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  • Cuccioli appena nati messi in vendita on line: sequestrati dalle guardie zoofile Oipa

    Cuccioli appena nati messi in vendita on line: sequestrati dalle guardie zoofile Oipa

    Tre cagnetti meticci di meno di un mese, detenuti in un fienile fatiscente e messi in vendita online, sono stati sequestrati dalle guardie zoofile Oipa di Alessandria. Un uomo di Voghera (Pavia), proprietario della mamma, di cui aveva ceduto i cuccioli, e’ stato individuato e sanzionato dalle guardie zoofile dell’Oipa di Pavia.

    Multato anche colui che avrebbe voluto venderli, un uomo residente a Tortona (Alessandria). A entrambi sono stati contestati l’allontanamento precoce dei cuccioli e la detenzione a scopo di commercio di cani non registrati e con meno di 60 giorni, in violazione della normativa regionale. Ora i cagnetti sono ospiti del canile di Voghera e potranno essere adottati non appena avranno superato i due mesi. “Abbiamo scoperto questo ‘traffico’ a seguito di una segnalazione cui abbiamo fatto subito seguire un sopralluogo”, racconta la coordinatrice delle guardie zoofile Oipa di Alessandria e provincia, Cristina Destro.

    “La denuncia ci e’ arrivata da una signora che aveva risposto all’annuncio della vendita pubblicato via social. Al momento di prendere il cucciolo, si e’ accorta che era troppo piccolo e il suo veterinario di fiducia le ha comunicato che non poteva avere piu’ di 25 giorni”.

  • Bussando alle porte del paradiso, a Magenta l’ultimo saluto a Stefano Piscopo

    Bussando alle porte del paradiso, a Magenta l’ultimo saluto a Stefano Piscopo

    MAGENTA Mama*, toglimi di dosso questo distintivo/non posso più usarlo/si sta facendo buio, troppo buio per vedere/ è come se stessi bussando alle porte del paradiso

    Bussando alle porte del paradiso
    Bussando alle porte del paradiso
    Bussando alle porte del paradiso
    Bussando alle porte del paradiso

    Mama, metti le mie pistole per terra/non posso più sparare dei colpi/quella fredda nuvola nera sta scendendo/è come se stessi bussando alle porte del paradiso

    Sul sagrato e il piazzale della basilica di san Martino, in un caldo pomeriggio di inizio settembre, risuonano le note di una delle tante perle di Bob Dylan, nella versione (universalmente nota) dei Guns ‘n Roses.

    Bussando alle porte del paradiso mentre si celebrano le esequie funebri di Stefano Piscopo, classe 1966, morto davvero tanto, troppo presto dopo una vita intensa e ricca (di incontri, amicizie, del suo amato lavoro). E infatti ci sono gli chef in divisa d’ordinanza, tanti colleghi, tante persone che hanno condiviso con lui la lunga, impetuosa carriera della sua azienda, del suo indimenticato ristorante di Corbetta (La Corte del Re), del suo modo elegante ma non paludato di fare catering.

    Basilica di san Martino colma di persone, nelle letture risuona insistente l’invito- appartentemente insensato, in un momento del genere- alla letizia, alla gioia, alla speraza.

    “Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti”, recita la lettura.

    Anche don Giuseppe Marinoni, dopo la lettura del Vangelo che ci parla della morte e risurrezione di Cristo, parla di speranza. E’ la Fede nella vita dopo la morte, ma anche- più umanamente- la consapevolezza che una vita spesa col sorriso, la gioia, la passione, ossia la vita di Stefano, resiste al tempo. Rappresenta un ricordo inestinguibile, una fiamma che non si spegne.

