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  • San Vittore Olona. Il Premio Rosa Camuna 2023 a Carmen Colombo Galli, “Una vita per gli altri”.

    A lungo coordinatrice della Casa Famiglia di Fondazione Mantovani ha ricevuto ieri nel tardo pomeriggio l’ambita onorificenza dalle mani del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana

    MILANO/SAN VITTORE OLONA – Carmen Colombo Galli “Una vita per gli altri”. Con questa motivazione la storica coordinatrice della Casa Famiglia di San Vittore Olona di Fondazione Mantovani, ha ricevuto dalle mani del Presidente Attilio Fontana l’ambita onorificenza, all’interno della cornice dell’Auditorium Testori di Piazza Lombardia. L’iniziativa si inserisce nella due giorni di Festa di Regione Lombardia, giunta alla sua decima edizione.

    Il Premio Rosa Camuna viene assegnato annualmente a persone, imprese, enti e associazioni che si sono distinti per impegno, operosità, creativi e ingegno. Tutte caratteristiche che si ritrovano in pieno nella figura di Carmen Colombo Galli.

    “La sua straordinaria storia di impegno civile per la nostra comunità ed il nostro territorio sono un patrimonio importante che oggi trova il pieno riconoscimento anche dalle massime autorità pubbliche regionali. Per noi di Fondazione Mantovani– commenta Paolo Grazioli, Presidente di Fondazione Mantovani –è motivo di gratitudine, onore e orgoglio: la dr.ssa Carmen Galli è una donna che ha visto nell’attenzione al prossimo la vocazione della sua esistenza”.
    Carmen Colombo Galli è stata uno dei primi Sindaci donna, nella sua San Vittore Olona, dove ha ricoperto l’incarico di Primo cittadino dal 1987 al 2004. Nel 1999 è stata nominata Difensore Civico Infanzia UNICEF; Fondatrice del Codice Rosa nel 2004 in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Legnanese è stata ed è attualmente Presidente di Associazioni Sportive in ambito Socio Sanitario. Ha ottenuto la Laurea Honoris Causa in Sociologia – Roma Univ. Prodeo.

    Innumerevoli i riconoscimenti tra i quali, il Cavalierato della Repubblica Italiana nel 1992 e nel 2020 l’onorificenza di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella

    Quanto all’esperienza alla guida della Casa Famiglia di San Vittore Olona, è stata coordinatrice per oltre quindici anni (dal 2005 al 2021): un lungo impegno che ha visto la Casa Famiglia sempre più crescere e consolidarsi quale punto di riferimento per il territorio.

    “Un lavoro che però continua: oggi la dr.ssa Colombo Galli è Ambasciatrice della Fondazione Mantovani, così da proseguire – conclude il Presidente Grazioli- quel lavoro di speranza, sensibilizzazione e crescita che da sempre guida le attività delle nostre Case Famiglia e che la nostra Ambasciatrice rappresenta in modo perfetto ed unico con la sua vita e le sue opere”.

    LE MOTIVAZIONI:
    “Ha svolto incarichi di alta responsabilità presso istituzioni pubbliche e private. Il suo contributo è stato fondamentale nella difesa dei diritti delle persone più fragili o svantaggiate e la sua azione è stata sempre guidata da grande onestà intellettuale e lungimiranza”

  • ll “Beatles Days 2023′ a Bellinzona: la recensione della nostra inviata dal Canton Ticino Monica Mazzei

    Atmosfere funky, pop e acid jazz, grazie a Dirotta su Cuba e Matt Bianco

    BELLINZONA – La serata di venerdì 19 maggio ci ha trasportati in mondi con atmosfere da film, grazie alle note Pop, Funky e Acid Jazz dei Dirotta su Cuba e dei Matt Bianco.
    Una serata tutta da cantare a squarciagola e da ballare, in barba alla pioggia ed al freddo.

