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  • Bareggio, abbandono notturno di rifiuti: pizzicata dalle fototrappole

    Bareggio, abbandono notturno di rifiuti: pizzicata dalle fototrappole

    Le fototrappole installate in via De Gasperi l’hanno “immortalata” mentre alle 4.30 di notte scendeva dalla sua auto per abbandonare rifiuti. Ora la persona verrà convocata nel Comando della Polizia Locale per ricevere la sanzione prevista dal regolamento vigente.

    “Ancora una volta le indagini della Polizia Locale hanno permesso di individuare un obbiettivo sensibile di abbandono rifiuti – spiega il vicesindaco e assessore all’Ambiente Roberto Lonati -. Quel tratto di strada, nella zona industriale, ci era stato più volte segnalato per gli abbandoni e ora, grazie ad accertamenti scrupolosi, alle dotazioni tecnologiche in possesso della Polizia Locale di Bareggio e alla costanza operativa e professionale dei nostri Agenti siamo riusciti a individuare un responsabile. Come abbiamo già ribadito più volte, continueremo senza sosta la nostra battaglia per cercare di debellare questo malcostume”.

  • Desio: 62enne uccide la cognata e ferisce la nipote

    Desio: 62enne uccide la cognata e ferisce la nipote

    I carabinieri della compagnia di Desio e della stazione di Nova Milanese hanno arrestato un 62enne con l’accusa di omicidio e tentato omicidio. Nel pomeriggio di ieri, l’uomo, armato di un coltello, ha aggredito prima la nipote ventottenne, ferendola, e successivamente ha colpito mortalmente la cognata, all’interno della palazzina dove risiedono tutti i coinvolti. Il sostituto procuratore di turno della Repubblica di Monza è intervenuto sul posto, assumendo la direzione delle indagini. I militari del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Monza hanno effettuato i rilievi tecnici sulla scena del crimine e sequestrato l’arma utilizzata.

    Sarebbe stato il posteggio di un’auto della nipote 28enne in un posto sbagliato a innescare la lite poi degenerata a colpi di coltello.
    L’uomo, un sessantaduenne, avrebbe prima aggredito la giovane colpendola non in modo grave e poi avrebbe rivolto la sua rabbia contro la madre della ragazza e sua cognata non lasciandole scampo. Dalle prime indagini dei carabinieri della compagnia di Desio, coordinati dal pm di turno di Monza Sara Mantovani, c’erano gia’ della conflittualita’ pregressa che non faceva pero presagire un epilogo simile. Il coltello usato e’ stato sequestrato per essere analizzato.

  • Al Forte di Bard una mostra dedicata genio legnanese Gianfranco Ferrè

    Al Forte di Bard una mostra dedicata genio legnanese Gianfranco Ferrè

    Il Forte di Bard continua la sua programmazione di grandi mostre dedicate alla fotografia e alla moda nello spazio espositivo delle Cantine.

    Dal 6 dicembre 2024 al 9 marzo 2025 l’esposizione Gianfranco Ferré dentro l’obiettivo, realizzata dal Forte di Bard e a cura del Centro Ricerca Gianfranco Ferré del Politecnico di Milano e CZ Fotografia, presenta un percorso inedito dedicato al grande architetto e stilista a ottant’anni dalla nascita.

    Il percorso espositivo è pensato per raccontare al pubblico il lavoro di Gianfranco Ferré a partire da immagini fotografiche, stampe in B/N, a colori, fotocolor, diapositive, provini e arricchito da abiti, schizzi e disegni.

    Protagonista della narrazione è la sezione fotografica dell’Archivio Storico Gianfranco Ferré: oltre 90 opere, mai esposte prima, di otto maestri della fotografia di moda che con Ferré hanno lavorato a iconiche campagne pubblicitarie: Gian Paolo Barbieri, Guy Bourdin, Michel Comte, Patrick Demarchelier, Peter Lindbergh, Steven Meisel, Bettina Rheims e Herb Ritts.

