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  • Cologno, il killer di Sofia l’ha attesa in un armadio

    COLOGNO MONZESE Sapeva che la famiglia della ex fidanzata era in vacanza e che la ragazza avrebbe trascorso la serata in discoteca e così Zakaria Atqauoi, il 23enne che poi l’ha uccisa, l’ha attesa nascosto in un armadio, nell’appartamento del quale il giorno prima aveva rubato le chiavi.

    Sofia Castelli, la vittima, 20 anni, è tornata all’alba con un’amica nell’abitazione in provincia di Milano. L’ex fidanzato ha atteso che le due ragazze si addormentassero e poi ha preso un coltello dalla cucina, è andato nella camera dove Sofia dormiva e l’avrebbe colpita alla gola nel sonno. E’ questa la ricostruzione pubblicata oggi dal Corriere della Sera dell’omicidio avvenuto al quarto piano di una palazzina di Cologno Monzese nelle prime ore di sabato scorso. L’autopsia dovrà chiarire se la ragazza prima di morire ha cercato in qualche modo di difendersi. L’amica, che dormiva in una camera vicina, non si sarebbe accorta di nulla. Il giovane ha avvicinato per strada una pattuglia della Polizia locale e ha subito confessato il delitto. Gli investigatori hanno recuperato il coltello e il telefonino della ragazza, non quello di lui. Oggi o domani il 23enne italo-marocchino, che è in carcere a Monza dopo il fermo, sarà ascoltato dal gip per l’interrogatorio di garanzia.

    Rischia peraltro l’aggravante della premeditazione Zakaria Atqaoui, il 23 enne reo confesso dell’omicidio della sua ex fidanzata Sofia Castelli, 20 anni, uccisa a coltellate all’alba di ieri a Cologno Monzese (Milano), in casa sua. Nessun segno di effrazione è stato rivelato dagli investigatori sulla porta di casa di Sofia, il che significa che il 23enne è riuscito a entrare in un altro modo, dopo aver atteso che la ragazza rientrasse. Le indagini coordinate dalla Procura di Monza nelle scorse ore hanno ricostruito quanto accaduto tra le 5.58 del mattino, ora in cui Sofia è rientrata a casa con un’amica dalla discoteca, e le 9.30, orario in cui Atquaoui si è presentato dalla Polizia Locale per costituirsi. Gli inquirenti, dopo aver ascoltato l’amica di Sofia che, ancora sotto shock, ha spiegato di non essersi accorta di nulla, stanno ora accertando l’esistenza di un duplicato delle chiavi di casa di Giulia, con cui il 23 enne avrebbe potuto entrare nel suo appartamento e aggredirla nel sonno. “Un giovane ragazzo molto provato”, è come il suo avvocato di fiducia, Marie Louise Mozzarini, ha descritto Atqaoui che, ha precisato, “ha risposto alle domande del magistrato ed é stato molto collaborativo”. La convalida del fermo è attesa per domani.

  • 450 morti sul lavoro da inizio 2023: Lombardia in zona gialla

    SUL PODIO DELL’INSICUREZZA IN ZONA ROSSA CI SONO: UMBRIA, ABRUZZO, FRIULI VENEZIA GIULIA E TRENTINO ALTO ADIGE. QUESTA È LA PRIMA ISTANTANEA DELLA MAPPATURA DELL’EMERGENZA DELL’OSSERVATORIO VEGA ENGINEERING CHE AIUTA A CAPIRE DOVE I LAVORATORI HANNO RISCHIATO MAGGIORMENTE LA PROPRIA VITA DA GENNAIO A GIUGNO 2023. STIAMO PARLANDO DI 75 DECESSI AL MESE, CIRCA 17 ALLA SETTIMANA.

    SONO 346 GLI INFORTUNI MORTALI REGISTRATI IN OCCASIONE DI LAVORO (+1,2% RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2022). E 104 QUELLI IN ITINERE.

