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  • Abbiategrasso, gogna e chiavi da buttare. ‘Ma quel ragazzo è nostro figlio’: la riflessione scomoda di Francesco Oppi

    Francesco Oppi si è caricato da anni l’eredità di papà Daniele e conduce con passione e coraggio l’attività culturale ed artistica al Guado di Malvaglio, in una bellissima casa adagiata lungo il Naviglio. E’ appassionato al reale ed alla vita di comunità. E’ un uomo e un padre. E da uomo, e da padre, ha scritto di getto e rabbia parole che crediamo valgano la pena di essere lette sul caso di Abbiategrasso.

    “Dagli all’assassino! Buttiamo via la chiave! È ora di finirla! Siete tutti buonisti! Questa scuola va protetta, è tutta colpa dei genitori! Noi siamo dalla parte giusta, SEMPRE!”

    Che orrore. Una società zoppa, monca, lobotomizzata, arrogante e sicumerica. Figlia d’una comunità incapace di esserlo e di esercitare autocritica (altro che sinistri!), che non accoglie per principio. Comunità incapaci di accogliere persino i figli. Comunità dedite alla ricerca spasmodica dell’intelligenza artificiale, in quanto prive di quella naturale.

    La nostra (farcita di fatti malamente – e inutilmente – comunicati) si manifesta come una società senza coscienza, senza contezza di sé. Senza l’orgoglio del proprio “turgido” passato e delle proprie immense potenzialità. Un’accozzaglia di controllati incontrollabili senza progetto, senza condivisione, senza Poesia…

    Un mezza società di inetti che è capace solo di “PUNIRE!” o “CONTROLLARE” oppure di finire, parallelamente, al sesto raggio… Povero Beccaria… pensare che paradosso, essendo tra i nostri grandi Padri!

    Oggi, ora, sono tutti attaccati alla “nera”… al coltello da Rambo, a ruoli fasulli, a parole sussurrate da serpenti, infine a menzogne.

    E’ nostro figlio, come gli altri, quel ragazzo di sedici anni! Se lo aiutiamo (ma davvero, non con dolosi, impreparati “assistenti”) aiutiamo noi stessi. Se non pensate sia giusto farlo, io vi dico con tutto il cuore: vergognatevi; e se non siete capaci di farlo (e non è un buon segno) sparite per sempre, pennivendoli disperati o chiunque voi siate. Tanto siete il nulla che produce il vuoto.

    Non metto volti perché voglio ricordarvi il vostro.

    Guardatevi in faccia se potete. E magari sorridetevi, se ne avete il coraggio. Ricordate, gli estremi si toccano e la società del CONTROLLO, in quanto società della MALFIDENZA, sfocerà inevitabilmente nella società del CAOS.

    di Francesco Oppi

    DEI DELITTI E DELLE PENE
    La portata rivoluzionaria del saggio di Beccaria Dei delitti e delle pene (1764) è giustificata dal fatto che questo scritto getta alcune basi fondamentali del diritto moderno. Dei delitti e delle pene nasce all’interno del clima dell’Accademia dei Pugni, su espressa indicazione di Pietro Verri, che mette ampiamente mano alla prima stesura sia correggendola sia modificandone l’assetto. L’ordinamento finale dell’opera sarà ulteriormente modificato da André Morrellet (1727-1819), in occasione della traduzione francese due anni dopo la prima pubblicazione.

