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  • Magenta riapre oggi tre parchi: Giacobbe, Ossario e via Allende

    Magenta riapre oggi tre parchi: Giacobbe, Ossario e via Allende

    MAGENTA Riapriranno oggi e torneranno quindi a essere fruibili dai cittadini i Parchi di Casa Giacobbe, dell’Ossario e di Via Allende.

    La riapertura di alcuni parchi e aree verdi era stata annunciata nei giorni scorsi dall’Assessore all’Ecologia e Protezione Civile Simone Gelli che aveva ricordato come, a seguito dei danni del violento nubifragio del 25 luglio scorso, erano ancora in corso le attività di rimozione delle alberature e le verifiche tecniche necessarie per consentire la riapertura in totale sicurezza per i Magentini.

    In queste ore sono in corso le verifiche sul Parco di Via Bernini e di Pontevecchio: appena concluse anche queste verifiche, si procederà ad aprire anche questi ultimi.

    Seguiranno aggiornamenti sulle successive aperture.

  • Riceviamo & Pubblichiamo. “Suicidi in carcere: Ilaria Cucchi vuole mettere il bavaglio al Sappe?”

    “Leggo alcune dichiarazioni alla stampa della senatrice Ilaria Cucchi, secondo la quale sarebbe ‘grottesco’ il fatto che a dare notizia della morte delle due detenute suicide, una in particolare, sia stato ‘un sindacato degli agenti di Polizia Penitenziaria’, in particolare il SAPPe. Cucchi si chiede ‘perché e a quale titolo’. Secondo noi ‘grottesche’ sono proprio queste domande della Cucchi. Da sempre, il SAPPe sostiene che il carcere deve essere trasparente, una casa di vetro, perché tutti possano vedere quel che succede ‘dentro le mura’ per rendersi conto di quello che ogni giorno fanno le donne e gli uomini del Corpo.

    E per permettere questo, il Sappe, per primo, rende noto a mezzo comunicati stampa, conferenze stampa, lettere aperte e ogni altro mezzo disponibile, tutto ciò che accade intra moenia.Il parlamentare in questione intende forse mettere un bavaglio al SAPPe ed impedire questo?”.

    Se lo domanda Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria commentando un articolo a firma di Ilaria Cucchi comparso sul quotidiano La Stampa di Torino, all’indomani dei suicidi delle due detenute del carcere Lorusso Cutugno.

    “Mi domando se la Cucchi voglia, in tal modo, che dal (e del) carcere parlino soltanto certa politica, i garanti dei detenuti, nessuno tocchi caino, antigone e associazionismo vario?

    Insomma, ‘il pensiero unico’? O forse, molto più semplicemente, c’è un pregiudizio verso di noi? Se così fosse sappia, la senatrice Cucchi, che neppure noi abbiamo dimenticato”, prosegue. “Non abbiamo dimenticato, in particolare, quel che scrisse il PM di Roma nella richiesta di archiviazione al GIP di una querela presentata da noi contro di lei: ‘… la signora Cucchi travisò la situazione a causa della sua situazione personale, che la indusse a interpretare negativamente l’operato delle forze dell’ordine’ e, ancora: ‘una maggiore prudenza da parte della Cucchi nel formulare giudizi tranchant sull’agire della Polizia Penitenziaria, prima di rilasciare interviste esponendo come verità rivelata la propria interpretazione degli eventi, sarebbe stata cosa corretta e rispettosa dell’altrui sensibilità, atteso che la Polizia Penitenziaria, intervenuta su richiesta di un cittadino, si è vista accusare di comportamenti gravi e illeciti ingiustamente’

    “Maggiore prudenza che anche in questo caso non abbiamo affatto riscontrato da parte sua”, conclude Capece, “ma, anzi, riteniamo di continuare a subire una particolare antipatia della senatrice Cucchi nei confronti del SAPPe e del Corpo di Polizia Penitenziaria più in generale. Ad ogni modo, vorremmo far notare alla signora Cucchi che un senatore non rappresenta tutto il popolo italiano (quello semmai è l’intero Parlamento) ma soltanto coloro che lo hanno votato. La invitiamo, quindi, a non perdere mai di vista che parla a nome dello zero virgola per cento degli italiani non di sessanta milioni di persone. Viceversa, per sua personale informazione, il SAPPe è una organizzazione sindacale – anch’essa di origine costituzionale – democraticamente sostenuta dal 27 (ventisette) per cento dei poliziotti penitenziari. Si parva licet componere magnis”

    Donato CAPECE – segretario generale SAPPE

  • Il grande cuore dell’Arma. Chiesa a Milano vandalizzata: i militari al lavoro per riportarla agli antichi splendori

    Il grande cuore dell’Arma. Chiesa a Milano vandalizzata: i militari al lavoro per riportarla agli antichi splendori

    Tra il 7 e l’8 agosto è stata vandalizzata la chiesa di Santa Maria Liberatrice, nel quartiere Vigentino a Milano, il cui parroco si è, quindi rivolto ai Carabinieri della locale stazione per denunciare l’accaduto.

