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  • Trecate ottiene 450 mila euro dalla Regione per la messa in sicurezza delle Vie Romentino, Clerici e Ferraris

    ‍ Il progetto comunale riguardante l’intersezione delle vie Romentino, Clerici e Ferraris rientra tra le opere finanziate dalla Regione Piemonte per la messa in sicurezza di zone a rischio idrogeologico, viabilità comunale, scuole ed edifici pubblici.

    TRECATE NO – “La Città di Trecate – come spiegano il sindaco Federico Binatti, il consigliere incaricato alla Ricerca bandi e finanziamenti Mattia Felicetta, il consigliere incaricato ai Lavori pubblici Mauro Bricco e il consigliere incaricato alla Mobilità Vincenzo Salerno – aveva presentato il progetto alla Regione Piemonte lo scorso anno. Le opere che intendiamo realizzare saranno finanziate per 450.000 euro e interesseranno l’incrocio tra via Clerici e via Romentino per ridurre le velocità dei veicoli e per migliorare la viabilità con la realizzazione di una rotatoria con marciapiedi rialzati. Per rendere inoltre più fluido lo scorrimento dei mezzi all’incrocio tra via Ferraris e via Dolce sarà realizzata una seconda rotatoria”.

    Con il riordino della viabilità veicolare “si prevede di dare anche sistemazione al percorso ciclo-pedonale sui lati ovest e sud di via Ferraris e via Clerici, in continuità con quello già esistente. Questo percorso – aggiungono il sindaco e i consiglieri – sarà separato dalla corsia veicolare da aiuola a verde, avrà cordoli in granito e pavimentazione in autobloccante. All’ingresso nord di villa Cicogna sarà realizzata una pavimentazione in porfido con trottatoie in granito e saranno predisposti due parcheggi per disabili e mezzi di soccorso. Sarà inoltre ampliata la fermata dell’autobus con una nuova pensilina per l’attesa. I lati est e nord di via Ferraris e di via Clerici avranno una percorrenza pedonale con nuovi marciapiedi. Questo intervento – proseguono il sindaco e i consiglieri – migliorerà la zona interessata non solo per quanto riguarda l’aspetto viabilistico, ma anche sul piano estetico: oltre agli interventi sul manto stradale e sulla segnaletica verticale e orizzontale, saranno infatti posati nuovi pali e fari d’illuminazione del percorso ciclo-pedonale, saranno messi a dimora arbusti nelle aiuole con relativo impianto di irrigazione, saranno realizzati attraversamenti pedonali rialzati e posate transenne metalliche a protezione dei marciapiedi insieme con nuove panchine, portabiciclette e cestini. Infine – concludono il sindaco e i consiglieri – sarà realizzato un piccolo monumento in muratura con lo stemma della Città all’interno dell’isola centrale di via Romentino”.

  • Rapina al Dolce Vita di piazza Liberazione armato di pistola: arrestato dai Carabinieri grazie alla collaborazione dei cittadini

    Erano all’incirca le 22 di martedì quando al Dolce Vita di piazza Liberazione, il noto locale di food and drink, a Magenta è entrato un uomo vestito da imbianchino e armato di pistola. Ha minacciato il ragazzo al banco pretendendo l’incasso ed è uscito a piedi dirigendosi verso la statua della Vittoria Alata distante non più di trecento metri.

    MAGENTA – A quel punto il ragazzo al banco e alcuni giovani presenti lo hanno seguito riuscendo a raccogliere alcuni elementi importanti che hanno trasmesso ai carabinieri. Un lavoro che si è rivelato importantissimo perché i militari, immediatamente allertati, lo hanno individuato a Corbetta. Ad arrestarlo sono stati i Carabinieri di Corbetta, unitamente al radiomobile di Abbiategrasso.

    Nel tragitto l’uomo si era liberato della pistola che è stata poi recuperata e posta sotto sequestro. La pistola, rivelatasi un’arma giocattolo, era priva del tappo rosso. La refurtiva, ammontante a circa duemila euro, è stata interamente recuperata e restituita ai legittimi proprietari. Ad essere stato arrestato è un uomo italiano, classe 1961, residente a Corbetta con precedenti. Ora si trova nella casa circondariale di San Vittore a disposizione dell’autorità giudiziaria.

  • Robecco: solo applausi per ragazze e ragazzi del Gerusco, che dal ‘cilindro’ hanno estratto la festa più bella di sempre

    ROBECCO SUL NAVIGLIO – Nell’aria c’era qualcosa che ci diceva che sarebbe stata una grande serata…ma quello che è successo ieri sera ha superato di gran lunga ogni tipo di immaginazione ❤️
    Un mare di gente bella che ha mangiato, bevuto, ballato, cantato e si è divertita con noi! Che spettacolo che è stato ?

    Va in archivio, dopo le cinque travolgenti serate scattate esattamente una settimana fa, l’edizione 2023 della Festa del Gerusco, di cui Ticino Notizie è stata media partner.

    E le parole che riportano il commento alla incredibile serata di sabato, con migliaia di persone ad assistere al concerto dei Rumatera, riportano fedelmente quanto è accaduto: semplicemente, come dicevamo alla vigilia, il Gerusco più bello di sempre.

    Dalla serata con la balera di Antonello mercoledì ai Punkreas di giovedì, dalla pioggia che non ha interrotto la musica il venerdì, dal trionfo dei Rumatera al contest l’Urlo di domenica: le ragazze e i ragazzi del Gerusco, una cinquantina abbondante, hanno letteralmente gettato il cuore oltre l’ostacolo. L’estate robecchese e il bellissimo parco di villa Terzaghi sono ormai diventati la mèta per tantissime persone, che passano anche solo per una birra o una sangria, o un cocktail nella ormai ricercatissima area relax. E come dimenticare la cucina, che ha sfornato miglaia di pasti e di piatti..

