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  • Salvini “Quota 41 e pace fiscale obiettivi di legislatura”

    Salvini “Quota 41 e pace fiscale obiettivi di legislatura”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo davanti più di quattro anni” di legislatura, ma “l’obiettivo della Lega è relativo a quota 41, all’azzeramento della legge Fornero” e poter arrivare “veramente alla pace fiscale come un’operazione di giustizia sociale”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, nel corso di una diretta social. “Poi c’è il tema del canone Rai: l’obiettivo rimane – e lo confermo -, nei prossimi mesi e nei prossimi anni, pesare sempre di meno sulle tasche dei cittadini”. Anche sul tema della tassa sugli extraprofitti miliardari delle banche, Salvini assicura che il governo andrà avanti: “E’ una questione di buon senso, di equità sociale, di giustizia – sottolinea -. In questi mesi le banche hanno fatturato e incassato miliardi e miliardi di profitti: nei primi sei mesi quest’anno le prime 5 banche italiane hanno fatto utili per più di 10 miliardi di euro, perchè aumenta il costo del denaro per le famiglie, per le imprese e per i lavoratori ma non aumenta di conseguenza quello che le banche danno come interessi a quelli che hanno dei soldi sul conto corrente”, spiega. “Quindi è chiaro che stanno aumentando i margini di guadagno delle banche”, conclude.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Come si studia all’Università in Pakistan? Intervista al Rettore della Gift University di Gujranwala

    Ci sono ragazze e ragazzi pakistani che hanno un sogno. Laurearsi, specializzarsi in Europa o nel nord America e tornare nel loro paese per migliorarlo. Siamo entrati e abbiamo conosciuto una realtà magnifica nel panorama di una nazione dalle enormi potenzialità della quale non conosciamo molto. Si tratta dell’Università.

    Alla Gift University di Gujranwala l’offerta formativa è enorme: Ingegneria, Economia, Sociologia, Comunicazione, Psicologia e tanto altro. Sono circa ottomila gli studenti che la frequentano. Di certo fanno parte della classe sociale alta del Pakistan e non è per tutti frequentare l’università. Ma il rettore ci dice subito che “chi ha la passione e la voglia di studiare viene aiutato a continuare”. Il rettore è il professor Shahid Qureshi. Ha ottneuto il PhD all’Università di Berlino e ha continuato la sua formazione in Pakistan. E’ un uomo di carisma, molto religioso e aperto al mondo, che vuole trasmettere non soltanto conoscenze ai suoi studenti. “Non devono studiare solo per ottenere un lavoro qualificato – dice – devono uscire da questa Università ed essere in grado di migliorare le cose, di fare qualcosa di creativo”.

    E’ felice della visita di italiani alla sua Università. Ci chiede di poter collaborare con noi per il bene di entrambi. Gli studenti, nel corso della formazione, svolgono periodi all’estero. Parliamo con lui per una mezzora e ci accorgiamo che è una persona dalle grandi doti umane. Consapevole delle gravissime difficoltà che attanagliano il suo paese. Un dato smentisce quelle che sono le nostre convinzioni. Non è vero che la totalità degli studenti, una volta ottenuta la laurea lascerà per sempre il Pakistan. “Molti rimangono – afferma – e per coloro che se ne andranno suggeriamo sempre di essere consapevoli di quello che fanno. Devono essere pronti, sapere bene la lingua del paese nel quale dovranno vivere. E capire se le proprie capacità serviranno a quel paese”. Sono un 10 per cento gli studenti che possono permettersi l’Università. La retta, per gli standard di vita pakistani, è elevata. Varia, naturalmente, da facoltà a facoltà. Ma la media si aggira attorno ai 2200 euro l’anno. “Sono certo che la povertà sia più una povertà d’animo che economica”, ha detto. Un’affermazione che ci lascia perplessi pensando alle centinaia di persone che abbiamo visto per le strade di quella città. Ma il Rettore sa bene quello che dice. “La mentalità diffusa è di chiedere a prescindere da ogni cosa – continua – io cerco di far capire che è importante dare. Se decido di andare a vivere in Italia devo portare in quel paese le mie capacità e le mie professionalità. Devo essere uno che da, non uno che chiede”.

