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  • Il delitto di Senago. “Impagnatiello subito dopo il delitto cercò i risultati delle partite…”

    Il delitto di Senago. “Impagnatiello subito dopo il delitto cercò i risultati delle partite…”

    “Veleno mortale fatto in casa”, “cloroformio”, “ammoniaca feto”, “veleno per topi”. Sono queste alcune delle parole cercate sul web da Alessandro Impagnatiello, il barman a processo per aver ucciso un anno fa Giulia Tramontano, la sua fidanzata incinta al settimo mese di gravidanza, ripetute da un investigatore chiamato a deporre oggi in aula.

    Il comandante della squadra omicidi dei carabinieri di Milano, Giulio Buttarelli, sentito prima dell’interrogatorio dell’imputato, ha illustrato l’esito delle analisi sui telefoni e gli altri dispositivi, come un tablet, di Giulia e Impagnatiello. E da parte dell’uomo sono emerse ricerche, già nel dicembre 2022, che confermano come fin da subito, dopo aver scoperto dell’arrivo del bimbo, avesse preparato l’omicidio.

    Ha inoltre ricordato i messaggi che Giulia e la giovane donna con cui l’uomo aveva una relazione parallela si sono scambiate poco prima dell’omicidio. Inoltre, la notte del 27 maggio dell’anno scorso, dall’esame dello smartphone di lui, quando già aveva accoltellato Giulia e si trovava sotto casa dell’altra donna in attesa che tornasse dal lavoro, è risultato stesse guardando i risultati delle partite di calcio, in particolare Atalanta-Inter.

    LE PAROLE DELLA SORELLA

    “Forse era destino che questa poesia fosse legata per sempre a noi”. Così Chiara Tramontano, sorella di Giulia, condividendo su Instagram un ricordo del 2015, quando il 27 maggio aveva pubblicato alcuni versi di ‘Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale’ di Eugenio Montale. Oggi è infatti un anno esatto dall’omicidio di Giulia, uccisa con 37 coltellate mentre era incinta di 7 mesi dal fidanzato Alessandro Impagnatiello.

    “Così – scrive la sorella – le pupille offuscate sono diventate le mie, non ho imparato a scendere da sola le scale, il mio viaggio é un sentiero lungo e buio, e confondo spesso la realtà con l’illusione di sentirti, toccarti, di scendere le scale insieme. Breve è il stato il nostro viaggio. 27 anni in cui ci siamo intrecciati come fili sottili a formare un nodo indissolubile fatto di segreti, condivisioni, ricordi, coincidenze ed inganni, come averti persa il 27 Maggio quando avevo 27 anni. Anch’io a mio modo avrò 27 anni per sempre, i soli che abbiamo trascorso insieme e vorrò ricordare”.

    Davanti alla Corte di Assise di Milano, intanto, è iniziato il processo per omicidio a carico di Alessandro Impagnatiello al quale assistono anche i familiari di Giulia tra cui la stessa Chiara. Oggi è previsto il suo interrogatorio in aula.

  • Attivato anche all’Ospedale di Magenta il “cesareo dolce”: il papà accanto alla mamma per un parto piu’ sereno

    Attivato anche all’Ospedale di Magenta il “cesareo dolce”: il papà accanto alla mamma per un parto piu’ sereno

    L’iniziativa magentina, estesa anche presso il Punto Nascita di Legnano, mira a rendere il momento della nascita un’esperienza più inclusiva e accessibile, valorizzando il ruolo del papà e il suo sostegno emotivo alla mamma, in un momento così delicato.

    “Quello che all’apparenza è un piccolo cambiamento rappresenta un significativo passo avanti per umanizzare il parto cesareo e renderlo un’esperienza più positiva per la donna e la sua famiglia”, spiega Roberto Fogliani – Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia
    dell’Ospedale di Magenta e Direttore del Dipartimento Materno-Infantile della ASST Ovest Milanese – “Il taglio cesareo è un intervento chirurgico a tutti gli effetti, e per la futura mamma può essere fonte di stress e ansia. La presenza del partner può rappresentare un importante supporto psicologico e contribuire a ridurre la medicalizzazione”.

    Questo percorso è dedicato alle donne che partoriscono con un parto cesareo già programmato, non a quelle che necessitano di un cesareo d’urgenza. Durante il corso di accompagnamento alla nascita, il partner viene informato dettagliatamente su come si svolgerà l’intervento e può liberamente decidere
    se essere presente o meno. Se decide di partecipare, al momento del parto riceverà un camice, i calzari e la cuffia da sala operatoria e potrà stare accanto alla donna durante tutto l’intervento, fino alla nascita del bambino.