    Un grande encomio, insomma, a tutto lo staff del Gerusco. Ticino Notizie continuerà ad essere al loro fianco. E dopo il meritatissimo periodo di riposto estivo, tutti già pronti per l’Oktoberfest made in Robecco, che quest’anno raddoppia.

    Chiudiamo il pezzo con un bel commento a consuntivo del Gerusco 2023 apparso sulla pagina Facebook di Raffaele Tonetti, che sintetizza molto bene lo spirito (anzi, il ‘mood’) della kermesse ormai divenuta la più cool (e frequentata) dell’Est Ticino.

    IL GERUSCO È MAGIA?
    Questo è stato il mio primo anno da “geruschino” (dopo 20 anni…nonostante i miei 43 mi facciano già entrare nel gruppo dei più “vecchi”…). In questi giorni ho visto e vissuto un gruppo di persone speciali, alcuni amici da una vita, altri da meno, ma mi sono sentito come se fossimo tutti una cosa sola, come se fossi stato lì con loro in questi anni…persone piene di energia e voglia di fare, che si impegnano fino allo sfinimento, giorno e notte, per permettere a tutti di godersi meravigliose serate di divertimento, ottimo cibo, birra e bella musica, durante le quali ti perdi in un mondo fatto di gioia, che ti fa tornare quel ragazzino spensierato che eri…un insieme variegato di età e personalità provenienti da “mondi” diversi che qui si mescolano per diventare una cosa sola che procede verso la meta comune…
    voglio ringraziarvi tutti quanti amici, e ormai compagni di avventura (si perché non penso che me ne andrò tanto presto…) “geruschini”, mi avete fatto Vivere quattro giornate intense e bellissime, che mi hanno fatto dimenticare la fatica e la stanchezza…c’è sempre qualcosa pronto a stupirti e a farti pensare di aver fatto la scelta giusta….e allora il Gerusco è magia? Assolutamente sì, sì, mille volte
    e adesso…..Oktoberfest!!!

  • 37 millimetri di pioggia su Milano e caos a Malpensa: notte di maltempo

    MILANO – MALPENSA Una serie di bombe d’acqua e una forte grandinata ha impegnato per gran parte della notte i vigili del fuoco a Milano e nell’hinterland.

    Alcune strade sono state allagate si sono trasformate in fiumi a causa della scarsa capacità del terreno di assorbire l’acqua e i vigili del fuoco hanno ricevuto chiamate fino a questa mattina a causa di alberi caduti, cantine, semi interrati allagati. I quartieri che hanno avuto maggiori disagi Città studi, Maggiolina e Isola. Nella notte, in totale, sono caduti a Milano circa 37 millimetri di pioggia, secondo quanto riferito il Centro meteorologico lombardo.

    A causa maltempo che si è abbattuto ieri sera su alcune aree della Lombardia, in particolare in provincia di Milano e Varese, oltre 20 voli aerei in arrivo a Malpensa (Varese) sono stati dirottati su altri aeroporti, tra cui Bergamo, Bologna, Brescia, Linate e Venezia. Un volo British Airways atteso in serata, come riporta il profilo social “vola Malpensa”, è arrivato alle 4 di questa mattina perché sorpreso dalla tempesta in quota. Per la stessa ragione gli organizzatori del Rugby Sound festival hanno dovuto interrompere il concerto degli Articolo 31 in corso a Legnano (Milano).

  • L’arlunese Ilaria Losa sulla Amerigo Vespucci in viaggio per il giro del mondo

    L’arlunese Ilaria Losa sulla Amerigo Vespucci in viaggio per il giro del mondo

    Arluno alla conquista del mondo. Sabato primo luglio la nave “Amerigo Vespucci” è salpata da Genova per effettuare il primo giro del mondo. La nave approderà in 29 paesi facendo trentuno soste. Nell’equipaggio che si appresta ad affrontare quest’avventura molto particolare figura anche una cittadina di Arluno, Ilaria Losa “che da anni – ricorda il sindaco Moreno Agolli – vive e lavora nella marina militare italiana”.

    Ilaria ha ricevuto il saluto caloroso della sua famiglia ma anche il comune ha voluto rivolgerle le felicitazioni per questa sua nuova esperienza: “la comunità di Arluno – spiega Agolli in una nota- le augura buon viaggio e si complimenta con lei per avere raggiunto uno dei traguardi che sempre sognava”.

    Alle felicitazioni si aggiunge poi l’augurio: “cara Ilaria – conclude il sindaco arlunese- che tu possa tornare con un bagaglio pieno di belle esperienze , emozioni e crescita personale e professionale”. E, già da ora, auspica che Ilaria, al suo ritorno, condivida le sue sensazioni con i cittadini in una serata.

    Cristiano Comelli

  • La scuola torni a bocciare, basta col troppo buonismo. Di Domenico Bonvegna

    Alcuni gravi episodi di bullismo nelle scuole italiane hanno posto l’attenzione sulla grave crisi scolastica del nostro Paese. E quindi ricompare sempre più grave l’emergenza educativa che non interessa a nessuno. Il caso più eclatante è quello della prof “impallinata” dagli studenti che poi sono stati promossi col 9 in condotta. Su questo ed altro è intervenuta Paola Mastrocola, ex insegnante di Torino, che ha scritto interessanti libri sulla scuola, ne segnalo due, tra l’altro che ho ampiamente letto, studiato e recensiti.

