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  • Incidente fra Trecate e Novara: 17enne grave in ospedale

    TRECATE Un gravissimo incidente si è verificato nel tardo pomeriggio tra Trecate e Novara. Per cause ancora in corso di accertamento, secondo una prima ricostruzione una moto guidata da in diciassettenne sarebbe andata a sbattere contro un’auto e su un’altra moto ferme sul lato della strada.

    Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno prestato le prime cure al giovane che ha riportato gravissime ferite ed è stato trasportato in rianimazione all’ospedale di Novara. Sul posto le forze dell’ordine per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

    Mentre gli altri due conducenti coinvolti hanno riportato ferite meno serie, il giovane di 17 anni è stato portato in ospedale in condizioni gravi. La strada per consentire tutti i soccorsi necessari è stata chiusa al traffico e la circolazione è deviata.

  • Giornata Mondiale dell’Ambiente. Simone Barlaam (NFT) sostiene Marevivo Onlus

    In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il pluricampione di nuoto paralimpico Simone Barlaam lancia la collezione NFT “Macedonia di Mare” per sostenere la Onlus Marevivo, che da anni si dedica alla salvaguardia del mare e dell’ambiente.

    MILANO/ CASSINETTA DI LUGAGNANO – Simone, atleta di successo con un palmares impressionante (4 medaglie alle Paralimpiadi di Tokyo, 13 ori mondiali e 8 ori europei), è anche un artista creativo dotato di una mano eccezionale, che per questa nobile causa ha realizzato 10 raffigurazioni di Pesci Frutta che saranno trasformate in NFT e messe in vendita sulla piattaforma Opensea (https://opensea.io/collection/macedonia-di-mare).

    Nella collezione NFT “Macedonia di Mare” di Simone Barlaam ogni disegno è collegato ad una spiaggia adottabile della Onlus Marevivo e viene accompagnato da una narrazione unica. Sono state create diverse tirature per ogni disegno, ognuna con un prezzo diverso, conferendo un valore speciale a ciascuna opera. Questa iniziativa unisce l’arte di Barlaam alla sensibilizzazione sull’importanza della tutela del mare e offre ai collezionisti la possibilità di contribuire alla causa di Marevivo in modo significativo.

    Simone ha dichiarato: “Sono davvero fiero di questo progetto che coniuga la mia passione per il disegno all’amore che ho per la salvaguardia dell’ambiente marino. Come artista creativo, sogno un giorno di pubblicare un fumetto disegnato da me. Ma per ora, mi dedico a questa iniziativa che spero possa sensibilizzare le persone sull’importanza di preservare la bellezza del nostro mare e contribuire a sostenere la campagna “Adotta una spiaggia” della Onlus Marevivo”.

    Raffaella Giugni, responsabile delle relazioni istituzionali di Marevivo, ha dichiarato: “Siamo davvero felici di essere in un progetto così importante e innovativo con Simone Barlaam, grande campione di nuoto, da sempre sensibile ai temi ambientali, che ha fatto dell’acqua il suo elemento vitale. Il messaggio che ci aiuta a diffondere è rivolto soprattutto alle nuove generazioni: il mare garantisce la nostra vita e quella di tutti gli esseri viventi su questo pianeta. E per difenderlo dobbiamo partire dai piccoli gesti quotidiani. Grazie Simone!”.

    Il tutto è raccontato nel video pubblicato sul canale YouTube di Simone Barlaam (https://youtu.be/jnSv2-ZXE74).
    Il progetto è la dimostrazione di come le iniziative personali possano avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

    Simone Barlaam si impegna a promuovere la consapevolezza ambientale attraverso la sua arte e la sua attività sportiva, dimostrando che anche le piccole azioni possono fare la differenza.

  • Ics Maugeri e l’ateneo di Pavia insieme per la robotica riabilitativa nella medicina

    Un progetto da 128 milioni di euro messi a disposizione dal Pnrr che mette in rete università, organismi di ricerca, clinica e industria per rilanciare la robotica nella medicina riabilitativa iniziando dalla ricerca per portare fino al paziente le enormi potenzialità offerte dal progresso tecnologico. A promuoverlo sono Ics Maugeri e l’ateneo di Pavia.

