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  • Battaglia di Magenta, spostato al Lirico il concerto di stasera. E domani allerta meteo gialla

    MAGENTA A causa delle condizioni atmosferiche attuali e del temporale di questo pomeriggio, il concerto di questa sera della Banda 4 Giugno 1859 si terrà al Teatro Lirico. Appuntamento alle ore 21.00.

    Lo ha comunicato poco fa il Comune di Magenta dalla propria pagina Facebook. Se quindi sia ieri sera che stamani il previsto maltempo aveva ‘virato’ verso buone condizioni meteo, questo pomeriggio la pioggia è alla fine arrivata consigliando agli organizzatori di modificare location.

    A questo punto ovviamente l’attenzione è tutta puntata a domani, quando sono in programma il corteo istituzionale e la Santa Messa (la mattina) e la rievocazione storica nel parco di villa Naj Oleari dal pomeriggio.

    Poche ore fa è stato diramato un nuovo bollettino meteo, dopo quello di ieri (che indicava possibile maltempo sino a oggi pomeriggio). Prosegue cos’ l’allerta gialla (rischio ordinario) emanata dal centro funzionale monitoraggio rischi della Regione Lombardia per possibili temporali. L’instabilità meteo proseguirà infatti per tutta la giornata di domani, domenica 4 giugno. Il centro operativo comunale (coc) della Protezione civile sarà attivo per monitorare e coordinare gli eventuali interventi.

    Ovviamente l’auspicio è che tutto possa svolgersi regolarmente, domani 4 giugno, e senza pioggia.

  • Terry O’Brien – “Desperados” (2023) by Trex Roads

    La ricerca di nuova musica di cui innamorarmi e che poi consiglio con i miei articoli, i miei post su Instagram e (a brevissimo) con la mia trasmissione Trex Music Club per la radio web WCN, è un “lavoro” senza sosta e senza confini.
    La musica che amo è quanto di più americano potete pensare. Anche il modo di fare, pensare e produrre la musica è propria degli Stati Uniti: quel sentimento che tutti ce la possono fare, che se hai talento avrai un’occasione si respira fra le strade di Nashville, di Fort Worth, di Tulsa o fra i Monti Appalachi.

    Ci sono persone, compreso il sottoscritto, che amano a tal punto questa musica e tutti i sentimenti che si porta dietro da sentirsi un pochino americani dentro. Un’affinità elettiva che porta l’anima a sentirsi parte di quella scena musicale e anche di vita.
    Io nel mio piccolo metto al servizio di questo sentimento il mio amore per la scrittura e quindi scrivo di quegli artisti per farli conoscere, non avendo talento musicale: ognuno fa ciò che può giusto?
    Mentre chi è baciato dal talento che si respira nell’aria del deserto del Texas o delle valli del bellis-simo Kentucky, cerca di fare di tutto per vivere il proprio sogno americano, anche se vive in un pic-colo paese francese a migliaia di chilometri dai locali di Nashville.
    Quindi non lasciatevi ingannare dalla barba jinksiana e dal nome un po’ american-irish, il mio caro amico Terry O’Brien è francese e proviene da una famiglia che ha l’arte della musica nel suo DNA.

