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  • Trasporti. Scurati: “Milano-Mortara, miglioramenti sui guasti ma servono interventi strutturali e tempi certi

    Trasporti. Scurati: “Milano-Mortara, miglioramenti sui guasti ma servono interventi strutturali e tempi certi

    “La risposta dell’assessore Lucente alla mia interrogazione sulla linea Milano-Mortara entra finalmente nel merito dei problemi e conferma un dato: qualcosa sta migliorando, ma non basta”.

    Lo dichiara Silvia Scurati, consigliere regionale della Lega e vicepresidente della Commissione Attività produttive e promotrice dell’interrogazione sulla linea Milano-Mortara.

    “Dai dati forniti emerge che nel 2025 le criticità attribuibili a Trenord sono diminuite di oltre il 50% rispetto al 2024, grazie anche a interventi organizzativi come il rafforzamento del presidio nei capolinea, la gestione dei materiali in modalità ‘parking’ e le azioni tecniche sulle flotte Vivalto e Caravaggio per migliorare l’affidabilità dei sistemi, in particolare porte e comunicazioni di bordo”.

    “I livelli di puntualità possono ancora migliorare su alcune tratte e le criticità coinvolgono sia l’infrastruttura sia il servizio, confermando la necessità di proseguire con interventi coordinati e strutturali”.

    “Importante anche il capitolo sulla stazione di Milano San Cristoforo, nodo strategico del sistema: sono previsti interventi di adeguamento dei marciapiedi, nuove scale, ascensori, pensiline e una riorganizzazione complessiva orientata all’intermodalità con la M4 e il trasporto pubblico locale. Un progetto rilevante, ma con tempi ancora troppo lunghi, visto che l’avvio dei lavori è previsto non prima del 2028″.

    “Sul potenziamento della linea resta aperta la partita principale: il raddoppio della tratta Albairate-Abbiategrasso e gli interventi fino a Mortara. Regione Lombardia ha fatto e sta facendo la propria parte, ora è fondamentale che tutti gli enti coinvolti collaborino in modo concreto per arrivare a soluzioni efficaci e tempi certi. Parliamo di una linea fondamentale per migliaia di pendolari dell’Ovest milanese”.

    “Ringrazio l’assessore Lucente per la risposta puntuale e per l’attenzione sul tema, che continuerò a seguire con la massima attenzione per garantire un servizio all’altezza dei cittadini lombardi”.

  • Il Piemonte dal 12 al 15 aprile al 58° Vinitaly

    Il Piemonte dal 12 al 15 aprile al 58° Vinitaly

    Da domenica 12 a mercoledì 15 aprile 2026 il Piemonte sarà presente alla 58a edizione di Vinitaly a Verona Fiere. Un grande spazio da 700 m2 nel Padiglione 10, curato dalla Direzione Agricoltura della Regione Piemonte, con un grande auditorium centrale per eventi e presentazioni, una lounge per momenti conviviali e degustazioni, postazioni di 108 aziende produttrici e corner di 4 Consorzi di Tutela: Gavi, Barbera, Asti e Brachetto. Allo stand sarà esposto per l’intera durata dell’evento il leggendario trofeo delle ATP Finals, che dal 15 al 26 novembre 2026 torneranno per la sesta volta all’Inalpi Arena di Torino.

    Inaugurazione ufficiale dello Spazio Piemonte all’insegna del brand Piemonte Is – Eccellenza Piemonte domenica 12 alle 16.30 con il ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida e l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni. Visiterà lo stand anche il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen.

    Il significato della partecipazione al Vinitaly 2026 lo spiegano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore Bongioanni: «Lo scorso anno Vinitaly arrivò proprio all’indomani del primo annuncio dei dazi da parte di Donald Trump. Un cambio di scenari al quale il mondo vitivinicolo piemontese sta reagendo con determinazione.

