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  • Ranteghetta, in Città Metropolitana approvata la mozione di Lega e Forza Italia contro i maxi-impianti

    Nella seduta di ieri del Consiglio di Città Metropolitana, l’intera assemblea ha votato a favore della mozione presentata dai consiglieri Colombo e Cocucci.

    La mozione chiede l’impegno del sindaco metropolitano, Giuseppe Sala, e di tutto l’ente per contrastare la nascita di grandi impianti fotovoltaici, come quello previsto tra Marcallo con Casone, Ossona e Santo Stefano Ticino.

    “Siamo soddisfatti del risultato raggiunto – dichiara Vera Cocucci, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Isimbardi – con la mozione approvata nell’ultima seduta del Consiglio metropolitano. L’espressione all’unanimità contro il maxi-impianto a pannelli solari è particolarmente importante perché il tema delle prescrizioni per la localizzazione delle nuove infrastrutture tecnologiche è incluso nel Piano Strategico Metropolitano. Siamo tutti consapevoli – prosegue Cocucci – della necessità di implementare la produzione di energia pulita nel nostro Paese, ma ciò non può avvenire in modo indiscriminato e a totale discapito di altri aspetti, come la tutela del paesaggio e delle superfici agricole. Confidiamo in particolare che, insieme al Ministero dell’Ambiente e a tutto il Governo Nazionale, si individui un percorso che tenga conto delle diverse esigenze di sostenibilità ambientale, sociale e paesaggistica.”

    “Continueremo a vigilare – dichiara Christian Colombo, consigliere metropolitano della Lega e primo firmatario della mozione – affinché Giuseppe Sala e Città Metropolitana diano un fattivo supporto ai comuni interessati dal problema.

    È fondamentale che i sindaci si sentano supportati nel mettere in atto tutte le azioni amministrative necessarie per ostacolare il maxi-impianto. Nei nostri interventi – puntualizza Colombo – abbiamo anche menzionato l’importante impegno civico dei cittadini che si stanno mobilitando attraverso gli amministratori locali e con una raccolta firme. Ho voluto inoltre rimarcare – spiega il consigliere leghista- l’evidente connessione tra l’agenda green di Bruxelles e le sue ricadute sul territorio.

    Un’agenda ambientalista che, pur di realizzarsi, rischia di minare la tutela stessa dei paesaggi e delle aree agricole che invece dovremmo tutti difendere con orgoglio. Auspichiamo – concludono i due esponenti del centrodestra – che in questa battaglia Città Metropolitana faccia fronte comune con Regione Lombardia per chiedere il rispetto del nostro amato territorio, ampliando le aree da tutelare per fermare l’espansione incontrollata di pannelli fotovoltaici.”

  • Aggressione di Lainate, “versione riportata dai media soltanto parziale: ecco cosa è accaduto””

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

    Egregio Direttore,
    formulo la presente in nome e per conto dei miei assistiti in merito ai fatti verificatisi presso l’autogrill di Lainate il 27 luglio scorso per respingere le infamanti accuse di antisemitismo loro rivolte e chiedere una rettifica di quanto da voi rappresentato sulla base di una ricostruzione assolutamente parziale e tendenziosa della vicenda.

    Il noto video raffigura una minima parte di quanto accaduto ed è stato strumentalizzato per lamentare presunte condotte antisemite che in realtà di antisemita non hanno proprio nulla e per fomentare un clima di odio che costituisce un serio pericolo per la incolumità degli individui da me patrocinati.

    Il 27 luglio, attorno alle 20, i miei assistiti si sono fermati all’autogrill di ritorno da una vacanza sul Lago Maggiore. Sono entrati, hanno pagato la consumazione alla cassa e sono andati al bancone per prendere un caffè. È sopraggiunto un uomo che ha iniziato a fissarli con insistenza, forse perché parlavano arabo. Questo individuo ha rivolto le sue attenzioni in particolare alle donne del gruppo, le quali indossavano dei ciondoli raffiguranti la cartina geografica palestinese.

    Passando loro accanto, il signore francese si è rivolto all’indirizzo dei miei assistiti dicendo loro: “Figli di puttana palestinesi” e “Terroristi”. Questa grave offesa è stata percepita molto chiaramente, perché uno dei ragazzi appartenenti al gruppo conosce bene il francese. A fronte di queste gravi affermazioni, il ragazzo si è limitato a rispondere, sorridendo, “Free Palestine”.

