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  • Lombardia: scoperti 300 immobili non accatastati in un’area turistica del Varesotto

    Lombardia: scoperti 300 immobili non accatastati in un’area turistica del Varesotto

    VARESE – I militari della Sezione Operativa Navale Lago di Lugano, nell’espletamento di un’attività finalizzata all’individuazione di illeciti edilizi ed ambientali, hanno sottoposto a controllo una struttura ricettiva situata nelle vicinanze del lago di Comabbio, in provincia di Varese.
    L’attività ispettiva si è conclusa con la constatazione di irregolarità edilizie riguardanti il mancato accatastamento di 300 unità abitative, di ingente valore, in un’area di dimensioni di 67 mila metri quadrati, pari a circa 10 campi da calcio.
    I singoli proprietari degli immobili sono, pertanto, stati segnalati all’Agenzia delle Entrate – Ufficio del Territorio per l’avvio dell’iter sanzionatorio e la regolarizzazione della situazione urbanistica. Nei loro confronti sarà contestata anche l’evasione di tributi locali (IMU), che, per i soli ultimi 5 anni ammonta a circa 600 mila euro. Il servizio ha anche consentito di riscontrare un omesso pagamento IMU per circa 70 mila euro relativamente ad alcuni distinti locali, in questo caso già accatastati, della medesima struttura ricettiva.

  • Magenta. Il perizoma nero e la Vittoria Alata

    Magenta. Il perizoma nero e la Vittoria Alata

    Con la sua consueta sagace ironia il Presidente della Pro Loco Pietro Pierrettori posta sulla sua pagina Facebook una notizia hot che ci mette un po’ di buon umore ….

    MAGENTA – “Vittoria!” Deve aver urlato, lei, di fronte all’omonimo monumento, con incontrollato entusiasmo, dopo aver “conquistato” l’agognato “virilmembromagentino”.
    Il lancio del nero perizoma è un gesto paragonabile ai consueti “riti” dopo la proclamazione della laurea.
    Se, al risveglio, stamane, la giovincella si fosse accorta di essere rincasata, a tarda notte, senza le pudenda, può passare a recuperarle di fronte allo storico monumento. Sono ancora lì (oggi 5 ott 2023 ore 10,40)

    Ogni tanto come detto, ridere fa bene all’umore e soprattutto alla salute. Certo non è cosa di tutti i giorni ritrovare un perizoma nero, peraltro, ben documentato dal ‘Nostro’ dinnanzi a quello che per noi Magentini è conosciuto come il monumento dei ‘Tri Cù’ in pieno centro città.

    I commenti intanto sul post sui social si sprecano. Qualcuno ha suggerito che anche a Magenta la moda delle smutandate fa tendenza …. certo, tornando seri, un po’ di senso civico non guasterebbe. Però, tutto sommato, con quello che siamo soliti ritrovare sui marciapiedi delle nostre città, concludiamo dicendo: meglio un perizoma che qualcos’altro….

  • Meloni “Il Piano Mattei in dirittura d’arrivo”

    Meloni “Il Piano Mattei in dirittura d’arrivo”

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    GRANADA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Sul Piano Mattei “siamo in dirittura d’arrivo, anche con una norma relativa alla governance di questo piano che vogliamo confrontare con i Paesi europei nella conferenza Italia-Africa che abbiamo i primi di novembre e che poi presenterò in Parlamento e porterò alle istituzioni europee”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa al suo arrivo al vertice della Comunità politica europea a Granada. “L’Italia vuole tentare di essere un pioniere in questa materia dei rapporti diversi dei quali abbiamo bisogno col continente africano, un approccio che non deve essere paternalistico o predatorio, ma deve essere da pari a pari: chiaramente abbiamo bisogno di un’Europa che ci creda nel suo complesso perchè possa essere efficace”, ha aggiunto.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Sinner, numero 4 al mondo.. e prova del 9- di Teo Parini

