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  • Il Professor Naohisa Yahagi in visita all’Ospedale di Legnano

    Il Professor Naohisa Yahagi in visita all’Ospedale di Legnano

    Il Professor Naohisa Yahagi, noto in tutto il mondo per il suo contributo pionieristico nel campo della Gastroenterologia, visiterà la Divisione di Gastroenterologia della ASST Ovest Milanese.

    Accolto dal Dott. Pietro Gambitta, Direttore della Divisione di Gastroenterologia della ASST Ovest Milanese, il Professor Yahagi sarà presentato ufficialmente nel corso di una Conferenza Stampa nella prestigiosa cornice della Sala Stemmi di Palazzo Malinverni, a Legnano, dalle h. 19.30 alle h. 20.30.

    Il Professor Yahagi, Professore di Medicina e Direttore della Divisione di Ricerca e Sviluppo per Trattamenti Minimamente Invasivi presso il Cancer Center della Keio University di Tokyo, è celebre per aver sviluppato la dissezione endoscopica sottomucosa (ESD), una tecnica all’avanguardia che offre un’alternativa meno invasiva alla chirurgia tradizionale per il trattamento delle neoplasie precoci del tratto gastroenterico.

    L’aspetto innovativo della metodica è rappresentato dalla possibilità di resecare le neoplasie precoci benigne e maligne del tratto gastroenterico con la stessa efficacia e radicalità dell’intervento chirurgico, evitando in tal modo la demolizione dell’organo ed offrendo al paziente una migliore qualità di vita postoperatoria.

    La visita di questo illustre ospite rappresenta una grande occasione per i medici gastroenterologi dell’ASST di Legnano, che potranno beneficiare dell’esperienza e della conoscenza del Professor Yahagi e la sua presenza è vista come un’opportunità di crescita e di miglioramento nella gestione dei pazienti affetti da patologie gastroenteriche oncologiche nella nostra Regione.

    La Conferenza Stampa sarà un momento chiave anche per i giornalisti, che avranno la possibilità di ascoltare direttamente – a cura del Dott. Gambitta – i dettagli di questa innovativa procedura e le sue future implicazioni nel trattamento delle patologie gastroenteriche.

    L’evento si concluderà con un rinfresco presso Villa Jucker – situata a breve distanza da Palazzo Malinverni – alle h. 20.45.

  • Monza: botte e rapine in pieno centro, presa una baby gang

    Monza: botte e rapine in pieno centro, presa una baby gang

    Tre minorenni e un ragazzo appena 18enne sono stati arrestati dalla polizia a Monza per aver picchiato e rapinato due ragazzi e un 38enne in centro.

    I fatti risalgono al 16 marzo scorso, quando diverse chiamate in questura hanno segnalato un’aggressione sul Ponte dei Leoni da parte di diversi giovani ai danni di un altro ragazzo.

    Vittime due fratelli di 17 e 14 anni, aggrediti e derubati di uno smanicato firmato e di un paio di cuffie.

    Il 17enne, per difendere il fratello, è stato colpito in viso, riportando un rigonfiamento allo zigomo e lesioni al labbro con fuoriuscita di sangue. Ad aggredirlo da un gruppo di giovani, tra i 16 e i 20 anni.

    Poco distante gli agenti hanno rintracciato uno degli aggressori sprovvisto di documenti e lo hanno portato in questura. Nel frattempo, un altro equipaggio della squadra volante ha arrestato tre minori, due 16enni, un italiano e un marocchino, e un 17enne rumeno, responsabili di una rapina ai danni di un 38enne, al quale avevano sottratto 55 euro.

    L’uomo stava camminando quando è stato avvicinato da tre persone in bicicletta, che con insistenza hanno richiamato la sua attenzione.

    In due gli hanno bloccato il passaggio, mentre un terzo ha estratto dai pantaloni un cavatappi, intimandogli di consegnargli il contenuto del portafoglio.

    La polizia, intervenuta sul posto, ha rintracciato i tre giovani. Uno di loro aveva con sé alcuni degli oggetti presi al 14enne, un altro è stato trovato con i 55 euro sottratti al 38enne e un altro con il cavatappi nascosto in una tracolla.

    Il maggiorenne è stato portato in carcere a Monza, i tre minorenni al carcere minorile Beccaria di Milano.