    A quel punto, sempre prima di girare il video che è poi stato oggetto di strumentalizzazione, l’uomo che oggi accusa falsamente i miei patrocinati di essere stato aggredito per motivi di odio etnico, nazionale, razziale o religioso ha rivolto alla compagnia di origine palestinese gesti offensivi, insulti razzisti e sessisti e minacce.

    Da qui la reazione dei miei assistiti e dei loro familiari, ripresa con il cellulare, scevra da qualsivoglia finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso.

    Nel video, peraltro, si percepisce chiaramente l’uomo sfidare i presenti a uscire dall’autogrill e rivolgere loro insulti (“Stai zitto stronzo”, “Figlio di puttana”, “Vai a crepare”), oltre a inneggiare provocatoriamente a Israele (“Am Yisrael Chai”, “Viva Israele”).

    Successivamente, sempre l’uomo che lamenta di essere stato vittima della aggressione, è in realtà stato il primo a tirare una testata a uno dei miei assistiti, “colpevole” di avergli chiesto di cancellare il video di cui sopra in quanto lesivo della propria privacy, e a scagliare un pugno al volto del di lui fratello. I ragazzi si sono poi recati al Pronto Soccorso, ove sono state diagnosticate lesioni, nello specifico trauma cranico e contusioni da percosse.

    In relazione a tali fatti è stata presentata una querela all’attenzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano.

    Comprendete bene, a questo punto, come qualificare quanto accaduto come espressione di razzismo e antisemitismo risulti completamente fuorviante, oltre che gravemente lesivo della reputazione dei miei assistiti.

    La versione dei fatti esposta dal signore francese e da voi recepita e diffusa è parziale e tendenziosa e ha finito con il fomentare un clima di odio che costituisce un serio pericolo per la incolumità dei miei assistiti. È sufficiente leggere i commenti alla notizia sui social network per rendersene conto.

    Le persone da me patrocinate sono ben consapevoli di cosa significhi essere discriminati per motivi religiosi, etnici e razziali, e non intendono certo macchiarsi degli stessi crimini.

    Per inciso, ove mai vi fosse bisogno di precisarlo, i miei assistiti sono cittadini italiani dalla nascita inseriti in un contesto sociale senza alcuna simpatia per gruppi che incitano comportamenti di odio di qualunque natura. Al contrario, essi sono impegnati insieme a persone di varie nazionalità e religioni (tra cui anche ebrei) per combattere ogni forma di discriminazione e violenza: la ferma condanna delle atrocità che si stanno consumando nella striscia di Gaza mi sembra perfettamente coerente con questo obiettivo. La volontà dei miei assistiti è che la comunità ebraica e quella palestinese collaborino in sinergia per porre fine al dramma cui stiamo assistendo.

    Per questo le accuse di antisemitismo che sono state loro rivolte, unitamente alla diffusione delle immagini che li ritraggono, risultano particolarmente insopportabili, oltre ad averli esposti a gravi danni e a pericolo per la propria incolumità. Per tale ragione sono peraltro a richiedere la rimozione del video o quanto meno l’oscuramento dei volti dei miei assistiti e dei loro familiari, onde evitare di esporli a ulteriori danni e pericoli.

    Certo che il Suo giornale vorrà rappresentare ai propri lettori quanto con la presente comunicato, porgo cordiali saluti.

    Bologna, 30 luglio 2025

    avv. Federico Battistini

  • Milano: truffa all’INPS da oltre 400 mila euro. Percepivano la pensione del familiare deceduto

    Per anni hanno continuato a incassare la pensione del familiare deceduto, un danno che è costato all’Inps quasi 400mila euro. La guardia di finanza di Milano ha scoperto un meccanismo fraudolento in atto da oltre 20 anni e denunciato madre e figlia.

    Gli indagati, approfittando della mancata segnalazione del decesso e della presenza di un conto corrente cointestato poco prima della morte della propria congiunta, hanno continuato a percepire la pensione della madre/nonna, Non comunicando il decesso all’istituto di credito. A destare ulteriore sospetti è stato l’esame della documentazione bancaria acquisita. Le indagini hanno accertato che per l’adempimento degli obblighi antiriciclaggio (identificazione e adeguata verifica della clientela) era stato utilizzato un documento d’identità falsificato, la data di emissione è risultata essere successiva al decesso della signora.

