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  • Allarme super batteri, Pregliasco “Usare meno gli antibiotici”

    Salute e Medicina: scopri gli aggiornamenti di oggi su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – Uso degli antibiotici, allevamenti intensivi, guerra, crisi climatiche, disuguaglianze sanitarie sono le condizioni alla base dello sviluppo dei cosiddetti super batteri, microrganismi sempre più forti e sempre più difficili da combattere. Nel mondo le malattie infettive provocate dai super batteri hanno provocato almeno 700.000 morti all’anno. In Europa nel 2020 hanno colpito 600.000 persone causando più di 33.000 decessi, di questi ben 11.000 sono avvenuti nel nostro paese, che si è guadagnato così un poco lusinghiero primato nel continente. Un fenomeno che, secondo le stime, se non sarà arrestato in tempo, provocherà 10 milioni di morti all’anno entro il 2050, superando così persino i decessi causati dal cancro. Sono questi alcuni dei temi trattati da Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano e presidente dell’Anpas, intervistato da Marco Klinger, per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress: “I batteri cattivi sono batteri che purtroppo capiscono come schivare l’azione degli antibiotici – ha esordito il professore – Nel 1945 la penicillina, il primo antibiotico, ci aveva dato speranze notevoli, e così è stato, di ridurre l’impatto delle malattie infettive batteriche, ma poi i batteri, per un fatto naturale purtroppo di evoluzione e capacità di resistenza, hanno acquisito spesso e volentieri questa antibiotico resistenza, quindi la capacità di schivare l’antibiotico nei suoi effetti e vediamo adesso creare forme spesso pesanti, a volte anche mortali nelle persone più fragili, con un rischio futuro molto pesante se non si fa qualcosa”. E sono recenti due casi in Italia di contagio citati da Pregliasco: “In Italia di recente ci sono stati alcuni casi, un citrobacter a Verona in una terapia intensiva neonatale proprio a causa di un contagio che si è visto essersi protratto per diversi mesi o anni – ha spiegato – Un’altra situazione era legata agli strumenti veramente importanti come i sistemi per la circolazione extracorporea, che purtroppo però si sono contaminati anche qui con un micobatterio chimaerae, un nome bello ma pesante per i suoi effetti, che ha determinato pesanti situazioni su persone cardio-operate: per molti c’è stata la paura di essere coinvolti, perchè la patologia può insorgere anche in seguito”.
    Sull’argomento, Pregliasco ha scritto un libro divulgativo: “Si intitola ‘I superbatterì per evidenziare che non si tratta di un libro scientifico nel senso tecnico e professionale, ma di un libro divulgativo dove raccontiamo storie di persone che hanno avuto dei guai, storie di persone che negli anni hanno poi fatto e stanno facendo cose in positivo – ha raccontato – Attraverso queste storie e questa individuazione delle persone poi si arriva nella parte finale al racconto di quegli elementi pratici e oggettivi che ognuno può attuare, perchè è una responsabilità condivisa”. Gli allevamenti intensivi, ora vietati in Italia, hanno determinato un grosso problema in passato: “Lo hanno fatto in termini di non responsabilità, ovvero di un uso improprio, eccessivo, per massimizzare il risultato degli allenamenti e far vivere male, in un contesto di affollamento, ma far crescere comunque gli animali – ha aggiunto – Oggi è vietato, l’Italia è molto attenta e ha prescritto la ricetta elettronica e l’indicazione solo di uso come è giusto che sia per gli umani per la terapia e non per la prevenzione, ma purtroppo dobbiamo considerare l’antibiotico come una lama che ogni volta che si usa un pochettino perde il filo, per cui non va sprecato”. Pregliasco ha ricordato come anche nella vaccinazione, per esempio quella per l’influenza o per il Covid, il batterio cerca di schivare l’antibiotico per un’evoluzione naturale, attrezzandosi. E se per l’OMS lo scenario è apocalittico, per il professor Pregliasco c’è ancora una speranza: “Abbiamo comunque la possibilità e l’opportunità di fare qualcosa. Le istituzioni devono fare sorveglianza, dare disposizioni, gli allevatori devono ridurre questo utilizzo degli antibiotici, i medici devono essere meno pesanti con la penna nell’indicazione a volte eccessiva dell’antibiotico, poi è necessario anche che le aziende farmaceutiche siano più attente, ultimamente avevano deviato la ricerca su argomenti più convenienti – ha ammonito – E poi c’è la responsabilità del paziente. Se l’antibiotico funziona, la sintomatologia migliora subito, molti non seguono la prescrizione nel dosaggio e nella tempistica: se il medico dice per cinque giorni, anche se c’è un immediato miglioramento, si proceda nel tempo. E’ una responsabilità di tutti, però è anche del singolo, ci vuole un’attenzione condivisa. “E’ da un pò di anni che non arrivano nuove molecole, ci sono nuovi antibiotici ma sono variazioni sul tema. Si stanno ricercando negli abissi marini, ma anche all’interno dei virus degli stessi batteri, un altro approccio interessante per avere una vasta scelta, ma per cui va fatta molta attenzione – ha ricordato – Un medico che usa l’ultimo antibiotico a disposizione vuol dire sprecarlo se non è necessario”. La chiosa è sulla recente vicenda personale che ha colpito Madonna: “E’ una donna di 64 anni, dunque comunque non fragilissima. Forse ha trascurato i primi segnali e poi si è ritrovata a dover andare in terapia intensiva. Questo dimostra che i batteri sono con noi, qualcosa con cui dobbiamo fare i conti – ha concluso – Il Covid ci ha insegnato che la natura riusciamo sì a inseguirla, ma sta anche a noi cittadini, istituzioni, ricercatori e medici di usare il buonsenso come sempre, anche se non è facile”.
    – foto Italpress –
    (ITALPRESS).

