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  • Rapporto sostenibilità Barilla 2022, -32% emissioni gas a effetto serra

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    PARMA (ITALPRESS) – Nel segno della sua purpose ‘La gioia del cibo per una vita migliorè, anche nel 2022 il Gruppo Barilla ha continuato ad investire per migliorare pasta, sughi e prodotti da forno (quasi 500 i prodotti riformulati e migliorati dal 2010, 40 quelli lanciati nel 2022), innovare e ridurre l’impatto dei processi produttivi in termini di emissioni di CO2, energia e consumi idrici, promuovere filiere sostenibili e progettare gli imballi affinchè possano essere riciclati. E ancora, donazioni pari a 3,2 milioni di euro e oltre 3.200 tonnellate di prodotti per esprimere la concreta vicinanza alle comunità. Sono alcuni highlights del Rapporto di sostenibilità del Gruppo Barilla, da oggi online sul sito Barillagroup.com.
    ‘Agricoltura, sistemi di coltivazione, trasformazione della materia prima in prodotto finito, confezionamento, distribuzione e consumo hanno avuto nel tempo un’evoluzione per rispondere alla nostra richiesta, sempre più pressante, di avere dei prodotti che soddisfacessero l’emozione del gusto, della nutrizione, della salute, integrati con la capacità di rigenerare le risorse del pianeta – afferma Paolo Barilla, Vicepresidente del Gruppo Barilla. E’ dal 1877 che il nostro lavoro viene alimentato dalla voglia di superarsi arrivando ai giorni nostri con lo stesso spirito dei fondatori. Questa è l’unica certezza che abbiamo davanti: tanta passione e ancora tanto lavorò.
    ‘Questo report racconta di noi, dei nostri prodotti, delle nostre persone e del nostro modo di fare impresa, afferma Gianluca Di Tondo, Amministratore Delegato del Gruppo Barilla. Se vogliamo dare un futuro al nostro pianeta e a tutti noi dobbiamo fare la nostra parte. La nostra azienda ha intrapreso questa strada tanti anni fa, per piccoli passi che però nel tempo ci hanno aiutato a ottenere grandi risultatì.
    Anche il 2022 è stato un anno chiave per lo sviluppo di progetti di agricoltura sostenibile di Barilla. Il totale delle materie prime strategiche (grano duro, grano tenero, segale, pomodoro, basilico, cacao e olii vegetali) acquistate responsabilmente è pari al 67%. Oltre 9mila le aziende coinvolte in progetti di agricoltura sostenibile, che garantiscono a Barilla la qualità delle materie prime acquistate e agli agricoltori di pianificare il lavoro con maggior sicurezza, grazie anche ai 4 disciplinari per la coltivazione sostenibile per grano duro (Decalogo per la Coltivazione Sostenibile del Grano Duro di Qualità), grano tenero (Carta del Mulino e Carta di Harrys) e Basilico (Carta del Basilico), che garantisce sostenibilità sociale e ambientale, per una filiera italiana e certificata ISCC PLUS di un ingrediente chiave di sughi pronti e Pesti Barilla. Come il basilico, anche il pomodoro viene coltivato, laddove possibile, vicino agli stabilimenti di produzione, per ridurre al minimo il tempo tra la raccolta e la lavorazione del prodotto. Il sostegno all’agricoltura locale tocca anche la pasta, di cui Barilla è leader mondiale nelle vendite. Il 93% del grano duro, ingrediente chiave di tutte le marche di pasta del Gruppo, viene acquistato dal mercato locale e il 47% mediante contratti di coltivazione.
    Barilla è presente in oltre 100 paesi con le sue marche e 29 siti produttivi (15 in Italia e 14 all’estero), che nel 2022 hanno dato vita ad oltre 2,1 milioni di tonnellate di cibo. Il Rapporto di sostenibilità ci dice che rispetto al 2010 calano del -32% le emissioni di gas a effetto serra e del -24% (con un miglioramento di 6 punti percentuali rispetto all’anno scorso) i consumi idrici per tonnellata prodotto finito. Immaginando di realizzare la produzione di cibo del 2022 negli impianti del 2010, la differenza in termini di efficienza energetica sarebbe di 132 milioni di kg di CO2eq e 740mila m3 di acqua. Vale a dire emissioni equivalenti a 4 viaggi in auto tra la Terra e il Sole e un quantitativo di acqua sufficiente a riempire quasi 300 piscine olimpiche.
    Pani, biscotti, merendine &co del brand Mulino Bianco vengono realizzati solo da energia proveniente da fonti rinnovabili come l’acqua, il sole e il vento; e impianti di trigenerazione nei pastifici permettono l’autoproduzione di energia elettrica, termica e frigorifera, e sono già in funzione negli stabilimenti di Parma, Marcianise (CE) e Muggia (TS).
    Continua anche l’impegno di Barilla per rendere il packaging meno impattante per l’ambiente anche in un anno difficile per l’approvvigionamento di materie prime per gli imballaggi. In Italia e nel mondo il 100% delle confezioni di pasta, sughi, pesti, pani, biscotti e merende del Gruppo Barilla è disegnato per il riciclo, che utilizza esclusivamente carta e cartone provenienti da foreste gestite in modo responsabile.
    Dal 2010 Barilla ha realizzato quasi 500 riformulazioni nutrizionali, riducendo il contenuto di grassi, grassi saturi, sale e zucchero o incrementando il contenuto di fibre. L’azienda lo scorso anno ha immesso sul mercato 40 nuovi prodotti che raccontano il suo modo di fare business: prodotti senza zuccheri aggiunti, ricchi di fibra, integrali, con legumi o frutta secca o monoporzionati. Ed è di poche settimane fa il lancio in Italia del nuovo Pesto Barilla ‘Basilico e Limonè, dal vasetto 100% riciclabile con basilico da agricoltura sostenibile, Parmigiano Reggiano DOP e un altro ingrediente distintivo del Bel Paese come il limone…
    La sostenibilità in Barilla è anche attenzione alle persone e alle comunità locali. Il Gruppo Barilla ha confermato il suo impegno concreto attivando una serie di iniziative solidali nei diversi Paesi in cui opera, per un totale di 2,2 milioni di euro, a cui si aggiunge il milione donato all’Emilia-Romagna nel 2023, e circa 3.200 tonnellate di prodotti donati, con l’obiettivo di favorire l’accesso al cibo a un numero crescente di persone, valorizzare l’inclusione e supportare lo sviluppo dei territori. Va in questa direzione la nuova donazione da un milione di euro che l’azienda ha devoluto nel 2023 alla Protezione Civile per finanziare opere di ricostruzione dei territori colpiti dall’alluvione in Emilia-Romagna.
    In continuità con quanto definito negli anni scorsi, il nuovo piano prevede un miliardo di euro di investimenti nei prossimi cinque anni, di cui la metà in Italia, per il miglioramento dei processi di qualità e sicurezza dei prodotti, il rinnovamento degli asset industriali, l’adozione di nuove tecnologie di Industry 4.0, il potenziamento delle infrastrutture IT, l’aumento della capacità produttiva a livello globale, e l’innovazione dei prodotti e nei mercati. Gli investimenti saranno anche destinati a rinforzare il percorso di sostenibilità più che decennale dell’azienda, secondo due direttrici in linea con la Purpose del Gruppo ‘The Joy of Food for a Better Lifè: il continuo impegno sulla sostenibilità delle filiere agricole e in particolare su quelle italiane del grano duro, basilico, pomodoro e grano tenero, con oltre 10.000 agricoltori in partnership che agiscono seguendo modelli di agricoltura sostenibile; dall’altra parte, gli sforzi per ridurre l’impatto ambientale e le emissioni di CO2, anche attraverso l’installazione di nuove fonti di energia rinnovabile, come pannelli fotovoltaici e impianti di cogenerazione, presso i comprensori produttivi in Italia.
    I dati economici del 2022 hanno confermato la crescita: il fatturato 2022 di Gruppo è stato pari a 4.663 milioni di euro che, al netto dell’effetto iper-inflattivo della Turchia, si è attestato a 4.647 milioni di euro, con un incremento del +18% rispetto al 2021 (+16% senza l’effetto di cambio). 230 milioni di euro (il 4,9% del fatturato) sono stati destinati all’innovazione dei prodotti, al miglioramento dell’efficienza e all’aumento della capacità produttiva. L’EBITDA margin è in riduzione rispetto all’esercizio precedente ed è passato dal 13% al 10%.
    Un impatto importante si è registrato a seguito dell’aumento dei prezzi dell’energia, delle materie prime e della logistica che hanno contribuito ad alimentare il tasso di inflazione, prezzi agricoli inclusi. Barilla, in un contesto così complesso, ha mantenuto strategie prudenti finalizzate al parziale recupero dell’inflazione dei costi sui prezzi di vendita con gradualità.
    -foto ufficio stampa Barilla –
    (ITALPRESS)

