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  • Milano, via domani ai lavori lungo la ciclabile di ‘Baires’

    MILANO Al via a Milano, da mercoledì, i lavori per proteggere la pista ciclabile di corso Buenos Aires. I lavori, come spiega il Comune, si svolgeranno in orario serale e notturno, dalle 20 alle 5 del mattino, per causare il minor disagio possibile.

    Non sono previste comunque interruzioni di carreggiata, l’intero corso Buenos Aires rimarrà infatti aperto alla circolazione stradale. La durata stimata dei lavori, meteo permettendo, sarà di circa un mese. L’intervento complessivo è diviso in due parti. La prima fase dei lavori prevede la realizzazione di una pista ciclabile in sede protetta su entrambi i lati della via, con una larghezza di circa due metri e cordoli larghi 50 cm e alti 17. L’intervento comporta l’eliminazione della sosta lungo corso Buenos Aires, mentre troveranno spazio alcune aree riservate al carico e scarico, a servizio degli esercizi commerciali presenti. La seconda fase dei lavori, dall’autunno di quest’anno fino a dicembre del 2024, prevede l’allargamento dei marciapiedi per creare un grande boulevard pedonale e la riasfaltatura della ciclabile in pasta rossa.

    DECORAMBO: FINALMENTE
    «In qualità di Parlamentare, membro della Commissione d’inchiesta alla Camera per la sicurezza e il degrado delle periferie italiane, mi è stato riferito che fra due giorni inizieranno i lavori per la posa dei cordoli sulla pista ciclabile di Corso Buenos Aires a Milano. E’ dal mese di giugno 2020 che li richiedo a “gran voce” con petizioni pubbliche, raccolte firme ed esposti in Procura della Repubblica ma nessuno, in Comune, mi ha mai ascoltato. Peraltro, avendo ricoperto in passato anche il ruolo di Assessore alla viabilità e traffico di Palazzo Marino, tra il 2009 e il 2011, la materia la ho trattata personalmente mettendo in sicurezza le piste con cordoli alti che proteggevano tutti i ciclisti dalle autovetture. Finalmente, dopo circa 10.118 sinistri, 7.869 feriti e 36 decessi (dati istat, ndr), avvenuti in città tra il 2014 e il 2022, Sala e tutto il Centrosinistra milanese si sono svegliati ed hanno deciso di mettere in sicurezza l’insicura e pericolosissima pista di corso Buenos Aires. Sono basito del fatto che ci sia stato bisogno di vedere morti, feriti, manifestazioni e rivolte pubbliche di ciclisti, prima di intervenire. Constato, ancora una volta, che la maggioranza di Palazzo Marino sta dimostrando di non essere all’altezza di governare una città come Milano».

    Così l’On. di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato.

  • La ‘nuova era’ della cedrata Tassoni: torna in tv il jingle di Mina

    MILANO La nuova era Tassoni e il lusso di osare in un nuovo spot firmato dal regista Ago Panini: un salto nel futuro per l’iconica Cedrata, dopo oltre 50 anni di fedeltà allo storico spot accompagnato dal famoso jingle di Mina, uno dei più longevi della televisione italiana.

    L’anteprima sarà domani, sui maxi schermi collocati in Piazza del Duomo a Milano, in occasione del grande concerto di beneficenza Love Mi 2023 promosso da Fedez. Mina e la Cedrata faranno così da sfondo a uno dei più grandi eventi musicali dell’estate italiana, coniugando passato, presente e futuro, per parlare con generazioni di persone accomunate da una straordinaria voglia di vivere. ”La più grande sfida della nuova era Tassoni e di questo spot è lasciare ancora una volta il segno: celebrare la storia accogliendo l’innovazione, creare nuove emozioni a cavallo tra la memoria del passato e un futuro da sogno” commenta Simone Masè, Amministratore Delegato di Tassoni nonché Direttore Generale del Gruppo Lunelli, di cui l’azienda fa parte dal 2021. ”Valorizzare in chiave contemporanea 230 anni di un marchio iconico come Tassoni, che ha fatto la storia anche del costume e della pubblicità italiana a partire dai manifesti degli anni ’20, passando per il Carosello, fino ad arrivare alla celebre collaborazione con Mina, è l’obiettivo a cui puntiamo per confermarlo come luxury soft drink italiano per eccellenza, all’insegna del lusso di osare”. Il film, che sarà on air sulle emittenti TV da metà luglio, racconta come bere Tassoni trasporti in un mondo da sogno, audace e ammaliante con uno stile capace di farsi notare. La storia inizia con un’affascinante protagonista, vestita completamente d’oro, che sale sull’elegante ascensore di un grattacielo urbanstyle di una metropoli dal sapore newyorkese, e qualcosa di inaspettato accade. Un magnetico liftboy in livrea preme un tasto speciale, il tasto ”Tassoni 1793” e l’ascensore si apre non sulla classica terrazza da aperitivi uptown, ma sul nuovo mondo Tassoni: luminoso e lussuoso, come un pontile affacciato sul Lago di Garda. Subito la bionda protagonista cerca e trova la Cedrata Tassoni, sorseggiata dagli ospiti della terrazza in calici accompagnata da ghiaccio e basilico, come da perfect serve, e viene travolta dal suo gusto inconfondibile. Tutto si conclude con un bacio misterioso e onirico