    Sinner, numero 4 al mondo.. e prova del 9- di Teo Parini

    Il nono torneo della carriera, terzo di quest’anno, in quanto a peso specifico vale almeno la somma dei precedenti otto, questione di avversari. Se qualche mese fa Jannik Sinner rompeva il ghiaccio vincendo il Masters 1000 di Toronto avendo in sorte un tabellone da torneo di fascia decisamente inferiore, a Pechino, invece, ha dovuto piegare la resistenza qualificata di due dei primi tre giocatori al mondo e lo ha fatto senza perdere nemmeno un set, dimostrando una certa freddezza nell’assicurarsi tutti e tre i tre tie-break disputati tra semifinale e finale. Dalla Cina, quindi, l’azzurro porta via la certezza di aver raggiunto il livello dei migliori, anche se Djokovic dev’essere ancora battuto una prima volta, e di poter guardare con ottimismo all’ultimo scampolo di stagione che prevede, tra l’altro, le Finals di Torino alle quali è ormai certo di poter partecipare. Con quello di ieri, Sinner raggiunge Fognini per numero di titoli vinti e mette nel mirino Panatta che ancora lo sopravanza ma di una vittoria soltanto, dieci contro nove. E sempre al pari di Panatta, battibile con i numeri ma inavvicinabile per tutto il resto, Sinner si è assicurato la quarta posizione del ranking mondiale, privilegio che alle nostre latitudini ha potuto vantare, Adriano a parte, solo la meravigliosa Francesca Schiavone nel 2011. Lontano, almeno per ora, il terzo posto di Daniil Medvedev, con il russo che lo sopravanza di più di duemila punti, quindi parecchio.

    A proposito del russo, al settimo tentativo, Sinner è riuscito ad avere la meglio di un giocatore che fino al giorno prima aveva rappresentato uno scoglio insormontabile e che, invece, nella finale di Pechino è caduto sotto al bombardamento incessante dell’italiano, capace di disinnescare la proverbiale difesa dell’avversario apparso per lunghi tratti di match in grande affanno e incapace di trovare la soluzione al ritmo infernale imposto con la tirannia dei grandi dalla miglior versione di Sinner ammirata fino ad ora. Il saldo positivo tra colpi vincenti ed errori gratuiti messo a referto da Jannik, al cospetto di un giocatore che notoriamente subisce winners con il contagocce, certifica la qualità tennistica esibita ieri in quello che è uno dei momenti più alti del tennis italiano nell’Era Open. Tirare forte e non sbagliare mai è una combo difficilmente attuabile, giacché, per definizione, il power tennis ha intrinseca una quantità di rischio elevata al punto che è inevitabile mettere in preventivo un cospicuo numero di errori che si spera finiscano almeno per essere bilanciati dalle bordate che restano dentro alle righe. Diversamente sarebbe PlayStation, livello di gioco che Sinner ha saputo avvicinare per quanto umanamente possibile; il modo, forse l’unico, per avere la meglio della completezza di Alcaraz e della regolarità di Medvedev.

    Tornando alla finale, Sinner ha finito per vincere due set in fotocopia, conclusi entrambi al tie-break con l’identico punteggio di sette punti a due nei quali nessuno dei giocatori in campo è riuscito a strappare la battuta al rivale, ciò a testimonianza dell’efficacia dei rispettivi turni di servizio. Se per Medvedev è abitudine consolidata – per dare l’idea, Daniil ha chiuso il primo parziale con una percentuale spaventosa di prime palle superiore al novanta per cento – lo è meno per l’azzurro che spesso, in passato, ha tribolato e non poco con il fondamentale della battuta ma che, al contrario, ieri lo ha premiato con numeri da primo della classe. Quelli che lavorano maniacalmente ogni giorno per limare le imperfezioni del loro gioco. La differenza vera, però, Sinner l’ha fatta con la risposta, quindi con la capacità di leggere il servizio del russo nei momenti importanti, quelli che al solito hanno deciso l’incontro. Il match point, per esempio.

