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  • Menaggio: marito e moglie cadono in montagna, muore 65enne

    COMO Stavano camminando nelle montagne sopra Menaggio, sopra al lago di Como, e durante l’escursione marito e moglie, rispettivamente di 65 e 63 anni, sono caduti per almeno una decina di metri.

    L’uomo è finito nel torrente ed è morto. La caduta della moglie è invece stata frenata da un albero. Lì incosciente è stata trovata dai soccorritori, che l’hanno trasportata con l’elisoccorso in gravissime condizioni all’ospedale Niguarda di Milano. L’incidente è accaduto intorno alle 16 di domenica in una zona impervia in località Burgatto, dove si trova l’Orrido della Valsenagra, una sorta di canyon con un sentiro spettacolare che segue il torrente. Sul posto oltre al personale del 118, sono intervenuti anche i tecnici del soccorso alpino, i vigili del fuoco e i carabinieri di Menaggio.

  • Djokovic ruggisce a Cincinnati, piegato Alcaraz dopo 4 ore

    Djokovic ruggisce a Cincinnati, piegato Alcaraz dopo 4 ore

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Dopo quasi 4 ore di autentica lotta, il vecchio leone Novak Djokovic, nella prima parte della gara pure ferito per via di un “colpo di sole”, ha avuto la meglio sulla giovane gazzella Carlos Alcaraz, che ha pagato un pò di inesperienza, distraendosi quando era avanti di un set e un break. Tutto questo, e molto altro, è successo nella finale del “Western & Southern Open”, settimo torneo Atp Masters 1000 della stagione, dotato di un montepremi complessivo pari a 6.600.000 dollari, disputato sui campi in cemento di Mason, un sobborgo di Cincinnati, in Ohio (combined con un Wta 1000). Il serbo, 36enne, numero due del mondo e del seeding, si è imposto sullo spagnolo, numero uno del ranking Atp e primo favorito del tabellone, col punteggio di 5-7 7-6 (7) 7-6 (4), prendendosi una bella rivincita dopo la finale persa un mese fa a Wimbledon, al quinto set, proprio contro il 20enne, nuova stella del tennis iberico e internazionale.
    Il match è durato esattamente 3 ore e 50′: è stata la partita più lunga nella storia del torneo ma anche la finale al meglio dei tre set più lunga nella storia dei Masters 1000. Un match altalenante, iniziato con Djokovic avanti di un break, 4-2 al primo set, prima di subire il classico “colpo di sole”. A ruota Alcaraz ha strappato due volte il servizio all’avversario, chiudendo la prima frazione sul 7-5 in suo favore. Poi il serbo ha chiesto un lungo toilet break ed è tornato in campo dopo circa 7 minuti ma è apparso non nelle migliori condizioni, affaticato per il caldo di Cincinnati e per il fatto di giocare per la prima volta di pomeriggio, dopo tanti incontri di fila disputati negli orari serali. Lo spagnolo ne ha approfittato e si portato avanti di un break. Djokovic ha chiesto quindi l’intervento del medico e del fisioterapista. Quando tutto sembrava ormai finito, col serbo in chiara difficoltà, Alcaraz ha perso la battuta sul 4-3 in suo favore, rimettendo in gioco il “vecchio leone”.
    Si è arrivati quindi al tie break e Djokovic, dopo aver annullato un match ball ad Alcaraz sul 6-5 per lo spagnolo, si è imposto per 9-7. La partita ha quindi cambiato volto: il break nella terza frazione l’ha fatto il serbo. Qui sembrava cosa fatta per Djokovic e invece l’iberico ha annullato 4 match ball all’avversario: due sul 5-3 e altrettanti sul 5-4 in favore di Djokovic. Così si è giunti al tie break decisivo, giusta conclusione di una sfida epica, definita da Djokovic “una delle finali più belle e intense della mia carriera”. Anche questa volta a vincere il tie break, e quindi l’incontro, è stato il più esperto tennista serbo, il quale, nell’esultare per il successo, si è strappato la maglietta, in stile Hulk. Per il serbo è il 95esimo titolo della carriera, il 39esimo in un Masters 1000, il terzo a Cincinnati e il quarto del 2023.
    Lacrime e qualche problema alla mano destra per Alcaraz a fine match. Per lo spagnolo è la prima finale persa a livello di Masters 1000, dopo i successi ottenuti nelle prime quattro giocate nella sua breve ma intensa carriera.
    Nella nuova classifica Atp i due restano rispettivamente al primo e al secondo posto con lo spagnolo adesso avanti di una manciata di punti. Appuntamento ora agli Us Open, dove Alcaraz deve difendere il titolo vinto lo scorso anno.
    – foto Image –
    (ITALPRESS).

