Tag: Prima Pagina

  • Magenta, Villa NaJ Oleari e Ossario sempre più terra di nessuno: che tristezza

    Magenta, Villa NaJ Oleari e Ossario sempre più terra di nessuno: che tristezza

    Magenta, lunedì 18 Novembre, ore 14 o giù di lì. Attraverso velocemente il Parco di Villa Naj Oleari perché ho appuntamento con mia figlia che sta rientrando a piedi dal Liceo Quasimodo. Ci siamo dati appuntamento lungo il percorso dentro all’Ossario che frequento quasi ogni giorno col mio cane, un bulldog inglese di taglia media nato stanco come tutti i bulldog…

    La giornata è fredda e nebbiosa. Lo spettacolo con la villa chiusa e con il grande polmone verde pressoché deserto, è piuttosto inquietante.

    Ma c’è una cosa che cattura la mia attenzione mentre il mio bulldog, al solito, tira come un ossesso (deve essere il contrappasso per esser riuscito a schiodarlo dal divano).

    C’è un povero disperato completamente sdraiato nell’androne di ingresso della villa. E’ una faccia nota. Uno dei tanti (tutti ben indentificati ed inquadrati dalle Forze dell’Ordine che sono di fatto impotenti e li avranno fermati chissà quante volte…) ‘desperados’ perdigiorno che vagano nel quadrante, che va da piazza Kennedy su fino all’Iper e ritorno.

    La Villa dopo che anche Totem ha sbaraccato ed è diventata di fatto ancor meno ‘presidiata’ e fruita – deve aver pensato il Nostro – è il posto ideale per farsi un canna o scaldarsi con qualcosa d’altro. Sia ben chiaro non ce l’abbiamo con lui. E’ un disperato non sappiamo bene di cosa viva, ma è l’immagine di cosa puoi trovare lì dentro ormai a qualsiasi ora della giornata.

    L’istantanea della disperazione e del degrado la troviamo poco più avanti. Proseguiamo nel nostro tragitto e il retro della Villa è occupato da un altro sciagurato questa volta accompagnato dal suo cane. Il quadrupede è piuttosto incazzoso. Magari è perchè lo hanno lasciato digiuno da un po’. Abbaia nei confronti del mio, ma i bulldog sono per natura (vedi sopra) troppo pigri per rispondere … mi giro io comprendo che anche quella povera anima è lì senza una meta e sta usando quella che fu ‘La Casa della Musica’ come una specie di area di sosta.

    Arriva anche il disperato che stava sul davanti della Villa. Chiede altra roba da fumare…. In questo c’è solidarietà nel chi vive alla giornata dovendo traguardare la sera ogni giorno.
    Così quell’altro gli passa una sigaretta o non so bene cos’altro. E’ l’immagine della Villa totalmente in mano agli sbandati.

    Villa Naj Oleari e il suo Parco compreso l’Ossario sono ormai terra di nessuno. Ufficiale.

    La cosa mi provoca una certa incazzatura ma anche un senso di impotenza. E la sicurezza? E il degrado??? A me non fa né caldo, né freddo perché sono anche ‘scortato’ dal mio pigro amico a quattro zampe (che però incute un certo timore solo a vederlo…) anche perché non penso proprio che queste persone mi vengano a disturbare. Sono troppo impegnate nel bivaccare e nel loro dramma quotidiano.

    D’altra parte, mi chiedo come questo giardino stupendo possa essere lasciato così alla mercè e, soprattutto, come potrà un giorno essere quel luogo come speriamo tutti, essere frequentato e vissuto….

    Ma andiamo avanti nel nostro breve tragitto. Ecco l’Ossario di Magenta. Il Monumento ai Caduti del 1859. C’è sporcizia ovunque. Un degrado totale, più in là tra i cespugli semi nascoste ci sono anche delle coperte, che serviranno a qualcuno per la notte…

    Purtroppo, non è la prima volta che dobbiamo scrivere di questo. La maleducazione regna sovrana e diventa ancora più ‘normalità’ in luogo non vissuto.

