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  • Milano: dalla Giunta comunale le nuove regole per la “Movida”, anche aperture contingentate nelle zone critiche

    Contingentare le nuove aperture di esercizi commerciali nelle zone fortemente concentrate e stabilizzare le ordinanze del vetro che, attualmente possono durare solo 30 giorni, mentre potrebbero diventare strutturali e quindi diminuire l’uso del vetro. Sono alcuni dei punti del nuovo regolamento sulla “movida” approvato oggi dalla giunta comunale di Milano che arrivera’ probabilmente in discussione in aula consiliare in autunno, cosi’ da essere operativo il prossimo anno per l’estate del 2024.

    MILANO – Lo hanno annunciato oggi, in una conferenza stampa a Palazzo Marino, gli assessori alla sicurezza, allo sviluppo economico e allo sport e turismo del Comune di Milano, rispettivamente Marco Granelli, Alessia Cappello e Martina Riva, subito dopo aver approvato in giunta la delibera. Gia’ da quest’estate, poi, arrivano nuove sanzioni accessorie che permettono di essere piu’ efficaci per coloro che non rispettano le regole e una regolamentazione sugli orari nei dehors con limitazione non generalizzata delle attivita’ esterne, ma mirata su quelle situazioni che creano maggiore criticita’.

    Le attivita’ commerciali, ha evidenziato Granelli, sono il 58 per cento in piu’ rispetto al 2003, e la situazione della “mala movida” va gestita tenendo conto delle peculiarita’ dei vari quartieri. Per questo, ha evidenziato, sara’ effettuato un monitoraggio, che coinvolgera’ i tre assessorati piu’ altri, come ad esempio quello dei servizi civici di Gaia Romani per i rapporti con i municipi o quello del welfare di Lamberto Bertole’, volto a individuare le zone piu’ critiche e regolare le ordinanze in base alle segnalazioni.

    “Avvieremo a brevissimo – ha detto Granelli – un percorso di studio di tutte le zone e aree dalla citta’ in modo tale da dividerla nelle varie zone, capire quali sono piu’ critiche e individuare invece altre aree in cui la situazione e’ naturale e positiva o altre aree ancora in cui andrebbe addirittura stimolata. Questo portera’ a stilare un regolamento degli esercizi, insieme a associazioni di categoria e comitati cittadini e ovviamente con tutto il lavoro dei municipi. Le ordinanze e le varie misure di cui abbiamo parlato saranno una conseguenza delle zone. L’ordinanza degli orari non significa che vogliamo metterla in essere in tutta la citta’. Le ordinanze saranno in base alle zone e si applicano in caso di segnalazione dell’organismo di monitoraggio. A questo si affiancano politiche intese come giovanili di educazione”.

  • Coldiretti Pavia: è Silvia Garavaglia di Groppello Cairoli la nuova presidente

    È Silvia Garavaglia la nuova presidente di Coldiretti Pavia.

    PAVIA – L’imprenditrice agricola di Gropello Cairoli (Pavia) è stata eletta a larghissima maggioranza durante l’assemblea provinciale che si è svolta alla Fondazione Riccagioia di Torrazza Coste (Pavia) in Oltrepò Pavese e alla quale hanno partecipato i presidenti di sezione di Coldiretti Pavia e il direttore regionale di Coldiretti Lombardia, Giovanni Benedetti. Silvia Garavaglia succede a Stefano Greppi. “Voglio ringraziare prima di tutto il presidente Greppi per il contributo fondamentale che ha saputo dare a Coldiretti Pavia in questi anni – ha sottolineato Silvia Garavaglia subito dopo l’elezione -. Un grande lavoro, a cui intendo dare continuità fin dall’inizio del mio mandato. Ringrazio tutti i per la fiducia che mi è stata data e sono sicura che tutti insieme continueremo a lavorare per portare a compimento quel progetto che ha cambiato il volto dell’agricoltura italiana, facendo diventare Coldiretti un punto di riferimento per l’intero Paese”.

  • Morti sul lavoro. Non siamo neppure a metà anno e il bilancio è straziante: 358 le vittime. I dati dell’Osservatorio Vega

    SONO 358 LE VITTIME RILEVATE TRA GENNAIO E MAGGIO 2023. E LA MEDIA MENSILE CRESCE PASSANDO DA 66 A 71 DECESSI OGNI 30 GIORNI E 17 ALLA SETTIMANA.
    SONO 271 GLI INFORTUNI MORTALI REGISTRATI IN OCCASIONE DI LAVORO E 87 QUELLI IN ITINERE.