    IL RISCHIO DI MORTE, REGIONE PER REGIONE, DA GENNAIO A GIUGNO 2023. DALLA ZONA ROSSA ALLA ZONA BIANCA

    In zona rossa nel primo semestre del 2023 con un’incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 15 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: Umbria, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. In zona arancione: Valle D’Aosta, Campania, Calabria, Sicilia, Piemonte e Puglia. In zona gialla: Veneto, Lombardia, Lazio, Marche, Emilia Romagna e Liguria. In zona bianca: Sardegna, Basilicata, Toscana e Molise.

    (In allegato e sul sito https://www.vegaengineering.com/osservatorio/ sono disponibili i grafici e i dati).

    “Giunti a metà anno il bilancio è ancora drammatico. Nel corso dei 14 anni in cui monitoriamo quotidianamente l’emergenza, constatiamo mese dopo mese come la situazione sia grave, anzi gravissima. E a testimoniarlo, purtroppo, è il numero dei decessi in occasione di lavoro, che rimane stabile negli anni. Ciò significa che il livello di sicurezza raggiunto negli ambienti di lavoro non è sufficiente a tutelare la vita dei lavoratori”.

    Questa la prima riflessione sulla più recente indagine condotta dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre, da parte del suo Presidente, l’Ingegnere Mauro Rossato.

    “Numeri inquietanti che narrano le tragedie personali di chi ha perso un familiare mentre svolgeva la propria attività lavorativa. E, dopo sei mesi, ciò che ancora desta preoccupazione è l’incidenza di mortalità specie tra i giovanissimi lavoratori. Per chi ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, infatti, il rischio di morire sul lavoro è quasi doppio rispetto ai colleghi che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (14 infortuni mortali ogni milione di occupati contro 7,8). Inoltre – prosegue Mauro Rossato – se dal confronto con l’anno scorso possiamo considerare positivamente la diminuzione del 22,4% degli infortuni denunciati, dobbiamo però sempre riportare alla memoria come nel 2022, e in particolare nei primi mesi dell’anno, fossero ancora molti gli infortuni denunciati connessi al Covid che oggi, invece, non compaiono quasi più nelle statistiche”.

    Sempre sul fronte delle incidenze, quella minima viene rilevata, invece, tra i 35 e i 44 anni (pari a 7,6 infortuni per milione di occupati), mentre la più elevata nella fascia dei lavoratori ultrasessantacinquenni (55,3), seguita dalla fascia di lavoratori compresi tra i 55 e i 64 anni (26,4).

    Per quanto riguarda gli stranieri deceduti in occasione di lavoro, sono 60 su 346. E il rischio di morte sul lavoro si dimostra essere sempre superiore rispetto agli italiani. Gli stranieri, infatti, registrano 25,3 morti ogni milione di occupati, contro i 13,8 italiani che perdono la vita durante il lavoro ogni milione di occupati.

    I NUMERI ASSOLUTI DELLE MORTI SUL LAVORO E DEGLI INFORTUNI IN ITALIA DA GENNAIO A GIUGNO 2023

    MORTI. Sono 450 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 346 in occasione di lavoro (+1,2% rispetto a giugno 2022) e 104 in itinere. Ancora alla Lombardia la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (64). Seguono: Lazio (33), Veneto (32), Campania (29), Piemonte (27), Emilia Romagna (26), Sicilia (22), Puglia (19), Toscana (14), Abruzzo (13), Friuli Venezia Giulia e Umbria (11), Trentino Alto Adige (10), Marche e Calabria (9), Liguria (8), Sardegna (6), Basilicata (2) e Valle d’Aosta (1). (Nel report allegato il numero delle morti in occasione di lavoro provincia per provincia).

    Nei primi sei mesi del 2023 è sempre il settore Trasporti e Magazzinaggio a registrare il maggior numero di decessi in occasione di lavoro: sono 50. Ed è seguito dalle Costruzioni (39), dalle Attività Manifatturiere (37) e dal Commercio (27).