    Inoltre, i moduli recanti la firma e i dati della donna, sono stati sottoscritti oltre dieci anni dopo il suo decesso. In seguito all’analisi incrociata dei dati anagrafici e dei flussi bancari, è stato possibile ricostruire con precisione le somme indebitamente percepite, pari a circa 400 mila euro, e denunciare i due congiunti della donna per truffa aggravata ai danni dello Stato.

  • Albairate: cade da due metri mentre è al lavoro, 50enne finisce in ospedale

    Una donna è rimasta ferita a seguito di un incidente sul lavoro avvenuto nella mattinata di oggi, mercoledì 30 luglio, all’interno di un capannone situato nella zona industriale di Albairate. Erano da poco passate le 10.30 quando, per cause ancora da chiarire, la lavoratrice – una 50enne impiegata presso una ditta di logistica in via per Castelletto – è precipitata da un’altezza di circa due metri mentre era intenta a svolgere le sue consuete mansioni.

    L’allarme è stato immediato. La situazione è apparsa fin da subito molto seria, tanto che la centrale operativa ha inviato sul posto i soccorritori della Croce Bianca di Magenta con l’autoinfermieristica, attivando inizialmente il codice rosso. Dopo le prime cure ricevute sul luogo dell’incidente, la donna è stata stabilizzata e trasportata in codice giallo al pronto soccorso per ulteriori accertamenti. Fortunatamente, le sue condizioni – pur serie – non risultano essere critiche.

    Sul luogo dell’infortunio è intervenuta anche una pattuglia della Polizia Locale di Albairate, incaricata di effettuare i primi rilievi e raccogliere le testimonianze utili a ricostruire la dinamica dell’accaduto. Sono stati allertati anche i tecnici di Ats, competenti per gli infortuni sul lavoro, che stanno conducendo gli approfondimenti del caso per verificare il rispetto delle norme di sicurezza e accertare eventuali responsabilità.

    L’episodio riaccende l’attenzione sull’importanza della prevenzione e del rispetto delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto in contesti dove sono presenti situazioni a rischio come scale, impalcature o soppalchi.

  • Magneti Marelli, non ci sono compratori: la preoccupazione dei sindacati

    Marelli, gruppo della componentistista auto ceduto dall’allora Fca (oggi Stellantis) a Kkr nel 2018, resta ai creditori. Nella finestra di 45 giorni fissata dalla procedura del Chapter 11 avviata negli Stati Uniti e conclusa il 28 luglio, la società, come si legge in una nota riportata da Il Sole 24 Ore, “non ha ricevuto offerte superiori, pertanto, come indicato nell’Accordo di Supporto alla Ristrutturazione precedentemente comunicato, Marelli prevede di uscire dal Chapter 11 nel 2026 sotto la proprietà dei suoi principali finanziatori”, con in testa il fondo Strategic Value Partners, accanto a Deutsche Bank, Mbk Partners, Fortress Investment Group e Polus Capital Management.

    Marelli ha inoltre ottenuto l’approvazione di tutte le mozioni “second day” e il via libera definitivo ad alcune mozioni “first day” da parte del Tribunale fallimentare degli Stati Uniti. Dopo l’udienza del 24 luglio, infatti, “Marelli ha ottenuto dai propri finanziatori l’accesso a ulteriori 130 milioni di dollari del finanziamento di 1,1 miliardi di dollari, concesso ai debitori in possesso dei beni (Dip, debtor in possession), che consentirà alla società di continuare a servire i propri clienti e adempiere agli obblighi post-petizione nei confronti dei fornitori e degli altri creditori senza interruzioni”. David Slump, amministratore delegato di Marelli, ha sottolineato che la società “continua ad avanzare nel processo di Chapter 11, garantendo al contempo la continuità delle nostre operazioni quotidiane e il nostro impegno nei confronti dei clienti, dei fornitori e dei dipendenti”.


    ”La chiusura del periodo di 45 giorni prevista dal Chapter 11 di Marelli non ha visto la presentazione di offerte alternative. La proprietà dell’azienda dovrebbe quindi passare al fondo Strategic Value Partners (Svp). A questo punto è necessario capire quale sarà il progetto industriale di Svp, in particolare rispetto ai siti italiani”. Lo ha detto il coordinatore nazionale Fim Cisl Stefano Boschini.

