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  • Parmigiano Reggiano, cresce la produzione in montagna

    Parmigiano Reggiano, cresce la produzione in montagna

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Parmigiano Reggiano si conferma il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna. Secondo i dati forniti dal Consorzio nella conferenza stampa di presentazione della 57a Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina (4-7 agosto), nel 2022 la produzione in montagna della Dop più amata e più premiata al mondo è stata pari a 846.000 forme, con un aumento del +10,5% rispetto al 2016. Crescita a doppia cifra (+14%) anche per la produzione di latte, sempre nello stesso lasso di tempo, con oltre 404.000 tonnellate. Inoltre, il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”, progetto lanciato dal Consorzio nel 2016 per dare maggiore sostenibilità allo sviluppo di quest’area della zona di produzione e offrire ai consumatori garanzie aggiuntive legate all’origine e alla qualità del formaggio, ha superato nel 2021 le 225.000 forme certificate, con un aumento del +26,6% sul 2016.
    Un chiaro segnale che la politica di rilancio e valorizzazione per stimolare la produzione del Parmigiano Reggiano in montagna sta invertendo una tendenza alla decrescita che aveva colpito il comparto fino al 2014. Infatti, nel decennio 2000-2010 nei territori di montagna della zona di origine si è assistito alla chiusura di 60 caseifici, con una riduzione del 10% di produzione del latte. Deficit che è stato azzerato dal 2014 ad oggi grazie all’avvio del Piano di Regolazione Offerta che, tra le altre misure, ha previsto sconti specifici per i produttori e i caseifici ubicati in zone di montagna e il bacino “montagna” per le quote latte.
    Nel 2022, dunque, più del 21% della produzione totale si è concentrata negli 81 caseifici di montagna sparsi tra le province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna a sinistra del fiume Reno, che impiegano oltre 900 allevatori per una produzione annuale di 4,03 milioni di quintali di latte. Ciò ha reso possibile il mantenimento di un’agricoltura in zone altrimenti abbandonate e ha contribuito allo sviluppo di una società modernamente agricola e di un paesaggio riconoscibile e apprezzato sia dai suoi abitanti, sia dal circuito del turismo di qualità. Altro segnale positivo è rappresentato dai cambiamenti generazionali all’interno dei caseifici: l’età media dei produttori si è abbassata dai 57 anni di media prima del 2016 ai 30-40 di oggi. Questo segnale manifesta la fiducia che i giovani pongono nel Parmigiano Reggiano, un’attività preziosissima dal punto di vista sociale per sostenere la dorsale appenninica emiliana grazie al lavoro nelle foraggere e in caseificio.
    “La produzione nelle zone di montagna è da sempre una delle caratteristiche salienti del Parmigiano Reggiano”, ha affermato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. “La differenza di una Dop rispetto a tante altre realtà economiche è che l’attività non può essere delocalizzata, e pertanto il fatturato diventa automaticamente “reddito” per la zona di origine e benessere per chi in quella zona vive e lavora. Se non ci fosse la nostra Dop, in quei comuni non ci sarebbero neanche le scuole, perchè se non ci fosse un senso economico nel coltivare quei territori, non ci sarebbe neanche lo sprone ad abitarli. Il Parmigiano Reggiano contribuisce a fortificare l’economia e a preservare l’unicità della dorsale appenninica emiliana: è infatti il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna, con più del 21% della produzione totale, oltre 846.000 forme, concentrata in ben 81 caseifici. Per il Consorzio, sono proprio il territorio e la comunità che lo abita il bene più prezioso e il nostro intento è quello di impegnarci sempre di più per preservarli e continuare a essere un modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale”.
    Per Guglielmo Garagnani, vicepresidente del Consorzio, “preso atto dei risultati raggiunti con il consolidamento della produzione nelle zone dell’Appennino, ora la sfida è riuscire a rafforzare il valore commerciale del Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” e promuoverne il valore aggiunto, per avere un posizionamento nel mercato che riesca a rendere sostenibile tale produzione nel tempo. Le aree di montagna da un lato soffrono di condizioni svantaggiate e maggiori costi di produzione, ma dall’altro la permanenza di una solida produzione agricola-zootecnica rappresenta un pilastro economico e sociale di interesse per tutta la comunità locale. Ecco perchè è fondamentale che il Consorzio abbia messo in campo interventi che mirano alla diffusione e valorizzazione del Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”, e che continui a farlo anche nei prossimi anni a venire”.
    E’ proprio per valorizzare e promuovere il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” che da venerdì 4 a lunedì 7 agosto si terrà la 57a Fiera del Parmigiano Reggiano di Casina: quattro giorni di eventi, spettacoli, degustazioni e concerti pensati per tutti, adulti e bambini, per portare nel comune dell’Appennino reggiano arte e divertimento, e soprattutto l’eccellenza produttiva locale. In particolare, saranno ben 40 i caseifici di montagna che parteciperanno alla Fiera per presentare i propri “gioielli”, offrendo a tutti i visitatori degustazioni con la possibilità di acquisto. Si riconfermano inoltre anche per il 2023 gli speciali abbinamenti di Parmigiano Reggiano con i vini Spergola del territorio e con i vini della Valpolicella, ospiti d’onore di un connubio di sapori che unisce due eccellenze dell’enogastronomia italiana.
    L’appuntamento più atteso della Fiera è l’11a edizione del Palio del Parmigiano Reggiano, lunedì 7 agosto alle ore 20:00 in piazza IV Novembre, nella quale i caseifici competeranno con forme di 24 e di 40 mesi, che saranno giudicate da una giuria di esperti APR (Assaggiatori Parmigiano Reggiano). Ci sarà inoltre la tradizionale gara di taglio della forma: sotto gli occhi dei giudici e del pubblico, i mastri casari si sfideranno nel tagliare una forma in porzioni sempre più piccole, sino ad arrivare a punte che devono avvicinarsi il più possibile al chilo di peso l’una. E’ una gara che mira sia alla bellezza del taglio, sia alla bravura nella porzionatura manuale della Dop più amata e più premiata del mondo.
    “E’ una grande soddisfazione essere arrivati alla 57a edizione di questa fiera unica nel suo genere”, ha dichiarato Stefano Costi, sindaco di Casina. “La quattro giorni di quest’anno si conferma un punto di riferimento per il settore, con ben 40 caseifici partecipanti, ovvero la metà del comprensorio di montagna. Per noi questa è un’occasione irrinunciabile per far conoscere sia il nostro territorio, sia il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”. Come amministrazione, per noi la Dop non ha solo un immenso valore finanziario, essendo la colonna portante dell’economia di montagna e una delle principali attrazioni per il turismo, ma anche e soprattutto sociale, dato che dà un contributo fondamentale al mantenimento di una comunità in zone altrimenti a rischio abbandono”.
    Prossimo appuntamento il 3 settembre, con il Palio di Gonzaga, in provincia di Mantova.
    – foto ufficio stampa Parmigiano Reggiano –
    (ITALPRESS).