  • L’ecologismo, il nuovo “Oppio dei popoli” – Di Domenico Bonvegna

    Da qualche settimana i tiggi si sono scatenati a comunicarci che la la Penisola italiana sta subendo l’assalto del caldo infernale ed è certamente vero. Del resto non è una novità, in ogni estate più o meno dobbiamo fare i conti con il caldo. Ma in tutta questa ossessione giornalistica c’è sicuramente un sostrato ideologico. Lo abbiamo capito scrive Il Giornale dal tweet di Greta Thunberg che rinfocola, semmai ce ne fosse bisogno, la polemica: in sintesi la novella Giovanna d’Arco dell’ideologia verde ci dice che abbiamo battuto tutti i record di caldo e quindi siamo in emergenza.

    Ci vuole un nanosecondo – scrive Francesco Maria Del Vigo – a passare dai giudizi scientifici ai deliri dei talebani dell’ecologismo che usano il termometro come una clava politica: «Di fronte a questa drammatica emergenza climatica è inaccettabile la sfrontatezza della presidente Meloni che parla di ultrà della transizione ecologica che vogliono mettere in ginocchio l’economia italiana. Il suo non è un comportamento né da premier e tantomeno da madre», firmato Angelo Bonelli, portavoce dei Verdi. (Il caldo italiano news mondiale. E i “gretini” fanno gli sciacalli, 16.7.23, Il Giornale) E così pare che dai colpi di calore i primi ad essere colpiti sono proprio i fondamentalisti dell’ideologia verde.

    E proprio dell’ideologia verde come la nuova religione ne parla oggi anche Nicola Porro, il valido giornalista di Mediaset. “L’Europa, ormai scristianizzata e orfana delle ideologie novecentesche, sembrerebbe aver trovato nell’ecologismo il suo nuovo culto di riferimento.

    Una vera e propria fede, con i suoi santi e i suoi devoti, i suoi riti e i suoi profeti, i suoi dogmi e i suoi templi. Un’autentica religione civile, fatta di sacrifici, penitenze, rinunce e sanzioni con cui punire eretici e miscredenti. Con tanto di Messia, una giovane attivista svedese divenuta icona del movimento ambientalista mondiale e profetessa di quel «Dio verde» a cui in tanti si prostrano riverenti”. (L’estremismo verde ci lascerà “al verde”, 16.7.23, Il Giornale).

