quale il Comune ha omaggiato la magentina di una targa.

  • Bernate, domenica 24 arriva la prima maxi panchina dell’area metropolitana

    Bernate, domenica 24 arriva la prima maxi panchina dell’area metropolitana

    BERNATE TICINO E’ scattato il conto alla rovescia: domenica 24 ci sarà l’inaugurazione Big Bench di Bernate Ticino – La prima “Grande Panchina” ad essere installata nella Città Metropolitana di Milano.
    Ritrovo alle ore 14.30 in Via Vittorio Emanuele – parcheggio Chiesa Parrocchiale – per proseguire insieme verso il luogo suggestivo e incontaminato nel cuore della valle del Ticino dove inaugureremo la Big Bench.

    Un evento nato dallo sforzo di diverse realtà, sottolineato con favore anche dall’ex corridore professionista Andrea Noè: “Domenica 24 Settembre inaugureranno la panchina gigante Big Bench posizionata in un luogo bellissimo su un ramo del Ticino nel Comune Bernate Ticino
    Comune del Parco Lombardo della Valle del Ticino

    Un progetto mondiale che finalmente abbraccia anche noi grazie Milanta ETS Indutex e Marcello Mazzoleni
    Non potendoci essere Domenica siamo andati a vederla, come ne abbiamo viste molte altre( (tante si possono trovare nel Monferrato e nel Novarese). Molte realtà, anche sportive come Gravelland stanno cercando di valorizzare il nostro bellissimo territorio ma è sempre più difficile farlo”.

    “Eccola!!! BB#324 BERNATE TICINO MI
    In attesa dell’inaugurazione di domenica 24 settembre alle ore 14.30 possiamo seguire la sua pagina Facebook Big Bench Bernate Ticino dove sta già incominciando a parlarci di sè…
    E possiamo già farci un giro in anteprima in questo weekend!!! Ecco la sua posizione, direttamente dal sito di Big Bench Community Project : https://bigbenchcommunityproject.org/it/le-panchine-giganti
    La big bench “alla lanca” è posta a dominio di un ramo secondario del fiume Ticino; alle sue spalle si può notare un lembo superstite della foresta planiziale che ricopriva la pianura padana nei secoli scorsi. L’UNESCO ha individuato come “riserva della biosfera” tutto il territorio del Parco Ticino. La panchina è raggiungibile dai sentieri ciclopedonali e dalle alzaie del Naviglio Grande e dal sentiero europeo E1.
    ATTIVITA’ DOVE TROVARE TIMBRI E PASSAPORTI
    (a partire da domenica 24 settembre)
    BAR ROSE
    Via Vittorio Emanuele, 15 – 20010 Bernate Ticino (MI) | Tel.391.3849373 | rosebar15@gmail.com | Aperto lunedì 7:00-19:30, da martedì a giovedì 7:00-21:30, da venerdì a domenica 8:00-22:30
    BAR TRATTORIA ITALIA
    Via Alzaia, 1 – 20010 Bernate Ticino (MI) | Tel. 339.2798612 | marco@bartrattoriaitalia.net | Aperto lunedì 7:00-14:30, da mercoledì a domenica 7:00-24:00 | Chiuso martedì”

    Questo il post di Marcello Mazzoleni, appunto tra i fautori del progetto.

    IL PROGETTO
    Dalle Grandi Panchine di Chris Bangle, ormai un’attrazione simbolo delle Langhe, nasce la Fondazione BIG BENCH COMMUNITY PROJECT (BBCP) che promuove l’installazione dell’oggetto fuori scala e contestualmente contribuisce a sostenere le comunità locali, il turismo e le eccellenze artigiane dei paesi in cui vengono posizionate.

    La Fondazione BBCP è un’iniziativa no profit promossa dal designer americano Chris Bangle insieme alla moglie Catherine, cittadini di Clavesana dal 2009, per unire la creatività del team di designer della Chris Bangle Associates S.r.l. alle eccellenze artigiane di quest’area del Piemonte.