    L’aumento dei costi di produzione dovuti alle guerre e instabilità internazionali; il repentino cambiamento dei mercati determinato da dazi, situazioni geopolitiche, accordi commerciali e variazioni del potere d’acquisto; la contrazione planetaria di consumi determinata dai cambiamenti di abitudini in particolare fra le nuove generazioni. La Regione è vicina al mondo vitivinicolo piemontese e lo sostiene su quattro fronti: ricerca, innovazione, promozione e ricerca di nuovi mercati. Unire in una progettualità d’assieme enogastronomia e turismo, sport e grandi eventi – di cui proprio al Vinitaly esponiamo un’icona mondiale – è il modo più efficace per accompagnare le nostre imprese vitivinicole nell’essere sempre più protagoniste della crescita del Made in Piemonte».

    Nella direzione dell’innovazione e ricerca di nuovi mercati va la firmain programma all’inaugurazione dello Spazio Piemonte domenica 12 alle 16.30 – del protocollo sottoscritto dall’assessore Bongioanni alla presenza del ministro Lollobrigida per la nascita del nuovo Osservatorio sul Mercato Vitivinicolo coordinato dalla Fondazione Agrion.

    Spiega Bongioanni: «Sarà uno strumento che aggregherà ed elaborerà tutti i dati disponibili degli osservatori e centri studi esistenti per fornire ai produttori vitivinicoli piemontesi informazioni scientifiche sui mercati esteri verso i quali orientare il proprio prodotto sulla base delle tipologie richieste, delle capacità di spesa e delle specifiche condizioni economiche di ogni area. È un progetto che ho voluto fortemente per aiutare il nostro vino a conquistare con successo nuovi scenari internazionali in un panorama in repentina trasformazione. In questo modo i nostri produttori non dovranno più affidarsi, come è accaduto in passato, al “sentiment” e a valutazioni empiriche, razionalizzando le scelte e trovando i giusti interlocutori».

    Il Piemonte, sempre attraverso la Fondazione Agrion, sarà la Regione capofila del Nord-Italia anche sul progetto La Ricerca italiana per la vitivinicoltura fa rete, che unisce 11 centri regionali di ricerca in vitivinicoltura per promuovere soluzioni innovative: il protocollo viene presentato lunedì 13 aprile alle ore 16 presso lo stand del Masaf con le conclusioni affidate al ministro Francesco Lollobrigida.

    Domenica 12 alle 16 in Sala Fiera l’assessore Bongioanni consegnerà il Premio Angelo Betti – promosso da Vinitaly e assegnato ogni anno da ogni Regione a un proprio produttore – a Giovanni Negro della casa vinicola Angelo Negro di Monteu Roero, prescelta per la capacità di coniugare tradizione e innovazione nel dedicarsi esclusivamente ai vitigni autoctoni e nell’impegno per la sostenibilità.

    Domenica 12 e lunedì 13 dalle 18 alle 20 nell’Area Lounge dello Spazio Piemonte dj set per un happy hour alla scoperta dei vini Doc e Docg dei Consorzi di Tutela e all’insegna di un consumo consapevole.

    Lunedì 13 aprile alle 15.45 nell’Auditorium dello Spazio Piemonte passaggio di consegne fra l’Alta Langa, Vino piemontese dell’anno 2025, e l’Asti Docg Vino dell’anno 2026 che sarà presentato ufficialmente anche nella nuova versione rosè. E sempre lunedì 13 alle 18 nella Lounge dello stand verrà lanciato il nuovo cocktail a base di Asti Docg e Vermouth di Torino Igp, altro straordinario prodotto del Piemonte: la proposta piemontese per un aperitivo alternativo e con prodotti di qualità. Il nome del mix sarà scelto attraverso un contest organizzato dalla Direzione Agricoltura della Regione Piemonte in collaborazione con Consorzio di Tutela dell’Asti e Consorzio di Tutela del Vermouth di Torino. Sarà possibile votare le 4 proposte sulla pagina Instagram @piemonteis_eccellenzapiemonte. Il nome prescelto sarà svelato a Vinitaly.

    Molte le opportunità per gli operatori professionali al Vinitaly per scoprire e approfondire le produzioni agroalimentari di qualità del Piemonte in abbinamento naturale ai grandi vini della regione, grazie ai consorzi e ai Distretti del Cibo. Grazie alla presenza delle Atl vengono presentati anche gli itinerari e prodotti turistici che fanno del Piemonte una delle mete più apprezzate a livello nazionale e internazionale per la capacità di sposare enogastronomia, storia, arte e scoperta del territorio. In allegato il programma completo degli incontri allo Spazio Piemonte.

