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  • Novità: Amazon adesso supporta le passkey

    Novità: Amazon adesso supporta le passkey

    Qualche mese fa, i big dell’hi-tech avevano confermato l’ingresso nella Fido Alliance, che si propone di accumunare in uno standard unico le diverse procedure di autenticazione, per “ridurre l’eccessiva dipendenza del mondo dalle password”.

    A tal fine, per accedere alle app più popolari non ci sarà più bisogno di ricordarsi una chiave differente ma si potrà sfruttare la metodologia sicura che già viene utilizzata per sbloccare il telefono, come il riconoscimento del volto o delle impronte digitali, oltre al classico pin numerico.

    Amazon ha iniziato a implementare la funzionalità pochi giorni fa dal sito web e la sta gradualmente diffondendo a tutti gli utenti che accedono tramite l’app ufficiale per iOS. Il supporto della passkey sarà “disponibile presto” anche per l’applicazione Android.

    Le passkey sono resistenti al phishing, agli effetti delle fughe di dati o all’ingegneria sociale, perché non esistono password da rubare.

    Invece, la tecnologia utilizza coppie crittografiche, una delle quali è una chiave pubblica salvata sui server di un particolare servizio, mentre l’altra rimane privata e viene salvata in modo sicuro sul dispositivo dell’utente.

    Al momento, Amazon non disattiverà l’accesso via password tradizionale anche se prevede di farlo in un prossimo futuro. Per attivare la passkey bisogna andare su “Accesso e sicurezza” sotto la voce “Il mio account” e sceglierea “Configura” accanto alla nuova opzione “Passkey”

  • Rissa tra gang a Sesto: marocchino accusato di omicidio in concorso

    Rissa tra gang a Sesto: marocchino accusato di omicidio in concorso

    È accusato formalmente di omicidio in concorso, mentre sono al vaglio le altre ipotesi di reato per tentato omicidio e lesioni, il 32enne marocchino e pregiudicato fermato di iniziativa dai carabinieri, per la morte di un 30enne nordafricano ucciso da un colpo di arma da fuoco, domenica sera in via Pisa a Sesto San Giovanni (Milano).

    Insieme ad almeno altri due uomini, secondo le testimonianze raccolte nell’immediato, ha aggredito un altro gruppo di stranieri, forse al termine di una disputa in materia di stupefacenti.
    Altri due sono rimasti feriti, uno in seguito a un violento pestaggio, l’altro per un colpo di arma da fuoco.
    I carabinieri hanno trovato sul posto due cartucce e tre bossoli calibro 223 Remington.

  • Milano a 30km/h: 2 milanesi su 3 sono pronti a promuovere il cambiamento

    Milano a 30km/h: 2 milanesi su 3 sono pronti a promuovere il cambiamento

    A seguito delle molte polemiche che hanno generato le nuove infrastrutture per la micro mobilità, Voi Technology, azienda svedese di micro mobilità in sharing attiva a Milano dal 2020 con i suoi monopattini color rosa corallo, ha chiesto alla cittadinanza, attraverso molteplici piattaforme social media, di esprimere la sua preferenza fra una Milano come conoscono ora e una Milano futuristica, in cui le strade vengono dotate di maggiori infrastrutture per la micro mobilità elettrica ad integrazione del trasporto pubblico e dotate di maggiore spazio per la mobilità attiva e gli incontri sociali delle persone.

    Milano e la congestione del traffico

    Nonostante gli sforzi dell’attuale amministrazione comunale, infatti, i dati da poco condivisi da Palazzo Marino sull’indice di congestione del traffico non sono dei più confortanti: il tasso è ancora del 30% e sono ancora circa 650.000 i transiti giornalieri attraverso Area B, con una lievissima flessione rispetto all’anno precedente (-1,3%). Secondo il report globale INRIX Milano è la 61° città più trafficata al mondo, nonostante, per popolazione e grandezza, si posizioni solo al 229° posto: uno squilibrio molto forte. È in questi contesti che la micromobilità elettrica condivisa può giocare un ruolo essenziale nell’integrare il servizio di trasporto pubblico della città ed aiutare i cittadini ad avere spostamenti più efficienti.