    PAVIA – L’obiettivo fissato dal ministero dell’Università e della Ricerca, coordinato dal Cnr (Centro Nazionale Ricerche), e presentato a Salerno è di ambizione pari alle risorse investite: creare il Centro di eccellenza per la riabilitazione con la Robotica e le Tecnologie Integrate (MedRehabRob). In tutto sono 25 i soggetti in campo. Il centro avrà due poli, uno a Salerno sotto la guida di Fondazione Don Gnocchi, e uno all’interno dell’Irccs Maugeri di Bari.
    “Siamo molto onorati di fare parte di un progetto così importante – ha dichiarato nel suo intervento Luca Damiani, presidente di Ics Maugeri – e sentiamo in questa sfida il peso di una doppia responsabilità: fare presto per mettere a disposizione dei pazienti le enormi possibilità in più che ogni giorno la tecnologia ci offre; non sprecare neppure un centesimo dei fondi messi a disposizione perché il Pnrr impegna il futuro e dobbiamo esserne all’altezza”.
    Robotica e tecnologie integrate miglioreranno la qualità di assistenza delle persone fragili, affette da malattie croniche o con disabilità, e i sistemi robotici per la riabilitazione possono essere lo strumento per migliorarne la qualità della vita.

    Attrattività di cervelli, sviluppo professionale per nuovi professionisti, saranno conseguenza dell’avanzamento dei lavori.

    “Maugeri e Don Gnocchi condividono l’essere eccellenze in campo riabilitativo ma è evidente che questo progetto – ha concluso Damiani – col suo patto tra istituzioni, punta su una grande squadra: Ministero, CNR, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, gli Atenei di Napoli e Pavia e altre venti soggetti di valore. Sono convinto che questo modello di collaborazione possa ottenere risultati importanti, e l’obiettivo è poterli mettere al più presto a disposizione dei pazienti dei nostri istituti e di tutto il Servizio sanitario nazionale”.

  • Lombardia: partita la “Race Across Limits”, pedalata da 900 km a sostegno dei caregiver familiari

    E’ partito questa mattina da Piazza Citta’ di Lombardia la “Race Across Limits”, un viaggio alla scoperta delle meraviglie della Lombardia, pensata per portare l’attenzione sulla figura del caregiver familiare. L’evento durera’ 6 giorni, lungo un percorso di 900 Km con 8000 metri di dislivello.

    MILANO – Una pedalata che si snodera’ dalle sconfinate pianure della bassa su per le colline moreniche del Bresciano, toccando i grandi laghi come quello d’Iseo, Garda, Como, Varese fino alle epiche salite rese celebri dalle grandi competizioni delle due ruote: Stelvio, Gavia, Mortirolo. L’iniziativa e’ stata ideata da Sabrina Schillaci, caregiver dal 2007 di suo marito, diventato tetraplegico in seguito ad un tuffo.
    “Lo sport, la bici in particolare – fa sapere – mi hanno permesso di rimanere aggrappata a quella vita che per me non aveva piu’ un senso. Grazie a loro sono stata in grado di risollevarmi da una grave depressione e da allora, non ho piu’ smesso”.

    Race Across Limits, quest’anno e’ diventata una Organizzazione di volontariato la cui missione e’ quella di supportare, informare e sostenere la figura del caregiver, colui che si dedica alle cure di chi non e’ piu’ autosufficiente.

    Un ruolo che richiede una sopportazione fisica e mentale fuori dal comune, che non finisce mai, neanche quando, si riesce a prendere qualche ora per se, perche’ il pensiero e’ sempre rivolto alla persona di cui ci si prende cura. La nostra carovana, illustra Sabrina Schillaci, “sara’ costituita da un’ammiraglia condotta da mio marito che non ci perdera’ mai di vista e sara’ lui, contrariamente dal solito, a prendersi cura di noi”. Il nostro giro, racconta Sabrina, “sara’ in senso antiorario e tocchera’ citta’, laghi, montagne ma speriamo tocchera’ soprattutto il cuore, riuscendo a sensibilizzare le amministrazioni locali, le persone comuni, perche’ ognuno di noi puo’ diventare caregiver o averne la necessita’”.