  • 35 anni sotto le stelle di Villa Arconati: al via il festival musicale “dell’incanto”, si parte il 28 giugno

    BOLLATE Per la trentacinquesima edizione del Festival di Villa Arconati a Castellazzo di Bollate, si è provato a buttare il cuore oltre l’ostacolo e provare a guardare più in là del primo orizzonte, trovandosi, con una continuità ammirabile, a proporre una programmazione che evidenzia il suo ritrovato profilo, il suo passo di crescita e di consolidamento e un ritrovato ruolo territoriale di cerniera tra centro e periferia ovvero tra Milano e l’Area Metropolitana.

    Cosa vuol dire? Che il programma di questa edizione cerca di avere uno sguardo ampio, quasi circolare, per raccogliere i tanti pubblici che in tutta la sua storia hanno frequentato il Festival e che hanno sempre mostrato di gradire l’affiancamento di generi tra teatro e canzone, le visite importanti, come lontani amici, di protagonisti della musica internazionale tra cui due dive della canzone mondiale e un gruppo di giovani protagonisti della musica transgenerazionale, senza trascurare il ruolo sempre suggestivo del pianoforte, tra cui l’abbinamento con l’ormai irrinunciabile concerto all’alba.

    In sostanza, si è cercato di unire segnali di talento e di coerenza che il mondo della musica e del teatro esprimono intorno a noi, per regalare sguardi che vadano oltre il nostro presente di consumo culturale e provino a capire cosa sarà il futuro, nell’arte e non solo.