    E torna anche quest’anno all’esterno del padiglione il Ristorante Piemonte, gestito dal consorzio Piemonte Land of Wine e curato dallo chef Davide Palluda, che ogni giorno proporrà ai visitatori di Vinitaly diversi menu a base delle eccellenze agroalimentari del Piemonte.

  • Dalle coperte alle azioni, come Viva Vittoria a Novara ha finanziato percorsi concreti di libertà per donne vittime di violenza

    Dalle coperte alle azioni, come Viva Vittoria a Novara ha finanziato percorsi concreti di libertà per donne vittime di violenza

    Tirocini lavorativi, affitti pagati, patenti di guida conquistate, percorsi psicologici, case riparate e bambini sostenuti. E ancora, acquisto di generi di prima necessità e per il benessere. Tante azioni concrete che hanno contribuito a ricostruire la vita di molte donne vittime di violenza sul territorio novarese.

    Ecco cosa è stato fatto in poco più di un anno con i fondi raccolti attraverso l’adozione delle coperte in maglia del progetto Viva Vittoria per dire No alla violenza sulle donne, che il 24 novembre 2024 ha colorato piazza Martiri a Novara.

    Ricordiamo che le coperte esposte in piazza erano 3.020, composte da 12.080 quadrati da 50×50 cm. Alla chiusura del progetto, il 20 gennaio 2025, ne erano state adottate 2.680. Il ricavato totale della raccolta fondi era stato di 56.800 euro. Dedotte le spese organizzative (5.200 euro), 51.600 euro erano stati distribuiti a tre associazioni del territorio novarese che si occupano di aiutare donne vittime di violenza: Cooperativa Liberazione e Speranza, AIED Novara, Centro Antiviolenza Area Nord Novarese.

    La Cooperativa Liberazione e Speranza ha destinato i 18.000 euro del valore progetto (su un totale ricevuto di 23.600 euro, di cui 2.000 euro a copertura delle spese delle utenze dello Spazio Viva Vittoria in via Alcarotti, concesso in comodato d’uso gratuito) a due ambiti fondamentali: 9.000 euro per percorsi di inserimento lavorativo e 9.000 euro per kit di emergenza e benessere.

    Sul fronte del lavoro, i risultati sono tangibili. Lo spazio in via Alcarotti che per mesi aveva ospitato la sede di Viva Vittoria Novara è stato trasformato nel frattempo in una lavanderia professionale, dove oggi lavorano 5 donne. In tutto 12 donne hanno acquisito formazione e pratica ed ora hanno i requisiti di legge per ottenere la qualifica professionale di tintolavandaia. Un’altra donna ha invece conseguito la qualifica di operatrice socio-sanitaria grazie a un apposito tirocinio in una struttura. Nell’ultimo anno sono stati attivati complessivamente 22 inserimenti lavorativi in aziende e attività del territorio: 7 si sono trasformati in contratti, di cui 2 a tempo indeterminato.

    La cooperativa ha finanziato anche due corsi per il conseguimento della patente di guida, arrivando a 15 patenti ottenute finora da donne grazie a Liberazione e Speranza. Le risorse per il benessere hanno coperto acquisto di generi alimentari e di prima necessità, tra questi anche apparecchi medicali come occhiali da vista, e supporti per i figli minori delle donne assistite, come testi scolastici, aiuti psicoeducativi e psicologici per situazioni critiche.

    AIED Novara Centro Antiviolenza ha concentrato la maggior parte dei fondi ricevuti (12.800 euro) sul sostegno psicologico, scelta motivata dal profilo delle donne seguite dallo sportello: alto livello di scolarizzazione, indipendenza economica, ma un profondo bisogno di elaborare il trauma e ritrovare la propria forza interiore.

    Le donne seguite con un percorso psicologico sono state 25, con una media di 20 colloqui ciascuna, a cadenza settimanale o quindicinale, sia in presenza che da remoto, offerti gratuitamente. La fascia d’età prevalente è stata quella tra i 30 e i 50 anni; la maggior parte è di origine italiana, con 2 casi provenienti dall’estero.

