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  • Urbano Cairo: Berlusconi, innovatore geniale

    MILANO “Silvio Berlusconi è stato un “geniale imprenditore, grande innovatore e figura di primissimo piano della politica italiana”.

    Lo scrivono, nel messaggio pubblicato sul sito ufficiale del Torino calcio, il presidente Urbano Cairo “con i consiglieri, dirigenti, dipendenti, collaboratori, allenatori, calciatori e tutto il settore giovanile” del club granata: “profondamente commossi, sono vicini con affetto alla famiglia” “Berlusconi, proprietario del Monza, è stato per 31 anni presidente del Milan, con un palmarès che ha reso il club rossonero una delle società più titolate e conosciute in tutto il mondo. – si legge ancora nel messaggio del Torino calcio – Ai suoi affetti più cari, a tutti i parenti e ai tantissimi amici il cordoglio e l’abbraccio nel ricordo di un grande protagonista della nostra epoca”.

    E’ stato il compagno di banco di Silvio Berlusconi per otto anni, dalla prima media fino al liceo classico all’istituto salesiano: Guido Possa, uno degli amici di infanzia del Cavaliere, al telefono con l’AGI ha la voce rotta dalla commozione. “Sono molto emozionato, sono rimasto colpito. Mi ricordo che a 12 anni venne da me dopo che gli avevo fatto uno screzio ‘Guido perche’ lo hai fatto? Per me l’amicizia e’ tutto’, mi disse. Capii’ in quel momento che aveva un grande cuore. Mi voleva bene”. L’ultima telefonata a fine maggio, quando l’ex premier aveva lasciato l’ospedale San Raffaele dopo 45 giorni di ricovero. “Mi chiamo’ per invitarmi ad Arcore. ‘Guido poi ci vediamo’, mi disse. Capii’ che aveva un tono malinconico, che sarebbe stato l’ultimo saluto. Come tanti di noi ora mi sento piu’ solo”. Dal 1988 al 1995 Possa ha lavorato presso Fininvest, prima come responsabile della segreteria di presidenza, poi come direttore del settore sviluppo, nel 2001 e’ stato viceministro di Letizia Moratti all’Istruzione, Universita’ e Ricerca, ruolo poi riconfermato dal successivo governo in carica dall’aprile 2005. “Ho collaborato con lui dal 1988 a 2013. Aveva la filosofia del sole in tasca, pensava che per realizzare ogni obiettivo occorre rincorrere sempre i propri sogni. Come tanti di noi io mi sento un miracolato per aver lavorato con lui. Ho fatto una strada che non avrei potuto percorrere solo con le mie forze”. I ricordi si affollano: “Un giorno, aveva 17 anni, all’istituto salesiano ci affacciammo sul balcone. Noi eravamo tutti maschi, di fronte a noi c’era una scuola con tutte donne. Lui guardo’ una ragazza, fece una scommessa con noi, disse che in cinque minuti sarebbe andato in quell’altro istituto, si sarebbe affacciato dal balcone e avrebbe conosciuto quella ragazza. Cosi’ fu, ci usci’ per molto tempo. Questo e’ solo un esempio del modo che aveva di pensare. Non si dava mai per vinto e poi aveva una grande capacita’ di instaurare un rapporto con tutti. E’ stato un grande amico”.

  • Ciao Silvio, hai fatto la Storia di questo Paese e non solo- di Fabrizio Valenti

    L’ex Premier e leader di Forza Italia, se ne è andato stamani all’età di 86 anni. Piaccia o no, ecco perché il Presidente Berlusconi ha segnato un’epoca

    MAGENTA – E’ dalle 10.30 che le agenzie hanno battuto la notizia. Il Corsera è già a tutta pagina con quella che con il corso delle ore si stava materializzando come una certezza: il presidente Silvio Berlusconi non c’è più. Se ne è andato a 86 anni. Il secondo ricovero improvviso al San Raffaele di venerdì sera, purtroppo, non aveva fatto presagire nulla di buono. Così come il massimo riserbo con cui era stata trattata in questo fine settimana la notizia dai media.
    Stamani la conferma di quello che era un brutto presentimento.
    Berlusconi, quello che non perde mai, l’emblema dell’uomo di successo e vincente, ha dovuto anche lui soccombere davanti alla nera mietitrice.