    Si comincia Mercoledì 28 giugno con Andrea Pennacchi, in scena con “Poiana e i suoi fratelli”. Nato da un adattamento ambientato in Veneto de “Le allegre comari di Windsor”, Franco Ford detto “Il Poiana” è la maschera più riuscita e potente di Andrea Pennacchi. Con i suoi passaggi tv a “Propaganda Live”, Pennacchi ha dato visibilità alla lucidità tragicomica di un personaggio che raccoglie in sé il cinismo, la tenerezza e la disperazione di un modo di essere veneto che esce dai cliché ed entra nella universale realtà quotidiana. Andrea Pennacchi è autore e regista dello spettacolo, è quindi tutta sua la visione di un nord est che è molto di più di quello che vediamo in superficie.

    La ricerca di nuovi spazi e nuove idee per il Festival ha portato da un paio d’anni una bella novità, ovvero i concerti all’alba. Domenica 2 luglio toccherà a Fabrizio Grecchi, con il suo “Beatles Piano solo”. Grecchi è un pianista di fama internazionale che suona sempre volentieri le sue versioni per piano di alcuni dei capolavori dei Fab Four, perché «i “Beatles” sono il motivo per cui sono diventato un musicista e questo concerto è per me un simbolo per celebrare una vita che, senza di loro, sarebbe stata sicuramente altro». Un concerto per “solo” piano all’alba: la bellezza di uno sguardo e un ascolto fatto di pura e semplice magia. E poi tutti a fare colazione nella splendida cornice della Corte Nobile di Villa Arconati.
    Martedì 4 luglio “sbarca” Raphael Gualazzi. Il verbo “sbarcare” non è usato a caso, perché il cantautore di Urbino è un po’ un extraterrestre nella canzone d’autore italiana. Perché non si ferma mai ad una sola galassia, e quando si appoggia al jazz, subito svolta sul pop, e appena diventa pop lo ritrovi a cercare altre strade. Un vero talento del Groove made in Italy, che ha reso omaggio alla grande tradizione sonora del nostro paese con il suo ultimo lavoro discografico “Bar del sole”, dove ripercorre con il suo stile alcuni classici firmati Battisti, Battiato, Dalla, Lauzi e altri ancora. Uno sguardo d’amore e follia al meglio della canzone popolare italiana, ovviamente compresi alcuni dei suoi brani.

    E a proposito di “sguardi”, al Festival di Villa Arconati Mercoledì 5 luglio arriva Natalie Imbruglia. Artista di caratura mondiale grazie al suo eterno successo “Torn” e ai numerosi riconoscimenti nel corso della sua luminosa carriera, la cantante australiana ha anche un presente di successo come attrice, dovuto anche al suo sguardo dagli occhi chiari semplicemente incredibili. Talento, bellezza, voce e qualità, per un concerto che sarà l’occasione per sintonizzarsi con il pop internazionale.

    Villa Arconati è un luogo dell’anima, come certificato anche dalle segnalazioni che la videro scelta come “luogo del cuore”, nel censimento nazionale voluto dal FAI più di vent’anni fa. E nei luoghi dell’anima è normale avere corsi e ricorsi storici che si intrecciano percorrendo strade originali e speciali. Come quella che si percorrerà Lunedì 10 luglio con Elio in “Ci vuole Orecchio”, ovvero Elio canta e recita Jannacci. Non è solo il fattore Villa Arconati a unire Jannacci ad Elio (Enzo Jannacci venne al Festival nel 1992 e tornò nel 2005, lo stesso anno della prima volta di Elio con le Storie Tese che poi ci tornò nel 2011), ma anche lo stesso brodo di coltura fatto di storie, ironia, personaggi strani che diventano protagonisti e una grande, potentissima umanità espressa in forma di canzone. Elio porta in giro da qualche mese questo omaggio al grande Jannacci (regia di Giorgio Gallione) e il Festival non poteva perdersi questo sguardo dolce e rispettoso che gli è stato dedicato.
    Spesso un racconto diventa interessante perché sposa un punto di vista particolare, diverso, inedito per chi lo legge o lo ascolta. È forse questo uno dei segreti del successo trentennale di Suzanne Vega, che sarà ospite del Festival Mercoledì 12 luglio. Californiana di nascita e newyorkese di adozione, Suzanne Vega si è imposta all’attenzione della critica e del grande pubblico con alcuni piccoli e meravigliosi ritratti di situazioni e persone, dettagli che trasformati dalla sua sensibilità in elementi chiave, davano alle sue canzoni uno sguardo diverso. Musicalmente partita dalla scena folk del Greenwich Village negli anni ottanta, estese successivamente il suo sguardo musicale a temi di più ampio respiro. Si esibirà con Gerry Leonard, chitarrista raffinato (ha collaborato con Laurie Anderson e David Bowie, fra gli altri) con cui ripercorrerà la sua bella carriera fatta anche di grandi successi come “Luka” e “Tom’s diner”.

    La chiusura della trentacinquesima edizione del Festival di Villa Arconati è affidata ad un po’ di sana follia. Arrivano infatti da New York i Too Many Zooz, che suoneranno Giovedì 13 luglio, chiudendo la manifestazione. Amati da Beyoncè, sono in tre e suonano la “Brass House”, ovvero jazz, afro, funk, latino e house con sax, tromba, batteria e danze sfrenate per un concerto di meravigliosa, lucida pazzia sonora e con un repertorio fatto di grandi classici internazionali e non solo. Non si potrà stare fermi…esattamente quello che succede a chi organizza il Festival da trentacinque anni. Con uno sguardo che andrà già oltre, verso la prossima edizione.