    Ci sovvengono le parole, splendide e pienamente coerenti con un giorno come oggi, che l’arcivescovo di Milano ha usato nell’omelia funebre di Silvio Berlusconi:

    “Vivere e desiderare una vita piena. Vivere e desiderare che la vita sia buona, bella per sé e per le persone care. Vivere e intendere la vita come una occasione per mettere a frutto i talenti ricevuti. Vivere e accettare le sfide della vita. Vivere e attraversare i momenti difficili della vita. Vivere e resistere e non lasciarsi abbattere dalle sconfitte e credere che c’è sempre una speranza di vittoria, di riscatto, di vita. Vivere e desiderare una vita che non finisce e avere coraggio e avere fiducia e credere che ci sia sempre una via d’uscita anche dalla valle più oscura. Vivere e non sottrarsi alle sfide, ai contrasti, agli insulti, alle critiche, e continuare a sorridere, a sfidare, a contrastare, a ridere degli insulti. Vivere e sentire le forze esaurirsi, vivere e soffrire il declino e continuare a sorridere, a provare, a tentare una via per vivere ancora. Ecco che cosa si può dire di un uomo: un desiderio di vita, che trova in Dio il suo giudizio e il suo compimento”.

    Desiderio di vita, d’altro canto, ci sembra una perfetta summa dei 56, intensissimi anche se pochi, anni vissuti da Stefano su questa terra.

    All’uscita del feretro, tra molte lacrime e occhi umidi, ancora musica: Thunderstruck, con gli inconfondibili riff degli Ac Dc.

    Ma in questo momento di congedo e di preghiera, che cosa possiamo dire di Stefano? È stato un uomo: un desiderio di vita, un desiderio di amore, un desiderio di gioia. E ora celebriamo il mistero del compimento. Come avrebbe detto l’Arcivescovo Mario Delpini, perché se è vero che il ricordo delle persone si consuma quasi sempre col passare e l’usura del tempo, ci sono vite che nel cuore di chi rimane durano molto di più. Stefano appartiene senza dubbio a quella ristrettissima schiera.

    A buon rivederci, ma soprattutto a Dio, immenso maitre di sala.

    F.P.

  • Fiat Panda distrutta dal fuoco nel centro di Magenta, non si esclude il dolo

    Fiat Panda distrutta dal fuoco nel centro di Magenta, non si esclude il dolo

    Piccole esplosioni, una dopo l’altra, e una grosse coltre di fumo che si alzava nel cielo. Non si esclude nulla per l’incendio avvenuto in via don Milani a Magenta nella notte tra domenica e lunedì. Nemmeno che dietro ci sia la mano di qualcuno. L’allarme è scattato poco prima delle 3 quando una vecchia Panda era stata avvolta dalle fiamme.

    Il fuoco ha danneggiato anche le due auto parcheggiate accanto. Giunti sul posto i carabinieri di Sedriano e i vigili del fuoco di Magenta. Ci sono alcuni elementi che potrebbero far propendere per un incendio doloso. Un residente, Osvaldo Bertaglia aveva notato proprio quella Fiat Panda vecchio modello, parcheggiata poco più avanti verso le scuole Baracca, nella giornata di sabato.

    “Aveva il vetro spaccato – spiega Bertaglia – con alcune persone attorno. Questa mattina, lunedì, la ritrovo completamente bruciata a pochi metri”. Il residente è proprietario dell’auto che era parcheggiata appena dietro la Panda e che è rimasta danneggiata nella parte anteriore. Così come un’altra auto. Bertaglia lamenta una situazione di disagio in via don Milani che si protrae da tempo. “Ogni fine settimana questo parcheggio si riempie di giovani con le bottiglie in mano che poi gettano a terra – conclude – Siamo noi residenti a raccoglierle il giorno dopo per mantenere l’ambiente in ordine. Le segnalazioni le abbiamo fatte, ma di concreto non si è mai visto nulla”.