    “L’obiettivo è quello di rendere il parto cesareo un’esperienza il più possibile simile al parto naturale, favorendo il contatto pelle a pelle tra mamma e bambino subito dopo la nascita”, aggiunge il dottor Fogliani. “ma lavoriamo anche per implementare presto il legame skin to skin anche con il papà”.

    L’iniziativa del “Fornaroli” si inserisce in un contesto sempre più attento all’umanizzazione del parto e al ruolo del padre come figura attiva e coinvolta nel percorso nascita della ASST Ovest Milanese, offrendo un’esperienza di parto più positiva e serena.

  • Magenta, il cordoglio per la morte di Tiziana Stoppa Tonetti: una vita spesa per gli altri

    Magenta, il cordoglio per la morte di Tiziana Stoppa Tonetti: una vita spesa per gli altri

    Una vita letteralmente spesa prer gli altri, attraverso la generosa partecipazione a molte associazioni magentine, a partire dall’Avis. Tiziana Stoppa si è spenta settimana scorsa dopo lunga malattia, a 86 anni. Le esequie si sono celebrate martedì nella basilica di san Martino. Ha avuto il dono di una vita piena, intensa, ricca di incontri e di amicizie. A fianco del marito Vincenzo, instancabile cerimoniere e sommelier della Pro Loco di Magenta (assieme al fratello Dario, i Tonetti hanno introdotto la sommelierie molto prima delle mode), grandissimo appassionao di viaggi. Tiziana e Vincenzo hanno avuto un figlio, Filippo, che con Laura hanno generato il nipote Edoardo. Vite come quelle di Tiziana Stoppa sono vite vissute sino in fondo, che lasciano un segno. Come ben esplicitato nell’elogio funebre del marito Vincenzo, a cui tutti noi di Ticino Notizie rivolgiamo le più sentite condoglianze.


    ELOGIO FUNEBRE

    Quasi tutte le persone, quando mancano, vengono spesso beatificate rendendo loro meriti che in vita non hanno mai avuto.

    Nel caso di Tiziana è vero invece che lodi e meriti non sono mai troppi per ciò che ha fatto durante la sua esistenza.

    La sua instancabilità, generosità, naturale empatia, il mettere sempre i bisogni altrui rispetto ai suoi, il donarsi all’associazionismo, al CAI, all’AVIS, all’ADMO, all’AIDO, al MASCI, al cascinello, dove ha sempre ricoperto ruoli trainanti e di responsabilità, la volontà ferrea nel perseguire i suoi sogni e ideali, la correttezza, la tenacia, il BON-TON sempre presente, imparato in 16 anni di collegio dalle Canossiane, la classe che dimostrava in ogni frangente, il sopportarmi, non tanto pazientemente, per 106 anni (53 di matrimonio e 53 di lavoro assieme), la grandissima abilità di cuoca.

    E qui apro una bellissima parentesi: Durante una delle consuete vacanze in Val di Non, abbiamo avuto a cena, tra gli altri il capo del cerimoniale del Quirinale, che, mangiato l’oca arrosto e i bruscitt è rimasto talmente entusiasta della bontà, che tornato a Roma, ha riferito al Presidente Sandro Pertini, al quale è venuta l’acquolina in bocca e ha detto di portarci al Quirinale per cucinarglieli.

    Dopo 4 invoglianti telefonate, ha dovuto arrendersi di fronte al rifiuto di Tiziana di andarci, ritenendosi lei timidamente non all’altezza della situazione. Peccato!!
    Di contro non si poteva darle il la con un qualsiasi tipo di discorso.

    Era capace di parlare ininterrottamente per 24 ore o più di fila senza lasciare il pallino a chicchessia e senza mai sbagliare un congiuntivo o un condizionale.
    Non abbiamo mai saputo cosa fosse la noia, tra di noi erano continue schermaglie, tipo Sandra e Raimondo, con intermezzi cabarettistici e ironici che si risolvevano alla sera col bacio della buona notte.

    Mi ha ordinato di non chiudere la “CASA DEL PELLEGRINO” come amava definire la sua casa, ma di imparare a cucinare per poter accogliere coloro che hanno bisogno di un momento di pausa, rifocillandoli, aiutandoli a riflettere sul da farsi e possibilmente renderli felici.
    Mi ha anche detto che ha perdonato da subito l’individuo, che, 5 anni fa, rapinandola e facendola cadere, le ha segnato negativamente l’esistenza e l’ha portata tra molteplici sofferenze a fine vita.