  • Incidente sulla strada tra Cisliano e Vittuone: auto finisce nel fosso

    Incidente sulla strada tra Cisliano e Vittuone: auto finisce nel fosso

    Incidente nel pomeriggio di oggi a Cisliano, lungo la strada che porta al Destriero di Vittuone. Poco dopo le 15 un’auto è letteralmente finita nel fosso a lato della carreggiata.

    CISLIANO – Fortunatamente nessuna delle persone coinvolte ha riportato traumi importanti. Tanto lo spavento. Da chiarire la dinamica, che vedrebbe coinvolto anche un altro veicolo, tuttora al vaglio delle autorità competenti.

  • Parmigiano Reggiano, cresce la produzione in montagna

    Parmigiano Reggiano, cresce la produzione in montagna

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    REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Parmigiano Reggiano si conferma il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna. Secondo i dati forniti dal Consorzio nella conferenza stampa di presentazione della 57a Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina (4-7 agosto), nel 2022 la produzione in montagna della Dop più amata e più premiata al mondo è stata pari a 846.000 forme, con un aumento del +10,5% rispetto al 2016. Crescita a doppia cifra (+14%) anche per la produzione di latte, sempre nello stesso lasso di tempo, con oltre 404.000 tonnellate. Inoltre, il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”, progetto lanciato dal Consorzio nel 2016 per dare maggiore sostenibilità allo sviluppo di quest’area della zona di produzione e offrire ai consumatori garanzie aggiuntive legate all’origine e alla qualità del formaggio, ha superato nel 2021 le 225.000 forme certificate, con un aumento del +26,6% sul 2016.
    Un chiaro segnale che la politica di rilancio e valorizzazione per stimolare la produzione del Parmigiano Reggiano in montagna sta invertendo una tendenza alla decrescita che aveva colpito il comparto fino al 2014. Infatti, nel decennio 2000-2010 nei territori di montagna della zona di origine si è assistito alla chiusura di 60 caseifici, con una riduzione del 10% di produzione del latte. Deficit che è stato azzerato dal 2014 ad oggi grazie all’avvio del Piano di Regolazione Offerta che, tra le altre misure, ha previsto sconti specifici per i produttori e i caseifici ubicati in zone di montagna e il bacino “montagna” per le quote latte.
    Nel 2022, dunque, più del 21% della produzione totale si è concentrata negli 81 caseifici di montagna sparsi tra le province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna a sinistra del fiume Reno, che impiegano oltre 900 allevatori per una produzione annuale di 4,03 milioni di quintali di latte. Ciò ha reso possibile il mantenimento di un’agricoltura in zone altrimenti abbandonate e ha contribuito allo sviluppo di una società modernamente agricola e di un paesaggio riconoscibile e apprezzato sia dai suoi abitanti, sia dal circuito del turismo di qualità. Altro segnale positivo è rappresentato dai cambiamenti generazionali all’interno dei caseifici: l’età media dei produttori si è abbassata dai 57 anni di media prima del 2016 ai 30-40 di oggi. Questo segnale manifesta la fiducia che i giovani pongono nel Parmigiano Reggiano, un’attività preziosissima dal punto di vista sociale per sostenere la dorsale appenninica emiliana grazie al lavoro nelle foraggere e in caseificio.
    “La produzione nelle zone di montagna è da sempre una delle caratteristiche salienti del Parmigiano Reggiano”, ha affermato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. “La differenza di una Dop rispetto a tante altre realtà economiche è che l’attività non può essere delocalizzata, e pertanto il fatturato diventa automaticamente “reddito” per la zona di origine e benessere per chi in quella zona vive e lavora. Se non ci fosse la nostra Dop, in quei comuni non ci sarebbero neanche le scuole, perchè se non ci fosse un senso economico nel coltivare quei territori, non ci sarebbe neanche lo sprone ad abitarli. Il Parmigiano Reggiano contribuisce a fortificare l’economia e a preservare l’unicità della dorsale appenninica emiliana: è infatti il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna, con più del 21% della produzione totale, oltre 846.000 forme, concentrata in ben 81 caseifici. Per il Consorzio, sono proprio il territorio e la comunità che lo abita il bene più prezioso e il nostro intento è quello di impegnarci sempre di più per preservarli e continuare a essere un modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale”.