    Dico “amico” perchè ormai io e Terry frequentiamo da un po’ gli stessi gruppi di Facebook che spargono il verbo della musica indipendente americana. Il tutto cominciato con il grande Cody Jinks e poi ingranditosi in maniera pazzesca in tutti gli Stati Uniti e oltre.
    Lo stesso disco che oggi porto alla vostra attenzione, il suo terzo disco in 3 anni, è la massima espressione di questo amore che ha varcato i confini, nonostante sia un amore per una musica prettamente “locale” e legata alle storie di quelle terre. Forse proprio per questo è così amata, per-chè alle latitudini europee non esiste una musica così “vera”, che parla alla gente e fatta dalla gente normale.
    Desperados come vi dicevo è il suo terzo disco e finora l’evoluzione musicale è stata costante: da un disco (di cui vi avevo parlato qui: https://relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page/terry-obrien-desolation-road-2021-by-trex-roads/ ) acustico e asciutto, fino ad arrivare ad un disco pieno zeppo di collaborazioni, an-che internazionali, assieme ad amici provenienti da Svizzera, Brasile, Stati Uniti, Olanda e Germa-nia. Un mix che piace e che ci regala 15 pezzi che potrebbero essere stati pensati e registrati in Texas e sembrare “autoctoni”.
    Il brano di apertura, Devil’s Cry, sembra preso dalla colonna sonora di un moderno film western, dove la intensa voce di Terry ci accompagna fra i canyon e la polvere assieme alla altrettanto in-tensa voce del suo amico Sebastian Mella.
    Best of Friends è un brano quasi honkytonk e le due voci, con lui il suo carissimo amico musicista Cherokee Cruz, si intrecciano perfettamente in questo brano di celebrazione della vera amicizia. Splendido il lavoro delle chitarre.
    Le canzoni andrebbero davvero citate tutte e i partecipanti a questo disco divertente, fresco e ben suonato celebrati per lo splendido lavoro.
    La ballata Beautiful Day è una delle più bella, ma anche spiazzanti. Perchè spiazzanti? Per la presenza della bellissima voce del suo amico brasiliano Elton Lu che canta in portoghese, creando un duetto veramente riuscito.
    La mia preferita è Rockin’, un country rock dall’animo texano arricchito dalla voce e la chitarra di Lastro Voc, un brano che sembra provenire da una radio di Nashville, della parte buona di Nashville ovviamente.
    Mountain Town sfocia invece nel bluegrass e il suono del banjo (strumento che adoro) di Gilles Rezard è un tocco davvero delizioso e l’aria dei Monti Appalachi solca l’Oceano e si adagia sulle coste francesi.

    Un’altra delle mie preferite è Old Man, dove il country folk abbraccia le sonorità da cui molto del sound americano è comunque ispirato e cioè quel suono irish che esce dagli speaker è proprio quello di uno strumento tipico della musica celtica. Però l’anima è americana, è country, è musica indipendente di qualità.
    Il disco va apprezzato e ascoltato nella sua interezza e mi scuso con gli altri artisti presenti nel disco se non ho citato tutte le canzoni, ma davvero vale la pena di scoprire un bellissimo disco indipendente fino al midollo e quindi bisognoso più che mai del passaparola.

    Citazione di merito per il bellissimo assolo finale di My Daddy’s Eyes e per la splendida parte vocale di Lindsay O’Connor in So Blue.
    Se vi ha incuriosito e se ciò che ascolterete vi piacerà, il suggerimento è di sostenere Terry O’Brien e acquistare il suo disco e il suo merchandising: lo merita assolutamente.
    Un album che già dalla copertina, dove un gruppo di amici fuorilegge vi accoglie in questo viaggio, mostra la direzione che prenderà la sua musica. 15 pezzi di country indipendente, ispirati dall’amore per la musica americana e arricchiti da un songwriting di qualità e da musicisti di talento.
    La dimostrazione che il sentimento che muove gli artisti americani ha ormai varcato i confini e qualcuno anche da questa parte dell’Oceano si sente un po’ più americano, c’è chi lo fa scrivendo articoli e romanzi, e c’è chi lo fa scrivendo e suonando bellissime canzoni che potrebbero stare tranquillamente in un disco texano ed essere suonate ad uno dei bellissimi festival che l’estate a stelle e strisce ci regala.

    Buon ascolto,
    Claudio Trezzani by Trex Roads

    Nel mio blog troverete la versione inglese di questo articolo.
    www.trexroads.altervista.org

  • Senago, parla la madre di Alessandro: mio figlio è un mostro

    SENAGO ”Mio figlio è un mostro”. Così a ‘La vita in diretta’ Sabrina Paulis, la mamma di Alessandro Impagnatiello, il 30enne reo confesso per l’omicidio della compagna Giulia Tramontano.

    ”Purtroppo sì”, risponde la donna alla domanda ”sei la mamma di Alessandro”. Poi, tra i singhiozzi, la signora Sabrina continua a ripetere che ”Ale non era così, è sempre stata una persona educata. Nascondeva, ma noi non lo sapevamo. E se aveva una doppia personalità, noi non lo sapevamo”. Al figlio la madre ha creduto anche nei giorni delle ricerche di Giulia, scomparsa da sabato. ”Gli chiedevo se mi doveva dire qualcosa e mi rispondeva di no, piangendo. ‘Mamma fidati, voi dovete fidarvi di me’, diceva”, riferisce Sabrina, spiegando che il figlio ”era molto credibile” e chiedendo: ”Come fai a non credere a uno, che è tuo figlio, e che ti dice così? Io mi fidavo”.

