Tag: Prima Pagina

  • Magenta e il caso moschea, le prime reazioni (e cosa dice in dettaglio la sentenza)

    Magenta e il caso moschea, le prime reazioni (e cosa dice in dettaglio la sentenza)

    Arrivano le prime reazioni dopo la sentenza del Consiglio di Stato sulla vicenda della moschea nella Città di Magenta.

    La conclusione del Consiglio di Stato e’ che il Comune dovra’ prendere in considerazione l’area individuata dagli islamici, “chiarendo se essa sia effettivamente destinabile al culto, e solo dopo avere individuato l’esistenza di detta area o di altra in ipotesi destinabile a culto, secondo la strumentazione urbanistica vigente richiedera’ all’Associazione interessata il puntuale adempimento delle condizioni richieste al fine di verificare la concreta fattibilita’ di detta proposta progettuale, valutando, poi, la necessita’ di procedere ad una indagine di mercato o, in ogni caso, ad una procedura selettiva per l’assegnazione di detta (o altra) area in concessione nel rispetto del principio di concorrenza e, quanto alla specifica vicenda, di parita’ tra le confessioni religiose interessate al godimento dell’area.

    Il portavoce dell’associazione Munib Asfaq ha commentato cosi’ la notizia: “Finalmente viene riconosciuto il diritto dei musulmani alla preghiera. Questa nostra battaglia ha raggiunto lo scopo di ottenere una decisione che indica a tutti la strada corretta da seguire. Siamo musulmani e ci sentiamo a tutti gli effetti italiani. Siamo legati a questo Paese che amiamo e nel quale vogliamo vivere nel rispetto delle leggi. Abbiamo sempre agito nella piena fiducia nella magistratura. Sogniamo un paese senza discriminazioni e da oggi questo sogno e’ piu’ vicino”

  • Sentenza “shock” del Consiglio Stato: “Il Comune di Magenta deve trovare spazio per una Moschea”

    Sentenza “shock” del Consiglio Stato: “Il Comune di Magenta deve trovare spazio per una Moschea”

    Il Comune di Magenta avrebbe dovuto individuare un’area per la costruzione di una moschea “non negando l’esistenza in toto di qualsiasi area destinabile a luogo di culto”. Lo ha deciso il Consiglio di Stato accogliendo il ricorso dell’associazione Abu Bakar con quella che Luca Bauccio (nella foto sotto), l’avvocato dei cittadini di fede islamica assieme al collega Aldo Russo, definisce una “storica decisione”. Col provvedimento viene in sostanza ordinato all’amministrazione comunale di provvedere a individuare un posto per la preghiera nell’area indicata dall’associazione. Secondo i giudici amministrativi, il Comune ha frapposto “un illegittimo e insormontabile ostacolo all’esercizio della liberta’ di culto”.

    Il 30 gennaio 2020 l’associazione Abu Bakar aveva presentato al Comune di Magenta un’istanza per l’individuazione di un’area per la costruzione di una moschea alla quale non era stato dato seguito. Nel primo ricorso, respinto nel merito dal Tar, l’associazione lamentava che l’inattivita’ dell’amministrazione aveva di fatto aveva annullato il diritto costituzionale alla liberta’ di culto e lasciato al mero arbitrio politico il riconoscimento di un diritto umano fondamentale. Con la decisione di oggi, il Consiglio di Stato ha dato ragione all’associazione, spiega Bauccio, “chiarendo come sia dovere del Comune provvedere in tempi celeri e con procedure efficaci al fine di consentire l’esercizio del diritto alla preghiera, senza che l’ente pubblico possa trincerarsi in dinieghi motivati dalla laconica motivazione della mancata disponibilita’ di un’area”.

    Nel provvedimento si legge che il Comune “non solo non ha recisamente escluso l’esistenza di un’area ma ha anche anticipato le linee di una propria futura azione amministrativa. In questo modo il Comune, nonostante quanto affermi nel provvedimento circa il rispetto delle pronunce della Corte Costituzionale in materia di liberta’ religiosa, frappone un illegittimo e insormontabile ostacolo all’esercizio della liberta’ di culto da parte dell’associazione con un diniego che, nella sua perentorieta’ immotivata esclude l’esistenza di un’area da adibire a luogo di culto che invece risulterebbe esistere secondo la pianificazione urbanistica e, nel richiedere contraddittoriamente all’associazione adempimenti che invece presuppongono l’esistenza di detta area evidenzia che, per quanto questa area fosse stata disponibile, sarebbe stata necessaria una procedura a evidenza pubblica”. “Si tratta di una decisione storica – affermano i legali -.