    Per Guglielmo Garagnani, vicepresidente del Consorzio, “preso atto dei risultati raggiunti con il consolidamento della produzione nelle zone dell’Appennino, ora la sfida è riuscire a rafforzare il valore commerciale del Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” e promuoverne il valore aggiunto, per avere un posizionamento nel mercato che riesca a rendere sostenibile tale produzione nel tempo. Le aree di montagna da un lato soffrono di condizioni svantaggiate e maggiori costi di produzione, ma dall’altro la permanenza di una solida produzione agricola-zootecnica rappresenta un pilastro economico e sociale di interesse per tutta la comunità locale. Ecco perchè è fondamentale che il Consorzio abbia messo in campo interventi che mirano alla diffusione e valorizzazione del Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”, e che continui a farlo anche nei prossimi anni a venire”.
    E’ proprio per valorizzare e promuovere il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” che da venerdì 4 a lunedì 7 agosto si terrà la 57a Fiera del Parmigiano Reggiano di Casina: quattro giorni di eventi, spettacoli, degustazioni e concerti pensati per tutti, adulti e bambini, per portare nel comune dell’Appennino reggiano arte e divertimento, e soprattutto l’eccellenza produttiva locale. In particolare, saranno ben 40 i caseifici di montagna che parteciperanno alla Fiera per presentare i propri “gioielli”, offrendo a tutti i visitatori degustazioni con la possibilità di acquisto. Si riconfermano inoltre anche per il 2023 gli speciali abbinamenti di Parmigiano Reggiano con i vini Spergola del territorio e con i vini della Valpolicella, ospiti d’onore di un connubio di sapori che unisce due eccellenze dell’enogastronomia italiana.
    L’appuntamento più atteso della Fiera è l’11a edizione del Palio del Parmigiano Reggiano, lunedì 7 agosto alle ore 20:00 in piazza IV Novembre, nella quale i caseifici competeranno con forme di 24 e di 40 mesi, che saranno giudicate da una giuria di esperti APR (Assaggiatori Parmigiano Reggiano). Ci sarà inoltre la tradizionale gara di taglio della forma: sotto gli occhi dei giudici e del pubblico, i mastri casari si sfideranno nel tagliare una forma in porzioni sempre più piccole, sino ad arrivare a punte che devono avvicinarsi il più possibile al chilo di peso l’una. E’ una gara che mira sia alla bellezza del taglio, sia alla bravura nella porzionatura manuale della Dop più amata e più premiata del mondo.
    “E’ una grande soddisfazione essere arrivati alla 57a edizione di questa fiera unica nel suo genere”, ha dichiarato Stefano Costi, sindaco di Casina. “La quattro giorni di quest’anno si conferma un punto di riferimento per il settore, con ben 40 caseifici partecipanti, ovvero la metà del comprensorio di montagna. Per noi questa è un’occasione irrinunciabile per far conoscere sia il nostro territorio, sia il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”. Come amministrazione, per noi la Dop non ha solo un immenso valore finanziario, essendo la colonna portante dell’economia di montagna e una delle principali attrazioni per il turismo, ma anche e soprattutto sociale, dato che dà un contributo fondamentale al mantenimento di una comunità in zone altrimenti a rischio abbandono”.
    Prossimo appuntamento il 3 settembre, con il Palio di Gonzaga, in provincia di Mantova.
    – foto ufficio stampa Parmigiano Reggiano –
    (ITALPRESS).