    Per Porro questa nuova ideologia, ha sostituito quelle del Novecento, e rappresenta per l’Europa, “Il nuovo oppio dei popoli” . Un’Europa, “priva di anima e di idee, inconsistente politicamente e incapace di fare i conti con sé stessa e con le proprie radici, che rinnega la propria cultura per fare spazio al mondialismo dilagante”, lo scrive Salvatore Di Bartolo in “Overgreen. L’altra faccia della rivoluzione verde (la Bussola editore), chiamando in causa proprio quel Karl Marx a cui così tanto i proseliti del green sembrano volersi ispirare. Sì, perché, come sosteneva Roger Scruton riferendosi al nuovo totalitarismo verde, «l’ecologismo presenta tutti i tratti distintivi di un’ideologia socialista». Utilizzando gli artifici retorici del marxismo, gli ecotalebani sono riusciti a sovvertire i termini della realtà per edificare un nuovo umanesimo in cui l’ambiente, motore di tutto, è posto al centro, e l’uomo, tormentato dai propri bisogni e dalle proprie miserie e ormai incapace di dominare se stesso, è relegato alla periferia”.

    Secondo la mentalità contorta dei verdi, nella loro società (che non è medievale caro Porro) “l’essere umano assurge a nemico dell’ecosistema, reo di sfruttarne sconsideratamente le risorse e di minarne la sostenibilità. Un po’ come il capitale nella dottrina marxista. Marxismo ed ecologismo possono pertanto essere considerati due facce della stessa medaglia, essendo l’ecologismo nient’altro che la più moderna e accattivante trasfigurazione del socialismo di stampo marxista. E dunque su tali presupposti ideologici si fonda quel fondamentalismo ambientalista capace di influenzare le decisioni dell’Ue”.

    In un recente discorso di Kamala Harris, il professore Eugenio Capozzi ha notato un lapsus freudiano, invece di “pollution”(inquinamento), ha detto “population”, così l’agghiacciante frase si legge così: “Quando investiremo in energia pulita e in veicoli elettrici e ridurremo LA POPOLAZIONE sempre più i nostri figli potranno respirare aria pura e bere acqua pulita”. Il professore fa notare che non solo l’oratrice non si corregge, ma la platea non si accorge della ennesima gaffe della vice-presidentessa e applaude convinta. Segno che l’affermazione alle orecchie del pubblico presente non appariva nemmeno strana. Questo aspetto soprattutto fa venire i brividi.

    Quel lapsus rivela in maniera imbarazzante come al fondo dell’ideologia apocalittica ambientalista dominante nelle élite occidentali ci sia l’antiumanesimo neo-malthusiano, e l’idea di una separazione tra esseri umani di serie A (i loro figli che vivranno meglio) e di serie B (quelli che affollano troppo il pianeta, consumano troppo, “emettono” troppa anidride carbonica, e vanno impoveriti, disciplinati, o meglio ancora “ridotti”).

    Ritornando a Porro, il giornalista seguendo l’efficace e brillante testo di Di Bartolo sottolinea che riesce a cogliere le principali criticità delle «direttive green» contenute nel pacchetto «Fit for 55», mettendo altresì in guardia il lettore dalle possibili conseguenze, potenzialmente devastanti per le economie dei Paesi membri, scaturenti dal recepimento delle stesse. La posta in gioco è dunque altissima: a repentaglio sono l’economia e il futuro del Vecchio Continente.

    Al pari dei capisaldi della cultura occidentale, che rischiano irrimediabilmente di crollare sotto le apocalittiche invettive dei sacerdoti della nuova ideologia dominante, della religione laica più professata d’Occidente: l’ecologismo.

  • Chiusa prima tappa di SM Expo, Il “Village” di Sicilia Motori si sposta a Palermo