    Apprezzabile, inoltre, la capacità di interpretazione delle situazioni di gioco, impensabile fino a non troppo tempo fa, sempre a testimonianza del lavoro svolto lontano dai tornei. La quantità di serve and volley, tipicamente non il suo il marchio di fabbrica, per punire la posizione in risposta troppo defilata del suo avversario denota almeno due cose: la grande lucidità e la capacità di scelta sotto stress e una capillare preparazione a tavolino del match. Che seguire a rete il servizio, preferibilmente giocato in slice da destra, potesse essere una fucina di punti “facili” lo aveva già dimostrato Djokovic nell’ultima finale a New York dalla quale Medvedev, proprio per questo aspetto tattico, ne era uscito con le ossa rotte. Sinner e il suo team, quindi, devono averne fatto tesoro, modificando con umiltà e lungimiranza lo schema di partita più consueto per adattarlo alla contingenza, quindi alle caratteristiche dell’avversario. Attitudine, quest’ultima, che è prerogativa dei grandi campioni e non un indice di debolezza come si potrebbe essere portati a credere. Incaponirsi, del resto, non è mai una buona idea, nemmeno per chi ha doti tecniche non replicabili come Alcaraz che, proprio nella semifinale persa con Sinner, ha palesato una una certa immaturità accettando di combattere la battaglia su un terreno più congeniale all’avversario, quasi a voler dimostrare di poter essere il migliore in qualunque circostanza, anche avversa.

    In definitiva, la settimana di Pechino ha tutti i crismi per rappresentare il vero punto di svolta nella carriera di Sinner perché certifica la la sopraggiunta capacità di correre testa a testa, e di vincere, con i più forti interpreti della disciplina. Vincere, lapalissiano, aiuta a vincere e l’autorità esibita nel farlo ha due risvolti immediati. Il primo si chiama fiducia: tra pensare di poter fare qualcosa e averla già fatta almeno una volta in passato ci passa il mare e, nello specifico, tornare in campo contro Medvedev – cosa che succederà spesso – dopo averlo battuto sarà tutta un’altra cosa. Il secondo si chiama rispetto, per alcuni financo timore. Perché chi ha ambizioni di gloria tennistica farà bene a includere in pianta stabile Sinner nei potenziali fattori di rischio. A non farlo, la possibilità di lasciarci le penne è molto alta. Insomma, ci siamo.

    di Teo Parini

  • Arluno, Petite Boite e un ottobre da urlo (a tavola): il 12 Trento Doc, il 24 scegli il vino e poi…

    Arluno, Petite Boite e un ottobre da urlo (a tavola): il 12 Trento Doc, il 24 scegli il vino e poi…

    ARLUNO Sempre più in alto, verrebbe da dire citando il celebre spot di Mike Bongiorno degli anni Ottanta. Ma in tavola alla Petite Boite di Arluno non arriva la grappa (..), bensì i grandi vini ed i grandi piatti che Simona, Beatrice e Antonio portano ormai da tempo sulle loro tavole di corso XXVI Aprile 127.

    Le ormai celeberrime serate cibo vino, riprese a settembre, proseguono a ottobre con due appuntamenti davvero sensazionali: il 12 ottobre le grandi bollicine Trento Doc, il 24 una serata del tutto senza precedenti..

    Giovedì 12 verso il tutto esaurito con la cena dove verranno servite tre grandi etichette trentine (tre immense bollicine) abbinate a rosti, risotto con mela renette, tagliatelle ai frutti di bosco.

    Costo di adesione 40 euro, affrettarsi a chiamare Antonio al 3319113311.

    E MARTEDì 24..
    Davvero senza precendenti la serata che la Petite Boite, con la collaborazione di Fabio Menni e dei sommelier Fisar, ha deciso di proporre. Sentiamo di cosa si tratta:

    “Il top trento doc è praticamente full con lista d’attesa… e il prossimo è alle porte più nuovo e fantasioso che mai. Sarà il 24 di ottobre 2023 sempre alla Petite Boite di Arluno come consuetudine.

    Due grandi temi… Un primo … siamo in Francia con i grandi vini di Borgogna… scegliendo tra le piccole ma ormai affermati grandi promesse tra i vignerons di Borgogna. Tre grandi vini delle zone più vocate e famose di questo fantastico territorio…

    Abbinate a? E questo è proprio il secondo tema…
    Di solito le serate abbinamento cibo vino partono da menù scelti dal ristoratore ai quali vengono proposti gli abbinamenti dei vini…

    MA QUESTA VOLTA GLI ATTORI SARETE VOI…
    Tra i vini che proporremo in gruppo potrete scegliere liberamente uno di questi grandi vini…
    E tenuto presente le vostre richieste… le vostre intolleranze e/o i vostri desideri costruiremo al momento un menù ad hoc…

    Voi sceglierete il vino … e grazie alla cucina a vista potrete vedere come il menù si materializzerà dal nulla…
    Nell’attesa?