    I principali bisogni emersi riguardano il supporto nelle fasi di denuncia e nel percorso giuridico (sia penale che civile, in particolare nelle separazioni dal coniuge maltrattante), oltre all’elaborazione del trauma, al rafforzamento della capacità genitoriale e al riconoscimento dei meccanismi della violenza. I risultati sono chiari: le donne seguite hanno sviluppato maggiore consapevolezza dei propri diritti, migliore capacità di prendere decisioni autonome e un progressivo rafforzamento dell’autostima.
    Una parte delle risorse è stata inoltre utilizzata anche per contribuire alle spese di affitto di una utente, garantendole una soluzione temporanea sicura per allontanarsi dal contesto di violenza. Le risorse ancora disponibili saranno destinate a rispondere ai bisogni concreti che emergeranno in futuro.

    Il Centro Antiviolenza Area Nord Novarese che ha sede a Borgomanero, ha scelto di concentrare i fondi ricevuti (15.200 euro) in tre ambiti, compresi in tre parole che raccontano da sole cosa significa ricostruire una vita: cura, casa, mobilità.

    Per ‘la cura’ sono stati utilizzati 1.800 euro. Questi fondi hanno sostenuto servizi di baby-sitting per donne che, senza quel supporto, avrebbero perso il lavoro o non avrebbero potuto cercarne uno.

    Per ‘la casa’ i fondi utilizzati sono pari a 5.538 euro. Sono serviti per pagare affitti arretrati accumulati a causa del controllo economico esercitato dai partner, per coprire bollette di chi stava imparando a gestire un’economia domestica in autonomia e, in un episodio recente di marzo 2026, per riparare una porta di casa distrutta da un figlio violento. I 1.500 euro utilizzati a questo specifico scopo hanno restituito sicurezza fisica a una donna che altrimenti avrebbe dovuto dormire con la porta aperta o fuggire di nuovo.

    Per ‘la mobilità’ la cifra usata ammonta a 4.000 euro. Il centro ha finanziato il percorso per la patente a quattro donne. Tre di loro l’hanno già ottenuta e sono autonome.

    Quasi la totalità dei fondi ricevuti (circa 11.400 euro) è andata dunque in erogazioni dirette (affitti, bollette, rette, autoscuole). Il resto ha coperto le ore delle operatrici e del personale specializzato che accompagnano le donne in ogni passo: dalla ricerca casa alla gestione delle pratiche con i servizi sociali del territorio.

    Le azioni da loro intraprese grazie a questi fondi sono state presentate durante un recente incontro che si è tenuto nell’auditorium della Cooperativa Nuova Assistenza a Novara, promosso da Raffaella Pasquale, organizzatrice di Viva Vittoria a Novara, e da Stefania Lepre, coordinatrice del gruppo Vivi Novara Crochet (nato proprio per continuare a coltivare le energie generate dall’esperienza di Viva Vittoria sul territorio), insieme alle associazioni Agorà Donatello e CreAttivi.

    Alla serata hanno partecipato Cristina Begni, presidente di Viva Vittoria ODV, con la vice presidente Nicoletta Confalonieri; rappresentanti delle tre associazioni beneficiarie e di associazioni, di enti e dei molti volontari che hanno organizzato e realizzato l’evento solidale in città.

    Presente anche Alessandro Spallino, il regista novarese del docufilm ‘Per Chi’, una riflessione cinematografica sulla connessione, la dignità e il potere dell’azione collettiva, che racconta l’esperienza di Viva Vittoria a Novara.

    Il docufilm sta girando i festival d’Italia e nel mondo, continuando a raccogliere consensi e premi, l’ultimo il 27 marzo a Roma, dove ha ritirato un nuovo riconoscimento alla 13ª edizione del Vision Film Festival della Capitale, dopo aver vinto il Premio della Stampa al 79° Festival Internazionale del Cinema di Salerno nel novembre scorso.

  • Raffaele Cucchi e Marica Slavazza: un passaggio di consegne per il bene della città

    Raffaele Cucchi e Marica Slavazza: un passaggio di consegne per il bene della città

    “Conosco Marica Slavazza da molti anni e sono convinto che il centrodestra non potesse fare scelta migliore.