    CONTINUA L’APPELLO ALLA SICUREZZA DELL’OSSERVATORIO VEGA ENGINEERING PER L’ELEVATA INCIDENZA DI MORTALITÀ DEI GIOVANISSIMI CON UN’ETÀ COMPRESA TRA I 15 E I 24 ANNI. IL 100% IN PIÙ RISPETTO AI COLLEGHI NELLA FASCIA TRA I 25 E I 34 ANNI. E FINO AI 14 ANNI SI RILEVANO ANCORA 27.760 DENUNCE DI INFORTUNI (OLTRE IL 10% DEL TOTALE).
    L’ALLARME RIGUARDA ANCHE E ANCORA I LAVORATORI STRANIERI: IL LORO RISCHIO DI INFORTUNIO MORTALE È QUASI DOPPIO RISPETTO AGLI ITALIANI, CON UN’INCIDENZA DI MORTALITÀ DI 20,2 CONTRO IL 10,8 DEGLI ITALIANI.
    IN DIMINUZIONE INVECE LE DENUNCE DI INFORTUNIO TOTALI: -24,1% RISPETTO A MAGGIO 2022. UN DATO POSITIVO CHE È SEMPRE OPPORTUNO CHIARIRE: NEI PRIMI MESI DEL 2022 GLI “INFORTUNI PER COVID” ERANO ANCORA MOLTO NUMEROSI. DUNQUE, È LA CONCLUSIONE DELL’EMERGENZA SANITARIA LA VERA CAUSA DI QUESTA DIMINUZIONE.
    L’ATTIVITÀ MANIFATTURIERA RIMANE IL SETTORE PIÙ COLPITO DAGLI INFORTUNI.
    SUL PODIO DELL’INSICUREZZA IN ZONA ROSSA CI SONO: UMBRIA, ABRUZZO, VALLE D’AOSTA, TRENTINO ALTO ADIGE E FRIULI VENEZIA GIULIA. QUESTA È LA PRIMA ISTANTANEA DELLA MAPPATURA DELL’EMERGENZA DELL’OSSERVATORIO VEGA ENGINEERING CHE AIUTA A CAPIRE DOVE I LAVORATORI HANNO RISCHIATO MAGGIORMENTE LA PROPRIA VITA DA GENNAIO A MAGGIO 2023.
    IL RISCHIO DI MORTE, REGIONE PER REGIONE, DA GENNAIO A MAGGIO 2023. DALLA ZONA ROSSA ALLA ZONA BIANCA.

    In zona rossa nei primi cinque mesi del 2023 con un’incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 11,7 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: Umbria, Abruzzo, Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. In zona arancione: Sicilia, Puglia, Lombardia, Marche e Piemonte. In zona gialla: Veneto, Campania, Liguria e Lazio. In zona bianca: Emilia Romagna, Toscana, Sardegna, Calabria, Basilicata e Molise.
    (sul sito https://www.vegaengineering.com/osservatorio/ sono disponibili i grafici e i dati).

    “Siamo quasi al giro di boa dell’anno e la tragedia continua e si aggrava. Il lavoro prosegue inesorabilmente a mietere vittime nel nostro Paese. E dopo cinque mesi ciò che ancora colpisce, oltre ai numeri, è l’incidenza di mortalità specie tra i giovanissimi lavoratori. Per chi ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, infatti, il rischio di morire sul lavoro è doppio rispetto ai colleghi che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (11,3 infortuni mortali ogni milione di occupati contro 6,1). Se dal confronto con l’anno scorso possiamo considerare positivamente la diminuzione del 24,1% degli infortuni denunciati, dobbiamo però ricordare come nel 2022, e in particolare nei primi mesi dell’anno, fossero ancora molti gli infortuni denunciati connessi al Covid che oggi, invece, non compaiono più nelle statistiche”.
    Così introduce le più recenti proiezioni dell’ultima indagine condotta dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, il suo Presidente, l’ingegnere Mauro Rossato. (NELLA FOTO SOTTO)

    Sempre sul fronte delle incidenze, quella minima viene rilevata, invece, tra i 35 e i 44 anni (pari a 5,6 infortuni per milione di occupati), mentre la più elevata nella fascia dei lavoratori ultrasessantacinquenni (46,6), seguita dalla fascia di lavoratori compresi tra i 55 e i 64 anni (21).
    Ancora preoccupante la situazione per gli stranieri: quelli deceduti in occasione di lavoro sono 48 su 271. E il rischio di morte sul lavoro si dimostra essere sempre superiore rispetto agli italiani. Gli stranieri, infatti, registrano 20,2 morti ogni milione di occupati, contro i 10,8 italiani che perdono la vita durante il lavoro ogni milione di occupati.

    I NUMERI ASSOLUTI DELLE MORTI SUL LAVORO E DEGLI INFORTUNI IN ITALIA DA GENNAIO A MAGGIO 2023

    MORTI.