    MILANO – Forzando la porta d’ingresso, i malfattori si sono introdotti nei locali della parrocchia, utilizzati per le attività dell’oratorio e sede dell’associazione benefica ”Milano Sospesa”. I locali sono stati devastati anche azionando alcuni estintori, rendendo, così, inutilizzabili, tra l’altro, diversi capi di abbigliamento e coperte, raccolti per poi essere distribuiti in beneficienza. I Carabinieri della Stazione Vigentino, che stanno indagando sull’accaduto, si sono organizzati nei periodi di riposo prima e dopo i turni di servizio, per mettersi al lavoro nel riordinare e pulire i locali vandalizzati, assieme alla comunità della parrocchia e ai membri dell’associazione. Questi ultimi hanno poi ringraziato i militari dell’Arma con un post su Facebook, rendendo pubblica l’iniziativa.

  • Torna dalla GMG con la febbre: morto catechista 24enne del Varesotto

    MARNATE E’ morto venerdì all’ospedale San Gerardo di Monza Luca Re Sartù, un giovane di 24 anni di Marnate, nel Varesotto, da poco tornato dal Portogallo dove aveva partecipato alla giornata mondiale della Gioventù con il gruppo di giovani dell’oratorio San Luigi dove era catechista. Prima a riportare la notizia è stata La Prealpina, il quotidiano di Varese.

    Il ragazzo, che dopo il diploma aveva iniziato a lavorare in una azienda della zona, aveva iniziato ad avere la febbre ancora in Portogallo, dove si era fermato con gli amici qualche giorno anche dopo l’incontro con Papa Francesco, ed era stato curato con dei medicinali. Al rientro, la febbre non accennava a passare e quindi è stato ricoverato all’ospedale di Castellanza e, quando si è aggravato, a Monza dove ieri è deceduto. “Ipotizziamo che abbia contratto il batterio, lo stafilococco, a Lisbona – ha spiegato al sito della Prealpina il padre Francesco, ex consigliere comunale -. Al suo ritorno, mercoledì sera alle 23.30 all’aeroporto di Bergamo, è stato portato al pronto soccorso della Mater Domini a Castellanza, qui ha avuto un arresto cardiaco”. “I medici sono stati bravissimi e lo hanno ripreso ma hanno capito la gravità della situazione e che fosse necessario un intervento differente e specializzato. Giovedì mattina – ha aggiunto – l’hanno trasferito all’unità coronarica dell’ospedale di Monza ma non si è più ripreso, fin quando venerdì pomeriggio ci ha lasciati”. “Ora – ha aggiunto – attendiamo che venga eseguita l’autopsia, già fissata per lunedì”.

  • Ieri i funerali di Isabella Caruso a Magenta: il grazie della madre per l’affetto ricevuto

    MAGENTA Un sabato di metà agosto segnato dal lutto, ieri a Magenta, dove sotto un caldo sole si sono svolti nella comprensibile mestizia i funerali della 49enne Luisella Caruso, docente del Liceo Musicale di Busto Arsizio.

    Le manifestazioni di affetto e cordoglio, appena dopo che la notizia della prematura morte della docente è stata diffusa da Ticino Notizie, sono state imponenti. Centinaia e centinaia di commenti, sul web e i social, da parte delle molte persone che hanno conosciuto da vicino la passione, l’amore, la dedizione per il pianoforte e la musica di Isabella.

    Tanto che ieri sera ci è pervenuto il messaggio col quale la madre di Isabella desidera ringraziare le moltissime persone che hanno partecipato il grande dolore suo, della famiglia, della piccola Dora (la figlia), delle sorelle.

    Dopo le esequie funebri di ieri alla chiesa della Sacra Famiglia, la salma di Isabella riposerà nel cimitero di Motta Santa Anastasia, in provincia di Catania, terra nativa della docente dove aveva svolto i primi anni di studio che l’avevano resa un’apprezzata pianista.