    Ma di lui resterà inscalfibile il ricordo per quello (tantissimo) che ha fatto come imprenditore, politico e presidente di calcio. Perché il Silvio, amava come il sottoscritto il ‘giuoco’ del calcio.
    Il suo Milan ha raggiunto livelli ineguagliabili, così come l’avventura brianzola con il Monza, ha dimostrato che lui e i suoi amici di sempre (in primis Adriano Galliani), ci sapevano fare eccome anche in questo mondo globalizzato del pallone.

    Qui non vogliamo fare, perché sarebbe troppo riduttiva e, soprattutto, c’è chi riesce a farla meglio di noi, una biografia della vita di quest’uomo che ha cambiato l’Italia (e non solo) in tanti suoi aspetti.

    Il nostro intendimento è unicamente quello di porre l’accento sui tanti cambiamenti che “Il Silvio” ha portato nella nostra Società. I mitici e per noi unici anni 80 e 90.
    Berlusconi è stato in primis il Comunicatore per eccellenza.

    Quando Berlusconi iniziò la sua carriera televisiva negli anni Ottanta, con l’epopea di Telemilano divenuta poi Canale 5, l’acquisizione di Italia 1 e Rete 4 e la scalata alla platea nazionale, lo fece forse principalmente per assecondare il suo ottimismo imprenditoriale, la sua voglia di riuscire in tutti gli ambiti. Lo fece anche per lottare contro lo status quo, l’immobilismo della Rai, l’impermeabilità alle meraviglie estere.

    Nelle nostre case ha portato Corrado, Mike Bongiorno, Sandra & Raimondo, Dallas, Drive In, e poi ecco i Tiggì finalmente in alternativa a quelli di Stato dove si ragionava secondo l’ottica del Pentapartito e della lottizzazione.

    Il mondo dei paninari, bim bum bam, i ragazzi della Terza C, e potrei andare avanti ad oltranza è tutta roba sua. Ha cambiato usi e costumi di questa Società. Si era anche inventato il Mundialito per Club che andava in onda su Canale 5. Formidabili quegli anni con i grandi campioni in passerella al Meazza al mese di giugno. San Siro era pieno anche per quei derby, così come per assistere alle gesta del Flamengo o del Santos…

    In tutto questo e molto di più – quello che poi sarebbe diventato il Presidente del Milan, dopo il travagliato periodo di Giusy Farina – è stato un uomo a cui dare una Laurea (dopo quella in Scienze della Comunicazione) in Sociologia Honoris Causa.
    Perché ha capito un mondo e lo ha influenzato, personalmente, credo in modo positivo. La bilancia tra il dare e avere in questo pende pesantemente da questa parte.

    Qualcuno dirà l’epoca del consumismo…. Ma il mio ricordo è quello di anni dove l’Italia (pur con tutti i suoi limiti e contraddizioni) era una Paese migliore. Più felice, meno incazzato e meno rancoroso. Dove si stava meglio, dove c’erano i mesi interi di ferie e dove molte famiglie andavano avanti con uno stipendio e c’erano le casalinghe. Una fetta di pubblico che il Silvio ha sempre tenuto in grande considerazione

    Lui insieme ad Ernesto Pellegrini prima e Massimo Moratti dopo – per il Silvio l’Inter era la sua seconda squadra, lo ha sempre detto e manifestato, perché il concetto di Milanesità veniva prima di tutto – hanno scritto pagine uniche per il calcio di questa città. Il Trofeo Luigi Berlusconi, con il giusto ricordo per il suo papà che aveva creduto in lui.