    Sono 358 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 271 in occasione di lavoro e 87 in itinere. Ancora alla Lombardia la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (57). Seguono: Veneto (25), Lazio (23), Piemonte (21), Campania e Sicilia (19), Emilia-Romagna e Puglia (17), Toscana (13), Abruzzo (11), Umbria (9), Marche, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (8), Liguria (7), Sardegna (4), Calabria (3), Valle d’Aosta e Basilicata (1). (Nel report allegato il numero delle morti in occasione di lavoro provincia per provincia).
    Nei primi cinque mesi del 2023 è sempre il settore Trasporti e Magazzinaggio a registrare il maggior numero di decessi in occasione di lavoro: sono 41. Ed è seguito dalle Costruzioni (31), dalle Attività Manifatturiere (29) e dal Commercio (19).
    La fascia d’età numericamente più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è sempre quella tra i 55 e i 64 anni (101 su un totale di 271).
    Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro da gennaio a maggio 2023 sono 16, mentre 11 hanno perso la vita in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro.
    Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 48, mentre sono 14 quelli deceduti a causa di un infortunio in itinere.
    Il lunedì e il mercoledì sono i giorni neri della settimana, ovvero quelli in cui si sono verificati più infortuni mortali nei primi cinque mesi dell’anno (19,2%).

    INFORTUNI.
    Le denunce di infortunio sono in diminuzione del 24,1% rispetto a fine maggio 2022. Erano, infatti, 323.806 a maggio 2022. Nel 2023 sono scese a 245.857. E il decremento risulta essere sempre maggiormente rilevante, come del resto nei mesi precedenti, nel settore della Sanità; lo scorso anno le denunce erano 47.381, mentre a fine maggio 2023 sono diventate 11.749. Altra conferma, questa, della totale ‘estinzione’ degli infortuni connessi al Covid dalle statistiche.
    Anche dopo i primi cinque mesi del 2023, il più elevato numero di denunce arriva dalle Attività Manifatturiere (28.430). Seguono: Costruzioni (12.336), Trasporto e Magazzinaggio (12.048), Sanità (11.749) e Commercio (11.698).
    Le denunce di infortunio delle lavoratrici italiane da gennaio a maggio 2023 sono state 89.425, quelle dei colleghi uomini 156.432.
    Più che allarmante il dato relativo alle denunce degli infortuni dei giovanissimi. Fino ai 14 anni si rilevano 27.760 denunce (oltre il 11% del totale).
    LA ZONIZZAZIONE A COLORI È LA NUOVA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA ELABORATA DALL’OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO VEGA ENGINEERING DI MESTRE, PER FOTOGRAFARE, IL LIVELLO DI SICUREZZA DEI LAVORATORI.
    L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.
    La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza Vega dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:
    Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale
    Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale
    Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale
    Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale

  • Il Circolino da Punvecc finisce sul Corriere (‘chez’ Visintin): intanto Marco Nosotti l’è ridigà

    PUNVECC DA MAGENTA – E’ sempre tempo di polenta, al Circolino del Daniele di Punvecc. Se n’è accorto persino Valerio Visintin, che è stato (rigorosamente in incognito) a pranzare dai fratelli Nosotti, scrivendone su Vivimilano (ergo sul Corriere della Sera). Come pensate abbia accolto la notizia, sir Marco Nosotti? Seraficamente..

    Valerio Massimo Visintin è da anni il critico gastronomico del Corriere della Sera, diventato celebre come “critico mascherato”. Il suo volto non è noto, le sue battaglie per la deontologia del giornalismo gastronomico sì.

    Classe 1964, Visintin è originario di Milano. È giornalista dall’età di 26 anni quando si occupava di architettura, disegno e golf, argomenti di cui confessa non sapere assolutamente nulla.

    Era il 2009 quando per la prima volta si presenta mascherato a un evento pubblico presso una libreria della città e da allora non ha mai cambiato il suo look. E’ stato definito “l’ultimo highlander rimasto in circolazione. È un libero professionista armato di passamontagna, paga di tasca propria tutte le volte che va fuori a cena, scrive senza essere servo dei poteri forti della gastronomia. Da 27 anni è il colto e risoluto critico del Corriere della Sera. Ha pubblicato romanzi, saggi e guide gastronomiche”.

    La recensione del celebre critico ha ritratto fedelmente il.. contesto. Locale fuori dal tempo dove si pranza in allegria, con piatti robusti anche d’estate (ga mancaria), polenta anche ad agosto, brasati e bolliti, bruscitt e cotolette.