  • Djokovic ruggisce a Cincinnati, piegato Alcaraz dopo 4 ore

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    ROMA (ITALPRESS) – Dopo quasi 4 ore di autentica lotta, il vecchio leone Novak Djokovic, nella prima parte della gara pure ferito per via di un “colpo di sole”, ha avuto la meglio sulla giovane gazzella Carlos Alcaraz, che ha pagato un pò di inesperienza, distraendosi quando era avanti di un set e un break. Tutto questo, e molto altro, è successo nella finale del “Western & Southern Open”, settimo torneo Atp Masters 1000 della stagione, dotato di un montepremi complessivo pari a 6.600.000 dollari, disputato sui campi in cemento di Mason, un sobborgo di Cincinnati, in Ohio (combined con un Wta 1000). Il serbo, 36enne, numero due del mondo e del seeding, si è imposto sullo spagnolo, numero uno del ranking Atp e primo favorito del tabellone, col punteggio di 5-7 7-6 (7) 7-6 (4), prendendosi una bella rivincita dopo la finale persa un mese fa a Wimbledon, al quinto set, proprio contro il 20enne, nuova stella del tennis iberico e internazionale.
    Il match è durato esattamente 3 ore e 50′: è stata la partita più lunga nella storia del torneo ma anche la finale al meglio dei tre set più lunga nella storia dei Masters 1000. Un match altalenante, iniziato con Djokovic avanti di un break, 4-2 al primo set, prima di subire il classico “colpo di sole”. A ruota Alcaraz ha strappato due volte il servizio all’avversario, chiudendo la prima frazione sul 7-5 in suo favore. Poi il serbo ha chiesto un lungo toilet break ed è tornato in campo dopo circa 7 minuti ma è apparso non nelle migliori condizioni, affaticato per il caldo di Cincinnati e per il fatto di giocare per la prima volta di pomeriggio, dopo tanti incontri di fila disputati negli orari serali. Lo spagnolo ne ha approfittato e si portato avanti di un break. Djokovic ha chiesto quindi l’intervento del medico e del fisioterapista. Quando tutto sembrava ormai finito, col serbo in chiara difficoltà, Alcaraz ha perso la battuta sul 4-3 in suo favore, rimettendo in gioco il “vecchio leone”.
    Si è arrivati quindi al tie break e Djokovic, dopo aver annullato un match ball ad Alcaraz sul 6-5 per lo spagnolo, si è imposto per 9-7. La partita ha quindi cambiato volto: il break nella terza frazione l’ha fatto il serbo. Qui sembrava cosa fatta per Djokovic e invece l’iberico ha annullato 4 match ball all’avversario: due sul 5-3 e altrettanti sul 5-4 in favore di Djokovic. Così si è giunti al tie break decisivo, giusta conclusione di una sfida epica, definita da Djokovic “una delle finali più belle e intense della mia carriera”. Anche questa volta a vincere il tie break, e quindi l’incontro, è stato il più esperto tennista serbo, il quale, nell’esultare per il successo, si è strappato la maglietta, in stile Hulk. Per il serbo è il 95esimo titolo della carriera, il 39esimo in un Masters 1000, il terzo a Cincinnati e il quarto del 2023.
    Lacrime e qualche problema alla mano destra per Alcaraz a fine match. Per lo spagnolo è la prima finale persa a livello di Masters 1000, dopo i successi ottenuti nelle prime quattro giocate nella sua breve ma intensa carriera.
    Nella nuova classifica Atp i due restano rispettivamente al primo e al secondo posto con lo spagnolo adesso avanti di una manciata di punti. Appuntamento ora agli Us Open, dove Alcaraz deve difendere il titolo vinto lo scorso anno.
    – foto Image –
    (ITALPRESS).

