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  • L’oste Mario Cattaneo assolto: le motivazioni della sentenza

    L’oste Mario Cattaneo assolto: le motivazioni della sentenza

    L’oste di Casaletto Lodigiano Mario Cattaneo non ha sparato accidentalmente ma ha premuto “volontariamente” il grilletto del fucile, “carico” e “senza sicura”, mentre si trovava “quanto meno in piedi” e uccidendo il ladro che si trovava a “breve distanza” e di spalle.

    La Corte d’Appello di Milano nelle motivazioni con cui ha confermato l’assoluzione di Mario Cattaneo, il ristoratore di 73 anni finito imputato per eccesso colposo di legittima difesa e scagionato grazie alla nuova legge voluta da Matteo Salvini, ricostruisce in modo diverso rispetto al Tribunale la dinamica di quanto avvenuto la notte del 10 marzo 2017.

    I giudici, infatti, hanno assolto “perché il fatto non costituisce reato” e non come ha fatto il Tribunale di Lodi, nel gennaio 2020, “perché il fatto non sussiste”. E questo perché, dopo una rinnovazione istruttoria che ha comportato una perizia balistica e il riesame di alcuni testimoni, sono arrivati a “una verità del tutto diversa da quella raggiunta” in primo grado: hanno ritenuto le dichiarazioni rese dal figlio e dalla moglie dell’oste, poste alla base della sentenza precedente, “totalmente inattendibili e inutili” tant’è che hanno trasmesso gli atti ai pm per valutare se ci siano gli estremi per aprire un fascicolo a carico dei due per falsa testimonianza.