    Naturalmente è presente la consapevolezza che per migliorare le cose è fondamentale un intervento deciso a livello politico. Il Rettore parla spesso con il Primo ministro Pakistano ed è unanime l’idea che occorra partire aiutando le classi più basse. “Quello che noi cerchiamo di insegnare è che ognuno di noi ha delle capacità, delle caratteristiche speciali che nessun altro al mondo possiede – dice – Vi faccio un esempio. Una coppia che non sapeva nemmeno scrivere è rimasta con noi per quattro mesi. Hanno scoperto le loro capacità e hanno avviato un’attività investendo quel che avevano in poche mucche. Oggi il loro figlio può permettersi l’Università e loro non hanno avuto bisogno di andare in Italia o in un altro paese per costruirsi un futuro”.

  • Tennis: Toronto says.. more Sinner, less Berrettini- di Teo Parini

    Intendiamoci, in termini assoluti, Alcaraz e pure Rune sono tutta un’altra cosa. A non averlo presente si fa solo un torto ai nostri due migliori giocatori, dai quali si rischia di pretendere ciò che non è nelle corde. Il giudizio sul loro operato, pertanto, non può prescindere dalla giusta collocazione nello scacchiere mondiale.

    Tuttavia, ciò non toglie che il primo confronto diretto tra Sinner e Berrettini abbia rappresentato uno dei momenti più alti nella storia del tennis azzurro, sicuramente il più quotato del dopo Panatta; una rivalità che è ricchezza per il nostro movimento e che, dopo anni di vacche magre e di Fognini-dipendenza, è tornato a godere di un’invidiabile stato di salute.

    L’incrocio a tinte azzurre si è verificato qualche ora fa nel 1000 di Toronto, il Canadian Open, torneo in corso di svolgimento in questa settimana caratterizzato da una superficie di gioco decisamente veloce e quindi, seppure per motivi diversi, adatta a mettere in risalto le peculiarità di entrambi. Sinner ha ripreso la corsa verso il Master di fine anno, quello dedicato agli otto migliori giocatori al mondo in termini di ranking, dopo un torneo di Wimbledon piuttosto impegnativo a livello atletico, concluso con la netta sconfitta in semifinale contro Djokovic, e qualche settimana dedicata a ricaricare le batterie in vista della stagione sul cemento. Berrettini, invece, sembra essere uscito, o si appresta a farlo del tutto, da un periodo psicofisico terribile che, in soldoni, ha significato per lui noie fisiche in sequenza, il morale inchiodato sotto le scarpe e l’incapacità, tipica della fiducia che latita, di produrre il tennis di sua competenza. Le premesse per un buon incontro e, perché no, per una prima resa dei conti sulla via del riconoscimento del più forte in casa Italia c’erano tutte e il match, per onestà intellettuale non memorabile ma nemmeno da buttare, ha fornito le risposte che si cercavano.

    Ha vinto l’altoatesino in due set piuttosto rapidi, un’ora e mezza di sforzo doccia inclusa, nei quali ha concesso appena sette giochi all’avversario che non ha mai dato l’impressione di poter vincere la partita. Nemmeno quando, in uscita dai blocchi, tra i due era proprio Berrettini quello più sicuro nei turni di battuta e più vicino a strappare quella dell’avversario. Un fuoco di paglia. Perché, scampato il pericolo di cinque palle break affrontate e salvate col piglio del campione nel quinto gioco del primo parziale, la velocità di crociera di Sinner si è rivelata indigesta per Matteo, costretto a chiedere al suo gioco – al solito ancorato sugli ottimi fondamentali di servizio e dritto – un ritmo che non gli appartiene, finendo per sbagliare più del dovuto. Inevitabile, quindi, il break subito dal tennista romano sul punteggio di quattro giochi pari che, di fatto, ha deciso il primo set e indirizzato l’incontro su binari, purtroppo per lui, immutabili.