    La fascia d’età numericamente più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è sempre quella tra i 55 e i 64 anni (127 su un totale di 346).

    Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro da gennaio a giugno 2023 sono 23, mentre 11 hanno perso la vita in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro.

    Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 60, mentre sono 19 quelli deceduti a causa di un infortunio in itinere.

    Il lunedì è il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali nei primi sei mesi dell’anno (19,9%).

    INFORTUNI. Le denunce di infortunio sono in diminuzione del 22,4% rispetto a fine giugno 2022. Erano, infatti, 382.288 a giugno 2022. Nel 2023 sono scese a 296.665. E il decremento risulta essere sempre maggiormente rilevante, come del resto nei mesi precedenti, nel settore della Sanità; lo scorso anno le denunce erano 52.563, mentre a fine giugno 2023 sono diventate 14.150 (-73,1%). Altra conferma, questa, della ‘quasi’ totale ‘estinzione’ degli infortuni connessi al Covid dalle statistiche.

    Anche dopo i primi sei mesi del 2023, il più elevato numero di denunce arriva dalle Attività Manifatturiere (35.503). Seguono: Costruzioni (15.453), Trasporto e Magazzinaggio (14.900), Commercio (14.434) e Sanità (14.150).

    Le denunce di infortunio delle lavoratrici italiane da gennaio a giugno 2023 sono state 106.305, quelle dei colleghi uomini 190.360.

    Incredibile e allarmante il dato relativo alle denunce degli infortuni dei giovanissimi. Fino ai 14 anni si rilevano 30.712 denunce (oltre il 10% del totale).

  • Maltempo, Milano chiude tutti i parchi fino al 31 agosto

    MILANO Il Comune di Milano ha emanato un’ordinanza, in vigore da oggi fino al 31 agosto, che stabilisce la chiusura al pubblico dei parchi recintati.

    Per tutte le altre aree verdi resta consentito l’accesso ma è vietato sostare in prossimità o sotto alberi e piante che presentino evidenti segni di danneggiamento. Lo comunica Palazzo Marino precisando che in caso di allerta meteo per temporali, piogge, vento o grandine il divieto di frequentazione si estende anche alle aree verdi non chiuse.L’ordinanza, che arriva per ragioni di sicurezza, per prevenire potenziali pericoli e preservare l’incolumità delle persone, dopo il nubifragio di lunedì, prevede che le attività commerciali presenti in prossimità di aree verdi, come bar e ristoranti con plateatici e dehor, segnalino alla Protezione Civile possibili pericoli riscontrabili a vista e – in caso di alberi, piante, rami danneggiati – di non utilizzare i plateatici in queste aree. Le aree in cui si svolgono i mercati sono, invece, escluse dall’ordinanza perché già oggetto di verifica specifica da parte dell’Amministrazione.

  • Katia Gagliardi, la vulcanica maestra di Corbetta, è anche poetessa e scrive un testo per l’amico esploratore

    Katia Gagliardi, la vulcanica maestra che vive a Santo Stefano Ticino e lavora a Corbetta, non si ferma mai. Dopo le canzoni per il personale medico e infermieristico in epoca covid, le esibizioni come artista di strada a Milano che hanno riscosso un successo incredibile e mille altre cose, eccola scrivere una bellissima poesia per un amico. Si tratta di Nicola De Cicco, grande esploratore. Naturalmente la poesia ha un significato tutto da scoprire.

    Spalancherai le ali per volare nel cielo appeso ad una parete rocciosa
    verso le alte vette, alla scoperta di nuovi mondi…in un viaggio che passa dentro l’anima

    Ogni tuo passo camminerà con il battito del tuo cuore,
    Ogni tuo respiro accompagnerà il soffio del vento
    E quando giungerai alla meta vedrai
    La vita che rifiorisce nei luoghi più impervi

    In quell’attimo sarai avvolto da un senso di Gratitudine verso la Natura che ha arricchito il tuo essere.
    Il tuo sguardo calerà insieme al Sole che il giorno dopo risplenderà ancora e ancora….