    Le sei stanze che accompagnano la galleria fotografica sono ispirate alla metafora della camera oscura e raccontano il processo di produzione dell’immagine attraverso provini, fotocolor, diapositive, scatti annotati dai fotografi. Al tempo stesso disvelano il processo creativo dello stilista introducendo sei principi operativi da lui spesso evocati – comporre, ridurre, enfatizzare, ricalibrare, decostruire, emozionare – che riconducono il linguaggio fotografico al lavoro di Ferré, accostando alle immagini altri elementi centrali della progettazione come i disegni, le cartelle materiali e gli stessi abiti.

    Il percorso crea quindi continui rimandi che consentono di leggere il lavoro dello stilista nei tratti caratterizzanti dei diversi fotografi: dal rigore compositivo di Barbieri, agli scatti rapidi ed essenziali di Comte; dai racconti in chiaroscuro di Lindbergh, all’intensità dei ritratti di Rheims; dalle inquadrature eccentriche di Bourdin, alla ricercata naturalezza di Demarchelier; dal classicismo grafico di Ritts, sino alla complessità di Meisel, capace di far filtrare attraverso la realtà patinata della moda uno sguardo acuto sulla contemporaneità.

    na mostra che attraverso un percorso multidisciplinare e non cronologico e esplorazioni di realtà virtuale e aumentata sviluppate all’interno del Centro di Ricerca vuole restituire una visione completa del lavoro di Gianfranco Ferré, che a proposito della relazione tra moda e fotografia scrisse:

    “Lo stilista non deve soltanto sapere con chiarezza ciò che vuole, ma anche scegliere l’interlocutore adatto, quello che darà corpo, colore, luce e magia alla sua idea. Deve comunicare col fotografo, stabilire una complicità, dargli autonomia, ma con la certezza di potersi riconoscere nell’immagine realizzata. È una questione di feeling, di intesa. Certo, l’esperienza e la professionalità hanno una parte importante; ma senza la capacità di creare insieme, di condividere le emozioni, di fare lavorare insieme l’occhio e l’anima, la fotografia sarà vuota, fredda, inutile e falsa.” – Gianfranco Ferré, Lettres à un jeune couturier, Balland: Paris,1995.

    La mostra verrà inaugurata giovedì 5 dicembre 2024, alle ore 18.00.

    www.fortedibard.it

  • Faccia da Mike!!! Il mio e il nostro…

    Faccia da Mike!!! Il mio e il nostro…

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, ho visto con assai delusione la fiction un tempo si sarebbe detto sceneggiato, sul grande Mike Bongiorno.

    Un mito o un pezzo di storia; per molti era uno di famiglia ma non si può raccontare un uomo in un solo contesto. Mike avrebbe 100 anni come la radio da lui fatta egregiamente.

    Perché il mestiere lo sapeva e capiva l’evolversi della società e dei costumi
    Nessun uomo come lui aveva nella mente di andare incontro alla gente e ai loro desideri, sogni e ambizioni: no forse un altro uomo c’era ma non se ne può parlare !

    Con questa fiction non si fa conoscere un pezzo importante della nostra vita ai nostri giovani. Collocarlo in un solo periodo storico e in una sola bandiera non può aiutare a capire il valore della persona.

    Perché lui ha vissuto tutti i suoi 85 anni infatti stava preparando lo sbarco del suo programma su Sky; padre della TV pubblica e privata.
    Una produzione statalista quasi da nostalgica del sistema televisivo da “ex Jugoslavia” Ma allora c’era almeno Telecapodistria….

    Non un minimo accenno alla sua grande avventura e grandi successi sulle reti private
    Non vorrei che sia una scelta che va al di là della sceneggiatura perché in quel caso doveva entrare pure il Cavaliere nero…
    Il Mike era padre della TV perché era stato pioniere della TV pubblica e aveva lanciato la TV privata. Era il punto di unione tra i nostri nonni, padri e noi giovani
    I suoi programmi del mezzo giorno e serali.