  • Migranti, Tajani “Presto meccanismi più stringenti per i rimpatri”

    Migranti, Tajani “Presto meccanismi più stringenti per i rimpatri”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Tutta l’Italia si sta caricando un peso che dovrebbe essere dell’intera Europa, e stiamo lavorando nella Ue. Il ministero dell’Interno sta provvedendo ad una più equa redistribuzione dei migranti, ma abbiamo anche intenzione di inserire meccanismi più stringenti ed efficaci per i rimpatri di chi non ha diritto di essere accolto. Lo faremo prestissimo”. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’intervista al Corriere della Sera.
    “Il problema dell’immigrazione clandestina non è solo italiano. E riguarda crisi preesistenti al nostro governo ma anche nuove: la rotta balcanica resta battuta, la spinta dal continente africano è enorme anche per la crisi alimentare, ci sono crisi in Afghanistan, in Pakistan, in Sudan, Costa d’Avorio, Guinea, Burkina Faso e, oggi, anche in Niger, che era un Paese impegnato nel contenimento dell’esodo”, prosegue.
    “In Tunisia stanno facendo quanto loro è possibile, proprio in queste ore ci hanno comunicato di aver sequestrato a Sfax 4 imbarcazioni pronte a partire, armi, denaro… Ma hanno due problemi enormi – spiega Tajani -. Uno è quello dei finti pescherecci che partono dalla Libia e, guidati da trafficanti di uomini, arrivano a Sfax e caricano migranti. L’altro, collegato, è che per loro è difficile intervenire per la scarsità dei mezzi e degli uomini che hanno a disposizione: ci sono forze armate che fanno turni massacranti, ma non riescono a frenare il flusso”.
    Per il vicepremier “va applicato quanto prima – e se possibile implementato – il memorandum europeo che destina 100 milioni alla Tunisia per affrontare questa crisi migratoria. Noi possiamo far avere loro grazie a quei fondi motovedette che sono in rifacimento, come possiamo mettere a loro disposizione Guardia di finanza e Polizia per la formazione dei loro militari e forze dell’ordine addette alle operazioni di controllo e contenimento”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Migranti, Tajani “Presto meccanismi più stringenti per i rimpatri”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Tutta l’Italia si sta caricando un peso che dovrebbe essere dell’intera Europa, e stiamo lavorando nella Ue. Il ministero dell’Interno sta provvedendo ad una più equa redistribuzione dei migranti, ma abbiamo anche intenzione di inserire meccanismi più stringenti ed efficaci per i rimpatri di chi non ha diritto di essere accolto. Lo faremo prestissimo”. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’intervista al Corriere della Sera.
    “Il problema dell’immigrazione clandestina non è solo italiano. E riguarda crisi preesistenti al nostro governo ma anche nuove: la rotta balcanica resta battuta, la spinta dal continente africano è enorme anche per la crisi alimentare, ci sono crisi in Afghanistan, in Pakistan, in Sudan, Costa d’Avorio, Guinea, Burkina Faso e, oggi, anche in Niger, che era un Paese impegnato nel contenimento dell’esodo”, prosegue.
    “In Tunisia stanno facendo quanto loro è possibile, proprio in queste ore ci hanno comunicato di aver sequestrato a Sfax 4 imbarcazioni pronte a partire, armi, denaro… Ma hanno due problemi enormi – spiega Tajani -. Uno è quello dei finti pescherecci che partono dalla Libia e, guidati da trafficanti di uomini, arrivano a Sfax e caricano migranti. L’altro, collegato, è che per loro è difficile intervenire per la scarsità dei mezzi e degli uomini che hanno a disposizione: ci sono forze armate che fanno turni massacranti, ma non riescono a frenare il flusso”.
    Per il vicepremier “va applicato quanto prima – e se possibile implementato – il memorandum europeo che destina 100 milioni alla Tunisia per affrontare questa crisi migratoria. Noi possiamo far avere loro grazie a quei fondi motovedette che sono in rifacimento, come possiamo mettere a loro disposizione Guardia di finanza e Polizia per la formazione dei loro militari e forze dell’ordine addette alle operazioni di controllo e contenimento”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Il grande caldo non molla: a Milano fino a 38 gradi

    MILANO Un’ondata di caldo “forte e prolungata” lungo tutta la colonna della massa d’aria proveniente dall’Africa, che tocca le città con punte fino a 38-39 gradi ma che arriva fino sulle vette dove la risalita in quota dello zero termico “è il parametro oggettivo del riscaldamento.