    L’opera, sull’onda di quei principi filosofici ed etici riscontrabili in Montesquieu e Rousseau, si sviluppa come un’articolata riflessione sulla natura e i principi della punizione inferta dalla legge a chi abbia commesso qualche reato: Beccaria tematizza quindi non sul rapporto causale tra “delitto” e “pena”, ma sulla natura filosofica e sul concetto stesso di “pena” all’interno di una società umana. Beccaria ritiene infatti che la vita associata sia rivolta al conseguimento della felicità del maggior numero di aderenti al “contratto sociale” e che le leggi siano la condizione fondante di questo patto; dati questi presupposti è evidente che le peneservano a rafforzare e garantire queste stesse leggi, ed è sulle pene e sulla loro applicazione che si concentra quindi l’opera di Beccaria. Scrive così nell’introduzione all’opera:

    Le leggi, che pur sono o dovrebbon esser patti di uomini liberi, non sono state per lo più che lo stromento delle passioni di alcuni pochi, o nate da una fortuita e passeggiera necessità; non già dettate da un freddo esaminatore della natura umana, che in un sol punto concentrasse le azioni di una moltitudine di uomini, e le considerasse in questo punto di vista: la massima felicità divisa nel maggior numero.

    Le pene sono dunque finalizzate sia adimpedire al colpevole di infrangere nuovamente le leggi, sia a distogliere gli altri cittadini dal commettere colpe analoghe. Le pene vanno allora scelte proporzionatamente al delitto commesso e devono riuscire a lasciare un’impressione indelebile negli uomini senza però essere eccessivamente tormentose o inutilmente severe per chi le ha violate. Il tema si lega strettamente al decadimento della giustizia al tempo dell’autore, ancora legata all’arretrata legislazione di Giustiniano (il Corpus iuris civilis del VI secolo d.C.) e alla sua revisione per mano di Carlo V (1500-1558). La proposta riformistica di Beccaria vuole abolire abusi ed arbitri dipendenti, nell’amministrazione della giustizia, dalla ristretta mentalità aristocratica dei detentori del potere; secondo la prospettiva “illuminata” dell’autore una gestione più moderna del problema giudiziario non potrà che favorire, oltre che la tutela dei diritti individuali, anche il progresso dell’intera società (come nel caso delle osservazioni sulla segretezza dei processi o sul fatto che il sistema giudiziario presupponga la colpevolezza e non l’innocenza dell’imputato).

  • Mattarella “Valori del 2 giugno pilastri della Costituzione”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Celebriamo oggi il 77° anniversario della nascita della Repubblica. I valori della scelta del 2 giugno 1946, trasfusi nella Carta costituzionale di cui ricordiamo i 75 anni di vita, continuano a guidarci nel cammino di un’Italia autorevole protagonista in quell’Unione Europea che abbiamo contribuito a edificare. Libertà, uguaglianza, solidarietà, rispetto dei diritti dei singoli e delle comunità sono pilastri fondamentali della nostra Carta costituzionale. Ai valori della Repubblica e della Costituzione si ispira l’azione delle Forze Armate, che contribuiscono in maniera significativa alla cornice di sicurezza della nostra comunità nazionale e alla causa della pace nel mondo”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, in occasione della Festa della Repubblica. “La comunanza di intenti e la sinergia che esprimono con i contingenti di altri Paesi, nell’ambito delle missioni determinate dalla comunità internazionale sono elementi cruciali per la costruzione di una architettura di sicurezza condivisa, fondamento di stabilità sociale e benessere collettivo”, aggiunge. “L’orizzonte di una difesa europea realmente integrata è la nuova sfida che attende le Forze Armate. I riconoscimenti degli alleati e dei Paesi amici, la stima e l’affetto delle popolazioni che i nostri militari assistono, sono prova eloquente della qualità del loro impegno e della credibilità conquistate nelle missioni di pace e di sicurezza al servizio del bene comune. Ad oltre un anno di distanza, la Repubblica Italiana, insieme alla comunità internazionale, è ancora impegnata a contrastare l’aggressione condotta dalla Federazione Russa al popolo ucraino. L’Italia – sottolinea il capo delllo Stato – è fermamente schierata per la difesa della sua libertà, integrità territoriale e indipendenza, perchè non vi sia un futuro nel quale la forza del diritto viene sostituita dal diritto del più forte. Una ordinata comunità internazionale non può che basarsi sul rispetto di questi principi. Nel ricordo di quanti hanno donato la vita per difendere e diffondere questi valori, rivolgo il mio pensiero a tutti i caduti e alle loro famiglie. Il loro esempio ci è di guida e sollecita l’impegno per le giovani generazioni di soldati, marinai, avieri, carabinieri e finanzieri, per preservare e rafforzare per il futuro, nell’assolvimento del compito cui vengono chiamati dalle libere istituzioni, le condizioni di pace e benessere che abbiamo costruito. In questo giorno di festa formulo a tutti gli appartenenti alle Forze Armate di ogni ordine e grado, con sentimenti di gratitudine per il servizio svolto, il più fervido augurio. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica”, conclude Mattarella.
    (ITALPRESS).
    -foto agenziafotogramma.it-