  • Biden dice di essere il più qualificato, ma anche Obama non ci crede più

    Biden dice di essere il più qualificato, ma anche Obama non ci crede più

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    di Stefano Vaccara
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Joe Biden sperava di riuscire con la conferenza stampa alla fine del vertice della NATO a rompere l’assedio dei sempre più numerosi deputati, senatori e governatori democratici al fortino della sua campagna elettorale, ma il suo tentativo appare fallito. Rispondendo giovedì sera per quasi un’ora ad una serie di domande di una decina giornalisti (reporter già “selezionati” in una lista che lui teneva in mano e da dove chiamava i nomi ma senza conoscere le domande), il più anziano presidente della storia degli Stati Uniti è riuscito a districarsi sulla politica estera e senza avere “pause mentali”, come gli erano capitate nel dibattito con Trump di due settimane fa, quelle che hanno scatenato la valanga di richieste di “gettare la spugna”. Ma nonostante sia stato capace di mantenere con una sufficiente lucidità le sue argomentazioni strategiche riguardo la NATO, la guerra in Ucraina o il conflitto in Medio Oriente, Biden non è mai riuscito a far dimenticare la sua età e quindi fragilità, ormai la vera miccia accesa prossima a far scoppiare la sua campagna presidenziale.
    Biden ha cercato di disinnescare alcune domande sulla sua età, ma quando è arrivata la domanda sull’idoneità alla presidenza della sua vice Kamala Harris, ha risposto: “Non avrei scelto il vicepresidente Trump come vicepresidente se penso che non sia qualificata per essere presidente”, scambiando i nomi senza neanche accorgersene. “Il fatto è che penso di essere la persona più qualificata per candidarmi alla presidenza. L’ho battuto una volta e lo batterò ancora”, ha risposto, facendo un nuovo scambio di nomi dopo aver presentato, alla fine del vertice NATO, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky come “presidente Putin” (lì si è subito corretto, ma con Trump al posto di Harris no).
    Da otto mesi Biden non teneva una conferenza stampa da solo e si è capito subito il perché. L’errore su Harris non è stato l’unico, come quando Biden ha detto che lui – il Commander-in-Chief degli USA – avrebbe consultato “il mio comandante in capo” su questioni riguardanti l’Ucraina.
    Biden è riuscito durante la conferenza stampa a sfoggiare i suoi successi, parlando del calo dell’inflazione o della formula per far concludere un accordo tra Hamas e Israele per porre fine alla guerra a Gaza, o quando ha risposto in modo dettagliato sulla competizione economica e strategica con la Cina, apparendo sempre a suo agio nell’affrontare le questioni di politica estera.
    Ma la maggior parte delle domande dei giornalisti riguardavano le richieste dei suoi compagni di partito di farsi da parte, che Biden ha respinto ma convincendo poco sulla motivazione: “Penso di essere la persona più qualificata per svolgere il lavoro” ha ripetuto. Quando gli è stato fatto notare che i sondaggi mostrano che “altri candidati potrebbero essere nella posizione migliore di battere Trump a novembre”, Biden ha ribattuto che “è difficile cominciare da zero una campagna elettorale”.