  • Calderone “Tuteliamo più fragili, qualcuno soffia su disagio sociale”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “In relazione alle misure di superamento del reddito di cittadinanza, le misure introdotte da questo Governo con il decreto Lavoro, in particolare l’assegno di inclusione e il supporto per la formazione e il lavoro, sono volte a tutelare le persone e i nuclei con fragilità, nonchè a sostenere i soggetti, di età compresa tra i 18 e i 59 anni, appartenenti a nuclei vulnerabili nella ricerca di un’occupazione”. Lo ha detto il minisro del Lavoro, Marina Calderone, rispondendo a un’interrogazione al question time alla Camera. “Con riferimento alla sospensione del reddito di cittadinanza per chi ha già fruito di 7 mensilità e dei riflessi del nuovo impianto normativo, alcune regioni hanno evidenziato di aver già avviato una proficua collaborazione con le sedi territoriali dell’Inps” ha aggiunto. “Per quanto riguarda, invece, i nuclei in condizione di fragilità particolare, i servizi sociali hanno già avviato la fase della valutazione multidimensionale successiva alla presa in carico, avvenuta, sin dai primi giorni del mese di luglio, per 88.000 soggetti. Successivamente questa platea, dopo una fase transitoria nella quale continuerà a percepire il reddito di cittadinanza fino al 31 dicembre 2023, beneficerà, senza alcuna interruzione, dell’assegno di inclusione, a partire da gennaio 2024”, ha spiegato il ministro. “Il decreto Lavoro dispone che i percettori di reddito di cittadinanza non attivabili al lavoro, per i quali venga comunicata la presa in carico da parte dei servizi sociali entro il termine di 7 mesi e, comunque, non oltre il 31 ottobre, potranno continuare a fruire del beneficio fino al 31 dicembre 2023”, ha osservato Calderone. “Il ministero del Lavoro e delle politiche sociali è concentrato con attenzione ed estrema scrupolosità. Questo Governo, attraverso l’incentivo al lavoro e il sostegno necessario ai nostri concittadini più fragili, impiega ogni ora del suo tempo per contrastare e ridurre quel disagio sociale su cui qualcuno soffia, cercando di costruire dissenso”, ha concluso.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • “Comunicare sulla terra con una visione spaziale”. Special guest Paolo Nespoli. La convention di Confservizi