    La Fim chiede la salvaguardia di tutta l’occupazione e un piano che preveda il rilancio di tutti gli stabilimenti del Gruppo. Il 31 la Fim chiederà al Governo di assumere un ruolo di garanzia verso la nuova proprietà, anche attraverso la Golden Power. Per i grandi contenuti tecnologici e d’innovazione attualmente presenti e per il ricco patrimonio di competenze che caratterizza i lavoratori, Marelli rappresenta una realtà strategica nel settore automotive del nostro Paese. Per questo deve essere accompagnata nel superare positivamente la fase di grande incertezza che l’azienda e il settore stanno attraversando”, ha concluso Stefano Boschini.

  • L’Assessore Guido Bertolaso in visita agli ospedali di Cuggiono e Magenta

    L’Assessore Guido Bertolaso in visita agli ospedali di Cuggiono e Magenta

    L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha partecipato alle inaugurazioni del Day hospital oncologico dell’Ospedale S.S. Benedetto e Gertrude di Cuggiono e del nuovo servizio dialisi dell’Ospedale Fornaroli di Magenta, in provincia di Milano, facenti parte dell’ASST Ovest Milanese.

    “Questi presidi – ha affermato Bertolaso – sono fondamentali per il territorio e sono gestiti da professionisti di altissimo spessore, con tante competenze e grande umanità. Si tratta di strutture che forniscono quotidianamente risposte concrete ai cittadini: a Cuggiono, ad esempio, il Pronto Soccorso registra oltre 12.500 accessi all’anno. Noi intendiamo valorizzare ulteriormente questa realtà e lo stiamo facendo concretamente. Lo dimostrano i lavori in corso per la realizzazione di Casa e Ospedale di comunità, per i quali abbiamo stanziato 2,9 milioni di euro, oltre a quelli per l’adeguamento antincendio delle strutture attraverso un investimento di 1,84 milioni di euro”.

    “All’Ospedale di Magenta – ha aggiunto l’assessore regionale al Welfare – la nuova dialisi, realizzata con fondi regionali, è moderna, ben accessibile e funzionale, dotata di 19 postazioni con apparecchiature moderne per la sicurezza dei pazienti e per il loro benessere nelle ore di permanenza nel reparto. Il Pronto Soccorso, DEA di 1° Livello, registra circa 63.000 mila accessi annuali e ha appena avviato un progetto pilota per l’assistenza alle persone fragili post dimissione da PS, al fine di migliorare il benessere della persona e limitare i rientri.

    Oltre alla realizzazione della nuova Casa di Comunità, finanziata con risorse del PNRR, l’Ospedale ‘G. Fornaroli’ negli ultimi anni ha beneficiato di importanti lavori di ristrutturazione e potenziamento, per un valore complessivo di oltre 25 milioni di euro. Dopo la dialisi e il nuovo Pronto Soccorso, è in fase di ultimazione la ristrutturazione della nuova cardiologia, così come la nuova area di terapia intensiva e unità coronarica, rispettivamente con 8 e 7 posti letto, oltre agli interventi che interessano il blocco operatorio e i piani di degenza”.

    “Sono molto soddisfatto di questa visita – ha concluso l’assessore Bertolaso – perché c’è ancora tanto da fare ma mi rincuora aver toccato con mano le attività e le risposte concrete che questi presidi forniscono quotidianamente ai cittadini”.

  • Il dramma dell’A4 e la barbarie social: ma cosa siamo diventati?

    Il dramma dell’A4 e la barbarie social: ma cosa siamo diventati?

    Come noto, vista l’eco mediatica del fatto che è arrivato ai Tiggì nazionali, il dramma dell’A4 ci porta anche nella nostra Magenta.
    E’ un fatto di cronaca e come tale lo abbiamo trattato. Con il rispetto delle persone coinvolte, delle vite spezzate e prim’ancora – visto che in una comunità, così almeno dovrebbe essere, le relazioni sono ancora una cosa reale e tangibile – con la dovuta sensibilità verso quelle famiglie coinvolte che conosciamo direttamente.

    Per noi il fatto finisce qua. Perché prima ci dovrebbe essere la compassione, la vicinanza e, quindi, anche il silenzio su di una vicenda che segnerà inevitabilmente molte persone per sempre.

    Quello su cui vogliamo dire qualcosa, invece, riguarda la reazione dei social media. Purtroppo nel bene, ma in questo caso più nel male, rispecchiano cosa è diventata la natura umana. E’ una riflessione che va oltre questa tragedia.

    Perché accanto a chi commentando i fatti cerca di ragionare, porre delle argomentazioni costruttive, in tanti, troppi, usano solo la ‘pancia’. A volte siamo costretti a leggere cose abominevoli.
    Commenti che cerchiamo di ‘oscurare’ non per far calare una qualsivoglia censura, ma come direbbe qualcuno, per cercare di ‘rimanere umani’….