  • Colpo delle Fiamme Gialle di Pavia:  scoperta maxi evasione per oltre 1,6 milioni di euro e 138 dipendenti irregolari

    Colpo delle Fiamme Gialle di Pavia: scoperta maxi evasione per oltre 1,6 milioni di euro e 138 dipendenti irregolari

    Sanzionata una società del Pavese operante nel settore della logistica

    PAVIA – Una società pavese nel settore dei servizi logistici ha evaso più di 1,6 milioni di euro di Iva e imposte dirette e utilizzava due società schermo per impiegare in quattro anni oltre 138 dipendenti irregolari, per avere vantaggi concorrenziali a discapito delle altre imprese. E’ quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Pavia, che ha sanzionato la società per 150 mila euro per l’impiego di lavoratori irregolari e ha recuperato i contributi non versati.
    Le indagini hanno permesso di scoprire un mancato versamento dell’Iva per circa mezzo milione di euro e un indebito utilizzo di costi per oltre due milioni, con l’evasione delle imposte dirette per oltre 480 mila euro.
    I costi indebitamente dedotti hanno poi permesso all’impresa di non dichiarare altri 600 mila euro di Iva. Per quanto riguarda il personale, poi, secondo le ricostruzioni delle Fiamme Gialle, la società selezionava e assumeva dipendenti con un appalto di manodopera non genuino, affidato a due società schermo che non versavano i contributi previdenziali e assistenziali ai lavoratori.

  • L’Inter Club Magenta Nerazzurra chiama a raccolta tutti gli Interisti: sabato sera tutti al Five per la finalissima!

    L’Inter Club Magenta Nerazzurra chiama a raccolta tutti gli Interisti: sabato sera tutti al Five per la finalissima!

    Conto alla rovescia verso la finalissima di Istanbul. Fervono i preparativi

    MAGENTA – E’ iniziata un’autentica settimana di passione per il popolo interista. Sabato 10 Giugno, infatti, alle 21, a Istanbul, andrà in scena l’attesa finale di Champions League tra gli ultimi vincitori della Coppa Italia e della Supercoppa italiana, contro il Manchester City di Pep Guardiola, compagine di altissimo livello e con disponibilità economiche smisurate , visto quello che ha investito sul mercato in questi anni.

    Per gli Interisti esserci a Istanbul è già un premio inatteso. Dopo una stagione tribolata, con una falcidia di infortunati eccellenti (Lukaku, Brozovic, Skrinjar, ect.) e un girone eliminatorio con Barcellona e Bayern di Monaco, era difficile se non impossibile, pronosticare i ragazzi di Simone Inzaghi in finale. E invece no.
    L’undici interista, sarà il clima di coppa o la passione trainante del suo pubblico, dopo un campionato concluso al terzo posto (ma con 12 sconfitte sul groppone), nelle partite secche riesce a trasformarsi. Vedi la goleada quasi umiliante sul Milan in Supercoppa (3 a 0 secco), e ancora il doppio Euroderby che valeva la finale, concluso con un passivo pesante per i cugini milanisti (2 – 0 e 1-0). Per non parlare della semifinale di coppa Italia, in cui l’Inter ha mandato a casa l’odiata Juventus, con tanto di rissa sul campo nel primo round a Torino, quasi a rimarcare che questa per molti interisti resta la Partita con la p maiuscola, per una serie di ragioni che non basterebbe un articolo intero per spiegare in modo esauriente.