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    CATANIA (ITALPRESS) – Si è chiusa con un positivo bilancio la prima edizione di SM Expo CT ospitata sul piazzale antistante “Le Ciminiere”, da venerdì ad oggi, a Catania. Come facilmente prevedibile, l’attenzione massima del pubblico è stata rivolta alle anteprime nazionali di Fiat, 600e e Topolino, che hanno catalizzato la curiosità anche di giovanissimi “automobilisti”: la minicar elettrica si può guidare dai 14 anni. Non meno intensa l’attività di hostess e venditori sugli stand degli altri brand presenti: Abarth (500e), Alfa Romeo (Tonale), Fiat (600e e Topolino) e Jeep (Avenger e Grand Cherokee) insieme alla concessionaria Nuova Sport Car e Dacia con la Sandero in allestimento Extreme (Autovia Puglisi), mentre Ford ha mostrato con Virauto la Mustang Mach-E e la Puma in allestimento ST-Line. Maserati ha puntato sulla Grecale GT ibrida insieme a Cronos, Nissan – in collaborazione con Comer Sud – la Ariya 100% elettrica. Infine, tra le due ruote, Peugeot Motocycle ha esposto le novità Tweet FL e XP-400. L’ultima mattina è stata caratterizzata dai raduni del club Maseratisti Siciliani che con i loro esemplari, classici e moderni, hanno fatto da cornice alla Grecale in allestimento GT e motorizzazione mild-hybrid. Insieme ai “Maseratisti” sono tornati gli “Alfisti” del Club Catania con ulteriori esemplari rari se non unici in aggiunta a quelli visti nelle prime due giornate. Numerosa è stata anche la rappresentanza del club Abarth Trinacria), apprezzata dagli appassionati la qualificata presenza dei veicoli d’epoca del club CT1.
    “Ringrazio la città di Catania che ci ha accolto a braccia aperte rispondendo al nostro invito cosi come gli espositori che ci hanno dato fiducia – dice Dario Pennica, Direttore della rivista Sicilia Motori organizzatore dell’evento – è stata un’edizione sperimentale che ha dovuto fare i conti anche con il caldo record, ma nonostante questo chiudiamo con soddisfazione. Abbiamo tratto elementi importanti per la prossima edizione per la quale diamo appuntamento all’ultimo week-end di giugno 2024. Torniamo a Palermo, carichi di entusiasmo, e pronti per la seconda tappa di SM Expo”.
    L’ultima sera applaudita esibizione di Gino Astorina e Massimo Spata che ha seguito quella di sabato di Carmelo Caccamo con il suo personaggio della “Signora Santina”. SM Expo sarà di scena a Palermo in viale Regina Elena a Mondello-Valdesi da venerdì 21 a domenica 23 e dai brand presenti a Catania si aggiungerà Koelliker con la Microlino (che sarà possibile provare) e l’altra anteprima nazionale Hyundai Kona. Tutte le informazioni e i modelli di auto e moto esposti sul sito ufficiale dell’esposizione https://www.siciliamotori.it/sm-expo-2023/. Live, foto e interviste sui canali social ufficiali Facebook e Instagram di Sicilia Motori. SM EXPO PA ha ottenuto il patrocinio del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e del Comune di Palermo. Media partner sono l’agenzia di stampa Italpress e il quotidiano “Il Giornale di Sicilia” insieme all’emittente televisiva TGS e radiofonica RGS.
    foto ufficio stampa Sicilia Motori
    (ITALPRESS).

  • Conte “Governo in forte ritardo sul Pnrr”

    Conte “Governo in forte ritardo sul Pnrr”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “Questo governo si trova in forte ritardo. Ha voluto accentrare a Chigi la cabina di regia in corso dell’attuazione, togliendola al MEF. Stiamo rischiando addirittura di perdere questa rata. Adesso viene riformulato per cercare di recuperare il ritardo sin qui accumulato”. Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte, rispondendo a una domanda sul Pnrr a margine del convegno “La rivoluzione ecodigital” nella sala Matteotti di Palazzo Theodoli Bianchelli.
    “Il tutto viene fatto senza una reale trasparenza. Non vengono in Parlamento a dirci come stanno le cose e cosa non sta funzionando – ha aggiunto -. Hanno rifiutato anche il nostro contributo costruttivo. Si stanno assumendo una grande responsabilità. Quel che è certo, è questo governo è assolutamente capace di spendere fondi e risorse per armi e munizioni mentre invece per quella che è la tensione ecologica e digitale che serve e la giustizia ambientale che serve a questo Paese, loro non hanno alcuna disponibilità”, ha concluso.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Incidente sulla Laghi: autista elisoccorso, donna 57enne all’ospedale di Legnano

    LEGNANO E’ stato portato con l’elisoccorso all’ospedale Sant’Anna di Como l’autista del camion che questa mattina sull’Autolaghi, quando il tir che guidava ha sfondato la barriera di new jersey sull’Autolaghi finendo nella carreggiata opposta e investendo le macchine che stavano andando in direzione di Varese.