    Ecco il messaggio della madre di Luisella Caruso, che pubblichiamo volentieri e a cui rivolgiamo nuovamente anche le nostre sentite condoglianze.

    “Oggi c’è stato il funerale qui a Magenta. Sono orgogliosa di quante persone la stimavano e le volevano bene. E’ stato un funerale sentito e fatto anche col cuore dal parroco. C’eranoo molti cittadini a onorarla . Amici, colleghi , musicisti, anche di città vicine. C’è stato un grande coinvolgimento, sentito e commosso. Non avevo capito di avere una figlia di così grande talento e fama”.

  • Turista rapinato dell’orologio da 500mila euro: tre arresti a Milano

    La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha eseguito un fermo nei confronti di due cittadini francesi di 34 e 35 anni e una marocchina 42enne, accusati di aver rapinato un turista libico del suo orologio Richard Mille RM11-02 dal valore stimato di 400/500 mila euro

    Le indagini condotte dai poliziotti della Squadra Mobile, avviate nell’immediatezza partendo dalla visione delle immagini di videosorveglianza, hanno permesso di comprendere come l’azione non fosse un proposito estemporaneo del materiale autore del reato, bensì il frutto di una pianificazione corale assieme ad altre tre persone, due uomini ed una donna. La vittima, infatti, era stata agganciata sin dall’uscita da un noto albergo del quadrilatero in cui alloggiava. Le quattro persone lo hanno tallonato per tutto il giorno fino a quando, dopo cena, verso le 21.40, uno degli autori si è scagliato contro di lui per sottrargli l’orologio.

  • Da Vigevano a Miss Grand Prix: l’avventura di Alice Sini

    C’è anche una ragazza di Vigevano (PV), la 20enne Alice Sini, tra le pretendenti al titolo di Miss Grand Prix 2023.

    La studentessa pavese sarà in Abruzzo a fine mese per partecipare all’atto conclusivo di uno tra i concorsi di bellezza più importanti in Italia con oltre 30 anni di storia alle spalle. Concorso che ha lanciato, nel corso delle varie edizioni, alcune grandi protagoniste del mondo dello spettacolo e della tv come Tessa Gelisio, Raffaella Fico, Carlotta Maggiorana.

    Il primo “scoglio” per Alice sarà rappresentato dalla prefinale nazionale in programma in Piazza del Mare a Giulianova la sera di giovedì 24 agosto.
    In caso di superamento del turno, la ragazza vigevanese si trasferirà a Pescara dove, la sera di sabato 26 agosto, è in programma sul palco dello Stadio del Mare la finalissima condotta da Jo Squillo per decretare la reginetta che succederà nell’albo d’oro alla piemontese Martina Caucino, vincitrice lo scorso anno.

    Insieme alle bellissime finaliste sullo stesso palco il 26 agosto sfileranno anche i 40 ragazzi finalisti del concorso di “Mister Italia”.

    Entrambi i concorsi sono organizzati da patron Claudio Marastoni con il sostegno e la partnership di Ducati, Caffe Mokambo, Bes Italy, e il patrocinio del Comune di Pescara e del Comune di Giulianova.

    Per restare aggiornati con tutte le news sul concorso si possono seguire i canali social: Instagram e Facebook @concorsomisteritalia e @missgrandprix.

  • Magenta: a soli 49 anni muore Isabella Caruso, pianista e docente al Liceo musicale di Busto Arsizio

    E’ una di quelle notizie che raggelano il sangue non appena si leggono le carte funerarie. Morire a 49 anni, con una figlia piccola, nel pieno della vita. E’ la triste sorte toccata ad Isabella Caruso, pianista e docente al Liceo Musicale Candiani Bausch di Busto Arsizio.

    I funerali si terranno domani, sabato 12 agosto, alle ore 11 nella chiesa della Sacra Famiglia. Isabella Caruso lascia la piccola figlia Dora, la mamma e le due sorelle Alessandra e Licia.

    Dalle amiche di Isabella ci è giunto non solo il cordoglio, ma anche l’immenso amore per la musica e il pianoforte.

    Isabella aveva iniziato gli studi pianistici presso L’Istituto musicale “Vincenzo Bellini” di Catania dove si è diplomata brillantemente sotto la guida di Mario Spinnicchia. Successivamente ha conseguito il Diploma Accademico di II Livello in discipline musicali ad indirizzo concertistico presso il Conservatorio l’Arrigo Boito” di Parma sotto la guida di Francesco Guideri, col massimo dei voti e la lode.