    Un nuovo modo di vivere le nostre strade: cosa ne pensano i milanesi

    Voi Technology ha voluto approfondire l’opinione dei milanesi riguardo a una trasformazione delle aree nevralgiche della città, a favore della creazione di aree più vivibili, con maggiori spazi per i cittadini e per il verde urbano.

    Per realizzare i rendering, Voi Technology si è rivolta all’architetto e visual artist Giuseppe Campolattano, chiedendogli di riprogettare due iconiche arterie di Milano, via Giorgio Washington e l’inizio di Corso Buenos Aires, Piazza Oberdan, in modo che fossero godibili dai pedoni e che offrissero alla mobilità dolce lo spazio per realizzare il suo massimo potenziale.

    Il brand ha poi sottoposto un sondaggio a due community differenti: una generalista, composta da un campione di oltre 1000 persone geolocalizzate su Milano e la seconda di milanesi utilizzatori della micro mobilità in sharing, sempre a Milano.

    I risultati dimostrano che, quando posti di fronte ad una stimolazione visiva ma fortemente pratica e attualizzabile, i milanesi preferiscono le loro strade in versione più “umana” che non a favore delle auto private. Nel caso di via Giorgio Washington, la community generalista ha preferito la versione “slow” dell’arteria milanese nel 75% dei casi e la community di utenti di veicoli di micro mobilità nel 77% dei casi.

    Nel caso di Piazza Oberdan/Corso Buenos Aires invece i dati si attestano al 64% a favore della versione “slow” e futuristica per quanto riguarda la community generalista e raggiungono invece l’87% fra gli utenti di micro mobilità.

    Il trend di mobilità in Italia, e a Milano, negli anni ‘20

    Il potenziamento del trasporto pubblico veloce (metropolitane), la possibilità di utilizzare servizi di mobilità in sharing e l’alto costo di acquisto, manutenzione ed assicurazione dei veicoli privati, sta portando a un trend in cui gli italiani si stanno spostando, sempre più, dal preferire una mobilità privata all’essere utente di una mobilità condivisa.

    Per quanto riguarda i monopattini elettrici in sharing, questi sono sicuramente i protagonisti del ventaglio di opportunità che offre la mobilità condivisa (gli ultimi dati dell’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility confermano che nel 2022 questo veicolo ha rappresentato, da solo, il 50% del totale di noleggi fra le varie opzioni di veicolo in sharing: automobile, bicicletta, motorino e, appunto, monopattino) nella realizzazione di città più a misura d’uomo secondo l’ormai famoso modello di città in 15 minuti.

    Secondo uno studio di Voi, un tragitto in città in monopattino che richiede 12 minuti di tempo, ne richiederebbe 17 in automobile, considerato il traffico ed il tempo per cercare parcheggio e sostare. Date queste proporzioni, il servizio Voi Technology, in un anno, ha fatto risparmiare ai suoi utenti milanesi 3,5 anni di tempo, ovvero più di mezz’ora a testa.

    La mobilità condivisa è oggi la scelta primaria per i giovani Millennial e la Generazione Z. L’età media di coloro che seguono corsi per ottenere la patente di guida è infatti cresciuta dai 18 anni del 2010 ai 22 anni e mezzo del 2020[4]. Questo indica che possedere l’automobile, principalmente nelle grandi città, non è più né una necessità né uno status symbol per i giovani, che conoscono le alternative disponibili per i loro spostamenti.