    Vado incontro a mia figlia. Rifacciamo la strada alla rovescia. Mi soffermo ancora un attimo con lo sguardo sulla Villa, il cui portoncino d’ingresso è completamente imbrattato di scritte. Provo sconforto. E’ l’immagine della resa di una comunità che ha abdicato ai suoi spazi di vita comune. Quella della Villa si badi è solo un esempio perché ce l’ho sotto casa. Certo, è evidente perché sta in mezzo alla città e con un significato tutto suo con i suoi monumenti e simboli di una città
    Ma ce ne sono altri. Molti altri.

    Fotografo tutto…. arrivato a casa prendo il telefono e chiamo un vecchio amico da anni impegnato per il bene comune della nostra Città. Andiamo avanti a discutere per quasi un’ora. Anche dall’altra parte della cornetta c’è sconforto mista a rabbia… Chi ha la soluzione si faccia avanti. Non è semplice. Affatto.

    Di sicuro, girarsi dall’altra parte o dire che tutto il mondo è paese non risolve le cose. Qualcosa però va fatto.

    Diversamente si diventa complici di uno sprofondo dove ci siamo dentro tutti. Chi più e chi meno.

    F.V.

  • Boffalora sopra Ticino, Venegoni: rigettato il concordato, rischio fallimento più vicino

    Boffalora sopra Ticino, Venegoni: rigettato il concordato, rischio fallimento più vicino

    Nubi nere si addensano sullo storico salumificio Venegoni di Boffalora sopra Ticino. Rigettato dal Tribunale il concordato preventivo, a suo tempo proposto. L’acquisto dell’azienda da parte della ditta M.P. di Desenzano del Garda che ha rilevato l’affitto del ramo di azienda non si è perfezionato, così l’unica via d’uscita sarebbe il fallimento.

    Che ricadrà su tutta la ditta e sulle garanzie che i proprietari hanno presentato alle banche. E’ necessario cercare i 13 milioni di euro necessari, ma non è certo cosa semplice. La ditta M.P. rilevò, quasi un anno fa, il ramo d’azienda della Venegoni. I piano di concordato preventivo prevedeva la prosecuzione dell’attività in via indiretta mantenendo in vita lo storico marchio.

    Venne, la scorsa estate, formulata una proposta volta a cercare eventuali soggetti interessati all’acquisto del ramo di azienda. Ma la proposta non ha ottenuto risultati e la M.P, che avrebbe potuto rilevarla sarebbe indietro con i pagamenti per una cifra non da poco. E così non sembrerebbe esserci altra soluzione che non il fallimento. La Venegoni di via XXV Aprile non ha fato la storia soltanto del comune di Boffalora sopra Ticino, ma di un intero territorio. Ditta specializzata nella produzione di salumi ha sempre proposto prodotti di altissima qualità. La notizia che le cose cominciavano ad andare male cominciò a trapelare lo scorso anno. Si sono succedute notizie più o meno vere sul possibile acquisto, ma poi smentite. Per ripercorrere la storia dello storico salumificio bisogna tornare addirittura alla fine dell’800 con quella che venne conosciuta come la trattoria dei cacciatori. Poi si passò ad un’industria all’avanguardia e, adesso, la prospettiva peggiore che si fa sempre più pressante.

  • Calcio. Serie D. Il Magenta cade ad Arconate e adesso è crisi nera

    Calcio. Serie D. Il Magenta cade ad Arconate e adesso è crisi nera

    E adesso è ufficialmente crisi. Il Magenta non solo non riesce a vincere, ma soprattutto non riesce a far goal. Nonostante gli innesti e i notevoli sforzi messi in campo dalla presidenza Cerri, la squadra di Mister Lorenzi resta ferma al palo.

    Una caduta rovinosa quella avvenuta questo pomeriggio in quel di Arconate. L’Arconatese fanalino di coda del Girone B della Serie D avrebbe dovuto essere un avversario abbordabile per le Aquile.
    Il pubblico magentino giunto in massa nel centro dell’Alto Milanese, trascinato dal Gruppo Storico, assaporava la vittoria in questo per certi versi storico derby. Ma gli unici a vincere sono stati i suoi tifosi che specialmente nel quarto d’ora finale hanno dato il massimo. Una lezione anche per chi va in campo…

    Prima della partita anche uno scambio di saluti istituzionali il padrone di casa, il Senatore Mario Mantovani, europarlamentare, nonchè Primo cittadino di Arconate e i due primi tifosi del Magenta Calcio: il Sindaco Luca Del Gobbo e il suo vice Enzo Tenti.