    Per la seconda serata di Bellinzona Beatles Days 2023, le punte di diamante sono state le esibizioni live dei gruppi Dirotta su Cuba e Matt Bianco in seconda serata.
    Una edizione non baciata dal bel tempo, certo, ma lo stesso viva e pulsante di pubblico.
    Al termine del secondo appuntamento, con la voce rotta dall’emozione, il presidente Graziano Lavizzari ha voluto rendere omaggio, insieme al giornalista Mauro Rossi, alla memoria del tecnico del suono Kiko Berta, scomparso per una lunga malattia, poco tempo da.
    Un artista del suono ed una figura umana molto conosciuta e amatissima, in quel di Bellinzona e non solo, perché con la sua rinomata ditta, curava la maggior parte dei migliori eventi ed era in grado di conquistare tutti con il suo sorriso buono e la sua lealtà e capacità di risolvere tempestivamente qualunque problema.

    Cosa aggiungere? Purtroppo ad una perdita umana non ci sarà mai reale consolazione.
    Resta il bel lavoro fatto da Kiko ed il cammino da lui tracciato.

    Ora addentriamoci nel vivo delle presenze musicali di venerdì 19 maggio 2023.

    DIROTTA SU CUBA

    I Dirotta su Cuba, storica band italiana ultra trentennale (seppur con una lunga pausa), di musica funky, pop, acid jazz, ha vissuto sul palco di Beatles Days 2023 uno sfolgorante primissimo appuntamento live-reunion. Come un nuovo debutto.
    I loro successi da subito affermarono il gruppo nel firmamento della musica, proprio con “Gelosia”, del 1994, che è stato anche il brano di chiusura a Bellinzona.
    Ma il concerto capitolino in Ticino, come ha spiegato Simona Bencini, la grintosa leader voce della band, è stata anche l’occasione e per cantare quei brani meno noti e che spesso, in show molto densi, venivano scartati probabilmente per lasciare più spazio ai titoli di maggior richiamo. Nonostante una pausa dai palcoscenici di svariati anni (ma non dalla musica), con puntate solistiche per Simona, e, come ancora raccontato dalla Bencini, per consentire lo svolgimento appieno della vita famigliare di ciascuno di loro, e di lei stessa in primis; i Dirotta su Cuba hanno il pregio, con il loro sound travolgente ed i loro testi in equilibrio tra fatalismo, “È andata così”, con una sfumatura esistenzialistica, e una vitalità piena, “Batti il tempo”, passando per il ritmo più puro, “Liberi di, liberi da”, oltre a un bagaglio di cover tra le più rappresentative della musica, di essere l’ideale sottofondo musicale delle nostre vite, rendendocene ispirati protagonisti per primi.

    La loro anima è multipla ed il loro cuore italiano, con un battito internazionale, e per questo non possono mai stancare. Tantissime le loro collaborazioni in un lasso di tempo così lungo, da Mario Biondi al rimpianto Alex Baroni, Demo Morselli e altri. fanno capolino l’amore per Lucio Battisti e dei bei ricordi al Festival di Sanremo.

    Alle prime note di “JESAHEL”, brano da loro reinciso nel 1997, vibrante di una possessione d’amore incontrollabile, in Piazza del Sole, nonostante il tempo non proprio favorevole, esplodono il fragore e le danze.

    I loro album più recenti, sono “Studio Sessions Vol. 1” (2016) e “Music for Love Vol. 1” del 2021.

    MATT BIANCO

    In seconda serata, a Bellinzona si è accesa un’atmosfera a tratti intima, a tratti spumeggiante, grazie alla contaminazione funky-jazz-latin-pop, con l’arrivo dei anglosassoni MATT BIANCO.
    La formazione festeggia quest’anno i 40 anni di attività musicale e oltre ad essere capeggiata dallo storico fondatore Mark Reilly, si è presentata a Bellinzona con il sassofonista Dave O’Higgins, il batterista Sebastiaan De Krom, il bassista Adam King, Graham Harvey al pianoforte e al Fender Rhodes (celebre anche per i suoi lavoro con Incognito, George Benson e Stacey Kent), il trombettista Martin Shaw (anch’egli con un curriculum di pregio, grazie alla militanza nel l’orchestra BBC, alle collaborazioni con Jamiroquai e Natalie Cole).

    Nube Fermie è invece la charmant voce femminile con all’attivo collaborazioni con MJ Cole, Metrik e Clean Bandit.

    La tappa bellinzonese fa parte del minitour 2023, nel quale la band rimette in scena le migliori frecce al suo arco, come i brani “Whose side are you on?”, “More than I can bear”, “Don’t Blame It on That Girl”, “Always on My Mind”, “Half a Minute”, “Ronnie’s Samba”, “Hifi Bossanova”, “Whose Side Are You On”, passando per “Yeah Yeah” per concludere con “Heart in Chains”.