    “Togliamo il disturbo” e “La passione ribelle”. Ebbene, Mastrocola, intervistata da Francesco Borgonovo su “La Verità” del 30 giugno scorso, ha detto che le regole vanno ricalibrate arrivando, a mali estremi, anche alla bocciatura laddove ci si trovi in presenza di violente aggressioni al corpo docente: impallinare una prof come a Rovigo non dovrebbe portare alla promozione, come ha fatto intendere anche il Ministro che ha richiesto una riconsiderazione del caso valutato dal Consiglio di Classe (e un pena più dura dal prossimo anno per chi si macchia di atti del genere). Sebbene non sempre sia la soluzione la bocciatura, occorrono atti importanti che – accompagnati da solida educazione e vicinanza – possano realmente incidere sulla quotidianità di giovani generazioni spesso apparse “allo sbando”. Rileva ancora Paola Mastrocola, “Il punto è che non si dovrebbe arrivare a tanto: se un ragazzo arriva anche solo a pensare di poter puntare una pistola ad aria o un coltello davanti al suo insegnante, vuol dire che non è stato educato mai al rispetto, mai alle più elementari regole del vivere civile, né in famiglia né a scuola, fin da quando era bambino»”.

    Si è inclinato il rapporto tra insegnanti e studenti. “Si è rotto il patto su cui si fondava la scuola, e in due sensi. Il primo senso è culturale: l’insegnante non è più il depositario di un sapere che trasmetteva ai giovani, ma è l’intoppo, colui che interrompe la superficie piana del piacere e del divertimento, dando compiti e infliggendo voti. Un nemico da abbattere, non più un maestro da cui farsi guidare. Il secondo senso è educativo: non esiste più il “superiore”, ma tutti sono sullo stesso piano, l’insegnante e l’allievo, il bambino e l’adulto, il figlio e il genitore. Tutti pari grado, tutti amici, tutti complici. Se qualcuno incrina questa mirabile, e fittizia, uguaglianza, se qualcuno osa imporre qualcosa, foss’anche una minima regola, gli si va contro, con proteste, ricorsi, oppure insulti e aggressioni. I genitori per primi: difendono i figli a oltranza, combattono perché vadano a scuola sereni, mai offuscati da frustrazioni e doveri. Non sono genitori, ma sindacalisti, avvocati e vendicatori dei figli. Se invece già in famiglia si ristabilisse una normale severità, affettuosa ma ferma, fatta anche di premi e punizioni, forse le cose migliorebbero».
    Perchè si è giunti a questa deriva? E’ colpa del Sessantotto?
    Per la Mastrocola il Sessantotto è lontano, piuttosto parla di un Sessantotto degenerato, “che negli ultimi trent’anni si è diabolicamente mescolato al consumismo sfrenato e alla cultura dello spasso, dando origine a una società del benessere a tutti i costi, dove vige il diritto al divertimento e alla soddisfazione immediata di ogni desiderio e appetito, e dove nessun dovere è previsto, tanto meno il rispetto dell’altro. Il tutto condito dall’esorbitante potere dei social, che ci hanno abituati a una libertà verbale che è spesso pura violenza, protetta per giunta dall’anonimato e quindi sempre impunita».

    Esiste la possibilità di una inversione di marcia?

    “No. Il clima dominante è fatto di un permissivismo venato da buone intenzioni. Le parole d’ordine sono accoglienza, inclusività, diritti. Regole blande, che perlopiù si disattendono. E al posto delle sanzioni, l’analisi delle cause (economiche, sociali, psicologiche), la comprensione, l’ascolto, la lezioncina morale affidata agli esperti. Tutto viene ricondotto al “disagio giovanile”: troppo facile, e ingiusto; il disagio c’è, ma non credo riguardi la maggioranza dei giovani, e semmai riguarda tutti, anziani compresi (non esiste forse anche un “disagio senile”?). La Mastrocola come è il suo stile è categorica: “Ogni critica allo stato di cose esistente, ogni protesta, ogni pur timido accenno a voler cambiare viene preso come forma reazionaria, un tornare indietro, una ridicola nostalgia dei tempi andati. Mentre sarebbe solo il ripristino di alcune norme fondamentali di comportamento. Dare valore alla condotta, al voto di condotta, mi sembra un buon passo avanti, non indietro”.

    Qualche anno fa in un’altra intervista Paola Mastrocola si era espressa sugli esami di Stato, sul quotidiano ItaliaOggi, poi ripresa da Fondazione David Hume, ( “Maturità, sarà un esame farsa”. Intervista a Paola Mastrocola” a cura di Alessandra Ricciardi, 17 giugno 2020, ItaliaOggi) Non voglio dilungarmi ma sono interessanti le sue riflessioni, magari farò un altro intervento sul tema. Certo si trattava dei primi esami dopo la pandemia e i ragazzi erano rimasti a casa a studiare a cuasa del Covid. Quindi quegli esami si sono ridotti ad una semplice farsa. «saranno tutti promossi. Questa maturità diciamo che è un modo per rivedersi e salutarsi tra insegnanti e allievi. Una pacchia per chi ha studiato poco in tutto il triennio, una sciagura per chi si è impegnato seriamente». Per la scuola che servirebbe nel dopo coronavirus dice: «Dovremmo buttare tutto all’aria e ricominciare da zero. Il Covid ci ha fatto capire definitivamente che cosa le famiglie chiedono alla scuola: essenzialmente un luogo dove lasciare i figli mentre si lavora, dove possano «socializzare», e dove qualcuno si prenda in carico la loro educazione in senso lato. Ebbene, prendiamone atto e facciamola». Il governo ha eliminato i voti alle elementari? «Andrebbero subito ripristinati, senza si fa un danno ai bambini».Lo ha proposto giusto ieri la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti.