    La sua felicità è giunta al culmine con l’arrivo dell’amato nipote Edoardo, che, incarna tutti i suoi ideali essendo bravo, buono, educato, altruista, rammaricandosi di non averlo avuto più vicino per potergli insegnare tante cose.

    Ci siamo sempre donati la libertà di fare ciò che ci gradiva nel reciproco rispetto.
    Tiziana, ti ho amato sempre, da quando ti ho conosciuta, alla fine dei tuoi giorni e ti lascio con un grosso bacio!

    Ciao dal tuo Vincenzo

  • Incidente a Gambolò, sei feriti

    Incidente a Gambolò, sei feriti

    Sei persone sono rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto nella tarda serata di sabato nella frazione Belcreda del comune di Gambolò (Pavia), in Lomellina.

    Nello scontro frontale tra un suv e un’automobile sono rimasti coinvolti un uomo di 55 anni, tre ragazzi di 24, 21 e 20 anni e due ragazze di 19 e 18 anni.

    I feriti, soccorsi dagli operatori del 118, sono stati trasportati in ambulanza in codice giallo in diversi ospedali: al Policlinico San Matteo di Pavia, al San Carlo di Milano e all’Humanitas di Rozzano (Milano). Sono tutti sotto osservazione, ma nessuno di loro sarebbe in pericolo di vita.

    I carabinieri hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente.

  • Omicidio Senago: 27 maggio, un anno senza Giulia

    Omicidio Senago: 27 maggio, un anno senza Giulia

    Certe coincidenze sembrano mettercela tutta per far credere nel destino e così lunedì 27 maggio, a un anno esatto dalla morte di Giulia Tramontano, Alessandro Impagnatiello sarà in aula (nel processo senza telecamere), davanti alla corte d’assise di Milano, per raccontare come e perché ha ucciso la sua compagna incinta di loro figlio Thiago. Per la prima volta, dopo la confessione davanti agli inquirenti e le dichiarazioni spontanee nella prima udienza del processo, l’imputato risponderà alle domande della procuratrice aggiunta Letizia Mannella e del pm Alessia Menegazzo. Un appuntamento, non solo emotivamente impegnativo per l’ex barman e la famiglia della 29enne, ma che ha anche un peso processuale: può decidere di rintanarsi in bugie, ‘non ricordo’ o addirittura accuse, oppure può rendere una confessione piena, lucida, che farebbe allontanare l’ipotesi di una richiesta di perizia psichiatrica come linea difensiva.

    L’uomo che ha ucciso Giulia con 37 coltellate, il 30enne spavaldo che per mesi ha dato veleno per topi e ammoniaca alla donna che stava per renderlo padre, l’imputato che assiste a occhi bassi al processo, uscirà dalla gabbia per rispondere alle accuse di omicidio aggravato (dai futili motivi, dal vincolo della convivenza, dalla crudeltà e dalla premeditazione), occultamento di cadavere e interruzione di gravidanza per cui rischia l’ergastolo. Lo scorso 18 gennaio la sua voce incerta si sentiva a stento nella grande aula al piano terra del Palazzo di giustizia. “Ci sono tante persone a cui devo delle scuse, ma vorrei rivolgermi a Giulia e alla famiglia. Non ci sono parole corrette da dire, affronto una cosa che rimarrà per sempre inspiegabile per la disumanità; un gesto che mi ha lasciato sconvolto e perso”. In una pausa per prendere fiato, Franco e Chiara Tramontano, padre e sorella della vittima, imboccavano la porta d’uscita lasciando a mamma Loredana e a Mario (fratello di Giulia) il peso di nuove parole.

  • L’uovo di Ortone svela il suo delicato e affettuoso mistero solo alla fine dello spettacolo

    L’uovo di Ortone svela il suo delicato e affettuoso mistero solo alla fine dello spettacolo

    Piume colorate, orecchie giganti, cacciatori e clown. Gli oltre 90 alunni delle quattro sezioni della scuola primaria Santa Caterina da Siena al Cinemateatronuovo mercoledì sera 22 maggio hanno dato prova delle loro nuove competenze dopo un laboratorio di teatro di 10 ore per classe che li ha impegnati in questo ultimo anno.