    Beh gli altri vini non scelti sono li quindi perchè nel frattempo non degustarli con un adeguato accompagnamento aperitivo style mentre ci verranno decantate le gesta eroiche di fantastici vignerons di un territorio che tutto il mondo invidia alla Francia?

    E questo che faremo… il tutto al solito costo da “uomo della strada”
    35 euro il costo di tutta la serata così pensata… unica nel suo genere…
    Prenotazioni come da locandina… Antonio… e fate presto i posti sono 40 ma sempre ormai troppo pochi…
    “Sono sempre i sogni a dare forma al mondo”.

    Capito? Antonio, Bea, Simo e Fabio.. Dieci ne pensano, centinaia ne fanno.

    PRENOTATE subito.. 3319113311.

  • Robecco, il 13 ottobre la Pro Loco consegna a Blue Family l’assegno col ricavato del concerto lirico estivo

    Robecco, il 13 ottobre la Pro Loco consegna a Blue Family l’assegno col ricavato del concerto lirico estivo

    ROBECCO Ancora una meritoria iniziativa solidale della Pro Loco di Robecco. Il 13 ottobre prossimo, presso la Sala Consiliare di via Dante, il sodalizio consegnerà infatti all’associazione Blue Family un assegno con il ricavato del concerto lirico svoltosi a Robecco lo scorso 6 Luglio.

    Di seguito la comunicazione ufficiale del presidente Roberto Bighiani:

    “Gentilissimi, la nostra iniziativa “Gran Gala Lirico”, svoltasi in data 6 Luglio 2023, ha avuto un successo che è andato al di là delle nostre aspettative. La buona riuscita della serata ha permesso a noi della Pro Loco di Robecco di essere lo strumento per dare un aiuto a una associazione di Robecco, la Blue Family. Venerdì 13 Ottobre consegneremo il frutto del nostro impegno alla presenza dell’Amministrazione Comunale di Robecco. Durante la serata, che si svolgerà presso la Sala Consiliare alle ore 21.00, incontreremo i responsabili dell’associazione e presenteremo un assegno simbolico, segno del nostro comune sforzo. Abbiamo piacere, con la presente, di invitarvi a presenziare alla serata”.

    Un’iniziativa, l’ennesima, che merita l’ennesimo plauso da parte di tutti noi.