  • Mobilità, Milano Serravalle accelera sulla multimodalità

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – C’è stata anche la mobilità intelligente tra i temi al centro della ventesima edizione di “Futuro Direzione Nord”, l’iniziativa organizzata da Fondazione Stelline insieme a Inrete e all’Associazione “Italiastatodidiritto” con il contributo di Regione Lombardia e il patrocinio del Comune di Milano. Hanno partecipato tra gli altri anche i vertici di Milano Serravalle – Milano Tangenziali. L’azienda, in particolare, ha portato all’attenzione della platea e degli altri relatori, tra i quali anche i ministri Daniela Santanchè, Paolo Zangrillo e Giuseppe Valditara, la sua esperienza nell’ambito della smart mobility e della mobilità multimodale.
    “La mobilità multimodale per Milano Serravalle-Milano Tangenziali è una sfida nella quale siamo fortemente impegati – ha commentato l’amministratore delegato del gruppo, Pietro Boiardi -. La nostra rete ha due anime: è una rete autostradale, ma anche un sistema delle tangenziali milanesi che hanno una loro particolare somma di peculiarità e unicità: ci occupiamo di investire e pensare a soluzioni in direzioni diverse, sia dal punto di vista logistico e fisico, pensando ad esempio a parcheggi intermodali dove si possono scambiare mezzi di trasporto, ma a strutture intelligenti come sistemi di controllo del traffico, sistemi di monitoraggio delle nostre infrastrutture e applicazioni a vantaggio degli utenti. Soluzioni che consentono di condividere in tempo reale informazioni sul traffico, suggerimenti su percorsi alternativi e addirittura indicazioni su dove e come poter cambiare mezzo di trasporto. La sintesi è che si deve sempre mirare a una connessione maggiore fra reti infrastrutturali in modo tale che ci sia per l’utente un’esperienza senza soluzioni di continuità”.
    Il presidente di Milano Serravalle-Milano Tangenziali, Beniamino Lo Presti, ha sottolineato invece l’importanza della cosiddetta “smart mobility” per l’azienda.
    “Milano Serravalle sta predisponendo tutte le azioni per conformare in modo pieno e compiuto il concetto di smart mobility – ha detto -. Tra le varie iniziative, la sistemazione di impianti di ricarica elettrica fast charge o la installazione di cinque stazioni di rifornimento ad idrogeno per i mezzi pesanti”. “L’iniziativa di particolare valore, addirittura avveniristica, quasi mai sperimentata in precedenza in Italia, è il progetto Smart Road – ha aggiunto -: un poderoso, articolato processo di digitalizzazione di tutta la rete autostradale che consente di raggiungere obiettivi di particolare rilevanza e valore. Tra questi la possibilità di analizzare in modo predittivo il traffico, con un sistema che consenta e permetta di evitare disagi, ingorghi, blocchi, attraverso la possibilità di suggerire delle uscite dedicate, di utilizzare una velocità tale che consenta di mitigare i disagi possibili, ma anche la ulteriore potenzialità di intervenire in termini di sicurezza perchè attraverso un sistema che è chiamato Anpr (Automatic number-plate recognition), si possono osservare comportamenti scorretti, innalzando il livello della sicurezza stradale che è coniugato con quello della smart mobility”.

    – foto ufficio stampa Milano Serravalle –
    (ITALPRESS).