    “Non l’ho più rivisto e forse non lo voglio più vedere. Come faccio a vederlo? Non lo so se andrò mai” ha aggiunto Sabrina. “Gli porto la roba, quello sì, ma ad oggi io non andrò a trovarlo, oggi come oggi non andrò a trovarlo” ha aggiunto.

    – “Non so cosa è successo. Io non ci credo ancora” Sabrina Paulis ripercorre i giorni dalla scomparsa di Giulia Tramontano, la fidanzata di suo figlio Alessandro Impagnatiello, che lui stesso ha confessato di aver ucciso. Sabrina, intervistata dalla Vita in diretta, spiega di aver sempre creduto al figlio. “Era molto credibile. Io gli dicevo: ‘Ale tu mi devi dire qualcosa? Non ti preoccupare. Eravamo da soli e diceva ‘No non ti devo dire niente. Dov’è Giulia?’ e piangeva” “Tu fidati di me. Voi dovete fidarvi di me. E io come faccio a non credergli?” dice fra le lacrime la mamma. “Come fai? Uno che ti dice così ed è tuo figlio? E’ un mostro e lo ripeterò sempre ma – conclude – lui non era così

  • Da San Siro a Istanbul: un fiume di passione rincorrendo il sogno. Il ‘Meazza’ la sera del 10 Giugno apre i cancelli

    Tutte le info per seguire la finalissima nella casa dell’F.C. INTERNAZIONALE 1908

    MILANO – L’attesa per la finale di UEFA Champions League è quasi finita. Sabato 10 giugno gli occhi di tutto il mondo saranno puntati sulla super sfida tra Manchester City e Inter, l’atto finale dell’incredibile stagione dei nerazzurri che si giocherà all’Atatürk Olympic Stadium di Istanbul.
    Il tifo interista sarà chiamato ancora una volta a spingere la squadra da ogni angolo del pianeta e per farlo ancora una volta TUTTI INSIEME, San Siro aprirà le porte e si colorerà di nerazzurro per permettere ai tifosi di condividere tutte le emozioni della finale. L’appuntamento per tutti gli interfans che non saranno nella capitale turca è a San Siro, nel luogo in cui la squadra ha combattuto partita dopo partita per raggiungere il gradino più alto: ancora una volta insieme, ancora una volta uniti, da Milano a Istanbul, infinite voci e un solo cuore.

    Per l’occasione, in corrispondenza del primo anello arancio dello stadio Giuseppe Meazza verrà montato un maxischermo, per offrire ai tifosi un’esperienza immersiva di visione della partita: più di 400 metri quadrati per non perdere neanche un attimo o un’emozione della sfida.

    I biglietti saranno in vendita a partire da martedì 6 giugno su vivaticket.com. Gli spettatori potranno accomodarsi nei settori rosso, verde e blu e nel prato. Il primo anello e il parterre costeranno 20€, il secondo anello 14€ e il terzo anello potrà essere acquistato al prezzo di 10€. I cancelli apriranno alle ore 19 e il prepartita verrà animato dall’intrattenimento di Radio 105, Official Radio del Club. Nell’attesa del fischio d’inizio della sfida dell’Atatürk Olympic Stadium, ci sarà inoltre un filo diretto tra Milano e Istanbul, con collegamenti e immagini dalla capitale turca che porteranno a San Siro tutta l’emozione del prepartita.

    Al termine della gara i tifosi dovranno come di consueto defluire dallo stadio, indipendentemente dal risultato della gara.

    “Per tutti quei chilometri che ho fatto per te, F.C. Internazionale devi vincere”

    fonte: https://www.inter.it/it

  • Senago: custodia in carcere per Alessandro, ‘ha ucciso per futili motivi e senza premeditazione’

    MILANO “L’indagato ha riferito di aver agito senza un reale motivo perché stressato dalla situazione che si era venuta a creare, menzionando tra l’altro, quale fonte di stress, non solo la gestione delle due ragazze ma anche il fatto che altri ne fossero venuti a conoscenza, per esempio sul luogo di lavoro”.

    Così la gip di Milano Laura Angela Minerva disponendo la custodia cautelare in carcere per Alessandro Impagnatiello reo confesso dell’omicidio della compagna Giulia Tramontano. La gip ha quindi riconosciuto l’aggravante dei futili motivi.