    Richiesto di un parere su questo prestigioso risultato, Marco Nosotti ha fatto spallucce mostrandoci l’ultima perla del suo corrosivo pensiero. Vediamola:

    Insomma, una via di mezzo tra oste, poeta e filosofo. Ve lo proponiamo in questa foto, mentre è ridigato (participio del verbo ridigare). Al suo fianco il fratello Stefano, scusarin d’ordinanza, tiene le braccia conserte e annuisce. Al Circulin la vita scorre lenta e sempre uguale a se stessa. Per nostra fortuna..

    Marco Nosotti ‘ridigà’
  • Faccia da viaggiatore parigino: il reportage d’Oltralpe del nostro Duca. La prima tappa

    Un viaggio è sempre un esperienza e divertimento! Puoi conoscere e vedere dal vero monumenti e spazi visti sui libri e in tv !

    PARIGI – “Per chi come me è poco giramondo da essere quasi una pianta del paesaggio delle risaie il viaggio è una impresa!!!
    Fatiche del Duca: primo fare la valigia che resti indeciso e in mezzo tra portare tutto l’armadio o portare nulla o solo marsupio !!!
    Dopo la valigia il volo per la capitale francese…
    Forse arrivo troppo presto in aeroporto tanto da fare campeggio!
    Il volo è un riposo assoluto anche se questi voli a basso costo manca solo gente in piedi: una domanda ma nella storia qualcuno è mai riuscito a fare il portoghese ??

    Comunque arrivo a Parigi e il primo impatto è un impianto vecchio e grande con un servizio treno molto vetusto e com sedili un po così!
    Le fermate di questo passante che porta alla fermata di Notre-dame mi fanno vedere stazioni poco curate e con erba alta stile savana!!
    Arrivo pardon arriviamo perché con me ci sono due bellissime donne ( madre e figlia).
    La metro parigina non ha nemmeno il pavimento ma solo vernice densa come copertura ! non molto pulita ! Altro particolare il biglietto costava ben 11 euro e 45 mente per la metro 2 euro e 10

    I biglietti sono così piccoli che il gioco è non perderli tra le tasche e sono venduti solo in metropolitana dove non puoi pagare con bancomat ai tornelli….

    Certo che una delle cattedrali più famosa del mondo è una vista infinita e mozzafiato e puoi trovare anche bar dove in un certo orario puoi bere una birra al tavolo a 3 euro …
    Il mio hotel un tre stelle è in centro tra Notre-Dame e il Pantheon.
    Camere così piccole che se sbagli scendere dal letto sbatto muso contro muro. Una cosa molto buona è il wi-fi diffuso e gratuito …
    Come prima tappa mangereccia provo un hamburgeria stile vecchio burghy e noto prezzi un minimo più alti dell’Italia….
    La sera il quartiere latino è un fiume in piena di gente alla ricerca di cibo e vita divertente dove puoi trovare tutti i tipi di cucina con l’immancabile kebap e gli onnipresenti cinesi …

    Essere in giro con due belle donne di cui la più giovane perennemente in hotpants mi fa essere vigile e sentirmi osservato assai….
    La prima giornata finisce bene non fa nemmeno tanto caldo e il telecomando non presente del condizionatore non mi dà ansia e apro la finestra…
    La storia continua domani…”

  • “E…state a Vittuone 2023” al via con proposte per tutti i gusti

    Prende il via venerdì 30 giugno il ricco programma di eventi di “E…state a Vittuone 2023”. Alle 21, al parco Lincoln, aprirà la serie di appuntamenti la Compagnia Teatrale Vittuonese con “Una volta sola”, letture tratte dal libro del giornalista e scrittore Mario Calabresi, già direttore di “La Stampa” e “La Repubblica”.

    Quest’anno l’Estate vittuonese, organizzata dall’Amministrazione comunale con la collaborazione dell’Associazione Centro Teatro dei Navigli di Abbiategrasso, si articolerà in una serie di eventi, tutti a ingresso libero, a luglio e nella prima metà di settembre, con una “incursione” anche il 26 agosto.

    All’interno del programma ci sarà la rassegna “Gli eventi d’E…state delle associazioni”, con vari appuntamenti, di cui fanno parte sia le letture del 30 giugno, sia la mostra “Il cielo in una stanza”, legata ad un percorso di arteterapia e proposta dall’Associazione Ceramichevole venerdì 7 luglio alle 16, nel laboratorio di via Zara 6. E sempre nell’ambito di questa rassegna verranno proposte in tre mattine, al parco Lincoln, con inizio alle 8, le “Pratiche Orientali per il risveglio mattutino”, a cura dell’Associazione Verso Oriente. Appuntamento per i mattinieri il 22 luglio, e poi il 2 e il 9 settembre.