    Infatti la Mastrocola va oltre e fa una severa critica dell’esame di maturità, che è ormai un rito stanco, non tanto da abolire, perché “È bene che, almeno una volta ogni tanto, il giovane sia messo davanti a qualcuno a cui rispondere di sé. Li farei solo un po’ più veri, questi esami di maturità, cioè più difficili: una vera montagna da scalare, non pareti fittizie e addomesticate. Solo se la prova è reale si può provare soddisfazione e felicità nel superarla. Per esempio la smetterei con i quiz, i test, gli schemini da riempire. Prendiamoli sul serio, i nostri ragazzi!”
    Ritornando all’intervista di Borgonovo che definisce i giovani di oggi, una generazione che non ha abitudine alla fatica. L’ex prof risponde: «Siamo noi adulti che stiamo facendo, dei giovani, una generazione di vittime, frustrati e fragili. Alimentiamo in loro il vittimismo, li sproniamo a esigere solo diritti, protezioni, tutele, e non esigiamo più niente da loro. Non crediamo abbastanza nella loro forza, temo. O ci va bene così, perché la loro fragilità ci assicura un ruolo di protettori. Ma i genitori e i maestri dovrebbero essere una guida per affrontare sfide e responsabilità, non una tana dove trovare riparo e coccole. Se molti ragazzi abbandonano, è perché la scuola non li ha preparati abbastanza a seguire corsi di studio elevati. Da lì la pioggia di cattivi voti, e lo stress che ne deriva. L’impreparazione a cui li abbiamo condannati spiega gran parte dell’attuale “dispersione scolastica”. Siamo noi i colpevoli, noi che abbiamo voluto una scuola facilitata e fragile. La scuola sì, è oggi fragile!”.

    A questo punto dell’intervista la professoressa torinese dà delle interessanti risposte sulla didattica scolastica, sul livello dell’istruzione in Italia che è certamente calato, basta consultare studi, analisi e dati. E’ un declino che la Mastrocola ha sempre denunciato nei suoi libri, a partire dagli anni Novanta. “Dolorosamente accoglievo ragazzi in prima liceo sempre meno preparati, con lacune madornali, non più in grado di scrivere correttamente, di costruire frasi sintatticamente complesse, di ordinare logicamente il pensiero, orale e scritto. Le assicuro, uno spettacolo desolante, a cui abbiamo tutti, chi più chi meno, assistito inermi, senza reagire. Dovremmo ora chiedere scusa ai giovani, per questo”.

    Possiamo criticare gli insegnanti?
    “Molti insegnanti per primi non credano più al loro ruolo, culturale innanzitutto. Credono nelle sirene del nuovo, accettano compiti insulsi e inutili, si lasciano sopraffare da una burocrazia demenziale, e hanno deviato il loro lavoro (culturale prima di tutto, lo ripeto) diventando psicologi e amici dei loro allievi. Non tutti, naturalmente. Ci sono ancora molti insegnanti che invece continuano a fare il loro mestiere, ma temo si sentano sempre più soli. Bisognerebbe aiutarli, affermando che la cultura è ancora un valore, oggi più che mai, nonché l’unica vera chance per le classi svantaggiate di poter raggiungere posizioni elevate, vincendo la sfortuna delle loro origini”. Quest’ultimo è un tema fondamentale che Mastrocola sviluppa nei suoi libri. Peraltro anche il ministro Valditara intervenendo a Fenix, la festa di Gioventù Nazionale si è espresso su questo tema:“Nel 1975, a metà degli anni Settanta, sono dati di Bankitalia e non di propaganda, si blocca l’ascensore sociale, la scuola non è più in grado di promuovere socialmente chi parte da posizioni svantaggiate. Non è un caso, perché arriva a ridosso di una stagione che ha compromesso la capacità della scuola di promuovere lo sviluppo e dare opportunità a ogni ragazzo”. Naturalmente il ministro si riferisce alla stagione del Sessantotto.
    Un altro tema è quello della tecnologia nelle classi, che non ha portato a grandi risultati. “La tecnologia è un mezzo, un preziosissimo mezzo. Un aiuto, non la soluzione di tutti i mali. Un abuso tecnologico mi farebbe paura, disumanizzerebbe la scuola, la consegnerebbe nelle mani delle macchine, indebolendo ancor di più la figura del maestro e svilendo il valore dello studio. Illuderebbe i ragazzi che imparare non sia più necessario”.

    Sulle lezioni a distanza Mastrocola è estremamente critica, per lei è “un ossimoro: la lezione è per definizione in presenza. È il centro stesso dell’insegnamento, il più potente se non unico strumento con cui si può ancora tentare di appassionare un giovane ai libri, al sapere, alla cultura”. L’intervista si conclude prendendo in esame gli eventuali cambiamenti più importanti di cui la scuola italiana avrebbe bisogno oggi, per l’ex insegnante si tratta di “rivedere i programmi e i compiti culturali di elementari e medie, in modo da fornire una preparazione di base altissima. Dare più potere agli insegnanti. Esigere uno studio serio dai ragazzi, senza blandirli con vie facilitate e l’abolizione di ogni ostacolo: le difficoltà fanno crescere, e il giudizio, anche espresso in voti, serve a dare ad ognuno la misura di quel che vale e di quanto può migliorare”.

