Tag: Prima Pagina

  • Latitante, deve scontare 21 anni. Preso dalla Mobile. Aveva obbligo di dimora a Bià

    Latitante, deve scontare 21 anni. Preso dalla Mobile. Aveva obbligo di dimora a Bià

    Aveva un cumulo pena di 21 anni e 2 mesi per una serie di rapine e violenza sessuale ai danni di una minore. Gli agenti della Squadra mobile di Milano sono riusciti a rintracciarlo dopo un anno di latitanza e ad arrestarlo. L’uomo, 61 anni, nato a Brescia e residente a Cremona, dopo una prima condanna a 14 anni e due mesi emessa a Milano per una lunga serie di rapine in farmacia, nel 2022 era stato posto in regime di sorveglianza speciale con obbligo di dimora ad Abbiategrasso.

    È stato nel 2024, quando cercarono di notificargli un’altra condanna definitiva a sette anni da parte dell’Autorità Giudiziaria di Pavia che l’uomo non fu trovato.

    I poliziotti della Quinta sezione della Squadra Mobile han̈no prima individuato una sua utenza telefonica. Tramite il gestore sono riusciti a trovare il bar in cui il pregiudicato effettuava le ricariche. Dopo una serie di appostamenti l’hanno trovato e portato in carcere.

  • Magenta: l’ombra del bullismo sul ragazzo che si è allontanato dalla scuola

    Magenta: l’ombra del bullismo sul ragazzo che si è allontanato dalla scuola

    Vuole fare chiarezza la comunità islamica sulla scomparsa del sedicenne di Magenta ritrovato martedì alle 5 dai carabinieri a Corbetta. Dopo una fuga durata nemmeno 24 ore, ma che fa riflettere. Perché su quella breve sparizione sono emerse ipotesi di bullismo. «E’ su questa possibilità che vogliamo che si cerchi di capire meglio cos’è accaduto», ha detto Munib Ashfaq, referente della comunità islamica. La famiglia del giovane frequenta il centro di via Bachelet a Magenta. Ashfaq ha parlato con la famiglia e con persone ad essa molto vicine.

    «Due ragazzi lo infastidivano in continuazione – racconta – questo da testimonianze che abbiamo raccolto. Se così fosse sarebbe davvero grave. E’ per questo che vogliamo insistere su questo argomento. Fermo restando che dal padre viene negata qualsiasi ipotesi di bullismo». Un ragazzo che abbandona la classe all’improvviso, lasciando i suoi effetti, compresi il telefonino e il giubbotto. Rischiando sulla sua salute perché ha girovagato per tutta la notte sedendosi di tanto in tanto sulle panchine, fino al ritrovamento lungo la strada per Magenta. Si tratterebbe di episodi che vedrebbero coinvolti due ragazzi al massimo. Gli altri amici si sono prodigati nel divulgare la sua foto ovunque affinché venisse ritrovato al più presto.

    «Dalle testimonianze abbiamo saputo che era stato anche rinchiuso in uno sgabuzzino – aggiunge – è un ragazzo sportivo che frequenta la palestra e pratica le arti marziali. Ma tutti possono essere vittime di bullismo, anche se si possiede un carattere forte. Ci sembra strano che, in un momento di sconforto, abbia deciso di piantare li tutto e uscire dalla classe per cominciare a camminare senza una meta precisa. Come referente della comunità islamica di Magenta e dei paesi limitrofi non posso che seguire questi episodi da vicino e fare in modo che i ragazzi possano trovare la loro serenità nel loro ambiente più importante, che è la scuola».

  • Magenta: casa Aler assegnata, ma mamma e figlia non possono entrare perché mancano i contatori

    Magenta: casa Aler assegnata, ma mamma e figlia non possono entrare perché mancano i contatori

    Hanno ottenuto un alloggio dell’Aler, ma senza contatori non hanno potuto utilizzarlo. Una vicenda incredibile che vede una donna con la bimba piccola costretta a vivere in un appartamento della casa d’accoglienza finché le cose non verranno sistemate.