    “Alessandro le aveva rovinato la vita e adesso”, dopo la scoperta del tradimento “sarebbe stata costretta a tornare in meridione dopo tutti i sacrifici fatti per lasciarlo”. Sono le confidenze di Giulia Tramontano, raccolte da un’amica qualche ora prima che la 29enne, incinta al settimo mese, venisse uccisa dal suo fidanzato, ora in carcere, Alessandro Impagnatiello. Come si legge nel verbale agli atti dell’indagine, la testimone ha raccontato di una telefonata di sabato pomeriggio in cui Giulia, “scioccata” le ha raccontato dell’incontro con la donna con cui Impagnatiello, “visto male” sul lavoro e “soprannominato lurido”, aveva da tempo una relazione parallela.

    Alessandro Impagnatiello non avrebbe premeditato l’omicidio della compagna Giulia Tramontato, incinta di sette mesi. E’ quanto ha ritenuto la gip di Milano Angela Minerva che ha escluso l’aggravante contestata invece in sede di fermo dalla procuratrice aggiunta Letizia Mannella e la pm Alessia Menegazzo.

  • Magenta, 164 esimo anniversario della Battaglia: il programma completo. Ci sarà anche il presidente Fontana. Questa sera la Fanfara a Boffalora

    Il Sindaco Del Gobbo: “Tutto è pronto per celebrare il 4 giugno con l’obiettivo non di rievocare il fatto bellico ma i valori che sono da allora scaturiti e che sono alla base dell’Europa di oggi”


    (nella foto sopra la visita a Magenta del Governatore Attilio Fontana in occasione della Fiera di San Biagio)

    MAGENTA – Ha comunicato la sua presenza alle celebrazioni del 4 giugno anche il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, che sarà atteso in mattinata presso l’Ossario.
    “Attendiamo con grande piacere- spiega il Sindaco Luca Del Gobbo – la partecipazione del Presidente Fontana, partecipazione che evidenzia il valore delle celebrazioni della Battaglia di Magenta che hanno anche ricevuto il patrocinio oneroso del Consiglio Regionale. Nella giornata clou di domenica, con il corteo storico ed istituzionale al mattino e la 26ma rievocazione storica nel pomeriggio nella bella location del Parco di Villa Naj Oleari, avremo anche la presenza delle rappresentanze consolari di Francia e Ungheria, la delegazione della città francese gemellata Ville de Magenta, i Sindaci e Assessori di 30 Comuni tra cui quelli della Battaglia, Turbigo, Montebello, Palestro e Solferino, il Vice Prefetto, esponenti dell’Esercito e delle Forze dell’Ordine. Una grande festa di popolo cui invito tutti a partecipare: ripercorreremo i luoghi da cui è partito il percorso verso l’Unità d’Italia e le fasi della Battaglia che rende famosa la nostra Città con l’obiettivo non di celebrare l’evento bellico, bensì i valori che sono da allora scaturiti e che sono alla base dell’Europa di oggi”.
    Comincerà questa sera, con il concerto della Repubblica a cura della Banda Civica, il lungo weekend di celebrazioni che ci accompagneranno sino a lunedì mattina quando 380 bambini delle scuole primarie cittadine, in una mattinata tutta dedicata a loro, ripercorreranno i luoghi simbolo della Battaglia di Magenta. Come sempre, partner del Comune nelle celebrazioni, Pro Loco Magenta di cui quest’anno ricorrono i 40 di fondazione.

    Da ricordare, i concerti della Banda 4 Giugno 1859 e della Fanfara ‘Nino Garavaglia’, il mercatino della Battaglia in Piazza Liberazione, l’allestimento degli accampamenti in Villa Naj Oleari, la presentazione del libro di Bruno Dotto ‘Accadde a Magenta’ e la Mostra di Uniformi storiche del periodo risorgimentale e post-unitario in collaborazione con il Museo storico ‘A. Rossini’ di Novara.