    Con questa sentenza cade l’alibi dell’indisponibilita’ delle aree, spesso usato strumentalmente per negare ai musulmani e alle minoranze religiose un diritto fondamentale, riconosciuto dalla Costituzione e dalla CEDU. Il Consiglio di Stato ricorda a tutti che l’azione amministrativa deve essere sempre orientata al rispetto della Costituzione e al soddisfacimento di legittime richieste delle minoranze religiose. L’individuazione dell’area di culto e’ un onere delle amministrazioni, non si puo’ fare ricadere sulle minoranze religiose le conseguenze di ritardi, inefficienze quando non addirittura deliberate e strumentali negazioni dei diritti fondamentali. Siamo a un punto di svolta nella giurisprudenza amministrativa che ci auguriamo indurra’ a decisioni piu’ equilibrate le tante amministrazioni che purtroppo hanno fatto della negazione di un diritto fondamentale una bandiera politica e un espediente elettorale”.

  • Nel 1998 Maristella lasciò Magenta per il Togo: 27 anni di amore per gli altri seguendo il Vangelo

    Nel 1998 Maristella lasciò Magenta per il Togo: 27 anni di amore per gli altri seguendo il Vangelo

    Era il 26 febbraio di 27 anni fa. Il giorno in cui Maristella Bigogno lasciò l’Italia alla volta del Togo. 27 anni di amore verso il prossimo che la famiglia rievoca con gioia. “Per noi – commenta il fratello Francesco – questa scelta vocazionale è stata una grazia dal cielo. Certo, Maristella è stata una predestinata. Ma tutti noi ci siamo sentiti benedetti dalla sua scelta. Questi 27 anni di missione, oltre alle cose fatte, vogliono dire una cosa: vivere concretamente il Vangelo”.

    E’ questo il messaggio da lanciare per Francesco. Oltre, naturalmente, a ricordare tutto quello che è stato fatto. Alle migliaia di persone salvate, all’avere costruito strutture (l’ospedale è l’ultima, tuttora in corso), all’aver portato benessere, cibo, acqua, scolarità, beni materiali e spirituali.

    “Secondo noi il messaggio più alto di questa scelta totale – prosegue – è continuare a vivere la vita seguendo il Vangelo. Se da questa bellissima storia ognuno di noi coglie un piccolo stimolo sarà un grande successo per vivere la nostra religione, la nostra cristianità e per fare del bene. E’ una vera grazia anche per tutti coloro che hanno collaborato alla missione, a questa esperienza e vocazione meravigliosa. Maristella è in prima linea e sta dedicando totalmente la sua vita agli altri. Ma in tanti momenti si è sentita accompagnata e questo è molto bello”.

    Per la famiglia è un momento di gioia ricordare la partenza verso il Togo di Maristella. E così per lei stessa che ringrazia i genitori: “Carissimi mamma e papà grazie per gli auguri. Veramente 27 anni sono un tempo significativo. Tanti incontri, tante situazioni vissute, tanti traguardo raggiunti, tanto lavoro, tanta gioia, tanta fatica, ma soprattutto sempre unità a Gesù e alla nostra mamma Celeste. Niente va perso e tutto il Signore utilizza perché si trasformi in Amore. Sono felice della mia vita della mia vocazione e continuo nella fiducia. Che il Signore faccia di me ciò che lui vuole”.

  • Robecco: infortunio in una ditta di verniciatura, 34enne in ospedale

    Robecco: infortunio in una ditta di verniciatura, 34enne in ospedale

    Stava lavorando in una ditta di via per Casterno a Robecco sul Naviglio, quando è rimasto coinvolto in un infortunio. E’ accaduto mercoledì mattina, poco prima delle 9, in una ditta di verniciatura. Un uomo di 34 anni era impegnato in un’operazione di pittura, quando la putrella si è girata e lo ha colpito al braccio. Soccorso immediatamente dai colleghi sul posto è intervenuto l’equipaggio di turno della Ata di Zelo, unitamente all’automedica.