  • Incendio nella notte a Magenta, le fiamme distruggono un’auto parcheggiata in via Don Milani

    Incendio nella notte a Magenta, le fiamme distruggono un’auto parcheggiata in via Don Milani

    Un’auto è andata completamente distrutta in un incendio avvenuto nella notte appena trascorsa a Magenta. E’ accaduto in via don Milani dove il veicolo, un’utilitaria, era parcheggiato.

    MAGENTA – Le fiamme lo hanno avvolto completamente e hanno attaccato anche il veicolo parcheggiato davanti danneggiandolo parzialmente. Sul posto (l’allarme è scattato poco prima delle tre) sono intervenuti i vigili del fuoco volontari di Magenta e i Carabinieri di Sedriano. Al momento non si conoscono le cause del rogo.

    Una lunga serie di incendi alle auto si era verificata a Magenta a partire dal 2017: le indagini consentirono allora di risalire a un gruppo di piromani che in seguito era stato processato.

  • Milano, Fabrizio Corona ‘pizzicato’ senza patente

    Milano, Fabrizio Corona ‘pizzicato’ senza patente

    MILANO Senza patente, ha fatto una manovra azzardata ad alta velocità. E quando i Carabinieri lo hanno fermato in viale Forlanini a Milano, hanno accertato che stava violando tutta una serie di prescrizioni dell’affidamento in prova a cui è sottoposto.

    Ancora guai giudiziari per Fabrizio Corona che, oltre ad aver ricevuto una multa per guida senza patente, verrà segnalato al Tribunale di Sorveglianza. Lo riporta il quotidiano Il Giorno. Ieri mattina, i Carabinieri hanno bloccato una Range Rover lungo l’arteria che porta all’aereoporto di Linate. Alla guida c’era Corona, che ha spiegato che stava andando a prendere un volo per Catania, ma dagli accertamenti è emerso subito che la sua patente è stata ritirata nel 2012. Inoltre, era in compagnia di un uomo con precedenti di polizia e aveva lasciato la sua abitazione senza autorizzazione dei magistrati, due violazioni dell’affidamento in prova che verranno quindi segnalate al Tribunale di Sorveglianza.

  • Trecate, scontro auto-moto: grave centauro 40enne

    Trecate, scontro auto-moto: grave centauro 40enne

    Foto archivio

    TRECATE Un motociclista di 40 anni, residente a Ceretto Lomellina (Pavia) è rimasto gravemente ferito in un ‘incidente stradale avvenuto poco prima di mezzogiorno sul ponte del Ticino a San Martino di Trecate in provincia di Novara, a poche decine di metri dal confine tra Piemonte e Lombardia.

    L’uomo in sella a una motocicletta Yamaha 350 percorreva la strada regionale 11 in direzione Milano quando per cause al vaglio della polizia locale di Trecate si è scontrato con una Fiat Panda diretta verso Novara. L’urto è stato violento e il motociclista è stato sbalzato sull’asfalto, riportando ferite che vengono definite gravissime. Trasportato dall’elisoccorso del 118 all’ospedale Maggiore di Novara è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione in prognosi riservata. Ferite di media gravità per l’uomo alla guida della vettura, anche lui ricoverato al Maggiore, residente in provincia di Novara.

  • Inaugurata la Porsche per il trasporto organi, a Robecco sul Naviglio percentuale altissima di donatori

    Inaugurata la Porsche per il trasporto organi, a Robecco sul Naviglio percentuale altissima di donatori

    E’ stata inaugurata ufficialmente questa sera la Porsche Macan in dotazione alla Polizia locale di Robecco sul Naviglio per il prezioso servizio di trasporto organi. Un evento al quale hanno partecipato la Sindaca Fortunata Barni a fare gli onori di casa, insieme ai sindaci del territorio, Sabina Doniselli per Boffalora sopra Ticino, Pierluca Oldani di Casorezzo, la presidente del Parco del Ticino Cristina Chiappa.