    Rispondendo alle sollecitazioni dei giornalisti, Biden ha dovuto ammettere che la sua vicepresidente Kamala Harris sarebbe qualificata per guidare la Casa Bianca, ma ha insistito che lui resta la persona migliore per sconfiggere Donald Trump a novembre.
    Eppure i sondaggi degli ultimi giorni mostrano che la vice Harris ha più probabilità di sconfiggere Trump…Alla domanda se avrebbe cambiato la sua decisione di rimanere in gara se il suo team gli avesse mostrato dei dati secondo cui Harris avrebbe battuto con più certezza Trump, Biden ha però risposto che non avrebbe abbandonato la gara.
    “No”, ha detto, “a meno che non tornino e dicano che non sia possibile vincere per me. Ma nessuno lo dice”.
    Quando una giornalista gli ha ricordato cosa lui stesso aveva affermato durante la campagna elettorale del 2020, e cioè che si considerava un candidato “ponte tra due generazioni”, chiedendogli cosa gli avesse ora fatto cambiare idea, Biden ha risposto: “La difficile situazione in cui ci troviamo. Mi rendo conto che sono il più qualificato per portare a termine il lavoro iniziato”.
    Facendo riferimento alla sua esperienza da senatore, ha detto che dai tempi di “Lyndon Johnson non c’era un presidente che fosse riuscito a far approvare dal Congresso leggi come ho fatto io”.
    A chi gli ha chiesto delle sue condizioni di salute, ha risposto così: “Mi sono sottoposto a tre significativi e intensi esami neurologici. Il più recente in febbraio e tutti hanno detto che sono in forma”, promettendo che se il medico glielo chiedesse farebbe un altro esame neurologico.
    Biden non ha alcuna intenzione di mollare quindi, ma neanche gli esponenti del suo partito che intanto aumentano ogni giorno nella richiesta di voler cambiar candidato.
    Trapela che nella campagna elettorale del presidente si spera di resistere all’assedio ancora per almeno tre giorni. Infatti lunedì inizierà la Convention Repubblicana a Milwaukee e tra i “resistenti” di Biden si spera che l’attenzione dei media si diriga tutta su Trump e sulla sua imminente scelta per la vice presidenza (in pole position appare il senatore dell’Ohio J.D. Vance), dando così un po’ di fiato al loro candidato per riprendersi.
    Ma i democratici che non vogliono più Biden fanno allo stesso tempo filtrare una notizia “devastante”: colui che avrebbe potuto convincere la star di Hollywood George Clooney a non pubblicare l’editoriale bomba sul New York Times che esortava Biden a mollare, invece di fermarlo lo avrebbe addirittura sollecitato. Il nome dell’amico intimo e anche “complice” di Clooney? Barack Obama! Se fosse veramente così, che anche il presidente che lo scelse nel 2008 nel ticket ora lo abbandona, l’impresa del vecchio Joe Biden di restare in corsa diventerebbe una “mission impossible”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Scontro auto moto: 35enne morto a Landriano

    Scontro auto moto: 35enne morto a Landriano

    A Landriano, in provincia di Pavia, e’ morto un motociclista di 35 anni. Ieri, alle 14 circa, lungo la strada SS412, una moto e una macchina si sono scontrate e l’uomo alla guida delle due ruote e’ sbalzato in un fosso. I soccorsi, una volta intervenuti, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. L’uomo, un 65 enne, alla guida dell’auto non ha riportato traumi evidenti.