    Adesso arriva il momento più difficile, ma di cui gli Interisti non vogliono parlare. C’è la speranza, e il fatto che trattasi di gara secca. Sanno e sentono di avere contro il resto d’Italia. Juventini e Milanisti terrorizzati che possa ancora succedere e si possa materializzare l’incubo del 2010. Anche se obiettivamente la situazione in cui l’Inter arrivava alla finale con gli ‘Eroi del Triplete’ era totalmente diversa da quella attuale. Ma non si sa mai. Se la chiamano Pazza Inter ci sarà un motivo…

    Intanto, c’è chi anche da Magenta volerà a Istanbul spendendo cifre pesanti (ma quelle ci sono sul mercato…) rincorrendo un sogno razionalmente quasi impossibile, c’è chi vorrà seguire la finale nella casa dell’Inter, ossia, sul maxi schermo del Meazza (da domani sono in vendita i biglietti su vivaticket.com), chi cercando aiuto nella scaramanzia ha deciso di seguire la partita nel salotto di casa sua, non cambiando nulla rispetto al ‘menù’ degli altri pre partita.
    E poi c’è l’Inter club Magenta Nerazzurra 1978 ‘Kalle Rummenigge’ che ha deciso di chiamare il popolo interista di Magenta e dintorni a raccolta, presso il Five di via Casati. Il Pub e centro sportivo, per l’occasione chiuderà al pubblico alle 19.

    Da quel momento in poi si potrà entrare per assistere alla partita solo previa prenotazione. Ovviamente, si potrà cenare (vedi locandina sottostante) e poi tutti insieme tifare per l’F.C.Internazionale. Non mancheranno altre novità e sorprese che però al momento non vi vogliamo ancora svelare.

    Il direttivo è al lavoro per rendere comunque magica una serata che per l’Inter e gli Interisti, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è già un premio. Poi quello che sarà…. sarà.

  • Bareggio: agente di PL fuori servizio assiste anziana 93enne ricoverata al Ps di Magenta per una caduta

    BAREGGIO Una bellissima lezione di umanità è arrivata venerdì sera da Annalisa Magnanti, agente della Polizia Locale di Bareggio. Attorno alle 18.00 Annalisa, fuori servizio, si è recata col marito e il figlio alla festa delle ciliegie.

    Appena arrivata, ha visto un’anziana a terra. La donna, 93 anni, era caduta e aveva sbattuto la faccia. L’agente si è subito avvicinata e le ha prestato le prime cure in attesa dell’ambulanza. “La signora – racconta Annalisa – non voleva farsi portare in ospedale perché non aveva nessuno che l’avrebbe potuta riaccompagnare a casa e non voleva far sapere l’accaduto al figlio, che abita lontano. Vista la situazione, era però necessario che fosse medicata e visitata, anche per scongiurare problemi più gravi, così le ho detto che sarei stata disponibile io ad andare a prenderla e a riaccompagnarla a casa una volta dimessa”. E così è stato: Annalisa ha lasciato il suo numero di telefono al Pronto Soccorso dell’ospedale di Magenta e, attorno a mezzanotte e trenta, è stata contattata. “Mio marito è rimasto a casa con mio figlio – spiega l’agente bareggese – e io mi sono recata al Pronto Soccorso, ho recuperato la signora e l’ho riportata a casa, fin dentro l’abitazione. Il mattino dopo mi sono sincerata che stesse bene e nel frattempo mi ha chiamato anche il figlio, venuto poi a conoscenza di quanto successo, per ringraziarmi. Ho acconsentito a raccontare pubblicamente questa vicenda non per autocelebrazione in quanto non ritengo di avere fatto altro che il mio dovere, ma unicamente per difendere la nostra categoria, spesso denigrata e offesa: non siamo solo quelli che fanno le multe, siamo persone vicine ai cittadini e che svolgono il proprio lavoro con amore”.

    “Faccio i complimenti ad Annalisa per la sensibilità e il senso civico che ha dimostrato – afferma il sindaco Linda Colombo -. Nonostante fosse fuori servizio, non ha esitato a mettersi a disposizione in una situazione di necessità e, per la nostra Amministrazione comunale, è motivo di orgoglio potere contare su persone come lei”.

  • Abbiategrasso, parla il legale della famiglia del 16enne arrestato: ‘I genitori hanno chiesto scusa al preside, successivamente..’