    Guidati nel percorso da Simone Migliavacca, che dello spettacolo finale ha curato anche la regia, gli alunni e le alunne hanno gestito in autonomia i diversi quadri pieni di cambi d’abito, dialoghi e colorare coreografie.

    Il via alla serata speciale, basata sul libro scritto dal Dr. Seuss, tradotto da Anna Sarfatti e pubblicato nel 1940, è stato dato dal Dirigente Scolastico dell’IC Fontana Davide Basano che, nel salutare i genitori, ha ricordato come questi siano stati “anni molto particolari dal punto di vista della socializzazione e degli apprendimenti a causa della pandemia”. Un periodo affrontato grazie all’impegno e alla collaborazione tra scuola e famiglie.

    Eccolo lì Ortone, appollaiato su un albero a covare un uovo che sente sempre più suo. “Ortone in questi mesi è diventato un nostro amico, un personaggio con grandi qualità a cui ognuno di noi ha deciso di ispirarsi per diventare una persona migliore, per crescere responsabilmente in modo da realizzare a pieno se stessi”, ha spiegato la maestra Miriam Arengi, presidente di interclasse quinta. “Da Ortone abbiamo imparato l’importanza di essere leali e affidabili. Grazie a lui ci siamo resi conto che l’attenzione nei confronti degli altri deve essere una qualità che anima le nostre giornate anche a costo di rinunce e sacrifici, con lui abbiamo scoperto che il tempo assume un significato autentico nella misura in cui riusciamo a prenderci cura con affetto e dedizione delle persone”.

    Ad apprezzare il momento teatrale anche l’assessore all’Istruzione di Magenta Giampiero Chiodini, che si è complimentato con le classi per il tema affrontato e la capacità espressiva.
    Infine, un ringraziamento a Simone Migliavacca da parte dei bambini e delle bambine fatto “con il cuore, perché grazie a questa esperienza siamo maturati e siamo diventati più consapevoli delle nostre azioni e abbiamo imparato anche a gestire meglio le nostre emozioni, soprattutto in situazioni nuove o messi alla prova”.
    La colonna sonora dello spettacolo è stata realizzata con le canzoni di Jovanotti, che hanno aggiunto ritmo e modernità coinvolgente anche alla platea: “Ho visto che quelle canzoni potevano offrire le parole giuste alla narrazione”, ha spiegato il regista.
    E quindi, “Qui lo dico e qui lo penso”: Bravi!!!!!!!

  • La storia come veicolo di promozione delle attività economiche del Magentino. Il caso del ‘Riso di Magenta’

    La storia come veicolo di promozione delle attività economiche del Magentino. Il caso del ‘Riso di Magenta’

    La Rievocazione Storica della Battaglia di Magenta non è solo un evento celebrativo, ma può essere una piattaforma strategica di marketing territoriale.

    Promuovendo i prodotti locali e le attività economiche, la manifestazione contribuisce a rafforzare l’identità culturale e a stimolare lo sviluppo economico della regione, creando una sinergia tra storia, cultura ed economia.

    Questa finalità è sempre stata indicata dalla Pro Loco Magenta, ideatrice della Rievocazione Storica, fin dalle prime edizioni, trent’anni or sono.

    Ma questa manifestazione non è la sola che caratterizza il Giugno Magentino.
    Dalle attività culturali a quelle sportive, si creano molteplici occasioni per numerosi e differenti partecipanti e spettatori. Perché non approfittarne?

    I campi attorno a Magenta, nel 1859, furono devastati del passaggio della Storia.
    Oggi in quei campi si coltivano anche pregiate varietà di riso che diventa un simbolo del legame tra storia e territorio.

    Abbiamo proposto ad una attività imprenditoriale di Magenta di essere partner in un’azione di promozione dei propri prodotti e contribuisce a rafforzare l’identità locale e a valorizzare le risorse agricole del Magentino.

    Lucrezia Bianchi, dell’azienda agricola Bianchi di strada Castellazzo, produttrice delle varietà raccolte sotto il marchio “Il Riso di Magenta”, ha accolto con entusiasmo l’idea offrendo la sua disponibilità.

    Nel 165° della Battaglia, in occasione della 27a Rievocazione, avremo oltre 200 rievocatori che provengono dalla Francia, da Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto.

    Ad ognuno di essi sarà offerto un pacco di riso Carnaroli, dell’azienda agricola Bianchi, confezionato in una veste grafica realizzata per l’occasione.