    Una sana rivalità ma anche tanta, tantissima sportività nei derby meneghini.
    Il Milan di Sacchi per lui “un amico geniale al quale devo tutto” ovvero il Milan degli Olandesi contro l’Inter del Trap, o meglio quella dei panzer tedeschi. Che anni, quegli anni. San Siro pieno, dove non ci stava neanche uno spillo.
    Abbonamenti quasi sold out e senza restrizioni e senza tetti come nell’epoca attuale, dove il profitto regna sovrano nel calcio, in cui le nostre Società sono sempre più in mano straniera e senza un’anima vera.

    Poi ovviamente c’è il Berlusconi che ha cambiato la Politica, la discesa in campo e il discorso del 1994. Anche qui gli schemi sono saltati completamente. Tutti parlavano di Forza Italia come di un partito di plastica destinato ad esplodere (o implodere) a seconda dei punti di vista.
    Oggi Forza Italia insieme alla Lega è il partito più longevo che siede in Parlamento…. Adesso si sprecano i pronostici dei ‘gufi’ sul futuro del partito.
    Ma è questo non è il momento, né la sede per parlarne.
    Quello che preme rimarcare è come un grande uomo di marketing aveva applicato queste categorie alla politica, ha inventato lui la comunicazione e il marketing politico.
    Ha capito che c’era uno spazio, una richiesta non soddisfatta per un pezzo di Italiani che diventerà sempre più consistente (con il PDL si arriverà al 40% e rotti dei consensi). Ha senso adesso guardare alle prospettive? Non crediamo.

    Ci limitiamo ad osservare quanto ha fatto per quasi 40 anni incidendo nella Storia di questo Paese e anche oltre.

    Ciao Silvio, oggi siamo tutti un po’ più soli e orfani delle tue barzellette.

  • Forza Italia: Presidente, non vorremmo mai lasciarti andare via

    Forza Italia: Presidente, non vorremmo mai lasciarti andare via

    MILANO “Vorremmo non lasciarti mai andare via. Ciao Presidente. La tua comunità politica”.

    È quanto si legge nel tweet pubblicato sulll’account ufficiale di Forza Italia e dedicato alla scomparsa del leader azzurro Silvio Berlusconi, morto questa mattina a 86 anni all’ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato da venerdì scorso per accertamenti legati alla leucemia mielomonocitica cronica di cui soffriva da tempo.

    Finisce un’era della storia d’Italia: “Silvio Berlusconi e’ stato indiscusso protagonista della vita del Paese, a lungo anche nel dibattito intorno alla giustizia, che ha sempre inteso orientare in senso garantista e liberale”. Cosi’ in una nota il ministro della Giustizia, Carlo Nordio alla notizia della scomparsa di Silvio Berlusconi. “Con costernazione ho appreso della sua morte. Ai suoi familiari e a tutta Forza Italia il mio piu’ sentito cordoglio”, aggiunge Nordio.

    “È scomparso un grande italiano, che con il suo spirito d’impresa, la sua inventiva e la sua generosità ha incarnato i valori più nobili della Nazione. Silvio Berlusconi ha messo tutto questo a disposizione della Repubblica, con un impegno politico mosso da grandi visioni e ideali e sempre animato da uno spiccato europeismo e da un forte atlantismo. Al centro della sua azione c’è sempre stata la difesa della libertà. Oggi tutta l’Italia lo piange e si stringe alla sua famiglia con calore e autentica partecipazione”. Lo dichiara il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano.

  • Giorgia Meloni: addio Silvio, combatteremo sempre per te

    ROMA “Silvio Berlusconi era soprattutto un combattente. Era un uomo che non aveva mai avuto paura a difendere le sue convinzioni”.

    Inizia così il videomessaggio che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha registrato per ricordare Silvio Berlusconi. “E sono stati esattamente quel coraggio, quella determinazione a farne uno degli uomini più influenti della storia d’Italia. A consentirgli di imprimere delle vere e proprie svolte nel mondo della politica, della comunicazione, dell’impresa. Con lui l’Italia ha imparato che non doveva mai farsi imporre dei limiti, che non doveva mai darsi per vinta. Con lui noi abbiamo combattuto, vinto, perso molte battaglie. E anche per lui porteremo a casa gli obiettivi che insieme ci eravamo dati. Addio Silvio”.