    Confservizi Lombardia e Acinque organizzano la convention “Comunicare sulla terra con una visione spaziale”.

    MILANO – L’appuntamento si terrà il 20 settembre 2023, dalle 14.30 alle 17.30 presso i prestigiosi spazi della Veneranda Fabbrica del Duomo – Chiesa di San Gottardo in Corte, via Pecorari 2 a Milano.
    L’iniziativa intende essere un’occasione di promozione e valorizzazione del settore delle utility lombarde con un focus sulla capacità delle imprese di rendere maggiormente accessibile la complessità e densità dell’impegno quotidiano sul territorio.
    Special guest dell’evento sarà l’ing. Paolo Nespoli, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Chi più di lui saprà raccontarci, in modo semplice, un’esperienza unica, altamente tecnologica, frutto di un lungo percorso di ricerca, formazione, motivazione e lavoro di squadra? Un evento esclusivo con il mondo delle utility.

  • Distretto del Commercio Alto Milanese: erogati i primi contributi a fondo perduto alle imprese che hanno aderito al bando

    Distretto del Commercio Alto Milanese: erogati i primi contributi a fondo perduto alle imprese che hanno aderito al bando

    Le attività del Distretto del Commercio ‘Alto Milanese’ entrano nel vivo. Dopo i primi mesi dedicati all’attuazione delle procedure di attuazione dei progetti e l’avvio del bando per l’erogazione dei contributi a fondo perduto alle imprese che hanno presentato richiesta, ecco i primi significativi risultati.

    I dati relativi alle domande presentate raccontano di un’ottima adesione, e confermano la disponibilità del contributo fino a 5000€ a quasi tutte le imprese che si sono candidate, con una
    copertura di disponibilità già nei primi giorni dopo il 2 giugno. In tutto, le richieste sono state 60, di cui 6 (il 10%) non ammissibili e 2 (il 3,3%) prive di copertura
    residua. Saranno quindi 52 i contributi totali che verranno elargiti, per un totale di 200.000€, a fronte di un investimento totale da parte delle imprese di oltre 623.000€. Il bando, infatti, prevedeva risorse che potessero finanziare fino alla metà dei costi sostenuti dalle aziende per interventi di miglioria, e comunque entro la soglia di 5000€. In media, le aziende hanno preventivato investimenti per 11.983€, ed il contributo medio elargito sarà di 3.846€.

    La distribuzione territoriale dei finanziamenti vede più numerose le attività di Inveruno (18, il 35% del totale), di seguito quelle di Cuggiono (13, il 25%), di Magnago (7, il 13%), Buscate (6, l’11%), Bernate Ticino e Arconate (4 per entrambe, l’8%). Per ciascun paese, i contributi totali ammonteranno a: 68.839€ (il 34% del totale) per Inveruno, 57.724€ (il 29%) per Cuggiono, 28.212€ (il 14%) per Magnago, 19.140€ (il 10%) per Bernate Ticino, 16.562€ (l’8%) per Buscate e 9.519€ (il 5%) per Arconate.

    Tra le attività i cui interventi verranno finanziati si collocano quasi in ugual numero bar e ristoranti (16), esercizi commerciali (15) e aziende di servizi (14), meno numerose invece le attività legate alla cura personale (parrucchieri ed estetisti, 7 in totale).