    I benefici di avere una Milano “in 15 minuti”

    Molti studi dimostrano che la mobilità condivisa riduce le emissioni di gas serra (GHG) se sostituisce viaggi a maggiore emissione di GHG (solitamente tramite auto privata). Questo significa che, aumentando spazi ed infrastrutture dedicate all’utilizzo e alla sosta di veicoli di micromobilità si aumenta l’attitudine all’utilizzo.
    Lo spazio necessario per parcheggiare un’auto utilitaria – delle dimensioni di categoria B, ossia di una lunghezza compresa tra 3,7m e 4,2m – occupa lo spazio equivalente a un parcheggio per 11 monopattini. I parcheggi non si dovrebbero aggiungere a quelli esistenti, ma li potrebbero sostituire, liberando spazio utilizzabile ad altri scopi per la cittadinanza.
    Questo nuovo spazio potrebbe essere utilizzato per creare piccole isole con alberi, efficaci alla riduzione dell’effetto di “isole di calore” – ossia il calore che viene trattenuto da palazzi e strade nelle aree urbane – responsabili delle alte temperature in città, che creano cappa ed afa anche nelle ore notturne estive.
    L’installazione di fioriere, grazie alla presenza di terra, ridurrebbe anche il propagarsi dell’inquinamento acustico.
    La progettazione di “piazze sociali” andrebbe a riqualificare numerosi quartieri, come già avvenuto per le “Piazze Aperte” già inaugurate in diverse zone della città.
    L’aumento di aree pedonali come piccoli giardini e piazze sociali, hanno contribuito ad aumentare la redditività delle attività commerciali nelle vie interessate in diverse città e centri urbani europei. Sebbene le attività locali siano talvolta inizialmente scettiche, i sondaggi che monitorano i risultati di questi progetti hanno mostrato che, sul lungo periodo, i titolari assumono un atteggiamento positivo e affermano che trasformare le vie cittadine perché siano percorse da meno auto ha avuto un impatto positivo sulle loro attività.

    Ridurre il livello di congestione del traffico, rendere gli spostamenti più efficienti e migliorare la qualità dell’aria sono necessità ormai non più rinviabili. Fin dalla nascita, Voi ha sposato questa visione ed è al fianco delle amministrazioni locali italiane per contribuire a creare “Città fatte per essere vissute”, trasformando il modo in cui i cittadini si spostano e diminuendo la dipendenza dall’auto privata, così da riconquistare spazi pubblici e metterli disposizione dei cittadini e della collettività.

  • Percepivano il reddito di cittadinanza senza titolo: la Gdf ne becca undici

    Percepivano il reddito di cittadinanza senza titolo: la Gdf ne becca undici

    La Guardia di Finanza di Como ha scoperto 11 persone che hanno percepito tra il 2021 e il 2023 il reddito di cittadinanza senza averne titolo. Le indagini hanno portato in evidenza le incongruenze tra i dati dichiarati nelle istanze presentate all’Inps e i reali redditi dei percettori o dei loro nuclei familiari.

    La casistica delle irregolarità, spiegano gli investigatori, è piuttosto variegata: due persone sono risultate lavoratori dipendenti, uno frontaliero in Svizzera, l’altro in Francia; altri hanno invece omesso di dichiarare la presenza nel loro nucleo familiare di componenti con redditi, così da non superare i limiti cumulativi previsti per legge al di sotto dei quali è possibile richiedere il sussidio.

    Tra i soggetti controllati anche un titolare di partita Iva che non ha dichiarato al fisco tutti i suoi ricavi. La Guardia di Finanza ha inoltrato all’Inps i nominativi per l’interruzione dell’erogazione del beneficio.
    Al tempo stesso è stato avviato l’iter per il recupero delle somme indebitamente percepite pari, complessivamente, a oltre 135mila euro.

  • Lavoro.  McDonald’s apre un nuovo ristorante a Milano Bicocca e cerca 30 persone da inserire in organico

    Lavoro. McDonald’s apre un nuovo ristorante a Milano Bicocca e cerca 30 persone da inserire in organico

    McDonald’s apre un nuovo ristorante a Milano Bicocca e cerca 30 persone che potranno entrare a far parte dell’azienda.

    Voglia di mettersi in gioco, di lavorare in squadra e a contatto con i clienti: queste sono alcune delle principali caratteristiche che l’azienda ricerca nelle persone che lavorano nei suoi ristoranti. McDonald’s offre un’opportunità di lavoro concreta, grazie a contratti stabili (che rappresentano il 92% del totale) e possibilità di crescita professionale rapida, grazie a un programma di formazione strutturato.