    “Mancherai a tutti gli italiani. Un genio rivoluzionario e visionario. Non ci stancheremo di cercare nelle nostre tasche il sole e ci ricorderemo che l’Amore vince sempre sull’invidia e sull’odio. A Dio”. Lo scrive, su Twitter, il deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli.

    “La scomparsa di Silvio Berlusconi mi addolora profondamente. Sono sinceramente vicino ai familiari, alla comunita’ di Forza Italia, e a quanti gli hanno voluto bene. Con lui si spegne un grande leader politico europeo e un grande italiano. Le sue intuizioni, le sue battaglie, il suo impegno hanno trasformato la nostra nazione e hanno aperto spazi di liberta’ autentica. Che il Signore gli conceda di riposare in pace”. Lo dichiara il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.

  • Silvio Berlusconi morto alle 9.30; verso i funerali al Duomo di Milano

    MILANO Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, secondo quanto si apprende, è morto questa mattina alle 9.30.

    Poco prima era entrato in ospedale dal civico 60 di via Olgettina il fratello Paolo Berlusconi e, a stretto giro, a breve distanza l’uno dall’altro, a bordo di auto diverse sono arrivati anche i figli Marina, Eleonora, Barbara e Pier Silvio. Il Cavaliere era stato ricoverato di nuovo venerdì scorso per accertamenti legati alla leucemia mielomonocitica cronica di cui soffriva da tempo.

    Si va verso funerali di Stato nel Duomo di Milano per Silvio Berlusconi, l’ex presidente del Consiglio deceduto oggi all’ospedale San Raffaele. La certezza della cerimonia nella cattedrale si avrà nel momento in cui saranno proclamati i funerali di Stato, che paiono scontati.

    Non solo telecamere e giornalisti ma anche sostenitori e curiosi sono arrivati fuori dall’ingresso di via Olgettina 60 dell’ospedale San Raffaele di Milano, dopo la notizia della morte di Silvio Berlusconi. Aida è arrivata insieme al marito, molto commossa, e porta appuntata al petto una spilla con il volto di Berlusconi. Mentre il marito ha una bandiera di Forza Italia. “Sono una sua sostenitrice da sempre. Sono qua per salutarlo – ha spiegato -. Mi ricordo il 1994 quando ci ha salvato con la sua discesa in campo dalla sinistra. L’ho apprezzato anche come imprenditore”. Fuori dall’ospedale anche alcuni tifosi milanisti con la maglia del club ed ex dipendenti di Mediaset. Come Emanuela che ha lavorato nell’azienda per 37 anni: “di lui rimarrà tutto perché è stato un grande uomo e imprenditore, il dolore è grande per la sua scomparsa e per quello che ha dato a noi e all’Italia”. C’è poi chi è arrivato per curiosità e perché voleva assistere ad un “momento storico”, come Davide di 22 anni. “Sono qua perché è un giorno storico – ha detto -, è morto un personaggio influente anche a livello mediatico e sportivo e volevo essere qua. Non sono un elettore di Forza Italia, l’ho votato solo una volta”. “Ho sentito la notizia ed ho pensato che è un momento storico – ha spiegato un altro signore presente fuori dalla struttura -, ci sarà un prima e dopo di lui quindi volevo essere qua”.

  • Gianfranco Micciché: con Berlusconi muore anche Forza Italia. Le parole di Schlein e Conte

    MILANO “Sono sotto choc, eravamo tutti convinti che superasse anche questa. Oggi sono davvero molto molto triste. E’ come se fosse morto un mio parente. Perché Silvio Berlusconi mi è stato vicino per tutta la vita, come un parente, forse di più.