    A essere severi, ma neanche così tanto, la sensazione che si è percepita osservando il linguaggio del corpo di Berrettini è quella del giocatore che, sapendo di non poter uscire vincitore dalla contesa, si preoccupa di iniziare una maratona col piglio del centometrista per assicurarsi la possibilità di disputare almeno uno scampolo di partita alla pari con il rivale destinato inevitabilmente a prendere il largo. Per analogia, la partita ammirevole che la nazionale italiana di rugby è solita disputare contro le compagini più quotate: partenza a razzo, feroce aggressività iniziale con un dispendio di energie incompatibile con la capienza del serbatoio e la durata del match, logorio precoce, cedimento strutturale e tracollo. Insomma, da Toronto la conferma che, in generale, il miglior Sinner sia decisamente più competitivo del miglior Berrettini e non solo in questo momento specifico.
    Questione di rischi. Pochi, quelli che servono a Jannik per mantenersi su certi livelli di gioco; molti, quelli che, al contrario, deve assumersi Matteo per provare a colmare la minore competenza tecnica e una coperta apprezzabilmente più corta. In uno sport come il tennis, che glorifica sfacciatamente le percentuali, ciò certifica quasi matematicamente la differenza che passa tra vittoria e sconfitta. Che non vuol dire che Berrettini non sarà in grado di togliersi delle soddisfazioni incontrando nuovamente Sinner, ma che, affinché ciò possa succedere, occorre un certo allineamento astrale.

    Tornando all’incontro, ci ha detto sostanzialmente due cose. La prima è che la convalescenza di Berrettini è quasi un brutto ricordo, perché, punteggio a parte, lo si è visto vicino al suo miglior standard, sporcato solo da un pizzico di tensione quale comprensibile retaggio di un recente passato tribolato. La seconda è che Sinner dovrebbe (è sempre meglio usare il condizionale) aver conseguito la maturità giusta per vincere senza soffrire più del dovuto le partite da vincere; la non banale condizione di chi ha imparato a rispettare il pronostico quando gli è favorevole. Che tradotto significa arrivare sempre in fondo ai tornei per poi giocarseli al cospetto del gotha della disciplina. Hai detto niente.

    Se entrambi non sono alfieri della bellezza quale inviolabile regola di vita sportiva, ma per colmare questa lacuna abbiamo la fortuna sfacciata di annoverare tra i nostri connazionali un genio epocale come Musetti, va dato atto a Sinner e Berrettini di consentire al tennis italiano di essere competitivo ai massimi livelli sui dodici mesi grazie ad una sostanza tennistica dal peso specifico del piombo. Riprendendo la considerazione iniziale, appurato che Alcaraz in assenza di crampi e sfighe varie appartiene ad un altro pianeta e che la sua bacheca finirà per contenere una numerosità inesausta di trofei, non servirà una quantità impossibile di buona sorte affinché uno dei nostri possa mettere a referto un risultato importante. Morale, abbiamo visto alzare coppe prestigiose a giocatori decisamente meno attrezzati a farlo dei nostri ragazzi. Non è dato sapersi quando e in quale misura ma, prima o poi, dalle nostre parti succederà qualcosa di bello.

    di Teo Parini

  • Facebook ci ha fatto male? Una ricerca di Oxford ci dice NO

    L’avvento di Facebook ci ha fatto male? No, non si può dire che sia stato così, senza correre il rischio di essere smentiti.

    E’ questa in sintesi la conclusione di un maxi studio scientifico indipendente che ha indagato sull’impatto della diffusione mondiale del ‘capostipite’ dei social network, senza trovare prove che correlassero la sua ascesa a livello globale a danni psicologici diffusi. La ricerca dell’Oxford Internet Institute, guidata dai professori Andrew Przybylski e Matti Vuorre, ha utilizzato i dati sul benessere di quasi un milione di persone in 72 Paesi su un arco temporale di 12 anni, e i dati sull’utilizzo individuale effettivo di milioni di utenti Fb in tutto il mondo. Nel lavoro pubblicato dalla Royal Society gli autori ribadiscono non solo di non aver trovato evidenze del fatto che la diffusione di Facebook abbia un legame negativo con il benessere, anzi “in effetti l’analisi indica che Facebook è probabilmente correlato al benessere in modo positivo”, spiega Przybylski. “Sebbene le segnalazioni di esiti psicologici negativi associati ai social media siano comuni negli scritti accademici e popolari, le prove dei danni sono, a conti fatti, più speculative che conclusive”, si legge nel documento. Przybylski assicura: “Abbiamo esaminato attentamente i migliori dati disponibili”. Il team di Oxford sfata dunque quello che sembra un falso mito. Ma allo stesso tempo puntualizza il significato di quanto emerso dallo studio. “Non vuol dire – precisa Przybylski – che questa sia la prova che Facebook è positivo per il benessere degli utenti”. Piuttosto il senso è che “i migliori dati globali non supportano l’idea che l’espansione dei social media abbia un’associazione globale negativa con il benessere all’interno delle varie nazioni e gruppi demografici”.