    La sua intensa attività di perfezionamento vanta maestri di fama internazionale. In particolare ha frequentato come allieva effettiva i Corsi Internazionali di Alto Perfezionamento Pianistico tenuti da Andrej Jasinskj presso Sommerakademie “Mozarteum” di Salisburgo.

    Ha inoltre studiato con Aquiles Delle Vigne, Paul Badura-Skoda, Carles Rosen, Alexander Mullenbach, Sergio Perticaroli. Dal 2002 frequenta i corsi di Alto Perfezionamento tenuti da Konstantin Bogino a Bergamo, Roma, Chioggia e Portogruaro. Contemporaneamente ha intrapreso un’intensa attività concertistica come solista e in duo col clarinettista Aldo Boccacci, in diverse città italiane (Roma, Parma, Milano, Portogruaro, Laureana Del Cilento, Carpiteti, Catania, Brescia ecc.) riscuotendo consensi di pubblico e di critica. Collaborava inoltre con l’Associazione Musicale Dino Ciani.

    Alla famiglia, alle amiche, al corpo docente ed agli alunni del Liceo Musicale di Busto Arsizio giungano le condoglianze di Ticino Notizie.

  • Faccia da obitorio! – Di Massimo Moletti

    “Tutti dobbiamo morire ! E tutti dobbiamo ricordarci di dovere morire ! Prima o poi capita a tutti!
    Bisogna pensare all’ultimo viaggio o dobbiamo vivere in eterna felicità?”

    Molti si attrezzano magari anticipando le spese e costruendo o comprando tombe o loculi..
    Altri vogliono tenere le ceneri in casa o altri posti.
    Sono piccole storie ma molti non arrivano preparati col biglietto di viaggio per Caronte.
    Quanti morti sono all’obitorio per aver una sepoltura dignitosa o frettolosa.

    Un tema di umiltà ed empatia o carità cristiana o civile ..

    Quando le leggi e le senti o vedi in tv pensi sempre a quell’orto dorato ..
    Perché le vediamo così le nostre province e paesi come delle isole felici dove non ci sono problemi..
    Dal 12 luglio una mia paesana di Cerano (NO), di cui non dico il nome …è all’obitorio in attesa di essere sepolta ..
    Senza figli e nessuno che possa occuparsi del suo ultimo saluto.
    Chiesa o comune o società civile non voglio mettere il dito contro.
    Ma queste vicende sono all’ordine del giorno in Italia !!! Dove siamo tutti sensibili e caritatevoli ma molto spesso lontano e parole.

    Il mese di Agosto non aiuta a semplificare la faccenda ma se ci sono leggi apposite o sono da fare.
    Un tema la morte che nessuno vuole affrontare direttamente e indirettamente sia da governanti e governati..
    Abbiamo sempre la solidarietà sulla nostra bocca e spero sia rivolta a tutti e per ogni circostanza…
    La povera donna giace senza pace credo che in un modo o nell’altro bisogna trovare la via per la serenità e chiudere una vicenda troppo triste…
    Mi rivolgo a sindaco e parroco di Cerano e a tutte le persone influenti per trovare la luce..
    Anche a lei direttore per fare ordine e dare importanza a una vicenda troppo buia e drammatica

  • Boffalora, i Venegoni ‘passano la mano’ dopo oltre 100 anni di storia industriale (e non solo)

    BOFFALORA La notizia del passaggio di mano dello storico salumificio Venegoni di Boffalora, ora nelle mani dell’imprenditore del settore food & beverage Francesco Agnello, segna un autentico spartiacque. Non stiamo infatti parlando solo di un salumificio, ma di un pezzo importante di storia industriale dell’est Ticino, con oltre 100 anni di storia alle e sulle spalle.

    Bisogna infatti risalire ad Antonio Venegoni (1858-1934), uomo di origine contadina, che gestiva la sopracitata Trattoria (1880 – 1914) con annessa produzione di salumi tipici per la delizia di abituali od occasionali forestieri di passaggio con ricovero assistito anche per i loro cavalli. Dopo il Capostipite Antonio Venegoni (qui ritratto col nutrito nucleo familiare nel 1910 c.a.), ristoratore e produttore di salumi tipici, è toccato ai due figli Attilio (“il marinaretto” tra le braccia del papà) e Antonio Angelo (in grembo alla mamma) proseguire e implementare una produzione di salumi tradizionali secondo i criteri di un vero e proprio laboratorio artigianale.