  • ALD-Aemme Linea Distribuzione, cambio al vertice, ma l’obiettivo resta sempre quello della qualità del servizio

    ALD-Aemme Linea Distribuzione, cambio al vertice, ma l’obiettivo resta sempre quello della qualità del servizio

    Sicurezza, qualità e monitoraggio della rete di distribuzione del gas nel segno della sostenibilità ambientale sono alcuni degli obiettivi dei numerosi interventi della società ALD che si occupa della gestione degli impianti e della distribuzione del gas.

    MAGENTA – È appena stata nominata presidente di ALD-AEMME Linea Distribuzione, azienda partecipata da ASM srl, ma la dott.ssa VALERIA SANASI vanta un’importante esperienza nella pubblica amministrazione, oltre che essere stata per anni Consigliere di ASM srl.
    Ospite del TG Imprese di Ticino Notizie, la neopresidente spiega come le società pubbliche nella distribuzione del gas a vocazione territoriale, svolgano un ruolo strategico sia economico che industriale, per garantire alle comunità locali servizi di qualità, con il supporto della tecnologia.
    Mentre l’avvocato Andrea Zanardi, amministratore delegato di ASM, si sofferma sul legame con ALD.

  • Il dramma di Senago. Alessandro col cadavere di Giulia in auto, la sorella: ‘siamo morti anche noi’

    SENAGO Alessandro Impagnatiello, reo confesso dell’omicidio della compagna Giulia Tramontano, la 29enne incinta di 7 mesi uccisa a Senago, avrebbe girato in auto con il cadavere della donna fino a mercoledì scorso, dopo averlo tenuto nascosto in un box e aver provato a bruciarlo prima con dell’alcol e poi con della benzina.

    ”Martedì mattina verso le 7, vado in cantina e tiro fuori il corpo trascinandolo verso il box – si legge nel verbale della confessione del 30enne -. Poi porto la macchina nel box e carico il corpo nel bagagliaio. Il corpo di Giulia viene lasciato nella macchina fino alla notte di mercoledì quando decido di gettarlo, intorno alle 02.30 del mercoledì in quel posto che già conoscevo dove poi è stato rinvenuto e che ho comunicato ai carabinieri”. Impagnatiello precisa inoltre che ”da quando ho messo il corpo di Giulia nel bagagliaio martedi, io ho comunque usato la macchina andandoci in giro con il cadavere nel bagagliaio”.

    “Noi saremo sempre quel fiore appoggiato alla tua spalla. Vi sorreggeremo entrambi, saremo come nuvole e guarderemo sempre in alto. Io vorrei urlarlo al mondo come mi sento, ma le parole mi muoiono in gola”. Così Chiara Tramontano, sorella di Giulia, in uno struggente messaggio, condiviso sul suo profilo Instagram e dedicato alla 29enne uccisa a Senago nel Milanese. “Perché io sono morta lentamente in questi cinque giorni. Noi siamo morti. Perché tu non sia mai sola. Siamo venuti con te – scrive in merito al bimbo che la donna portava in grembo -, per poterlo cullare, abbracciare, toccare. Perché volevo essere la zia più brava di sempre, se me lo avessero concesso. Noi avremmo voluto fare di più per portarti a casa. Ti prego… dimmi: è stato abbastanza? Tu ci hai sentito? Perché noi non sentiamo più nulla”.