    “Gli eventi proposti dalle associazioni arricchiscono questa edizione dell’“E…state a Vittuone”, ulteriormente cresciuta dal punto di vista qualitativo – spiega Anna Papetti, consigliera delegata del Comune a Cultura, Spettacolo e Tempo libero -. Abbiamo messo a punto un ampio programma, nel quale trovano spazio anche spettacoli teatrali e tanti generi musicali, sempre con l’intento di proporre eventi in grado, nel complesso, di andare incontro a tutti i gusti e a tutte le età, ad incominciare dai bambini e dalle loro famiglie”.

    Ci saranno tre sabati sera dedicati al teatro, anche per bambini e famiglie, a cura dell’Associazione Centro Teatro dei Navigli di Abbiategrasso: il 26 agosto alle 21, al Parco Lincoln, “Commedia incompiuta”, viaggio fantastico tra danza, mimo e drammaturgia del corpo; il 2 e il 16 settembre spettacoli teatrali per bambini e famiglie rispettivamente con “Andemm Freakclown” (“i clown come non li avete mai visti”) e “La Sirenetta”.

    Numerosi saranno poi gli eventi dedicati alla musica, di ogni genere, dal Coro femminile Anemodes, con “Atmosfere di viaggio”, in programma sabato 1° luglio alle 21 nella Chiesa parrocchiale, al concerto lirico “Donne coraggiose” dell’8 luglio, sempre alle 21 in Chiesa parrocchiale, con la soprano Olga Angelillo e la direzione del maestro Luca Ratti.

    E poi le tre sere del “Biased Summer Fest”, il 14, 15 e 16 luglio, dalle 19 alle 24, con musica dal vivo e DJ, bar, pizzeria, griglia e sottoscrizione a premi, sempre al parco Lincoln; il tutto a cura dell’Associazione Croce Bianca Milano ODV.

    Ancora due sabati sera di musica al parco Lincoln, sempre con inizio alle 21, il 22 luglio con il concerto di Musica anni ’70-’80 della “C.OVER Band” e il 29 luglio con Ruben Minuto e friends impegnati in un “Viaggio a 360 gradi nella musica tradizionale statunitense”. Infine il 9 settembre alle 21 di nuovo al parco Lincoln “A qualcuno piace Fred – omaggio allo swing di Fred Buscaglione” della “Maxentia Big Band”, dirige Eugenia Canale, voce Fabio Calabrò.

  • L’ospedale di Magenta è il primo centro in Italia ad utilizzare DICo® 1000 per la comunicazione dei pazienti in Terapia Intensiva

    DICo® 1000, la prima soluzione italiana di Comunicazione Aumentativa e Alternativa in Terapia Intensiva certificata MDR e la cui tecnologia è coperta da brevetto, rappresenta un grande passo avanti nel campo nella comunicazione assistita e il Dott. Carlo Capra, Direttore Servizio di Anestesia e Rianimazione Ospedali Magenta e Abbiategrasso Direttore Dipartimento Emergenza e Urgenza ASST ha per primo raccolto l’opportunità utilizzando il dispositivo nel reparto di terapia intensiva.

    MAGENTA – “Mettere la Persona al primo posto” è stata la parola d’ordine alla Sessione Scientifica che si è tenuta al 34° Smart Meeting Anesthesia Resuscitation Intensive Care a Milano, ciò è possibile anche grazie alla tecnologia che permette alle persone impossibilitate a comunicare di esprimersi.
    In occasione dell’evento, il Dottor Capra, ha ricordato come DICo® 1000, dopo i primi mesi di introduzione graduale, sia ormai pianamente entrato nella routine clinica della Terapia Intensiva che lui stesso dirige. Come lui stesso ha fatto presente, il segnale è inequivocabile: “i pazienti hanno cominciato a richiederlo spontaneamente ogni volta abbiano il desiderio di comunicare qualcosa che vada al di la del semplice cenno del capo per farsi capire”.
    Anche “il personale medico e infermieristico di Magenta ritiene il dispositivo parte integrante del processo di cura alla persona” e ne propongono l’uso abituale,
    abbattendo il tempo dedicato alla comunicazione con i pazienti ed evitando errori che possono favorire l’insorgere di eventi avversi che allungano i tempi di degenza.

    Infatti, l’utilizzo della sedazione profonda in terapia intensiva è andato progressivamente a ridursi, a favore di modelli che prevedono pazienti sempre più “svegli” già dalle fasi più precoci del ricovero. Se, da un lato, queste strategie comportano numerosi vantaggi, la presenza del tubo endotrachealeo della cannula tracheostomica impedisce al paziente di esprimersi “verbalmente”, spesso limitando
    L’ospedale di Magenta è il primo centro in Italia a utilizzare DICo® 1000 per la comunicazione dei pazienti in Terapia Intensiva
    In foto: Dott. Carlo Capra pesantemente la possibilità di comunicare con i caregivers, siano essi familiari o sanitari, generando in entrambe le parti un senso di impotenza e frustrazione.
    DICO® 1000 è stato progettato per facilitare la comunicazione nei pazienti intubati, permette loro di esprimersi attraverso immagini e simboli che vengono selezionati con semplici movimenti trasmessi da un sensore inerziale.

