Tag: In evidenza

  • Gaza e i Simpson, murales a Milano. L’ira di Decorambo

    Gaza e i Simpson, murales a Milano. L’ira di Decorambo

    “Gaza” è il titolo del murales dell’artista aleXsandro Palombo che ritrae la famiglia dei Simpson palestinesi, l’opera pop è apparsa in Via Padova a pochi metri dalla Casa della cultura Musulmana, nel quartiere simbolo della Milano multietnica. Homer Simpson appare con la Kefiah al collo e la fascia della bandiera palestinese sulla fronte, tra le sue braccia il cadavere di suo figlio Bart come in una moderna pietà, ai suoi piedi Marge, Lisa e Maggie.

    Quest’opera vuole essere una forte istantanea degli orrori della guerra a Gaza, un richiamo ai diritti umani violati e un appello alle coscienze contro il massacro dei palestinesi inermi e la brutalità cieca della guerra. Guerra iniziata il 7 Ottobre con l’atroce attacco terroristico di Hamas contro Israele: 1200 civili israeliani massacrati e 240 ostaggi catturati. Guerra di reazione israeliana contro Gaza: più di 30.000 vittime palestinesi, in gran parte bambini e donne.

    aleXsandro Palombo mette in scena l’orrore di questo conflitto a cui assistiamo quotidianamente attraverso le immagini raccapriccianti che rimbalzano sui nostri dispositivi, una guerra che colpisce in gran parte bambini e donne innocenti distruggendo qualunque speranza nell’umanità, l’artista pone il suo sguardo sul dolore e su quella violenza che non si consuma solo tra eserciti ma che si scatena in maniera indiscriminata sulla popolazione civile. La morte è qui assoluta, disperante fissità: anche le lacrime di Homer non riescono più a sgorgare, restano bloccate nel silenzio della morte; ormai tacciono anche le urla di paura dei bambini: Bart, Lisa e Maggie sono morti.

    DECORAMBO
    «Apprendo che nelle scorse ore, in via Padova vicino alla Casa della cultura Musulmana, è apparso un murales che si chiama “Gaza”. Non mi stupisco che tale disegno sia stato fatto proprio in questo quartiere, quasi esclusivamente multietnico, spesso e volentieri alle cronache quotidiane per furti, abusivismo, spaccio, aggressioni, violenze e attività illecite di varia natura. Spero che il Comune rimuova al più presto e denunci l’autore di questo disegno dove appaiono vistosamente sia la kefiah che la bandiera palestinese, in segno di rispetto e vicinanza verso il popolo israeliano, verso la comunità Ebraica e nei confronti di tutte le migliaia di persone che hanno perso la vita».

    Così l’On. di Fratelli d’Italia, ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, membro della Commissione d’inchiesta alla Camera sulla Sicurezza e sul degrado delle Periferie in Italia, Riccardo De Corato, sul murales con Simpson palestinesi fatto in via Padova a Milano.

  • Festa della Donna. Parlano le escort, ecco cosa chiediamo agli uomini..

    Festa della Donna. Parlano le escort, ecco cosa chiediamo agli uomini..

    Festa della Donna, ma non per tutte. Ancora nel 2024 c’è una categoria di donne che non ha voce in capitolo nel dibattito sui diritti, ed è quella delle sex workers, stimate in quasi 80.000 solo quelle che si pubblicizzano online, il 140% in più dei veterinari e il 27% in più dei pizzaioli presenti nel Bel Paese.

    Così, in occasione della Festa della Donna, Escort Advisor, il primo sito di recensioni di escort in Europa, ha chiesto alle escort di spiegare ai propri utenti cosa vuol dire svolgere questa professione nel 2024.

    Che cosa vuol dire essere escort oggi? C’è chi risponde a questa domanda con una sola parola, come “libertà” per Irina, e c’è chi invece lo fa in maniera più dettagliata, portando alla luce punti di vista sottovalutati o mai presi in considerazione che riguardano il mondo del sex work.