  • Regione Lombardia, altri 20 milioni per taglio liste d’attesa e Centro Unico Prenotazioni

    MILANO Regione Lombardia stanzia ulteriori 20 milioni per il contenimento dei tempi d’attesa e approva il progetto definitivo per la realizzazione del Centro Unico di Prenotazione. Queste alcune decisioni assunte oggi dalla Giunta presieduta dal governatore Attilio Fontana.

    Approvata una delibera che, su proposta dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso, prevede un’integrazione da 20 milioni euro del piano operativo regionale per il contenimento dei tempi di attesa. In questo modo lo stanziamento totale, a favore dei piani presentati dalle ATS, arriva a quota 81 milioni.

    DISTRIBUZIONE RISORSE – Della dotazione totale quindi, 46.372.000 euro sono destinati agli erogatori pubblici e 34.628.000 euro agli erogatori privati accreditati.

    COSA PREVEDE LA DELIBERA – La delibera approvata oggi contiene indicazioni alle aziende per aumentare le prestazioni ambulatoriali e di ricovero attraverso l’erogazione di prestazioni aggiuntive e fornisce importanti indicazioni sull’appropriatezza prescrittiva in radiologia e medicina nucleare. Ed ancora, il 10% delle prestazioni di diagnostica è finalizzata alla quota screening aggiuntiva che ogni ente dovrà effettuare entro fine anno. Nell’atto sono contenute anche indicazioni operative per la gestione delle agende con l’obiettivo di renderle uniformi e omogenee tra i vari enti.

    Regione Lombardia vuole superare il problema dei cosiddetti ‘no-show’ (ovvero i pazienti che non si presentano a visita) che nei primi 4 mesi del 2023 ammontano a 1.457.429, quasi il 23% delle prestazioni prenotate. Lo farà attraverso l’aumento delle prenotazioni che si aggiungeranno alla normale disponibilità. Le strutture sanitarie dovranno poi impegnarsi a pubblicare tempestivamente i referti sul Fascicolo Sanitario Elettronico entro 24 ore dalla loro produzione (almeno il 95%) e raggiungere l’80% delle prescrizioni ambulatoriali effettuate da parte dei propri specialisti in forma dematerializzata entro la fine del 2023.

    I DATI – Analizzando i numeri delle prestazioni erogate nei primi mesi dell’anno (gennaio-maggio) è evidente l’incremento di visite ed esami nelle classi di priorità B (10 giorni) e D (30 giorni), soprattutto da parte degli enti pubblici. Prendendo in esame il periodo gennaio – maggio 2019 e il periodo gennaio maggio 2023 per la classe di priorità B, grazie ai provvedimenti della Giunta regionale, sono stati erogati 101.577 esami e visite in più nel 2023, corrispondenti a un aumento del 41% di prestazioni. Per la classi di priorità D (30 giorni) la differenza nello stesso periodo tra il 2019 e 2023 fa registrare un aumento di 136.942 tra esami e visite, che vale il 24% in più.

    “Il piano operativo – ha detto l’assessore Bertolaso – ha registrato una concreta e proficua partecipazione delle strutture pubbliche e private accreditate fin dai primi mesi del 2023. Tutto ciò ha determinato un incremento delle prestazioni erogate. E, l’ulteriore somma messa a disposizione da Regione Lombardia, conferma l’impegno dell’ente in questo importante settore”.

    CUP UNICO – Con un’altra delibera, proposta sempre dall’assessore Bertolaso, la Giunta approva il progetto definitivo per la realizzazione del Centro Unico di Prenotazione regionale in cui confluiranno le agende delle strutture pubbliche e private. Una volta in essere, prevede un insieme di strumenti applicativi per la gestione centralizzata della programmazione e dell’offerta ambulatoriale. Definita quindi l’offerta tecnica, la Direzione Generale Welfare di Regione dovrà incaricare ARIA S.p.A. per la realizzazione del progetto definito affinché diventi operativo.

    “Un provvedimento davvero molto importante – ha concluso l’assessore regionale al Welfare – che vuole andare a incidere concretamente sulla facilitazione dell’accesso alle prenotazioni da parte dei cittadini. Anche in questo modo cerchiamo di rendere più semplice il ‘dialogo’ tra chi necessita di una visita o di un esame e la struttura che deve offrirla”.