    Aperture straordinarie, ad ingresso libero, del Museo della Battaglia dal 4 all’11 giugno dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18 in concomitanza con la mostra in Casa Giacobbe.
    “Le celebrazioni della Battaglia di Magenta avranno il loro culmine domenica 4 giugno ma si svilupperanno per un periodo ampio del mese di giugno, mese che sarà poi interamente dedicato a proposte di intrattenimento organizzate da e in collaborazione con tante realtà associative all’interno della ormai tradizionale kermesse del Giugno Magentino”, continua il Sindaco.
    Il 164° anniversario della Battaglia di Magenta ha ottenuto il patrocinio del Consiglio di Regione Lombardia, di Città Metropolitana di Milano e del Comando Truppe Alpine-Reggimento Nizza Cavalleria. Una rappresentanza proprio del Nizza Cavalleria, che prese parte alla Campagna del 1859, sarà presente al corteo del 4 giugno che vedrà protagonisti, insieme alle Autorità e alle Rappresentanze Consolari anche tutti i corpi bandistici cittadini e la Fanfara dei Bersaglieri Nino Garavaglia, insieme ai rappresentanti delle associazioni cittadine con i loro labari.
    “Un sentito ringraziamento agli sponsor del Comune di Magenta per il 164° anniversario della Battaglia per la loro attenzione e sensibilità verso la Città e le nostre proposte culturali”, conclude il Sindaco Del Gobbo.
    Gli Sponsor del 164° anniversario della Battaglia sono:

    sponsor platinum: IPER, VOLVO SICURAUTO
    sponsor gold: AUTOMAGENTA, CTM Termodeco, MAPE
    sponsor tecnico: GIARDINERIA, DPM GROUP, BENNATI

    Il programma completo delle celebrazioni sarà recapitato nella cassetta delle lettere di tutte le famiglie magentine e sarà consultabile su www.comunedimagenta.it e su facebook@cittadimagenta

  • Senago, il legale del reo confesso: Alessandro sta pensando al suicidio

    SENAGO E’ durato un’ora l’interrogatorio di garanzia che ha confermato il fermo nel carcere di San Vittore per Alessandro Impagnatiello, il 30enne reo confesso per l’omicidio della compagna Giulia Tramontano.

    L’uomo ha confermato al gip di aver ucciso la compagna e averne occultato il cadavere senza l’aiuto di complici. Il suo legale, al termine dell’interrogatorio, parlando con i giornalisti ha confermato che Impagnatiello ha ribadito di “avere fatto tutto da solo”, ma ha anche “fornito altri particolari”. Inoltre il 30enne “nega la premeditazione”. L’avvocato ha poi riferito che secondo il suo assistito “togliersi eventualmente la vita è l’unica forma di pentimento che lui ritiene corretta in questo momento, l’unica che abbia un senso”. Intanto i carabinieri del nucleo investigativo di Milano e quelli della compagnia di Rho stanno raccogliendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza di Senago, per accertare la dinamica dell’occultamento del corpo di Giulia Tramontano. Il dubbio è che Alessandro Impagnatiello per trasportare e gettare il corpo della ragazza al settimo mese di gravidanza -quindi più pesante – nell’intercapedine tra i garage di via Monte Rosa, possa aver avuto bisogno dell’aiuto di qualcuno. Sulla dinamica del delitto e sulla premeditazione di quest’ultimo, al momento l’ipotesi principale è che il trentenne abbia agito da solo.

  • Da Vigevano alla Sicilia a piedi, per andare dagli amici: il lungo viaggio di Turi

    Turi al centro (con maglia gialla)

    VIGEVANO Nell’era delle comunicazioni veloci e delle video call ha voglia di vedere gli amici e, per una sfida, soprattutto con se stesso, è partito a piedi da Vigevano, in provincia di Pavia, per andare a trovare dalla Lombardia gli amici nel suo paese natale in Sicilia, a Ficarra, nel Messinese.

    Protagonista della singolare impresa, all’insegna di uno stile di vita slow, è un pensionato di 61 anni, Turi Mantione: con uno zaino di dodici chili ha percorso 1.720 km in 60 giorni, dormendo dove capitava e caricando il suo cellulare con un pannello solare piazzato su un cappello. Una volta arrivato finalmente a Ficarra il pensionato, stanco ma felice, ha festeggiato nel bar del paese con gli amici che lo hanno accolto complimentandosi con lui per l’impresa.

    QUANTI PERCORSI, IN ITALIA
    Sono davvero molti i percorsi che consentono di raggiungere a piedi le varie parti d’Italia, a partire da quello che passa anche da noi dell’est Ticino, ossia la Francigena.

    _ La Via Francigena: non possiamo che partire da uno delle vie di fede più antiche e conosciute d’Europa, che attraversa l’Italia partendo dal Colle del San Bernardo, porta di accesso delle nostre Alpi e prosegue verso sud, in direzione Roma. Un percorso di 79 tappe complessive, di cui 45 attraversano il nostro Paese.