    Elisa Italiana racconta: Il mondo escort si è notevolmente evoluto negli anni. Oggi noi che svolgiamo questa professione, possiamo fare pubblicità su siti dedicati. Chi contatta una escort oggi, oltre alla fisicità, cerca un momento di relax. Passare un’ora in compagnia di una escort, talvolta vuol dire anche confidare cosa magari non va benissimo nella propria vita. Purtroppo, in Italia ancora oggi, non è una professione riconosciuta e disciplinata. Seppure il nostro ruolo sia importante per chi ci sceglie.

    Anche Monica spiega: In tempi lontani e anche odierni, semplicemente una dama di compagnia, dove il sesso e la complicità si fondono in un momento dove nessuno sa veramente cosa succederà. Gli incontri fatti così fugacemente possono a volte risultare interessanti e importanti per distrarre dal quotidiano.

    C’è chi vuole essere compresa, come Barbara Bellini: Fare la escort al giorno d’oggi è sempre più difficile perché poca gente in realtà capisce quello che siamo. Abbiamo un animo, abbiamo un cuore, siamo donne forti.
    Affrontiamo tutte le difficoltà che troviamo perché fare la escort non significa fare un brutto lavoro, ma un lavoro difficile perché principalmente diventiamo amiche, psicologhe, un qualcosa che aiuta a vivere i tempi di oggi. Anche nella giornata più nuvolosa noi riusciamo a far uscire il sole per ogni persona che incontriamo.

    O chi chiede a gran voce più rispetto e, ancora, più libertà, come Dolce Jessica Top Italy: Sì alla libertà ed al diritto di vivere senza pregiudizi. Non siamo bambole ma donne forti, coraggiose. Ci meritiamo rispetto e dignità. Non è facile combattere contro l’ignoranza, ma noi Donne lo facciamo quotidianamente quindi meritiamo solo rispetto ed educazione con dolcezza.

    Sono voci a volte combattenti, a volte dolci, ma tutte chiedono più diritti e vogliono essere libere. Ci sono persone che ancora oggi hanno difficoltà a svolgere la propria professione liberamente e sono costrette a lavorare nell’ombra. Una categoria interessata da questo marcato problema sociale è proprio quella dei lavoratori del sesso.

    Qualche giorno fa, il 3 marzo, si è celebrata la giornata internazionale dedicata alla lotta per i diritti dei sex workers, di cui la maggior parte sono proprio donne.

    Per capire quanto siano importanti i numeri che ruotano attorno al sesso a pagamento, basta fare un paragone: in Italia ci sono circa 102.491 medici, 63.000 pizzaioli, 100.000 giornalisti, 33.302 veterinari. Escort Advisor, solo nel 2023, ha registrato quasi 80.000 escort che si sono pubblicizzate online, 124.583 recensioni scritte, 785.844.181 ricerche sul sito e 6 milioni di utenti unici mensili.

  • Legnano: un week end di successi per la Versus

    Legnano: un week end di successi per la Versus

    La primavera è il periodo di maggiore attività nel mondo degli sport da combattimento e capita persino che si accavallino gli appuntamenti. È stato il caso della Versus nello scorso settimana. Il team legnanese ha infatti partecipato (con successo) a due diverse manifestazioni.

    Sabato Tommaso Pucci, già Bronzo ai Campionati Italiani Juniores lo scorso anno, ha conquistato il terzo posto nella Greco Romana Under 20 alla Coppa Piemonte di lotta olimpica a Torino. Il risultato, unito al recente quarto posto ai campionati italiani assoluti, conferma le possibilità di medaglia ai Campionati Nazionali Juniores che si terranno a fine marzo a Roma.

    Domenica invece esordio da agonisti nel circuito Born To Fight, uno dei più noti del Nord Italia, per due giovani atleti della palestra di Via Giusti 1 a Legnano.

    Mattia Grassini e Otman Fouzi hanno vinto nelle MMA Light nelle loro categorie (rispettivamente la 76 e la 84 chilogrammi). Fouzi ha poi conquistato una seconda medaglia nel grappling, uno sport riconosciuto dalla federazione mondiale della lotta che sintetizza le migliori tecniche delle principali discipline lottatori come judo, libera, greco romana e ju jitsu. L’allievo del Maestro Guido Colombo è arrivato in finale nella categoria – 80 KG perdendo di misura ai punti contro un avversario decisamente più esperto.