    Con lui mi sono confidato, con lui ho litigato, gioito, in questo momento non mi vengono neppure le parole”. A parlare con l’Adnkronos è l’ex coordinatore di Fi in Sicilia ed ex viceministro Gianfranco Miccichè che ha appena appreso della morte di Berlusconi. “L’ho sentito per l’ultima volta una quindicina di giorni fa – dice – Cercavo di capire come stava dalla sua voce. Lo capivo che stava male”. Poi mente Micciché se la prende con chi “l’ha convinto” a fare il video per la convention di Forza Italia a maggio. “E’ stata una delle più grandi stron..e fatte. Non andava fatto quell’intervento. E’ stato tremendo vederlo on quello stato”. Miccichè si dice anche convinto che con la morte di Berlusconi “Non ci sarà più Forza Italia. Muore con Silvio”. “E’ un fatto scontato.”, spiega. “Il nostro non è un partito da congresso per sapere chi prende la direzione del partito – dice – Assisteremo alla lite su chi è proprietario del simbolo, a chi non lo è. Già so come andrà a finire. Ma ora non voglio pensarci, voglio solo capire quando saranno i funerali e se saranno pubblici”.

    “Di fronte alla scomparsa di Silvio Berlusconi vogliamo far arrivare tutta la nostra vicinanza al dolore della sua famiglia, dei suoi cari e di tutta Forza Italia, così come vogliamo che arrivi al Governo e alle forze di maggioranza. Con la morte di Silvio Berlusconi si chiude un’epoca. Tutto ci ha divisi e ci divide dalla sua visione politica, resta però il rispetto che umanamente si deve a quello che è stato un protagonista della storia del nostro Paese. Le più sentite condoglianze da parte del Partito Democratico”. Ad affermarlo in una nota è la Segretaria del PD, Elly Schlein.

    “Silvio Berlusconi è stato un imprenditore e un politico che in ogni campo in cui si è cimentato ha contribuito a scrivere pagine significative della nostra storia. Ha acceso e polarizzato il dibattito pubblico forse come nessun altro, e anche chi lo ha affrontato da avversario politico deve riconoscere che non gli sono mai mancati il coraggio, la passione, la tenacia”. Lo scrive sui social il presidente del M5s, Giuseppe Conte. “In questo momento di profondo dolore – aggiunge l’ex premier – tengo a far pervenire ai suoi cari e alla sua famiglia il sincero e rispettoso cordoglio mio e del Movimento 5 Stelle”.

  • Berlusconi: il commiato di Attilio Fontana, Casini, Schifani e La Russa

    MILANO “Ci lascia Silvio Berlusconi, un grande lombardo. Un amico, un imprenditore, ma soprattutto un uomo che ha contribuito in maniera determinante alla crescita del nostro Paese”.

    Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dopo aver appreso la notizia della scomparsa di Silvio Berlusconi. “Ha scritto pagine indelebili che resteranno nella storia di tutti noi. Vincente in ogni tappa della sua vita – aggiunge Attilio Fontana – porterò per sempre nel cuore quel sentimento di generosità e di essere una persona normale con chiunque si confrontasse. Indimenticabili, poi, guardando oltre l’aspetto istituzionale e politico, gli anni del nostro grande Milan. Regione Lombardia troverà modo per lasciare un segno che lo ricordi per sempre”. “Una preghiera per lui, siamo vicini alla sua famiglia” conclude il governatore.

    “La notizia della morte di Silvio Berlusconi mi sconvolge, essendo venuto meno non soltanto il mio leader politico ma un fraterno amico. Esprimo la mia più affettuosa vicinanza e il mio più sentito cordoglio ai familiari. L’Italia perde un grande statista, un uomo che ha cambiato la politica, dando una casa comune a quanti si riconoscono nei valori liberali che hanno garantito la tenuta democratica del Paese. Berlusconi è stato un leader che ha dominato la scena politica internazionale degli ultimi 30 anni. Personalmente perdo un riferimento politico e una guida, al quale devo il mio impegno diretto nelle istituzioni, ma soprattutto un amico con il quale ho condiviso anni di battaglie per la libertà e per il bene dell’Italia”. Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, commentando la notizia della scomparsa del leader di Forza Italia ed ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi

    “C’è un’Italia prima della discesa in politica di Silvio Berlusconi e un’Italia dopo. Ha cambiato l’architettura di Milano, il rapporto con i suoi dipendenti, non ce n’è uno che non l’abbia amato, era un uomo che cambiava il rapporto con il mondo e con la società”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa intervenendo ai microfoni del Tg1 sulla scomparsa di Silvio Berlusconi. “Per me è stato una sorta di fratello maggiore, anche se lui non lo accettava, mi considerava suo coetaneo, lascia un vuoto che difficilmente può essere colmato” ha aggiunto. “Ho fatto sapere alla figlia Barbara che se lo ritiene il Senato è disponibile per la camera ardente, il Senato sarebbe onorato di ospitare l’ultimo saluto a un uomo che ha cambiato la vita politica. Simbolicamente la camera ardente avrebbe un significato, ma la scelta è solo della famiglia”.

    “Con la scomparsa del presidente Berlusconi se ne va un’epoca della storia italiana e delle nostre vite”, scrive su Instagram Pier Ferdinando Casini. “Nella mia mente – riprende l’ex presidente della Camera – si affollano un’infinita’ di ricordi: alcuni belli ed anche divertenti che hanno segnato la nostra amicizia, altri piu’ amari, com’e’ inevitabile nelle cose di questo mondo. Silvio e’ stato un grande della vita italiana e penso che, a questo punto, dovrebbero riconoscerlo anche i suoi oppositori: il che non significa condivisione, ma rispetto”. “Ho negli occhi l’ultima passeggiata che feci con lui nel parco della sua villa ad Arcore, dopo la riconferma del Presidente Mattarella: addio Silvio, tu sai che, nonostante i nostri contrasti, ti ho voluto bene!”, conclude Casini.

  • Uomo TV, ciao Silvio!

    Faccia da Silvio o faccia da tv ? Lui era la televisione! L’uomo del piccolo schermo che aveva fatto molto anche nel grande schermo.

    Aveva preso un sogno dove tanti avevano fallito creando un gruppo storico e nelle corde degli italiani. Lanciò le prime trasmissioni con ragazze e ragazzi e comprese i vuoti lasciati dalla Rai
    Tv dei ragazzi, delle casalinghe e l’importanza della tv di tutti i giorni dove il telespettatore non è più passivo ma decide con il suo giudizio … Quiz e tele quiz erano l’ossatura della Sua emittenza dove la pubblicità tanto nascosta nella vecchia tv di stato divenne il perno …
    Avevamo un sistema tv da ex Jugoslavia lui ci portò la scelta…
    Un canale ammiraglia e uno per i giovani e poi quello delle donne e meno giovani. Inventò o portò a livello internazionale il premio della tv.
    Perché forse c’era già tutto ma lui lo migliorò
    Una rivoluzione che ci condusse a cambiare i nostri consumi e consuetudini… Per quello che riguarda lo spettacolo e tutto il suo indotto ha segnato profondamente gli anni ’80 e ’90 …
    Mi piace ricordarlo sempre in giacca e cravatta e sorridente come nelle premiazioni del Telegatto. Lui un uomo che ha sempre guardato avanti e ha fatto diventare oro gli avanzi della sciupona Rai. Quanti programmi scartati o non capiti che le sue reti hanno fatto diventare pozzi d’oro.
    Le televendite e le telepromozioni ..
    Una tv vicina al proprio utente trattandolo alla pari come amico e confidente…
    Un grazie per averci dato pure le donnine di colpo grosso e tutte le serie tv o telefilm…