    Il dispositivo garantisce rapidi tempi di apprendimento anche a quei pazienti che hanno limitata capacità di movimento, può essere programmato per adattarsi alle necessità dei pazienti, tiene conto della loro provenienza, traduce in 57 lingue, ha un’interfaccia intuitiva che può essere controllata tramite touchscreen, pulsanti o dispositivi di input specializzati, a seconda delle capacità motorie del paziente. I Numeri di Dico® 1000
    Dopo circa un anno, e cioè quando siamo partiti con la commercializzazione del prodotto, oggi sono 12 le Terapie Intensive in Italia che l’hanno adottato e lo utilizzano quotidianamente per dare supporto a circa il 50% dei loro pazienti che, sottoposti a ventilazione meccanica ma non a sedazione, attraverso DICo® 1000 possono esprimere i loro bisogni comunicativi.
    Una prima survey effettuata in uno di questi ospedali, ha registrato un livello di soddisfazione di pazienti e operatori sanitari che supera l’80%.

    Il Futuro prossimo
    Oltre a queste strutture, attualmente circa 20 tra le più importanti Terapie Intensive in Italia, stanno testando il dispositivo. L’introduzione nella pratica clinica per questo tipo di soluzione di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) è infatti quello che si può definire a tutti gli effetti un “game changer” al confronto delle altre soluzioni di CAA, essenzialmente low-tech, oggi presenti.
    L’obiettivo è di perfezionare il dispositivo ampliando l’uso anche nella lungo degenza e nel domiciliare.
    SEDA S.p.A distributore per i’Italia, leader nel mercato dei dispositivi medici e DICO TECHNOLOGIES srl, start-up innovativa che ha progettato e realizzato DICo 1000®, sono due realtà Italiane operanti nel med tech, dal 2022 hanno stretto una partnership con un obiettivo comune: rispondere alle esigenze comunicative dei pazienti temporaneamente disabilitati a parlare in ambito sanitario.

  • Magenta, Islam e cristianesimo (e non solo): le nostre (inascoltate) parole dell’agosto 2019. Sempre valide

    Nell’agosto del 2019, reggente ancora Chiara Calati, nel periodo da cui s’innescò un duro scontro tra l’Amministrazione comunale ed una parte del mondo islamico locale scrivemmo una riflessione (non un’invettiva né un attacco, ma solo una serie di considerazioni) sul rapporto tra Islam, cristianesimo e mondo occidentale. Parole cui nessuno allora diede risposta, ma il cui nocciolo resta non solo attuale, ma di pressante attualità. E così, se da un punto di vista politico l’azione condotta da Luca Del Gobbo immediatamente dopo la sua vittoria di esattamente 1 anno è da giudicarsi senza dubbio efficace, lo è altrettanto (e diremmo finanche di più…) il nostro scritto vecchio di ormai 4 anni. Che perciò riproponiamo integralmente. Nella speranza che…

    MAGENTA – Mentre ieri mattina, dopo i versi scanditi dall’Imam, Munib Ashfaq invocava ‘Allah, il compassionevole e misericordioso’, appariva plasticamente- nel pieno di una mattina assolata e calda, alla periferia di Magenta- la differenza tra una comunità religiosa fortemente ancorata al suo credo e la distratta attenzione di una città- e di un Occidente, e di una civiltà europea- sempre più secolarizzata e scristianizzata, quindi evidentemente permeabile- foss’anche solo per la legge fisica di riempimento dei vuoti- da chi contrappone al nulla che Nietzsche previde profeticamente oltre un secolo fa una Fede organica.

    Un Imam che parlava ai fedeli maschi, con le donne ordinatamente separate a pochi metri, fa certamente effetto a chi come il sottoscritto frequentava da bambino chiese dove maschi e femmine erano separati nelle chiese. Ma dove il sacerdote, in abito talare, parlava e predicava a tutti (a dire il vero sino in fondo).

    Il nodo è ancor più che gordiano, e rimanda al dialogo indiretto tra Franco Cardini, grande storico del Medioevo e delle religioni- e il filosofo Giovanni Damiano, studioso di Nietzche ed Evola, che all’invito di Cardini ad un’apertura toto corde all’Islam contrapponeva parole forti.