  • Sanità, Schillaci “Infermieri dall’India per colmare carenze”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Vorrei dare più soldi al personale ma la filosofia del Piano è quella di investire sulle strutture, le modifiche sono molto difficili. Vedremo, comunque, se riusciremo a ricavare anche una piccola quota per i professionisti della sanità”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il ministro della Sanità Orazio Schillaci, sulla possibilità di cambiare qualcosa della missione sanità del Pnrr. Sulla carenza del personale dice: “Gli infermieri mancano in tutta Europa. Per questo stiamo pensando ad accordi con Paesi extraeuropei, che potrebbero metterci a disposizione professionisti già ben formati, dal punto di vista sanitario e della conoscenza della nostra lingua. Penso ad esempio all’India. Ha già chiuso protocolli con il Giappone e gli Usa. Hanno una scuola infermieristica di alta qualità e ovviamente tantissimi abitanti”. Per i medici, invece, “la loro carenza è diversa. E’ mirata, nel senso che riguarda alcune specializzazioni che non sono attrattive, come il pronto soccorso. Abbiamo inserito in un Decreto, il 34, misure per rendere quel lavoro più remunerativo e meno pesante”. Su come cambierà la sanità grazie al Pnrr, il ministro spiega che “il Covid ha messo in evidenza le luci e le ombre del nostro sistema. Le prime sono stati i professionisti, le seconde la medicina del territorio. E’ questa che manca, una rete al servizio del cittadino. Dobbiamo quindi fare una riforma puntando su medici di famiglia, farmacie di servizio, medicina territoriale e innovazione tecnologica. Spesso si parla dell’affollamento dei pronto soccorso, ma quello c’è perchè mancano alternative sul territorio. E c’è un aspetto su cui punto molto: la digitalizzazione. La considero una svolta. E’ anche uno strumento per superare tante diseguaglianze non solo tra Nord e Sud ma anche tra grandi città e piccoli centri. Spero intanto che a breve il fascicolo sanitario elettronico faciliti le cose per i pazienti. Intanto abbiamo prorogato la ricetta elettronica ma grandi cambiamenti ci attendono grazie alla possibilità di monitorare i pazienti a casa con la telemedicina. Così in ospedale ci andrà solo chi ne ha veramente bisogno”.
    (ITALPRESS).
    -foto agenziafotogramma.it-

  • Abbiategrasso, l’avvocato dello studente arrestato: misura che ci stupisce

    ABBIATEGRASSO Si è detto “stupito” Stefano Rubiu, il legale del 16enne accusato di aver aggredito con un coltello una professoressa ad Abbiategrasso, a proposito della decisione di disporre la misura della custodia cautelare in carcere per il minorenne.

    “Credevamo sarebbe arrivata una misura restrittiva ma di tipo sanitario, in una comunità specialistica”, aggiunge a LaPresse. Ieri come noto c’è stata l’udienza di convalida dell’arresto.

    “La grave aggressione contro un’insegnante avvenuta in una scuola superiore ad Abbiategrasso, ha riportato d’attualità la necessità di mettere a disposizione un sistema di sostegno psicologico per gli studenti negli istituti. È necessario introdurlo dove non esiste e implementare i servizi già esistenti. Forza Italia ha presentato a questo scopo un emendamento al decreto per il rafforzamento della pubblica amministrazione che, approvato poco fa in commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro, introduce negli istituti per la formazione artistica, musicale e coreutica e nelle università la figura del docente delegato al coordinamento, monitoraggio e al supporto di tutte le iniziative concernenti l’integrazione e il sostegno, compresa l’attivazione il potenziamento di servizi di supporto psicologico nell’ambito delle istituzioni Afam e degli atenei. È un importante segnale di attenzione che Forza Italia e l’intera maggioranza che lo hanno votato mandano al mondo della scuola e alla generosità degli insegnanti – tutti -, un importante passo per la prevenzione di nuovi episodi e per il supporto di chi si trova in difficoltà in una fase complicata della vita. Come Forza Italia, insieme al ministro per l’Università e per la Ricerca Annamaria Bernini, continueremo a chiedere di implementare questo genere di servizi, in tutte le scuole di ogni ordine grado, ritenendo che il benessere psicologico degli studenti debba essere una priorità del nostro sistema educativo”. Così in una nota Chiara Tenerini, Alessandro Battilocchio e Paolo Emilio Russo, deputati di Forza Italia nelle commissioni Lavoro e Affari costituzionali della Camera.