    Noi degli anni 80 /90 siamo tutti suoi figli perché la tanto criticata tv commerciale ha creato lavoro, cultura ma soprattutto felicità..
    In questi ultimo 30 anni si è sentita la sua mancanza nelle decisioni di rete ma il suo carisma era sempre negli studi.
    La prima volta in Mediaset sentivo la sua presenza e come un fans speravo di incontrarlo …
    Ha portato la democrazia e la maggioranza in tv …
    Un programma è di successo non se qualche critico dice bene ma se il pubblico lo guarda …
    La tv e le poltrone o divani, sedie bisogna riempire tutto
    Lui vinse perché prese il popolo per il cuore o stomaco o pure.
    Ma era con lui…ogni momento della nostra vita è legato a un programma o replica della sua TV.
    Oggi perdiamo un grande papà o forse zio o forse quel parente brillante che vantiamo tutti di avere
    Ma una poltrona peggio sarà vuota ed è quella dell’uomo che ha fatto riempire le altre.

    Ciao Silvio…ora potrai dire a San Pietro quale programma guardare e a Gesù di fare il vice presidente….
    Perché come te per la televisione non ci sarà nessuno.

    PS Avrebbe fatto faville anche su web ma li l’ha fermato l’età

  • ‘Silvio Berlusconi era già storia ben prima di morire’. Renzi, Salvini, Foti, Lollobrigida..

    MILANO “Silvio Berlusconi ha fatto la storia in questo Paese”, scrive Matteo Renzi su Facebook. “Tanti – riprende – lo hanno amato, tanti lo hanno odiato: tutti oggi devono riconoscere che il suo impatto sulla vita politica ma anche economica, sportiva, televisiva e’ stato senza precedenti.

    Oggi l’Italia piange insieme alla famiglia, ai suoi cari, alle sue aziende, al suo partito. A tutti quelli che gli hanno voluto bene il mio abbraccio piu’ affettuoso e piu’ sincero”. “In queste ore porto con me i ricordi dei nostri incontri, dei tanti consigli, dei nostri accordi, dei nostri scontri. Ma soprattutto di una telefonata in cui Silvio, non il presidente, mi ha fatto scendere una lacrima parlando della mamma. Ci mancherai Pres, che la terra ti sia lieve”, conclude il leader Iv.

    Il Vicepremier e Ministro delle infrastrutture, Matteo Salvini, questa mattina a Lesa in provincia di Novara, ha chiesto un minuto di silenzio per Silvio Berlusconi definendolo “un grande uomo e un grande italiano”. Gli appuntamenti pubblici di Matteo Salvini sono annullati fino a nuovo aggiornamento.

    “Berlusconi rivoluzionò la politica italiana con la discesa in campo nel ’94. Ebbi l’onore di collaborare all’epoca del milione a piazza San Giovanni verificandone la visione politica e la sensibilità nei rapporti umani. Esprimiamo cordoglio verso la famiglia e verso la comunità di Forza Italia. L’eredità di Silvio Berlusconi è già sui libri di storia”. Così il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone (FDI) commenta la scomparsa del leader di FI.

    “Silvio Berlusconi ha scritto la storia del centrodestra, ha incarnato l’esempio della laboriosità italiana e del coraggio della migliore imprenditoria nazionale. Non se ne va solo un grande politico, ma una persona di grande umanità, esempio di lungimiranza illuminata, generoso e grande sportivo. A nome dei deputati di Fratelli d’Italia porgo alla sua famiglia e agli amici di Forza Italia le più sentite condoglianze e li stringo in un caloroso e sincero abbraccio. Grazie per tutto Silvio”. Lo afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Tommaso Foti.

  • Magenta, addio a Emilio Bolciaghi, per tutti ‘Il Salame del Nonno’

    A 85 anni se ne va un pezzo di storia del commercio della vecchia Magenta. Martedì presso il cimitero di Buscate verrà recitato un momento di preghiera