    L’uomo è stato vlutato sul posto dai soccorritori di Areu, arrivati sul luogo dello scontro con un’ambulanza, l’auto infermieristica e anche l’elisoccorso fatto decollare da Milano per le riferite condizioni gravissime del motociclista al momento delle richieste d’intervento. Purtroppo per il 35enne non c’è stato però nulla da fare e i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso sul posto. Per l’incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco, per il recupero dei mezzi e la messa in sicurezza del tratto stradale.

  • La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate diventa “Amica di Melvin Jones”

    La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate diventa “Amica di Melvin Jones”

    «Un ambiente ospedaliero accogliente e confortevole è fondamentale per il benessere dei bambini, perché può contribuire significativamente a ridurre lo stress e l’ansia che spesso accompagnano il ricovero ospedaliero, specialmente per i pazienti più giovani. La presenza di colori vivaci, mobili funzionali e decorazioni pensate per i piccoli può rendere meno traumatica e più positiva l’esperienza ospedaliera. Siamo convinti che ogni bambino meriti di sentirsi al sicuro e a proprio agio, anche durante momenti difficili come una degenza. Per questo siamo scesi in campo a fianco del Lions Club Milano Golf St Andrews nel sostenere il progetto per arredare otto camere del reparto di pediatria dell’ospedale di Busto Arsizio».

    Roberto Scazzosi e Roberto Solbiati, presidente e direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, spiegano così il senso dell’operazione che stanno sostenendo e che prende le mosse dalla raccolta fondi promossa dal Lions club attraverso un torneo di golf in cinque tappe, che si concluderà nel mese di ottobre con le gare al golf club Ambrosiano di Bubbiano e al golf club Dei Laghi di Travedona Monate.

    «Il nostro è un club di scopo, forte di 45 soci, che si impegna a raccogliere fondi per finalità benefiche attraverso l’organizzazione di gare di golf -spiega Marco Reverberi, presidente del Lions Club Milano Golf St Andrews-. E nelle nostre iniziative, ispirate al motto “We Serve”, cerchiamo sempre di coinvolgere le realtà del territorio, in modo da massimizzare l’impatto delle iniziative che identifichiamo come meritorie di essere sostenute. Da qui l’incontro con la banca locale dell’Altomilanese e del Varesotto, con cui condividiamo le finalità etiche di sostegno alle comunità territoriali, e il cammino comune a favore della pediatria di Busto Arsizio che culminerà con la consegna delle otto camere ristrutturate prevista per il prossimo ottobre».

    Per suggellare il cammino condiviso, il Lions Club Milano Golf St Andrews ha deciso di insignire la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, nelle persone del presidente e del direttore generale, della “Melvin Jones Fellowship”, un riconoscimento per l’impegno, la generosità e la disponibilità nel compiere un servizio umanitario. Istituito nel 1973 e dedicato al fondatore dei Lions, ad oggi sono oltre 476mila le persone nel mondo, di cui poco meno di 5.400 italiani, ad aver ricevuto questo apprezzamento, che viene rilasciato direttamente dalla sede statunitense della Lions Clubs International Foundation. «Il programma Melvin Jones Fellowship contribuisce per il 75% alla raccolta fondi della fondazione internazionale -precisa Marco Reverberi- e quanto raccolto viene poi erogato sul territorio tramite i vari Lions club, per service dedicati a catastrofi naturali, a sostegno degli infiniti bisogni dell’infanzia e per svariate iniziative umanitarie. In estrema sintesi, i Lions sono costruttori di solidarietà».