  • Regione Lombardia: dall’1 aprile cani e gatti sui treni

    Regione Lombardia: dall’1 aprile cani e gatti sui treni

    Dal 1° aprile 2024 sui treni regionali Trenord sarà possibile viaggiare con la bicicletta al seguito e gli animali da affezione senza dover pagare alcun supplemento. Lo ha deciso la Giunta regionale che ha approvato una delibera proposta dell’assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile, Franco Lucente. La misura riguarda tutti i percorsi ferroviari all’interno dei confini di validità della Tariffa Ferroviaria Regionale Lombardia.

    “Un provvedimento – sostiene Lucente – che dà attuazione a quanto previsto dal nuovo contratto di servizio sottoscritto tra Regione Lombardia e Trenord. La gratuità per il trasporto delle biciclette è una evidente agevolazione ai numerosi viaggiatori che quotidianamente utilizzano le due ruote per lavoro o anche per viaggi di piacere”.

    “La gratuità dei cani a guinzaglio – aggiunge l’assessore – e degli altri animali domestici è un vero e proprio atto di civiltà e di sensibilità verso i nostri amici a 4 zampe, che sempre più spesso ci accompagnano nei tragitti ferroviari. Due atti che dimostrano la sensibilità di Regione Lombardia verso due categorie che quotidianamente utilizzano sempre di più i treni”.

    I cani a guinzaglio dovranno essere provvisti di museruola e in possesso del certificato di iscrizione all’anagrafe canina, i gatti e i piccoli animali domestici dovranno viaggiare nell’apposito trasportino di dimensioni non superiori a cm 70x30x50.

    Per percorsi sovraregionali o transfrontalieri rimane, invece, l’obbligo di acquistare il supplemento per il trasporto di biciclette o il supplemento animali.

  • Il grido di Papa Bergoglio: “L’aborto è un omidicio”

    Il grido di Papa Bergoglio: “L’aborto è un omidicio”

    Il giornalista Pietro Senaldi a Stasera Italia davanti a Bianca Berlinguer ha colto nel segno, rilevando che spesso il giornalismo di sinistra è pronto a citare Papa Francesco quando fa comodo, per esempio quando interviene per la pace in Ucraina o a favore degli immigrati, mentre quando dice cose che non sono gradite alle sinistre, tipo che l’aborto è un omicidio, allora la musica cambia.

    In questi giorni è uscita una vera e propria autobiografia di papa Francesco il libro-intervista con il giornalista Fabio Marchese Ragona, vaticanista Mediaset, intitolato ‘Life.

    La mia storia nella Storia‘ edito da Harper Collins e in uscita il prossimo 19 marzo. Parole decisive su punti chiave del suo pontificato, come emerge da alcune anticipazioni di agenzia. Papa Francesco con straordinario coraggio affronta il tema dell’aborto, con parole chiare e precise, che non ammettono equivoci o manipolazioni di sorta: “Dobbiamo difendere sempre la vita umana, dal concepimento fino alla morte, non mi stancherò mai di dire che l’aborto è un omicidio, un atto criminale, non ci sono altre parole: significa scartare, eliminare una vita umana che non ha colpe. È una sconfitta per chi lo pratica e per chi si rende complice: dei killer prezzolati, dei sicari! Mai più aborti, per favore! È fondamentale difendere e promuovere sempre l’obiezione di coscienza. Papa Francesco condanna anche “la pratica dell’utero in affitto, inumana e sempre più diffusa che minaccia la dignità dell’uomo e della donna, con i bambini trattati come merce”.

    Sul tema è intervenuto Massimo Gandolfini, presidente dell’associazione Family Day, con un articolo apparso sul quotidiano La Verità del 16 marzo. Dopo aver commentato le coraggiose parole del Santo Padre, fa riferimento ad una udienzache il Santo Padre gli ha concesso il 18 gennaio scorso.“Avevo avuto modo di parlare con Lui di questi temi, registrando una grande determinazione nel difendere la vita dal concepimento alla morte naturale. Pertanto non mi sorprende affatto che Papa Francesco abbia deciso di confermare e ribadire la sua ferma volontà di contrastare ogni tentativo di rendere la vita un bene manipolabile a piacimento”. (“Ma sull’aborto Francesco è netto: ‘Chi lo esegue è un killer prezzolato’”, 16.3.24, La Verità).