    Il 34enne, sempre vigile e cosciente, è stato stabilizzato e trasferito, con il codice giallo, al pronto soccorso dell’ospedale di Legnano con una frattura al braccio. Giunti sul posto gli operatori della Polizia locale di Robecco sul Naviglio seguiti dai funzionati di Ats prevenzione infortuni sul lavoro. Stanno completando gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’incidente.

  • Magenta, vandalo dell’ospedale, il fratello: “Mandarlo via non serve a niente, è un uomo malato”

    Magenta, vandalo dell’ospedale, il fratello: “Mandarlo via non serve a niente, è un uomo malato”

    Denunce dopo denunce. Aggressioni, vetri delle auto infrante, gomme bucate e minacce a non finire. Il vandalo dell’ospedale Fornaroli, che sta letteralmente terrorizzando gli utenti del nosocomio e il personale, è tornato a combinare guai. Nessuno pensava di certo che sarebbe bastato un obbligo di dimora nella città di Novara per calmarlo.

    Ma sicuramente non si poteva immaginare che sarebbe tornato al suo posto così presto. E così l’altra mattina ha incendiato gli interni di un’auto e ha tagliato le ruote di altri veicoli in sosta. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per mettere la zona in sicurezza. E’ tornato nella cucina dell’ospedale dove le guardie giurate sono riuscite ad allontanarlo. A differenza di quanto accaduto alcuni giorni addietro quando aggredì entrambe le guardie. Anche l’altra mattina ha profferito le solite minacce aggiungendo che brucerà l’intero ospedale.

    E’ evidente che si tratta di un uomo con gravissimi problemi di salute mentale. Il fratello Rashid si è recato dai carabinieri per cercare di capire come si può arrivare ad una soluzione. Rashid vive nella vicina Trecate e arrivò in Italia dopo il fratello, ormai parecchi anni fa. Lavora all’ecocentro ed è preoccupato per quello che sta accadendo. Finora si può dire che è andata bene. Se qualcuno ha riportato lesioni erano di poco conto. Ma il timore è che la situazione possa degenerare da un momento all’altro. Khalid dorme dove capita, forse utilizzava la stessa auto che ha cercato di bruciare. E’ armato di taglierino, ma soprattutto è completamente fuori controllo. E’ lo stesso fratello Rashid a chiedere un intervento per lui. «Obbligarlo ad andare da un’altra parte non servirà a niente – ha detto – deve essere curato. Ci troviamo al punto che anche io non riesco a parlarci e non so nemmeno se mi riconosce».

    Ma chi è Khalid? Cosa è accaduto nel corso della sua vita perché si ritrovasse in una condizione simile? Rashid racconta che il fratello vive in Italia da anni. Una storia come quella di tanti marocchini che provengono da Khouribga, città a 120 chilometri a sud di Casablanca dalla quale provengono tantissimi marocchini che vivono da tempo in Italia. «La situazione è peggiorata negli ultimi tempi, dopo una storia d’amore finita male in Spagna – conclude – Prima mio fratello lavorava, faceva il muratore ed era molto bravo. Adesso è irriconoscibile. Mi spiace tantissimo e chiedo scusa per quello che sta succedendo. Ma ha bisogno di aiuto».

  • Pioltello: 8 assoluzioni e una condanna per il disastro ferroviario del 2018

    Pioltello: 8 assoluzioni e una condanna per il disastro ferroviario del 2018

    Il Tribunale di Milano ha assolto quasi tutti i 9 imputati, tranne uno, per il disastro ferroviario di Pioltello del 25 gennaio 2018, in cui morirono tre donne e un altro centinaio di passeggeri rimasero feriti.

    Tra loro l’ex amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile, oggi dirigente nel settore privato, e l’allora direttore della direzione produzione Umberto Lebruto, oggi ad di Fs Sistemi urbani, Andrea Guerini e Vincenzo Macello, oggi alla vice direzione operations di Rfi. Assolta anche la societa’ Rfi. L’unico ad essere condannato e’ stato il dipendente Marco Albanesi a 5 anni e 3 mesi.

    Commozione in aula per Umberto Lebruto e Vincenzo Macello, rispettivamente ex direttore di Produzione di Rfi ed ex direttore territoriale della Lombardia, entrambi assolti nel processo sul disastro ferroviario di Pioltello.