    I quiz tematici di alto livello; ora la TV propone quiz generalisti e qualunquisti
    Era criticato dalla stampa in e impegnata; a criticare e non a fare.

    Ma le sue selezioni per passare ai programmi erano durissime. Io ho partecipato a diversi dei suoi casting; non passando nemmeno in uno. Sempre bocciato. Pazienza.

    Ma la soddisfazione più grande era vederlo dal vivo lavorare.
    Un vero master e stage di comunicazione. Le gaffe improvvisate o studiate erano il marchio di fabbrica.

    Ma Bongiorno divenne di famiglia sulle reti private e stava lavorando prima della morte allo sbarco sulle reti che chiudevano il duopolio TV!
    Un uomo che la Rai lasciò scappare perché non credeva nella vittoria del privato
    Il pubblico decide; Mike riempiva lo schermo e le poltrone in casa.

    Perché le famiglie a pranzo e cena erano insieme per risolvere i quesiti insieme a lui
    Era come il professore un po’ asettico e magari non simpatico perché era serio e sincero ; non finto umile. La TV è un lavoro e lui aveva dato dignità a una categoria.

    Aveva insegnato a tutti il mestiere ed è morto facendo il suo mestiere preferito; l’innovatore. Questa mielosa fiction è stata un ritratto incompleto e forse alla Dorian Gray dove viene capsulato in un corpo e periodo.

    Il successo è per la curiosità del personaggio per tutti noi ormai “anta” ma non ha dato onore al personaggio. Perché non ha dato spunto alle nuove generazioni per conoscerlo. Mike parlava ai giovani e capiva i giovani e i nuovi ruoli.

    Non chiedere mai chi era Mike Bongiorno. Non spiegare mai chi era Allegria.
    Ma parla solo di un uomo che ha insegnato; a credere nel sogno delle sfide
    Lui molto spesso ha vinto perché il ricordo è nel cuore del privato cittadino anche se nella fiction si fa vedere solo la testa del pensiero pubblico unico”.

  • A Magenta con l’ANPI per ricordare Luca Attanasio

    A Magenta con l’ANPI per ricordare Luca Attanasio

    Una bella iniziativa di ANPI Magenta che ha come tema memoria e giustizia. Concerto di Eugenia Canale, in memoria di Luca Attanasio.

    Ospite e relatore Salvatore Attanasio, padre di Luca. Domenica 27 ottobre, ore 16,30, Ideal – Cooperativa Rinascita, viale Piemonte 10, Magenta

    LA STORIA DI LUCA ATTANASIO

    Luca Attanasio (Saronno, 23 maggio 1977 – Goma, 22 febbraio 2021) è stato un diplomatico italiano, ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo dal 5 settembre 2017 fino alla sua morte per le ferite riportate nell’agguato presso il villaggio di Kibumba, vicino alla città di Goma.

    Nato a Saronno (VA) nel 1977, da Salvatore, originario di Taranto, da cui era emigrato in cerca di lavoro, è cresciuto a Limbiate. Nel 2001 si è laureato con lode all’Università commerciale Luigi Bocconi di Milano e, dopo aver frequentato un corso di preparazione presso l’ISPI, è stato ammesso alla carriera diplomatica nel 2003. Entrato nel ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, è stato assegnato alla direzione per gli affari economici, ufficio sostegno alle imprese, segnatamente alla segreteria della direzione generale per l’Africa, diventando poi vice capo della segreteria del sottosegretario di Stato con delega per l’Africa e la cooperazione internazionale nel 2004.

    Dal 2006 al 2010 ha lavorato presso l’ambasciata italiana di Berna come capo dell’ufficio economico e commerciale. Dal 2010 al 2013 ha ricoperto il ruolo di console generale reggente a Casablanca, per poi assumere, nel 2013, l’incarico di capo segreteria della Direzione generale per la mondializzazione e le questioni globali presso il Ministero degli esteri. Nel 2015 è stato nominato primo consigliere dell’ambasciata d’Italia ad Abuja in Nigeria.