    ROBECCO SUL NAVIGLIO – Oltre alla Polizia locale di Robecco c’erano gli agenti del comune convenzionato di Boffalora. Dopo la benedizione del mezzo e degli uomini che lo utilizzano, è stata la volta degli interventi.
    Roberto Cremascoli di Aido Robecco ha parlato della sua esperienza volta a sensibilizzare i più giovani sulla donazione organi. E’ stato con il comandante della Polizia locale Gianluca Salice che l’idea è diventata realtà. “Siamo inseriti nella rete del trapianto organi perché noi della Polizia locale possiamo essere un potenziale – ha detto – Il nostro compito è portare a destinazione un dono, il tutto a costo zero per le amministrazioni”. La Porsche, infatti, non è costata nulla al Comune di Robecco e ha già fornito un supporto importantissimo.

    Fondamentale è stata la presenza dell’Agenzia del Demanio rappresentata dal suo direttore, ingegner Iannelli. A Robecco c’era anche Aido provinciale Milano, rappresentata da Marco, referente scuole di Aido provinciale. Per lui sono 30 anni di trapianto di rene “Io sono un trapiantato, il buon risultato dell’associazione Aido e della rete che ruota attorno – ha detto – se sono qua a parlare con voi è perché qualcuno ha detto si. Robecco ha una percentuale altissima di persone che si sono espresse, circa il 95%. Non è così per tutti”. E’ arrivata anche la testimonianza di Emanuela che ha un’esperienza particolare. Lei è una di quelle persone che hanno detto si. L’inaugurazione di questa sera si inserisce nell’ambito della festa di Robecco sul Naviglio. Vi ha preso parte anche l’assessore regionale al territorio Gianluca Comazzi.

  • TN dal Mondo: Marco Frazier e la generazione Smart TV. Come è cresciuto lo Streaming in questi anni

    TN dal Mondo: Marco Frazier e la generazione Smart TV. Come è cresciuto lo Streaming in questi anni

    Marco Frazier ha sviluppato tra New York, Londra e Roma canali via cavo e satellite internazionali. Negli Stati Uniti a giugno 2023 per la prima volta i broadcast (canali in chiaro o a pagamento) sono stati minoranza negli ascolti televisivi. Lo streaming di Netflix, Amazon, Apple e Disney+ ha raggiungo il 39% dell’audience. Con la generazione di Smart TV si ha accesso ai Fast Channel gratuiti, solo in USA ce ne sono 2000. Roku un nuovo player non ancora arrivato in Italia ha 6mila app. Tanto interesse anche per AVOD come Pluto TV. Una nuova Golden Age della televisione, non si e’ mai prodotto cosi tanto contenuto originale. Le opportunita’ che offre la pubblicita’ digitale sono molto piu’ avanzate e mirate.

  • Tony Logue – “The Crumbs” (2023) by Trex Roads

    Tony Logue – “The Crumbs” (2023) by Trex Roads

    E’ passato solo un anno da quel Jericho ( https://ticinonotizie.it/tony-logue-jericho-2021-by-trex-roads/ ) che era stato uno dei dischi più belli, intensi ed emozionanti del 2022, ma eccomi qui ancora a parlarvi di un artista che merita di stare fra i più grandi della musica indipendente americana: Tony Logue.

    Un anno sembra un tempo brevissimo, ma da quell’uscita il nostro Tony ha visto crescere di molto la sua base di fans e il numero di concerti in cui era richiesto.
    Quindi è stato un anno intenso e pienissimo di soddisfazioni, un anno vissuto assieme alla sua fantastica band, I 184 (che prendono il nome dalla sala dove si trovavano gli installatori di tubazioni della cittadina di Paducah, Kentucky) che lo hanno portato al suo terzo disco ufficiale e a confermarsi uno degli cantautori migliori su piazza in questo momento.
    Come ormai sapete, la sua terra il Kentucky è uno degli stati che negli ultimi anni hanno sfornato il maggior numero di artisti fantastici e in quell’elenco che comprende Chris Stapleton, Tyler Childers, Cole Chaney e tanti altri, fra i migliori sicuramente c’è il nome di Tony Logue.