    PROGRAMMA 28 giugno-13 Luglio
    Anteprima in piazza a Bollate

    Mercoledì 24 giugno – ore 21 – Piazza della Resistenza 32 (ingresso gratuito)
    The Mama Bluegrass Band
    Folk tra sonorità “old style” e ritmiche indie/rock

    Mercoledì 28 giugno – ore 21
    ANDREAPENNACCHI Primo settore: € 25,00 + prevendita
    “Pojana e i suoi fratelli” Secondo settore: € 20,00 + prevendita

    Domenica 2 luglio 2023 ore 6 – concerto all’alba
    FABRIZIO GRECCHI Posto unico € 10,00 + prevendita
    “Beatles Piano Solo”

    Martedì 4 luglio 2023 ore 21
    RAPHAEL GUALAZZI Primo settore: € 27,00 + prevendita
    Secondo settore: € 22,00+prevendita

    Mercoledì 5 luglio 2023 ore 21
    NATALIE IMBRUGLIA Primo settore: € 34,00 + prevendita
    Secondo settore: € 29,00 + prevendita

    Lunedì 10 luglio 2023 ore 21
    ELIO Primo settore: € 27,00 + prevendita
    “Ci vuole orecchio” Secondo settore: € 22,00 + prevendita
    Elio canta e recita Enzo Jannacci

    Mercoledì 12 luglio 2023 ore 21
    SUZANNE VEGA Primo settore: € 27,00 + prevendita
    Secondo settore: € 22,00 + prevendita

    Giovedì 13 luglio 2023 ore 21
    TOO MANY ZOOZ Posto unico in piedi € 18,00 +prevendita

    INFO 800.47.47.47
    www.festivalarconati.com

  • Nerviano, addio a Grancasa: in 33 senza lavoro

    NERVIANO – Dopo trent’anni di attività ha chiuso i battenti. E ha così lasciato 33 dipendenti senza lavoro. Il canto del cigno del centro “Grancasa” è stato un duro colpo per Nerviano.

    “Questa chiusura- spiega l’ex sindaco Massimo Cozzi ora sui banchi dell’opposizione con la Lega – che è arrivata al termine di una crisi cominciata nel 2014 ha fortemente indebolito il tessuto economico cittadino, vorremmo sapere che ne sarà del futuro degli oltre trenta dipendenti che ci lavoravano”. Dal canto suo, il primo cittadino Daniela Colombo ha ricordato di avere incontrato per due volte il segretario generale della Cgil di Legnano, una a inizio marzo e l’altra a metà maggio. “Grancasa – ha spiegato – ha avviato procedure di licenziamento collettivo per 33 dipendenti proponendo una ricollocazione nei punti di Gerenzano, Pero e Paderno Dugnano, di questi 33 un terzo ha imboccato un percorso di prepensionamento , tredici invece hanno accettato il licenziamento collettivo con i benefici connessi, non ho incontrato la proprietà perché la cosa era già stata decisa”. Quanto alla questione del parcheggio, del pari sollevata da Cozzi che ne ha evidenziato la situazione di degrado, Colombo ha sottolineato: “il parcheggio è privato a uso pubblico e spetterà a Grancasa gestire il discorso”.

    Cristiano Comelli

  • Grecia, Meloni a Mitsotakis “Insieme importanti risultati”

    Grecia, Meloni a Mitsotakis “Insieme importanti risultati”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “Mi sono congratulata con Mitsotakis per il successo elettorale. A lui ho rivolto auguri affettuosi di buon lavoro. Italia e Grecia insieme possono ottenere importanti risultati a beneficio dei nostri popoli, delle nostre Nazioni e del nostro Continente”. Così in un tweet il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
    -foto agenziafotogramma.it-
    (ITALPRESS).

  • Dal 6 all’11 luglio torna A Vigevano Jazz

    Tre gli appuntamenti, tutti a ingresso libero, organizzati nel Cortile del Castello:
    l’omaggio-ricordo al chitarrista Roberto Trapella, scomparso prematuramente;
    il tributo al trombettista Emilio Soana, che festeggia l’80° compleanno;
    infine, “Musiche dalle città invisibili”, progetto del pianista e compositore
    Claudio Angeleri ispirato al capolavoro di Italo Calvino

    VIGEVANO (PV) – Organizzata dalla JC Productions con il contributo dell’amministrazione comunale, torna anche quest’anno la rassegna “A Vigevano Jazz”, giunta alla settima edizione: i tre concerti , in programma dal 6 all’11 luglio nel Cortile del Castello, fanno parte del cartellone di eventi “Vigevano Estate” e vedono la partecipazione di nomi illustri della scena italiana, da Emilio Soana a Claudio Angeleri fino a Luciano Zadro (inizio live ore 21.15; ingresso libero con prenotazione su vigevanoestate.it; in caso di maltempo, i concerti verranno spostati alla Cavallerizza del Castello).
    Si parte giovedì 6 luglio con la “Guitar night”, evento in ricordo del chitarrista Roberto Trapella, scomparso prematuramente lo scorso aprile e già membro della Big Band Jazz Company. Sul palco gli renderanno un doveroso omaggio quattro colleghi di strumento (Luciano Zadro, Dario Spezia, Andrea Giustiniani, Gabriele Mamone) e il settetto della Jazz Company diretto da Gabriele Comeglio, ideatore e direttore artistico di “A Vigevano Jazz”.