    Un percorso che prosegue, seguendo iter e procedure, ma anche tramite il coinvolgimento diretto. “Siamo molto soddisfatti di come sta proseguendo l’esperienza del ‘Distretto del Commercio Alto
    Milanese’ – commenta Sara Bettinelli, sindaco di Inveruno e comune capofila – i vari ‘step’ stanno seguendo le tempistiche previste e vediamo una grande attenzione e interesse dal mondo
    imprenditoriale locale. I fondi per i contributi alle imprese sono stati richiesti in pochissimi giorni, segno di come il tessuto economico locale sia attento alle iniziative che abbiamo proposto. La collaborazione tra Comuni (Arconate, Bernate Ticino, Buscate, Cuggiono, Inveruno e Magnago), ConfCommercio e piccole imprese è sicuramente positiva”.

    Ora si apre la seconda fase con la creazione di un marketplace online: “Sarà un nuovo modo di rapportarsi insieme come commercio – commenta Sara Bettinelli – non andrà a sostituire il rapporto diretto azienda-cliente ma sarà una vetrina aggiuntiva, organizzata e funzionale coordinata dalle amministrazioni. Non posso non ringraziare i colleghi dei comuni coinvolti con cui stiamo lavorando bene, con attenzione e grande praticità. Un grazie particolare devo però spenderlo per il SUAP di Inveruno che sta gestendo tutte
    le pratiche degli enti e delle imprese coinvolte fornendo un servizio davvero prezioso”.

    Ricordiamo che il Distretto del Commercio ‘Alto Milanese’, oltre che ad Inveruno comune capofila, coinvolge anche Arconate, Bernate Ticino, Buscate, Cuggiono e Magnago. Di seguito i commenti
    dei rispettivi sindaci e assessori di riferimento.

    ARCONATE – Dario Calloni, sindaco / 4 attività
    “Finalmente vediamo i risultati di un lavoro iniziato ormai molto tempo fa e per il quale noi Amministrazioni del territorio ci siamo spese molto. Il bando potremmo definirlo un ‘bando
    d’eccellenza’: verranno finanziati interventi per in totale di 200.000€, che è un capitale considerevole. Ad Arconate quattro imprese riceveranno finanziamenti per un totale di oltre 9000€:
    molte altre purtroppo non hanno potuto partecipare al bando perché gli interventi operati non ricadevano nei requisiti del bando (i cui finanziamenti sono retroattivi fino al marzo 2022, ndr). In qualunque caso, il Distretto del Commercio è un’opportunità preziosa per le attività che sapranno sfruttarla”.

    BERNATE TICINO – Maria Pia Colombo, sindaco / 4 attività
    “L’opportunità maggiore che fornisce il Distretto è quella di fare rete, tra imprese e territori. Proprio per questo il bando ha garantito le stesse possibilità di accesso alle risorse a tutte le attività di tutti i comuni, indipendentemente da estensione territoriale o numero di abitanti. Il riscontro degli esercenti bernatesi, pur nel nostro piccolo, è stato ottimo: le quattro attività vincitrici riceveranno il finanziamento massimo di 5000€. Questo gratifica noi come Amministrazione ma soprattutto riconosce il lavoro di quegli imprenditori che si sono presi il rischio di investire in un periodo di crisi e che si vedono ora garantito un supporto non solo economico, ma anche di marketing e d’immagine”.

    BUSCATE – Fabio Merlotti, sindaco / 6 attività
    “Sono molto contento della riuscita del progetto. Come Amministrazioni, e collaborando con Confcommercio, Camera di Commercio ed Europartner abbiamo cercato di suggerire alle imprese
    del nostro territorio una progettualità condivisa e comune. La buona adesione al bando testimonia la buona riuscita del nostro lavoro e della nostra comunicazione: ora possiamo sperare in un
    inquadramento più definito del tessuto economico dell’Altomilanese”.

    CUGGIONO – Giovanni Cucchetti, sindaco / 13 attività
    “Come Amministrazione siamo estremamente felici dell’adesione al bando delle nostre attività. Un’azione condivisa e concordata che speriamo possa creare un vero e proprio ‘centro commerciale
    diffuso’ tra Cuggiono e gli altri paesi del Distretto. Ci tengo personalmente a ringraziare soprattutto l’Amministrazione Comunale e lo Sportello Unico Attività Produttive di Inveruno, che sono stati il punto di riferimento sul territorio per tutti coloro che hanno partecipato al bando, e oltre a loro anche Confcommercio, la Camera di Commercio ed Europartner”.