    Il design delle Big Bench, protetto da copyright, viene concesso a titolo gratuito per la realizzazione di una panchina gigante a condizione che si rispettino tutti gli elementi che caratterizzano la visione di Chris.

  • San Martino Siccomario: inciampa e finisce su coltello da cucina, morto 63enne

    San Martino Siccomario: inciampa e finisce su coltello da cucina, morto 63enne

    SAN MARTINO SICCOMARIO (Pv) E’ inciampato in cucina nello sportello aperto della lavastoviglie ed è finito su un coltello, posizionato nel cestello con la lama rivolta verso l’alto. Lama che gli ha reciso l’arteria femorale, provocandogli la morte per dissanguamento.

    Il drammatico incidente domestico si è verificato martedì sera in un appartamento di San Martino Siccomario (Pavia), alle porte di Pavia. Vittima un pensionato di 63 anni, che viveva solo. A chiedere aiuto sono stati i vicini, preoccupati dalle urla giunte dall’abitazione. Quando sono giunti sul posto i soccorsi, ormai non c’era più nulla da fare. L’uomo era a terra, in una pozza di sangue, accanto alla lavastoviglie e al coltello. I carabinieri hanno ricostruito la dinamica a partire dalla posizione in cui è stato ritrovato il cadavere. Il magistrato di turno non ha disposto ulteriori accertamenti, restituendo la salma ai familiari e concedendo il via libera alla sepoltura.

  • Italrugby, a Nizza appuntamento con l’Uruguay.. e la storia

    Italrugby, a Nizza appuntamento con l’Uruguay.. e la storia

    A Nizza, nel tardo pomeriggio, è prevista acqua dal cielo e non è quella che si dice una buona notizia. Perché, nel rugby, quando il rettangolo di gioco è ridotto a pantano con la palla scivolosa come una saponetta, il beneficio concesso da Giove Pluvio, che si chiama livellamento dei valori in campo, è ovviamente tutto dalla parte di chi è meno attrezzato per vincere e, per una volta, lo saranno i nostri avversari. Si fanno chiamare Teros, sono gli uruguagi del rugby e oggi contendono all’Italia un traguardo di capitale importanza, il diritto a prendere parte alla prossima edizione dei mondiali. Un meccanismo bizzarro che fa sì che un incontro del girone del mondiale in corso di svolgimento abbia intrinseca una doppia valenza, nell’immediato e a lungo temine: fare strada in questa competizione gettando le basi per quella che si disputerà tra quattro anni.

    Inserita in un girone terribile e stimolate insieme, dove oltre all’Uruguay e alla già battuta Namibia ci sono i padroni di casa della Francia e gli All Blacks neozelandesi – compagini di un altro pianeta con in mano, salvo cataclismi, la prenotazione per i primi due posti che garantiscono l’accesso ai quarti di finale – l’Italia, proprio contro i Teros, mette in palio quel terzo posto che vuole dire, appunto, qualificazione per Australia 2027. Oltre alla conferma di uno status prezioso e niente affatto scontato, quello di squadra di riferimento nella fascia immediatamente a ridosso del gotha della disciplina.