    E’ interessante l’intervento di Gandolfini perché offre una serie di numeri che riguardano gli aborti in Italia e nel mondo. Siamo di fronte a una enormità di numeri: “nel 2023 gli aborti nel mondo sono stati circa 72 milioni. Vuol dire 72 milioni di innocenti cui è stato negato il diritto di vivere!”. In Italia, dal 1978 ad oggi, con la legge 194, le interruzioni volontarie di gravidanza sono state più di sei milioni. Il picco massimo nel 1983, con 243.000 aborti, ed ora siamo a 66.400. “Ma attenzione,- scrive Gandolfini – nel “tragico” report non sono compresi gli aborti ottenuti con le pillole abortive, immesse sul mercato solo da pochi anni: dunque, è lecito pensare che siano, purtroppo, molti di più”.
    Il presidente di family Day rileva che la Legge 194 prevede almeno cinque articoli dove si prevede di rimuovere le cause che portano la donna a richiedere di
    interrompere la gravidanza. Articoli che non sono mai stati neppure minimamente applicati.
    “Solo il mondo delle associazioni pro-life– grazie alla beneficenza di privati cittadini – ha organizzato il sostegno economico, lavorativo e assistenziale che ha consentito a più di 260.000 mamme di tenere il proprio bimbo. E oggi vivono la gioia di guardare negli occhi i loro bambini. Giovanni Paolo II, nel 1995, aveva detto e scritto che le vittime dell’aborto sono due: il bimbo e la sua mamma.

    Pertanto, “una società che voglia essere davvero civile ha l’obbligo, morale e civile, di mettere in atto ogni provvedimento che aiuti la donna a tenere il “frutto del suo grembo”.
    Si tratta del “diritto a non abortire”, che in fondo la stessa legge 194 aveva individuato, sotto il titolo “Tutela sociale della maternità”. “Purtroppo, a distanza di tanti anni, è difficile non pensare che si sia trattato soltanto di una dichiarazione ipocrita, fumo negli occhi per nascondere ben altra volontà”.

    “Le parole del Papa sono di grande aiuto e conforto per chi lavora per aiutare mamme e bimbi, e sono di altrettanto grande incentivo a non rassegnarsi mai di fronte all’ingiustizia e alla cultura della morte. Il Santo Padre, con il cuore e la mente ricolmi di dolore per le migliaia di bimbi uccisi in Ucraina, Gaza, Israele, ancora una volta, si erge a difensore della vita, sempre, ovunque, in ogni circostanza, proprio a partire dalla prima scintilla di vita nel grembo materno. L’aborto non può mettere dimora né nella nostra testa, nella nostra mente, né nel nostro cuore”.

  • Roberto Vecchioni live a Lugano. Di Monica Mazzei

    Roberto Vecchioni live a Lugano. Di Monica Mazzei

    Il cantautore, accompagnato da Massimo Germini e Lucio Fabbri, approda per la prima data del 2024 a Lugano, e annuncia una data conclusiva sempre nella città ticinese, per il mese di dicembre.

    Roberto Vecchioni è il cantore della poesia e della parola (non per niente, a quest’ultima ha dedicato una canzone, “Parola” appunto), un amore fatto di tutto il sentimento che con essa si può esprimere.
    Un amore infinito, come il nome del suo attuale tour, per questa particella scaturita dalla mente umana, ‘la più grande invenzione’, come spesso ripete.

    “Tra il silenzio ed il tuono”, verso di “Chiamami ancora Amore” con la quale vinse Sanremo nel 2011, è il suo libro appena uscito per Einaudi, con il quale firma la nuova testimonianza di questo suo amore.

    Una canzone che, come ci narra dal palcoscenico, nacque al telefono con uno dei suoi autori storici, in una notte passata in albergo, nel quale Vecchioni era arrabbiato per fatti politici di quei giorni. ‘Questa maledetta notte dovrà pur finire’, è un’altra frase simbolica di quel testo, che dettò di getto.

    Del libro invece ama spiegare che il titolo rappresenta la vita interiore, la coscienza e lo spirito (il silenzio) e la vita esteriore ed il dinamismo (il tuono) dell’essere umano. Il protagonista ne è un se stesso che fin da piccolo manda lettere al proprio spirito, definendolo come un ‘nonno’, ma in realtà, una parte del sé. Da qui in poi, si snoderà una sorta di viaggio fatto di riflessioni sui vari aspetti che compongono la mente e l’animo umano: l’arte, la cultura ma anche le scienze… Il volume contiene addirittura un tema che il professore svolse alle elementari, un tema fantasioso incredibilmente scritto bene per quell’età.