    «Normalmente la consegna ha una sua ufficializzazione pubblica ma, forse, un incontro intimo come quello di oggi permette di cogliere meglio il valore anche emotivo di questo riconoscimento e di gettare le basi per futuri rapporti di collaborazione al servizio della comunità», ha detto Marco Reverberi, nel consegnare la “Melvin Jones Fellowship” a Scazzosi e Solbiati, alla presenza di altri tre membri del Lions Club Milano Golf St Andrews: Matteo Cardano, past president, Bruno Colombo, segretario e Antonio Scuderi, cerimoniere.

    «Questo riconoscimento extra-ordinario che ci avete dato è per noi motivo di orgoglio, perché premia innanzitutto il nostro modo di fare banca, che si ispira a principi etici e di sostegno alle comunità territoriali», ha commentato il direttore generale Roberto Solbiati. Mentre il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. ha concluso: «per storia e vocazione restiamo fedeli al nostro territorio, innanzitutto non abbandonandolo dal punto di vista della presenza bancaria, poi servendolo ancora meglio con la forza del gruppo bancario cooperativo Iccrea di cui siamo parte e contemporaneamente sostenendolo con la destinazione di una parte degli utili prodotti dalla nostra attività. In particolare, quest’anno la nostra assemblea dei soci ha deliberato di destinare 2 milioni di euro in opere di beneficenza».

  • Vertice Nato rafforza sostegno a Kiev, Russia “Torna la guerra fredda”

    Vertice Nato rafforza sostegno a Kiev, Russia “Torna la guerra fredda”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    di Stefano Scibilia
    WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il terzo giorno del summit della Nato è stato caratterizzato ancora una volta dall’unità nel cercare di adottare una politica di rafforzamento contro il presidente russo Vladimir Putin. Dopo aver ufficialmente avviato il trasferimento degli F16 e altri 40 miliardi a Kiev per i sistemi di difesa aerea, nel corso dell’incontro tra i leader dei 32 Stati membri è stato lanciato un appello alla Cina, invitata a non sostenere la Russia. Su questo tema si è espresso anche il vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che parlando a margine del vertice ha dato risalto a questo argomento: “La Cina deve svolgere un ruolo positivo che deve essere quello di convincere la Russia a tornare a più miti consigli quindi a chiudere questa stagione di guerra”.
    Durante l’ultimo giorno di vertice i capi di Stato si sono incontrati nuovamente al Walter E. Washington Convention Center per una riunione del Consiglio Nord Atlantico che ha visto anche la partecipazione dei partner indo-pacifici.

    Nelle ore precedenti il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un bilaterale con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Il tema centrale del confronto è stato quello della collaborazione sui temi migratori. In un altro bilaterale, Meloni ha incontrato il neo primo ministro britannico, Keir Starmer, passndo “in rassegna l’ampio spettro delle relazioni bilaterali, reiterando l’intenzione di rafforzare l’azione di rilancio del partenariato strategico tra le due Nazioni in tutti i settori di mutuo interesse, inclusa la cooperazione nel contrasto alle migrazioni irregolari”, si legge in una nota dei Palazzo Chigi.
    Meloni nel corso del vertice Nato ha più volte rassicurato gli alleati sul 2% del pil per le spese militari e sull’impegno per la quota italiana nel fondo da 40 miliardi annunciato dall’Alleanza Atlantica in favore dell’Ucraina.
    Allo stesso tempo il ministro della Difesa Guido Crosetto ha firmato a margine del summit l’Elsa European Long-Range Strike Approach, un piano che ha l’obiettivo di “migliorare la nostra capacità, come europei, di sviluppare, produrre e fornire capacità nel campo degli attacchi a lungo raggio, che sono estremamente necessarie per scoraggiare e difendere il nostro continente”.