    L’ospite d’eccezione della serata è il chitarrista varesino Luciano Zadro, docente al Conservatorio di Bergamo, uno dei più apprezzati ed esperti solisti italiani. Zadro ha collaborato con nomi importanti del jazz internazionale (tra cui Eric Marienthal, Alex Acuña e Franco Ambrosetti) e della musica leggera (Amii Stewart, Nek, Mina e Fabio Concato). Con lui sul palco si esibiranno Dario Spezia, giovane chitarrista già affermato come solista e come turnista (ha suonato con Chris Collins, Karima e Massimo Lopez), e Andrea Giustiniani e Gabriele Mamone, due brillanti studenti dei Civici Corsi di Jazz di Milano, a conferma dell’apertura ai giovani che contraddistingue il festival jazz di Vigevano fin dalla prima edizione.

    Il repertorio sarà interamente basato sulla musica di Wes Montgomery, uno dei più noti chitarristi jazz (quest’anno ricorre il centenario dalla nascita): tra i brani che verranno eseguiti figurano “Road Song”, “Naptown Blues”, “Four on Six” e “Boss City”.
    Venerdì 7 luglio riflettori puntati su “Emilio 80!”, tributo a Emilio Soana in occasione del suo imminente 80° compleanno (è nato il 16 luglio 1943). Insieme a questo musicista straordinario ci saranno la Jazz Company, una delle big band più longeve della scena italiana ed europea, al gran completo e la vocalist Maggie Charlton: il pubblico potrà ascoltare alcune composizioni di Gorni Kramer, conterraneo di Emilio Soana (entrambi sono nati a Rivarolo Mantovano), e brani di musicisti famosissimi con cui Soana ha suonato, da Ray Charles a Natalie Cole.

    Decano dei trombettisti jazz, Emilio Soana fin da giovanissimo ha evidenziato un notevole interesse per la musica, in particolare per la tromba. Su suggerimento di Gorni Kramer, ha frequentato il Conservatorio di Parma partecipando ai corsi “sperimentali” di musica d’insieme tenuti dal Maestro Claudio Abbado, diplomandosi nel 1961. È una delle migliori prime trombe della scena internazionale del jazz, qualità a cui abbina quella di solista ispirato e dalla potente voce strumentale. È stato prima tromba dell’Orchestra Rai di Milano, mentre oggi lo è della Milano C-Jazz Band, della Monte Carlo Nights Orchestra e, occasionalmente, di numerosi altri ensemble che richiedono la sua presenza. Ha collaborato con notissimi jazzisti quali Gerry Mulligan, Art Farmer, Francis Boland, Kenny Barron, Curtis Fuller, Ray Brown, Kay Winding e Clark Terry, solo per citarne alcuni, oltre che con i principali jazzisti italiani (da Franco D’Andrea a Giorgio Gaslini, da Sante Palumbo a Paolo Tomelleri). Musicista poliedrico, attivo anche nel campo della musica classica con varie formazioni (Rai, Pomeriggi Musicali, Regio di Parma, ma non solo), Soana può vantare collaborazioni con direttori prestigiosi quali Daniel Oren, Riccardo Chailly, Zoltan Pesko, Vladimir Delman e altri.
    Nata nel 1990, la Big Band Jazz Company diretta da Gabriele Comeglio annovera alcuni dei solisti della disciolta orchestra di musica leggera della Rai di Milano ed è una delle più prestigiose formazioni europee: ha al suo attivo oltre 500 concerti in Italia e all’estero e si è esibita con i maggiori solisti di livello internazionale, inclusi Bob Mintzer, Randy Brecker, Dee Dee Bridgewater, Lee Konitz e Franco Ambrosetti.

    Infine, per l’evento conclusivo di “A Vigevano Jazz”, martedì 11 luglio andrà in scena “Musiche dalle città invisibili”, un progetto del pianista e compositore Claudio Angeleri ispirato al capolavoro di Italo Calvino, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. L’ensemble di Claudio Angeleri e la voce recitante dell’attore Oreste Castagna condurranno gli spettatori, attraverso un viaggio fantastico, in luoghi immaginari al di fuori del tempo, che ricordano antiche città o metropoli modernissime. Alcune di queste città sono sospese su lunghi trampoli, altre sono al confine tra due deserti, di sabbia e di mare, altre ancora sono perfettamente identiche tra loro, seppure a migliaia di chilometri di distanza. Per tradurre in spettacolo questo caleidoscopio di immagini e sensazioni si è lavorato sia sulle specificità dei diversi linguaggi (musica e parola) sia sulle nuove possibilità offerte dai rapporti interdisciplinari. È la musica a narrare il racconto, assumendo la funzione descrittiva specifica del testo, mentre la parola, recitata o cantata (e spesso anche filtrata elettronicamente), viene utilizzata più per la potenziale qualità musicale che per la coerenza lessicale.

    Lo spettacolo offre al pubblico una sequenza di quadri, diversi tra loro, ognuno con una propria storia e con i suoi protagonisti. I suoni tracciano una molteplicità di impronte uditive attraverso la parola letta e cantata e attraverso i diversi strumenti, come scie luminose che indicano percorsi individuali all’ascoltatore, il quale, a sua volta, le può vivere nella loro piena potenzialità, rendendole in ogni istante “individuali” nell’interpretazione, in quanto, come ha scritto lo stesso Calvino, “non sempre i segni, così come li cogliamo, ci dicono ciò che noi crediamo ci vogliano dire”.