  • Il Commissario Ue Ferreira in visita ai laboratori di ricerca Ismett

    Il Commissario Ue Ferreira in visita ai laboratori di ricerca Ismett

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    PALERMO (ITALPRESS) – I Laboratori dell’Infrastruttura di Ricerca (IR) di IRCCS ISMETT e Ri.MED al centro della visita del Commissario UE per la Coesione e le Riforme, Elisa Ferreira. L’Infrastruttura di Ricerca è stata potenziata grazie ad un investimento cofinanziato dalla Regione Siciliana – Dipartimento Attività Produttive, tramite le risorse del PO FESR Sicilia 2014-2020. Il finanziamento ha consentito – attraverso l’acquisizione di nuove tecnologie e la creazione di nuovi laboratori – di potenziare e consolidare l’Infrastruttura di Ricerca già esistente presso ISMETT-Ri.MED.
    La delegazione dell’UE, guidata dal Commissario Elisa Ferreira, era composta dal vicedirettore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Elena Grech, il Direttore Generale della DG REGIO della CE, Nicola De Michelis.
    Presente anche la delegazione regionale guidata dall’Assessore Regionale alle Attività Produttive Edi Tamajo, fra gli altri partecipanti Carmelo Frittitta, il Dirigente Generale delle Attività Produttive e Vincenzo Falgares, il Dirigente Generale della Programmazione. “La Regione Siciliana – spiega l’assessore Tamajo – cofinanzia uno dei progetti di ricerca tra i più significativi del Sud Italia secondo l’ Agenzia per la Coesione Territoriale, ovvero il potenziamento della struttura di ricerca Good Manufacturing Practice (GMP Facility), Laboratori di Ricerca e Servizi Diagnostici e Terapeutici dell’ISMETT, realizzato in partenariato con la Fondazione Ri.MED”
    Sono 12 i laboratori potenziati all’interno dell’IR tra cui una Cell Factory e una biobanca, in un’area di circa 800 m2, grazie ad un investimento di oltre 16,4 milioni di euro, suddiviso al 50% tra i beneficiari (IRCCS ISMETT e Fondazione Ri.MED) e la Regione Siciliana.
    “Si tratta – sottolinea Angelo Luca, direttore di ISMETT-UPMC – di laboratori all’avanguardia che consentiranno di avviare, attraverso l’utilizzo dei Big Data e dell’intelligenza artificiale, programmi di medicina di precisione. La sfida è, quella di realizzare nuovi approcci clinici personalizzati per gruppi di pazienti selezionati per profili biologici e fenotipi clinici e digitali, e nell’individuare nuove cure, tra cui le terapie cellulari, e metodiche di prevenzione. Questo consentirà di passare da terapie e modelli di prevenzione uguali per tutti a percorsi di cura indicati per gruppi sempre più ristretti di pazienti e quindi sempre più efficaci”.
    I nuovi laboratori consentiranno ai medici e ai ricercatori di ISMETT e Ri.MED di disporre di grandi masse di dati utilizzabili mediante l’immagazzinamento degli stessi in piattaforme in grado di accoglierli e analizzarli mediante algoritmi matematici di intelligenza artificiale. In tale modo, potranno essere svelate informazioni preziose non solo sulle patologie gravi come le neoplasie, ma anche sulla previsione di decorso clinico e di riposta alla terapia. Un progetto nato grazie al supporto di UPMC, il centro medico statunitense, infatti, ha già realizzato una piattaforma di Big Data per la Business Intelligence e la Ricerca presso l’Hillman Cancer Center di Pittsburgh. “L’Infrastruttura di Ricerca di ISMETT e Ri.MED, potenziata grazie al programma operativo FESR SICILIA 2014 /2020, è un esempio di innovazione nella ricerca traslazionale, con effetti importanti per le applicazioni terapeutiche – sottolinea Paolo Aquilanti, presidente della Fondazione Ri.MED – l’incremento delle apparecchiature tecniche a scopo di ricerca è un risultato assai rilevante per poter sviluppare attività scientifiche che necessitano di strumentazioni all’avanguardia, così come è fondamentale l’integrazione di competenze complementari tra medici e ricercatori. Ciò aumenta le potenzialità di successo dei progetti di ricerca congiunti tra Ri.MED, ISMETT e UPMC, accrescendo al contempo la competitività regionale in termini di know-how e anche la capacità di attrarre investimenti”.

    – foto ufficio stampa Ismett –
    (ITALPRESS).

  • Dopo la tragedia di Mestre, il ricordo dei  novaresi morti in pullman nel 1990

    Dopo la tragedia di Mestre, il ricordo dei novaresi morti in pullman nel 1990

    NOVARA Il drammatico incidente di Mestre ha riacceso a Novara il ricordo di una tragedia lontana nel tempo, ma con caratteristiche del tutto simili, che aveva gettato nel lutto la citta’. Con una coincidenza singolare, era anche in quel caso il 3 ottobre, 33 anni fa, nel 1990. In un tardo pomeriggio piovoso, un pullman che trasportava 56 anziani dei Centri di Incontro della Caritas novarese, volava giu’ da un viadotto lungo l’autostrada A26 tra Masone e Ovada, nell’alessandrino. Anche in quel caso fu una strage: diciannove persone morirono (diciassette sul colpo e due a distanza di tempo) e trentadue rimasero ferite.

    Il pullman faceva parte di una carovana di tre mezzi che aveva portato gli anziani in Liguria, ad Albissola, nel Savonese, dove avevano visitato la villa “Faraggiana”, di proprieta’ del Comune di Novara. Era una tradizione: a chiusura delle iniziative estive, il Comune offriva agli anziani una giornata in compagnia in un luogo di rara bellezza.