  • Arriva l’estate: faccia da prova costume !

    Beh, ci siamo o come diceva mia cugina Nettaa: siamo agli sgoccioli!!!

    Ogni anno arriva e siamo sempre impreparati? Io??? Mah non ho questo problema da spiaggia o piscina… Sono stato alle “lampados” ma poi bianco totale!!Ma per la maggioranza degli italiani e non solo sta arrivando la fatidicA: prova costume …
    Tre categorie! La prima vivono tutto l anno per essere i pavoni della spiaggia e regalare emozioni e attimi di calore al vicino di ombrellone e non solo!!!
    Tutto d’estate si ferma: la guerra, la fame e pure le pandemie…
    Ci hanno tolto tutto ma non la prova costume … Un diritto costituzionale più forte dei diritti fondamentali..
    Perché siamo quasi nudi o adamitici… Quindi la prima categoria arriva pronta per mettere l’intero armadio
    tenuto pronto per occasioni e ino dare di selfie con frasi poetiche in belle natiche e ricevere complimento e non solo del bagnino.
    Ormai se non vai a letto con il personal trainer, bagnino e butta fuori sei out …il capo può attendere ma da tanto anni ’80 …
    Per le più caste almeno devi avere corte…

    La seconda classe della tintarella in bikini o mono è: ultimo minuto perché partono a pelo per eliminare maniglie e tartarughe con guscio molle
    Full piena di impegno e scelte cromatiche e poi il costume intero sgambato l’hanno inventato per cosa …???
    Arrivano sempre al pelo ultimo estetista promettendo di non farlo più…: prossimo anno parto prima!!!
    Ultima categoria: ritardatari e affamati: non riescono a calcolare né i tempi ne le calorie ma neppure i passi.
    Arrivano sempre troppo non giusti e con il deretano stile “poppa” del Titanic…per non parlare di pancia e gambe …ma fortunatamente ora ci
    sono i filtri social dove poi sembrare una “strafica” …tanto da non essere riconosciuta e il Cavaliere di cena chiede di mandare la ragazza
    della foto …
    Ultimo problema è la tenuta da mare! Un costume non può essere per sempre devi avere la scelta come una multinazionale del calcio.
    Perché se non hai bikini da scartare chi sei ??? Una da pareo per coprire le forme non filtrate!
    Una lotta che si porta avanti da molti anni per avere rivalsa o vittoria o gloria…
    Una mania che ormai prende più gli uomini…
    Ah poi c è la 4 serie…la mia che prima di tutto dovrebbe passare a tosarsi il pelo poi capire che coi mocassini in spiaggia è out …e capire
    di fare giro intorno al tavolo …per poi andare in palestra.
    Ma non è vanità non cercare di seguire la massa…..???? Massa ??? Quella che mettiamo sulla pancia perché non temiamo la prova costume! Per poi guardare chi la segue come una religione …Siamo un popolo di incoerenti ….io in testa.
    Dopo la faccia da prova costume si va alla faccia da spiaggia con tutte le sue forme ma prima ci sono due faccie molto piccanti e biricchine ….