    Grande la soddisfazione in casa Versus dove però non c’è tempo per i festeggiamenti. Da qui a maggio sono infatti previste gare quasi ogni settimana nelle quali molto probabilmente debutteranno altri giovani del team legnanese.

    FOTO:
    PUCCI PODIO COPPA PIEMONTE:
    Tommaso Pucci, primo da destra, sul podio della Coppa Piemonte di lotta greco romana;
    Da sinistra FOUZI, COLOMBO E GRASSINI dopo La gara nel circuito born to fight

  • Il delitto di Senago. La deposizione dell’amante di Impagnatiello: “Volevo salvare Giulia e il bambino”

    Il delitto di Senago. La deposizione dell’amante di Impagnatiello: “Volevo salvare Giulia e il bambino”

    Durante il processo ad Alessandro Impagnatiello imputato per l’omicidio di Giulia Tramontano, in corso alla Corte d’Assise del Tribunale di Milano e’ stato riprodotto un video che risulta essere del 20 maggio, una settimana prima dell’omicidio, nel quale Allegra, amante di Impagnatiello e lo stesso Alessandro, scherzano e giocano in maniera intima.

    Impagnatiello sempre a testa bassa, spesso trema, ma non reagisce ne’ guarda mai lo schermo.

    “A settembre mi auguro di essere ufficialmente fidanzato con lei” conclude Impagnatiello nel video riprodotto in aula. Sono stati poi riprodotti anche degli audio che Allegra aveva mandato a Giulia.
    L’ex amante del 30enne durante l’ascolto ha preferito abbandonare la stanza, lasciandosi andare a un lungo sguardo verso la camera di sicurezza da dove Impagnatiello sta assistendo al processo. Anche in questo caso l’imputato e’ rimasto a testa bassa.

    “Soffro ancora per l’aborto, da una parte lo volevo tenere, per questo adesso voglio e devo salvare te”. E’ uno dei messaggi estrapolati dalle chat, inviati alla vittima poche ore prima che la stessa fosse uccisa con 37 coltellate sabato 27 maggio 2023.

    Lo scambio di messaggi fra le due, che quel pomeriggio si erano incontrate e raccontate tutta la verita’, sono agli atti del processo.

    “In quel momento intendevo salvare una persona da un uomo che non e’ onesto, una persona che voleva avere tutto, vivere due vite parallele – ha continuato Allegra – era venuto anche sotto casa mia, all’una di notte, continuando a negare tutto”.

  • Pino Scotto e la sua militanza rock, questa sera, al Peyote di Magenta

    Pino Scotto e la sua militanza rock, questa sera, al Peyote di Magenta

    “Giovedì 7 marzo, Pino scotto si racconta al Peyote di Magenta, in parole e musica, storie di rock ‘n’ roll in acustico con il chitarrista Steve Volta. Per prenotazioni tavoli: 347 893 2562”.

    Uno dei nomi più iconici e meno ortodossi della scena rock italiana, Pino Scotto, sbarca questa sera- dopo le 21- al Peyote Cafè di Magenta. Bel colpo di Davide Valenti e dell’art director Federico Scarioni, che tengono viva la passione e il ‘buon costume’ della cultura e della musica live, ormai quasi scomparsa.

    Pino Scotto rappresenta, senza ombra di dubbio, un’icona del rock nazionale. Carismatico e grintoso singer dalle marcate influenze blues, dotato di una voce profonda e graffiante, rappresenta la migliore incarnazione della figura del rocker mai apparsa in Italia. La sua carriera ha ufficialmente inizio al termine degli anni ’70, quando incide il primo 45 giri con i Pulsar; dopo qualche tempo diviene frontman dei Vanadium, la heavy rock band più importante della scena italiana, con cui realizza otto grandi album (sette di questi al ritmo di uno all’anno, fatto impensabile per una rock band della penisola) e con cui può permettersi di affrontare tour regolari dentro e fuori dai confini del nostro paese.

    VANADIUM!!