    E’ una cosa che sta diventando sempre più difficile. Con un ulteriore cambio di paradigma e, di riflesso, di prospettiva rispetto a come definire il ‘popolo dei social’…
    Si badi, non vogliamo generalizzare e nemmeno metterci in cattedra. Perché a tutti, tanto o poco, potrebbe essere scappato un commento sopra le righe.

    Però, è indubbio che questo scivolamento verso il basso sia palpabile. Prima Umberto Eco, argomentava così i frequentatori seriali dei social, ossia, quei tuttologi onniscienti che dovevano commentare tutto e tutti.

    “Facebook è come il bar degli ubriachi. Al bancone di un bar reale questi venivano cacciati quanto diventavano molesti, nel bar virtuale, invece, non li può mandar via nessuno …”. E infatti i nostri ‘ubriachi’ ci hanno messo le tende.

    Il problema però è che da ‘ubriachi’ si sono trasformati (parecchi, non tutti ndr) in ‘odiatori seriali’. Quelli che oltre ad aver la verità in tasca sempre e comunque, non pensano mai che i fatti di cronaca che commentano sono reali. Quindi, ci sono dietro persone, famiglie, storie, vissuti personali, esperienze profonde. Ma soprattutto dolore…
    Macchè il ‘tribunale del popolo’ dei social a volte sa essere spietato. Così da mostrarci cosa sta diventando la natura umana.
    Fermiamoci prima di scendere nell’abisso senza nemmeno esserci accorti di essere finiti così in basso.

    F.V.

  • Crisi Magneti Marelli, un mese cruciale per il futuro. Per Corbetta nessuna conseguenza immediata

    Crisi Magneti Marelli, un mese cruciale per il futuro. Per Corbetta nessuna conseguenza immediata

    Saranno decisive le prossime settimane per il destino di Magneti Marelli, gigante della componentistica per l’automotive in crisi da mesi e ufficialmente entrato, lo scorso 11 giugno, nella procedura di Chapter 11 negli Stati Uniti, una forma di fallimento controllato che consente la ristrutturazione del debito sotto supervisione giudiziaria.

    Il gruppo, nato nel 2019 dalla fusione tra Magneti Marelli e la giapponese Calsonic Kansei, è oggi controllato dalla holding nipponica Ck Holdings, ed è schiacciato da un debito da oltre 5 miliardi di dollari. Un problema aggravato dalla transizione verso l’elettrico, da strategie industriali poco efficaci e da difficoltà nel mantenere una catena di fornitura fluida e competitiva.

    Secondo Antonio Del Duca, rappresentante della Fiom Cgil Ticino Olona, “circa l’80% dei finanziatori ha sottoscritto un accordo per sostenere il piano di rilancio, mettendo a disposizione 1,1 miliardi di dollari. Si tratta di un finanziamento ponte che dovrebbe garantire l’operatività del gruppo durante la procedura concorsuale”. A guidare il consorzio c’è il fondo americano Strategic Value Partners (SVP), che punta a rilevare il controllo della società. Ma la finestra per presentare offerte alternative resta aperta fino alle prime settimane di agosto: tra i nomi circolati, anche quello del colosso indiano Samvardhana Motherson.

    Corbetta, stabilimento ancora operativo ma con produzione irregolare

    In questo scenario di incertezza globale, lo stabilimento di Corbetta – tra i più importanti della zona ovest milanese – non è al momento interessato da conseguenze immediate, né sono stati annunciati esuberi o chiusure. Tuttavia, la produzione procede a singhiozzo, in base alla disponibilità dei semilavorati.

    “Le commesse ci sono, ma a volte mancano i componenti per realizzarle – spiega ancora Del Duca –. I lavoratori vengono richiamati solo quando arrivano le forniture, altrimenti restano a casa. La situazione è molto delicata e si vive nella totale incertezza”. Alcuni dei fornitori critici, paradossalmente, sono anche tra quelli interessati a partecipare al piano di salvataggio: “Forse, in questa fase, non conviene loro garantire la piena funzionalità dello stabilimento”, aggiunge il sindacalista.