    _ La Via degli Dei: un cammino che attraversa l’Appennino seguendo il tracciato della Flaminia Militare, antica strada romana di cui sono ancora visibile i resti, che collega Firenze a Bologna. Un percorso che attraversa le valli, le pianure e i borghi dell’Appennino Tosco Emiliano, un viaggio all’interno della cultura e della storia di questi territori.

    _ La Via degli Abati: un percorso religioso che ripercorre le orme di San Colombano, monaco Irlandese partito dalla sua terra natia per raggiungere Roma e che ha trovato casa a Bobbio, centro nevralgico della religiosità e dei commerci del medioevo. Questo percorso parte da Pavia e seguendo la dorsale appenninica arriva fino a Pontremoli.

    _ Il Cammino dei Briganti: un percorso ideale per chi vuole scoprire l’anima autentica dell’appennino. Un anello di cento chilometri divisi in sette tappe, che attraversano i verdi boschi dell’appennino e si concludono in borghi di origine medievale in cui fare sosta.

    _ Il cammino di San Benedetto: un itinerario che attraversa il Lazio da nord a sud, un cammino di circa 300 chilometri che attraversa la dorsale appenninica entrando nel Lazio, per terminare a Cassino, a pochi chilometri dal Molise e dalla Campania. Seguendo il tracciato di questo cammino si incontrano eremi ed abbazie, luoghi simbolo della spiritualità di San Benedetto.

    _ Il Sentiero del Viandante: il Sentiero del Viandante è un itinerario che costeggia tutta la sponda lecchese del lago. Ha una lunghezza complessiva di circa 45 km e quindi deve essere percorso a tappe.

    Un sentiero del quotidiano, lungo il quale hanno camminato prima di noi le generazioni di coloro che hanno costruito il mondo lagheé, pietra su pietra, casa su casa, darsena su darsena, ma è anche la “cerniera” che unisce i due estremi di questo mondo, acqua e montagna

    _ Il Cammino di San Vicinio: San Vicinio, è il caso di dirlo, ne sapeva una più del diavolo. Col suo leggendario collare magico scacciava demoni e dispensava conforto. Sulle orme dell’antico Vescovo di Sarsina percorriamo itinerari antichi tra monasteri e fortezze medievali.

    _ Toscana, l’Anello del Rinascimento: 250 chilometri in 8 tappe da percorrere a piedi ma anche in bicicletta: andiamo alla scoperta dell’Anello del Rinascimento, un cammino e itinerario ciclabile a Firenze e sulle sue colline.

    _ La via Spluga: La Via Spluga unisce Thusis, in Svizzera, a Chiavenna, in Lombardia, per un totale di circa 65 km. Si tratta di un itinerario escursionistico di media montagna e al tempo stesso di un cammino storico, che da sempre unisce l’Europa Centrale alla Penisola.

    _ Il Cammino di Oropa: un percorso che permette di scoprire la natura e la storia antica del Biellese, in Piemonte. Si parte dalla pianura e si arriva sulle montagne al cospetto del Santuario di Oropa e del Monte Sacro: un itinerario di 65 chilometri, diviso in 4 tappe, adatto a tutti.

    _ La Via del Sale: un antico cammino che collega la pianura padana al mare della Liguria, seguendo le orme dei carri che portavano il pesce sotto sale dalle coste liguri fino al Piemonte e alla Lombardia.

    Un percorso che segue il tracciato di vecchie mulattiere, attraversando territori impregnati di un fascino antico e selvaggio, per ritrovare l’incanto di una natura incontaminata.

    _ La via Francigena del sud: la via Francigena era percorsa dai pellegrini che dall’Europa volevano raggiungere Roma. Molti di loro proseguivano il loro viaggio verso la Terra Santa, camminando verso la Puglia da cui porti salpavano le navi rivolte verso le coste di Israele.

    I passi di questi pellegrini hanno segnato il tracciato della via Francigena del sud che da Roma, attraversando l’appennino da ovest ad est giunge in Puglia.

    _ La Via Decia: 95 chilometri, 5 tappe, oltre 60 punti di interesse: è la Via Decia, il nuovo cammino che, partendo dalla Valcamonica, si inoltra negli angoli più suggestivi della Valle di Scalve.