    MAGNAGO – Franco Piantanida, Assessore al Commercio / 7 attività
    “L’iniziativa è stata un grande successo. Il contributo di tutti i partner del progetto è stato fondamentale. Le Amministrazioni si sono occupate delle attività di prossimità: anche a Magnago
    abbiamo avuto un ottimo riscontro da parte dei nostri commercianti, fin dalla serata di presentazione del bando. Ci tengo a ringraziare Inveruno, comune capofila del progetto, il dottor
    Ganzebi e la Confcommercio Castano/Magenta, il dottor Crotti ed Europartner e la Camera di Commercio.

    Grande soddisfazione anche da parte di Confcommercio, nelle parole di Simone Ganzebi. “Grande soddisfazione per un progetto dedicato a un territorio che sta diventando sempre più strategico”: il direttore della sezione di Magenta e Castano Simone Ganzebi si è detto molto contento per la larga adesione che le aziende associate a Confcommercio hanno espresso per il
    bando del ‘Distretto del Commercio Altomilanese’. “Delle 25 ‘nostre’ aziende che hanno presentato domanda, 21 hanno viste accolte le loro richieste e riceveranno i contributi. Questo testimonia la bontà del nostro lavoro, e ci dà la misura di come i nostri associati si sappiano adattare molto bene ai continui cambiamenti del mercato. Come Confcommercio lavoriamo anche per ribaltare il paradigma del ‘commerciante’: non più solo piccoli negozi in stretta concorrenza tra di loro, ma piuttosto veri e propri imprenditori che sappiano lavorare in rete sul territorio. Il progetto del ‘Distretto’ mira proprio a questo: migliorare l’interconnessione tra le aziende anche grazie alla creazione di un hub digitale condiviso che funga da risonanza per ciascuna attività”.

    Un progetto che fa anche della territorialità un punto vincente: “Attualmente, con la tendenza di Milano ad ampliarsi verso ovest, il territorio dell’Altomilanese diventa altamente strategico. Proprio per questo motivo sarà molto importante la vicinanza tra istituzioni e imprese: a riguardo non posso non ringraziare Sara Bettinelli, sindaco capofila tra quelli coinvolti nel ‘distretto’, che come sempre si è dimostrata efficiente e preparata. Non ultimo, va ricordato il supporto di Regione Lombardia, sempre in prima linea per quanto riguarda la salvaguardia del tessuto socio-economico territoriale.

    È notizia di pochi giorni fa che Mesero sarà considerato un ‘borgo’, e di recente sono state nominate oltre 450 nuove ‘attività storiche’: segni tangibili della vicinanza delle istituzioni alle imprese e ai cittadini”, ha concluso Ganzebi.

  • Oltre 3.500 persone in piazza ad Arconate con Dj Albertino

    Oltre 3.500 persone in piazza ad Arconate con Dj Albertino

    Sono state oltre 3500 le persone che hanno partecipato alla Festa Patronale di Arconate, lunedì 31 luglio in piazza Libertà, e hanno potuto ballare e divertirsi al ritmo della musica di DJ Albertino, maestro della console e super ospite della serata, che ha saputo mettere in scena uno spettacolo di altissima qualità.

    ARCONATE MI – L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Arconate, che ha allestito un’imponente struttura organizzativa: presenti 40 volontari dell’Amministrazione, oltre all’Arma dei Carabinieri e a 4 agenti della Polizia locale, 15 operatori security, 7 volontari di Arconate Serena, 15 volontari della Protezione Civile di Busto Garolfo e 11 operatori della Croce Azzurra di Buscate.

    La tradizionale manifestazione arconatese si è dunque confermata un evento di successo, attrattivo non solo per il territorio arconatese, ma per tutto il circondario dell’Altomilanese.