    Sulla strada del ritorno, sotto una pioggia battente l’autista del terzo pullman della comitiva novarese perde il controllo, sbanda, sfonda il guardrail e precipita nel vuoto finendo ribaltato in fondo ad un dirupo. L’allarme – in un tempo in cui i telefoni cellulari erano ancora merce rarissima viene dato da un automobilista di passaggio che raggiunge un vicino Autogrill e attiva i soccorsi. La notizia arriva in serata a Novara. La citta’ e’ sotto shock. Il sindaco di allora, Armando Riviera, raggiunge i feriti ricoverati negli ospedali dell’alessandrino. Tre giorni dopo la camera ardente e poi i funerali, celebrati in Duomo in un clima di grande commozione. La vicenda ebbe poi vari strascichi giudiziari: la ricostruzione consenti’ di scagionare completamente il giovane autista 33enne, morto nello schianto. Lungo e doloroso il contenzioso per i rimborsi delle assicurazioni. I morti di Ovada sono ricordati da una lapide fatta affiggere dal Comune qualche anno dopo i fatti all’ingresso del cimitero urbano.

  • Bonus bollette prorogato anche in autunno: buona notizia per le famiglie

    Bonus bollette prorogato anche in autunno: buona notizia per le famiglie

    L’annuncio ufficiale del prolungamento per altri tre mesi del bonus bollette illumina un scenario economico nazionale ombreggiato da crescenti tariffe energetiche e da un panorama internazionale teso e incerto. L’iniziativa governativa, proposta con il decreto legge n. 131 del 29 settembre 2023, funge da ammortizzatore temporaneo contro l’ondata di aumenti delle bollette di luce e gas, scongiurando, almeno per il trimestre autunnale, ulteriori tensioni sul bilancio delle famiglie italiane.

    La Misura Prolungata: Contenuti e Beneficiari
    Il sostegno economico, già previsto nei mesi precedenti, vedrà dunque una sua estensione per ottobre, novembre e dicembre, al fine di mitigare il peso delle bollette luce e gas, che hanno registrato rialzi significativi nell’ultimo periodo. Un focus particolare viene posto sulle fasce di popolazione con un indice ISEE non superiore a 15.000 euro, mentre si ampliano i margini per le famiglie numerose, per le quali la soglia ISEE è fissata a 30.000 euro, a condizione che abbiano almeno quattro figli a carico.

    Questa mossa segue la traiettoria delineata da precedenti provvedimenti legislativi, come il decreto legge n. 79/2023, il quale aveva destinato un’ulteriore quota di 110 milioni di euro per il sostegno energetico nel terzo trimestre dell’anno. Pertanto, l’attuale proroga si configura come un prolungamento di quella rete di sicurezza, intesa a proteggere le economie domestiche dalle fluttuazioni delle tariffe del mercato energetico, già aggravate da una previsione di aumento del 18,6% delle tariffe elettriche nel prossimo trimestre.

    Un Autunno Economicamente Impegnativo per le Famiglie Italiane
    Il cambio di stagione porta con sé non solo la mutazione del paesaggio autunnale, ma sancisce anche un periodo economicamente delicato per le famiglie in Italia. L’autunno 2023 segna infatti una fase di significativi rincari che permeano diversi ambiti della vita quotidiana, dando vita a un clima di tensione e incertezza nei bilanci domestici.

    Il fardello economico si estende ben oltre le classiche spese fisse, come mutui e bollette, arrivando a impattare anche la spesa per i beni di prima necessità. Le famiglie italiane, pertanto, si trovano a dover fare i conti con un sensibile aumento delle uscite mensili, che abbracciano diversi settori, tra cui alimentari, assicurazioni e carburanti. Anche la spesa energetica non si sottrae a questa tendenza, registrando anch’essa incrementi che aggravano ulteriormente la situazione.