    Il 5 settembre 2017, a soli 40 anni, ricoprendo il grado di consigliere di legazione, si è insediato come capo missione a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, alla cui guida è riconfermato nell’ottobre 2019 come ambasciatore straordinario e plenipotenziario. Sensibile alle varie emergenze sociali del continente africano, nonché attivo in molti programmi di aiuto promossi dalla Comunità di Sant’Egidio, nel 2020 ha ricevuto il Premio internazionale Nassiriya per la Pace «per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli».

    In marzo gli è stato tributato il premio ISPI 2021 con una cerimonia alla quale hanno partecipato alte figure istituzionali, che hanno omaggiato l’opera e la carriera diplomatica di Luca Attanasio.

    L’AGGUATO
    Il 22 febbraio 2021 il convoglio del Programma alimentare mondiale diretto a Rutshuru, sul quale Attanasio viaggiava assieme ad altre sei persone legate alla MONUSCO (missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione della Repubblica Democratica del Congo),[5][6] giunto nei pressi di Kibumba, a nord di Goma, vicino al parco nazionale dei Virunga e al confine con il Ruanda, è stato attaccato da alcuni uomini armati di fucili mitragliatori, in un tentativo di rapimento, poi fallito. Ferito gravemente all’addome, Attanasio è morto poco dopo presso l’ospedale dell’ONU di Goma. Oltre al diplomatico, sono rimasti uccisi l’autista del convoglio Mustapha Milambo e il carabiniere della scorta, Vittorio Iacovacci, 30 anni, originario di Sonnino, in provincia di Latina.

    Le salme di Attanasio e Iacovacci hanno fatto ritorno in Italia la notte del 23 febbraio, accolte all’aeroporto di Ciampino dal presidente del Consiglio e dai ministri degli affari esteri e della difesa.[8] I funerali di Stato, officiati nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma dal cardinale Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, si sono tenuti il 25 febbraio alla presenza delle massime cariche istituzionali. Il 20 dicembre 2021 il presidente Mattarella ha consegnato alla figlia Sofia la Gran Croce d’Onore dell’Ordine della Stella d’Italia con cui è stato decorato postumo.

    Le Forze Democratiche per la liberazione del Ruanda, accusate dal governo congolese di aver portato avanti l’attacco, ne hanno preso le distanze, condannandolo.

    Attanasio è il primo ambasciatore italiano ad essere ucciso nell’adempimento delle sue funzioni e il secondo diplomatico straniero a rimanere vittima di un attacco mortale nella Repubblica Democratica del Congo, dopo l’assassinio del parigrado francese Philippe Bernard nel 1993.

    Nel 2024 viene realizzato un podcast in sua memoria, dal titolo L’ambasciatore straordinario. Storia di Luca Attanasio.

  • Corbetta: in oltre 400 persone per “Schermi d’Arte. Il paravento, da oggetto a favola”

    Corbetta: in oltre 400 persone per “Schermi d’Arte. Il paravento, da oggetto a favola”

    Si è inaugurata sabato 19 ottobre alla presenza delle autorità, e rimarrà aperta al pubblico fino al 3 novembre, la mostra “Schermi d’Arte. Il paravento, da oggetto a favola” allestita all’interno degli splendidi saloni neoclassici di Villa Borri Manzoli a Corbetta.

    Prima dell’inaugurazione della mostra, arricchita dalla performance artistica di Clarissa Despota e che ha visto la presenza di oltre quattrocento persone, il Sindaco di Corbetta Marco Ballarini e l’Assessore alla Cultura Antonella Cislaghi hanno voluto spiegare le ragioni che hanno portato l’Amministrazione Comunale a sostenere il progetto espositivo ideato e progettato da Gabriella Brembati, direttrice di Spazio Arte Scoglio di Quarto, con la curatela del critico e storico dell’arte Alberto Barranco di Valdivieso.