    In soldoni, ci aspetta la classica partita appiccicosa nella quale si ha tutto da perdere, con l’avversario che, al contrario, può affrontare la medesima sfida con la serenità di chi, male che vada, il suo dovere l’avrà fatto comunque. Quella che, se si parlasse di tennis, Rino Tommasi chiamerebbe prova del nove, l’esame di maturità, la necessità inderogabile di saper vincere le partite da vincere. Psicologicamente, il peggio che ci si possa trovare a dover gestire. Ma ci tocca farlo, è un privilegio e, per quanto di buono fatto vedere negli ultimi mesi, un appuntamento da prendere per le corna con tutta l’umiltà del caso perché nel rugby nessuno è mai disposto a regalare niente. Figuriamoci gli eredi dei Tupamaros, gente fatta di muscoli e garra charrua che sprizza da tutti i pori.
    Per l’occasione, Kieran Crowley, allenatore azzurro dalle chiare origini neozelandesi, si affida al meglio che il nostro movimento è in grado di assicurare oggi, apportando qualche significativa correzione al quindici che ha travolto la Namibia all’esordio. Ange Capuozzo, scheggia impazzita e instancabile manifestazione di fantasia che viaggia alla velocità del suono, lascia l’ala e torna all’estremo, la sua comfort zone, ruolo che gli assicura più coinvolgimento palla in mano e, quindi, una maggiore possibilità di spaccare in due le partite. Ange è un fenomeno, genialità purissima, quello che nel soccer sarebbe stato uno come Savicevic se avesse avuto anche il piglio del centometrista. Tommaso Allan, deputato a lasciare il posto al largo proprio al napoletano di Francia, migra all’apertura che, anche per lui, significa una collocazione più confortevole, in un ruolo tutto fosforo e lucidità che a definire chiave di sbaglia per difetto.

    L’esordio mondiale di Pani all’ala, con Ioane confermatissimo dal lato opposto, è la vera scommessa di Crowley che ci sentiamo di appoggiare senza riserve stante la qualità del ragazzo delle Zebre. Fischetti, Nicotera e Riccioni compongono la consueta prima linea che avrà il compito di tenere a bada quella uruguaiana, ostinata e abrasiva, in un confronto di spinte a baricentro basso che dirà molto delle sorti della partita. La curiosità forse più intrigante, però, è la presenza in campo già dall’inizio di due coppie di fratelli: Lorenzo e Niccolò Cannone, rispettivamente terza e seconda linea; Alessandro e Paolo Garbisi, rispettivamente mediano di mischia e tre quarti centro. Affiatamento cromosomico, DNA comune nel nostro doppio affare di famiglia. A chiudere la formazione titolare, infine, sono Ruzza in seconda linea, Negri e capitan Lamaro in terza e Brex tre quarti centro. Zero esperimenti, si bada al sodo, vincere è l’unica cosa che conta.

    Tra Italia e Uruguay sono quattro i precedenti, tutti appannaggio degli azzurri ma non sempre ciò ha significato vita facile. Come l’ultima volta, quando ai Teros è mancato davvero un pelo per inchiodarci ad un pareggio che, peraltro, avrebbero meritato di portarsi a casa. Il risultato striminzito di 17 a 10, quindi sotto il fatidico break di distanza, certificò la sofferenza quale costante di tutti gli ottanta minuti nei quali furono solo due le mete messe a referto a testimonianza delle difficoltà offensive incontrate dagli azzurri. Anche il match d’esordio in questo mondiale, disputato dai latinoamericani al cospetto della Francia, deve essere considerato un motivo di grande attenzione. Perché, se è vero che i transalpini hanno rinunciato a gran parte delle loro prime scelte, l’Uruguay si è comunque reso protagonista di una partita eccellente, impedendo agli avversari di siglare le quattro mete che per regolamento significano punto di bonus. Una sconfitta più che onorevole costata alla Francia una bordata di fischi dagli spalti e il fuoco incrociato della critica.

    Di cosa sono capace i Teros è dunque cosa nota, sta all’Italia, che ne ha ovviamente tutte le possibilità, adottare le opportune contromisure per certificare sul campo una superiorità tecnico-tattica che non deve restare solo sulla carta. Anche sotto il probabile diluvio battente fatto apposta per acuire ancora di più la battaglia casa per casa che esalta le qualità dei nostri rivali. Tre sono i requisiti che non devono mai latitare nel corso del match, anche per i più bravi: umiltà, concentrazione, intensità. Quando questi fattori vengono garantiti, difficilmente il rugby – sport crudo semmai ce ne fosse uno e nel quale è impossibile inventarsi alcunché – regala sorprese. In altri termini, scientificamente vince il più forte. Oggi, non possiamo certo nasconderci, qualunque risultato finale che non corrisponda ad una convincente vittoria sarebbe, sportivamente parlando, tragico.
    Forza ragazzi, c’è una pagina di storia rugbistica da scrivere. Facciamolo in stampatello, con un inchiostro indelebile. Senza paura.