    Entrare in McDonald’s significa lavorare in un contesto dalla forte identità di gruppo, giovane, inclusivo e meritocratico, capace di garantire a tutti i dipendenti le medesime opportunità.

    Entro il 29 ottobre, i candidati interessati a lavorare per il nuovo McDonald’s di Milano Bicocca potranno partecipare alla prima fase di selezione sul sito McDonalds.it rispondendo a un questionario e inserendo il proprio cv. Ai candidati idonei verrà richiesta la compilazione di un test volto a individuare i loro punti di forza.

    Coloro che supereranno il test riceveranno dall’azienda una convocazione con data e orario per partecipare alla tappa del McDonald’s Job Tour, dove avranno accesso ai colloqui individuali. L’evento sarà l’occasione per i candidati di raccogliere informazioni sull’azienda e sul lavoro in McDonald’s, direttamente da chi vi è coinvolto in prima linea: saranno infatti presenti presone che lavorano nei ristoranti della zona che racconteranno e condivideranno la propria esperienza.

    Per la nuova apertura di Milano Bicocca McDonald’s è alla ricerca di 30 posizioni che rientrano nel piano di crescita nazionale, che quest’anno prevede l’assunzione di 5.000 nuove persone in tutta Italia.

    Per maggiori informazioni e per inviare il proprio cv: McDonalds.it

  • La Polisolamenti assume

    La Polisolamenti assume

    La ditta Polisolamenti S.r.l., sita nella zona industriale della città si occupa di isolamenti termici con poliuretano a spruzzo ed impermeabilizzazioni con poliurea.

    In pochi anni questa PMI a conduzione familiare grazie al brillante lavoro di Ivana Bissa e del marito Luca Cattani si è ritagliata uno spazio sempre più interessante in questo mercato in forte espansione ma dove è importante soprattutto avere un alto grado di specializzazione.
    A questo proposito la Polisolamenti sta cercando un operaio da inserire in cantiere.

    Da segnalare che i cantieri in cui opera l’Azienda possono essere in zona, fuori provincia ed in alcuni casi con pernottamento fuori sede. Proprio per le ragioni che spiegavamo sopra.

    “Tendenzialmente – precisano i titolari – i nostri lavori sono in quota (tetti di capannoni) o nei sottotetti delle abitazioni private. Pertanto, stiamo cercando figure con un minimo di esperienza, ma anche come primo impiego. Specie se animati, da passione, voglia di fare e imparare”.

    La lingua italiana parlata (requisito forse dato per scontato) e compresa è una necessità sia per la sicurezza dell’operaio da assumere sia per gli operai in essere. Completa il profilo l’esser muniti di patente B

    Per info e contatti per invio cv: tel +39 333 219 3327 o vedi sito:
    https://www.polisolamenti.it/

  • È iniziata l’esperienza dell’Alzheimer Cafè di Luino

    È iniziata l’esperienza dell’Alzheimer Cafè di Luino

    Questa iniziativa, promossa dall’Ambito di Luino del Piano di zona, dal Comune di Luino e gestita dalla Fondazione Mons. Comi in collaborazione con l’Associazione Varese Alzheimer, intende offrire una risposta sociale ai bisogni delle famiglie con malati di Alzheimer, creando un luogo ove i familiari si possono incontrare e trascorrere alcune ore in un’atmosfera accogliente e centrata sull’ascolto.

    Grazie all’aiuto di una psicologa, possono scambiarsi le esperienze e i problemi che incontrano tutti i giorni nella cura dei propri cari, confrontarsi sulle modalità con cui meglio affrontare le varie situazioni critiche e approfondire la conoscenza della malattia di Alzheimer. Si crea così un gruppo di mutuo aiuto ove i familiari possono avere anche la possibilità di scaricare le tensioni che si accumulano quotidianamente.