    Il debutto “Metal Rock” (1982), lavoro istintivo ed impregnato di quel sound che fece grandi i mitici Deep Purple, riesce nell’impresa di vendere 8.000 copie ed un buon successo, di critica e di vendite, lo riscuote anche il seguente “A Race With The Devil” (1983), ma è con l’album “Game Over” (1984) che la band raggiunge, fra lo stupore degli addetti ai lavori, la cifra record di 54.000 copie vendute solo in Italia. Per il successivo disco dal vivo “Live On Streets of Danger” (1985), primo live pubblicato da una heavy rock band italiana e per “Born to Fight” (1986), i Vanadium girano addirittura due video, regolarmente programmati su Videomusic: “Easy Way to Love”, tratta dal secondo LP sopra citato e registrata al Marquee di Londra, diviene il tema portante della trasmissione TV Discoring, mentre “You Can’t Stop The Music”, brano inedito contenuto nel live, rappresenta uno dei primi esempi di testimonianza video da parte di una band italiana.
    In seguito al fallimento della loro etichetta, la Durium, il gruppo vede interrompere bruscamente la scalata verso il successo dell’ultimo lavoro in studio “Corruption of Innocence” (1987), prodotto da Jim Faraci (Ratt, Poison, Guns N’Roses), ma riesce ugualmente a riprendersi: con grande coraggio e molta voglia di mettersi in discussione, entra nella scuderia della Green Line/Ricordi dando alla luce l’album “Seventheaven”, un disco ottimamente prodotto da Guy Bidmead (Motorhead, Tina Turner, Wratchild) e più improntato sul versante del rock americano, molto in voga in quel periodo. In questo lavoro Pino addolcisce notevolmente il timbro della sua voce, dimostrando di possedere un’impostazione molto versatile, adatta ad esaltare il gusto della melodia tipico dell’A.O.R. (Adult Oriented Rock), specialmente in tracce come la celebre “Take My Blues Away” e “To Be a Number One”. La distribuzione e la promozione di questo LP, però, vengono vanificate dall’incompetenza della nuova etichetta, che non garantisce al gruppo un supporto adeguato.

    DA SOLO

    Dopo quest’ultima esperienza la band decide di prendersi una pausa: fra il 1990 ed il 1992 Pino Scotto realizza il suo primo album solista in lingua italiana “Il Grido Disperato di Mille Bands” (a cui contribuiscono l’axe – man di Vasco Rossi Andrea Braido, Luigi Schiavone, chitarrista di Enrico Ruggeri e l’armonicista Fabio Treves) ed intraprende un tour con il suo Jam Roll Project, che lo vede ospite anche sull’importantissimo palco del Monsters of Rock, dove divide la scena, fra gli altri, con Black Sabbath, Megadeth, Iron Maiden, Pantera e Testament.
    Successivamente, nell’ambito della rassegna “Spazio D’Autore” gli viene consegnato il Grammy per l’album e la credibilità del personaggio.
    Nel 1993 inizia a collaborare con artisti del livello di Luigi Schiavone, Antonio Aiazzi dei Litfiba, Fabrizio Palermo dei Clandestino (ex band di Ligabue) ed il compagno di mille avventure Lio Mascheroni, con cui forma il “Progetto Sinergia” e realizza un album omonimo nel 1994.
    Il 1995 segna un ritorno importante: con gli storici Vanadium pubblica un magnifico disco cantato in italiano, “Nel Cuore del Caos”, che vede il gruppo impegnato in un lungo tour che si protrae fino al termine del febbraio 1996. Successivamente esce la compilation “Segnali di Fuoco”, che raccoglie tracce presenti negli ultimi tre album pubblicati da Scotto (“Il Grido Disperato di Mille Bands”, “Progetto Sinergia”, “Nel Cuore del Caos”) ed alcuni brani inediti (prodotti dalla RIMA Records) che vedono coinvolti nella loro realizzazione, oltre ai membri degli immortali Vanadium, anche altri artisti come Ronnie Jackson ed i già citati Andrea Braido e Fabio Treves. Oltre ai tredici pezzi contenuti in questa raccolta, commercializzata a prezzo ridotto per espresso volere di Pino, troviamo anche una traccia multimediale a cura di Giuseppe Galliano ed un interessante allegato (solo con le prime 1.000 copie del cd) comprensivo di un mini – fumetto disegnato da Giacomo Basolu, tratto dalla monografia “Standing Rock (Lo Scotto Da Pagare)”.
    L’ultima creatura partorita dalla fertile mente del carismatico vocalist è l’album “Guado”, disco sanguigno articolato in undici grandi pezzi, in cui il Nostro si avvale della collaborazione di Norman Zoia, di membri di band rinomate come Extrema e Timoria e di artisti di livello internazionale come la cantante Aida Cooper ed il sassofonista Claudio Pascoli. Ancora una volta, Pino ribadisce nei testi il suo impegno nell’affrontare tematiche profondamente ancorate al sociale, da sempre elemento di distinzione della sua musica. Da molti anni, il rilievo storico e l’importanza di questo fondamentale artista, regolarmente iscritto all’Albo dei giornalisti come pubblicista, vengono riconosciuti ufficialmente da due riviste specializzate, “Tutto Musica e Spettacolo” e “Hard!”, testata che dà il via ad una interessante collaborazione con Scotto: in ogni numero del giornale troviamo uno spazio, denominato “Way to Rock”, in cui il singer milanese esprime le proprie opinioni riguardo al music business ed altri argomenti di attualità (musicali e non). Il coraggio di perseverare nelle proprie scelte artistiche contro tutto e tutti e la capacità di sprigionare, oggi come un tempo, un’energia ed una forza inarrivabili, fanno di Pino Scotto un’autentica leggenda, un personaggio senza il quale, nel nostro paese, la parola rock sarebbe destinata a perdere il suo più autentico e genuino significato.