  • Simone Pillon al Broletto di Pavia

    PAVIA Nonostante la giornata (l’ultimo venerdì di luglio) non fosse proprio la più indicata per dei convegni, è stato un successo l’incontro con Simone Pillon al Broletto di Pavia. Gremita la sala dei convegni. Era presente anche il vice presidente del Senato, onorevole Gian Marco Centinaio.

    Il messaggio dell’ex senatore leghista è stato molto profondo e nello stesso tempo molto semplice: mantenere e recuperare i propri legami, come antidoto al pensiero unico che vorrebbe distruggere le relazioni sociali e umane.

    “Oggi la cultura dominante tende a distruggere ogni rapporto con gli altri, e lasciare l’essere umano come individuo svincolato da tutti e da tutto”, ha detto Pillon. “Ma questo è un suicidio. Genera solo infelicità e solitudine”.

    “La Famiglia è già stata messa in discussione. Ora ci di provano addirittura con la sessualità. Ognuno dovrebbe essere libero di scegliere il proprio sesso (teorie gender) , anche in contrasto con la natura biologica del proprio proprio corpo”.

    La soluzione, secondo Pillon, è andare in direzione opposta. Non distruggere le relazioni, ma tenersele care e non rinnegarle.

    “Se uno è nato a Pavia, e non a Canicattì, ci sarà un motivo. Così come se uno è nato in un corpo da uomo e non da donna, o viceversa. Bisogna rispettare la realtà e non rifuggirla”. Ha concluso l’ ex senatore. “rispettare il proprio territorio, la propria cultura, la propria famiglia, il proprio corpo e non fare a pugni con le proprie radici e inventarsi strane teorie, che rappresentano solo un delirio di onnipotenza.”.

    Alla fine dell’ incontro sono andati a ruba i libri di Simone Pillon. Molte anche le firma alle petizioni di Pro Vita e Famiglia che aveva organizzato l’evento.

    Angelo Mandelli

  • Tour asiatico Giappone e Corea del Sud, opportunità e dinamismo

    Tour asiatico Giappone e Corea del Sud, opportunità e dinamismo

    (Adnkronos) –

    Il recente tour asiatico ha rappresentato il primo passo per la creazione di nuove opportunità di business.

     Sì, la presenza di B.Connected in Giappone e Corea del Sud, insieme alla partecipazione di alcuni produttori italiani, ha permesso incontri business con potenziali clienti. Le consideriamo missioni fondamentali che permettono la presentazione dell'azienda e dei suoi prodotti oltre lo sviluppo delle vendite e del brand. 

    Quali sono le novità di entrambi i mercati?

     Le sintetizzerei in due parole. Per il Giappone parlerei di dinamismo, per la Corea del Sud di opportunità. 

    Giappone=dinamismo, cosa intendi?

     Il mercato giapponese è un mercato rimasto nei secoli sempre fedele a sé stesso; è difficile entrarvi ma paradossalmente è difficile persino uscirne. Si è caratterizzato fino al 2019-2020 da una condizione commerciale di staticità, con pochi spazi di inserimento. La pandemia, ma soprattutto il post pandemia, ha cambiato le carte in tavola offrendo all’export mondiale un paese completamente diverso con la possibilità di nuove connessioni. Ad esempio, in termini quantitativi l’Italia ha superato il record di export verso il Giappone (anno di riferimento 2019): abbiamo così recuperato e superato i valori positivi raggiunti prima della crisi pandemica.  

    Nuove opportunità?