    Marica è una donna determinata, una professionista competente, una madre attenta e, soprattutto, una persona che ha sempre dimostrato un forte senso civico. Ha messo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per la nostra comunità, prima come Assessore durante il mio primo mandato alla guida della Città e poi come Consigliere Comunale, ruolo che ha svolto con serietà, presenza costante e grande attenzione all’attività amministrativa. Un impegno che non è mai venuto meno, neppure nei momenti più complessi, quando altri avrebbero potuto scegliere di disinteressarsi.

    In questi anni abbiamo lavorato insieme, condividendo con tutta la coalizione di centrodestra scelte importanti per la crescita e lo sviluppo di Parabiago proiettandola verso un futuro che è già presente. Oggi lasciamo in eredità un percorso solido, una direzione chiara che dovrà essere proseguita e ulteriormente sviluppata, adattandola alle esigenze di una comunità che cambia e cresce.

    Sono certo che Marica Slavazza saprà interpretare al meglio i bisogni dell’Ente e della comunità parabiaghese, con equilibrio, competenza e rispetto per tutte le sensibilità. Per questo il mio sostegno è convinto e pieno”.

    Così Raffaele Cucchi, sindaco uscente e non più ricandidabile di Parabiago. Il suo è un autentico endorsement per Maria Slavazza candidata sindaco di FDI per la coalizione di centrodestra.

  • Milano: sequestrata bisca clandestina, 13 le persone denunciate

    Milano: sequestrata bisca clandestina, 13 le persone denunciate

    La Polizia ha individuato e posto sotto sequestro una bisca clandestina a Milano, all’interno della quale cittadini cinesi giocavano a mahjong d’azzardo.

    Ieri pomeriggio, gli agenti della Squadra Investigativa del Commissariato Comasina, a seguito di un’attività di osservazione, hanno notato un uomo che faceva accedere delle persone all’interno di una villetta a due piani in via El Alamein. I poliziotti di via Comasina all’interno hanno trovato erano 13 cittadini cinesi tra i 34 e i 56 anni, che sono stati indagati per organizzazione e partecipazione a gioco di azzardo.

    L’attività veniva svolta in tre salette con 3 tavoli elettrici da gioco professionali dove praticavano il mahjong e il poker. I poliziotti hanno rivenuto e sequestrato circa 38.000 euro in contanti, fiches, numerose tessere del gioco mahjong, mazzi di carte, una macchina conta soldi e tre tavoli da gioco.

  • Festività pasquali, variazioni del servizio di raccolta rifiuti nei Comuni serviti da AEMME

    Festività pasquali, variazioni del servizio di raccolta rifiuti nei Comuni serviti da AEMME

    In occasione della festività pasquali, il servizio di raccolta rifiuti gestito da AEMME Linea Ambiente subirà alcune variazioni nei Comuni serviti nella giornata di lunedì 6 aprile.

    Nei Comuni di Legnano, Canegrate, Parabiago e Magnago gli operatori non saranno in servizio: le raccolte previste per lunedì 6 aprile saranno recuperate martedì 7 aprile, insieme a quelle già in calendario nella stessa giornata. Per questo motivo, i cittadini sono invitati a esporre i rifiuti la sera di domenica 5 aprile.

    A Boffalora sopra Ticino non sarà effettuato alcun servizio a Pasquetta: le raccolte di umido e vetro saranno rinviate a martedì 7 aprile.

    A Gallarate, nella giornata festiva, sarà garantito soltanto il servizio di spazzamento stradale. Le raccolte seguiranno invece questo calendario: umido, mercoledì 8 aprile; rifiuti indifferenziati, giovedì 9 aprile; carta, lunedì 13 aprile.

    Nei seguenti Comuni i servizi previsti per lunedì 6 aprile saranno invece svolti regolarmente:
    Buscate (umido), Castellanza (plastica e vetro), Rescaldina (umido e sfalci vegetali), Cornaredo (plastica e umido zona B), Magenta (rifiuti indifferenziati e umido), Ossona (umido e vetro), Cuggiono (umido e sfalci vegetali), Robecchetto con Induno (umido, carta e rifiuti indifferenziati), Villa Cortese (umido e rifiuti indifferenziati).