    Insomma, una serata da non perdere per tutti gli amanti del genere: musica, parole, rock e la buonissima birra ‘ceca’ che il Peyote serve da alcuni mesi. Ingresso libero, per chi volesse cenare il numero da chiamare è quello in apertura del pezzo.

  • Busto Arsizio: giovane albanese arrestato con 250 grammi di cocaina

    Busto Arsizio: giovane albanese arrestato con 250 grammi di cocaina

    Nel pomeriggio di lunedi’ 4 marzo la Polizia di Stato di Busto Arsizio ha arrestato un ventenne albanese trovato in possesso di circa 250 grammi di cocaina.Le indagini sono partite da alcune segnalazioni su un giovane che, a bordo di una Citroen C3, si sospettava spacciasse droga a clienti di Busto Arsizio e comuni del circondario.La squadra investigativa ha subito avviato indagini che hanno permesso di rintracciare il veicolo sospetto e lunedi’ gli agenti hanno fermato l’uomo fuori casa.

    A seguito di una perquisizione sul veicolo sono stati rinvenuti sull’auto tre pacchetti di sigarette attaccati alla carrozzeria con magneti, in cui vi erano 62 dosi di cocaina gia’ singolarmente confezionate e pronte per la vendita.La perquisizione e’ stata quindi estesa all’appartamento dove, in una piccola cassaforte, sono state trovate ulteriori 70 dosi, altri 175 grammi di cocaina in “sasso”, bilancini e materiale per preparare e confezionare la droga.Il giovane, incensurato e privo di permesso di soggiorno, e’ stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente destinata allo spaccio e condotto in carcere d’intesa con il Pm di turno.

  • 8 marzo: Coldiretti, 4 italiani su 10 regalano fiori e mimose

    8 marzo: Coldiretti, 4 italiani su 10 regalano fiori e mimose

    Oltre quattro italiani su 10 (44%) regaleranno una mimosa o un fiore in occasione dell’8 marzo, con una netta maggioranza rispetto a quanti preferiranno dolci o cioccolatini (14%), mentre un 42% non donera’ nulla.

    E’ quanto emerge da una rilevazione on line della Coldiretti in occasione del tradizionale appuntamento della festa della donna. Tra quanti scelgono un omaggio floreale, aumenta quest’anno la percentuale di coloro che si indirizzano verso altri tipi di fiori.