    Contemporaneamente i malati di Alzheimer vengono accolti in appositi spazi e, con l’aiuto di educatrici e di volontari, possono vivere dei momenti di condivisione e di svago con attività ludiche e terapeutiche volte a rallentare il decadimento cognitivo e a permettere la socializzazione con momenti conviviali previsti al termine delle attività.

    Con cadenza quindicinale a partire dal primo lunedì di ogni mese, dalle 15.00 alle 17.00, l’Alzheimer Cafè di Luino diventerà un punto di incontro per le famiglie ed i loro cari. La Fondazione Mons. Comi si occuperà della iscrizione delle famiglie a questa iniziativa tramite l’Ufficio Accoglienza nella persona della Sig.ra Isabella Santulli (tel. 0332/542345; mail: i.santulli@fondazionecomi.it) che coordina il progetto dell’Alzheimer Cafè. Il servizio è completamente gratuito.

    Si stima che nel 2025 gli ultrasessantacinquenni rappresenteranno una quota della popolazione europea pari al 29% e di quella italiana pari al 35%. La demenza di Alzheimer rappresenta il 54% di tutte le demenze, con una prevalenza del 4,4% nella popolazione ultrasessantacinquenne.

    Alla luce di questi dati, “esperienze come quella dell’Alzheimer Cafè di Luino ove enti pubblici, realtà del terzo settore ed il mondo del volontariato collaborano tra di loro con passione e impegno vanno stimolate ed incrementate per migliorare la qualità della vita degli ammalati e dei loro famigliari” dichiara il Presidente della Fondazione Mons. Comi, Gianfranco Malagola.

    Presenti a questo inizio Enrico Bianchi, sindaco di Luino, la Presidente del Piano di Zona Pinuccia Mandelli e il Direttore Generale della Fondazione Mons. Comi, Fausto Turci.

    “L’avvio dell’Alzheimer Cafè, che il Comune di Luino è felice di ospitare per il prezioso servizio dato alle numerose famiglie in difficoltà , va a completare il progetto della CITTADELLA DEL SOCIALE, a cui sto lavorando da più di due anni e che ora vede nel contesto della Villa Hussy e del suo parco, diverse realtà che collaborano, mettendo a disposizione risorse e competenze: la Fondazione Asilo Mariuccia che gestisce la manutenzione del parco, con il laboratorio di educazione al lavoro per i minori ospiti e segnalati dal comune, la presenza di orti urbani gestiti dalle associazioni che ne fanno richiesta, la presenza di uno sportello di Alzheimer Varese che ha ricevuto circa 80 pazienti, dell’Associazione Diabetici, dell’AISM e Cittadinanza Attiva e dello storico e molto attivo Centro Anziani aperto tutti i pomeriggi dal martedì alla domenica, a cui va un doveroso ringraziamento per il supporto dato in questi anni.
    Impreziosisce il progetto la presenza dell’Associazione giovanile Utopia”, dichiara soddisfatta per il risultato raggiunto l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Luino, Elena Brocchieri.

  • Startup, 72 milioni dalla Lombardia: parte il fondo da 40 milioni di euro

    Startup, 72 milioni dalla Lombardia: parte il fondo da 40 milioni di euro

    Regione Lombardia presenta un pacchetto da 72 milioni di euro per le startup con sede operativa sul territorio, con 40 milioni destinati al fondo di venture capital ‘Lombardia Venture’ che diventa operativo dal 2024.

    “Vogliamo supportare le idee innovative che possono essere applicate alle filiere esistenti per accelerare l’innovazione”, ha detto l’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, in conferenza stampa a Palazzo Lombardia.

    Lombardia Venture investirà in startup attraverso partnership con tre investitori istituzionali: 360 Capital, United Ventures e Indaco Sgr. L’investimento della Regione attraverso il suo fondo sarà in un rapporto di co-investimento massimo del 50%, fino a una soglia limite di 5milioni di euro. Il periodo di investimento si concluderà nel 2028 e le risorse inizieranno ad arrivare alle startup “dal 2024”, ha assicurato Guidesi.