    I Matt Bianco, da poco reduci anche da una esibizione RAI ai MIGLIORI ANNI, sono osannati a livello internazionale.

    Abbiamo ballato, pervasi dalla leggerezza e dalla felicità, in Piazza del Sole, grazie a loro. La classe non è acqua e lo stile britannico ha un’impronta inconfondibile.

    Dal jazz contemporaneo al pop, la band e’ in continua evoluzione, per riproporsi al pubblico in una veste sempre più rinnovata ed intrigante.

    Oggi i Matt Bianco sono un marchio che corrisponde ad un solo nome, quello dell’unico superstite originario rimasto in vita, Mark Reilly.

    Monica Mazzei
    Freelance culturale monica.mazzei.eventi@gmail.com

  • Milano, Filippo Magnini e Giorgia Palmas sventano scippo

    MILANO Giorgia Palmas e Filippo Magnini hanno bloccato nel primo pomeriggio di ieri in centro a Milano una donna dopo un tentato borseggio a una turista francese.

    L’ex campione di nuoto e la showgirl, sposati dal 2022, erano a pranzo insieme in corso Sempione quando hanno sentito le urla di una turista a cui a un’altra donna aveva cercato, senza riuscirci, di rubarle la borsa. La coppia ha deciso di seguire la borseggiatrice e una volta raggiunta l’hanno tenuta ferma fino all’arrivo degli agenti di una volante della Polizia. Gli agenti hanno identificato i presenti e indagato a piede libero per tentato furto la borseggiatrice, una 62enne cubana con precedenti.

    Non è stata questa l’unica volta in cui Magnini e Palmas hanno aiutato una persona in difficoltà. Il 7 luglio 2019 il campione ha salvato un bagnante in difficoltà nel mare davanti alla spiaggia vicino a Villasimius in Sardegna. L’uomo era andato in difficoltà mentre rincorreva a nuoto un gonfiabile che veniva portato via dal vento, gli amici con lui avevano iniziato ad urlare chiedendo aiuto. I bagnini erano scesi dalla torretta di osservazione per salire sul gommone di salvataggio e raggiungere l’uomo, ma Magnini che stava nuotando insieme a Palmas era riuscito a raggiungerlo prima e lo aveva tenuto a galla fino all’arrivo dei soccorsi.

  • Faccia da Novara Pride! Il Reportage del nostro “Duca”

    Questo pomeriggio sfidando il caldo torrido il nostro corrisponde dal Piemonte Orientale sul campo per la cronaca dell’Onda Arcobaleno arrivata in quel di Novara

    NOVARA – Il mio Direttore mi ha detto di andare a Novara per fare servizio sul Pride!!! Io come Garibaldi: obbedisco…
    Oggi mi alzo e devo già decidere come andare: pullman o auto o treno ? In macchina e pullman il problema del cavalcavia rotto e il parcheggio…
    Come un bravo soldato mi dirigo in auto a Trecate e poi aspetto il treno per la città di San Gaudenzio.
    Non voglio dire, ma ero minoranza allora metto in mostra mio frak multicolore e tuba dei tempi di “faccia d’artista ” …
    La mia vecchia telecamerina ha tirato il gambino allora vai di telefonino.

    Non vedo neppure Signora in Giallo tanto ho Infinity… Arrivo all’autostazione con la lingua fuori perché per me il passo è
    pesante . Vado al supermercato lì vicino e prendo due bottigliette. La cassiera mi chiede se ho la tessera e già mi guardo in giro.
    Poi, me la vuole fare ma io diniego perché in quella zona di mie ex trionfi amorosi non tornavo da 30 anni.
    Dopo aver scolato un litro d’acqua anche perché io ero un po’ vestito pesante per l’occasione e il sole era in un lungo mese d’agosto …
    Nel piazzale c’ero solo io circondato dalla polizia e “caramba ” intorno a me.

    Poi arrivano vigili e croce rossa.. Intanto la piazza si popola e vedo arrivare persone di ogni colore e aspirazione… Un gruppo di ragazzi in attesa dell’esame di maturità mi riporta al mio
    esame con birra e occhiali da sole. Qualcuno ha paura della bocciatura o dell’esame all’ università..
    Un discorso che non manca mai: la pensione pure qui si parla di bollino… Bandiere con tanti colori e non manca Anpi e i city Angels…
    Io vengo preso dalla foga agonistica del video e foto.