     Il nostro obiettivo è portare lontano il valore dell’agroalimentare italiano e farlo conoscere agli importatori di tutto il mondo. Durante la permanenza in Giappone abbiamo notato vivacità, un nuovo fermento e un piacevole dinamismo. Sono tutti elementi che oggi caratterizzano e definiscono il mercato giapponese, aspetti fondamentali rispetto alla condizione di staticità che lo ha qualificato e distinto per decenni. I rapporti e i legami duraturi e ben consolidati tra produttori e importatori, si sono fatti via via meno intensi lasciando spazi di ingresso per nuove realtà. Il Giappone è sicuramente un’opportunità da non perdere. 

    Corea del Sud, una meta commerciale ambita

     Della Corea del Sud ne abbiamo già parlato esaustivamente (link). È un paese giovane che beneficia di un prodotto interno lordo elevato e un basso tasso di disoccupazione. Il mercato sudcoreano offre dunque importanti opportunità per lo sviluppo dell’export mondiale e in particolar modo italiano, divenendo una destinazione commerciale su cui puntare. Sebbene il vino rappresenti ancora un prodotto di nicchia, la Corea del Sud è nel radar di molti produttori. 

    Quali i feedback degli importatori sudcoreani?

     Abbiamo toccato con mano la curiosità e il forte interesse che il paese ha verso la cultura vitivinicola italiana. Ma soprattutto ci siamo resi conto di come denominazioni ben conosciute in Italia, Nero d’Avola, Gavi, Erbaluce di Caluso siano totalmente sconosciute a Seoul e più in generale nel paese. La presenza del vino italiano sul mercato coreano è ancora qualcosa di marginale che vale assolutamente la pena di implementare. La Corea del Sud è dunque una grossa opportunità confermata dal fatto che i vini proposti sono piaciuti. Piacciono in particolar modo i vini passiti e i vini con un residuo zuccherino elevato che ben si abbinano alla cucina coreana caratterizzata da sapori aciduli, salati e piccanti per piatti ricercati a base di riso, carne e verdure. 

    Corea del Sud, “The land of opportunity”?

     Esattamente. La Corea del Sud è proprio “the land of opportunity”. Il consiglio è quindi di avere coraggio: di presentarsi, di raccontarsi, di fare bene. Un supporto importante sul paese arriva anche dall'agenzia ICE, Italian Trade & Investment Agency, e dall’Ambasciata italiana che stanno lavorando in sinergia per la promozione del Made in Italy e in particolar modo del settore vinicolo. Facciamo dunque più informazione e più formazione. Diamo a questo popolo gli strumenti per apprezzare quanto di unico offre il mercato vitivinicolo italiano.

     Adnkronos – Vendemmie
     —winewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Dario Fo e Franca Rame ‘rivivono’ in America con le performance di Mario Pirovano

    Tournée nel Vermont dove l’attore milanese, che ha vissuto per oltre 20 anni con loro ‘assorbendo’ tutti i trucchi del mestiere, terrà seminari al ‘Middlebury Language College’e reciterà per la cittadinanza

    MILANO Tappa americana per il tour estivo di Mario Pirovano che, da domani, lunedì31 luglio, al 7 agosto, porterà in scena “Lu Santo Jullare Francesco” di Dario Fo e Franca Rame presso il Middlebury Language College nel Vermont (USA) dove terrà anche una serie di lezioni/spettacolo durante le quali racconterà la sua vita con Dario Fo e Franca Rame

    “Lu Santo Jullare Francesco” è stato tradotto ed interpretato dallo stesso Pirovano in lingua Inglese (“Francis The Holy Jester”) per la prima volta assoluta in prima mondiale nel 2009 al “Trinity Theatre” di Tunbridge Wells nel Kent in Inghilterra.

    Da allora lo spettacolo ha avuto un grande successo ed è arrivato al “Fringe Theatre” di Edimburgo e alla “Saint Bonaventure University”, la prima Università Francescana, negli Stati Uniti D’America passando dalla Fordham University di New York, alla Princeton University , all’Università di Providence, e a quella di Wayne University Michigan e molto altre ancora compresa quella di Harvard.