    Marco Ballarini: “La cultura e l’arte sono fondamentali per lo sviluppo di una piccola città come la nostra, in quanto contribuiscono a rafforzare l’identità e il senso di appartenenza della comunità. Iniziative culturali, come mostre, eventi e attività artistiche, non solo arricchiscono il tessuto sociale, ma attirano visitatori da ogni parte della Lombardia e non solo”.

    Antonella Cislaghi: “L’arte e la cultura devono far parte della vita di ognuno di noi, perché offrono uno spazio di riflessione e dialogo, favorendo una maggiore coesione sociale. Tutti gli artisti dell’interessantissima mostra Schermi d’Arte mostrano proprio questo aspetto dell’arte, perché gli artisti hanno la capacità non solo di farci ammirare le loro opere, ma soprattutto di farci riflettere”.

    Inoltre, Giuseppe Cafiero, proprietario di Villa Borri Manzoli, ha precisato: “Siamo certi che l’arte possa aiutare a fare riscoprire Villa Borri Manzoli non solo ai nostri concittadini, ma a tutti coloro che vengono a visitare Corbetta. La mostra Schermi d’arte risponde perfettamente a questa nostra volontà ed è per questo che abbiamo da subito appoggiato l’iniziativa aprendo le porte della villa”.

    LA MOSTRA

    L’esposizione, che rimarrà aperta al pubblico a Villa Borri Manzoli a Corbetta fino al 3 novembre 2024, si sposterà successivamente a Bergamo da Colleoni Proposte d’Arte dal 30 novembre 2024 al 30 gennaio 2025, ed infine presso gli spazi espositivi della Galleria V. Guidi / Cascina Roma a San Donato Milanese dal 15 febbraio al 15 marzo 2025.

    La mostra, accompagnata da un catalogo con testi di Alberto Barranco di Valdivieso e della storica dell’arte Marilisa Di Giovanni, presenta le opere di 23 artisti tra scultori, pittori, poeti e designer, appartenenti a generazioni diverse e differenti fra di loro per pensiero e formazione artistico-culturale, che hanno interpretato e trasformato il paravento da oggetto di utilità quotidiana e di arredo a pensiero artistico.

    Come ha sottolineato Alberto Barranco di Valdivieso durante la presentazione della mostra, “L’obiettivo è quello di mettere in risalto il paravento come uno “schermo”, che attraverso l’interazione con il pensare artistico si trasforma, diventando uno stimolo per riflessioni e percezioni poetiche. ‘Schermare’ non significa soltanto bloccare, separare o proteggere, ma implica anche un filtrare che racchiude in sé l’idea di trasformazione, che tuttavia non nega la funzione primaria del paravento di dividere e riorganizza gli spazi”.

    Questi gli artisti presenti in mostra: Davide Bolzonella, Claudio Borghi, Margherita Cavallo, Francesco Cucci, Stefania Dalla Torre, Clarissa Despota, Fernanda Fedi, Giuliano Ferla, Mavi Ferrando, Rebecca Forster, Tiziana Grassi, Pino Lia, Mintoy (Puledda Piras), Angela Occhipinti, Paola Pennecchi, Lucia Pescador, Antonio Pizzolante, Elisa Remonti, Evelina Schatz, Filippo Soddu, Stefano Soddu, Valdi Spagnulo, ‘topylabrys’ (Ornella Piluso)

    Villa Borri Manzoli

    Piazza del Popolo 18, Corbetta

    Ingresso libero

    Orari di apertura al pubblico

    Sabato e domenica 10-19

    Da lunedì a venerdì 16-19

  • Finale del Concorso Musicale Internazionale “Città di Legnano” 2024 dedicato alla figura del  legnanese Franco Sioli

    Finale del Concorso Musicale Internazionale “Città di Legnano” 2024 dedicato alla figura del legnanese Franco Sioli

    Nel corso del 2023 la dr.ssa Donatella Pinciroli costituì presso la nostra Fondazione un Fondo Erogativo per ricordare la memoria del suo amico Franco Sioli scomparso da qualche anno, baritono e pianista legnanese di fama internazionale, attraverso un concorso destinato a giovani cantanti lirici.