    “Lombardia Venture potrà diventare strutturale e si potrà aumentare la dotazione”, se la reazione del mercato dovesse essere positiva. “Siamo disposti a farlo valutando i risultati che avremo”, ha aggiunto Guidesi.

    Gli investitori istituzionali partner agiranno con la Regione attraverso tre distinti fondi: 360 Capital Italia Sicaf da 60 milioni di euro con focus su deeptech e software; United Ventures III da 150 milioni che punta su climate tech e digitalizzazione sostenibile; Indaco Ventures I da 134 milioni per le startup del life science, cleantech ed elettronica.

  • Il punto sul bonus barriere architettoniche con il Piastrellificio del Nord

    Il punto sul bonus barriere architettoniche con il Piastrellificio del Nord

    Marco Tarantola, responsabile commerciale del Piastrellificio del Nord, realtà di Abbiategrasso operativa sul territorio da 55 anni e la trasformazione da produzione a rivendita, sottolinea il valore dell’ascolto del cliente e della formazione dei commercianti. Il settore, infatti, si occupa di realizzare i sogni dei clienti, entrando nella sfera privata delle persone, in cui serve sensibilità accanto alla competenza.

  • Lo dice uno studio italiano: cellule carcik efficaci contro la leucemia

    Lo dice uno studio italiano: cellule carcik efficaci contro la leucemia

    Dati positivi dallo studio italiano che ha testato la strategia di arruolare soldati del sistema immunitario in ‘versione farmaco’ contro tumori del sangue.

    Il trial clinico di fase 1 condotto dalla Fondazione Tettamanti di Monza e dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo su 27 pazienti – 23 adulti e 4 bambini – con leucemia linfoblastica acuta di tipo B ha dimostrato che la somministrazione delle cellule ‘Carcik-CD19’, linfociti T geneticamente modificati per aggredire le cellule malate, è ben tollerata dai pazienti, grazie a un livello di tossicità molto contenuto, e si rivela efficace nel portare a una remissione completa di malattia in oltre il 60% dei casi.

    I risultati sono stati presentati oggi a Milano al convegno ‘Bioskills, terapie avanzate: ricerca, innovazione e risultati clinici’, organizzato dalla Fondazione Tettamanti. Questo studio segna un ulteriore passo in avanti nello sviluppo delle cellule Carcik che rappresentano un’evoluzione della terapia Car-T.

    Infatti, a differenza di quanto accade nella terapia Car-T standard (dove la fonte dei Car-T deriva da una leucaferesi del paziente stesso), le cellule Carcik sono ricavate dal sangue di un donatore sano attraverso un processo più semplice, meno costoso e meno invasivo che non richiede, peraltro, l’utilizzo di vettori virali (i virus inattivati, utilizzati nelle Car-T per modificare il Dna dei linfociti e renderli cellule-farmaco contro il tumore).

    La modifica genetica nelle Carcik avviene, infatti, attraverso i ‘trasposoni’, sequenze di Dna, che possono stabilmente modificare una cellula senza bisogno di vettori virali. La Fondazione Tettamanti ha sviluppato, insieme all’ospedale Papa Giovanni XXIII, una piattaforma per la produzione di cellule Carcik che sono utilizzate attualmente come approccio terapeutico per diverse forme di malattie oncoematologiche recidivanti o refrattarie alle terapie standard e al trapianto di midollo.

    “La produzione non-virale – evidenzia Andrea Biondi, direttore scientifico della Fondazione Tettamanti e dell’Irccs San Gerardo dei Tintori di Monza – ha costi che sono stimati di almeno 10 volte inferiori a quelli virali e offre una maggiore disponibilità di cellule terapeutiche in quanto si possono ottenere da un donatore che sia anche parzialmente compatibile (per esempio da un familiare o dalle cellule del sangue cordonale). Questi elementi, uniti ai minori effetti collaterali, stanno suscitando grande interesse per le cellule Carcik sia nel mondo accademico sia in una prospettiva di sviluppo industriale”.