    “Non ci hanno detto che mancavano i contatori – spiega – lo abbiamo scoperto entrando in casa”. Questo accadeva alla metà del mese di ottobre dello scorso anno. La donna si è mossa immediatamente tramite gli assistenti sociali e i sindacati, ma Aler inizialmente non ha fornito tutta la documentazione necessaria. E così i tempi si sono allungati. La donna, dopo un periodo da conoscenti, è stata costretta a rivolgersi alla casa d’accoglienza per un alloggio. Ma quelle spese non verranno coperte da nessuno, tanto meno dal Comune.

    E dovrà essere lei stessa a provvedere. “Siamo praticamente in mezzo alla strada – afferma – Ho una bimba che frequenta la quinta elementare e per lei è fondamentale avere una casa. Da parte nostra quello che vogliamo venga chiarito è che desideriamo soltanto entrare in un alloggio che ci è stato regolarmente assegnato”. Una buona notizia, frattanto, è appena arrivata per la donna. La documentazione che serviva, finalmente, è stata ottenuta. E i contatori dovrebbero essere sistemati la prossima settimana. Il problema, a questo punto, non è più di Aler. Il distributore avrà un lasso di tempo durante il quale intervenire.

  • Magenta, la mamma del ragazzo ritrovato: “Grazie ai Carabinieri e a tutti quelli che ci hanno aiutato”

    Magenta, la mamma del ragazzo ritrovato: “Grazie ai Carabinieri e a tutti quelli che ci hanno aiutato”

    Tiriamo tutti un sospiro di sollievo per il ritrovamento di Taha. Ha solo 16 anni Taha e i genitori erano preoccupatissimi temendo che gli fosse capitato qualcosa di gravissimo. Alla fine tutto è andato bene. La mamma vuole, prima di ogni cosa, ringraziare i Carabinieri. «Sono stati bravissimi e gentilissimi – ha detto – quando l’hanno trovato è stato accompagnato in caserma e gli hanno dato subito qualcosa da mangiare e da bere riscaldandolo». Il rischio era quello dell’ipotermia.

    Troppe le ore passate a temperature troppo fredde, ma per fortuna è stato ritrovato in tempo. Non se la prende con nessuno la mamma del ragazzo. Non vuole fare domande al figlio perché è ancora troppo scosso. L’importante è che non gli sia successo nulla. «Uscito dalla scuola ha camminato verso Corbetta – continua – camminava e si fermava sulle panchine che trovava». Lo hanno visto verso le 5 lungo la strada che porta a Magenta. Il freddo era pungente ed era impossibile resistere ancora per diverse ore con un abbigliamento leggero come quello che indossava. Probabilmente stava prendendo la strada per rientrare a casa.

    «Sono sicura che non è andato da nessuna parte – conclude la mamma – era freddissimo, segno che era rimasto sempre all’aperto. E i pantaloni portavano i segni della polvere che si trova sulle panchine. Ora penso solo a farlo rientrare a scuola con calma. Torno a ringraziare tutti coloro che ci hanno dato una mano in queste ore. Dagli amici, ai giornalisti, a tutti coloro che hanno condiviso la sua foto e ai Carabinieri. Erravamo spaventatissimi, adesso tutto si è risolto».

  • Ritrovato il ragazzo di Magenta scomparso da Vittuone

    Ritrovato il ragazzo di Magenta scomparso da Vittuone

    È stato ritrovato Taha, il 16enne di Magenta scomparso dalla scuola Alessandrini di Vittuone lunedì mattina.

    Il giovane classe 2009, verso mezzogiorno si era recato in bagno lasciando tutte le sue cose in classe. Immediatamente la sua immagina è stata divulgata ovunque. Fino alla notizia del ritrovamento da parte dei Carabinieri avvenuto questa mattina alle 5 a Corbetta.

  • Apprensione per Taha, 16enne di Magenta: questa mattina era a scuola a Vittuone ed è sparito nel nulla

    Apprensione per Taha, 16enne di Magenta: questa mattina era a scuola a Vittuone ed è sparito nel nulla

    E’ uscito dalla classe 2° B dell’Alessandrini di Vittuone per andare in bagno e non è più rientrato. E’ accaduto oggi, verso mezzogiorno.