    Nessuna variazione, infine, nei Comuni di Arconate, Dairago, San Giorgio su Legnano e Turbigo, dove il lunedì non sono previsti servizi di raccolta.

    Nella giornata di Pasquetta, inoltre, tutte le piattaforme ecologiche e i centri di raccolta dei Comuni serviti da AEMME Linea Ambiente resteranno chiusi al pubblico.

    AEMME Linea Ambiente ricorda che per qualsiasi richiesta o informazione è possibile contattare il numero verde gratuito 800.19.63.63 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 19:00 e il sabato dalle 8:30 alle 13:00) oppure consultare l’app usALApp, disponibile su tutti i dispositivi Android e iOS.

  • Un Paese rimasto senza pallone. Faccia da campione del nulla, adesso che Baggio non gioca più

    Un Paese rimasto senza pallone. Faccia da campione del nulla, adesso che Baggio non gioca più

    C’era un tempo in cui il calcio non era un’industria, ma un atto di fede. Ricordo ancora quando, con il Cerano Calcio, organizzavamo l’”Agosto nel Pallone”: un mese di corsi gratuiti per tutti i ragazzi delle elementari e delle medie, con la merenda offerta e i cancelli aperti. Era il nostro modo per saldare il legame tra i giovani e il borgo. Allora il pallone rimbalzava ovunque: nei campi liberi, negli spazi condominiali, persino contro i muretti degli oratori che usavamo come sponde. E quando non c’era un campo, giocavamo in strada, pronti a scappare non appena compariva il vigile.

    Era un calcio nazionale, popolare e, forse proprio per questo, autentico. Le società erano guidate da Presidenti con il portafoglio in mano e il cuore in mano; i giocatori appartenevano alle società e ai loro tifosi, legati da un senso di appartenenza che oggi sembra preistoria. Mentre gli altri sport erano giustamente a pagamento, il pallone era il diritto di tutti. Quanti ragazzi ho visto vestire le tute tecniche della squadra locale con l’orgoglio di chi indossa un abito di gala! Eravamo un Paese di radioline incollate all’orecchio, con il sogno di “fare tredici” e l’idolo della porta accanto che giocava in squadra con noi.

    Dalle “Notti Magiche” al deserto tecnico

    Oggi il panorama è desolante. Per vent’anni abbiamo cullato l’illusione di avere il campionato più bello del mondo – e bisogna dare atto a Berlusconi di averlo reso tale – ma abbiamo smesso di seminare. I numeri e i fatti non mentono: tre Mondiali saltati o vissuti da comparse. L’Europeo vinto tre anni fa rischia di rimanere un exploit isolato, un po’ come quello della Danimarca nel 1992, se non guardiamo in faccia la realtà.

    Siamo diventati un Paese che vince in discipline un tempo considerate “minori” ma che sputa sul proprio pallone, preferendo importare stranieri spesso mediocri piuttosto che lanciare i nostri talenti. In Italia a 23 anni sei considerato “giovane” e a 25 sei già “vecchio”. Se un club ha un diciottenne promettente, spesso preferisce farlo invecchiare in panchina o in prestito per paura di “bruciarlo”, anziché avere il coraggio di dargli le chiavi della squadra. Le nostre nazionali giovanili ottengono ottimi risultati, ma per quegli atleti non c’è sbocco.

    L’assenza dei numeri dieci
    Un tempo il Paese si fermava per la Nazionale; si prendevano le ferie per una partita. Si discuteva per ore se potessero giocare insieme Rivera e Mazzola, o se fosse giusto sacrificare Baggio per far spazio a Del Piero. Ma almeno avevamo l’imbarazzo della scelta. Oggi, dove sono i Baggio? Dove sono quei campioni capaci di far emozionare e di far innamorare i bambini della maglia?

    Oggi restano solo i soldi, i bilanci e un calcio che ha perso l’anima. Mi viene da chiudere con una preghiera laica: “Dio Baggio, perdonali, perché sanno bene quello che fanno”. Vendono l’emozione in cambio del profitto, dimenticando che senza quel pallone che rimbalza all’oratorio, non esiste futuro.