    La tendenza 2024 – rivela Coldiretti – e’ quella di abbinare fiori di colore viola, come anemoni, ranuncoli, gerbere o violeciocca. Complessivamente sono circa 1,5 milioni di chili le mimose, l’equivalente di 15 milioni di mazzetti da 100 grammi l’uno, che saranno destinate in Italia al mercato interno in occasione della festa secondo una stima della Coldiretti, pari a oltre la meta’ della produzione italiana nella quale gioca un ruolo importante anche l’export.

    I ramoscelli di mimosa che sono tutti di origine nazionale e vengono soprattutto della provincia di Imperia, in Liguria, dove si realizza oltre il 90% della produzione italiana. I prezzi – sottolinea Coldiretti – vanno dai 5 ai 10 euro per i rametti piu’ piccoli, per salire fino ai 20 euro e oltre per i mazzi piu’ grandi o per le piante in vaso.

  • Cose da pazzi a Milano: un’anziana rifiuta l’elemosina, ‘colpita con una stampella’

    Cose da pazzi a Milano: un’anziana rifiuta l’elemosina, ‘colpita con una stampella’

    Una anziana ha denunciato di essere stata aggredita, a Milano, da un questuante a cui aveva rifiutato di fare l’elemosina. La vicenda è poi finita su un sito di storie metropolitane, postata dal genero insieme a una foto dei postumi della caduta della donna.

    Da quanto si è appreso l’83enne, avvicinata in via Carducci, nel centro cittadino, venerdì scorso, aveva sulle prime dichiarato agli agenti, che l’avevano raggiunta al Policlinico, di essersi agitata e di aver inciampato, cadendo.

    Ieri invece la sua storia è stata postata e anche la successiva denuncia presentata in commissariato, nella quale affermava di “essere stata colpita con una stampella” dal clochard mentre si allontanava e di essere caduta a terra per questo motivo. L’anziana, dimessa dopo un periodo d’osservazione, ha riportato 15 giorni di prognosi.

  • Salute. Virus respiratorio sinciziale causa 15.000 ricoveri l’anno. Un patto a tutela dei nostri bimbi

    Salute. Virus respiratorio sinciziale causa 15.000 ricoveri l’anno. Un patto a tutela dei nostri bimbi

    È stato stimato che ogni anno in Italia la stagione epidemica di virus respiratorio sinciziale (RSV) comporti, nella sola coorte di bambini nel primo anno di vita (400.000 nati), oltre 230.000 eventi sanitari che richiedono l’attenzione medica, tra cui più di 15.000 ricoveri e circa 16 decessi ogni anno.

    A livello globale, l’RSV è la principale causa di assistenza medica, ambulatoriale e ospedaliera per infezione respiratoria nei bambini di età inferiore ad un anno.

    Ecco perchè prevenire il virus respiratorio sinciziale e le sue complicanze nei primi mesi di vita dei bambini è una priorità di sanità pubblica che impatta sul nostro Servizio sanitario nazionale.

    Oggi, grazie alla ricerca, anche l’Italia può fare affidamento sulla forma di immunoprofilassi passiva offerta dagli anticorpi monoclonali di nuova generazione, la cui sicurezza ed efficacia e il cui impiego come nuovo strumento di prevenzione dell’RSV a disposizione della sanità pubblica sono stati ampiamente riconosciuti dalla comunità scientifica.

    Nella stagione RSV tutt’ora in corso non mancano in Europa esempi di implementazione di successo di questa nuova strategia di immunoprofilassi passiva per tutti i neonati e bambini alla loro prima stagione RSV. In molti Paesi europei le autorità sanitarie centrali hanno già emanato alcuni documenti di indirizzo in tal senso.

    Negli scorsi mesi non sono mancate le prese di posizione e gli appelli da parte del mondo scientifico affinché anche in Italia si possa implementare, con gli strumenti oggi disponibili e con un indirizzo comune e uniforme sul territorio, un bisogno di sanità pubblica ancora insoddisfatto come l’RSV, riducendo gli impatti per il nostro Servizio sanitario nazionale e le disparità a livello regionale.