    Il ragazzo si chiama Taha Ahmed Alì Altayeb, classe 2009. Lo hanno cercato ovunque, ma di lui si sono perse le tracce. Ha lasciato tutto in classe, compresi il giubbotto e il telefono dal quale non si separa mai. L’appello arriva direttamente dai genitori che sono disperati e non sanno più dove cercarlo.

  • Magenta: ancora violenza in ospedale, più volte denunciato aggredisce due guardie giurate

    Magenta: ancora violenza in ospedale, più volte denunciato aggredisce due guardie giurate

    Appena denunciato per danneggiamenti e subito torna alla carica all’ospedale di Magenta dove, nel reparto cucine, domenica mattina ha aggredito le due guardie giurate in servizio.

    Un’altra giornata tormentata al Fornaroli dove verso le 13 un nordafricano, che sta creando problemi a non finire, si è recato in cucina. Erano all’incirca le 13 e viene richiesto l’intervento delle guardie giurate che arrivano in due. Lui comincia a minacciarle profferendo frasi del tipo: “Ti brucio tutto”, e “voi siete morti”.

    Improvvisamente ha dato una gomitata ad una guardia stendendolo a terra. L’altra guardia è immediatamente intervenuta, ma quell’uomo ha degli scatti d’ira pazzeschi e una persona da sola non può nulla. Mentre era girata gli ha dato un calcio sulla gamba lasciando l’impronta del piede. Sono arrivate le pattuglie dei Carabinieri, mentre lui era fuggito. E’ stato rintracciato, ma il problema adesso si fa sempre più pressante. Perché non ci si riesce a liberare di quella persona.

    Circola armato di taglierino che usa per bucare le ruote delle auto, tanto che anche domenica una donna ha subito la stessa sorte di tante altre persone. Le due guardie giurate che sono state aggredite sono state dimesse con una prognosi di 6 e 7 giorni.

    “Sono mesi che continua questa situazione di grave pericolo per tutti – spiega Luca Pellicani, rappresentante sindacale della Fisascat Cisl – Adesso, con lo spostamento del personale da Legnano a Magenta lavoriamo anche in ospedale e non più solo al pronto soccorso. Di fatto abbiamo una sola guardia in pronto soccorso e una sola guardia in ospedale. Domenica ci siamo recati in 2 nel reparto cucina, perché non si poteva fare diversamente considerata la pericolosità del soggetto, lasciando scoperto il pronto soccorso in quel lasso di tempo. Oggi ci troviamo ancora una volta, a denunciare le difficoltà del nostro lavoro. Un lavoro che ci porta a rischiare e che svolgiamo con passione a tutela dei cittadini e del personale. Precisiamo che quando interveniamo in assenza delle forze dell’ordine assumiamo la qualifica di pubblici ufficiali. E allora ci chiediamo, come mai dopo l’aggressione a due pubblici ufficiali questa persona è ancora libera?”.

  • Parabiago: Adilma ufficialmente indagata anche per la morte del secondo marito

    Parabiago: Adilma ufficialmente indagata anche per la morte del secondo marito

    È ufficialmente indagata anche per l’omicidio del secondo marito Michele Della Malva, Adilma Pereira Carneiro, 49 anni, cittadina brasiliana, già a processo con l’accusa di aver orchestrato l’assassinio di Fabio Ravasio, suo ultimo compagno, morto lo scorso 9 agosto a Parabiago dopo essere stato travolto da un’auto che inizialmente sembrava Pirata. Quello di Della Malva è un cold case riaperto dopo 13 anni. Per la sua morte oggi i carabinieri, su mandato del pubblico ministero della procura di Busto Arsizio Ciro Caramore, che ha coordinato anche le indagini per la morte di Ravasio, coadiuvato dall’ispettore di Pg Antonello Ciriaci, è stato eseguito un fermo. In manette è finito l’ex cognato di Della Malva, 59 anni, con numerosi precedenti, sospettato di essere vicino alle cosche calabresi, residente in zona Quarto Oggiaro, ex marito della sorella di Della Malva, che per gli inquirenti all’epoca aveva una relazione con la 49enne. Adilma e il secondo marito si conobbero da detenuti.