    _ L’Alta Via dei Parchi: un percorso che segue la dorsale appenninica congiungendo l’Emilia-Romagna, la Toscana e le Marche, attraverso la natura incontaminata di due Parchi nazionali, cinque regionali e uno interregionale, riassumendo in sé il meglio che le montagne appenniniche sanno offrire.

  • Magenta: presentato “Un grido contro”, il nuovo libro di Maria Luisa Busti.

    Nel pomeriggio di venerdì 26 maggio, al primo piano della Biblioteca ‘Oriana Fallaci’, la presentazione del nuovo romanzo di Maria Luisa Busti, “Un grido contro”, ha il tono di una piacevole conversazione tra amiche – non se ne abbiano a male i pochissimi maschi presenti – che una tazza di tè, considerata l’ora solare, avrebbe resa perfetta.

    MAGENTA – Raffaella Nova Santagostino è accurata nel condurre l’incontro e così pure l’autrice – non ama essere definita ‘scrittrice’ – nell’esporre le ragioni di questo nono libro il cui tema, pur trattato con la cifra narrativa mai scomposta che le è propria, è la violenza.
    “Quell’istinto primitivo, barbarico, di possesso ad ogni costo – commenta – sonnecchiante ancora al fondo degli spiriti civilizzati degli uomini di oggi”. Istinto contro cui le storie di ieri e del presente, inanellate nelle pagine, vogliono essere “un grido”.
    L’epoca in cui vive Agnese, una delle protagoniste, infatti, non è la stessa di Natalia, ma il destino di entrambe è segnato dalla violenza. Piani temporali diversi che si intrecciano, vicende di donne che si legano, coinvolgendo il lettore. Per alcuni versi una Maria Luisa Busti diversa che, pur non rinunciando a raccontare l’amato Novecento, ha deciso di proporre fatti e personaggi che “ci azzecchino – le piace precisare – con i ragazzi di oggi”. E altrettanto contemporanei sono i protagonisti del prossimo libro, decima fatica della Busti – in verità per lei scrivere è un piacere – già in mano agli editori Tino e Luca Malini. Prima di chiudere è doveroso dare rilievo a un aspetto importante del libro, ovvero il richiamo e l’omaggio a Ersilia Majno.
    “Giornalista, attivista della quale si parla troppo poco – afferma la Busti – instancabile nella lotta per l’autonomia delle donne in un’epoca in cui vigeva la potestà maritale, fondatrice nel 1902 dell’Asilo Mariuccia, un’ istituzione aconfessionale destinata ad accogliere, curare, proteggere, avviare al lavoro, bambine e giovani, vittime o a rischio di violenza, spesso domestica, e di prostituzione”.
    A proposito di Asilo Mariuccia, per l’appunto un luogo del romanzo, cogliamo l’occasione per avvertire i lettori di quanto sia errato l’uso ironico delle espressioni lombarde “Ma dove siamo, all’Asilo Mariuccia?”, “Non siamo mica all’Asilo Mariuccia!” o “Questi sono discorsi da Asilo Mariuccia” in riferimento a situazioni infantili. Alzi la mano chi lo sapeva di già! .

  • Abbiategrasso, gogna e chiavi da buttare. ‘Ma quel ragazzo è nostro figlio’: la riflessione scomoda di Francesco Oppi

    Francesco Oppi si è caricato da anni l’eredità di papà Daniele e conduce con passione e coraggio l’attività culturale ed artistica al Guado di Malvaglio, in una bellissima casa adagiata lungo il Naviglio. E’ appassionato al reale ed alla vita di comunità. E’ un uomo e un padre. E da uomo, e da padre, ha scritto di getto e rabbia parole che crediamo valgano la pena di essere lette sul caso di Abbiategrasso.

    “Dagli all’assassino! Buttiamo via la chiave! È ora di finirla! Siete tutti buonisti! Questa scuola va protetta, è tutta colpa dei genitori! Noi siamo dalla parte giusta, SEMPRE!”

    Che orrore. Una società zoppa, monca, lobotomizzata, arrogante e sicumerica. Figlia d’una comunità incapace di esserlo e di esercitare autocritica (altro che sinistri!), che non accoglie per principio. Comunità incapaci di accogliere persino i figli. Comunità dedite alla ricerca spasmodica dell’intelligenza artificiale, in quanto prive di quella naturale.