  • Cospito condannato a 23 anni, a Milano arrestati sei anarchici

    MILANO La Corte d’Assise d’Appello di Torino ha rimodulato in 23 anni la condanna per l’anarchico Alfredo Cospito nell’ambito del processo per l’attentato alla ex caserma allievi carabinieri di Fossano del 2006. In primo grado e in appello era stato condannato a 20 anni.

    Per Anna Beniamino la Corte ha rimodulato la pena in 17 anni e 9 mesi. In primo grado e in appello era stata condannata a 17 anni. L’accusa aveva chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per 12 mesi per Cospito e 27 anni e 1 mese per Beniamino.

    Intanto sempre ieri la Polizia di Stato, coordinata dalla Sezione Distrettuale Antiterrorismo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, ha eseguito sei misure cautelari nei confronti di alcuni esponenti dell’area anarchica, considerati tra i principali responsabili degli scontri avvenuti durante la manifestazione dello scorso febbraio organizzata in solidarieta’ del detenuto Alfredo Cospito. L’11 febbraio durante il corteo, all’altezza di via Sabotino, alcuni manifestanti, tutti facenti parte del gruppo di testa, lanciarono diverse bottiglie e oggetti contro le Forze dell’Ordine provocando delle lesioni a sei operatori di Polizia che ricorsero alle cure mediche. Questa mattina, a seguito di un’attivita’ di riscontro e alle successive verifiche investigative, gli agenti della Digos hanno notificato i 6 provvedimenti: a due cittadini italiani di 28 e 26 anni il divieto di dimora a Milano con obbligo di presentazione due volte alla settimana alla Polizia Giudiziaria competente per territorio; a tre cittadine italiane di 29, 28 e 31 anni l’obbligo di dimora rispettivamente nel comune di Novara, Olgiate Olona (VA) e Malnate (VA); a un cittadino svizzero di 31 anni il divieto di dimora a Milano proibendo allo stesso di trattenersi a qualsiasi titolo in tale citta’. (

  • Ragazzo senza vita ritrovato sulla sp 162 a Cornaredo, presentava traumi da aggressione

    Tragedia questa mattina a Cornaredo. Verso le 5.30 lungo la sp 162 è stato ritrovato un ragazzo riverso a terra che non dava segni di vita. Sono giunti sul posto l’equipaggio della Inter Sos Padana Emergenza unitamente all’automedica.

    CORNAREDO – Purtroppo per il ragazzo non c’era nulla da fare. Presentava traumi su tutto il corpo che hanno fatto pensare ad un’aggressione. Giunti in posto i Carabinieri della Compagnia di Corsico per l’avvio delle indagini. (seguiranno aggiornamenti)

  • Novara, incedio al Decathlon: nessun ferito

    NOVARA Una densa e altissima colonna di fumo nero che si levava dal tetto del punto vendita novarese della catena di articoli sportivi Decathlon ha fatto temere il peggio.

    Fortunatamente, l’incendio, scoppiato nella tarda mattinata di ieri, non ha causato feriti. A prendere fuoco sono stati i motori del sistema di condizionamento dell’aria, posti all’esterno della struttura che sorge alla periferia della citta’, all’imbocco della statale per Milano. Le fiamme si sono poi estese sulla copertura del tetto, dove sono collocati anche i pannelli fotovoltaici. Sul posto sono intervenute due squadre del comando provinciale dei Vigili del Fuoco con autopompa e autoscala. L’incendio e’ stato domato poco prima delle 16.

  • Ustica, Mattarella “Rispondere al bisogno di verità e giustizia”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “La sera del 27 giugno di 43 anni or sono venne scritta una delle pagine più dolorose e buie della nostra recente storia. Un aereo di linea in viaggio da Bologna a Palermo, con 81 persone a bordo, di cui 13 bambini, precipitò nel mare vicino Ustica senza lasciare scampo a nessuno. Fu una tragedia immane. La Repubblica è vicina ai familiari delle vittime ed è partecipe del loro insuperabile dolore. La memoria continua a sollecitare solidarietà e impegno comune”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 43° anniversario della strage di Ustica. “Quando avvenne la tragedia, una cappa oscurò circostanze e responsabilità. Fu difficile aprire varchi alla verità sulla strage; anche a causa di opacità e ambiguità. L’impegno dei familiari è stato prezioso”, aggiunge il capo dello Stato. “Alla loro tenacia e alla professionalità di donne e uomini delle istituzioni si devono i passi avanti compiuti per smentire l’ipotesi iniziale di un cedimento strutturale del velivolo e ricostruire la dinamica degli eventi. Una completa verità non è stata pienamente raggiunta nelle sedi proprie e questo rappresenta ancora una ferita per la sensibilità dei cittadini. I risultati ottenuti spingono a non desistere, a ricercare i tasselli mancanti, a superare le contraddizioni e rispondere così al bisogno di verità e giustizia”, conclude Mattarella.
    (ITALPRESS).
    -foto Quirinale-