    “È una grande soddisfazione – commenta Mario Pirovano – essere stato inviato da uno dei college più liberal degli Stati Uniti, il primo college che ha laureato un uomo di colore, il primo college che ha concesso una ‘Laurea Honoris Causa’ a Dario Fo e Franca Rame nel 2008. La prima sensazione che provo è senza dubbio quella di una grande felicità! E poi la consapevolezza che, dopo tutto, Dario Fo e Franca Rame mi hanno regalato tutto questo. E quindi mi pervade un profondo senso di gratitudine pensando a loro e alla nostra vita insieme per 20 anni, nella stessa casa, in corso di Porta Romana a Milano, Quante vicissitudini abbiamo vissuto in quella casa! Quante cose ho imparato vivendo con loro una specie di working progress permanente”!

    In passato, sono stati ospiti della Scuola Italiana politici, come Giovanni Spadolini, registi come Giuseppe De Santis, Francesco Rosi, Giuseppe Tornatore, Vittorio Taviani, scrittori come Ermanno Rea, Dacia Maraini. Quest’anno l’artista in residence della Scuola Italiana è Mario Pirovano.

    “Vivevo a Londra da quasi dieci anni – continua Pirovano – quando una sera, era il 1983, esattamente 40 anni fa, sono andato al teatro ‘Riverside Studios’ per assistere a Mistero Buffo: fu una folgorazione. Nella lingua, nei gesti, nei personaggi e nelle storie popolari di quell’opera io ritrovavo le atmosfere e le situazioni della mia infanzia contadina. Nella denuncia dell’ingiustizia, nella voglia di riscatto e nell’ironia mi sono riconosciuto subito completamente, consapevole del valore sociale oltre che artistico del testo. Sono tornato ogni sera a teatro per rivedere lo spettacolo e conoscere, finalmente, Dario Fo e Franca Rame”.

    Nello stesso anno Pirovano entra stabilmente nella loro compagnia dove svolge le mansioni di traduttore, comparsa, aiuto elettricista, aiuto macchinista, responsabile della diffusione del materiale editoriale, direttore di scena, assistente alla regia, seguendo i due attori anche nelle tournée internazionali. Viene così a trovarsi in una posizione privilegiata, come un artista che apprende direttamente il mestiere in una bottega del Rinascimento: dalla scrittura dei testi alla prima lettura con gli attori, alle prove sul palcoscenico, ai continui cambiamenti dell’opera nel suo divenire. Nel 1991 Pirovano arriva a esibirsi lui stesso da solo sulla scena proprio con il Mistero Buffo, di cui ormai conosce ogni segreto.

    Sul modello di Fo, Pirovano porta avanti la tradizione degli antichi narratori e giullari di ogni paese che si servivano soltanto della voce e del gesto per conquistare l’attenzione del pubblico.

    Nel corso degli anni mette in scena in Italia e nel mondo, dall’Europa all’America all’Asia, all’Africa e all’Australia, alcuni dei monologhi più famosi di Dario Fo, anche in lingua inglese e in spagnolo: oltre al classico “Mistero Buffo”, rappresenta “Johan Padan a la Descoverta de le Americhe”, “Lu Santo Jullare Françesco” e “Il Magnifico Ruzzante”, “Vorrei morire anche stasera se dovessi sapere che non è servito a niente”. Negli ultimi due anni ha messo in scena “Darwin”, sempre di Dario Fo, e “In Fuga dal Senato” di Franca Rame con l’attrice Sara Bellodi.

    LU SANTO JULLARE FRANCESCO

    Un monologo in cui prende vita un’intera serie di personaggi dell’Italia medievale: Papi e Cardinali, soldati sui campi di battaglia, contadini e venditori al mercato, monaci e cavapietre.