    Iniziò così una serie di contatti e confronti che portò, nello scorso mese di luglio, l’Associazione Ensemble Amadeus, la Famiglia Legnanese, il Comune di Legnano, la stessa dr.ssa Pinciroli e, naturalmente, la nostra Fondazione a lanciare il Concorso Musicale Internazionale “Città di Legnano”, dedicato alla figura di Franco Sioli, ipotizzando e sperando che potesse anche essere la prima edizione di un appuntamento annuale o biennale da tenersi in Legnano con un ampio respiro, nazionale e internazionale.

    I primi dati, di seguito riportati, relativi alla fase finale del concorso che si terrà sabato 26 (per le selezioni) e domenica 27 ottobre (per il gran finale) presso il teatro “Talisio Tirinnanzi” di Legnano, promettono emozioni e spettacolo e lasciano ben sperare per il futuro:

    • 50 partecipanti;
    • il 70% di candidati sono donne
    • il 22% ha nazionalità estera, di cui 3 candidati hanno tuttora residenza estera
    • il 75% proviene dalla Lombardia, di cui circa la metà dalla provincia di Milano con alcuni candidati della città di Legnano
    • l’età media dei cantanti lirici per la categoria “Debuttanti” è 29 anni, con la più giovane di 19 anni
    • l’età media della categoria “Giovani Talenti” è 24 anni, con la più giovane di 13 anni

    Il concorso prevede due categorie:
    Debuttanti (22 candidati): riservata a cantanti lirici, questa categoria vedrà i partecipanti interpretare ruoli tratti dal Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini e dallo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi. I migliori saranno incaricati di interpretare la prima delle due opere prevista a Legnano a marzo 2025 ed i vincitori assoluti saranno premiati con il prestigioso premio “Franco Sioli”, assegnato da una giuria di esperti del settore.

    Giovani (28 candidati): aperta a musicisti e cantanti di età inferiore ai 36 anni, questa categoria permetterà ai partecipanti di esibirsi davanti a un vasto pubblico con un brano a loro scelta. I premi “Talento Emergente” saranno assegnati da una giuria di musicisti eclettici e dal pubblico presente in sala, rendendo la competizione ancora più avvincente.

    Il programma della due giorni del concorso musicale è davvero ricco e variegato.
    Sabato 26 Ottobre sarà dedicato alle selezioni dei finalisti.
    Domenica 27 Ottobre gran finale che vedrà l’esibizione dei finalisti e la proclamazione dei vincitori delle due categorie alla presenza del pubblico, con il seguente programma:
    Prima parte
    15.00 Memorial Franco Sioli, incontro pubblico dedicato al ricordo di Franco Sioli
    16.45 Concerto dei finalisti della categoria “Debuttanti” e assegnazione dei premi “Franco Sioli”
    Seconda parte
    20.30 Concerto dei finalisti della categoria “Giovani” e assegnazione dei premi “Talento Emergente”

    Un evento unico, dove la passione per la musica e il talento dei giovani artisti saranno i veri protagonisti.

    Gianfranco Bononi, presidente della Famiglia Legnanese, dichiara di sostenere con orgoglio questa prima edizione del Concorso Musicale Internazionale Città di Legnano FRANCO SIOLI perché da sempre la Famiglia Legnanese è impegnata nella valorizzazione dei giovani talenti in qualsiasi ambito premiandone il merito.
    La dr.ssa Pinciroli si dice emozionata e soddisfatta per la realizzazione di questo che, più che un suo sogno, è stato un grande desiderio di Franco Sioli, quello cioè di poter dare un aiuto concreto e un sostegno a giovani cantanti lirici promuovendone la passione e incentivandoli nel loro percorso di studio musicale.