    ‘Cardini parla senza avvedersi che l’assenza di “una Chiesa dalle chiare istituzioni gerarchiche” nel caso dei musulmani è un argomento che va a sfavore dei medesimi, diversamente da quel che pensa lo stesso Cardini, nel senso che un’organizzazione gerarchica concentra al vertice decisioni e responsabilità, imponendo sostanzialmente un forte vincolo di fedeltà in basso, laddove una religione ‘orizzontale’ come l’islam richiede responsabilità e prese di posizione in modo diffuso, praticamente a tutti i suoi membri. Non per niente Arnold Gehlen associava il fondamentale concetto di esonero proprio alla presenza delle istituzioni.

    Per chiudere: Cardini sostiene l’idea, di per sé condivisibile, che si dovrebbe seguire il “dovere di giudicare ciascuna cultura iuxta propria principia, rinunziando alla tentazione di redigere una classifica qualitativa delle civiltà”. Però non pare rendersi conto che proprio il far perno su questo criterio può condurre a ritenere la cultura islamica non inferiore né superiore a quella europea, bensì ad essa estranea. Ma c’è di più: quando Cardini afferma che “la globalizzazione ha imposto una serie di ponti e di vie di comunicazione che sta dando e darà senza dubbio adito a crisi e a scontri, ma che nel suo complesso è irreversibile”, non si fa semplicemente apologeta del presente, quanto piuttosto finisce per contraddire radicalmente proprio quel principio più sopra indicato. Perché di certo non è per nulla semplice far convivere il ricorso al criterio della specificità irriducibile di ogni cultura e civiltà con ciò (la globalizzazione) che la nega per principi’.

    E’ tutto estremamente complesso, e rimanda al recente scontro politico con l’Amministrazione di centrodestra, che nella disputa giuridica ed amministrativa, sinora persa in attesa del responso che arriverà l’11 settembre, ha secondo noi riscosso una vittoria ed una sconfitta, ancorché la seconda sia molto più fragorosa. La sconfitta è comunicativa, ancora una volta. La gestione dell’affaire, da parte di Chiara Calati, è stata disastrosa, come avviene ormai da troppo tempo. E lo abbiamo già detto.

    Sbaglia però chi NON riconosce al centrodestra di Magenta l’aver posto un tema che è dirimente per il vivere civile, da Corbetta ad Abbiategrasso passando per via Crivelli: la convivenza, il vivere civile, la coesistenza di una comunità islamica forte nel contesto di una Nazione che è passata dal diritto romano e vive nel contesto di un Continente segnato dalla Magna Charta, mentre l’Islam ha una radice completamente diversa.

    E fa sinceramente pensare che la punta più avanzata di una politica laica, secolarizzata e protesa all’estensione di diritti civili che poco o nulla hanno a che vedere col mondo islamico- la sinistra tout court e il Partito Democratico- facciano a gara nell’apertura incondizionata ai mussulmani.

    Però il PD c’è, si fa vedere e compie certamente un gesto eminentemente politico, nell’esserci.

    Chissà che ragione Paolo Razzano quando- puntando più in alto l’asticella- dice che ‘solo rafforzando la nostra identità potremo praticare una vera accoglienza, ma ci vogliono coraggio ed equilibrio per entrambe’.

    Di certo non si va lontano con una politica dei divieti, ma neppure con un’accettazione incondizionata di un modus agendi del tutto estraneo alle nostre millenarie consuetudini.

    Insomma, il centrodestra di Magenta- sgaruppato, scalcagnato, mascariato e scazonte- il tema l’ha posto, e giustamente.

    Adesso ci sarà il secondo tempo. Ma il panorama, là fuori, resta lo stesso. Scristianizzazione e secolarizzazione marciano senza requie, facendo strame di Riti, Costumi e Tradizione.

    Ed è questo, il vero problema. Il vuoto spinto, che di certo qualcuno riempirà.

    Fabrizio Provera

    Close-up of a Woman in a Hijab

  • Milano (e non solo), adolescenti fabbricavano bombe e armi su Telegram.. ragazzi, ma una birra in giro con gli amici?

    MILANO Grazie a una complessa attività di polizia giudiziaria, condotta tra ottobre 2022 e febbraio 2023, gli investigatori del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Milano hanno individuato alcuni spazi Telegram utilizzati da adolescenti per condividere le loro esperienze su armi ed esplosivi. Gli internauti, tutti minorenni e residenti in diverse aree geografiche del territorio italiano, erano accumunati dalla passione per le armi.