  • Magenta, Silvia Minardi replica al Sindaco Del Gobbo sul consiglio comunale: “Forzatura democratica”

    Magenta, Silvia Minardi replica al Sindaco Del Gobbo sul consiglio comunale: “Forzatura democratica”

    Dopo il commento del Sindaco Luca Del Gobbo a Ticino Notizie in merito al consiglio comunale senza minoranza, Silvia Minardi di Progetto Magenta è intervenuta con parole molto critiche. Minardi ha replicato in maniera dettagliata alle motivazioni fornite dal sindaco, che aveva giustificato la convocazione parlando di scadenze inderogabili e della necessità, per i consiglieri, di dare priorità al proprio incarico istituzionale. Secondo l’esponente civica, però, il consiglio non veniva convocato da metà dicembre e l’unico vero vincolo temporale riguardava una variazione di bilancio da ratificare entro il 29 gennaio. Da qui la critica: con circa due mesi a disposizione, la scelta di fissare la seduta proprio nell’unico giorno di assenza delle minoranze appare tutt’altro che casuale.

    Progetto Magenta aveva avanzato una proposta alternativa: approvare nell’immediato la delibera urgente e riconvocare in tempi brevi una nuova seduta per discutere gli altri punti, così da garantire un confronto pieno tra maggioranza e opposizione. Minardi ha inoltre contestato il richiamo del sindaco al senso del dovere dei consiglieri, sottolineando come molti di loro non possano contare su permessi retribuiti e come sia improprio il paragone con i consiglieri regionali, che dispongono di strumenti e condizioni molto diverse.

    Le sue dichiarazioni sono state particolarmente dure: Minardi ha parlato di una maggioranza che, a suo avviso, si muove in contrasto con i principi democratici. Ha ribadito che il consiglio comunale deve rimanere un luogo di indirizzo e controllo, e non può essere svuotato del suo ruolo da decisioni prese senza confronto.

    La seduta di mercoledì viene quindi definita come un atto imposto, finalizzato a deliberare senza il contributo delle minoranze. Non manca una nota polemica finale, in cui si ironizza sul fatto che l’assenza dell’opposizione abbia reso tutto più rapido, “giusto il tempo di finire e passare ai pasticcini”. In conclusione, Minardi ha espresso l’auspicio che episodi simili non si ripetano e che venga ristabilito un corretto equilibrio istituzionale, capace di garantire a tutti i consiglieri la possibilità di rappresentare pienamente i cittadini.

  • Amaga, educazione ambientale: oltre 1.000 studenti coinvolti nel progetto didattico 2025/2026

    Amaga, educazione ambientale: oltre 1.000 studenti coinvolti nel progetto didattico 2025/2026

    Prosegue con risultati significativi il progetto didattico promosso da Amaga nelle scuole del territorio, confermandosi un punto di riferimento per l’educazione ambientale delle nuove generazioni. A metà del percorso dell’anno scolastico 2025-2026, i numeri raccontano infatti una crescita importante sia in termini di adesioni sia di studenti coinvolti.

    Dopo l’esperienza dello scorso anno scolastico 2024-2025, dal titolo “Giochiamo con l’Agenda 2030”, che aveva coinvolto 22 classi per un totale di 474 studenti, l’edizione attuale ha registrato un deciso incremento: sono infatti 57 le classi partecipanti, per un totale di 1.151 studenti.

    Il progetto si articola in due percorsi distinti, calibrati in base all’età degli studenti: per la scuola primaria è stato proposto il modulo “La riduzione dei rifiuti parte dalle nostre scelte quotidiane”, mentre per la scuola secondaria di primo grado il percorso “La sostenibilità per affrontare le sfide ambientali di oggi e domani”.

    A queste attività si aggiunge anche un’importante iniziativa formativa rivolta agli studenti dell’Istituto Torno di Castano Primo, che ha richiesto una conferenza specifica sulle biotecnologie ambientali, tema strettamente connesso all’attività di Amaga. L’incontro coinvolgerà tutte le classi quarte dell’istituto, comprendendo indirizzi liceali e tecnici.