    Verso una Strategia Energetica a Lungo Termine
    Nonostante l’indiscutibile necessità di tale intervento nel breve termine, emerge parimenti l’impellente richiesta di una visione strategica più ampia e strutturata, capace di indirizzare il Paese verso un percorso di maggiore indipendenza energetica. La proroga del bonus bollette, seppur essenziale nell’immediato, solleva infatti interrogativi circa le future azioni del governo in materia di sostenibilità e autonomia energetica.

    Il contesto richiede, oltre a soluzioni tampone come il bonus, una riflessione e un’azione più radicata, volti alla diversificazione delle fonti energetiche e all’implementazione di politiche che favoriscano l’efficienza e il risparmio energetico. La sfida per l’esecutivo sarà quindi quella di bilanciare le esigenze attuali con una pianificazione che sappia guardare oltre l’emergenza, strutturando un percorso che conduca l’Italia verso un futuro energetico più sostenibile e meno esposto alle variabilità dei mercati internazionali.

    Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/proroga-bonus-bollette-2023/

  • 25 anni di Lipu in Fagiana a Magenta.. e 24mila animali recuperati

    25 anni di Lipu in Fagiana a Magenta.. e 24mila animali recuperati

    Il CRFS LIPU La Fagiana festeggia 25 anni di attività: appuntamento sabato 7 e domenica 8 ottobre al Centro recupero della Lipu con viste guidate e laboratori per bambini. 24.000 gli animali recuperati in 25 anni di attività

    MAGENTA Inaugurato il 3 ottobre 1998 nella splendida riserva naturale del Parco della Valle del Ticino “La Fagiana” il Centro recupero fauna selvatica Lipu “La Fagiana” festeggia i suoi primi 25 anni di attività grazie alla collaborazione con il Parco Lombardo della Valle del Ticino che affida all’associazione le strutture e i locali per la cura, il ricovero e la riabilitazione della fauna selvatica. In questi 25 anni di attività, il Centro Lipu ha ricoverato oltre 24.000 individui, tra i quali numerosi appartenenti a specie di particolare rilievo conservazionistico.

    “Per la Lipu, il recupero della fauna selvatica è una lunga storia di impegno, passione, difficoltà, successi. – spiega Laura Silva, responsabile nazionale settore recupero fauna selvatica Lipu-. Una storia che accompagna l’associazione sin quasi dalle origini. La storia delle attività di recupero della Lipu ha infatti inizio sin dai primi anni settanta, con la creazione a Roma di un centro per la riproduzione dei rapaci (1971) e a Parma del Centro recupero rapaci (1973). Da questo primo embrione storico seguiranno altre strutture di riproduzione, a partire dai centri cicogne, ma è soprattutto la creazione del Centro recupero rapaci di Sala Baganza (PR) della Lipu, ovvero il primo centro in Italia in assoluto a occuparsi di fauna selvatica in difficoltà, a dare inizio al cambiamento”.
    Oggi, dopo cinquant’anni, sono circa 100 i centri recupero fauna selvatica distribuiti sul territorio nazionale e gestiti da associazioni ambientaliste, animaliste, amministrazioni regionali e una moltitudine di piccoli gruppi o associazioni di volontariato locali.

    “Siamo felici di festeggiare oggi questo anniversario – dichiara Cristina Chiappa- Presidente del Parco del Ticino . Il Parco ha deciso venticinque anni fa di condividere una sua proprietà all’interno della Fagiana per il recupero degli animali ed è stata una scelta lungimirante perché oggi questo centro è uno dei più importanti non solo del nostro del territorio. Una collaborazione che continuerà nel tempo: a fine anno, infatti, scadrà la convenzione ed è intenzione di questa amministrazione rinnovarla per dare seguito a questo connubio e garantire sul territorio un servizio prezioso, svolto con grande passione, come quello offerto dalla Lipu, che accoglie e cura animali selvatici di ogni specie molti dei quali soccorsi a Milano città”.

    La Lipu non fu artefice solo dell’innesco sul tema del soccorso e del recupero ma anche del cambiamento culturale nel rapporto tra uomo e fauna selvatica, grazie all’incessante opera di sensibilizzazione di adulti e soprattutto bambini.