    Pianista, compositore e didatta, Claudio Angeleri si è diplomato in pianoforte Jazz alla University of West London. Nome di primo piano della scena italiana, ha partecipato ai più importanti festival jazz nazionali e internazionali, ha inciso diversi album come leader, ha collaborato con musicisti del calibro di Charlie Mariano, Jerry Bergonzi, Bobby Watson, Franco Ambrosetti, Bob Mintzer, George Garzone, Tony Scott, Franco Cerri, Massimo Urbani e Gianni Basso e ha ideato spettacoli che incrociano il jazz e la letteratura, facendo dialogare il suo strumento con grandi musicisti quali Steve Lacy, Kenny Wheeler e Gianluigi Trovesi, solo per citarne alcuni. Dal 1987 è il presidente del CDpM, il Centro Didattico Produzione Musica di Bergamo, dove svolge un’intensa attività didattica.

    “A VIGEVANO JAZZ” – DAL 6 ALL’11 LUGLIO 2023 (settima edizione)
    Dove: Cortile del Castello, piazza Ducale 20, Vigevano (PV).
    Ingresso libero con prenotazione sul sito vigevanoestate.it
    In caso di maltempo, i concerti verranno spostati alla Cavallerizza del Castello.
    On line: avigevanojazz.webs.com

    Giovedì 6 luglio 2023, ore 21.15
    “Guitar night”
    In ricordo di Roberto Trapella
    Luciano Zadro, Dario Spezia, Andrea Giustiniani, Gabriele Mamone (chitarra) e Jazz Company septet diretto da Gabriele Comeglio: Gabriele Comeglio (sax alto, arrangiamenti), Valerio Beffa e Giancarlo Porro (sax tenore), Angelo Rolando (trombone), Alberto Bonacasa (pianoforte), Roberto Gelli (basso), Alessandro Casè (batteria).

    Venerdì 7 luglio 2023, ore 21.15
    “Emilio 80!”
    Tributo ad Emilio Soana in occasione del suo 80° compleanno
    Big Band Jazz Company feat. Emilio Soana
    Gabriele Comeglio (sax alto, arrangiamenti), Emanuele Dell’Osa, Damiano Fuschi, Vittorio Cazzaniga, Ubaldo Busco (sax), Emilio Soana, Silvio Pontiggia, Claudio De Bernardi (tromba), Angelo Rolando (trombone), Sara Collodel (chitarra), Alberto Bonacasa (pianoforte), Roberto Gelli (basso), Marco Serra (batteria), Maggie Charlton (voce).

    Martedì 11 luglio 2023, ore 21.15
    Musiche dalle città invisibili
    Claudio Angeleri ensemble e Oreste Castagna (attore)
    Claudio Angeleri (pianoforte), Giulio Visibelli (sax), Gabriele Comeglio (sax), Paola Milzani (voce), Marco Esposito (basso), Matteo Milesi (batteria), Oreste Castagna (voce recitante).

  • Crosetto “Italia resta con Ucraina, ogni sforzo per la diplomazia”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – La tentata marcia su Mosca della Wagner, con ritirata, che ha tenuto con il fiato sospeso il mondo non è finita nel nulla: «E’ il sismografo di una guerra interna, di lotte intestine, di un establishment in ebollizione che si ritaglia spazi di potere anche personale». Lo dice, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro della Difesa Guido Crosetto. «Sta andando avanti uno scontro tra milizie private, cresciute nel tempo, e le forze armate pubbliche. E’ difficile per tutti prevederne gli esiti e capirne le logiche profonde, ma una cosa è certa: gli eventi hanno messo in luce una debolezza cronica della Russia».
    «A noi deve interessare quali saranno le conseguenze su di noi e sull’Ucraina. Chiaro che la mediazione è dello stesso Putin, attraverso Lukashenko, ma anche se la sua immagine è scalfita mi chiedo: una bestia ferita è più mansueta o più pericolosa perchè pronta a reazioni scomposte? Perchè la guerra, anche nelle ultime difficili ore, non si è mai fermata. Quindi, ancor più oggi di ieri, all’Ucraina serve il nostro aiuto, ma serve anche il massimo sforzo da parte di tutti per una soluzione diplomatica».
    -foto agenziafotogramma.it-
    (ITALPRESS).

  • .. ora il Cai corregge il tiro: rispetto per le croci

    MILANO Il Club alpino italiano “guarda con rispetto le croci esistenti, ma non solo: si preoccupa del loro stato ed eventualmente, in caso di necessità, si occupa della loro manutenzione (ripulendole dagli adesivi, restaurandole in caso di bruschi crolli).