    La squadra è la stessa del disco precedente e in questo The Crumbs la produzione di Sean Sullivan, uno che ha lavorato per i dischi di Sturgill Simpson, Molly Tuttle e Tyler Childers appunto, regala al sound di Tony e i suoi 184 un vestito perfetto.
    Anche lo studio di registrazione è lo stesso e le canzoni con le loro storie cinematografiche prendono vita dai Tractor Shed Studios di Nashville.
    I 184 sono Jason Munday alla batteria, Derrick Rucker alla chitarra e Kyle Robertson al basso, ma ad aiutare questi 3 fantastici musicisti ci sono dei veri fuoriclasse della musica country americana: Tammy Rogers dei meravigliosi Steel Drivers al violino, la chitarra di Will Kimbrough già comparsa nei dischi di Emmylou Harris e Rodney Crowell, Mike Rojas e Phil Bronchtien al pianoforte e organo.
    Insomma, come per Jericho, nei 12 bellissimi pezzi di The Crumbs il suono è perfetto e il talento di questi musicisti, permette ai piccoli film, che sono le canzoni di Tony, di prendere vita davanti ai nostri occhi ed emozionarci.
    Non ci sono trucchi, non ci sono grandi produttori che cercano di insegnarti cosa vende e cosa no, c’è solo un ragazzo con un talento sconfinato. Uno che ha quell’abilità che avevano i grandi cantautori di raccontare storie in poche righe alla maniera del primo Springsteen o di Tom Petty e che, dal suo amato Kentucky, si sta prendendo girando per gli Stati Uniti, le soddisfazioni che merita.
    Le sue storie sono vere, sono quelle storie che i fans della musica indipendente ameranno e in cui potranno riconoscere pezzi delle loro vite ed emozionarsi, come ho fatto io, ascoltando in anteprima questo stupendo disco.
    Basta premere play e lasciarsi trasportare dalla voce e dalla musica di Tony Logue e il viaggio ini-zia con Thunder Town, una canzone fra il rock e il folk, una storia di musicisti indipendenti su e giù per le strade americane fra musica e amori. Un film come vi dicevo e il violino che intreccia le chitarre e l’organo è poesia. L’assolo poi è un gioiello. Che pezzo!
    Paducah, il primo singolo estratto, è rock, è country, è dannatamente bella! La storia è sulla strada del ritorno a casa e la voce di Tony è fatta per emozionarci con sentimenti semplici. Il lavoro delle chitarre è fantastico.

    La title track è un pezzo rock emozionante, dove le chitarre lacerano l’aria, così come le parole che Tony ci canta lacerano il cuore. La vita dura di chi lavora, di chi cerca di farcela, di chi cerca di trovare nell’anima un motivo per non mollare e anche se il destino sembra dirti che per te ci sono solo “briciole”, tu devi continuare e non smettere mai di crederci. Da brividi, semplice e diretta.

    Questo disco merita milioni di streaming, come altri artisti che stanno facendo breccia in questi giorni.
    Takin Care, più di ogni altro pezzo, mi ricorda il mio amore per il primo Springsteen, quelle storie vere raccontate con la chitarra, l’armonica e tanto sudore e passione. E’ tutto qui e Logue dipinge per voi storie da amare e fare vostre.
    Le storie dell’America rurale non sono quelle di vite facili e quando la natura ci si mette di mezzo rende le vite impossibili e in Killin’ Frost la voce e le chitarre sferzanti ci raccontano questo e co-me se fossimo in un film vediamo queste immagini scorrerci davanti.
    Non parlavo di Tom Petty a caso e ditemi che in Rust Belt non ci trovate affinità con il modo di fare rock, di parlare al cuore, di scrivere canzoni di una bellezza semplice che erano proprie di uno dei più grandi del rock americano.