    “Inoltre – prosegue la dr.ssa – la creazione del Fondo e l’organizzazione del Concorso ha veramente richiesto un grandissimo impegno da parte di tutti i collaboratori, perciò non posso che essere veramente molto grata al prof. Forte con FCTO, al Maestro Raimondi con Ensemble Amadeus, al Comune di Legnano e alla Famiglia Legnanese per la disponibilità. Non posso non ringraziare Beppe Nazari che è riuscito a recuperare e ‘decifrare’ registrazioni e video di Franco e ovviamente le amiche cantanti della Giuria e tutti coloro che mi hanno sostenuto nel portare avanti questa iniziativa, che speriamo non rimanga unica ma possa proseguire anche i prossimi anni”.

    «Questo concorso riflette in pieno lo spirito che anima il Centenario di Legnano Città – sottolinea l’assessore alla Cultura Guido Bragato – persone e associazioni attive sul territorio immaginando un evento musicale per ricordare un concittadino che si è fatto apprezzare, anche al di fuori dei confini italiani, come cantante e strumentista e costruendolo per i giovani che stanno seguendo un percorso affascinante ma estremamente complesso nel mondo delle sette note. A tutti i giovani talenti che si esibiranno al Teatro Tirinnanzi va il mio più sincero augurio per questo concorso e di riuscire a realizzare il loro sogno: fare di una grande passione la propria vita».

    Ensemble Amadeus, associazione per la formazione, diffusione e promozione dell’arte musicale, presente da quasi un trentennio sulla scena culturale del territorio legnanese e organizzatrice del concorso è entusiasta per l’interesse che l’evento sta riscuotendo. Il presidente, m° Marco Raimondi sottolinea l’importanza del ruolo che la cultura musicale deve avere nella società attuale in un momento storico particolare in cui ricordiamo, oltre alla figura di Franco Sioli anche il centenario della scomparsa di Giacomo Puccini e di Legnano Città, oltre al riconoscimento del canto lirico italiano da parte dell’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità. I 50 musicisti iscritti alla prima edizione del concorso – con una significativa rappresentanza dall’estero – testimonia il successo dell’iniziativa e il valore della Stagione Itinerari Musicali del Coro e Orchestra Amadeus che, giunta ormai alla sua quindicesime edizione, ospiterà nei suoi concerti questi giovani debuttanti.

  • Novarese: ricordata Norma Cossetto. L’enorme lavoro del Comitato 10 Febbraio: bravi!

    Novarese: ricordata Norma Cossetto. L’enorme lavoro del Comitato 10 Febbraio: bravi!

    Nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Una Rosa per Norma” il ricordo del sacrificio per l’Italia della giovane studentessa istriana.

    “Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio, 5 ottobre 1943 – Villa Surani (Istria)”.

    Si è svolta anche a Trecate l’iniziativa “Una Rosa per Norma Cossetto” organizzata a livello nazionale dal Comitato 10 Febbraio.

    La manifestazione ha visto l’apposizione di un omaggio floreale presso il Monumento ai Martiri delle Foibe.

    Analoghe iniziative si sono svolti in altri comuni del Novarese.

    Comitato 10 Febbraio – delegazione provinciale di Novara

  • Magenta. “La Memoria del Mondo”. Il ritorno della “Book Trotter” Francesca Sivori

    Magenta. “La Memoria del Mondo”. Il ritorno della “Book Trotter” Francesca Sivori

    Sabato 26 ottobre prima tappa del nuovo tour di Francesca Sivori, la book trotter intervistata da Salvo Sottile per I Fatti Vostri. Per il suo ritorno, atteso da tutti i suoi lettori, la troviamo alla libreria La Memoria del Mondo di Magenta. La scrittrice sarà presente tutto il giorno in orario di libreria per firmare le copie del suo secondo romanzo: La scelta di Mimì, pubblicato da La Memoria del Mondo Editore

    Diecimila chilometri con il bagagliaio della macchina pieno di libri: così Francesca Sivori ha conquistato il suo pubblico e ancor prima i librai di tutta l’Italia, dal Piemonte alla Sicilia, Sardegna compresa.