    Riempio la memoria del primo cellulare Tragedia !!! Fortunatamente ne ho portato un altro…
    La musica è a palla e la gioventù e bella! Io intono bandiera gialla da solo. Attiro attenzione dei fotografi e divento un modello…
    Un pomeriggio dove il percorso per me è proibitivo … Vivere l’attesa è forse il piacere più grande da preliminari …
    Però, la sfilata parte e io la seguo… Ho intervistato da record dell’ora e i partecipanti sono assai partecipi ed educati.

    Ecco! Tre cose che porto casa di questa giornata: una ottima musica da ricordi coi capelli… Una folla educata e civile e colorata.
    Tre ormai il telefonino ha sostituito la telecamera perché molto più maneggevole. Un fatto che mi distingue dal primo giorno di servizio tv è la capacità di
    creare filmato da fare tre film. Ogni attimo era una vita o un battito. Perché vivendo l’attesa ho sentito e visto persone che hanno problemi e
    sogni e malori e acciacchi di tutti i giorni…!!! Parenti serpenti o soddisfacenti o amori finiti e iniziati…
    Trent’anni sono tanti come mi hanno detto molti giustamente la strada è lunga ma non più come in passato…
    Tra grande città e piccole e paesi forse si sente ancora la gradazione ma ormai la società è pronta o tollerante…

    Ultime tre cose; non c’era nessuna trasgressione eccessiva, secondo il divertimento era dentro e assicurato, terzo non ho più fisico ed età per saltare però lo scambio e conoscenza porta sempre bene.
    Vado in stazione a prendere il treno senza togliere il frak colore arcobaleno …

    Le macchine guardano pure la gente…… Il momento più brusco all’ arrivo a Trecate dove due ragazzi picchiano sui muri del sottopasso. Non so se per l’abbonamento o altro ma poi girano per prendere il binario.

    Comunque un’ultima considerazione le stazioni devono essere più controllate. Ah la mia macchina era un vero forno tolgo tutto e vado a casa …..al
    fresco del condizionatore…..
    Caro Direttore, grazie per avermi smosso a conoscere un’altra realtà che avevo sotto casa…e non riuscivo a vedere….
    Certo che la faccia di Novara è cambiata! E sicuramente in meglio. Finisco con un pediluvio la mia fatica …alla prossima!

  • Venerdì, serata di lavoro delle Polizie Locali: Magenta e Robecco, 366 veicoli controllati

    Serata di lavoro ieri per la Polizia Locale di Magenta e del territorio.

    “11 comandi del Patto Locale di sicurezza urbana, in coordinazione e con la centrale operativa assicurata dal comando di Magenta, hanno eseguito numerosi controlli sui veicoli circolanti e presidiato parchi e aree pubbliche a presidio della sicurezza di tutti”, spiega il Comandante Angelo Sallemi.

    Un’azione coordinata in orario serale che ha visto coinvolti, oltre a Magenta, i Comuni di Abbiategrasso, Albairate, Bareggio, Cornaredo, Pregnana, Robecco, S. Stefano, Ossona, Settimo Milanese, Vanzago.

    La serata ha previsto le seguenti attività: controlli della circolazione veicolare, presidio dei centri urbani e parchi pubblici, presidio di manifestazioni/eventi religiosi e controllo aree a rischio e di pubblici esercizi.

    Ecco i dati che riferiscono ai Comuni di Magenta e Robecco: 366 veicoli controllati, 10 verbali del codice della strada contestati e 21 non contestati, 1 fermo di vettura, 4 interventi a richiesta, 206 conducenti sottoposti a test alcolemico, 2 punti decurtati, 34 parchi controllati. E ancora: 1 patente ritirata, 2 pubblici esercizi controllati, 141 persone identificate, 9 posti di polizia stradale.

    ‘’Grazie al Comandante e alle donne e agli uomini del nostro Comando e a tutti gli altri comandi. Come sempre, la Polizia locale in prima linea al servizio delle comunità’’, commenta Il Vicesindaco Enzo Tenti.