    Lavorando su leggende popolari, su testi canonici del Trecento e su documenti emersi negli ultimi cinquant’anni, Dario Fo elabora un’immagine non agiografica di san Francesco: spogliato dal mito, emerge un personaggio provocatorio, coerente, coraggioso, ironico. Del resto era lo stesso Francesco a definirsi ‘jullare di Dio’ e questo proprio negli anni in cui l’imperatore Federico II promulgava un editto contro i ‘Joculatores’ considerandoli buffoni osceni!

    La realtà storica e la tradizione popolare si intrecciano nel ripercorrere alcuni dei momenti più significativi della vita di Francesco: la richiesta di approvazione della Regola al Papa Innocenzo III, la predica agli uccelli, l’incontro con il lupo, la malattia agli occhi…

    La rappresentazione si compone di 4 storie fra le più importanti della vita di Francesco. Il tutto giocato e raccontato con ironia e lazzi alla maniera dei giullari del medioevo, di cui santo era un esponente di primo piano e, non a caso, era soprannominato ‘Il Giullare di Dio’.

  • Urso “Taglio delle accise? Risorse pubbliche destinate a cuneo fiscale”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “Taglio delle accise? Quello fatto dal precedente governo era stato fatto in occasione di un contesto diverso da quello di oggi. I dati ora sono diversi, il governo ha preferito destinare risorse pubbliche a diverse emergenze, dal taglio del cuneo fiscale ad altri interventi a tutela del potere d’acquisto per le fasce sociali più svantaggiate”. Lo ha detto io ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in conferenza stampa. “Nell’ ultima settimana il prezzo dei carburanti è aumentato di 4 centesimi in media al litro, i recenti aumenti sono conseguenza dell’incremento delle quotazioni internazionali. Da domani ciascun cittadino può verificare i prezzi del carburante con l’obbligo da parte della stazione di rifornimento di esporre il prezzo medio” ha aggiunto Urso.

    Foto: Agenzia Fotogramma

    (ITALPRESS).

  • Caro benzina, in corso il tavolo al Ministero: arriva agosto e i prezzi salgono. Pensa ti…

    ROMA Il ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Garante per la sorveglianza dei prezzi terranno una conferenza stampa per fare il punto sulle misure del Governo per monitorare i prezzi medi dei carburanti e tutelare i consumatori, dopo che Assoutenti e altre associazioni hanno lanciato l’allarme sui rincari della benzina, che in modalità servito in autostrada ha superato i 2,5 euro al litro.

    L’incontro, previsto oggi al ministero,è presieduto dal ministro Adolfo Urso, dal sottosegretario Massimo Bitonci e dal garante Benedetto Mineo, che si occuperanno delle attività di trasparenza relative all’esposizione, presso le stazioni di rifornimento, del prezzo medio regionale dei carburanti, obbligatoria dall’1 agosto. Il Mimit intanto ha chiarito che, “in merito a notizie di stampa relative a casi isolati di stazioni di rifornimento di carburante lungo la rete autostradale in cui sono stati rilevati prezzi limiti a 2,5 euro al litro per la ‘benzina senza piombo’ in modalità ‘servito’”, i prezzi medi nazionali di gasolio e benzina sono “sono ben al di sotto dei 2 euro al litro, come rilevato dall’elaborazione settimanale su base giornaliera dei prezzi dei carburanti, effettuata dall’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit”. Il ministero afferma inoltre che questa settimana i prezzi si attestano a valori medi di 1,89 euro al litro per la benzina e di 1,74 euro al litro per il gasolio, “l’attuale crescita del prezzo medio, di circa 0,03 euro al litro nella scorsa settimana, è determinata da quanto si sta osservando nei mercati internazionali, a causa dell’aumento delle quotazioni sia del petrolio sia dei prodotti raffinati”, e dall’inizio del 2023 il “prezzo industriale di benzina e gasolio, al netto quindi della tassazione, in Italia resta stabilmente più basso di quello in Spagna, Germania e Francia”. Assoutenti ha replicato al Mimit che lo studio presentato ieri è relativo esclusivamente ai prezzi massimi rilevati dallo stesso Mimit attraverso il suo osservatorio e ha ribattuto che “lo stesso ministero può facilmente verificare attraverso i numeri del proprio osservatorio che già numerosi distributori in tutta Italia vendono benzina in modalità servito a listini superiori ai 2,2 euro al litro”. Il presidente dell’associazione, Furio Truzzi, rimarca che “sappiamo bene che i prezzi a 2,5 euro al litro sono casi limite, ma non è certo questo il problema”. La questione principale è “la forte salita dei listini dei carburanti alla pompa che si sta registrando in occasione delle partenze estive degli italiani, un fenomeno che puntualmente si verifica ogni anno e incide enormemente sulle tasche dei cittadini che si spostano in auto per raggiungere le località di villeggiatura”. Pensa ti che stran…