    Alla lettura della sentenza, Lebruto e Macello sono scoppiati a piangere, hanno abbracciato i propri legali per poi andarsene senza rilasciare dichiarazioni.

    Nessun commento nemmeno da parte dei passeggeri che il 25 gennaio 2018 si trovavano a bordo del treno regionale Cremona-Milano Porta Garibaldi. Cinque di loro erano presenti alla lettura del dispositivo e hanno lasciato l’aula senza rendere alcuna dichiarazione alla stampa.

  • Delitto Ravasio, disposta perizia psichiatrica per Marcello Trifone

    Delitto Ravasio, disposta perizia psichiatrica per Marcello Trifone

    Nel processo a carico di Adilma Pereira Carneiro, 49 anni, di origini brasiliane, e di altre sette persone per l’omicidio di Fabio Ravasio, compagno della donna, avvenuto lo scorso 9 agosto a Parabiago, la Corte d’Assise del tribunale di Busto Arsizio (Varese) presieduta da Giuseppe Fazio, ha accolto la richiesta di perizia psichiatrica a carico di Marcello Trifone, marito della 49enne.

    Trifone, che nella ricostruzione dell’accusa era sulla finta auto pirata che investì e uccise Ravasio simulando un incidente, è stato valutato in carcere da un consulente della difesa secondo il quale l’uomo è affetto da un grave disturbo della personalità ed “era incapace di intendere e di volere al momento del fatto” pur avendo “modeste ma sufficienti capacità di stare in giudizio”.

    Trifone è consapevole di trovarsi in carcere e di stare affrontando un processo. Il perito, che giurerà davanti alla Corte il prossimo 3 marzo, dovrà valutare la capacità o meno dell’imputato sia al momento del fatto che di stare in giudizio oltre che la pericolosità sociale.

    La Corte ha invece rigettato la richiesta di perizia per Igor Benedito, figlio della 49enne, per l’accusa alla guida dell’auto che uccise Ravasio, non in relazione alla capacità di stare in giudizio del 26enne ma della capacità di intendere e di volere al momento del fatto.

  • Calcio, Serie D. Il Magenta torna alla vittoria, corsaro sul campo della Castellanzese

    Calcio, Serie D. Il Magenta torna alla vittoria, corsaro sul campo della Castellanzese

    Segnatevi bene questa data: domenica 23 febbraio 2025. Già perchè oggi il Magenta ha conquistato la prima vittoria di questo soffertissimo inizio d’annata. La gara del ‘Provasi’ dopo le ultime scialbe prestazioni, non lasciava presagire nulla di buono. I ragazzi di Mister Lorenzi parevano in caduta libera. In modo per certi versi inspiegabile, visto che cosa avevano fatto vedere a dicembre. E invece no: oggi è arrivato il classico colpo d’ala. Che può rilanciare le aspettative della compagine del Presidentissimo Cerri, se non in chiave salvezza, quanto meno, in prospettiva Play Out. Ad oggi la salvezza è a 7 punti, ossia, quota 33, quanti ne hanno Crema e Sangiuliano City.

    Forse, è servito anche da ‘tonico’ il chiarimento – ci teniamo a rimarcalo, del tutto cordiale e più che mai civile nei torni garbati – avuto in questi giorni tra il presidente e una delegazione del Gruppo Storico, gli ‘irriducibili’ giallobù che anche oggi hanno offerto una prova superba sulle tribune a Castellanza.

    Un retroscena di cui eravamo a conoscenza, ma che proprio per non creare pressione ulteriore attorno alla squadra, abbiamo voluto rivelare solo oggi a vittoria conquistata.

    E’ stato una sorta di ‘patto di ferro’ siglato tra club e tifosi. Perché i ragazzi e mister Lorenzi, vogliamo dare tutto, fino all’ultima goccia di sudore, per conquistare la salvezza. Così come i tifosi staranno accanto alla squadra a prescindere dai risultati. Vogliono solo vedere quella ‘garra’ che oggi al ‘Provasi’ si è vista in abbondanza. Dunque, bene avanti così. Con un presidente tifoso che ci ha messo tanti ‘soldini’ e una smisurata passione per il Magenta Calcio e che era il primo ad esser costernato per questa moria di risultati.