  • ‘Alberto Stasi ha diritto a un lavoro e di pensare al futuro’, dice la sua difesa

    ‘Alberto Stasi ha diritto a un lavoro e di pensare al futuro’, dice la sua difesa

    GARLASCO “Penso che Alberto Stasi ha il diritto di pensare al suo futuro, di ricostruirsi una vita in pace, senza dover essere riprocessato”.

    Lo afferma all’Adnkronos, l’avvocato Giada Bocellari, il difensore che da anni tutela gli interessi dell’uomo condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco (Pavia). Stasi, dietro le sbarre dal dicembre 2015, ha ottenuto dai giudici della Sorveglianza di Milano di poter lavorare all’esterno e di rientrare la sera a Bollate. “Stasi non è speciale, è una cosa normale che fa parte del programma di trattamento – lo dice la Costituzione che la pena ha una funzione rieducativa – vale per tutti, non vedo la particolarità di questa situazione. Il fatto che lui abbia sempre negato gli addebiti rimane un suo diritto anche in fase esecutiva, diritto insindacabile che, per costantissima giurisprudenza, non può nella maniera più assoluta essere utilizzato alla base di motivazioni che rigettino programmi trattamentali come l’articolo 21 (dell’ordinamento penitenziario, ndr), che non è un beneficio, o anche i benefici. Un magistrato non potrebbe mai rigettare l’articolo 21 (sul lavoro esterno, ndr) solo perché il condannato ha sempre negato i fatti perché questo è un suo diritto insindacabile” precisa il legale. Una decisione, quella del tribunale della Sorveglianza, non comunicata alla famiglia della vittima. “Non stiamo riprocessando Stasi: è stato processato e condannato e ora siamo in fase esecutiva, una fase che riguarda la persona del detenuto e il fatto che lui sia stato ammesso all’articolo 21 avendone tutti i requisiti, come scritto dal Tribunale di Sorveglianza, è una cosa normale, che riguarda il suo percorso di reinserimento sociale, che riguarda lui solo”, conclude l’avvocato Giada Bocellari.

  • A Turbigo oggi l’ultimo saluto a Alen D’Amico, vittima con Claudia Taormina dell’incidente di domenica 21

    Si tengono oggi, sabato 27 maggio alle 15 nella chiesa parrocchiale Beata Vergine Assunta di Turbigo, i funerali di Alen D’Amico.

    TURBIGO – Il 18enne che ha perso la vita domenica scorsa nel terribile incidente stradale a Turbigo insieme a Claudia Taormina, milanese di 24 anni. I funerali avranno luogo alle 15 e saranno preceduti, alle 14.30, dalla recita del santo rosario.

    Affranti dal dolore ne danno il triste annuncio la mamma Rosa, il papà Tommaso, i suoi amati fratelli Vittorio e Mario e i parenti tutti.

    Alen è morto nel terribile sinistro in cui i due veicoli si sono scontrati frontalmente, nella strada del comune del milanese. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e l’elisoccorso giunto dall’ospedale di Como, che è atterrato in un campo nei paraggi. Dopo l’incidente sono arrivate anche le pattuglie dei carabinieri di Legnano e i vigili del fuoco, che hanno estratto i corpi e il ferito dall’abitacolo delle vetture.

    Lo scontro è avvenuto tra una Renault Clio, guidata dal diciottenne (in auto da solo), e una Peugeot 207 con la coppia di 24enni a bordo (la ragazza era seduta sul lato passeggero). Sul luogo dell’incidente anche la polizia locale di Castano Primo.

  • Bella White – “Among Other Things” (2023). By Trex Roads

    Ancora i Monti Appalachi, ancora la loro influenza nella musica americana, nel nuovo folk country indipendente che sta sfornando artisti di qualità a ritmi vertiginosi.
    Come vi ho detto in articoli precedenti, la lista di artisti di queste zone che hanno un talento fuori dal comune, è davvero sterminata.

    Stavolta però questa influenza non arriva per esperienza diretta. Questa artista non ha vissuto in questa regione, ma la sua musica ha quel sentimento lì. Quel sapore malinconico di storie vere che attanagliano l’anima e suoni ancorati a quelli delle radici, del bluegrass e del country folk.
    Bella White è nata lontano dalle montagne di Tyler Childers e Chris Stapleton, è canadese dell’Alberta, ma probabilmente l’influenza che la musica di suo padre ha avuto in lei l’ha fatta di-ventare una cantante country folk americana nel suono e nello spirito (il padre era un noto musicista bluegrass nativo della Virginia).