    Alla fine chiosando con una battuta ride solo Mantovani, mentre piangono o meglio escono molto arrabbiati e delusi per non dire altro, Del Gobbo e Tenti. Così come tutti i Magentini che si aspettavano ben altra prestazione da parte dei loro beniamini.

    Dopo i primi 45 minuti di gara piuttosto equilibrati, è stata l’Arconatese a prendere il sopravvento e ad andare in vantaggio con un gol di Cavagna al sesto minuto della seconda frazione di gioco.

    Ed è qui che probabilmente è iniziata la più grossa delusione per i Magentini. Perché dai gialloblù non è arrivata una reazione degna di tal nome.

    Il tempo per raddrizzare la gara non mancava sicuramente. Epperò, ancora una volta, l’attacco del Magenta così come la sua manovra ha dimostrato tutta la sua “stitichezza”…. Ed è qui che i mugugni sul non gioco delle Aquile arrivano a lambire pericolosamente Mister Lorenzi, il protagonista della storica promozione in Serie D.

    A questo punto il Magenta è fermo a 14 punti, quart’ultimo in classifica insieme al Ciliverghe e al Crema, scavalcato dal Chievo Verona di Pellisier oggi vittorioso, che è arrivato a quota 16 punti.

    Senza gol e senza vittorie restare in serie D è un’utopia…. è il commento amareggiato di molti tifosi che auspicano una scossa con un cambio di mister immediato… Sarà la strada giusta ? E soprattutto la dirigenza magentina ascolterà i mal di pancia della piazza ???

    A questo punto viene da pensare che la prossima gara in casa di domenica 24 Novembre al ‘Plodari’ contro il temibile Breno a quota 22 punti in classifica potrà essere decisiva per molti aspetti.

    In un modo o nell’altro dovrà essere la partita della svolta. Speriamo in senso positivo. Finalmente.

    RTN

  • Sinner nella storia, le Finals sono sue: avversari impotenti, aaa qualità cercasi

    Sinner nella storia, le Finals sono sue: avversari impotenti, aaa qualità cercasi

    Accecati dai successi senza precedenti alle nostre latitudini di Jannik Sinner, sono in molti a non considerare un aspetto generale che riguarda il tennis decisamente importante. La qualità è ai minimi storici e non lo si afferma per fare i nostalgici ad ogni costo. Tolto Sinner, che non ha ovviamente colpa, con Alcaraz bollito ormai da luglio e Medvedev ancora scioccato dalla nefasta finale Slam regalata a Nadal quasi tre anni fa, il resto è, detto con rispetto parlando, davvero poca cosa. Basterebbe guardare le semifinali di queste ATP Finals per rendersene conto. Ci sono arrivati Ruud, tecnicamente uno dei meno dotati a riuscirci a memoria d’uomo, Zverev, uno che non vince un match che conta nemmeno se dovesse ritirarsi l’avversario e Fritz, già malmenato da Sinner nell’ultima finale di New York. Insomma, roba da rendere quasi più interessante il dj set del cambio di campo che non l’incontro stesso. Chi non lo dice mente sapendo di mentire, oppure ha un interesse nel vendere il prodotto.

    Sinner, ben inteso, è giocatore straordinario e straordinario è ciò che sta facendo. Il tennis, però, agonizza, come era forse lecito aspettarsi a valle dell’eclissi, per motivi prettamente anagrafici più che per subentrate alternative, del triumvirato pigliatutto che ha portato la disciplina ad esplorare traiettorie mai viste prima. Insomma, la sostituzione di Federer, Nadal e Djokovic e delle loro mutue sfide è in questo momento utopia e chissà per quanto altro tempo lo sarà ancora. E se l’azzurro il suo dovere lo fa sempre e comunque, la carriera sinusoidale di Alcaraz è forse la principale causa del problema. Dotato di un talento epocale che nulla ha da invidiare a chi lo ha preceduto, Carlitos non ha la stessa fame dell’altoatesino e, forse, nemmeno la stessa struttura psicofisica sulla tenuta della stagione. È ormai una consuetudine, infatti, vederlo super sui prati di Wimbledon, dove scherza serenamente con gli avversari senza nemmeno dover alzare i giri del motore, e poi ritrovarlo quale demotivata controfigura di sé stesso fino a dicembre. No Alcaraz, no party.