    Eppure, perché questo sia possibile dalla prossima stagione 2024/2025 anche in Italia, sono necessarie azioni concrete e urgenti che la nuova Alleanza, composta da Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Federazioni, economisti e Istituzioni, ha voluto delineare e illustrare nel Manifesto dal titolo ‘Respirare per crescere- Alleati per un’Infanzia libera dall’RSV’, frutto di un lavoro multidisciplinare svolto negli scorsi mesi e sostenuto da Sanofi.

    A Roma, su invito e iniziativa del senatore Ignazio Zullo, i soggetti che hanno afferito all’Alleanza hanno presentato il Manifesto alla stampa. “L’integrazione degli anticorpi monoclonali destinati all’intera coorte di bambini, strumento innovativo e indispensabile per prevenire le bronchioliti da RSV- ha spiegato Ignazio Zullo, membro X Commissione del Senato della Repubblica e promotore dell’iniziativa- può ridurre, non solo il numero di accessi nelle strutture e, quindi, il numero di infezioni medio-gravi, ma anche i costi associati ai ricoveri ospedalieri e alle terapie adottate.
    Per tutte queste motivazioni, mi sono reso disponibile ad elevare la questione a livello parlamentare e ad utilizzare gli strumenti legislativi messi a disposizione dei decisori politici quanto della cittadinanza, per far sì che, ben presto, l’immunizzazione passiva sia resa disponibile a tutti i nuovi nati nel nostro Paese”.

    Tramite le esperienze combinate di figure istituzionali, clinici, pazienti ed economisti l’Alleanza ha dato vita a un percorso di confronto che ha inquadrato lo scenario nella prevenzione dell’RSV sulla scorta di evidenze clinico-epidemiologiche ed economico-sanitarie e anche di impatto sociale.
    In termini di impatto economico sul Servizio sanitario nazionale, la spesa associata alla gestione delle forme medicalmente assistite di RSV, nonché alla gestione delle sue complicazioni risulta essere pari a circa 64 milioni di euro/annui di costi diretti.

    Vanno inoltre considerati i costi indiretti determinati dalla perdita di produttività per morte prematura (16 decessi correlati al virus respiratorio sinciziale), che risultano pari a circa 3 milioni di euro, nonché i costi aggiuntivi dell’attuale profilassi effettuata ai soggetti ad alto rischio (circa 13.000 bambini, 4,4% della corte di nascita), pari a circa 43 milioni di euro (nella stagione 2022/2023).

    Queste le cinque azioni che è necessario implementare quanto prima per affrontare con le armi oggi disponibili quello che è un bisogno di sanità pubblica ancora insoddisfatto:

    INFORMARE immediatamente le regioni e tutti gli operatori sanitari, a livello nazionale, sulla disponibilità di nuovi strumenti preventivi che permettano di proteggere tutti i bambini nel primo anno di vita

    AGGIORNARE il Calendario Vaccinale ed evolverlo, con l’introduzione dell’anticorpo monoclonale, a un Calendario Nazionale di Immunizzazione, in tempo per implementare in modo efficace la strategia di immunizzazione da RSV nella stagione 2024/2025

    ORGANIZZARE campagne di informazione e sensibilizzazione, rivolte a genitori e operatori sanitari, sull’importanza di ridurre i rischi di un’infezione da RSV

    GARANTIRE la tutela del diritto alla salute a tutti i bambini grazie all’immunoprofilassi passiva da RSV in modo uniforme, su tutto il territorio nazionale

    ASSICURARE l’impegno congiunto tra Istituzioni nazionali e regionali, operatori sanitari e Associazioni per l’implementazione di campagne di immunizzazione per la prevenzione dell’RSV nei bambini nella stagione 2024/2025 La disponibilità di questa forma di immunizzazione andrebbe per altro a beneficio delle famiglie che devono affrontare insieme ai loro figli l’impatto dell’RSV.