    E proprio quel sentimento di amori finiti, di donne sminuite da uomini che non ne capiscono il valore e indecisioni sul futuro, sembra proprio appartenere alla musica appalachiana.
    Simile invece ad un altro artista canadese leggenda della musica country indipendente, Colter Wall, è l’impatto che la sua voce ha nel pubblico che la ascolta.
    Se ci si mette ad ascoltare una qualsiasi delle meravigliose canzoni di Colter Wall, la prima cosa che si pensa è ad un vecchio cantautore country, segnato dagli anni e dalla vita on the road, che ci canta le sue esperienze. Ecco, Wall ha 27 anni e dopo aver superato lo stupore ci si innamora delle sue storie di cowboy e praterie, sospese fra la sua terra, il Saskatchewan, e qualche ranch del midwest.
    L’effetto che la voce della White ha avuto su di me, e anche in parecchi addetti ai lavori molto più competenti di me, ha scatenato lo stesso sentimento. Una voce intensa, evocativa e potente, che non ci si aspetta da una ragazza di 20 anni.
    Storie potenti e sincere che cantate da Bella White assumono una potenza ulteriore.
    La giovane artista è al secondo album. Il primo, Just Like Leaving, del 2020, era molto influenzato dal bluegrass, in maniera semplice e diretta.
    Un bel disco ma che in maturità e qualità del songwriting viene superato abbondantemente da questo Among Other Things, uscito per la Rounder Records, etichetta famosa per avere tra le sue fila giovani talenti indipendenti.
    The Way I Oughta Go è quel suono dal sapore antico, la chitarra acustica e il violino, il ritmo e quella voce. Amici quella voce è così intensa, piena di carattere che potrebbe cantare qualsiasi cosa e risultare credibile.

    Ascoltando questi pezzi e vedendo la sua età non ci si crede, una maturità nel tono e nelle cose cha ci racconta davvero incredibile.
    La produzione di Jonathan Wilson è perfetta e la band alle spalle di Bella è talento vero, in brani poetici e struggenti come Flowers on my Bedside tutto questo risalta anche di più.
    Una riflessione sullo spendere l’amore sprecandone l’energia e il cantato è malinconia e intensità.
    Break My Heart sembra più solare e movimentata, con la meravigliosa chitarra del produttore che porta la canzone quasi nelle strade del country rock texano, ma i testi sono dello stesso tenore, l’amore non corrisposto e quasi buttato via. Però poi l’assolo di violino e la tastiera sono incastrati alla perfezione, accidenti che bel pezzo!
    La ballata introdotta dal pianoforte, Marylin, è delicata e potente allo stesso tempo, il perfetto equi-librio che la musica e la voce della White tengono in piedi per tutto il disco. Il testo è un mix di rab-bia, indignazione, ma anche empatia per le vicissitudini di questa donna che non conosce ed è alle prese con un marito che la umilia.
    Numbers risolleva ancora il mood del disco con un brano che sfiora delicatamente l’honky tonk, ma che, come nelle precedenti, la voce della White rende potente e fortemente espressivo.

    L’acustica e una melodia sognante introducono Rhododendron che sembra essere perfetta per dare ancora maggior risalto ad una voce che, nonostante sia potente, si adatta benissimo ad una ballata dal tono dolce e malinconico.
    Nei testi si avvertono dubbi e preoccupazioni sul fatto di diventare un’artista professionista che deve vivere della propria musica e anche dubbi sul dove vivere questa avventura.
    Il primo pezzo l’aveva portata dal nativo Canada al posto dove tutti i sogni di gloria dei giovani musicisti planano e cioè Nashville.
    Il disco si chiude con la title-track e con il suo viaggio di ritorno a casa, in Canada, non più in Alberta ma nella Columbia Britannica. Un viaggio che è stato doveroso per lasciarsi alle spalle il mondo folle e pieno di stress del Tennessee.
    Un pezzo sorretto da un lavoro eccezionale del violino e delle tastiere, ma ancora una volta prota-gonista è la voce pazzesca di questa ragazza canadese con il cuore appalachiano.
    A volte sentendola ho quasi la voglia di chiederle di cantare delle cover di artisti che amo e che secondo me sarebbero perfette per una voce tanto bella e potente, ma poi ascolto queste 10 can-zoni e mi dico che il suo cantato è già perfetto nelle sue canzoni. Canzoni dall’animo gentile che ogni tanto sovrasta con questo carattere così debordante, ma che fa arrivare dritte all’anima di chi ascolta.
    Lasciatevi guidare dalla voce di Bella White e viaggiate con lei in questo on the road andata e ri-torno dal Canada al Tennessee, passando per la Virginia ammirando i Monti Appalachi e la loro bellezza poetica.