    L’uomo di 45 anni, fanno sapere dall’agenzia di emergenza urgenza, è caduto dal finestrino della cabina di guida ed è stato portato con l’elisoccorso all’ospedale Sant’Anna di Como con un trauma alla schiena e ustioni di primo e secondo grado alle gambe provocate non dalle fiamme ma dal contatto con la benzina fuoriuscita. Un trentasettenne, che guidava una delle due auto investite, è stato portato in codice rosso al Niguarda di Milano con traumi al torace e all’addome. Una donna di 57 anni, che era sull’altra vettura, è stata portata con un trauma toracico, in condizioni meno gravi, all’ospedale di Legnano

  • Trippata dagli Alpini di Magenta a San Rocco: ecco come prenotarsi per il 16 agosto

    Manca un mese, ma già da adesso è meglio cominciare a prenotarsi per la classica trippata di San Rocco del Gruppo Alpini di Magenta. Si terrà mercoledì 16 agosto presso la sede del gruppo in via Milano.

    MAGENTA – Sarà possibile acquistare la porzione da asporto a 8 euro dalle 11 fino ad esaurimento scorte. Dalle 12 pranzo al costo di 20 euro solo su prenotazione. Menù: nervetti, trippa, formaggio, acqua, vino e caffè. Il gruppo invita a prenotare asporto e pranzo entro domenica 6 agosto. Cell e whatsapp Livio Cena 3282299278..

  • Dopo l’incendio l’aeroporto di Catania riparte con due voli all’ora

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    CATANIA (ITALPRESS) – Il Terminal C dell’aeroporto di Catania riparte con 2 voli all’ora, che saranno via via incrementati: questo l’esito del vertice sull’operatività dello scalo che si è svolto a Catania tra il Prefetto, l’Enac e la SAC, la società di gestione dell’aeroporto, in merito al rogo avvenuto la notte scorsa.
    La chiusura in via precauzionale di 48 ore era stata disposta subito dopo aver domato l’incendio, per effettuare la bonifica dell’area interessata. L’infrastruttura di volo, infatti, e altre zone dell’aeroporto non sono state coinvolte dal rogo e gli aeromobili presenti sullo scalo già questa mattina sono stati autorizzati a decollare dall’aeroporto per essere impegnati su altri scali.
    La società di gestione, in coordinamento con Enac ed Enav, si è attivata per la riprogrammazione dei voli di questi giorni e ha individuato altri aeroporti per la riprotezione dei passeggeri: Comiso, Palermo, Trapani, Lamezia Terme e Reggio Calabria. La SAC sta garantendo il trasferimento in pullman dei passeggeri da e per gli aeroporti individuati.
    L’Enac, inoltre, invita i passeggeri a non recarsi in aeroporto, ma di contattare preventivamente le compagnie aeree di riferimento per verificare l’effettiva operatività del proprio volo e le soluzioni alternative individuate dai vettori.
    E’ stata altresì istituita una Commissione d’inchiesta Enac per far luce sulle cause dell’incendio e per garantire in tempi brevi la ripresa a pieno regime dell’operatività dello scalo.
    “Sac si è attivata per rendere immediatamente operativo il Terminal C, in accordo con Enac, e garantire così alcune partenze, cercando di ridurre i disagi ai nostri utenti. I danni al Terminal A, ripetiamo, sono stati marginali e stiamo tentando di ripristinare tutto il prima possibile. Ringrazio tutti gli enti di Stato e la comunità aeroportuale per lo sforzo e il grande lavoro di stanotte, che ha visto in prima persona anche il sindaco Trantino. Stiamo lavorando per gestire i problemi che, comunque, sono contenuti. Per quanto riguarda i passeggeri, stiamo lavorando con le compagnie aeree e con gli altri scali affinchè si possa garantire la riprotezione sugli altri aeroporti, per i quali stiamo approntando collegamenti con i pullman”, commenta l’amministratore delegato della Sac, Nico Torrisi.
    “Il Comune di Catania partecipa alle attività di ripristino del normale funzionamento dell’aerostazione ed è accanto alla società di gestione nel delicato momento. Visti i riflessi sul sistema città, abbiamo il dovere di essere presenti e ho potuto riscontrare la tempestività delle operazioni di stanotte e la risposta all’emergenza per contenere i disagi”, afferma il sindaco di Catania, Enrico Trantino.