    «I numeri di quest’anno – dichiara il presidente di Amaga, Piero Bonasegale (nella foto in basso) – confermano quanto sia fondamentale investire nell’educazione ambientale fin dalle prime fasi del percorso scolastico. Il forte aumento delle classi e degli studenti coinvolti dimostra una crescente sensibilità verso i temi della sostenibilità e della corretta gestione dei rifiuti. Amaga ritiene strategico continuare il lavoro al fianco delle scuole per formare cittadini consapevoli, capaci di affrontare le sfide ambientali di oggi e di domani con responsabilità e competenza».

    Il progetto rappresenta così non solo un’occasione formativa, ma anche un investimento concreto sul futuro del territorio, attraverso la diffusione di buone pratiche e di una cultura ambientale sempre più condivisa.

  • Milano, conto alla rovescia per il primo forum dedicato alla povertà nei trasporti

    Milano, conto alla rovescia per il primo forum dedicato alla povertà nei trasporti

    𝗟𝗮 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲. Tuttavia, in Italia, la capacità di spostarsi sta diventando una barriera invisibile che frena il progresso di intere comunità.
    Costi, distanza dalle reti di trasporto e carenza di collegamenti possono trasformare la mobilità in un ostacolo alla partecipazione sociale ed economica.

    Per questo Nordcom è tra i promotori del 𝟭° 𝗙𝗼𝗿𝘂𝗺 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗶 𝗧𝗿𝗮𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶, un appuntamento di rilievo nazionale organizzato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile che si terrà a 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼 il prossimo 𝟯𝟬 𝗠𝗮𝗿𝘇𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗨𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮.

    Sarà questa l’occasione per presentare e analizzare i numeri che emergono dal 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗚𝗿𝗲𝗲𝗻 𝗣𝗮𝗽𝗲𝗿 dedicato al tema e tracciare, insieme, la rotta verso una mobilità più equa.

    In particolare, la partecipazione attiva di Nordcom si concretizzerà con la presenza del suo Presidente Fabrizio Garavaglia, (nella foto sotto) che modererà il dibattito d’avvio insieme a Raimondo Orsini, Direttore della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

    Un momento di confronto prezioso per la community del 𝗧𝗿𝗮𝗻𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁 𝗣𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝘆 𝗟𝗮𝗯, che riunisce istituzioni, operatori, centri di ricerca e organizzazioni impegnate ad approfondire e contrastare il fenomeno.

    📍 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼 – 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗨𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮, 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗔𝗳𝗳𝗿𝗲𝘀𝗰𝗵𝗶 || 𝘃𝗶𝗮 𝗦𝗮𝗻 𝗕𝗮𝗿𝗻𝗮𝗯𝗮, 𝟰𝟴
    📅 30 marzo | 10:00 – 16:45
    📄 𝗣𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮: https://lnkd.in/djSFxNxi
    👉 𝗥𝗲𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗮: https://lnkd.in/dV2uNYEU

    *𝙄𝙡 𝙏𝙋𝙇𝙖𝙗 𝙚̀ 𝙪𝙣’𝙞𝙣𝙞𝙯𝙞𝙖𝙩𝙞𝙫𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙁𝙤𝙣𝙙𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙎𝙫𝙞𝙡𝙪𝙥𝙥𝙤 𝙎𝙤𝙨𝙩𝙚𝙣𝙞𝙗𝙞𝙡𝙚, 𝙘𝙤𝙣 𝙞𝙡 𝙨𝙪𝙥𝙥𝙤𝙧𝙩𝙤 𝙙𝙞 𝙉𝙤𝙧𝙙𝙘𝙤𝙢 𝙚 𝙏𝙋𝙀𝙍, 𝙚 𝙡𝙖 𝙘𝙤𝙡𝙡𝙖𝙗𝙤𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙩𝙚𝙘𝙣𝙞𝙘𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙊𝙨𝙨𝙚𝙧𝙫𝙖𝙩𝙤𝙧𝙞𝙤 𝙎𝙝𝙖𝙧𝙞𝙣𝙜 𝙈𝙤𝙗𝙞𝙡𝙞𝙩𝙮 𝙚 𝙙𝙞 𝙏𝙧𝙖𝙣𝙨𝙛𝙤𝙧𝙢 𝙏𝙧𝙖𝙣𝙨𝙥𝙤𝙧𝙩.