    Successivamente i lavori hanno previsto una conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il segretario generale della Nato Jens Stoltemberg: “Se vogliamo vincere, se vogliamo prevalere, se vogliamo salvare il nostro Paese e difenderlo, dobbiamo rimuovere tutte le limitazioni”, ha affermato Zelensky, che oltre a ringraziare gli alleati per il pacchetto di aiuti e per “il percorso irreversibile” verso l’adesione ha anche lanciato un allarme e sostenendo che l’Ucraina non può vincere la guerra con la Russia se gli Stati Uniti non eliminano i limiti all’uso delle loro armi per attaccare gli obiettivi militari della Russia. Allo stato attuale l’amministrazione Biden consente all’Ucraina di sparare armi in territorio russo solo allo scopo di reagire alle forze russe che la stanno attaccando o si preparano a farlo, temendo che un uso più ampio di armi di fabbricazione americana possa spingere la Russia ad ampliare il conflitto.
    Il presidente ucraino è stato anche protagonista di un incontro con il presidente Joe Biden. Un’occasione in cui è stato reso noto un pacchetto di aiuti militari da 225 milioni di dollari che comprende anche un sistema missilistico Patriot per rafforzare le difese aeree dell’Ucraina contro un mortale assalto di attacchi aerei russi.

    Una scelta che deriva anche dal recente attacco missilistico in un ospedale pediatrico di Kiev alla vigilia del vertice Nato, un segno che dimostra, al di là della retorica degli incontri che si sono a Washington, che il percorso verso la pace è tutt’altro che semplice. Mentre gli alleati della Nato parlavano di un percorso irreversibile verso l’adesione dell’Ucraina, Dmitry Medvedev, vicecapo del Consiglio di sicurezza russo, ha dichiarato che la Russia dovrebbe “fare in modo che questo percorso irreversibile dell’Ucraina verso la Nato porti alla scomparsa dell’Ucraina o della Nato, o meglio di entrambe”.
    Ulteriore elemento che sta creando diverse tensioni in questi giorni in questi giorni tra la Russia e la Nato è dato dalla decisione degli Stati Uniti di posizionare missili a lungo raggio in Germania. La Casa Bianca ha annunciato tale decisione nella giornata di mercoledì, con il provvedimento che è stato accolto in modo favorevole dal cancelliere tedesco Olaf Scholz.
    Immediata la reazione del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: “Stiamo procedendo con passo deciso verso la Guerra Fredda”, ha detto alla tv di Stato russa. La Casa Bianca ha reso noto che gli “schieramenti episodici” di missili a lungo raggio in Germania inizieranno nel 2026.
    I leader della Nato, pur promettendo che un giorno l’Ucraina diventerà un membro dell’Alleanza, hanno affermato che ciò potrà accadere solamente dopo la guerra con la Russia e quando gli alleati si saranno messi d’accordo su tutte le condizioni da soddisfare.
    Nell’ultimo giorno del vertice il presidente Zelensky, oltre alla conferenza stampa congiunta con il Segretario Generale Stoltenberg, si è anche unito ai leder alleati per una riunione del Consiglio Nato-Ucraina, un forum istituito un anno fa per consentire ai 32 alleati e a Kiev di incontrarsi per condividere informazioni e preoccupazioni sul conflitto in corso.

    – Foto xp6/Italpress –

    (ITALPRESS).

  • Stoltenberg “Il futuro dell’Ucraina è nella Nato”

    Stoltenberg “Il futuro dell’Ucraina è nella Nato”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il “futuro dell’Ucraina” è nella Nato e Kiev si muove irreversibilmente lungo un percorso in direzione dell’Alleanza Atlantica. Lo ha affermato Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, durante la conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a margine del vertice di Washington.
    “La riduzione delle restrizioni all’utilizzo delle armi a lungo raggio fornite dagli alleati all’Ucraina, che consente di colpire obiettivi militari in territorio russo, rientra nel quadro del diritto di autodifesa”, ha chiarito Stoltenberg.
    “Ci aspettiamo che nuovi sistemi di difesa siano consegnati velocemente per salvare più vite possibili. Se vogliamo vincere abbiamo bisogno che i nostri partner eliminino tutte le restrizioni sugli attacchi con le loro armi in territorio russo”, ha detto Zelensky, che si è detto “convinto che l’Ucraina sia vicina all’ingresso nella Nato. Il prossimo passo sarà l’invito formale e poi la piena membership”.