    – foto Vigili del Fuoco –

    (ITALPRESS).

  • Consorzio dei Navigli/Legambiente premia Bernate Ticino, Besate, Calvignasco, Corbetta e Nosate come “Comuni Rifiuti Free” a livello nazionale

    Presentato il dossier nazionale Comuni Ricicloni 2023. Solo 629 comuni italiani rispettano i parametri per essere Rifiuti Free

    ALBAIRATE – Il Consorzio dei Navigli S.p.A. ancora una volta si conferma essere una eccellenza nazionale nella gestione integrata dei rifiuti. Dei 629 Comuni Ricicloni premiati da Legambiente, cinque fanno parte del Consorzio che opera nelle tre macroaree del Sud Ovest Milanese: Abbiatense, Castanese e Magentino.

    E precisamente, nell’elenco nazionale dei “Comuni Rifiuti Free” sotto i 5000 abitanti sono rientrati: Bernate Ticino, Besate, Calvignasco e Nosate. Mentre in quello nazionale dei Comuni Rifiuti Free sopra i 15 mila abitanti è rientrato il comune di Corbetta.

    Comuni Ricicloni 2023 (sui dati 2022), il dossier nazionale di Legambiente giunto alla 30ª edizione, è stato presentato lo scorso 6 luglio a Roma, in occasione della premiazione dei 629 comuni virtuosi.

    «È un concorso volontario cui concorrono le realtà che inviano i dati di produzione dei rifiuti nei tempi e nei modi stabiliti dagli organizzatori. – spiega il presidente del Consorzio dei Navigli Carlo Ferrè – Il dossier di Legambiente fa il punto sull’impegno degli italiani e delle singole comunità nella raccolta differenziata e premia le realtà più virtuose».

    Per rientrare nell’elenco di Legambiente, come spiega il direttore del Consorzio dei Navigli, Christian Migliorati, occorre raggiungere almeno il 65% di raccolta differenziata (RD) e avere un residuo secco non superiore a 75 kg abitante anno (PSR).

    Ecco i dati per i cinque Comuni Ricicloni del Consorzio che sono stati premiati da Legambiente: Bernate Ticino (2.952 abitanti, 81,4 % di RD – Raccolta differenziata e 74,6 di PSR); Besate (2.051 abitanti, 82,0 % di RD – Raccolta differenziata e 71,8 di PSR); Calvignasco (1.211 abitanti, 82,7% di RD e 67,5 di PSR); Corbetta (18.778 abitanti, 82,5% di RD e 70,4 di PSR); Nosate (645 abitanti, 84,0% di RD e 68,3 di PSR).

    Nel Dossier 2023 di Legambiente sono 629 i comuni virtuosi “liberi” dai rifiuti (+39 rispetto all’anno precedente), così suddivisi: 423 nel Nord, 30 nel Centro e 176 nel Sud. In Lombardia su un totale di 1.504 comuni soltanto 74 sono “rifiuti free”.

    Nella prima edizione di Comuni Ricicloni del 1994 vennero premiati 10 comuni lombardi che avevano superato il 10% di raccolta differenziata finalizzato al recupero di materia.

    Nel tempo molte cose sono cambiate nei criteri di valutazione di una buona gestione dei rifiuti. In particolare, dal 2016 vengono premiati soltanto i comuni che contengono la produzione di rifiuto da avviare a smaltimento entro i 75 kg/ab/anno.

    I 18 comuni oggi Soci di Consorzio dei Navigli S.p.A., società mista pubblico-privata, sono: Arluno, Bernate Ticino, Besate, Bubbiano, Busto Garolfo, Calvignasco, Casorate Primo, Cassinetta di Lugagnano, Cisliano, Corbetta, Cusago, Inveruno, Mesero, Morimondo, Nosate, Ozzero, Vanzaghello e Vittuone.