    di Teo Parini

  • Peste suina: nel Pavese abbattuti 33mila maiali

    Peste suina: nel Pavese abbattuti 33mila maiali

    PAVIA Un controllo costante, giorno e notte, per scongiurare il rischio di un’ulteriore diffusione della peste suina africana (Psa). Da una decina di giorni sono scesi in campo anche i Carabinieri in provincia di Pavia per limitare i contagi ed evitare che il virus possa raggiungere anche allevamenti di altre province della Lombardia o di regioni confinanti.

    E ammonta a 33.865 il numero di capi abbattutti nei vari allevamenti. Mentre cresce la protesta degli animalisti che temono un abbattimento generalizzato che coinvolga anche animali sani. La diffusione del virus ha indotto l’Unione Europea a portare a 172 il numero dei Comuni del Pavese dove sono vietate le movimentazioni di maiali, sia in ingresso che in uscita.

    Frattanto l’ATS di Pavia ha avviato procedure di controllo e contenimento del virus ad ampio raggio, collaborando con le autorità giudiziarie per stabilire le responsabilità dell’evento e valutare eventuali azioni legali.

    “In questi giorni – conclude Beduschi – sarà svolta un’azione di raccordo con le principali associazioni di settore proprio perché sensibilizzino gli operatori a seguire scrupolosamente tutte le norme di cautela nei confronti di un virus che, pur non rappresentando nessun pericolo per l’uomo, ha una capacità di diffusione altissima ed effetti devastanti negli allevamenti. Inoltre, siamo impegnati a reperire nuove risorse da destinare a interventi di biosicurezza e contenimento dei cinghiali per circoscrivere il più possibile la diffusione della PSA. Da questo punto di vista, anche le opposizioni sappiano che stiamo agendo nell’interesse comune di una filiera che è patrimonio di tutti”

  • Incidente con il monopattino ad Abbiategrasso: ragazza finisce in ospedale

    Incidente con il monopattino ad Abbiategrasso: ragazza finisce in ospedale

    Ancora un incidente che vede coinvolta una persona alla guida di un monopattino. Questa volta è successo ad Abbiategrasso dove ieri, verso mezzogiorno, si è verificato lo scontro tra la ragazza di 20 anni in monopattino e un’auto.

    E’ accaduto in via Carlo Maria Maggi dove sono intervenuti l’equipaggio della Croce Bianca di Magenta e l’autoinfermieristica. Ad avere la peggio è stata proprio la ventenne che è stata stabilizzata e trasferita, in codice giallo, al pronto soccorso del San Carlo di Milano. La Polizia locale di Abbiategrasso sta indagando sulla dinamica.

  • Milano, la morte della povera Diana. La madre, “lui mi diceva di lasciarla sola”  e poi chiede al PM di non sgridarla…

    Milano, la morte della povera Diana. La madre, “lui mi diceva di lasciarla sola” e poi chiede al PM di non sgridarla…

    MILANO – Eravamo molto legate, veniva anche in bagno con me, non mi staccavo mai da mia figlia. Io cominciai a lasciarla da sola perche’ il signor d’Ambrosio mi aveva detto di lasciarla a casa da sola per andare a fare la spesa”. Lo ha detto Alessia Pifferi in corte d’assise a Milano, dov’e’ imputata per omicidio con l’accusa di aver lasciato morire di stenti, nel luglio 2022, la figlia Diana, di un anno e mezzo. “E’ successo due-tre volte che lui mi disse di lasciarla da sola a Leffe per andare a fare la spesa”.