    I 7 lunghi anni di prigionia di Antonio Angelo nella Campagna d’Africa e poi la II° Guerra Mondiale contribuirono a frenare, e non poco, i progetti di famiglia, ma sarà l’immediato Dopoguerra e soprattutto il boom economico della fine anni 50 e poi ’60 a consentire uno sviluppo e una crescita decisamente importante per il territorio e per la piccola Distribuzione alimentare allora in grande fermento.

    Come si apprende dal sito aziendale, è quindi toccato a Emilio, figlio di Attilio, poi col fattivo contributo della moglie-cugina Giuseppina, figlia di Pompeo ), dare un vero e proprio impulso industriale all’Azienda di famiglia trasformando il vecchio insediamento produttivo lungo il Naviglio Grande in una vera e propria industria di macellazione e di trasformazione delle carni nella più completa gamma di salumi tipica del territorio Lombardo di residenza.

    Anche i figli di Antonio Angelo, Mario e Enea, con formazione amministrativa e commerciale, entreranno nell’Azienda di famiglia e i tempi saranno maturi per lasciare la vecchia struttura nel Centro Storico di Boffalora Ticino e pensare alla costruzione di un vero e proprio insediamento industriale costruito secondo i nuovi criteri Normativi CE e all’avanguardia sotto il profilo strutturale e tecnologico.

    Nel 1981, con l’avvento di Maurizio figlio di Emilio, Tecnologo Alimentare, si da inizio alla costruzione di quello che era considerato uno stabilimento ancora modernissimo inaugurato nel Giugno 1983. L’Azienda opera oggi in una struttura di proprietà in un’area di circa 25.000 mq di cui 7.000 coperti su cui è stato installato un impianto fotovoltaico che rende la gestione energetica, in diversi periodi dell’anno, completamente autosufficiente per forza motrice (oggi viene autoprodotta dai pannelli il 67% dell’energia totale necessaria alla produzione).

    La potenzialità del macello interno (tra le poche Aziende rimaste con l’intero processo verticale) era arrivata a circa 25.000 suini all’anno con una trasformazione in prodotti di salumeria tradizionale, pari a circa 50 Tons settimanali con l’acquisto ad integrazione di carni foranee esclusivamente di provenienza nazionale. Attualmente sono impiegati circa 50 addetti in dipendenza diretta e una flotta di nr 10 automezzi di proprietà.

    La vendita al gruppo Agnello, se da un lato interrompe la gestione famigliare protrattasi come detto per oltre un secolo, dall’altro permette il mantenimento (speriamo ancora per molto) di un nome iconico per il territorio. Venegoni, del resto, non è mai stato soltanto il nome di un’azienda. Ma molto di più.

    (le foto sono tratte dal sito aziendale)

    Da un vecchio testo universitario.. parole illuminanti

    “L’impresa è, certamente, il più diffuso e conosciuto strumento aziendale mediante il quale può essere efficacemente espletata l’attività economica tesa alla creazione ed alla diffusione della ricchezza1 . Com’è noto, la sua particolarità rispetto alle altre tipologie aziendali risiede nel fatto che sia i rapporti interni tra le persone che cooperano alla sua realizzazione sia quelli esterni – tra l’impresa ed i suoi numerosi e vari stakeholder – sono regolati dalle leggi di mercato.”

    ” Tuttavia, malgrado la sua natura squisitamente economica, si può cogliere anche una dimensione sociale dell’impresa che si manifesta tanto nelle premesse alla sua stessa esistenza quanto negli effetti delle sue espressioni di dinamica vitalità: da un lato, infatti, l’impresa funge da polo di attrazione e di aggregazione per il lavoro umano – elemento indispensabile senza il quale essa non potrebbe avere vita – e, dall’altro, coinvolge una pluralità di individui “esterni” sia nell’allestimento della produzione sia nella sua successiva destinazione. Nondimeno, è opinione diffusa quella secondo la quale il comportamento dell’uomo sarebbe ispirato esclusivamente all’economicità quando egli operi in campo economico – soprattutto attraverso l’impresa privata –, mentre spetterebbe allo Stato o ad altri enti pubblici il compito di operare nella tensione alla socialità, intraprendendo iniziative economiche di pubblica utilità, in vista del soddisfacimento di un interesse collettivo ritenuto meritevole. Simili convincimenti, però, negano implicitamente l’unitarietà del fenomeno aziendale, disgregandolo – sulla base di una tassonomia alquanto discutibile – in due distinte classi, soggette a differenti principi ispiratori, nella presunta tensione verso due distinte finalità”