    Ritornando nei propri luoghi d’origine e portando con sé questo piccolo dono, i nostri amici dei Gruppi Storici diventeranno ambasciatori del prodotto diffondendone la notorietà e facendo conoscere un po’ di Magenta.

    E’ certamente un piccolo progetto nel mare di opportunità che le attività economiche della Città e del Magentino hanno a disposizione per promuovere il loro lavoro e valorizzare la nostra Comunità.

    GUARDA IL VIDEO CON PIETRO PIERRETTORI E LUCREZIA BIANCHI:

    https://www.facebook.com/prolocomagenta/videos/25908800502051929

  • 15 milioni sequestrati a imprenditore del Pavese

    15 milioni sequestrati a imprenditore del Pavese

    I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno eseguito un decreto di confisca emesso dal Tribunale di Milano nei confronti di un imprenditore settantenne, accusato di “pericolosita’ economico-finanziaria”. L’uomo, formalmente residente nel Principato di Monaco ma domiciliato nel pavese e con interessi imprenditoriali a Bologna, e’ stato al centro di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo emiliano. Il provvedimento, diventato definitivo dopo l’inammissibilita’ del ricorso in Cassazione, conclude una lunga vicenda giudiziaria iniziata nel 2014.

    L’imprenditore era stato condannato in primo grado a sei anni di reclusione per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, oltre che per omessa dichiarazione, in relazione al fallimento di una s.r.l. con sede nel capoluogo emiliano romagnolo. Le indagini delle Fiamme Gialle avevano gia’ evidenziato quello che e’ stato ritenuto un vasto ‘curriculum criminale’ dell’imprenditore, caratterizzato da delitti lucrogenetici e una sistematica evasione fiscale. Queste attivita’ gli avevano permesso di accumulare un ingente debito verso l’erario, nonostante un profilo reddituale ufficiale di soli 180 mila euro complessivi dal 1979 ad oggi.

    Le indagini, proseguite sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Pavia, hanno portato alla confisca definitiva di beni per un valore complessivo di 15 milioni di euro. Tra questi, sette auto di lusso, tra cui Range Rover, Bentley, Audi e Mercedes-Benz, beni mobili come orologi e penne da collezione per oltre 350 mila euro, risorse finanziarie per circa 724 mila euro e nove immobili, tra cui tre ville nel pavese e una lussuosa villa in Francia, a Roquebrune-Cap Martin, del valore di circa 7 milioni di euro. Durante le indagini e’ emerso che l’imprenditore aveva attribuito fittiziamente alcuni beni a terzi per eludere le disposizioni di legge. Per questo motivo, e’ stato sottoposto a misura cautelare personale e successivamente condannato a un anno e sei mesi di reclusione dal Tribunale competente.

  • Incidente mortale per una 21enne di Angera

    Incidente mortale per una 21enne di Angera

    E’ Mariagrazia Brovelli, 21 anni, di Angera (Varese) la vittima dell’incidente mortale avvenuto nel pomeriggio di ieri sulla lacuale tra Brebbia (Varese) e Besozzo (Varese). La 21enne, appassionata di moto sin dalla più tenera età, è stata travolta da un’auto mentre viaggiava in direzione Angera in sella alla sua due ruote.

    La macchina stava svoltando a sinistra per entrare in un distributore di benzina: la 44enne al volante della macchina, rimasta leggermente ferita nell’impatto, non è riuscita ad evitare la moto travolgendo la ragazza, sbalzata per una decina di metri e ritrovata senza vita dai soccorritori in un campo a bordo strada. Come da prassi l’automobilista sarà indagata per omicidio stradale. L’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro dei mezzi. Nelle prossime ore sarà affidato l’incarico per l’autopsia sul corpo della 21enne.

  • Giornata del sollievo: sfide e progressi nel combattere il dolore

    Giornata del sollievo: sfide e progressi nel combattere il dolore

    Domenica 26 maggio 2024 si terrà la XXIII Giornata Nazionale del Sollievo, un’iniziativa promossa dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome con il Ministero della Salute e la Fondazione Nazionale “Gigi Ghiroƫti”.

    Anche ASST Ovest Milanese aderisce alla Giornata con l’intento di offrire ai cittadini un’occasione per conoscere e riflettere sul tema del sollievo e della sua importanza nella cura della persona.

    Il dolore è il sintomo più comune di tutti, ed è un sintomo che si può lenire. Esso rappresenta la principale causa di richiesta di cure, e può essere definito come una esperienza sensitiva ed emotiva spiacevole associata ad un danno tessutale potenziale o in atto. Il dolore capita a volte improvvisamente (per cui si parla di “dolore acuto”) oppure può durare a lungo nel tempo (per cui si
    definisce “dolore cronico”), e può avere una causa organica, neuropatica o psicologica.