    Articoli su La Nazione, La Repubblica, intervista su TGSKY24 e da Salvo Sottile per I Fatti vostri; 18 riconoscimenti in Premi Letterari; 7000 copie vendute, hanno convinto l’autrice di “Io sono una famiglia – il gabbiano” a cimentarsi con un nuovo scritto.
    È nato La scelta di Mimì: un romanzo che intende colmare quel vuoto interiore che ha caratterizzato intere generazioni maschili. Un libro dedicato a tutti gli uomini che si accingono a diventare padri e ad amare la propria creatura.

    Se dietro alla scelta di Mimì c’è quell’istinto materno ancestrale che la porta ad una morte prematura, il vero protagonista del romanzo, infatti, è l’amore paterno.
    Mimì pur di proteggere la sua bambina, preferirà morire ma questo suo gesto sarà la causa della fine del rapporto tra sua figlia e il padre, incapace di amare la sua creatura senza la presenza della moglie.

    Due vite, quella di Margherita e del padre Vittorio, che procederanno parallele; ognuno dei due chiuso nel proprio dolore, anche se il medesimo.
    Il destino li farà riunire quando Margherita si troverà in pericolo di vita; e questa volta sarà lui, il padre, a dover fare una scelta: in gioco la felicità della figlia.
    Ancora una volta, Francesca Sivori sceglie la Liguria quale sfondo al suo romanzo. Non sarà la Liguria che parla di mare ma quella verde dei suoi monti, là dove crescono le margherite.

    La scelta di Mimì ha già ottenuto sette riconoscimenti in Concorsi Letterari tra i quali il Primo Premio al Concorso I Murazzi di Torino e il Primo Premio al Concorso A vento e sole di Siena; la Menzione d’onore al Premio Nazionale Alda Merini.

    Francesca Sivori
    Francesca Sivori è una musicista, ha studiato pianoforte e per molti anni si è dedicata all’organizzazione e alla direzione artistica di eventi legati alla musica classica, a Genova e a Milano. Oggi lavora per la cooperativa AllegroModerato di Milano (www.allegromoderato.it) e ha fondato un’orchestra inclusiva AM in Madagascar, a Diego Suarez.

    Sotto lo pseudonimo di Liz Chester Brown ha scritto il romanzo ‘Io sono una famiglia – il gabbiano’; lo ha auto pubblicato e lo ha distribuito nelle librerie indipendenti di tutta Italia Per questa sua impresa è stata definita una book trotter.
    Io sono una famiglia ha ottenuto ben 18 tra Premi e Riconoscimenti in Concorsi Letterari.

    La scelta di Mimì è il suo secondo libro e ha vinto il Primo Premio inediti de I Murazzi 2024 e il Primo Premio Al Concorso Letterario A vento e sole; quindi si è aggiudicato menzioni e segnalazioni in altri prestigiosi Concorsi Letterari.

    È Socia Fondatrice della Società Dante Alighieri Madagascar.
    www.iosonounafamiglia.com

  • Visite senologiche con la Lilt a Trecate lunedì 28 Ottobre

    Visite senologiche con la Lilt a Trecate lunedì 28 Ottobre

    Come annunciato, in occasione dell’edizione 2024 della campagna nazionale “Ottobre rosa” per la sensibilizzazione rispetto alla lotta contro il tumore al seno, grazie alla collaborazione dei volontari della Lega italiana per la lotta contro i tumori di Novara e con il patrocinio della Città di Trecate nella mattinata del prossimo 28 ottobre <>.