    Recentemente però Vecchioni è stato in un certo senso ‘chiamato’ ad esprimersi sulla manifestazione per la pace di giovani in Italia: amatissimo dai propri studenti, non poteva non provare rammarico e dolore per questo fatto.
    Ha fatto presente che sappiamo benissimo cosa rappresentino i manganelli e la cosa più terrificante, è che anche lui sia ben conscio di come la libertà di espressione sia ormai così perseguita da non poter più pronunciare ‘quella parola’ alla quale tutti abbiamo pensato…

    “Cosa si può ancora dire, oggi?”, si è chiesto anche sul palco svizzero, pensando con rammarico all’odierna censura, la sera del live a Lugano. “… Soprattutto senza che ci vengano dati secondi fini…”, ha aggiunto.

    Nel live a Lugano del suo “Infinito Tour” che quest’anno ha aperto proprio nella Svizzera italiana e dove conta anche, come ci ha anticipato, di concluderlo a dicembre, perché ama riamato il pubblico luganese, ha ripescato dal suo repertorio brani che non cantava più da decenni. Ha ripercorso le sue memorie più lontane, raccontando aneddoti come quello di quando finì in galera, con un’accusa infondata: l’aver dato uno spinello ad un ragazzo. Oggi ne ride, perché trascorse quella nottata in una cella spoglia, nella quale compose, subito ispirato, nuovi versi.

    Di una cosa però è certo e lo ha dichiarato con fermezza, ricollegandosi ancora all’aneddoto sullo spinello: droga e alcool non rendono artisti, distruggono solo la persona.
    “La mente è l’unica cosa che serve per diventare un artista vero”, ha poi continuato: “L’adrenalina te la danno la cultura e le emozioni, non la droga”.
    “L’artista non ha bisogno di essere maledetto per essere tale”.

    A Vecchioni è da poco venuto a mancare uno dei quattro figli.
    Non sa dire se abbia dei rimpianti per le volte che non è stato presente nella loro vita: sapeva di avere una missione e la sua passione per la musica ed il suo desiderio di comunicare al mondo ciò che aveva dentro, lo ha portato via per lunghi periodi. Alla fine si è detto che ai figli ha dato le cose più importanti: sogno e gioco.

    Ad Arrigo, il figlio scomparso circa un anno fa dopo una lunga sofferenza, ha consacrato il verso di una propria canzone, di solito dedicato all’artista Vincent Van Gogh: ‘… Il mondo non si meritava un tipo bello come lui…’. Adesso è spesso a lui che pensa quando lo pronuncia. Arrigo lo sente sempre qui, accanto alla madre e a lui.

    “Ti insegnerò a volare”, è il brano che ha inaugurato la serata, un testo che commuove il cantautore, dedicato a quella lotta contro il destino ricevuto da una persona come Alex Zanardi, un guerriero nato, certo; eppure, nella commozione che gli vela lo sguardo, io leggo anche un pensiero per il figlio scomparso, che le limitazioni e sofferenze della disabilità ha ben conosciuto. Di lì prende avvio quell’insegnare a volare con il sogno, perché la mente è sempre libera da tutto.

    Ricomincia poi ad addentrarsi delle falde dell’amore, Vecchioni, con il suo brano “La mia ragazza”, che celebra l’adorata seconda moglie Daria Colombo, quella che gli ridiede fiducia ed entusiasmo verso il sentimento vero e puro.
    “L’amore non ci dà verità, l’amore ci dà però certezze”, ha dichiarato d’improvviso, come in un mantra, e certamente pensava ancora alla consorte.

    Il mestiere di vivere è quello che si fonde con la propria attitudine ad essere ottimisti o pessimisti…
    A tal proposito, Vecchioni ha proposto il monologo dedicato ad Antonio Ranieri che, nel 1836, nella Napoli di quel tempo, respirava tutta la propria rabbia per una vita che non aveva mai ricambiato il suo amore, donandogli uno stato fisico portatore solo di sofferenze.
    Eppure egli trovò la forza di amare ancora più forte la vita, grazie alla compagnia del suo amico Giacomino in una città brulicante di colori e profumi.

    Commenta ulteriormente questa umana condizione, ricordandoci di aver sempre amato i perdenti: “Perdere è un fatto contingente”, dice, “Non ha nessun senso definire una vita in base al fatto di essere perdenti o vincenti. Dentro lo sai che stai sempre vincendo tu”.