    Oggi la Lipu contribuisce all’attività del soccorso e del recupero grazie a ben 9 Centri recupero fauna selvatica distribuiti in 7 regioni, ma anche con le tante delegazioni e attivisti distribuiti a macchia di leopardo su tutta la penisola, che supportano i cittadini fornendo utili informazioni e in certi casi collaborando nel soccorso. L’anno passato sono state infatti oltre 100.100 le consulenze telefoniche fornite dalla Lipu in relazione alla fauna selvatica ferita o in difficoltà.
    30.437 invece gli animali selvatici ricoverati nei centri della Lipu nel corso del 2022, grazie a 455 volontari attivi che hanno svolto 99.577 ore di volontariato. Il CRFS La Fagiana fa quindi parte di un sistema coordinato dal settore nazionale Recupero fauna selvatica della Lipu. I centri Lipu operano sinergicamente in diverse regioni d’Italia perseguendo la mission dell’Associazione, coerentemente ai mandati istituzionali ed in supporto alle amministrazioni che hanno il compito di sostenere le cure alla fauna selvatica in difficoltà.

    “Il sodalizio fra il Centro Recupero Fauna Selvatica della LIPU “La Fagiana” e il Parco Lombardo della Valle del Ticino – commenta Francesca Lara Monno , consigliere delegato del Parco del Ticino – si è rafforzato ulteriormente negli ultimi anni anche attraverso l’attuazione congiunta di Corsi di Formazione e di rilasci in natura di esemplari di fauna selvatica curati presso il Centro. La collaborazione fra le nostre istituzioni dimostra quanto possa essere efficace una sinergia per salvare un animale selvatico, curarlo e poi reinserirlo in un ambiente naturale idoneo all’interno dell’Area Protetta ed eventualmente monitorarlo. Una collaborazione e un aiuto reciproco fra chi cura gli animali selvatici e chi, ogni giorno, cerca di tutelare e conservare il loro ambiente naturale”.

    “Il Centro Lipu La Fagiana, ospitato nel territorio della riserva naturale del Parco della Valle del Ticino “La Fagiana” con sede presso il cascinello Paradiso, nei primi anni di attività prestava cura a circa 300 animali all’anno- aggiunge Emanuele Lubian, direttore sanitario del Crfs La Fagiana -; nel corso degli anni è tuttavia divenuto un importante punto di riferimento per cittadine e forze dell’ordine che si trovano a prestare soccorso agli animali selvatici e la media all’anno è cresciuta sino a superare la soglia di 1500 ricoveri. Fino a raggiungere, nel 2022, 1597 pazienti ricoverati.
    In questi 25 anni sono oltre 24.000 gli individui ricoverati e curati da veterinari e volontari, tra i quali numerosi appartenenti a specie di particolare rilievo conservazionistico. Le numerose attività del centro vengono realizzate grazie ai preziosi volontari che, assieme allo staff, consentono il raggiungimento degli obiettivi del centro, tra cui il più evidente è quello di dare una seconda vita agli animali curati, restituendo loro la libertà. L’esperienza maturata in 25 anni ha fatto sì che il centro si sia specializzato sempre più, sia dal punto di vista delle metodologie e cure veterinarie applicate sia grazie a nuove attrezzature e strumentazioni al passo con i tempi”.

    Una storia bella e affascinante, che verrà rievocata e raccontata, con un occhio al passato ma anche uno al futuro – conclude Stefania Pulici, responsabile del Crfs La Fagiana – sabato 7 ottobre dalle 10,30 alle 12,30, volontari e staff Lipu effettueranno visite guidate al sentiero didattico presso il centro di recupero. Nel pomeriggio dalle 14,30 alle 16,30 presso il centro parco della riserva verrà proposto un laboratorio creativo di mangiatoie con materiale di recupero per aiutare gli uccelli nei mesi invernali, con ingresso libero. Domenica 8 ottobre dalle 10,30 alle 12,30, volontari e staff Lipu effettueranno visite guidate al sentiero didattico presso il centro di recupero. Nel pomeriggio, alle 15,30 verrà raccontata la storia di due pazienti curati al centro: due ricci, che verranno poi spostati nel recinto di ambientamento dove trascorreranno un periodo prima del rilascio in natura”.