    “Gran parte della ricerca sull’uso dei social media e il benessere è stata ostacolata da un’attenzione esclusiva ai dati del Nord del mondo – osserva il coautore Vuorre – Nel nostro nuovo studio copriamo per la prima volta la geografia più ampia possibile, analizzando i dati sull’utilizzo di Facebook sovrapposti a solidi dati sul benessere, e offrendo per la prima volta una prospettiva veramente globale dell’impatto”. Facebook è stato coinvolto nella ricerca, ma solo per fornire dati, e non ha commissionato né finanziato lo studio, viene precisato dal team. Il progetto di ricerca di Oxford è iniziato prima della pandemia di Covid. I ricercatori hanno combinato i dati del Gallup World Poll Survey sul benessere, che coprono quasi un milione di persone dal 2008 al 2019, con i dati di Facebook relativi al livello di coinvolgimento globale. Oggi il social network riporta quasi tre miliardi di utenti in tutto il mondo, ma questa ricerca esamina i primi giorni della penetrazione internazionale della piattaforma. Per comprendere meglio la gamma plausibile di associazioni con il benessere a livello nazionale, approfondiscono i due scienziati, “abbiamo collegato i dati che tracciano l’adozione globale di Facebook con tre indicatori di benessere: soddisfazione della propria vita, esperienze psicologiche negative e positive”. “Abbiamo esaminato gli utenti Facebook attivi pro capite di 72 Paesi, maschi e femmine in due fasce di età (13-34 anni e over 35)”, illustrano Przybylski e Vuorre. Conclusione: non sono state rilevate evidenze di associazioni negative, in molti casi c’erano invece correlazioni positive tra Facebook e gli indicatori di benessere. L’associazione era leggermente più positiva per i maschi, ma questi trend non erano significativi. Inoltre, il link era generalmente più positivo per i giovani nei vari Paesi. Questi effetti erano piccoli, ma significativi. “Le nostre scoperte – conclude Vuorre – dovrebbero contribuire a orientare il dibattito sui social media verso fondamenti di ricerca più empirici”.

    woman leaning on white wooden table while holding black Android smartphone

  • Urso “Ryanair insofferente alle regole, mercato non è Far west”

    Urso “Ryanair insofferente alle regole, mercato non è Far west”

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    ROMA (ITALPRESS) – La compagnia irlandese “negli anni ha manifestato una certa insofferenza alle regole del mercato. Proprio Ryanair è stata sanzionata 11 volte, negli ultimi anni, da parte dall’autorità per la concorrenza e il mercato. A fronte delle segnalazioni, siamo intervenuti con un decreto che tende a ristabilire le condizioni dei mercato, che tutela i consumatori. Perchè il mercato non è il Far west, non è il luogo dove gli speculatori si approfittano dei consumatori. Il mercato viene regolato dallo Stato, dalle leggi, dalle autorità e dall’Ue”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo al Tgcom24. “Noi – prosegue – siamo intervenuti secondo le regole europee in quelle situazioni in cui non vi è un’alternativa di mercato. Perchè nelle isole non vi è una alternativa di mercato adeguata. Lo Stato ha il dovere di intervenire quando il cittadino in qualche misura viene sottoposto a una azione che non risponde alle regole di mercato, ma che anzi è contro queste regole e anche i diritti dei cittadini stessi”, conclude.