    Sarebbero interessanti prendere in esame alcuni commenti all’intervista della Mastrocola. Segnalo quella di Sussidiario.net, già il titolo è significativo: “Mastrocola: La Scuola sconta il peso del Sessantotto, troppo buonismo senza sanzioni”. Mentre La Tecnica della Scuola è critica, un fondo di Reginaldo Palermo, (Studenti senza regole: per Paola Mastrocola le colpe risalgono al ’68; secondo Valditara l’ascensore sociale si è bloccato a metà anni 70, 30.6.23). In riferimento alle parole della Mastrocola, scrive che si tratta di un suo vecchio mantra quello del Sessantotto, inoltre secondo il giornalista del quotidiano online, “Mastrocola e Valditara sembrano però trascurare o dimenticare un dato molto semplice: dal 1970 in avanti l’Italia non è stata certamente governata da pericolosi bolscevichi”.

    E qui il giornalista giustamente fa l’elenco di tutti i governi a partire dal 1972, perlopiù democristiani, poi Berlusconi, poi quelli di sinistra; “7 anni di governi di centro-destra con due ministre che tutti ricordano per due riforme che non appaiono proprio ispirate al ’68 o a Don Milani. Quindi se proprio vogliamo e dobbiamo individuare dei “colpevoli” dovremmo forse riconoscere che le responsabilità sono piuttosto diffuse”.

    Tutto vero, il problema che tutti i ministri (che si avvalevano dei famosi 60 esperti, come diceva il compianto professore Giorgio Israel, erano quasi tutti espressione di una certa cultura) compresi quelli di centrodestra erano succubi, prigionieri di una cultura propria sessantottina, che al massimo hanno prodotto “pseudo riforme”, e per questo non hanno fatto “quel salto di qualità”, che giustamente auspica la professoressa Paola Mastrocola, che credo non faceva parte degli esperti del ministero.

  • Faccia da viaggiatore parigino: l’ultimo atto sulla Senna

    Un viaggio è come uno spettacolo e gli atti li possiamo decidere noi. Un viaggio è sempre positivo perché ti mette in contatto con altre forme di civiltà

    Cambia il vivere comune e ti fa apprendere in modo diretto la vita.
    Parigi ultima colazione e capisco di dover almeno ripassare il mio inglese e imparare un po’ il francese visto la difficoltà a farmi capire.
    Ultimo giorno con volo alle 19:15 ma resta ancora il tempo per fare un giro in battello sulla Senna, 15 euro spesi veramente bene e senza rimpianto anzi la sera potete fare pure aperitivo.
    Vedere la Torre Eiffel da un’altra prospettiva non ha prezzo !!! Come gli scorci e problemi di questa affascinante città.
    I suoi spazi immensi e le sue tradizioni difese e tenuta a lustro …
    Una perla che consiglio è la Torre Di Saint-jacques un vero capolavoro del gotico francese
    Come molti angoli non commerciali di questa città da Instagram…
    Vero ha lati oscuri e sporchi ma la consiglio per vacanze di 2 o più giorni.
    Ultimo pranzo in un cinese dove come in molti ristoranti non mettono mai coperta e i tovaglioli sono contati col contagocce.
    Un gusto molto più orientale senza filtri, ma la piccola con noi ama questo perché i giovani hanno gusti molto diversi dai nostri.
    Una chicca dell’ Albergo è la presenza di un calcio balilla dove faccio sempre vincere ??? le mie due signore o loro battono me …
    Ultima partita e via per la fermata del passante verso il volo di ritorno!!!
    Certo su questo in Italia siamo molto avanti e con aria condizionata…
    In aeroporto le pratiche di imbarco mi fanno rimpiangere di non avere optato per il treno.
    Anzi devo dire che mi controllano pure valigia come un reperto bellico!!! finalmente si vola però non sono vicino alle mie due donne ma a un personaggio che si strafoga come il pasto del condannato.
    Ormai in volo non fanno neanche più bere un bicchiere d’acqua gratis.
    Il volo è quasi in orario e io ho passaggio da parte di un mio amico.
    Saluto velocemente per non perdere la pazienza del samaritano…
    Ma importante non ho detto: terminal…e mi trovo alle 21:46 come un disperso con le mie due Grazie già andate in taxi e io solo sulla pista del parcheggio…
    Fortuna che il mio salvatore capisce e mi suona dietro.
    In questo viaggio visto il sole ho acquistato tre cappellini.
    Uno versione formula uno e il secondo pescatore.
    Il terzo stile Barbiere di Panama ma i primi due persi
    Il terzo lo regalo volentieri al mio Angelo guidatore.
    Arrivo a casa e i gatti mi assalgono stile leone con antilope…
    Entro in casa ma prima doccia di sudore…
    Il mio gatto Lapo dove l’ho lasciato lo ritrovo e si sveglia sbagliando…
    Certo, l’ultima volta mi aspettava mia mamma chiedendo: me kle andacccc??? bene bene…
    Ma visto cosa è successo in Francia dopo la mia partenza citando Lapo: via il gatto i topi ballano o dopo di me il diluvio…

  • Magenta, esclusiva TN: la doc Mengoni timbra l’ultimo cartellino e va in pensione. Ma non finisce qui….

    La scelta di lasciare il lavoro all’ospedale l’ha fatta a malincuore, Elisabetta Mengoni, medico oculista specialista ambulatoriale, dal 1992 al nostro ‘Fornaroli’, da lei considerato una seconda casa.