    Il picco oggi alle 12.00 sulle Alpi a 5.180 metri di altezza, più in alto del valore dei 5mila metri sfiorati lo scorso anno. Mentre ci saranno +1 o +2 gradi in cima al Monte Bianco, valori che si raggiunsero 20 anni fa nella fatidica estate del 2003”. Questa l’analisi del fondatore del sito www.iLMeteo.it, Antonio Sanò sottolineando che la caratteristica di questa ondata non sono tanto le temperature “anche se molto elevate per la stagione per l’area interessata del Centro-Nord Italia”, quanto la durata, almeno 5 giorni di fila. “Avremo Bologna con 5 giorni fino a 39 gradi, come Ferrara e anche Firenze. Da rilevare la temperatura a Torino tra 37 e 39, estremamente elevata per il capoluogo piemontese. Anche Milano arriverà a sfiorare i 38 mentre Roma non raggiungerà i picchi oltre i 40, si manterrà tra 37 e 38 ma anche qui è la durata che conta”. Fino a sabato, infatti, afferma Sanò, “la situazione non dovrebbe subire grandi variazioni” nell’area colpita dall’ondata. Caldo anche lungo le località costiere che non potranno beneficiare della brezza marina “per via del riscaldamento del mare”. Non mancherà il caldo al Sud “ma qui le temperature saranno intorno ai 38 gradi, elevate ma abbastanza ‘normali’ in questo periodo”, conclude Sanò.

  • Le chiusure autostradali della settimana lungo l’A8 e a Melegnano

    MILANO Sulla A9 Lainate-Como-Chiasso, per consentire lavori di ampliamento alla quinta corsia, dalle 21:00 di mercoledì 23 alle 5:00 di giovedì 24 agosto, sarà chiuso l’allacciamento con la A8 Milano-Varese, per chi proviene da Como ed è diretto verso Lainate.

    Pertanto, chi proviene da Como, verrà deviato sulla A8 Milano-Varese, verso Varese e potrà uscire a Legnano, per poi rientrare dallo stesso svincolo in direzione di Milano.

    Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di riqualifica del ponte sul fiume Lambro, dalle 22:00 di mercoledì 23 alle 5:00 di giovedì 24 agosto, sarà chiuso il tratto compreso tra Melegnano e Lodi, verso Bologna. Contestualmente, sarà chiusa l’area di servizio “San Zenone ovest”, situata nel suddetto tratto e chiuso anche il ramo di allacciamento dalla A58 TEEM Tangenziale est esterna di Milano sulla A1 Milano-Napoli, in direzione di Bologna. In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria a Melegnano, percorrere la SP17 e la SP235, per rientrare sulla A1 alla stazione di Lodi.

  • Immobile illude la Lazio, il Lecce ribalta nel finale

    Immobile illude la Lazio, il Lecce ribalta nel finale

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    LECCE (ITALPRESS) – Non è stata una passeggiata al Via del Mare, eppure alla fine il Lecce riesce a vincere in rimonta 2-1 contro la Lazio nella prima giornata di Serie A. Come successo lo scorso 4 gennaio, dopo il gol di Immobile alla mezzora del primo tempo, i salentini rovesciano il risultato in due minuti con le reti di Almqvist e Di Francesco nel finale di partita. I biancocelesti sbagliano l’esordio in campionato, alla prima dopo l’addio di Milinkovic-Savic (il suo sostituto Kamada, subito titolare e protagonista di un debutto discreto) perdendo la testa negli ultimi dieci minuti. Un esordio meritato per D’Aversa, con i giallorossi che dimostrano subito di voler ripartire dalla salvezza conquistata l’anno scorso.
    Il Lecce inaugura al meglio la gara, al 10′ ha già trovato la sua migliore occasione con Strefezza. I padroni di casa continuano a mantenere il pallino fino al 26′ quando Immobile conferma la personale tradizione di segnare alla prima di campionato. L’attaccante sigla lo 0-1 in spaccata, superando Falcone e concretizzando la palla al bacio di Luis Alberto. La Lazio sfiora il raddoppio quasi all’intervallo, bravo il portiere a respingere il tiro di Lazzari. I salentini approcciano bene alla ripresa come avevano fatto a inizio match e cercano la rimonta. Si rendono pericolosi due volte con Strefezza e Banda prima che Felipe Anderson si divori l’occasione del raddoppio. Sarri è furioso per il calo dei suoi, in sofferenza per tutto il secondo tempo: non basta a calmarlo la traversa centrata all’82’ da Immobile. Poi in due minuti il Lecce cambia la partita. All’85’ il sinistro di Almqvist dal limite dell’area firma il meritato pareggio. All’87’ invece il gol di Di Francesco, dopo un batti e ribatti in area, ribalta il risultato e regala il successo ai giallorossi, capaci di battere la squadra seconda in campionato un anno fa.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Immobile illude la Lazio, il Lecce ribalta nel finale