    La nostra (farcita di fatti malamente – e inutilmente – comunicati) si manifesta come una società senza coscienza, senza contezza di sé. Senza l’orgoglio del proprio “turgido” passato e delle proprie immense potenzialità. Un’accozzaglia di controllati incontrollabili senza progetto, senza condivisione, senza Poesia…

    Un mezza società di inetti che è capace solo di “PUNIRE!” o “CONTROLLARE” oppure di finire, parallelamente, al sesto raggio… Povero Beccaria… pensare che paradosso, essendo tra i nostri grandi Padri!

    Oggi, ora, sono tutti attaccati alla “nera”… al coltello da Rambo, a ruoli fasulli, a parole sussurrate da serpenti, infine a menzogne.

    E’ nostro figlio, come gli altri, quel ragazzo di sedici anni! Se lo aiutiamo (ma davvero, non con dolosi, impreparati “assistenti”) aiutiamo noi stessi. Se non pensate sia giusto farlo, io vi dico con tutto il cuore: vergognatevi; e se non siete capaci di farlo (e non è un buon segno) sparite per sempre, pennivendoli disperati o chiunque voi siate. Tanto siete il nulla che produce il vuoto.

    Non metto volti perché voglio ricordarvi il vostro.

    Guardatevi in faccia se potete. E magari sorridetevi, se ne avete il coraggio. Ricordate, gli estremi si toccano e la società del CONTROLLO, in quanto società della MALFIDENZA, sfocerà inevitabilmente nella società del CAOS.

    di Francesco Oppi

    DEI DELITTI E DELLE PENE
    La portata rivoluzionaria del saggio di Beccaria Dei delitti e delle pene (1764) è giustificata dal fatto che questo scritto getta alcune basi fondamentali del diritto moderno. Dei delitti e delle pene nasce all’interno del clima dell’Accademia dei Pugni, su espressa indicazione di Pietro Verri, che mette ampiamente mano alla prima stesura sia correggendola sia modificandone l’assetto. L’ordinamento finale dell’opera sarà ulteriormente modificato da André Morrellet (1727-1819), in occasione della traduzione francese due anni dopo la prima pubblicazione.

    L’opera, sull’onda di quei principi filosofici ed etici riscontrabili in Montesquieu e Rousseau, si sviluppa come un’articolata riflessione sulla natura e i principi della punizione inferta dalla legge a chi abbia commesso qualche reato: Beccaria tematizza quindi non sul rapporto causale tra “delitto” e “pena”, ma sulla natura filosofica e sul concetto stesso di “pena” all’interno di una società umana. Beccaria ritiene infatti che la vita associata sia rivolta al conseguimento della felicità del maggior numero di aderenti al “contratto sociale” e che le leggi siano la condizione fondante di questo patto; dati questi presupposti è evidente che le peneservano a rafforzare e garantire queste stesse leggi, ed è sulle pene e sulla loro applicazione che si concentra quindi l’opera di Beccaria. Scrive così nell’introduzione all’opera:

    Le leggi, che pur sono o dovrebbon esser patti di uomini liberi, non sono state per lo più che lo stromento delle passioni di alcuni pochi, o nate da una fortuita e passeggiera necessità; non già dettate da un freddo esaminatore della natura umana, che in un sol punto concentrasse le azioni di una moltitudine di uomini, e le considerasse in questo punto di vista: la massima felicità divisa nel maggior numero.

    Le pene sono dunque finalizzate sia adimpedire al colpevole di infrangere nuovamente le leggi, sia a distogliere gli altri cittadini dal commettere colpe analoghe. Le pene vanno allora scelte proporzionatamente al delitto commesso e devono riuscire a lasciare un’impressione indelebile negli uomini senza però essere eccessivamente tormentose o inutilmente severe per chi le ha violate. Il tema si lega strettamente al decadimento della giustizia al tempo dell’autore, ancora legata all’arretrata legislazione di Giustiniano (il Corpus iuris civilis del VI secolo d.C.) e alla sua revisione per mano di Carlo V (1500-1558). La proposta riformistica di Beccaria vuole abolire abusi ed arbitri dipendenti, nell’amministrazione della giustizia, dalla ristretta mentalità aristocratica dei detentori del potere; secondo la prospettiva “illuminata” dell’autore una gestione più moderna del problema giudiziario non potrà che favorire, oltre che la tutela dei diritti individuali, anche il progresso dell’intera società (come nel caso delle osservazioni sulla segretezza dei processi o sul fatto che il sistema giudiziario presupponga la colpevolezza e non l’innocenza dell’imputato).