    – Foto xp6/Italpress –

    (ITALPRESS).

  • Pneumatici entrano in una nuova era con Pirelli Cyber Tyre

    Pneumatici entrano in una nuova era con Pirelli Cyber Tyre

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    GOODWOOD (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Pneumatici connessi all’auto, grazie ai sensori che raccolgono e trasmettono informazioni, e realizzati con materiali certificati da parti terze indipendenti. Sono connettività e sostenibilità le parole chiave di Pirelli, che inaugura al Goodwood Festival of Speed 2024 la nuova era del pneumatico. Un percorso iniziato da tempo e che ora si arricchisce di due nuovi capitoli. A partire da Pirelli Cyber Tyre, il sistema basato su pneumatici sensorizzati che per la prima volta farà dialogare le gomme, l’unico punto di contatto tra l’automobile e l’asfalto, con i sistemi di controllo di stabilità del veicolo, fra cui ABS, ESP e controllo di trazione. In questo modo, le informazioni inviate dai sensori saranno utilizzate per offrire sia maggiori prestazioni sia più sicurezza. Una tecnologia che sarà adottata per prima dalla Pagani Utopia.
    Oltre alla connettività, la nuova era del pneumatico porta maggiore attenzione all’ambiente. Pirelli continua, da un lato, a investire in Ricerca & Sviluppo per introdurre nuovi materiali in sostituzione a quelli di origine fossile, e dall’altro a provvedere alla certificazione di parte terza dell’origine, della tracciabilità e dell’utilizzo di tali materiali. In questo percorso si inserisce la scelta di utilizzare esclusivamente gomma naturale certificata da FSC (Forest Stewardship Council) in tutte le fabbriche europee entro il 20261. I rigorosi standard di gestione forestale FSC richiedono che le foreste siano gestite in modo da preservare la diversità biologica, a beneficio dei lavoratori e delle comunità locali in modo economicamente vantaggioso per loro. Adotterà pneumatici con materiali di origine forestale FSC su un’ampia selezione di veicoli di alta gamma il Gruppo Jaguar Land Rover (JLR), che annuncia oggi l’accordo con Pirelli per la fornitura di questi prodotti.
    P Zero Corsa, P Zero Trofeo RS e P Zero Winter sono i fitment sviluppati appositamente per la Pagani Utopia, tutti equipaggiati di sensori posti nella parte interna del battistrada. Questi, connessi tramite Bluetooth alla centralina elettronica che gestisce la dinamica del veicolo, forniranno informazioni utili perchè l’auto possa scegliere le impostazioni ideali dei sistemi di controllo in base al pneumatico montato, sfruttandone a pieno le potenzialità. Un dialogo, quello fra pneumatici e auto, consentito dal software realizzato e integrato da Pirelli all’interno del “cervello” elettronico del veicolo. Per esempio, quando l’auto monterà pneumatici invernali, l’ABS saprà sfruttarli al meglio per ridurre lo spazio di arresto. Al contrario, quando la vettura sarà equipaggiata con coperture semi-slick i controlli di stabilità e trazione funzioneranno sapendo di poter contare su una riserva di aderenza più elevata. In assenza di tali informazioni, i sistemi che gestiscono la dinamica del veicolo funzionano in modo conservativo, basandosi su impostazioni che non tengono conto delle caratteristiche e delle prestazioni dei pneumatici montati. Tale “consapevolezza” tecnica, dunque, consentirà di far funzionare al meglio i controlli dell’auto elevando contemporaneamente sia la performance sia la sicurezza.
    Pirelli Cyber Tyre è una realtà unica sul mercato, è già presente su alcuni veicoli in commercio e ora guadagna questa nuova funzionalità che permette di aumentare il livello di specializzazione dell’elettronica delle vetture, anche in vista della guida autonoma. Entro il 2026 tutta la gomma naturale utilizzata nelle fabbriche europee di Pirelli sarà certificata da FSC, un percorso già avviato che coinvolgerà via via tutti gli stabilimenti. La certificazione di gestione forestale FSC conferma che le piantagioni sono gestite in modo da preservare la biodiversità e apportare benefici alle persone che vivono e lavorano in tali aree. Il processo di certificazione della Catena di Custodia FSC verifica che il materiale certificato FSC venga segregato e non contaminato da materiale non certificato, dalla piantagione al produttore di pneumatici.
    Proprio in occasione del Goodwood Festival of Speed 2024, Pirelli annuncia la collaborazione con Jaguar Land Rover (JLR) per la fornitura di pneumatici con materiali di origine forestale certificata FSC su un’ampia selezione di veicoli di lusso, mentre il primo pneumatico stradale al mondo contenente gomma naturale e rayon certificati FSC prodotto da Pirelli è stato presentato nel 2021. Le altre tappe significative di questo viaggio sono l’introduzione di pneumatici con gomma FSC nel campionato di Formula 1 a partire dal primo GP del 2024 e il debutto della certificazione anche nel mondo cycling, poche settimane fa, con il nuovo Pirelli P Zero Race RS2. I nuovi strumenti come la virtualizzazione e l’intelligenza artificiale hanno permesso di accelerare notevolmente lo sviluppo di prodotti e tecnologie, grazie anche all’impegno di Pirelli in Ricerca & Sviluppo, dove ogni anno l’azienda investe circa il 5,5% dei ricavi dalle vendite High Value.
    Tali investimenti e metodologie hanno portato Pirelli a conquistare la leadership nel mercato EV attraverso la tecnologia Elect, progettata per assecondare le caratteristiche delle vetture elettrificate, BEV e PHEV. Ma anche a portare sul mercato nel 2023 il P Zero E, il primo pneumatico UHP con più del 55% di materiali di origine naturale e riciclati3 sull’intera gamma di lancio replacement (come certificato da parte terza secondo la ISO 14021), la tripla A sull’etichetta europea e la nuova tecnologia Pirelli RunForward. Questo prodotto rappresenta l’impegno dell’azienda verso la riduzione dei materiali di origine fossile sostituiti con altri da fonti naturali o riciclati. Per rendere riconoscibili ai consumatori i prodotti con almeno il 50% di materiali di origine naturale o riciclati, Pirelli ha anche realizzato un logo visibile sul fianco dei pneumatici. Ultimo in ordine di tempo a portare tale logo è il nuovo P Zero Winter 2 Elect, presentato poche settimane fa, caratterizzato da un contenuto di questi materiali superiore al 50%4, anche in questo caso validato da parte terza.