    ABBIATEGRASSO Dopo l’intervista della professoressa Elisabetta Condò a Sandro De Riccardis, sulla Repubblica di ieri, questa mattina è arrivata una precisazione da parte dell’avvocato Stefano Rubiu, legale che segue la famiglia e il 16enne attualmente detenuto al Beccaria.

    Lo fa con un’intervista a Giovanni Chiodini del Giorno, nella quale specifica esattamente qual è stata la reazione della famiglia in questa concitata settimana.

    «Mi dispiace solo una cosa. Non aver ricevuto nessuna parola di scuse dalla famiglia del ragazzo che mi ha aggredita. Non me lo aspettavo dal ragazzo, che è sicuramente sotto choc, ma almeno da genitori mi sarei attesa un’espressione di vicinanza o dispiacere», aveva dichiarato la professoressa Condò ieri a Repubblica.
    La docente dell’istituto Alessandrini sta invece trascorrendo la convalescenza a casa. E oggi come detto i genitori del ragazzo che frequentava la seconda AL dicono che si erano scusati con il preside il giorno dei fatti. Tramite l’avvocato Stefano Rubiu la famiglia chiarisce che aveva manifestato subito la sua vicinanza. Ma che adesso aspettano i tempi e i modi giusti per manifestarla pubblicamente anche alla professoressa.

    Le scuse
    Un fatto che il preside dell’istituto Alessandrini Michele Raffaeli conferma: «Le scuse le hanno fatte a me. C’è comprensione per la situazione della famiglia, che è ben consapevole della gravità dell’accaduto. Ho comunicato subito all’interno della scuola l’attenzione e la costernazione dei genitori, le scuse non sono mancate. Quando hanno parlato con me, ho fatto sentire ai genitori la nostra vicinanza e la nostra preoccupazione nei confronti del ragazzo. Perché per noi gli studenti che sbagliano non vanno allontanati ma, al contrario, accolti e aiutati perché si riprendano dalla caduta. Quando ho accompagnato il ragazzo in ambulanza, dopo il fatto, era paralizzato e guardava nel vuoto. Appariva assolutamente calmo, ma non era in sé».

    Sempre l’avvocato Rubiu, nell’intervista al Giorno, precisa che a delle scuse immediatamente a ridosso di un evento così altisonante saranno da preferire parole più circostanziate, scuse vere e non di comodo “da dare in pasto all’opionione pubblica”. Parole che ci sono parse del tutto ragionevoli e condivisibili, che aggiungono un ulteriore tassello alla vicenda consumatasi esattamente sette giorni addietro.

  • 15enne di Motta Visconti muore dopo bagno nel Ticino a Zerbolò

    MOTTA VISCONTI Un ragazzo di 15 anni di Motta Visconti (Milano), studente in un istituto tecnico di Pavia, è morto oggi pomeriggio dopo essersi tuffato nelle acque del Ticino nel tratto di fiume vicino a Zerbolò (Pavia).

    Un bagno che aveva deciso di fare, nonostante la giornata climaticamente non favorevole tra pioggia e temporale. Gli amici che erano con lui si sono accorti che il 15enne era in difficoltà e hanno lanciato l’allarme. Sul posto sono arrivati i sommozzatori dei vigili del fuoco che, nel giro di brevissimo tempo, sono riusciti a riportare il giovane a riva, privo di conoscenza ma ancora vivo. Il 15enne è stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Bergamo, dove è morto poco dopo il ricovero. I carabinieri hanno avviato gli accertamenti per ricostruire come è accaduta la tragedia.

    Sprofondare nel fiume all’improvviso significa, nel 90 per cento dei casi, spaventarsi e bere. Perdendo il ritmo del respiro, il rischio molto concreto è quello di affogare. Tra l’altro, anche nel caso in cui si sia perfetti nuotatori, bisogna tenere presente che la temperatura dell’acqua di un fiume è generalmente più bassa rispetto a quella del mare.