    L’Alleanza e la redazione del Manifesto ha visto la partecipazione della senatrice Ylenia Zambito, membro X Commissione del Senato della Repubblica, del senatore Ignazio Zullo, membro X Commissione del Senato della Repubblica, dell’onorevole Luciano Ciocchetti, vicepresidente XII Commissione della Camera dei Deputati, di Luigi Orfeo, presidente della Società italiana di neonatologia (Sin), di Giovanni Gabutti, coordinatore del gruppo di lavoro ‘Vaccini e politiche vaccinali’ della Società italiana d’igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), di Rino Agostiniani, vicepresidente della Società italiana di pediatria (Sip) e di Fabio Midulla, past president della Società italiana di malattie respiratorie infantili (Simri).

    Alla stesura del Manifesto hanno inoltre portato il proprio contributo Paolo Sciattella, membro Cts della Società italiana di Hta, Antonio D’Avino, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Pietro Scanzano, direttore sanitario Istituto Inmi ‘Lazzaro Spallanzani’ di Roma- delegato Federsanità, Valeria Fava, responsabile politiche sanitarie di Cittadinanzattiva, Mario Picozza, presidente Federasma, Adriano Bordignon, presidente Forum delle Associazioni Familiari e Martina Bruscagnin, presidente Vivere Onlus.

    “Siamo orgogliosi di aver favorito un dialogo tanto importante tra Istituzioni, Associazioni dei pazienti, Federazioni e rappresentanze della società civile- ha affermato Mario Merlo, General Manager Sanofi Vaccini Italia- perché rappresenta un ulteriore passo avanti nell’implementazione di una strategia di immunizzazione universale dall’RSV nel primo anno di vita dei bambini.

    Garantire l’equità di accesso in modo uniforme sul territorio è un aspetto fondamentale. Auspichiamo che il ministero della Salute possa dare un indirizzo comune a tutte le regioni”.

    “Come Sanofi- ha concluso Merlo- il nostro impegno costante è rivolto al ricercare e sviluppare soluzioni che possano cambiare l’approccio anche alla prevenzione e rispondere a bisogni non soddisfatti di salute”.

  • Magenta, ricordati i Giusti Magentini davanti alla Stele di via Diaz

    Magenta, ricordati i Giusti Magentini davanti alla Stele di via Diaz

    Una cerimonia davanti alla stele di via Diaz a Magenta per ricordare i Giusti, in particolare quelli di Magenta. Sono i Giusti che hanno aiutato la famiglia Molho a salvarsi dalla deportazione. Caterina Vaiani, Antonio Garbini, Angelo Cerioli detto Gin, Maria Vaiani Cerioli, Dina Cerioli e Battista Magna detto Delio, oltre a mons. Francesco Bertoglio e suor Maria Vittoria Morani che a Roma salvarono tantissimi ebrei. Nel 2011 ai Giusti magentini venne assegnato il San Martino d’Oro. Oggi il discorso di apertura è stato letto dal presidente di Anpi Domenico Cuzzocrea ed è stato seguito da quelli dell’assessore Mariarosa Cuciniello, dal Parroco don Giuseppe Marinoni e da Giorgio Molho. “La Giornata dei Giusti ci fa riflettere – ha detto Cuciniello – di fronte agli episodi di guerra che oggi riempiono il mondo, c’è sempre qualcuno che lotta per il bene”. L’assessore ha ricordato come le nuove generazioni scoprono un mondo fatto di guerre, razzismo, discriminazioni. Scenari che non ci impediscono di essere dalla parte dei Giusti.

    “Ricordare donne e uomini che sono stati Giusti vuol dire ricordare persone che non hanno smarrito la somiglianza in Dio. – ha ricordato il parroco don Giuseppe – Non hanno avuto timore di ascoltare la propria coscienza. Tutti abbiamo la coscienza. Per i credenti è un’eco della voce di Dio, per chi non crede è qualcosa di sacro che abbiamo dentro di noi”. Infine ha parlato Giorgio Molho, figlio di Dino Molho che 80 anni fa entrava nella casa segreta. “Se non ci fossero stati quei sei Giusti Magentini probabilmente oggi non sarei qua a raccontare”, ha detto. Nel video Molho racconta di come un’intera comunità ebraica in Danimarca venne salvata. Gesti eroici, di persone che oggi ricordiamo.