    Questo perché, è giusto evidenziarlo una volta di più, rimuoverle sarebbe come cancellare una traccia del nostro cammino; un’impronta a cui guardare per abitare il presente con maggior consapevolezza”. ll Club alpino italiano chiarisce la sua posizione riguardo alla presenza e all’installazione di croci di vetta sulle montagne italiane. Ma “è proprio il presente, un presente caratterizzato da un dialogo interculturale che va ampliandosi e da nuove esigenze paesaggistico-ambientali, a indurre il Cai a disapprovare la collocazione di nuove croci e simboli sulle nostre montagne”. “Ci sono argomenti che, più di altri, spaccano in due la sensibilità degli appassionati di montagna, senza lasciare spazio alle mezze misure. Uno di questi è rappresentato dalle croci di vetta. Ogni notizia legata a una croce porta alla rapida formazione di schieramenti netti, distinti, precisi. Tale dinamica purtroppo intorbidisce il dibattito, trasformandolo in alterco; in un battibecco su cui, purtroppo, non pochi tendono a speculare”, sottolinea il Cai, sul portale ‘Lo scarpone’, ricordando quanto emerso in un convegno che si è svolto giovedì a Milano, dove “si è registrato un punto di convergenza culturale, giuridico, storico e perfino religioso; una prospettiva che ha trovato tra i presenti una larga concordanza sulla necessità di lasciare integre le croci esistenti, perché testimonianze significative di uno spaccato culturale, e allo stesso tempo di evitare l’istallazione di nuovi simboli sulle cime”. Una tesi condivisa pienamente dal Club alpino italiano, e che dimostra lo stesso approccio “adottato con i rifugi e con le vie ferrate, prendendosi cura delle strutture esistenti e, al contempo, dichiarandosi contrario alla realizzazione di nuovi innesti. Sarebbe interessante se, per una volta, il dibattito riuscisse a smarcarsi dalla logica del tifo per abbracciare il desiderio di ascoltare, comprendere e riflettere. Una necessità di dialogo che di sicuro alzerebbe il livello del dibattito”.

  • Regione Lombardia al CAI: sbagliato il no alle croci sulle vette

    MILANO “Personalmente ritengo non condivisibile la posizione del Cai che prevede di non innalzare piu’ nuove croci sulle cime delle nostre montagne”. Lo dichiara Francesca Caruso, assessore alla Cultura della Regione Lombardia.

    “Penso – aggiunge – si tratti di una scelta sbagliata innanzitutto dal punto di vista culturale: il simbolo della croce, specialmente in cima alle Alpi e agli Appennini italiani, e’ custode innanzitutto di una storia e di una tradizione che da secoli hanno contribuito ad arricchire l’identita’ del nostro Paese. In quegli scenari mozzafiato, che costituiscono un patrimonio paesaggistico e naturalistico di straordinaria bellezza, le croci possono costituire per tutti, al di la’ del proprio credo religioso, un elemento culturale, e talvolta anche artistico, che si incontra lungo i propri cammini”. “Mi auguro che si possa approfondire la questione, instaurando un dialogo e ascoltando le voci di tutti. Sarebbe un errore compiere una scelta cosi’ netta magari per allinearsi a una “moda” o ad alcune posizioni laiciste piu’ estreme. Le croci, cosi’ come tutti i simboli che caratterizzano l’identita’ di una comunita’, dovrebbero essere strumenti di incontro, confronto e conoscenza anche tra diverse storie, tradizioni, e confessioni religiose”.

  • Bike Night Milano Lago Maggiore: 1300 partecipanti (e passaggio da Abbiategrasso)

    La passione per la bici è rimasta sveglia tutta la notte: entusiasta, colorata, luminosa. È stata la festa della bici la Bike Night Milano-Lago 2023, che nella notte tra sabato 24 e domenica 25 giugno ha illuminato il centro di Milano fino al Lago Maggiore con oltre 1300 cicliste e ciclisti di tutte le età provenienti da ogni parte d’Italia.

    Giunta alla settima edizione, la Bike Night da Milano ad Arona era la seconda tappa del tour delle pedalate notturne di 100 km organizzate da Witoor. C’erano davvero tutti per la notte in bici più lunga dell’anno: la partecipazione di tante cicliste (22% del totale), di giovani e meno giovani, di gruppi di amici, famiglie con bambini al seguito, per un corteo di luci ed entusiasmo trasversale e colorato. Un’energia che ha iniziato a riempire i giardini Indro Montanelli dalle ore 21, e cresciuta ora dopo ora, quando sono arrivati nel cuore di Milano iscritti di ogni tipo: super allenati, alla prima esperienza in un viaggio in bici, italiani e stranieri. Musica e atmosfera elettrizzante per quello che è diventato l’evento in bici non competitivo che coinvolge più partecipanti a Milano e che quest’anno ha confermato numeri e gradimento altissimi: 1300 presenze, con il 68% proveniente da fuori provincia.

    Dalle 23.30 è iniziato l’incolonnamento dei ciclisti per la partenza. Poi il conto alla rovescia fino a mezzanotte, quando i partecipanti, di tutti i tipi, sono partiti scortati dalla Polizia Municipale fino a Porta Genova. Spettacolare la sosta in piazza Duomo dopo mezzanotte, per una Milano così piena di bici, a quell’ora, come solo una volta all’anno può capitare. Poi il programma della Bike Night prevedeva un percorso cicloturistico lungo l’Alzaia del Naviglio Grande e il Ticino, tre ristori e la colazione in piazza ad Arona. Il gruppo è sempre stato scortato dall’assistenza meccanica di Witoor e La Stazione delle Biciclette, e dall’assistenza medica.

    Tante storie che si sono mescolate durante la notte, in un filo luminoso che si è via via sgranato strada facendo. Ogni ristoro il momento per rifare pieno di energie: a Palazzo Stampa ad Abbiategrasso, dopo 22 km, grazie all’Antica Posteria Invernizzi, al Bellavita, a Turbigo, dopo 50 km, e a Somma Lombardo, alla Canottieri 6 all’altezza della Diga del Panperduto al 70° km. Il fascino del pedalare al buio, il sentirsi parte di un evento unico nel suo genere ha dato l’energia a tutti i partecipanti per superare le tante ore in sella e i 90 km effettivi. E all’alba si sono mescolate tante storie diverse.