    Anche in questo caso, il passaggio improvviso dal caldo delle spiaggette al freddo dell’acqua può determinare un fenomeno che, in medicina, è noto come “idrocuzione”. Si tratta di una sincope da immersione rapida caratterizzata da riflessi neurovegetativi che possono causare anche morte per arresto cardiorespiratorio o annegamento.

  • Magenta, 26 esima rievocazione storica salva: un grande spettacolo per la gente

    Un tiepido sole ha baciato il pratone di Villa Naj Oleari, tanta gente per l’atteso ritorno del dì della Battaglia

    MAGENTA – Alla fine è andata bene, anzi benissimo verrebbe da dire. Perché dopo il nubifragio di ieri e la pioggia di stamani con ‘ribattino’ (molto più soft) all’ora di pranzo, c’era da fare gli scongiuri. Ma tutto era pronto. E noi che abbiamo la fortuna di avere la redazione a due passi da Villa Naj Oleari, abbiamo visto con quale impegno, quasi maniacale, nella cura dei dettagli, tutto era stato predisposto da giorni grazie al lavoro sodo di Comune e Pro loco.

    Dio Pluvio, è stato clemente. E così proprio nell’inframezzo pomeridiano, moltissime persone sono tornate a vivere l’emozione della Battaglia risorgimentale. La voce narrante di Pietro Pierrettori, Presidentissimo della Pro loco, e autentico ‘papà della rievocazione’ ci ha accompagnato in quest’oretta di spari di cannoni, assalti alla baionetta, ma soprattutto, di una fedele ricostruzione di come andarono le cose quel giorno. Con la riproposizione corretta dei movimenti militari sul campo.

    Quando, a Magenta iniziò la storia dell’Unità d’Italia. Oltre 15 mila morti, si calcola restarono subito a terra o morirono per le ferite riportate nei giorni successivi. Un’enormità verrebbe da dire. Ma in realtà perfettamente in linea con le stime dell’epoca per quanto riguarda gli scontri bellici. E allora perché ricordare questo ‘bagno di sangue’?
    Pierrettori, se mai ne ce ne fosse stato bisogno, ancora una volta, ha ribadito le ragioni di questa rievocazione incruenta: “Da un lato capire e diffondere ciò che è scritto sui libri di storia, dall’altro lato, ricordare il sacrificio di così tante vite umane. Alcuni di loro, la maggior parte, non sapeva neanche dove si trovasse Magenta sulla cartina geografica, eppure, sono stati mandati qui a combattere e a morire”.

    Dunque, un modo per ricordare quei Caduti, una parte di questi, si trova nel nostro Ossario – un luogo sacro, che purtroppo, talvolta, alcuni ‘stolti’ non troviamo aggettivo più morbido, non trova niente di meglio da fare che imbrattarlo e oltraggiarlo – ma anche per parlare di Europa dei popoli unita.
    Non è un caso che al termine di ogni rievocazione storica, i figuranti si ritrovino schierati uno fianco all’altro e si eseguano gli inni nazionali. Un segno di Pace e di Speranza per l’avvenire.

    Oggi da segnalare anche l’esemplare accompagnamento da parte della Banda musicale dei Vigili del Fuoco, guidata dal maestro Imerio Castiglioni. E naturalmente, la presenza dell’ormai storico comandante di campo Antonello Rota, un amico della nostra Città. In tribuna accanto al Sindaco Luca Del Gobbo, anche questo pomeriggio, era presente l’On.le Umberto Novo Maerna, che ha partecipato al momento finale della consegna dei riconoscimenti. Con lui in tribuna anche Christian Garavaglia da Turbigo, oggi esponente del nostro territorio di FDI al Pirellone. La Giunta magentina, pressoché al completo, ma soprattutto, come dicevamo sopra, tanti, tantissimi Magentini che erano rimasti orfani di questo momento per troppo tempo causa Covid. Ora si può dire che siamo davvero tornati alla normalità definitiva. Ne sentivamo tutti il bisogno.

    (Si ringrazia per il contributo fotografico Marcello Stoppa)