    foto: ufficio stampa Pirelli

    (ITALPRESS).

  • Spettacolo. Faccia da Giancarlo Caremoli

    Spettacolo. Faccia da Giancarlo Caremoli

    Giancarlo Caremoli nasce in una famiglia di industriali meneghini nel settore dolciario. Un ambiente ricco di stimoli e nuove avventure (il nonno fu l’inventore della famosa caramella Golia),fin da giovane ha un grande estro per il mondo dello spettacolo.
    Dopo anni di esperienze brillanti e soddisfacenti crea la Caremoli Actors prima agenzia di attori per gli spot TV e non solo.
    Anni di soddisfazioni enormi e collaborazioni importantissime.
    Con gli anni ’80 continua il connubio col successo e le nuove sperimentazioni e l’innovativa ricerca di sosia e visi particolari.
    Resta sempre con gli anni ’90 e Duemila un punto di riferimento e macina attori importanti e collaborazioni eccellenti.

    Fino ai giorni nostri dove nella sua sede di Milano ha accettato di rispondere alle nostre domande

    1} Quando e come ha iniziato?

    Ho iniziato grazie al DERBY CABARET di allora che me lo aveva proposto.

    2} Come è cambiato l’ambiente ?
    Lo spettacolo e anche la pubblicità sono sempre uno specchio della società di quel periodo e adesso la società è molto cambiata rispetto agli anni ’70 quando ho iniziato la professione di agente e agenzia.

    3)Tv, spot, cinema dove ha avuto più soddisfazioni ?

    Ho avuto soddisfazioni in tutti e tre i settori, ma il cinema è stato il mio preferito.

    4) Quale ricordo la appassiona di più ?

    Ho talmente tanti ricordi sia personali che di lavoro che e’ difficile sceglierne uno.

    5) La più grande gioia della sua vita professionale ?

    Forse, il mio incontro per lavoro a Cinecitta’ con il mio idolo Fellini.

    6) Dove andrà il futuro della cinematografia d’impresa?

    Io credo nel Web, per capire il futuro bisogna sempre guardare quello che fanno i giovani e oggi la televisione la guardano meno mi sembra…

    7}La sua vita sé fosse uno spot di 39 secondi quale sarebbe ?

    Chi non mangia la Golia e’ un ladro o una spia.

    8) Oggi sono in troppi a voler fare questo mestiere ?

    Si c’è molta confusione oggi tutti fanno tutto…

    9) Consigli… agente si nasce o si impara giorno per giorno !

    Si diventa, ma bisogna avere alcune qualita’ già dentro di sè.

  • Auto. L’indagine di Facile.it, 2 milioni di automobilisti vittime di truffe nell’ultimo anno

    Auto. L’indagine di Facile.it, 2 milioni di automobilisti vittime di truffe nell’ultimo anno

    L’ultima frontiera in tema di frodi agli automobilisti è quella del truffatore-pedone che finge di essere stato investito e chiede al malcapitato guidatore un risarcimento in contanti; secondo l’indagine commissionata da Facile.it con la collaborazione di Consumerismo No Profit a mUp Research e Bilendi, nell’ultimo anno circa 2 milioni di italiani sono stati vittima di un raggiro mentre erano al volante o in fase di parcheggio.

    A cadere più spesso in trappola sono i giovani, con una percentuale che supera l’8% tra gli under 35 (a fronte di una media nazionale pari al 5%), mentre a livello territoriale è un fenomeno registrato in misura maggiore nelle regioni del Sud e nelle Isole (7%).

    E sebbene gli schemi utilizzati dai malfattori siano per lo più noti, nell’ultimo anno circa 880.000 automobilisti vittime di questo tipo di raggiro hanno pagato in contanti il danno millantato dal truffatore. Unica consolazione, se così si può dire, è che nella maggior parte dei casi le somme versate sono state contenute: il 29% ha dato 50 euro, il 31% tra 50 e 100 euro. Solo il l’8% dei truffati ha perso più di 300 euro. Analizzando le risposte di chi, nell’ultimo anno, si è trovato di fronte ad un tentativo di truffa emerge che lo schema più utilizzato dai malviventi è quello del finto tamponamento (44% dei rispondenti).

    Altra truffa particolarmente diffusa è quella dello specchietto rotto (42% dei rispondenti). L’ultima novità in tema di tentativi di truffa ai danni degli automobilisti è quella del pedone investito, che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it in collaborazione con Consumerismo No Profit, ha riguardato il 13% degli intervistati.

  • Giacomo Bozzoli arrestato nella sua villa di Soiano

    Giacomo Bozzoli arrestato nella sua villa di Soiano

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – Giacomo Bozzoli è stato fermato dai Carabinieri a Soiano, in provincia di Brescia. I carabinieri di Brescia hanno eseguito l’ordine di cattura nella sua villa. Bozzoli è ricomparso oggi dopo una latitanza durata undici giorni. I militari lo hanno arrestato e portato nel Comando Provinciale dei Carabinieri di Brescia dove verrà sentito. (ITALPRESS).

    Foto: Agenzia Fotogramma