    – foto: Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Urso “Ryanair insofferente alle regole, mercato non è Far west”

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    ROMA (ITALPRESS) – La compagnia irlandese “negli anni ha manifestato una certa insofferenza alle regole del mercato. Proprio Ryanair è stata sanzionata 11 volte, negli ultimi anni, da parte dall’autorità per la concorrenza e il mercato. A fronte delle segnalazioni, siamo intervenuti con un decreto che tende a ristabilire le condizioni dei mercato, che tutela i consumatori. Perchè il mercato non è il Far west, non è il luogo dove gli speculatori si approfittano dei consumatori. Il mercato viene regolato dallo Stato, dalle leggi, dalle autorità e dall’Ue”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo al Tgcom24. “Noi – prosegue – siamo intervenuti secondo le regole europee in quelle situazioni in cui non vi è un’alternativa di mercato. Perchè nelle isole non vi è una alternativa di mercato adeguata. Lo Stato ha il dovere di intervenire quando il cittadino in qualche misura viene sottoposto a una azione che non risponde alle regole di mercato, ma che anzi è contro queste regole e anche i diritti dei cittadini stessi”, conclude.

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  • Fiera di San Fermo a Nerviano, l’ex Sindaco Cozzi auspica il rilancio

    Fiera di San Fermo a Nerviano, l’ex Sindaco Cozzi auspica il rilancio

    Il suo concetto è racchiuso in un’espressione precisa: non ci siamo. Massimo Cozzi, ex sindaco di Nerviano ora sui banchi dell’opposizione, stigmatizza la situazione di crisi che a suo avviso caratterizza la fiera di San Fermo e ne auspica un deciso rilancio.

    NERVIANO – “Basta fare un giro per le bancarelle – dichiara- per capire che stiamo per toccare veramente il fondo. I migliori, che dovevano rilanciare e valorizzare questa fiera, oggi l’hanno portata al livello più basso di sempe”. Il paradosso, a suo dire, è che il mercato settimanale annovera un maggiore numero di ambulanti rispetto a quest’appuntamento. ” Non arrivano neanche a quaranta- aggiunge – se a questo aggiungiamo che non vi è nessuna iniziativa collaterale, la desolazione è totale, anche i giochi dei nonni e il mercatino delle curiosità presenti l’anno scorso non ci sono più”. Insomma, per l’ex primo inquilino del municipio dell’ex monastero degli Olivetani un passo indietro che una fiera della tradizione di san Fermo proprio non merita.

    Cristiano Comelli

  • Da Regione Lombardia 113 milioni per infrastrutture: 11 a Milano

    MILANO Prosegue l’attuazione degli interventi del Piano Lombardia, il programma di investimenti per le opere pubbliche voluto dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

    La Giunta regionale ha approvato il programma degli interventi stradali di cui beneficeranno Comuni, Comunità montane, Consorzi, Parchi e altri soggetti pubblici: un investimento di oltre 113 milioni di euro, per un totale di 304 interventi nelle varie province, che serviranno a garantire condizioni di maggiore efficienza e sicurezza della rete stradale, oltre alla realizzazione delle infrastrutture viarie.

    PRESIDENTE FONTANA: CONCRETAMENTE VICINI AI TERRITORI – “Il Piano Lombardia – sottolinea il presidente Fontana – continua a dispiegare i propri effetti e a fornire risorse concrete ai territori. Questi investimenti regionali sono essenziali per realizzare opere che altrimenti, in molti casi, sarebbero rimaste solo sulla carta. Abbiamo accolto le richieste delle comunità territoriali che trovano nella Regione un punto di riferimento solido e affidabile. Siamo e saremo accanto ai cittadini e ai Comuni. Il nostro impegno prosegue con convinzione”.

    ASSESSORE TERZI: CANTIERI APERTI IN TUTTA LA LOMBARDIA – “In questi anni – afferma l’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi – il Piano Lombardia ha portato ad aprire moltissimi cantieri in tutto il territorio lombardo, imprimendo una forte accelerazione alla nostra economia. Un programma che ha determinato benefici immediati per i territori: Regione Lombardia continua dunque il percorso intrapreso con importanti investimenti. Si tratta di risorse che consentono di realizzare opere attese da tempo. Non solo grandi opere: il Piano finanzia anche interventi più piccoli ma di fondamentale importanza per i contesti in cui si collocano”.

    “In pratica – evidenzia Terzi – è una bella boccata di ossigeno per i nostri Comuni, che possono aprire cantieri per riqualificare la rete infrastrutturale. L’obiettivo è una Lombardia sempre più accessibile e connessa, migliorando la qualità di vita dei cittadini e contribuendo anche alla ripresa economica”.