    MAGENTA – Ma nella vita di ognuno giunge un momento in cui una serie di circostanze si presentano e costringono, tanto per ricorrere alla strausata immagine della bilancia, a soppesarle. Mediti, ripensi, consideri pro e contro e poi arrivi alla decisione. Lei ha messo su un piatto la passione per la professione con la particolare attenzione alla prevenzione e il costante impegno per il buon funzionamento del servizio medico territoriale, sulla cui importanza l’esperienza della pandemia ha aperto gli occhi persino ai più miopi (scrivendo di un’oculista ci è parso appropriato l’uso metaforico di tale espressione!). Sull’altro piatto ha messo i cambiamenti in ambito sanitario, non sempre migliori rispetto al passato, che il volgere del tempo ha portato con sé, quali la generale riduzione degli organici, l’attuale carenza di medici oculisti, tanto per citarne solo un paio.

    Poi c’è da considerare la nascita, sette mesi fa, della nipotina di cui prendersi cura “perché essere nonna è bello”, e un marito neo pensionato, lui pure, dal primo di giugno. E se i piatti rasentavano l’equilibrio, su quello dei pro Elisabetta Mengoni, alleggerendosi un poco il cuore, ha aggiunto il proseguimento della libera professione presso il Poliambulatorio Santa Crescenzia di Magenta diretto dal dottor Andrea Rocchitelli, cui si è dedicata fin dal principio del proprio percorso lavorativo.
    “Mi ricordo che condividevo lo studio con altri tre medici. Avevo un paziente al mese”, racconta, pensando con particolare riconoscenza ai primi che le si sono affidati, “che hanno creduto in me, facendomi acquisire sicurezza”. I suoi pazienti sono via via aumentati fino a diventare assai numerosi. Li sa ascoltare, si occupa della loro presa in carico. Cioè, li segue. “Non avrei potuto svolgere una professione diversa, mi piace la vicinanza alla persona”.

    Da piccola – vi è traccia in un pensierino scritto alle Elementari – avrebbe voluto fare “la dottoressa dei bambini”. Poi, crescendo, era attratta dallo studio delle Lingue orientali, alla Ca’ Foscari, in quel di Venezia. Idea affascinante. Però, sono state le parole di un amico circa la poca convenienza per una donna a intraprendere la professione di medico, “perché troppo impegnativa se poi ti sposi … hai figli , famiglia etc etc” (roba che abbiamo udito in molte), a provocarle lo scatto femminista: sarò medico. A distanza di anni le vien quasi da ringraziarlo: “Non avrei potuto compiere scelta migliore per me: medico e oculista”. Positiva è stata anche l’opzione Università degli Studi di Pavia, dove non solo si è laureata e specializzata, ma ha anche incontrato Flavio, che ha seguito a Magenta, per amore, così si dice e cosi è stato.

    Col camice bianco la nostra dottoressa ha iniziato nel 1986: sostituzioni di colleghi, periodi lavorativi in Piemonte, a Vigevano e quindi l’assunzione presso il nosocomio di via Donatori del sangue. “Ed era un vanto per me dire lavoro all’Ospedale di Magenta”. Il termine ‘vanto’ ben si addice pure all’ambulatorio di oftalmologia pediatrica da lei stessa avviato al ‘Fornaroli’. “Ho sempre creduto molto nella prevenzione e nella cura nella più tenera età”, afferma. Rilevare precocemente patologie e difetti dell’apparato visivo significa “evitare problemi di ipovisione per i pazienti adulti, molti dei quali hanno ‘occhi pigri’ perché non sono stati curati a tempo debito”. Prevenire significa, in aggiunta, operare a favore del contenimento della spesa sociale. Sempre per rimanere nel campo della prevenzione: Elisabetta Mengoni ha partecipato, con la collega Luciana Parola, ex direttore della Pediatria magentina, e con professionisti di altre Aziende Ospedaliere, alla stesura del protocollo, richiesto e, quindi, adottato da Regione Lombardia, sul riflesso rosso del fondo dell’occhio del neonato.

    “Si tratta di esame importate – spiega – che oggi si esegue in tutti i punti nascita lombardi per diagnosticare velocemente patologie congenite, tra cui la cataratta”. Altro incarico significativo da lei ricoperto è quello di presidente del Goal (Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi), di cui è stata una dei fondatori. “Organizziamo convegni, giornate di studio sempre con un occhio alla medicina territoriale che è fondamentale”. Interesse per il singolo e interesse per la comunità le appartengono entrambi. Da qui anche l’impegno politico che la vede in Consiglio comunale nelle fila del Pd per la terza volta: in maggiorana con il Sindaco Invernizzi, all’opposizione con Calati e Del Gobbo. Puntuale, garbata. Che non è da tutti.
    Come non lo è riprendere dopo un po’ di anni lo studio serio del pianoforte, iniziato a 6, e diplomarsi al Conservatorio, a 45 . Ecco un’altra grande passione: la musica che è rigore ed emozione … le note di Brahms, Chopin, Bach. E non finisce qui. C’è la condivisione delle passioni del marito da mettere in conto: tour in moto, sci, golf e l’amore per il mare, per lei, in primis, quello della sua Cervia, “anche se ormai mi considero romagnola solo per metà, l’altra è lombarda”.