    Con l’arrivare dell’alba i 1300 ciclisti hanno ritrovato le energie necessarie per lo sprint finale, prima del meritato riposo ad Arona, con la colazione offerta da Strobino in piazza del Popolo I primi arrivi dalle ore 4, gli ultimi intorno alle 8. La gioia di aver costruito un ricordo memorabile, la scoperta di nuovi limiti personali, la sorpresa di vivere territori in modo nuovo: tante sensazioni che si sono mescolate e creano il mix unico tipico delle Bike Night. L’unico evento che raduna insieme bici da corsa, gravel, mtb, tandem, e-bike, bici reclinabili. Alta la presenza femminile, con il 22%. Hanno partecipato anche persone con disabilità visiva (in tandem) o motoria.

    «È anche grazie alla Bike Night che si promuove il territorio, in modo partecipativo e innovativo», commenta Simone Dovigo, presidente Witoor, «offrendo un viaggio da ricordare e raccontare agli altri, ed è proprio l’intreccio di storie, emozioni e tipologie diverse di partecipanti l’impatto più significativo della Bike Night». «La bici è di tutti, sempre, a tutte le ore: – conclude Dovigo – con Bike Night accendiamo la passione del cicloturismo in tante persone che non avevano mai percorso 100 km. E abbiamo scelto format nuovi per l’Italia, come pedalare di notte: un’esperienza magica e sorprendente che ha saputo esaltare la passione per la bici sempre più crescente a Milano, diventata ormai la tappa con più partecipanti del nostro tour».

    «Anche quest’anno abbiamo offerto una notte in bici tra bellezza e magia: – conclude Simone Dovigo – il percorso si conferma speciale con la sosta in piazza Duomo. Un modo di ammirare la città straordinario visto che non conta il cronometro e non c’è ordine di arrivo: è un evento che racchiude elementi quasi primordiali che portano a salire in bici: il buio, l’orario, la notte e l’alba. Perché quello che non si vede, lo si percepisce con gli altri sensi».

    La manifestazione arrivava a pochi giorni dalla tragica notizia di un’altra scomparsa avvenuta proprio sulle strade di Milano a causa di un impatto fatale tra una betoniera e la bicicletta su cui viaggiava una donna di 60 anni, travolta in piazza Durante. A lei e a tutte le vittime in bici è stato dedicato un momento di riflessione e ricordo poco prima della partenza della Bike Night.

    Bike Night Milano – Lago Maggiore 2023

    sabato 24 e domenica 25 giugno 2023

    Partner nazionali

    Sportler

    Partner locali

    Upcycle Bike Cafè, La Stazione delle Biciclette, Antica Posteria Invernizzi (Abbiategrasso), Bella Vita (Turbigo), Country Grill (Somma Lombardo), Strobino (Arona)

  • Under 21 batte la Svizzera e resta in corsa agli Europei

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    CLUJ-NAPOCA (ROMANIA) (ITALPRESS) – L’Italia batte la Svizzera 3-2 nella seconda giornata degli Europei Under 21 e torna in corsa per la qualificazione ai quarti di finale. La squadra di Nicolato si affida ad un gran primo tempo con le reti di Pirola, Gnonto e Parisi per resistere al tentativo di rimonta degli elvetici nella ripresa. L’Italia sale così a quota tre punti in classifica, come la Svizzera, in attesa del match di mercoledì con la Norvegia. Dopo la sconfitta all’esordio con la Francia e le polemiche per gli errori arbitrali, il ct azzurro aveva chiesto di trasformare la rabbia in energia positiva. E così è stato, almeno per un tempo. Dopo quindici minuti l’Italia è avanti 2-0, ma è un risultato che sta persino stretto a Tonali e compagni. Al 6′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Pirola svetta di testa e batte Saipi. Cinque minuti dopo Bellanova sfonda sulla destra e premia in area Gnonto: il portiere para il colpo di testa, ma nè lui nè Burch possono bloccare il tap in vincente dell’attaccante. Il classe 2003 del Leeds sfiora il 3-0 al 14′ con un gran mancino a giro, ma stavolta Saipi si allunga e devia in angolo. E al 22′ il portiere è ancora decisivo sul calcio di punizione deviato di Tonali. Superata la bufera, la Svizzera sfiora il gol al 27′ con Rieder che si presenta davanti a Carnesecchi, ma il portiere in uscita mura il talento degli Young Boys. Nel recupero del primo tempo, c’è spazio per il 3-0: su cross dalla destra, Parisi sfrutta un disimpegno errato di Blum e da due passi mette in rete. L’inizio del secondo tempo però è da dimenticare. Al 47′ Imeri riapre il match con un gran destro dalla distanza, al 52′ Amdouni penetra in area e batte Carnesecchi. Al 66′ Bellanova spreca la palla del poker, mentre la Svizzera (dopo le proteste per un contatto tra Bove e Imeri in area) non sfrutta la chance del pari con Males lanciato a rete. E’ l’ultima occasione del match. Mercoledì alle 20:45 gli azzurrini sfideranno la Norvegia.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).