    Come previsto nella legge n.38 del 2010 (legge nota come “Ospedali senza dolore”), l’accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative è un diritto per tutti i cittadini.

    La gestione del dolore negli Ospedali vede coinvolti specialisti dei diversi ambiti fra tutte le specialità, tra questi quelli più coinvolti sono in prima persona gli anestesisti rianimatori.

    All’interno della ASST Ovest Milanese, questi specialisti sono organizzati in tre strutture operative:
    S.C. “Rianimazione e Anestesia Legnano-Cuggiono”, S.C. “Rianimazione e Anestesia Magenta Abbiategrasso”, S.C. “Terapia del Dolore e Cure Palliative”, che comprende anche i due Hospice aziendali.

    Per dare un’idea della dimensione dell’impegno dei sanitari, negli Ospedali di Legnano, Magenta, Cuggiono e Abbiategrasso vengono valutati circa 11.350 pazienti chirurgici all’anno, attraverso delle visite preanestesiologiche.
    Lo scopo di questi incontri è anche di individuare la miglior strategia antalgica per il dolore post-operatorio, che sia basata su un approccio multimodale e personalizzato, volto ad ottimizzare l’efficacia ed a limitare la comparsa di effetti collaterali.

    Nel 2023, negli Ospedali dell’ASST Ovest Milanese, sono state eseguite circa 6.280 procedure di anestesia e analgesia subaracnoidea (la cosiddetta “spinale”), circa 2.360 procedure di analgesia peridurale ed eseguite circa 8.500 blocchi nervosi periferici a scopo antalgico postoperatorio. Questi approcci differenti ed innovativi permettono il controllo del dolore, minimizzando gli effetti collaterali tipici della più comune “analgesia endovena”.
    Anche per quanto riguarda il dolore del parto, esiste un servizio sempre attivo (24 ore su 24, per 365 giorni all’anno), che si occupa di visitare ed informare le partorienti circa la possibilità di eseguire una partoanalgesia con tecnica peridurale.

    Negli scorsi 12 mesi, presso gli Ospedali di Legnano e di Magenta sono nati circa 2000 bambini: l’80% delle madri alla prima gravidanza (primipare) ha eseguito la visita preanestesiologica, e a tutte è stato offerto un servizio di analgesia per poter affrontare il parto con minor preoccupazione:

    Alla ASST Ovest Milanese è presente un servizio ambulatoriale di terapia del dolore cronico volto all’identificazione precoce di pazienti affetti da questo tipo di dolore, con l’obiettivo di proporre un percorso di diagnosi, terapia e monitoraggio attraverso periodiche visite di controllo. Ogni anno vengono eseguite nell’ambulatorio di terapia antalgica circa 2.100 nuove “prime visite”, oltre a circa 16.500 visite di controllo.

    Quando poi per il dolore cronico non bastano i farmaci, esistono tecniche di “analgesia interventistica” che permettono di ottenere ottimi risultati in termini di efficacia. Nell’arco del 2023 sono state effettuate circa 750 procedure di macro-aƫtività complesse legate alla terapia del dolore (cateteri o
    infiltrazioni peridurali, infusioni endovenose in continuo), 35 procedure di radiofrequenza e 33 posizionamenti di neuro stimolatori, che rappresentano metodiche efficaci e all’avanguardia per il trattamento del dolore cronico refrattario.

    Infine le cure palliative fine vita si basano sulla proposta di un supporto olistico che include in
    primis gli aspetti medici per il controllo di sintomi fisici come dolore, affaticamento, nausea, difficoltà respiratoria, ma che si occupa anche di aspetti psicologici come l’ansia e la depressione.

    In questo percorso è fondamentale anche il coinvolgimento e il supporto dato ai familiari, che comprende il sostegno reciproco ed il rispetto per le esigenze spirituali e religiose.

    Nella ASST Ovest Milanese sono presenti 11 posti letto presso l’Hospice situato all’interno dell’Ospedale di Cuggiono e 8 posti letto a Magenta. Nel 2023 sono stati ricoverati in tutto 730 pazienti. A questi si aggiungono oltre 300 pazienti seguiti a domicilio grazie alle cure palliative sul territorio.

    (nella foto il responsabile della Rianimazione di Magenta, dottor Carlo Capra)