    Franca Galeazzi

  • Castano Primo domani apre “Sport di TUTTI Parchi”

    Testimonial Riccardo Battioli, atleta e pluricampione del Japan Karate Shotokan di Castano Primo

    CASTANO PRIMO – “Sport di TUTTI Parchi”, ideato da Sport e Salute S.p.a., la società dello Stato per la promozione dello sport e dei sani stili di vita, in collaborazione con Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e i comuni beneficiari e attori, mercoledì 5 luglio alle ore 17:00 vedrà l’apertura di un nuovo capitolo di “Urban Sport Activity e Weekend” a Castano Primo.

    Il Comune entra nella “Palestra a cielo aperto di Sport e Salute” che, abbraccia tutta Italia e unisce le persone da sud a nord attraverso lo sport praticato nelle piazze e negli spazi verdi all’aperto, e sceglie di aderire a un nuovo modello di fruizione degli spazi verdi pubblici all’aperto dove fruire attività sportiva gratuita durante i fine settimana, per tutti e senza limiti di età.
    Domani pomeriggio alle 17 inizieranno le attività sportive (basket, atletica, ginnastica artistica, danza, zumba fitness, ginnastica dolce, yoga, pilates, percorsi motori, corsa, potenziamento e gioco danza) dirette dalle ASD/SSD beneficiarie dei fondi del progetto (Basket Mastini; ASD Amici dello Sport; Più Valote SSD aRL – Tersicore Danza; Arca Sporting Club ASD).

    La festa durerà fino alle ore 19:30. A presentare l’iniziativa e il programma un momento istituzionale con: il Sindaco di Castano Primo Giuseppe Pignatiello, l’Assessore allo Sport di
    Castano Primo Carola Bonalli, la Coordinatrice Regionale Sport e Salute Felicia Panarese, il Presidente del Consiglio Comunale di Magenta membro della Consulta ANCI Giovani Lombardia
    Luca Aloi, il testimonial Riccardo Battioli (karateka) e l’istruttrice di Più Valore SSD aRL – Tersicore Danza Noemi Grambone.

    “La società è sempre attenta ai territori – dice il presidente e amministratore delegato di Sport e Salute, Vito Cozzoli – perché vuole favorire il diritto allo sport di tutti. ‘Sport di Tutti Parchi’ aggiungerà valore all’idea che lo sport è e deve essere accessibile a ogni area del Paese”.
    Fondi comunali stanziati: 1.000 euro

    “Nel 2023, anno in cui Castano è Comune Europeo dello Sport, è parsa un’opportunità di particolare interesse all’Assessorato allo Sport che ho l’onore di guidare – commenta il
    vicesindaco e assessore allo Sport, Carola Bonalli – aderire a questa importante iniziativa promossa da Sport e Salute e ANCI, che hanno come noi il fine ultimo di promuovere e divulgare i
    benefici, specie per le generazioni più giovani, della buona pratica sportiva e di uno stile di vita sano ad essa collegato”.

  • Abbiategrasso, AMAGA SpA: “Un’azienda in salute e in costante crescita”

    Fatturato appena sotto i 15 milioni di euro, crescerà ad oltre 21. Utile prima delle imposte a 149 mila euro, 21 assunzioni nel 2022. Il presidente Bonasegale e il sindaco Nai: “Si apre una ulteriore, importante fase di crescita ed espansione per la principale azienda partecipata di Abbiategrasso e dell’Abbiatense, ormai assurta a player strategico del settore nell’Area Metropolitana Milanese”

    ABBIATEGRASSO – Dopo l’elezione del nuovo CdA, guidato dal riconfermato Presidente Piero Bonasegale, il board di Amaga SpA si è insediato per dar corso a quanto già approvato nell’Assemblea degli Azionisti convocata lo scorso 25 Maggio.
    In quella sede, oltre all’approvazione del Bilancio Consuntivo, che ha chiuso con oltre 14 milioni e 800 mila euro di ricavi (con un incremento pari al 27% sull’annualità precedente), il CdA della Multi Utility dell’Ovest Milano ha approvato il Budget e il pluriennale per il periodo 2023/2025.
    “Sono gli strumenti – dichiara il Presidente Bonasegale – che ci consentono di definire le ‘linee guida’ per il prossimo futuro, ma soprattutto tratteggiare obiettivi e strategie d’azione per un’Azienda che nel corso del prossimo triennio è destinata a crescere ancora, a fronte dei cospicui investimenti previsti”.
    Un dato sensibile su tutti arriva dal valore della produzione, che passerà in questo triennio dagli attuali 14 milioni e 817 mila euro a sfondare il tetto dei 20 milioni entro il 2025: esattamente 21 milioni e 868 mila euro.
    Evidenti segnali di un’Azienda in salute che sta cercando e cercherà anche negli anni futuri di sviluppare al meglio le sue potenzialità con i relativi ‘asset’.

    Entrando più nello specifico, nel settore AMBIENTE – dopo l’attivazione dei servizi presso il comune di Bareggio e l’acquisto di relative quote pari all’0,22% del capitale sociale da parte dei comuni di Albairate e Castano Primo- AMAGA è andata ad implementare gli oltre 546 mila euro d’investimenti per la riqualificazione dell’Ecocentro di Abbiategrasso, spesi nel 2021, con una seconda tranche di 815 mila euro per ulteriori realizzazioni sempre presso l’Ecocentro abbiatense.
    “Complessivamente una posta – precisa il Presidente – che vale 2 milioni di euro, che consentiranno ad Abbiategrasso di avere una struttura moderna, efficiente, che tiene conto anche delle legittime necessità dei suoi operatori sotto il profilo di un maggior comfort e sicurezza”.