    A tal proposito, qualcuno ha affermato ”I miei genitori sono contrari alle armi allora me le fabbrico io oppure me le prendo da qualche parte […] Ci ho sparato con una glock vera… […] Te lo dico perché le modifico da quando avevo 14 anni […]”. Nelle chat, infatti, affermavano di andare in giro con coltelli e a volte persino con pistole (a salve o da softair), incuranti di possibili controlli da parte delle forze dell’ordine, come riscontrato in altre frasi del seguente tenore: ”Io avevo una glock però poi ci sono andato a scuola perché lo avevo visto in un film americano […] io sono andato con un multitool con coltello, rischiato molto di andare al minorile […] Io portavo quello a scatto nel giubbino”. Spesso pubblicavano anche foto e video che mostravano armi da taglio, da sparo e da softair, esposte in posa o durante l’effettivo utilizzo. Nelle loro discussioni su Telegram richiedevano informazioni e consigli su come confezionare molotov, esplosivi e detonatori, pubblicando anche foto degli ordigni realizzati, scrivendo ”avete mai fatto una molotov? io si […] martedì provo a fare del napalm […] Qualcuno ha ha un video Tutorial per un detonatore? […] buon pomeriggio, ecco a voi un piccolo dispositivo. […]”. Al termine dell’indagine, coordinata dal Procuratore Capo del Tribunale per i Minorenni di Milano Ciro Cascone e dal Sostituto Procuratore Sabrina Ditaranto, nella mattinata odierna la Polizia Postale, in collaborazione con le Digos e con l’ausilio di unità cinofile specializzate della Polizia di Stato, ha eseguito 8 perquisizioni nelle città di Avellino, Lecce, Milano, Pisa, Sassari, Nuoro e Treviso.

    I fatti illeciti emersi con l’operazione di oggi del Cosc di Milano, rientrano in una più ampia problematica di utilizzo distorto dei social network e delle altre risorse della Rete da parte di giovani e giovanissimi. La prevenzione e il contrasto di tutti i fenomeni criminali online vedono la Polizia di Stato impegnata in prima linea, anche grazie a mirate attività di monitoraggio della rete. Le dotazioni tecnologiche di cui si avvalgono il Servizio Polizia Postale e i Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica (Cosc), unite all’esperienza e all’elevato livello di specializzazione del personale che vi presta servizio, consentono di superare il muro di anonimato dietro il quale solitamente si celano i cybercriminali. Resta tuttavia di fondamentale importanza che tutti gli utenti segnalino eventuali contenuti illeciti rinvenuti in rete, interessando immediatamente la Polizia Postale o attraverso il sito internet e i profili social del Commissariato di P.S. Online (dove si possono trovare linee guida e suggerimenti utili per contenere i rischi della rete), o rivolgendosi direttamente ai Centri e alle Sezioni Operative per la Sicurezza Cibernetica presenti su tutto il territorio nazionale.

  • Fondazione per Leggere è lieta di annunciare la messa in onda del suo primo podcast!

    Al termine del percorso progettuale, realizzato con il finanziamento del CEPELL – Centro per il libro e la lettura nell’ambito del bando Leggimi 0-6, si è giunti alla realizzazione del primo canale podcast, gestito da un sistema bibliotecario, dedicato alla promozione della lettura per bambini e famiglie.

    ABBIATEGRASSO – Il programma d’esordio s’intitola “Per Leggere una storia” ed è già disponibile all’ascolto sulle principali piattaforme dedicate allo streaming audio. 11 bibliotecarie, dopo aver frequentato un corso di formazione dedicato alla lettura a voce alta curato da Matteo Curatella, hanno prestato la loro voce selezionando alcuni racconti della tradizione orale europea dando così vita a storie note e meno note.

    Questo vuol essere solo il primo passo di un nuovo modo di promuovere la lettura e la cultura con l’intento di raggiungere un pubblico ancora più vasto mantenendo la qualità di servizio che
    contraddistingue, da sempre, le iniziative di Fondazione per Leggere.
    “Fondazione Per Leggere oggi è sempre più un’istituzione di riferimento a livello non solo regionale ma anche nazionale – sottolinea a questo proposito il Presidente Marcello Angelo Mazzoleni (nella foto sotto di spalle mentre ammira il suo amato Lago) – grazie alla crescente soddisfazione degli utenti dei servizi di prestito, degli amministratori comunali e del personale dello staff che ogni giorno con passione, dedizione ed entusiasmo sono al servizio della pubblica lettura.
    Tuttavia non siamo soltanto l’ente che coordina l’interprestito e i servizi offerti dalle nostre biblioteche: Il progetto Radio FPL si inserisce nella progressiva apertura di Fondazione Per Leggere ad attività ed esperienze che vanno oltre la biblioteca, quali ad esempio i corsi per il tempo libero, la formazione, gli eventi, la promozione della lettura, la valorizzazione dei luoghi della cultura e molto altro ancora, per essere sempre al passo con i tempi e anticipare le tendenze del futuro nelle nostre biblioteche”.

    SINTONIZZATI su Radio FPL! Programmi di qualità, per tutte le età.

    https://www.fondazioneperleggere.it/radiofpl/
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    info@fondazioneperleggere.it – ulisse.politi@fondazioneperleggere.it