  • Bareggio, il primo discorso della rieletta Linda Colombo

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

    BAREGGIO – Cari concittadini, è con grande emozione che sono qui stasera, di nuovo con la fascia tricolore, ad aprire ufficialmente il mio secondo mandato. Da 20 anni a Bareggio un sindaco uscente non veniva riconfermato e da 15 nessuno riusciva a essere eletto al primo turno e già questo è un dato significativo.

    I ringraziamenti da fare per questo grande risultato sono tanti: anzitutto grazie ai 3517 elettori che hanno dato di nuovo fiducia a me e alla mia squadra dimostrando di avere apprezzato il lavoro svolto nei cinque anni precedenti. Ma mi rivolgo anche a coloro che hanno votato i miei avversari e a coloro che hanno disertato le urne: una delle sfide sarà riportare a votare queste persone. Grazie, ovviamente, a tutti i 71 candidati consiglieri delle cinque liste che mi hanno sostenuto: ognuno di loro è stato fondamentale per raggiungere l’obiettivo, non solo in termini di voti ma anche dal punto di vista umano e progettuale. Grazie a Roberto, Raffaella, Lorenzo, Nico e Franco, che hanno accettato l’incarico di assessore e che mi affiancheranno in questa nuova avventura. Grazie anche a tutti gli assessori e i consiglieri di maggioranza uscenti che non fanno più parte del Consiglio comunale: se abbiamo vinto le elezioni, è anche merito del loro contributo in questi cinque anni.

    Un lavoro nei cinque anni passati senza sosta, reso ancora più complicato dalla pandemia e dalla crisi geopolitica, grazie al quale Bareggio è rinata: penso alle tante strade asfaltate, alla riqualificazione dei parchi pubblici, all’inizio del processo di rigenerazione delle aree dismesse atteso da decenni, alla riqualificazione dei centri sportivi con le nuove assegnazioni, al sostegno alle famiglie e ai commercianti in difficoltà e ai tanti eventi che hanno finalmente reso Bareggio un paese vivo.

    Ora ci attendono altre importanti sfide: la riqualificazione di bocciodromo e biblioteca con i fondi del PNRR, il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche da attuare, il recupero di tutte le aree dismesse e tutti i progetti contenuti nel nostro programma elettorale.

    Auguro dunque buon lavoro alla nuova Giunta e a tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di minoranza. All’opposizione, in particolare, rinnovo l’invito alla collaborazione: per fare di Bareggio un posto sempre più bello in cui vivere c’è bisogno del contributo e, perché no, delle critiche di tutti, purché siano costruttive e non distruttive.

    Per adesso mi fermo qui. Ora rimbocchiamoci le maniche e… ripartiamo! Ancora grazie a tutti!