    E sono parole bellissime per tutte le persone che sanno che perderanno le loro battaglie perché non hanno speranze, ma sanno che sono chiamati lo stesso a lottare in questo universo che è la vita. Pensieri che sfumano sulle note di “El Bandolero stanco”.

    Non manca durante la serata l’esaltazione per la figura della donna, nel brano che ne omaggia una immensa per coraggio e spirito di sacrificio, ed è con “Cappuccio rosso”, che evoca il ricordo della curda Ayse, che lottò fino alla fine per il proprio popolo.
    Roberto Vecchioni si commosse per ore, nel dedicarle i versi della canzone.

    Durante la serata non è mancato il pezzo che tutti aspettavamo e che ha fatto levare in piedi la platea in una corale ovazione: “Sogna ragazzo, sogna”.

    Il live si conclude con l’energica “Samarcanda”, datata 1975 e che ancora riesce a far ballare e cantare il pubblico dei suoi concerti.

    A cura di

    Monica Mazzei
    freelance culturale
    monica.mazzei.eventi@gmail.com

  • “L’ultima notte rosa”: è già da tutto esaurito l’ultimo tour di Umberto Tozzi dopo 50 anni di carriera

    “L’ultima notte rosa”: è già da tutto esaurito l’ultimo tour di Umberto Tozzi dopo 50 anni di carriera

    L’artista celebrerà l’imperdibile gran finale dedicando al pubblico italiano due date evento in cornici magiche e suggestive, il 20 giugno alle Terme di Caracalla di ROMA e il 7 luglio in Piazza San Marco a VENEZIA. Seguiranno in Italia altre 6 date speciali nel 2024: il 22 agosto a Villa Bellini a CATANIA, il 28 agosto al Sferisterio di MACERATA, il 4 settembre in piazza dei Signori per il VICENZA in Festival, il 13 settembre alla Reggia di CASERTA, il 5 ottobre al Forum di MILANO e il 12 ottobre all’InAlpi Arena di TORINO.

    L’annuncio a sorpresa oggi, 15 marzo 2024, al Teatro L’Olympia, la sala concerti più antica di Parigi, un auditorium tra i più prestigiosi del mondo, palco che l’artista ha calcato per tre volte, l’ultima delle quali a gennaio 2024, e che sarà una delle immancabili tappe de “L’ULTIMA Notte rosa THE FINAL TOUR”.

    L’ultima occasione per vivere le emozioni dei live di Umberto Tozzi sarà una sequenza di oltre 30 spettacoli indimenticabili in location d’eccezione che toccheranno ben 3 continenti: Europa, America e Oceania. Accompagnerà l’inconfondibile voce dell’artista un’orchestra di 21 elementi.

    Cantautore e musicista carismatico e creativo, Umberto Tozzi grazie alle sue hit senza tempo è diventato un’icona della musica italiana e ha attraversato e appassionato intere generazioni, riempendo con i suoi concerti i più importanti spazi del mondo dedicati alla musica con il suo pubblico fedele e trasversale.

    Sono numerosi i record in termini di successi discografici che hanno caratterizzato la vita artistica di Tozzi, a partire da “Ti Amo”, indimenticabile brano del 1977, capace di rimanere ai vertici delle classifiche per più di sette mesi, stracciando ogni record di vendita e vincendo l’edizione di quell’anno del Festivalbar, ha attraversato ogni confine con le sue numerose reinterpretazioni, fino ad arrivare a essere al centro di una delle scene clou della fortunata serie “La casa di carta 4”.

    Impossibile non citare la super hit mondiale “Gloria” – scelta per la colonna sonora del film di Martin Scorsese “The Wolf of Wall Street”, ma anche per il film cult “Flashdance” diretto da Adrian Lyne – che porta il nome di Umberto Tozzi oltreoceano grazie all’interpretazione del brano realizzata da Laura Branigan nel 1982 e che si posiziona al numero 1 della classifica americana rimanendo nella classifica Billboard Hot 100 per 36 settimane.

    E ancora “Si può dare di più”, “Gli altri siamo noi”, “Gente di mare”, “Dimmi di no”, “Stella Stai”, “Donna amante mia”, “Claridad” (incisa da Luis Fonsi) ed “Eva”, portata al successo in tutta l’America Latina da Ivete Sangalo.