    E niente sfide con l’italiano che possano riconciliare con il tennis in un periodo che, appunto, non brilla per qualità globale. Anzi. Problema simile per Medvedev. Il russo non è depositario del talento di Alcaraz, lapalissiano, ma è giocatore formidabile qualora la psiche non ne intacchi i meccanismi. Meccanismi messi a durissima prova da un paio di sciagurate sconfitte nelle due finali Slam in Australia (2022 e 2024) praticamente in ghiaccio, leggi già vinte, e poi finite appannaggio dei suoi avversari, più per demeriti propri che per altrui virtù. Morale, addio e forse per sempre al Daniil capace di demolire Djokovic a New York. Altro guaio per il tennis che non trova alternative alla calma piatta imperante.

    Tornando alle Finals, il torneo ha ribadito che in questo momento Jannik fa tutto un altro sport. E il suo tennis potrà anche non esaltare ma il ritmo che imprime allo scambio risulta incompatibile per le ridotte velocità di crociera dei suoi principali avversari. Emblematica, in tal senso, la finale odierna. Fritz si è dotato di un gioco solido, edificato su servizio e dritto robusti come da scuola americana. Quanto basta, cioè poco, per raggiungere l’ultimo atto a Torino e, in precedenza, pure agli Us Open. In entrambe le circostanze, però, al cospetto di Sinner, pur disputando la sua miglior partita possibile, non è mai riuscito a dare l’impressione di poter vincere. Una vittima sacrificale. In altre parole, il finalista di un Major come di un Masters non ha realmente la possibilità di competere per il titolo. Una sciagura per il tennis. Che il tiranno per una volta sia italiano è ovviamente motivo di orgoglio, dopo mezzo secolo di vacche magre, ma questo non può compensare il surplus di noia di una semifinale alle Finals che abbia per protagonista Ruud o, in senso più generale, di un ranking con Zverev issato al numero due.

    Due parole, per chiudere, sulla finale. La miglior sintesi è quella data dal sempre brillante Panatta in telecronaca: “Quando serve, il punto lo fa sempre Sinner”. Che traduce lo stato di controllo assoluto sul match esibito dall’azzurro a cui è stato sufficiente tenere alta la soglia di attenzione per ritrovarsi con la coppa in mano. Qualche scaramuccia interlocutoria a far da preludio al break chirurgico ammazza-parziale in entrambi i set e in un amen i titoli di coda. Bravissimo, Jannik, due volte campione Slam in stagione e ora pure Maestro. Ma se Carlitos non si dà una svegliata qua si rischia una noia mortale.

  • We calcistico di fuoco: è doppia sfida Arconatese-Magenta, c’è profumo di derby

    We calcistico di fuoco: è doppia sfida Arconatese-Magenta, c’è profumo di derby

    Il Magenta Calcio fresco della conquista del 25 esimo San Martino d’Oro, ambita onorificenza di cui è stata insignita la squadra, lunedì sera, in una cerimonia molto sentita e partecipata emotivamente, è ora pronto a rigettarsi con ancora maggior ardore e determinazione nel campionato di serie D, girone B.

    Fine settimana con derby doppio contro l’Arconatese. Appuntamento domenica alle 14,30 sul campo dell’Arconatese che naviga nella parte bassa della classifica. Un campionato in salita per i gialloblù arconatesi che l’anno scorso avevano fatto un’ottima stagione. Quest’anno inversione di tendenza e addirittura ultimo posto ma con segnali di risveglio nelle ultime gare.

    Il Magenta dopo il pareggio interno con i bresciani del Palazzolo vorrebbe sbloccarsi e tornare ai tre punti.