    Grande soddisfazione da parte dell’Amministrazione Comunale, a parlare l’Assessore ai Grandi eventi, Francesco Colombo: “Come accade da ormai 9 anni, la festa patronale si è dimostrata un successo. Una marea umana ha letteralmente invaso Arconate e questo non può che renderci orgogliosi del lavoro svolto. Un ringraziamento al nostro sponsor, Opel Rezzonico, ma soprattutto ai volontari dell’Amministrazione, alle forze dell’ordine e a tutti gli operatori e le associazioni che hanno collaborato alla riuscita di questa serata: questo successo è merito degli sforzi di ciascuno di loro!”.

  • Buffon lascia il calcio “Ti ho dato tutto”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    PARMA (ITALPRESS) – “Finisce qua. Mi hai dato tutto. Ti ho dato tutto. Abbiamo vinto insieme”. Così sui social, Gianluigi Buffon, dà il suo definitivo addio al calcio giocato, all’età di 45 anni. L’estremo difensore campione del mondo nel 2006 aveva un altro anno di contratto con il Parma, il club in cui ha iniziato e chiuso una carriera che, oltre alla maglia della Nazionale, lo ha visto indossare qeulle di Juventus e Psg.
    “Oggi rendiamo onore al ritiro del leggendario portiere Gigi Buffon. Nel corso della sua illustre carriera, che non ha eguali, Gigi ha dimostrato un’abilità senza pari, una determinazione implacabile e una passione incrollabile dentro e fuori dal campo”. Così il presidente del Parma, Kyle Krause, commentando l’addio al calcio di Buffon. “Il Parma Calcio porge le sue più sentite congratulazioni a un vero campione e amico – prosegue Krause -. Gli saremo sempre grati per il suo contributo vitale alla grande storia di questo club e della nostra comunità.
    Il Parma Calcio sarà sempre la sua casa”.
    Nel suo futuro possibile un ruolo all’interno della Nazionale azzurra.
    – foto Image –
    (ITALPRESS).

  • Buffon lascia il calcio “Mi hai dato e ti ho dato tutto”

    Buffon lascia il calcio “Mi hai dato e ti ho dato tutto”

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    PARMA (ITALPRESS) – “Finisce qua. Mi hai dato tutto. Ti ho dato tutto. Abbiamo vinto insieme”. Così sui social, Gianluigi Buffon, dà il suo definitivo addio al calcio giocato, all’età di 45 anni. L’estremo difensore campione del mondo nel 2006 aveva un altro anno di contratto con il Parma, il club in cui ha iniziato e chiuso una carriera che, oltre alla maglia della Nazionale, lo ha visto indossare qeulle di Juventus e Psg.
    “Oggi rendiamo onore al ritiro del leggendario portiere Gigi Buffon. Nel corso della sua illustre carriera, che non ha eguali, Gigi ha dimostrato un’abilità senza pari, una determinazione implacabile e una passione incrollabile dentro e fuori dal campo”. Così il presidente del Parma, Kyle Krause, commentando l’addio al calcio di Buffon. “Il Parma Calcio porge le sue più sentite congratulazioni a un vero campione e amico – prosegue Krause -. Gli saremo sempre grati per il suo contributo vitale alla grande storia di questo club e della nostra comunità.
    Il Parma Calcio sarà sempre la sua casa”.
    Nel suo futuro possibile un ruolo all’interno della Nazionale azzurra.
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    (ITALPRESS).

  • Tangenziale Ovest, scontro moto-furgone: grave il centauro

    MILANO Una moto e un furgone si sono scontrati alle 11.30 di oggi sulla tangenziale ovest di Milano, tra l’uscita 7 per Ss35 Pavia-Ticinese e quella di Famagosta-Assago.

    Nell’incidente il motociclista, un uomo di 51 anni, è rimasto ferito gravemente ed è stati trasportato in elisoccorso in codice rosso all’ospedale di Niguarda, con traumi multipli a testa, volto, torace, bacino e una gamba. Il conducente del furgone, un 23enne, è stato soccorso sul posto dai sanitari e non trasportato in ospedale. Lo rende noto l’azienda regionale di emergenza urgenza della Lombardia, intervenuta con elisoccorso, automedica e ambulanza