  • Milano, altri accertamenti psichiatrici per l’omicida delle due donne in A4

    MILANO Nel giro di poco più di due mesi un nuovo medico legale dovrà effettuare altri accertamenti psichiatrici sul 39enne che, il 18 febbraio verso le 2.30, ha travolto con la sua auto, senza frenare alla barriera autostradale Ghisolfa sulla A4 Torino-Milano, la macchina con a bordo due donne, Laura Amato, 54 anni, e Claudia Turconi, 59 anni, morte nello schianto.

    Lo ha deciso il gip di Milano Ileana Ramundo che ieri ha disposto un supplemento di perizia psichiatrica, dopo che da un precedente accertamento, sempre deciso dal giudice e affidato allo psichiatra Raniero Rossetti, erano emerse un’incapacità totale di intendere e volere dell’uomo al momento di fatti e la sua pericolosità sociale. Era stato accertato nella relazione che l’uomo soffre di una psicosi paranoide con crisi “da fine del mondo”. Il gip, però, ha ritenuto che quelle analisi non fossero sufficienti e convincenti, tanto che ha ora affidato a Marco Lagazzi, altro psichiatra forense, i nuovi accertamenti. La relazione sarà depositata ai primi di settembre. Secondo l’ultima perizia nelle scorse settimane, sul comportamento del 39enne – indagato per omicidio stradale e sottoposto a misura di sicurezza nell’inchiesta del pm Paolo Filippini e della Polizia stradale di Novara – quella notte ha inciso quel disturbo psicotico di cui soffre da anni, non l’hashish né le benzodiazepine che aveva assunto. Se il vizio totale di mente dovesse essere riconosciuto nel futuro processo, l’uomo verrebbe assolto per incapacità di intendere e volere. Ora, però, ci saranno ulteriori esami sul profilo psichiatrico

  • Lonate Pozzolo-Busto Arsizio, droga nei boschi: spacciatore torturato e ucciso, 26 arresti (quasi tutti marocchini)

    VARESE La Polizia di Stato di Varese ha concluso una vasta operazione che ha portato all’esecuzione di 26 misure cautelari di cui 24 in carcere, 1 agli arresti domiciliari e 1 divieto di dimora in Lombardia e Piemonte, emesse dai gip di Busto Arsizio, nei confronti di un gruppo di persone originarie del Marocco (eccetto un solo cittadino italiano).

    Tutte indagate a vario titolo per i reati di tortura con uccisione del torturato, tentata estorsione, rapina, detenzione di armi e reati in materia di stupefacenti, in particolare spaccio nelle zone boschive in numerosi punti dislocati nelle province lombarde e piemontesi. Gli arresti sono stati eseguiti in Lombardia nelle province di Milano, Lodi, Pavia e Cremona, ed anche nelle province di Novara e Piacenza. Parte dei soggetti destinatari – irregolari in Italia e senza fissa dimora – è risultata irreperibile. Un arresto è stato eseguito in Germania.

    L’indagine ha preso il via il 7 maggio 2022 con il ritrovamento del cadavere di un uomo privo di documenti, di probabile origine nord-africana, abbandonato seminudo in una piazzola di sosta a bordo strada della SS336 nel Comune di Lonate Pozzolo, con evidenti segni di violenza subita. Gli elementi raccolti hanno consentito di comprendere che l’uomo ucciso avesse fatto parte di un gruppo di presunti spacciatori tutti di nazionalità marocchina, facenti capo a due fratelli “proprietari” di diverse piazze di spaccio situate in provincia di Milano, Varese, Novara, Pavia e Lodi. La vittima avrebbe pagato con la vita la sottrazione al gruppo di droga e soldi per 30mila euro.