    Anche perchè lì dietro la classifica è cortissima. I ragazzi di Mister Lorenzi si trovano nel gruppetto delle squadra appaiate a 14 punti. Ma fino al Breno che si trova a 19 punti la distanza è veramente minima. Insomma, con tre punti si può davvero fare la differenza tra la tranquillità e la zona pericolante.

    Il Magenta con la Pro Palazzolo ha fatto una bella partita e pur in 10 avrebbe meritato i tre punti. Logico che ci sia fiducia e voglia di andare ‘corsari’ nella cittadina dell’Alto Milanese.

    Sempre con l’Arconatese si affronteranno gli Juniores nazionali del Magenta. La gara è fissata per sabato pomeriggio alle 14,30 al ‘Plodari’.

    Dunque, un lungo e appassionante derby dell’est Ticino (o Alto Milanese che dir si voglia) che inizierà sabato e troverà nella domenica pallonara il suo culmine.

    Intanto, la tifoseria magentina è pronta ad invadere pacificamente Arconate. Il Gruppo Storico “sprona” i Magentini e prepara novità importanti per questa trasferta che ha indubbiamente un significato molto molto importante che va oltre i tre punti sul campo. Anche se quelli saranno determinanti per entrambe le compagini.

    F.V.

  • Superstrada Malpensa , fine della storia: il Tar respinge tutti i ricorsi, via ai lavori

    Superstrada Malpensa , fine della storia: il Tar respinge tutti i ricorsi, via ai lavori

    Nessuna illegittimità nella procedura di approvazione dei progetti definitivo ed esecutivo dell’infrastruttura “SS 11-494 Padana Superiore e Vigevanese, collegamento tra la SS 11 a Magenta e la Tangenziale ovest di Milano-Variante di Abbiategrasso e adeguamento in sede del tratto Abbiategrasso Vigevano fino al Ponte sul fiume Ticino”.

    L’ha deciso il Tar del Lazio con cinque pressoché identiche sentenze con le quali ha respinto i ricorsi proposti dalla Città Metropolitana di Milano, dai Comuni di Albairate, Cassinetta di Lugagnano, Boffalora Sopra Ticino, dall’Associazione per il Parco Sud Milano Ets e da numerosissimi cittadini della zona.

    L’opera in questione rappresenta il primo stralcio funzionale di un più ampio intervento finalizzato all’adeguamento e al potenziamento della viabilità di connessione all’Aeroporto di Malpensa; rientra tra gli interventi strategici di preminente interesse nazionale inseriti nel 1° Programma delle Opere Strategiche approvato dal CIPE.

    La controversia giunge all’esito di un’articolata vicenda procedimentale e contenziosa che ha visto il Tar della Lombardia nel gennaio scorso dichiarare la propria incompetenza in favore dei giudici amministrativi capitolini.

  • Guida Pasticcerie del Gambero Rosso: Andrea e Giacomo Besuschio sempre ai vertici in Italia

    Guida Pasticcerie del Gambero Rosso: Andrea e Giacomo Besuschio sempre ai vertici in Italia

    Dai maritozzi dei maestri della tradizione ai croissant dolci-salati di forma cubica se non addirittura piramidale dei giovani pastry-chef emergenti. Sono le nuove tendenze del dolce in Italia colte e raccontate dal “Pasticceri e Pasticcerie 2025”, la quattordicesima edizione della guida di Gambero Rosso presentata a Palazzo di Varignana, in provincia di Bologna, in collaborazione con Club Kavè, che vede salire a 33 il numero delle insegne che ottengono il massimo riconoscimento delle Tre Torte. E al vertice della pasticceria italiana, ancora una volta, ci sono Andrea e Giacomo Besuschio, della storica Pasticceria Besuschio dal 1845 in piazza Marconi ad Abbiategrasso.