    Lui, appartenente a una famiglia vicina alla criminalità organizzata pugliese, scontava 29 anni per omicidio. Lei ne scontava 4 per essere stata fermata con oltre 13 chili di cocaina.
    I due si conoscono nel 2006 durante un incontro nell’ambito di un progetto organizzato da un’associazione che aiuta i detenuti a reinserirsi nella società. La coppia si sposa quando lei torna in libertà. Nel 2011, durante un permesso premio che vede gli sposi insieme, Della Malva muore in circostanze che, al pm Caramore, sono apparse molto misteriose. Si parla di infarto. Dalle indagini della procura bustocca è emerso che Della Malva è morto in seguito a un’intossicazione per aver ingerito un sacchettino in plastica, di quelli che confezionano i fazzoletti di carta, con all’interno della cocaina. Secondo quanto ricostruito, Della Malva inizia a stare male alle 5 del mattino.

    La moglie chiamerà i soccorsi intorno alle 10, 5 ore dopo, quando era ormai troppo tardi. Il movente ipotizzato dagli inquirenti, così come per Ravasio, è economico. I due amanti avrebbero ucciso per intascare il denaro che Della Malva teneva nascosto e impossessarsi della sua collezione di orologi di valore. La 49enne ereditò, alla morte del marito, anche una villetta a Vieste.

  • Calcio, Serie D. Magenta in caduta libera. La Casatese Merate ne fa cinque

    Calcio, Serie D. Magenta in caduta libera. La Casatese Merate ne fa cinque

    E’ un Magenta sempre più alla deriva quello che questo pomeriggio al Plodari ha subito cinque goal dalla Casatese Merate che volendo usare una metafora non hanno certo fatto ostaggi.

    Del resto, i brianzoli che ora hanno 49 punti in classifica e sono ad un passo dai Play Off sono scesi in campo determinati a fare bottino pieno. L’esatto il contrario delle Aquile ormai allo sbando.

    Peraltro, in gare come queste in cui il gap tra le squadre è palese, se non giochi quanto meno con il coltello tra i denti, è impossibile non soccombere. Cosa che è puntualmente successo al Magenta che già dopo meno di 20 minuti era sotto di 2 gol a zero. Alla mezzora il terzo gol della Casatese Merate con Ferrante e partita letteralmente in ghiaccio.

    Da parte dei gialloblù nessun segnale di reazione. Tanto che dopo l’intervallo i tifosi più appassionati del Gruppo Storico per protesta ma soprattutto per la tanta amarezza provata sono rimasti al bar

    Un’amarezza che è quella che sta provando lo stesso Presidente Cerri che ce l’ha messa davvero tutta per metter in piedi una compagine capace di affrontare in modo dignitoso questa stagione.

    E invece un altro spettacolo indecoroso. Peraltro, i numeri dopo la pausa natalizia sono a dir poco negativi per usare un eufemismo: 8 sconfitte e 1 pareggio.

    Statistiche che dovrebbero portar lo stesso Mister della promozione pur storica in serie D a trarne le debite conseguenze.

    Nel dopo partita si vociferava delle dimissioni di mister Lorenzi, certo non l’unico colpevole, però, mentre stiamo scrivendo non c’è ancora nulla di certo.

    Di sicuro, c’è solo il pesantissimo passivo subito sul terreno amico con il goal della bandiera di Raso al 44 esimo minuto quando ormai la partita non aveva più alcun significato.

    I tifosi più vicini al Magenta, encomiabili per il supporto prestato e per come stanno affrontando questa esperienza in serie D del Gruppo Storico, hanno accolto la squadra con uno striscione che era già stato anticipato in un lungo e ancorché condivisibile post divulgato via social nei giorni scorsi, dopo l’inopinata sconfitta contro il Ciliverghe: ‘Solo per la Città’.

    Già, loro ci sono stati oggi solo per Magenta e il suo blasone che non merita di affondare così. Quando ci sono ancora 10 partite da giocare e ben 30 punti in palio. Se ci pensa a mente fredda quello che sta accadendo al Magenta è uno scandalo sportivamente parlando.