    I Soci privati, che detengono il 30% del capitale sociale e che, con i propri servizi operativi hanno contribuito in maniera decisiva al conseguimento del prestigioso risultato, sono Idealservice Soc. Coop. di Udine e Spazio Aperto Soc. Coop. Sociale di Milano, cui si aggiunge, a partire dal secondo semestre 2022, Econord S.p.A. di Varese.

    Consorzio dei Navigli S.p.A., dunque, si attesta tra i più performanti gestori aggregati nazionali, anche a seguito del processo di trasformazione in società mista pubblico-privata.

  • Carlo Borghetti sui medici di base: “Il modello di Regione Lombardia demolito dalle organizzazioni più rappresentative di categoria”

    In Commissione Sanità abbiamo audito le loro organizzazioni più rappresentative, e ne è uscito un giudizio impietoso rispetto a quanto Regione Lombardia potrebbe fare e non ha fatto in questi anni.

    LOMBARDIA – “In Commissione Sanità le organizzazioni dei medici di famiglia presenti in audizione nei giorni scorsi, hanno demolito la Regione Lombardia, esprimendo esattamente le stesse criticità che noi, consiglieri di opposizione, rileviamo e denunciamo, inascoltati, ormai da molti anni rispetto alla medicina territoriale e alle cure primarie”. Così Carlo Borghetti, consigliere regionale del Pd e capogruppo in Commissione Sanità, interviene a margine della seduta odierna in cui si è tenuta l’audizione sulle problematiche della professione medica con i rappresentanti della categoria.

    “Moltissimi i problemi emersi -dice Borghetti, elencandone alcuni-: ancora nessun alleggerimento del livello di burocrazia cui sono sottoposti i medici; malfunzionamento del sistema informativo (SISS) che fa perdere addirittura il 30% del tempo-lavoro; mancato caricamento dei referti da parte di molti ospedali e poliambulatori sul Fascicolo sanitario elettronico (fatto che complica ulteriormente il lavoro dei medici); ancora non completato il processo di dematerializzazione delle ricette a favore dei cittadini; mancato adeguato supporto all’attività attraverso personale di studio; insufficiente livello di retribuzione a fronte dell’aumento dei pazienti presi in carico”.

    “Si tratta di questioni di competenza regionale che vanno affrontate con urgenza -sottolinea l’esponente dem-: ancora risulta incomprensibile come Regione Lombardia, in così tanti anni, non sia stata in grado di affrontarle. E questo, certamente, anche per l’inefficiente gestione dei sistemi informativi sanitari, prima da parte di Lombardia Informatica e oggi di Aria”.

    “Con queste premesse ci chiediamo come farà l’assessore Bertolaso a far diventare una realtà il Cup unico per abbattere le liste d’attesa, ma sicuramente capiamo perché si sia preso tre anni per realizzarlo: un tempo troppo lungo per la salute dei lombardi -conclude Borghetti-. Noi abbiamo le proposte, interessano a Fontana?”.

  • Economia. Inflazione: Istat, a giugno confermato il calo, ma il trend resta a +6,4% su base annua

    A giugno 2023, l’Istat registra una variazione nulla su base mensile e un aumento del 6,4% su base annua dell’indice dei prezzi al consumo, confermando così la sua stima preliminare. L’inflazione si conferma così in calo rispetto al +7,6% registrato nel mese precedente.

    MILANO – La decelerazione, sottolinea l’Istat, si deve in prima battuta al rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +20,3% a +8,4%) e, in misura minore, degli Alimentari lavorati (da +13,2% a +11,5%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +5,6% a +4,7%) e dalla flessione più marcata degli Energetici regolamentati (da -28,5% a -29,0%). Per contro, un sostegno alla dinamica dell’indice generale deriva dai rialzi dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +8,8% a +9,4%).

    L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta ulteriormente (da +6,0% a +5,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (dal +6,2% registrato a maggio a +5,8%), sottolinea inoltre l’Istat, aggiungendo inoltre che l’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,6% per l’indice generale e a +4,9% per la componente di fondo.