    Il tavolo con il Governo e la “golden power”

    Nel frattempo, a Roma si è tenuto nei giorni scorsi un incontro tra l’azienda, i sindacati e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il ministro Adolfo Urso ha ribadito la volontà del Governo di seguire da vicino l’evolversi della situazione e ha evocato l’eventuale utilizzo della golden power, lo strumento che consente allo Stato di intervenire nelle operazioni societarie di aziende strategiche per la sicurezza nazionale.

    Durante il tavolo è stata ribadita la necessità di salvaguardare l’occupazione e il presidio produttivo nei siti italiani, in particolare quelli del Centro-Sud, come Melfi, Sulmona, Bari e Caivano, già interessati da cassa integrazione.

    I sindacati hanno chiesto con forza al Governo di promuovere l’ingresso di un soggetto industriale solido e affidabile, anche valutando – in mancanza di alternative – una partecipazione diretta dello Stato nella compagine societaria.

    Il prossimo aggiornamento ufficiale è previsto tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Entro allora, sarà più chiaro se Magneti Marelli potrà davvero imboccare la via del rilancio oppure se serviranno scelte più drastiche.

  • Schianto A4, alla guida della Peugeot contromano un 80enne di Magenta

    Schianto A4, alla guida della Peugeot contromano un 80enne di Magenta

    Viaggiava su una Peugeot 207 l’uomo che ha imboccato contromano l’autostrada Torino-Milano all’altezza di Marcallo Mesero, dopo l’uscita Novara Est in direzione Milano, provocando la morte di quattro persone, tra le quali lui stesso. L’uomo, E. C., era del 1943 e residente a Cerano, nel Novarese, era originario di Magenta. L’uomo avrebbe imboccato la A4 all’altezza di Arluno percorrendo il rettilineo per circa 7km, prima dello schianto frontale.

    Sull’altra auto viaggiavano quattro persone: tre gli uomini deceduti, uno dell’87, A. V. G. La persona ferita gravemente è invece una donna classe 1988, S. M., trasportata in codice rosso all’ospedale Niguarda di Milano.

    “Siamo intervenuti in appoggio al Comando di Novara con una APS del Distaccamento Volontario di Magenta. Il punto in cui è avvenuto l’incidente è di competenza territoriale di Novara”. Così in una nota i Vigili del Fuoco.
    Alle famiglie delle persone coinvolte e che hanno perso la vita in questa terribile tragedia le più sentite condoglianze dalla redazione.

  • Marcallo-Novara, la tragedia: quattro morti per auto in contromano

    Marcallo-Novara, la tragedia: quattro morti per auto in contromano

    Un drammatico incidente stradale è avvenuto nella mattinata di oggi, domenica 27 luglio, sull’autostrada A4 Milano-Torino, causando la morte di quattro persone. Il bilancio è pesantissimo: tre persone sono decedute sul colpo, mentre una quarta – una ragazza – è stata trasportata in gravissime condizioni all’ospedale Niguarda di Milano con l’elisoccorso.

    Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente si è verificato all’altezza del chilometro 102, in direzione Milano, nel tratto compreso tra i caselli di Novara Est e Marcallo Mesero. Un uomo di circa settant’anni, alla guida di un’auto, si è immesso contromano in autostrada, probabilmente senza rendersi conto dell’errore. L’anziano avrebbe imboccato la corsia di sorpasso convinto fosse quella di marcia ordinaria. Pochi minuti dopo, l’impatto frontale con un’altra vettura su cui viaggiavano quattro persone.

    L’urto è stato violentissimo e non ha lasciato scampo a tre degli occupanti dell’auto centrata in pieno. La quarta passeggera è stata estratta viva, ma in condizioni critiche: è stata intubata sul posto dai sanitari del 118 e trasportata d’urgenza con l’elisoccorso all’ospedale Niguarda, dove lotta tra la vita e la morte.

    Sul luogo del disastro sono intervenuti immediatamente gli agenti della Polizia Stradale, i vigili del fuoco e numerose ambulanze. Le operazioni di soccorso e messa in sicurezza del tratto coinvolto sono proseguite per ore. L’autostrada A4 è stata chiusa nel tratto interessato, tra Marcallo Mesero e Novara Est, per consentire le operazioni di soccorso, i rilievi e la rimozione dei mezzi incidentati.

    Le autorità stanno ora cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità. Il conducente dell’auto contromano è morto nello schianto.

    L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza stradale e sulla necessità di prevenire tragedie di questo tipo, troppo spesso legate a disattenzioni, errori umani o condizioni psicofisiche non adeguate alla guida.

    -foto archivio-