    La pubblicazione fotografa un settore in pieno fermento. Il dolce, protagonista sulle tavole delle feste e delle occasioni, oppure come piccola coccola quotidiana. “Viviamo in un mondo profondamente interconnesso, — sottolinea Marina Savoia, curatrice della guida – nel quale le tendenze – non importa da dove arrivino – viaggiano veloci e dettano il palinsesto sui banconi. Il 2024 è stato l’anno del dilagare di maritozzi, croissant cubici, piramidali, rolls e affini Se è vero che la prima impressione è quella di un’omologazione generale, vale però la pena porre l’accento su ingredienti e legami col territorio.E sulle specialità tradizionali il nostro paese, più di ogni altro, vanta una preziosa biodiversità. Del resto, occupano un ruolo di rilievo anche nel lavoro di giovani pasticceri e pasticcere, come Arianna Valente e Raffaele Gant, premiati come Pasticceri Emergenti con Libera, insegna di Asti, o come Delia Salvo, della pasticceria Delia di Lecce, Novità dell’Anno”.

    Sono 660 i locali censiti dalla Guida e 61 le novità che debuttano quest’anno. Sale a 33 il numero delle insegne che ottengono il massimo riconoscimento delle Tre Torte, a cui si aggiunge Iginio Massari, Maestro dei maestri in Italia e nel mondo con Pasticceria Veneto di Brescia che merita Tre Torte d’oro. Due i nuovi indirizzi che entrano a far parte dell’Olimpo dell’eccellenza: in Veneto la pasticceria Denis Dianin di Selvazzano Dentro (Padova) e in Basilicata Tiri Bakery & Caffè a Potenza. A stravincere come qualità è la Lombardia, con 9 pasticcerie a pieno punteggio seguita dalla Campania.

    La guida “Pasticceri e Pasticcerie 2025” del Gambero Rosso accende i riflettori anche sulla pasticceria da ristorazione, che sta vivendo un momento d’oro, come testimoniato dalla sezione dedicata ai migliori pastry chef che quest’anno conta 25 premiati rispetto ai 16 della scorsa edizione, e per la prima volta si apre al mondo delle pizzerie. Nell’edizione Pasticceri & Pasticcerie 2025 sono 33 i locali che si aggiudicano il massimo riconoscimento delle Tre Torte, con Club Kavè, riservato alle insegne con un punteggio pari o superiore a 90 centesimi- La classifica con il voto in centesimi: · Dalmasso ad Avigliana (TO), con 96 punti; · Biasetto a Padova, con 95 punti; · Besuschio ad Abbiategrasso (MI), con 94 punti; · Maison Manilia a Montesano sulla Marcellana (SA), con 94 punti; · Pasticceria Agricola Cilentana Pietro Macellaro a Piaggine (SA), con 94 punti; · Sal De Riso Costa d’Amalfi a Minori (SA), con 93 punti; · Caffè Sicilia a Noto (SR), con 93 punti; · Acherer Patisserie.Blumen a Brunico/Bruneck (BZ) , con 92 punti; · Gino Fabbri Pasticcere a Bologna, con 92 punti; · Fabrizio Galla a San Sebastiano Da Po (TO), con 92 punti; · Gruè a Roma, con 92 punti; · Ernst K Knam a Milano, con 92 punti · Pasquale Marigliano a Nola (NA), con 92 punti; · Nuovo Mondo a Prato, con 92 punti; · Sciampagna a Palermo, con 92 punti; · Walter Musco a Roma, con 92 punti; · Belle Hélène a Tarquinia (VT), con 91 punti; · Caffè Cavour 1880 a Bergamo, con 91 punti; · Cortinovis a Ranica (BG), con 91 punti; · Fusto Milano a Milano, con 91 punti; · Pasticceria Marisa a San Giorgio delle Pertiche (PD), con 91 punti; · Martesana a Milano, con 91 punti; · Rinaldini a Rimini, con 91 punti; · Pasticceria Roberto a Erbusco (BS), con 91 punti; · Alessandro Servida a Milano, con 91 punti; · L’Arte Bianca a Parabita (LE), con 90 punti; · Denis Dianin a Selvazzano Dentro (PD), con 90 punti; · Dolce Reale a Montichiari (BS), con 90 punti; · Dolciarte ad Avellino, con 90 punti; · Luca Mannori a Prato, con 90 punti; · Piccola Pasticceria a Casale Monferrato (AL), con 90 punti; · Pepe Mastro Dolciere a Sant’Egidio del Monte Albino (SA), con 90 punti; · Tiri Bakery & Caffè a Potenza, con 90 punti. Si conferma fuori classifica, con il riconoscimento delle Tre Torte d’Oro Iginio Massari, Maestro dei maestri in Italia e nel mondo con la sua Pasticceria Veneto di Brescia. I 6 Premi Speciali sono; Pasticcere emergente, con Petra Molino Quaglia: · Arianna Valente e Raffaele Gant di Libera ad Asti; Novità dell’anno, con FB Gruppo Clabo, · Delia a Lecce; Miglior Pasticceria salata, con Iceteam 1027: · Dalmasso ad Avigliana (TO); · Sebastiano Caridi a Faenza (RA). Miglior Dolce al cioccolato, con Domori: · Ernst K Knam a Milano, con la sua Torta Africa; Sostenibilità, con Inalpi: · Caffè Sicilia a Noto (RG); Valorizzazione delle produzioni territoriali, con Agrimontana: · Copello a Chiavari (GE); · Freni a Messina; · Roberto Murgia – Dolci in corso ad Alghero . (ANSA).