  • A Giffoni Teen Parade, il Festival del lavoro spiegato dagli adolescenti

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    SALERNO (ITALPRESS) – Radioimmaginaria, la radio degli adolescenti, ha partecipato a Giffoni Film Festival, il festival del cinema per ragazzi che ogni anno conta più di 120mila partecipanti, come media partner dal 20 al 29 luglio. Per il secondo anno consecutivo, inoltre, Radioimmaginaria ha portato a Giffoni Valle Piana (Salerno) il proprio evento “Teen Parade, il festival del lavoro spiegato dagli adolescenti”, quest’anno alla sua settima edizione, in collaborazione con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e INPS, con l’obiettivo di parlare alle nuove generazioni di importanti temi legati al mondo del lavoro, tra cui orientamento, formazione, tipologia di rapporto di lavoro, prevenzione per la sicurezza nelle scuole e sui luoghi di lavoro, e di previdenza.
    In questo senso Radioimmaginaria ha realizzato insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali una serie di interviste e un evento speciale trasmesso in diretta radio il 28 luglio con l’intervento di Maria Condemi, direttore generale della D.G dell’Innovazione tecnologica, delle risorse strumentali e della comunicazione; Andrea Simoncini, Dirigente ministero del lavoro e delle politiche sociali; Alessandro Lombardi, direttore Generale della D.G. del Terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese; e della Consigliera nazionale di Parità, Francesca Bagni Cipriani.
    Insieme ad INPS, Radioimmaginaria ha realizzato un programma di eventi sul tema del lavoro, previdenza e prestazioni a sostegno alla famiglia che sono stati trasmessi in diretta su Instagram dal 21 al 26 luglio insieme ad esperti delle sedi INPS in provincia di Salerno. Il 24 luglio è stato trasmesso un evento speciale in diretta radio a cui hanno preso parte: Micaela Gelera, commissario straordinario Inps; Ciro Toma, direttore vicario Campania; Giovanna Baldi, direttore sede di Salerno; Vincenzo Di Nicola, responsabile innovazione tecnologica; Giovanna Grieco, responsabile vigilanza ispettiva Campania.
    Il 25 luglio, inoltre, si è svolta la cerimonia di consegna della medaglia commemorativa per i 125 anni di storia dell’INPS a Claudio Gubitosi, ideatore e fondatore del Giffoni Film Festival, per il valore e il prestigio che riveste la manifestazione a livello internazionale.
    Hanno partecipato alle trasmissioni di Radioimmaginaria in qualità di ospiti per parlare del proprio lavoro e raccontare la propria storia anche Maurizio Molinari, direttore de “La Repubblica”, Greta Esposito, attrice nel cast della serie “Mare Fuori” e del film Netflix “Mixed by Erry”, Pierfrancesco Rizzello, 12enne italo-brasiliano qualificatosi per il secondo anno di fila campione mondiale di kitesurf under14.

    – foto ufficio stampa Radioimmaginaria –
    (ITALPRESS).