    Ma veniamo alla gara di oggi. Magenta che parte bene determinato e che dopo poco più di 10 minuti è già in vantaggio con Toldo. La punta è arrivata nelle ultime settimane dalla Pro Sesto. Quindi, Gatelli assesta su calcio di rigore al 15 esimo il classico uno due che stende la Castellanzese che prima di questa gara sopravanzava il Magenta di 6 punti.

    I gialloblù devono subire il ritorno dei padroni di casa che al 20′ esimo del primo tempo, anche loro su calcio di rigore, accorciano le distanze con Chessa.

    Chiude definitivamente i conti ancora Toldo al secondo minuto della ripresa. E’ il gol che suggella la vittoria e che chiude virtualmente la partita con una bel 3 a 1 fuori casa per le Aquile.

    Alla fine è grande festa in campo e sulle tribune. Dopo questa giornata si avvicina anche il Fanfulla fermo a 28 punti che è caduto per 2 a 1 sul campo della Casatese Merate. Sempre a 29 c’è la Nuova Sondrio oggi sconfitta per 2 a 0 dal Vigasio.

    Neanche a farlo apposta i lodigiani e il Sondrio saranno i prossimi avversari del Magenta. Due gare assolutamente decisive per indirizzare la stagione in un modo o nell’altro. Più nel dettaglio, domenica 2 marzo il Magenta scenderà in campo a Sondrio. Mentre la settimana successiva toccherà ai gialloblù ospitare il Fanfulla.

    Da segnalare dietro la sconfitta tiratissima dell’Arconatese sul campo del Ciliverghe per 3 gol a 2. Senz’altro il pareggio sarebbe stato per il Magenta il risultato migliore. Invece, così il Ciliverghe resta appaiato al Magenta a quota 26 punti, mentre l’Arconatese resta ultima staccata a 22 punti ma in una fase di forma comunque buona.

    F.V.

    (nelle foto, sopra il Gruppo Storico al seguito, sotto la rifinitura prima della partita di oggi)

  • Ladri in via Valle a Pontevecchio di Magenta: rubano un’auto e minacciano un uomo

    Ladri in via Valle a Pontevecchio di Magenta: rubano un’auto e minacciano un uomo

    Ladri in via Valle a Pontevecchio di Magenta. La scorsa notte ignoti hanno spaccato i vetri di un’auto per rubare lo stereo e hanno trafugato un veicolo.

    Si sono imbattuti poi in un uomo che portava a spasso il cane e lo hanno minacciato. Un malvivente avrebbe perfino estratto un taglierino. Il tutto per rubargli pochi centesimo e un pacchetto di sigarette, tutto quello che aveva. (Foto Marcello Stoppa Corona)

    Si tratta di un nuovo caso di micro crimine che colpisce la frazione magentina: una delle tante ragioni che hanno spinto il sindaco Luca Del Gobbo a chiedere, e ottenere, l’arrivo di nuovi Carabinieri per aumentare il controllo del territorio e la sicurezza dei cittadini. A Magenta come in tutto il resto del Magentino.

  • Gaggiano, salvato un lupo finito in una roggia del Naviglio Grande. Sta bene

    Gaggiano, salvato un lupo finito in una roggia del Naviglio Grande. Sta bene

    Questa mattina i Vigili del Fuoco di Milano sono impegnati sul Naviglio Grande nel comune di Gaggiano tra le vie Milano e Italia per il recupero di un lupo.

    L’animale selvatico è vivo e si trovava bloccato in un una roggia del Naviglio. I soccorritori ( APS di Darwin e SAF fluviale ) hanno effettuato il recupero con gli esperti del CRAS di Milano il centro recupero animali selvatici.

    L’animale sta bene ed è stato affidato alle cure degli esperti veterinari. Verrà portato presso l’Oasi protetta del WWF di Vanzago.

    Non è la prima volta che il lupo si affaccia nel nostro territorio. Ormai, è una presenza discreta con la quale, auspichiamo, anche la categoria degli ‘allarmisti’ che si scagliano contro questo splendido animale, dovranno fare i conti.

    Il lupo di norma, se non viene disturbato, non è affatto aggressivo col l’uomo. Vive nel suo habitat senza attaccare.

    Certo, questo avvicinamento ai centri abitati può esser motivo di riflessione, senz’altro dovrà esser trovato il modo per garantire una sicura e pacifica convivenza, evitando alcune barbarie viste con l’orso sul monti nel Trentino.

    F.V.