    ”Non pensavo potesse succedere una cosa del genere, anche perché io non ho mai pensato di far fuori mia figlia”. Lo afferma Alessia Pifferi, 37 anni, accusata di omicidio volontario pluriaggravato per aver lasciato morire di stenti nella sua culla la figlia Diana di soli 18 mesi. In aula ricostruisce quanto accaduto a Milano nel luglio 2022: la donna il 14 luglio lascia la piccola da sola nel lettino, con latte e acqua accanto, poi rientra il 20 luglio e la bimba era morta. Al pm Francesco De Tommasi che le chiede se avesse inteso cosa poteva succedere se Diana fosse rimasta senza alimentazione, l’imputata replica: ”Non ho idea di cosa potesse succedere se non mangiava, ma certo non una cosa così. In carcere le psicologhe mi hanno detto che un biberon non bastava per sopravvivere”.

    “Io le chiedo gentilmente di non sgridarmi”. Così Alessia Pifferi al pm che la sta interrogando a Milano nel corso del processo che la vede imputata per omicidio volontario aggravato per aver abbandonato la figlia di 18 mesi in casa il 14 luglio 2022, trovata poi morta il 22 luglio. Il pm le aveva chiesto se fosse a conoscenza delle conseguenze del digiuno di cibo e acqua su una bambina piccola come la figlia Diana, 18 mesi, morta per disidratazione. Alla domanda reiterata da parte dell’accusa, la donna ribadisce la sua richiesta: “Le chiedo di non sgridarmi”. “Io pensavo che quello che avevo lasciato le bastasse”, la risposta della donna alla domanda.

  • Robecco sul Naviglio: ucciso da un arresto cardiaco, la tragedia nella notte di fronte a Villa Gaia

    Robecco sul Naviglio: ucciso da un arresto cardiaco, la tragedia nella notte di fronte a Villa Gaia

    Cos’è accaduto all’uomo ritrovato riverso a terra privo di vita questa mattina a Robecco sul Naviglio? Non erano ancora le 6 quando un runner è transitato da via Matteotti e lo ha visto di fronte al cancello di Villa Gandini, la storica Villa Gaia. Era a terra con la bicicletta sopra. Morto da alcune ore.

    ROBECCO SUL NAVIGLIO – Ha 49 anni e viveva a poca distanza dal luogo del ritrovamento. Non aveva ferite o traumi tali da far sospettare ad un’aggressione. Probabilmente la notte appena trascorsa si stava dirigendo a casa, quando è stato sorpreso da un arresto cardiaco improvviso. Era notte fonda, la strada era deserta, e soltanto dopo alcune ore è stato notato dalla prima persona che passava da via Matteotti, un runner appunto. Che ha dato l’allarme.

    I soccorritori sono giunti subito sul posto, ma ormai era troppo tardi. I Carabinieri sono al lavoro per ricostruire quanto accaduto. La salma è stata trasferita all’obitorio e, probabilmente, verrà disposto l’esame autoptico per chiarire le cause del decesso.

  • Robecco sul Naviglio: uomo di circa 40 anni trovato morto di fronte a Villa Gaia

    Robecco sul Naviglio: uomo di circa 40 anni trovato morto di fronte a Villa Gaia

    Un uomo dell’età apparente di circa 40 anni è stato ritrovato questa mattina, prima delle 6, privo di vita in via Matteotti a Robecco sul Naviglio. A trovarlo è stato un runner che, alle 5.40 di questa mattina, passava di fronte a Villa Gaia dove l’uomo pare fosse morto già da alcune ore.

    Cosa sia accaduto è ancora tutto da chiarire. Sul posto è giunta la Croce Bianca di Magenta, l’automedica dal Fornaroli e i Carabinieri della Compagnia di Abbiategrasso. Le indagini, in questo momento, sono volte a identificare quell’uomo che non aveva con sé documenti. Seguiranno aggiornamenti.