    RIPARTIZIONE TERRITORIALE – Di seguito la ripartizione territoriale relativa a questa ‘tranche’ del Piano Lombardia. Specificati il numero di interventi e l’importo finanziato per Provincia.

    BERGAMO: 60 per 21.378.620 euro;

    BRESCIA : 43 per 15.273.482 euro;

    COMO: 11 per 3.388.500 euro;

    CREMONA: 8 per 5.572.000 euro;

    LECCO: 9 per 7.800.000 euro;

    LODI: 9 per 3.090.000 euro;

    MONZA B.: 15 per 5.534.558 euro;

    MILANO: 28 per 11.324.940 euro;

    MANTOVA: 16 per 7.370.000 euro;

    PAVIA: 33 per 9.589.200 euro;

    SONDRIO: 29 per 7.100.000 euro;

    VARESE: 43 per 16.287.000 euro;

    TOTALE 304 per 113.708.300 euro.

  • Silvia Roggiani si candida alla segreteria regionale lombarda del Pd

    MILANO La deputata del Pd Silvia Roggiani, già segretaria dem a Milano, si candida ufficialmente alla segreteria regionale della Lombardia. Lo ha annunciato la stessa Roggiani con un post su Facebook: “Dopo il confronto con tante e tanti iscritti di diversi territori – spiega – ho deciso di candidarmi alla segreteria regionale nella nostra Lombardia dove le sfide saranno tante e complicate e dove servirà un Pd sempre più unito, credibile e capace”.

    Il Congresso si svolgerà a ottobre e l’attuale segretario lombardo è Vinicio Peluffo. La Lombardia “troppe volte raccontata retoricamente come l’eccellenza da una destra che la governa ininterrottamente da 30 anni senza visione – aggiunge Roggiani – grazie al suo tessuto profondo e vivo ha oggi la forza della Regione più importante del Paese”. Un’eccellenza che “c’è nelle lombarde e nei lombardi, nelle imprese, nei corpi sociali” ma che “nulla ha a che fare con chi ha mortificato la sanità pubblica e la vocazione europea di questo territorio”. Dopo i risultati delle ultime regionali “e con la destra al governo – prosegue – la sfida è ancora più profonda e densa e necessita del protagonismo di tutte le intelligenze e le esperienze”. Per costruire “un nuovo partito e un nuovo modello di sviluppo” per Roggiani “abbiamo bisogno tutti, valorizzando tutti i territori, anche quelli più marginalizzati” dove “non siamo finora riusciti ad arrivare efficacemente”. Sarà necessario “ricostruire un pensiero forte, ridando valore agli iscritti e al popolo delle primarie – va avanti – rinvigorendo circoli e federazioni”. E “lo faremo portando avanti la nostra idea di autonomia, sia istituzionale, che non divide l’Italia ma restituisce protagonismo ai territori, sia politica – conclude – con l’ambizione di dare un contributo originale al progetto del Pd nazionale”.

  • Agricoltura: Villoresi in riduzione per consentire l’irrigazione dei secondi raccolti

    Agricoltura: Villoresi in riduzione per consentire l’irrigazione dei secondi raccolti

    Considerata la situazione del Lago Maggiore, il Consorzio del Ticino ha disposto per dallo scorso 4 agosto una diminuzione delle portate erogate dal bacino lacuale.

    LAGO MAGGIORE – In previsione di tale richiesta, il Consiglio di Amministrazione di ETVilloresi si era già espresso nel corso della seduta del 2 agosto, esprimendo preferenza per una riduzione in questi giorni della portata del Canale Villoresi in modo da consentire poi l’irrigazione dei secondi raccolti dopo la metà del mese. Pertanto, a partire dalle ore 12.00 del 4 agosto, sono state effettuate le manovre di riduzione: la portata del Villoresi è così passata da 37.5 mc/s a 8.5 mc/s. ETVilloresi ha chiesto al Consorzio del Ticino di rivalutare in avvio di settimana prossima la situazione dei livelli del Verbano e delle esigenze irrigue. La portata del Naviglio Martesana verrà invece aumentata sabato 5 agosto da 10 mc/s a 15 mc/s.