  • Magenta, Maristella Bigogno incontra gli amici in Casa Giacobbe e parla del grande ospedale in costruzione

    Magenta, Maristella Bigogno incontra gli amici in Casa Giacobbe e parla del grande ospedale in costruzione

    Un incontro tra amici, tra Maristella Bigogno e coloro che la conoscono e la sostengono. Maristella si avvia a concludere anche questo periodo a Magenta e ha voluto fare il punto sull’attività in corso nella missione di Amakpapè in Casa Giacobbe. Missione nella quale è partito il grande progetto dell’ospedale con gli scavi di sbancamento e la costruzione delle fondamenta su un’area totale di circa 4000 metri quadrati.

    Il grande sogno che si concretizzerà, con tanto lavoro e con tanta fatica. Un ospedale che serve come il pane in Togo, paese dove se non hai i soldi non vieni curato. L’ospedale Cuori Grandi disporrà di diagnostica, specializzazioni varie come la cardiologia e la pediatria, la radiologia, la tac, la rianimazione, il blocco operatorio e la parte dei ricoveri. Dopo l’ospedale Santa Giuseppina Bakita questo sarà il secondo. Affinché tutti possano avere il diritto di curarsi.

  • Magenta: convalidato l’arresto del giovane che ha minacciato una ragazza allo Zero 7, rimarrà in carcere

    Magenta: convalidato l’arresto del giovane che ha minacciato una ragazza allo Zero 7, rimarrà in carcere

    E’ stato convalidato l’arresto del ragazzo, di origini egiziane, che lunedì mattina è entrato al bar Zero 7 di piazza Liberazione a Magenta armato di taglierino e ha minacciato una ragazza. Dopo la convalida il giudice ha deciso per la sua permanenza alla casa circondariale di San Vittore dove è tuttora ristretto a disposizione dell’autorità giudiziaria.

    Convalidato anche l’arresto delle due giovani di origine rom che martedì sono state sorprese in flagranza di reato, sempre dai Carabinieri di Magenta, per furto in abitazione. Per loro obbligo di firma in caserma.

  • Ciclista investito alla rotonda di strada Marcallo. I residenti: “Quel tratto è pericoloso”

    Ciclista investito alla rotonda di strada Marcallo. I residenti: “Quel tratto è pericoloso”

    E’ stato trasferito al pronto soccorso di Magenta in codice giallo un giovane di 22 anni che, mercoledì sera poco dopo le 18, è stato investito da un’auto appena uscito dalla ciclabile verso strada Marcallo a Magenta. Il ragazzo è stato stabilizzato dall’equipaggio della Croce Bianca intervenuto e accompagnato in ospedale.

    Sulla dinamica indaga la Polizia locale di Magenta. Sono in parecchi a segnalare la pericolosità di quel tratto senza protezione. Un tratto di competenza Anas e non del comune. Un tratto infelice anche per la gestione delle precedenze.