    Anche per il comparto ‘ENERGIA’ sono cresciute le commesse per Amaga SpA, con l’affidamento del servizio di gestione calore per il comune di Bareggio, di global service per Albairate, nonché del servizio di manutenzione delle centrali termiche a seguito di gara pubblica nel comune di Zibido San Giacomo.

    “Nell’ambito del servizio FARMACIE – rimarca il Presidente Bonasegale – l’obiettivo della nostra Multiutility, in linea con il concetto di ‘Farmacia dei Servizi’ lanciato con la riforma sanitaria di Regione Lombardia, è stato quello di ampliare la gamma di servizi per il cittadino. Pertanto, se da un lato i nostri presidi di salute hanno svolto un ruolo prezioso durante la fase dell’emergenza Covid con l’attivazione del servizio ‘Tamponi Antigenici Rapidi’ e somministrazione della Terza e Quarta Dose, dall’altro lato, superata la fase della pandemia, l’obiettivo è di un costante ampliamento dei servizi. Si tratta di un ‘asset’ che ha margini di miglioramento ancora significativi, al netto che già nel consuntivo 2022 il fatturato delle due Farmacie comunali di Abbiategrasso ha fatto segnare un +12% sull’anno precedente”.

    “Tra gli obiettivi prioritari di AMAGA SpA – sottolinea Bonasegale insieme a Cesare Nai, sindaco di Abbiategrasso, Socio di Maggioranza – vi è quello di contribuire ad una miglior qualità della vita del cittadino. Da questo punto di vista la tutela del verde, così come di un luogo così importante per una comunità come può essere il Cimitero, ha visto la nostra Azienda sempre più impegnata, consapevoli che la gestione del ‘servizio verde’ rappresenta un focus fondamentale, che deve costantemente crescere sotto il profilo della qualità resa e soprattutto percepita dal cittadino”.

    “Questo importante percorso di crescita – osserva il Presidente Bonasegale – intende passare sempre di più anche dalla valorizzazione del personale e di tutte le sue professionalità. Già nel corso del 2022 sono state assunte 21 nuovi collaboratori, il che dimostra che Amaga crea valore, occupazione e lavoro. La nostra aspirazione e volontà è quella di far crescere sempre di più il ‘know how’ di quest’Azienda e, più ancora, rafforzare quel senso d’appartenenza che già in diverse circostanze la squadra di AMAGA ha ampiamente dimostrato”.
    “In definitiva – concludono Bonasegale e Nai – il prossimo triennio sarà ancora caratterizzato da una visione di sistema di territorio che andrà ben oltre l’Abbiatense, cercando e innescando positive sinergie con i portatori d’interesse siano essi pubblici o privati, confermano il ruolo di AMAGA come uno dei principali player del settore in tutto l’Ovest Milano e l’Area Metropolitana, la più sviluppata economicamente di tutta Italia. Tenendo sempre ben in considerazione il ruolo centrale dei nostri Comuni in qualità di Soci e più ancora dei cittadini: perché la mission fondamentale per una Multi Utility come AMAGA è quella di essere al servizio di questi ultimi. Nostri azionisti e depositari, grazie alla crescita impressa in questi ultimi anni, di un bene sempre più prezioso”.

    ALCUNI NUMERI DEL BUDGET 2023 E SPUNTI SUL PLURIENNALE 2023-2025

    VALORE DELLA PRODUZIONE, DA 14 MIL 817 MILA EURO DEL 2022 A 21 MIL 868 MILA EURO DEL 2025

    NUOVI AFFIDAMENTI Nel corso del 2023 AMAGA S.p.A. continuerà a rendersi disponibile all’affidamento da parte dei Comuni Azionisti di quei Servizi attualmente già affidati ed in scadenza nel corso dell’anno, nonché di quei Servizi erogati da AMAGA S.p.A., attualmente affidati ad altri operatori ed in scadenza nel corso dell’anno.

    EVOLUZIONE DELLA GESTIONE 2023

    AMBIENTE Le proiezioni dei primi mesi del 2023 del Servizio “Ambiente” sono principalmente determinate dagli affidamenti diretti del: • servizio di igiene ambientale da parte dei Comuni Azionisti di Albairate e Castano Primo (dal 1° gennaio 2023); • servizio di igiene ambientale da parte del Comune Azionista di Vermezzo con Zelo (dal 1° maggio 2023); • del servizio di gestione della TARIP da parte del Comune Azionista di Motta Visconti (dal 1° gennaio 2023).

    ENERGIA Le proiezioni dei primi mesi del 2023 del Servizio “Energia” sono principalmente determinate da: • attivazione del contratto “EPC – Energy Performance Contract” con il Comune Azionista di Abbiategrasso • probabile attivazione del contratto “EPC – Energy Performance Contract” con il Comune di Zibido San Giacomo; • probabile proroga di quei contratti in essere con “Aemme Linea Distribuzione S.r.l.” aventi ad oggetto prestazioni strumentali ed accessorie a supporto del servizio erogato da quest’ultima sul territorio dei Comuni di Abbiategrasso, Morimondo ed Ozzero (anch’esso probabilmente in proroga).

    SERVIZI STRUMENTALI Le proiezioni dei primi mesi del 2023 dei Servizi Strumentali sono principalmente determinate: • dall’affidamento diretto (dal 1° maggio 2023) della gestione del verde pubblico da parte del Comune Azionista di Castano Primo; • dalla proroga della gestione dei servizi cimiteriali del Comune di Abbiategrasso (fino al nuovo affidamento atteso a decorrere dal 2024); • dall’affidamento diretto (dal 1° maggio 2023) della gestione dei servizi cimiteriali da parte del Comune Azionista di Castano Primo.