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    LECCE (ITALPRESS) – Non è stata una passeggiata al Via del Mare, eppure alla fine il Lecce riesce a vincere in rimonta 2-1 contro la Lazio nella prima giornata di Serie A. Come successo lo scorso 4 gennaio, dopo il gol di Immobile alla mezzora del primo tempo, i salentini rovesciano il risultato in due minuti con le reti di Almqvist e Di Francesco nel finale di partita. I biancocelesti sbagliano l’esordio in campionato, alla prima dopo l’addio di Milinkovic-Savic (il suo sostituto Kamada, subito titolare e protagonista di un debutto discreto) perdendo la testa negli ultimi dieci minuti. Un esordio meritato per D’Aversa, con i giallorossi che dimostrano subito di voler ripartire dalla salvezza conquistata l’anno scorso.
    Il Lecce inaugura al meglio la gara, al 10′ ha già trovato la sua migliore occasione con Strefezza. I padroni di casa continuano a mantenere il pallino fino al 26′ quando Immobile conferma la personale tradizione di segnare alla prima di campionato. L’attaccante sigla lo 0-1 in spaccata, superando Falcone e concretizzando la palla al bacio di Luis Alberto. La Lazio sfiora il raddoppio quasi all’intervallo, bravo il portiere a respingere il tiro di Lazzari. I salentini approcciano bene alla ripresa come avevano fatto a inizio match e cercano la rimonta. Si rendono pericolosi due volte con Strefezza e Banda prima che Felipe Anderson si divori l’occasione del raddoppio. Sarri è furioso per il calo dei suoi, in sofferenza per tutto il secondo tempo: non basta a calmarlo la traversa centrata all’82’ da Immobile. Poi in due minuti il Lecce cambia la partita. All’85’ il sinistro di Almqvist dal limite dell’area firma il meritato pareggio. All’87’ invece il gol di Di Francesco, dopo un batti e ribatti in area, ribalta il risultato e regala il successo ai giallorossi, capaci di battere la squadra seconda in campionato un anno fa.
    – foto LivePhotoSport –
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  • Kron (Nestlè) “Smart working e formazione per attrarre talenti”

    Kron (Nestlè) “Smart working e formazione per attrarre talenti”

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    MILANO (ITALPRESS) – Il mercato del lavoro ha conosciuto evoluzioni profonde che rendono necessaria per le aziende una visione lungimirante per venire incontro a esigenze ulteriori rispetto al solo trattamento salariale. Su questo aspetto si è concentrato l’intervento di Manuela Kron, Direttore Corporate Affairs & Marketing Consumer Communication del Gruppo Nestlè in Italia, nel corso di una tavola rotonda sul tema al meeting di Rimini.
    Un’esigenza oggi dirimente è lo smart working e su questo punto Nestlè è riuscita a giocare in anticipo prima che la richiesta si diffondesse in modo capillare. Come ha raccontato Kron, “avevamo capito che era una esigenza forte e quindi avevamo già concordato con contrattazione aziendale il lavoro agile. Così quando poi è arrivato il problema della pandemia, ci siamo trovati preparatissimi”.
    “Quando dobbiamo attrarre le persone la carriera è importante non solo in verticale, ma anche in orizzontale. Le persone, soprattutto sotto i 40 anni, hanno capito benissimo il discorso della formazione e sanno che se l’azienda non evolve velocemente il loro lavoro varrà meno – ha spiegato – Il pacchetto retributivo deve essere corretto, ma anche questo concetto si è evoluto e non è solo la retribuzione in sè, ma anche quello che ci può stare intorno. Tutto deve essere concertato perchè quello che vogliamo fare è qualcosa che sia chiaro”.
    A titolo di esempio, Kron ha spiegato che “un elemento che adesso contribuisce ad attrarre è il congedo parentale, che noi chiamiamo “baby leave”, che abbiamo lanciato ascoltando le esigenze delle persone. La genitorialità per le persone giovani è importante e il nostro obiettivo era cercare di fare la nostra parte”.
    Interpellata su cosa potrebbe aiutare in particolare le donne, Kron ha risposto “innanzitutto sotto certi aspetti non essere considerate donne, cioè non essere guardate come una cosa diversa. E’ difficile, ma credo che sia la cosa più rilevante”. Altro elemento di aiuto può essere “avere anche una serie di strumenti che aiutino a pensare non che ci sia un rallentamento, ma una valorizzazione di questi percorsi. Il giorno in cui guardando si vedrà un elenco di competenze e aspirazioni e non maschio o femmina, sarà il giorno giusto”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).