    MAGENTA – “E’ morto l’Emilio”. Questa mattina passando in bicicletta da Pontevecchio mi è parso di intravedere quella carta mortuaria. Purtroppo non mi sbagliavo, Emilio Bolciaghi, per tutti ‘il Salame del Nonno’ non c’è più. Aveva 85 anni, abitava a Buscate, dove si celebrerà un momento di preghiera, presso il cimitero cittadino, martedì mattina, è stato un’immagine simbolo del commercio locale.
    In particolare del Quartiere Nord, o meglio per noi autoctoni Magentini, “Giò bas da la stasion”. Già perché chi ha avuto la fortuna di nascere negli anni ’70 ha avuto ancora modo di vedere e capire che cosa fosse anche nei successivi ’80 (fino alla metà dei Novanta diciamo) la zona Nord della città.
    Un’entità ancora a sè, non solo geograficamente parlando, perché tagliata in due longitudinalmente rispetto al resto di Magenta, causa il passaggio della Ferrovia con relativi sottopassi (il secondo era ancora da venire) e passaggi a livello (che all’epoca esistevano ancora).

    Una piccola comunità che commercialmente parlando insisteva lungo la Via Espinasse che era la porta di accesso a Magenta per chi arrivava da Marcallo con Casone e dintorni.
    Lungo quell’asse non c’era solo ‘lo Stoppa’, ovvero, quello che è l’attuale Centro Moda in formato già centro commerciale – che arriverà in seguito come preludio ma in forma ancora assai ristretta, ai cosiddetti ‘Non Luoghi’ di Marc Augè, leggasi i super centri commerciali dove oggi la gente ci va d’estate più perché c’è l’aria condizionata e d’inverno perché non fa freddo a fare quattro passi … – ma una sequela di negozi e botteghe. Dove ci si chiamava tutti per nome e, soprattutto, ci si conosceva quasi tutti.

    Tra di loro, c’era anche l’Emilio con la sua insegna ‘Alimentari’. In realtà da sempre Emilio Bolciaghi aveva una netta predilezione per gli insaccati. Li trattava, e poi li esponeva quasi fossero dei suoi figli. Non a caso, veniva anche chiamato ‘Al Masadur’. Un’antica professione e se vogliamo, anche un’arte, di cui andava orgoglioso. Numerosi i premi vinti, innumerevoli le gare a cui aveva preso parte, fiere comprese, così come le foto con le celebrità anni 80 (ma anche più di recente vedi foto sotto con Matteo Salvini) ma non solo a cui aveva regalato uno dei pezzi più pregiati.
    Da lui ovviamente non andavi solo per prendere il salame. Nella Magenta di quegli anni, appunto, era un alimentari a tutti gli effetti. Immancabile con il suo ‘camice bianco’ che avrebbe indossato anche nella sua ‘seconda vita’ quando fino agli anni del Covid, accanto al figlio Carlo, ha dato vita ad una “Ristobottega &Prosciutteria”.
    Un progetto ambizioso, forse troppo, per il tessuto commerciale Magentino, tanto più in un periodo compreso tra la crisi del 2009 e il periodo della Pandemia che ha tagliato le gambe a tante attività. Ma anche in quell’ultima esperienza era lui, sul timone di comando. Mi ricordo che quando mi recai da lui per fargli i complimenti per la nuova attività mi disse: “Qui è tutto mio, questa è la mia bottega. E’ un peccato lasciarla chiusa”
    Aveva investito e non poco in quella che era la sua ‘creatura’. Ma come dicevamo sopra non erano più gli anni ’80. Quando “Giò bas da la stasion” era qualcosa di più di un quartiere.
    Oggi i cosiddetti “Millenials” non possono capire come cantava qualche estate fa Gabry Ponte cosa fosse la Via Espinasse.
    Già ‘Che ne sanno i 2000’ dell’Emilio Bolciaghi e della sua bottega?

    Noi, quel pezzo di Magenta con l’Emilio sulla porta della sua bottega in ‘scusà’, magari con tanto di ‘cadrega’, per scambiar quattro chiacchiere con quelli che prima erano amici e poi clienti, ce lo teniamo stretto come un ricordo geloso della nostra infanzia.

    Ciao Emilio, fai buon viaggio. Di sicuro anche lassù il tuo Salame del Nonno sarà apprezzato.