  • Il 5 giugno la Giornata mondiale dell’Ortottica

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    ROMA (ITALPRESS) – Ogni primo lunedì di giugno si celebra la giornata mondiale di Ortottica. “L’Ortottica da tutte le angolazioni perchè siamo nel mondo una professione cresciuta di numero coprendo tutti gli angoli, angoli che ogni giorno usiamo nel nostro lavoro e da tutti gli angoli guardiamo i nostri pazienti per fornire il miglior trattamento possibile”, è lo slogan scelto quest’anno dall’International Orthoptics Association (IOA https://www.internationalorthoptics.org/) e rilanciato dalla Federazione nazionale Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm Pstrp).
    L’Ortottista è quel professionista sanitario specializzato nella prevenzione, valutazione e riabilitazione degli handicap visivi, in particolare quelli che riguardano la funzione binoculare e la motilità oculare.
    L’Ortottista tratta i problemi visivi che possono causare disturbi come la strabismo (occhio storto), l’ambliopia (occhio pigro) e la visione binoculare inefficiente. Disturbi che possono comparire, non solo per patologie oculari, ma anche a seguito di malattie neurologiche come lo stroke (ictus), malattie infettive, diabete, traumi cranici, tumori, patologie neuro-degenerative, complicanze di interventi chirurgici e/o nell’utilizzo di farmaci. Disturbi presenti anche nelle malattie rare.
    La prevenzione visiva rappresenta la pietra angolare per molti disturbi della visione, sia per la salute del cittadino, come nei danni conseguenti a patologie invalidanti non riconosciute per tempo, ma anche come elemento di efficientamento delle risorse “Se si puntasse a una diagnosi precoce, si potrebbero ridurre i tempi per attivare i processi di cura e riabilitazione. Infatti con la prevenzione si intercetterebbero molti disturbi a carico della visione, permettendo a molte persone, in particolare nell’età evolutiva, di arrivare prima a diagnosi e a recuperare la funzione della visione per quanto possibile, il prima possibile. Purtroppo a oggi nel nostro paese assistiamo a una disomogenea applicabilità dei programmi di screening ortottici”, è il commento di Lucia Intruglio, Presidente della Commissione di albo nazionale degli Ortottisti.
    Gli screening dell’ambliopia (occhio pigro) in età prescolare e scolare competono agli Ortottisti, tuttavia vengono effettuati in modo uniforme solo nelle provincie di Bolzano, Ragusa e Trento, nel resto del territorio italiano su iniziativa lodevole di singole aziende territoriali.
    Prevenzione a due velocità, dunque, che conferma, inevitabilmente, quanto sia difficile avere le stesse cure in tutte le regioni.
    Un recente studio del “The European House-Ambrosetti” stima che investire 1 euro in prevenzione può fruttarne almeno 3 nell’arco di un decennio. L’Italia spende appena lo 0,5% della spesa sanitaria complessiva, contro una media Ue del 2,9%.
    “La nostra professione si occupa di fare prevenzione a tutte le età, in quella neonatale (e non solo con il riflesso rosso), prescolare per ambliopia, strabismi, difetti rifrattivi, a tutte le età nei controlli dell’efficienza della visione binoculare, per l’uso di qualsiasi dispositivo, dallo smartphone alle realtà immersive. L’utilizzo di tecnologie, incrementato con la pandemia, necessita di una buona ed efficiente visione binoculare e per questo che studiamo con attenzione lo stato dell’accomodazione, delle vergenze, delle forie e della rifrazione”, sottolinea la Presidente Intruglio.
    Screening ortottici sono utili anche in età adulta e in quella senile, al fine di aiutare l’assistito nella prevenzione dei disturbi nella retinopatia diabetica e nella maculopatia, informazione circa le insidie del glaucoma (ladro silenzioso della vista), prevenzione del rischio di cadute (per esempio, nei soggetti con morbo di Parkinson osservati a un anno dalla diagnosi, le cadute sono dovute nell’oltre 80% dei casi a ipovisione non diagnosticata, ma anche nei pazienti sopravvissuti a ictus nel 92% dei casi hanno deficit della motilità oculare o del campo visivo).
    Ortottista è anche sinonimo di riabilitatore visivo. La riabilitazione visiva come terapia ortottica, è un campo della riabilitazione che si occupa di migliorare le abilità visive e la funzione del sistema visivo. E’ particolarmente utile per le persone che hanno problemi visivi come ambliopia, strabismo, disturbi della percezione visiva o difficoltà nell’integrazione delle informazioni visive.
    Una ipovisione o un difetto rifrattivo non riconosciuti possono essere causa di cadute. La letteratura scientifica ha da anni denunciato che il mancato accertamento della condizione visiva, la mancata gestione e la mancata riabilitazione, sono causa di insuccesso della riabilitazione globale oltre che possibili gravi conseguenze come l’aumentato rischio di cadute nell’anziano e la depressione.
    L’obiettivo principale della riabilitazione visiva negli ipovedenti è quello di ottimizzare il residuo di acuità visiva e capacità visive, migliorando la qualità della vita e l’autonomia nelle attività quotidiane. Dovrebbe essere garantita a tutte le persone, a maggior ragione nei confronti degli ultra 65enni in costante aumento tra la nostra popolazione.
    “Effettuiamo tutti gli esami di oculistica, compresa la misurazione della vista (significato di optometria), fornendo indicazioni su ogni dispositivo atto all’abilitazione, riabilitazione o compenso di natura protesica, morfo-estetica e funzionale del sistema visivo rispondendo altresì a nuovi bisogni di salute della popolazione, e come tutte le professioni sanitarie anche gli Ortottisti si occupano di didattica, ricerca e management” aggiunge Lucia Intruglio.
    Per diventare Ortottisti occorre iscriversi e frequentare il corso di laurea (a numero programmato) in Ortottica (L/SNT2 professioni sanitarie della riabilitazione) presso le Facoltà di Medicina e chirurgia, seguita da una formazione clinica e l’ottenimento delle necessarie abilitazioni o licenze per esercitare la professione. L’Ortottista per poter esercitare il proprio lavoro dovrà essere iscritto al proprio albo, che afferisce all’Ordine dei TSRM e PSTRP.
    Gli Ortottisti svolgono il proprio servizio sia presso enti pubblici, che privati, sia alle dipendenze che in regime libero professionale: in Italia siamo poco più di 3300, ma solo il 30% opera all’interno di strutture del SSN. E’ un dato che deve farci riflettere, se si considera la mole di skills e il bagaglio di esperienze che l’Ortottista matura nel corso del proprio percorso lavorativo. Numeri esigui che vanno alimentati.
    “Il nostro auspicio è che tali competenze vengano messe a disposizione del Sistema sanitario nazionale al fine di attrarre parte di quel 70% di Ortottisti che operano nel privato. Per la sanità del futuro ci aspettiamo nuovi modelli organizzativi, pensati per la persona, a cui siano fornite risposte adeguate e tempestive per il proprio bisogno di cura, in modo omogeneo lungo tutto lo stivale. Se prevenzione e riabilitazione visiva fossero garantite saremmo un paese civile, perchè il nostro è un sistema sanitario universalistico” conclude la Presidente Intruglio.