    Buon ascolto,
    Claudio Trezzani by Trex Roads

    Nel mio blog troverete la versione inglese di questo articolo.
    www.trexroads.altervista.org

  • Delitto di Garlasco: per Alberto Stasi il lavoro fuori dal carcere e i 700 mila euro da liquidare alla famiglia Poggi

    Da quattro mesi Alberto Stasi, dal dicembre 2015 in carcere a Bollate per scontare la condanna a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi del 13 agosto 2007 a Garlasco (Pavia), esce ogni giorno per andare a lavorare fuori e per poi fare rientro.

    GARLASCO PV – A darne notizia è oggi il Corriere della Sera, spiegando che il 39enne è stato ammesso dal tribunale di sorveglianza di Milano al lavoro esterno. Stasi svolge mansioni contabili e amministrative, con rigide prescrizioni sugli orari di uscita e di rientro in cella, sui mezzi di trasporto utilizzabili, sugli itinerari dai quali non discostarsi e sui controlli. Nel 2015 la condanna definitiva per Stasi, dopo le annullate assoluzioni del 2009 e 2011, era arrivata a 16 anni attraverso la riduzione di un terzo della pena.
    A favore dei genitori di Chiara era stato fissato un milione di euro di danni e 150 mila euro di spese legali.
    Il 39enne, spiega ancora il quotidiano, pur continuando a respingere il verdetto, nel 2018 ha raggiunto in sede civile con la famiglia Poggi una transazione che lo impegna a risarcire 700mila euro: metà già liquidati e metà promessi con detrazioni mensili sugli stipendi del lavoro prima in carcere e poi fuori.
    Stasi ha il fine pena nel 2030, ma per buona condotta con lo scomputo di 45 giorni di liberazione anticipata ogni 6 mesi lo può anticipare nel 2028, con possibilità di chiedere l’affidamento in prova dal 2025.

  • Domani parte da Novara l’onda arcobaleno del Pride

    Genitori LGBT in piazza. Il tour poi toccherà le città di Alessandria e Piacenza

    NOVARA – Parte da Novara domani pomeriggio l’onda arcobaleno della stagione dei Pride che, dopo l’anteprima di aprile a Sanremo, per tutto maggio, giugno, luglio e fino a settembre colorera’ con cadenza quasi quotidiana le piazze italiane con la musica e gli slogan della comunita’ Lgbtqia+.
    Tappe successive Alessandria e Piacenza. Con lo slogan “Di amore e di rivolta” la parata di domani, promossa da NovarArcobaleno insieme ad Agedo e Collettivo Bruna, ha al centro, come ricordano gli organizzatori, la battaglia “per chiedere maggiore inclusivita’ e ricordare l’importanza delle lotte della comunita’, ancora piu’ necessarie in questo periodo storico, sia in Italia che nel resto del mondo””.
    Novara Pride non ha neppure quest’anno il patrocinio delle istituzioni: “Dopo che negli anni scorsi ci e’ stato negato – spiegano i promotori – non lo abbiamo piu’ richiesto ne’ al Comune ne’ alla Provincia di Novara, e neppure alla Regione Piemonte”. A concedere il patrocinio, invece, la Fondazione Comunita’ Novarese che fa parte della rete territoriale di Fondazione Cariplo, oltre ai comuni di Cameri, Cureggio, Cressa e Mezzomerico. Sostegno anche da molte forze politiche, dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle a Volt e +Europa. Ci sono anche Anpi Novara e Cgil Novara-Vco.
    Il corteo partira’ alle 14,30 con quattro carri e arrivera’ nella piu’ grande piazza di Novara, piazza Martiri, dove si terranno gli interventi finali. Attese almeno 2.000 persone.