    La chitarra accennata della ballata The Fire e la voce potente e intensa di Logue prendono l’anima, questo è rock come oggi non se ne fa più e questo ragazzo alla potenza espressiva di questo genere ha mixato l’anima più vera e incontaminata del country.
    La band di supporto poi è talento puro, veramente delle prestazioni da incorniciare.

    Il pianoforte introduce un altro pezzo che emoziona, la ballata The Rolling Stone arriva delicata, ma il testo sembra la storia di tanti musicisti indipendenti che hanno preso anche strade sbagliate mentre cercavano con tutta l’anima di farcela e di vivere della loro musica. Meravigliosa. Anche qui l’assolo è una gemma incastonata in un altro brano splendido.
    Jesse è la più country del lotto secondo me ed è un altro film scritto da un grande cantautore e che potrebbe essere un grande sceneggiatore. Il brano ha un acre sapore di deserto e la storia è così: un film western crudo, vero e bellissimo. L’arrangiamento è perfetto e il brano che narra la storia del pistolero Jesse James è un capolavoro, non trovo altre parole.
    Un disco stupendo di un artista che ormai non ha più bisogno di conferme per essere definito uno dei migliori cantautori che la musica americana abbia prodotto negli ultimi anni.
    Un ragazzo che, seppur giovanissimo, ha una maturità artistica ben definita e un’abilità di scrivere storie che è propria dei grandi. Uno che meriterebbe un successo planetario e di esibirsi nei palcoscenici più importanti.

    Se amate la musica rock americana d’autore, quella dei grandi narratori, quella di canzoni che emozionano e ti lasciano qualcosa dentro, allora comprate questo disco, amatelo come ho fatto io e aiutate questo ragazzo del Kentucky a farsi conoscere da tutti gli amanti della grande musica.

    Buon ascolto,
    Claudio Trezzani by Trex Roads

    Nel mio blog troverete la versione inglese di questo articolo.
    www.trexroads.altervista.org

  • Magenta, le ‘bestie’ di nuovo in azione al Parco di Villa Naj Oleari

    Magenta, le ‘bestie’ di nuovo in azione al Parco di Villa Naj Oleari

    E’ proprio vero che contro gli incivili c’è ben poco da fare. Servirebbero le “maniere forti” ma poi si passerebbe per fascisti. O forse molto semplicemente basterebbe qualche sano scapaccione da parte dei genitori. Il Comune di Magenta in occasione delle rievocazioni storiche per il 4 Giugno aveva tolto quelle scritte ignobili che deturpavano sia l’Ossario (un gesto da vere bestie irrispettose degli oltre 4.000 morti che ivi giacciono) sia il retro di Villa Naj Oleari.

    MAGENTA – Bene, siamo passati stamani, il parco come noto, dopo il nubifragio di luglio ha riaperto in questi giorni, e abbiamo notato che i deficienti sono tornati in azione. Basta dare un’occhiata alle foto che pubblichiamo che documentano lo scempio.

    A nostro avviso, serve la tolleranza zero. Speriamo che le telecamere abbiano visto qualcosa. Di sicuro, quanto meno, questi signori dovrebbero essere multati in modo salatissimo e condannati ad un bel po’ di ore di servizi sociali.
    Suggeriamo la raccolta di deiezioni canine in tutta la città e dintorni per almeno 12 mesi come attività post scuola, qualora, trattasi di studenti.
    Diversamente se fossero balordi perditempo, il comune li potrebbe impiegare a tempo pieno anche per altre attività….

    Fossimo all’estero, sarebbe tutto più facile e quanto proposto potrebbe diventare realtà…. Ma siamo in Italia e c’è il ‘mostro tentacolare’ della burocazia … e alla fine queste ‘bestie’ la passeranno liscia senza neanche rendersi conto del significato dei loro comportamenti….

    Che tristezza. Che schifo !!!