    – foto ufficio stampa Fno Tsrm Pstrp –

    (ITALPRESS).

  • Femminicidio, La Russa “Quello che stiamo facendo non basta”

    Femminicidio, La Russa “Quello che stiamo facendo non basta”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Come ho avuto modo di dire in passato, e con maggiore forza lo dico ora dopo questi altri tragici eventi, pur quanto ora ci sia maggiore consapevolezza, il problema dei femminicidi non può essere affrontato come lo facciamo ora. Non è tanto una questione di donne, semmai di uomini. E non è un problema che riguarda donne e uomini, ma un problema globale, quindi servono risultati e soluzioni di altro livello. Non basta quello che stiamo facendo”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a Tg2 Post su Rai Due in merito agli ultimi tragici episodi di femminicidio: “Mi ha telefonato una mamma di Milano del mio palazzo che aveva un ragazzone che da giorni stalkerizza la figlia. I Carabinieri, che ringrazio, le avevano detto che serviva una denuncia – ha raccontato la seconda carica dello Stato – Io credo che a un qualsiasi minimo allarme si debba dare una risposta immediata, meglio sbagliare per eccesso che per difetto”.
    Parlando poi della guerra in Ucraina, La Russa ha sottolineato che “l’articolo 11 della Costituzione è da leggere nella sua interezza. C’è scritto che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. E che promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo, come per esempio la Nato”. “Per questo l’articolo 11 va letto nella sua interezza – ha ribadito la seconda carica dello Stato – Non si può confondere l’obbligo di stare sempre dalla parte della pace con l’immagine di una pace ingiusta, nei confronti ad esempio, e Dio mai voglia, di chi dovesse un giorno invadere la nostra nazione”.

    – foto agenziafotogramma.it –
    (ITALPRESS).