    Anche il Ciliverghe ne ha prese quattro oggi fuori casa sul terreno del Pro Palazzolo, dunque, resta al penultimo posto in coabitazione col Magenta a 23 punti.

    Ma in virtù della classifica e dello scontro diretto vinto, oggi sarebbe il Magenta a scender direttamente in Eccellenza insieme all’Arconatese: oggi col Vigasio è finita zero a zero. E dunque anche la squadra di Arconate che pareva spacciata adesso è a 22 punti, ancora ultima, ma in uno stato di forma fisico e mentale decisamente migliore dei gialloblù.

    Prossima gara del Magenta sul campo della Castellanzese. Ma lo scriviamo solo per la cronaca. Oggi lo spessore dell’avversario sembra relativo. Il primo nemico del Magenta è se stesso. “Mancano gioco, identità e grinta” ha commentato a caldo un tifoso eccellente delle nostre Aquile.

    Se non si tenta la svolta da qui alla fine assisteremo ad una sequela di altre umiliazioni che l’Associazione Calcio Magenta 1945 nell’Ottantesimo della sua nascita non si merita davvero.

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  • Sicurezza. I sindaci del Magentino dal Prefetto

    Sicurezza. I sindaci del Magentino dal Prefetto

    Si è tenuto ieri l’incontro del Tavolo Provinciale sull’ordine pubblico, presieduto dal Prefetto di Milano e composto anche dal Questore e dal Comandante Provinciale Provinciale dell’Arma dei Carabinieri.

    I 13 Sindaci dei Comuni del Magentino, con Magenta capofila, come avevano annunciato nelle scorse settimane, hanno portato all’attenzione del tavolo i temi della sicurezza nel territorio e della presenza delle Forze dell’Ordine.

    ‘’Ci è stato assicurato l’invio di 14 nuovi Carabinieri per quanto riguarda tutto il nostro territorio e, in particolare, quattro sono inviati alla stazione dei Carabinieri di Magenta’’, commenta così l’esito dell’incontro il Sindaco Luca Del Gobbo che evidenzia come il Comandante Provinciale dell’Arma abbia ringraziato l’Amministrazione comunale di Magenta per aver messo a disposizione la casa ristrutturata dell’ex custode del Comune proprio per l’invio di nuove forze, rinunciando per i prossimi 6 anni all’affitto di locazione da parte del Ministero.

    ‘’Si è trattato del primo di una serie di incontri programmati’’,’ prosegue il Primo Cittadino di Magenta. ‘’Il prossimo sarà con Anci Lombardia e poi con Regione Lombardia per portare all’attenzione delle istituzioni superiori il problema dell’ordine pubblico. Un tema che purtroppo è un problema che non riguarda solo grandi centri come Milano, ma anche la nostra zona che notoriamente è sempre stata abbastanza tranquilla e a misura d’uomo ma che, negli ultimi tempi, ha avuto un incremento di situazioni che hanno creato una certa preoccupazione e fatto innalzare il livello di attenzione.
    Per questo noi Sindaci del Magentino ci siamo trovati e abbiamo rinnovato il tavolo di coordinamento tra Comuni, condividendo preoccupazioni e una linea di azione per il futuro.

    Ribadisco che il tema della sicurezza accomuna tutti, grandi centri ma anche i più piccoli e di qualsiasi appartenenza politica. Non appartiene a uno schieramento politico ma interessa tutti ed è per questo che noi 13 Sindaci abbiamo fatto sinergia senza alcun pregiudizio di parte, sinergia che è una grande risorsa per il nostro territorio. Stiamo lavorando insieme e continueremo a farlo per aiutarci l’un l’altro nella consapevolezza che non siamo sceriffi e che spesso non abbiamo competenze, risorse né poteri per intervenire direttamente e singolarmente in questo campo. Abbiamo infine chiesto a Prefetto, Questore e Comandante dell’Arma quali possano essere i prossimi passi da fare come patto per la sicurezza del nostro territorio’’.