    Il 1982 è l’anno in cui riceve il Golden Globe, premio ottenuto con oltre 27 milioni di copie vendute in soli 5 anni e anche l’anno in cui è nominato ai Grammy Awards con “Gloria” cantata da Laura Branigan. Dopo la vittoria del Festival di Sanremo nel 1987 con “Si può dare di più” insieme a Gianni Morandi ed Enrico Ruggeri, nel 1988 raggiunge il terzo posto all’Eurovision Song Contest con “Gente di Mare” insieme a Raf.

    L’ennesimo esempio di come l’arte di Umberto Tozzi abbia da sempre scavalcato tutti i confini, geografici, temporali e soprattutto culturali, è il numero impressionante di capolavori cinematografici e serialità televisive che in questi 50 anni di carriera hanno scelto le hit del cantautore come colonna sonora: “I NUOVI MOSTRI” di Mario Monicelli, Dino Risi ed Ettore Scola (1977), “FLASHDANCE” di Adrian Lyne (1983), “ASTERIX E OBELIX Missione Cleopatra” di Alain Chabat (2002), “HOSTEL” di Quentin Tarantino (2005), “THE WOLF OF WALL STREET” di Martin Scorsese (2013), “GLORIA BELL” di Sebastian Lelio (2018), “TONYA” di Margot Robbie (2018), “SPIDER MAN FAR FROM HOME” di Jon Watts (2019) e “LA CASA DE PAPEL 4” di Jesus Colmenar (2020), “SUPERSEX” di Matteo Rovere, Francesco Carrozzini e Francesca Mazzoleni (2024) e “GRISELDA” di Andrés Baiz (2024).

    Tantissime e indimenticabili le collaborazioni che negli anni Umberto Tozzi ha collezionato con grandi artisti italiani, come Mogol, Dalida, Eros Ramazzotti, Gianni Morandi, i Pooh, Raf, Monica Bellucci, Enrico Ruggeri e Marco Masini, e internazionali, con nomi del calibro di Anastacia, Francis Cabrel, Laura Branigan, Sergio Dalma, Howard Carpendale e tanti altri.

    In occasione di questo annuncio dell’ultimo tour della carriera una nuova importante collaborazione viene presentata oggi in anteprima: una versione speciale e inedita della hit “Donna amante mia” in cui Umberto Tozzi duetta con il cantautore e polistrumentista, fondatore dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi, che ha anche prodotto il brano. “Donna amante mia” sarà disponibile sulle piattaforme digitali da venerdì 22 marzo, in concomitanza con la pubblicazione del videoclip su YouTube (canale ufficiale VEVO Umberto Tozzi).

    Dopo il debutto a Malta del 17 maggio, gli appuntamenti dal vivo de “L’ULTIMA Notte rosa THE FINAL TOUR” proseguiranno in Romania per poi arrivare finalmente in Italia con le due straordinarie date evento il 20 GIUGNO a ROMA alle TERME DI CARACALLA e il 7 LUGLIO a VENEZIA in PIAZZA SAN MARCO. Seguiranno, sempre nel 2024, le tappe in Francia, Germania, Bulgaria per poi tornare in Italia il 22 agosto a Catania presso Villa Bellini, il 28 agosto a Macerata allo Sferisterio e, dopo due tappe in Croazia, il 4 settembre a Vicenza in Piazza dei Signori, il 13 settembre a Caserta presso la Reggia, il 5 ottobre a Milano al Forum e il 12 ottobre a Torino all’InAlpi Arena. Segue l’ultimo concerto dell’anno in Svizzera a cui nel 2025 faranno seguito altri live in Germania, Svizzera, Belgio, Austria, Canada, Stati Uniti d’America, Francia e Australia.

    I biglietti per le date italiane de “L’ULTIMA Notte rosa THE FINAL TOUR” sono disponibili dalle ore 18.00 di oggi, venerdì 15 marzo, su TicketOne.it e nelle prevendite abituali (per info www.friendsandpartners.it).

    Queste le date del tour, prodotte e organizzate da Friends & Partners, Momy Records e Concerto Music:

    17 maggio 2024 – MALTA, Ghaxaq Grounds, Summer Lust Festival

    29 maggio 2024 – ROMANIA, Bucharest, Sala Palatului

    20 giugno 2024 – ITALIA, Roma, Terme di Caracalla

    7 luglio 2024 – ITALIA, Venezia, Piazza San Marco

    9 luglio 2024 – FRANCIA, Le Lavandou, Grande Plage du Lavandou

    21 luglio 2024 – GERMANIA, Regensburg, Thurn und Taxis Palace, Schlossfestspiele

    28 luglio 2024 – BULGARIA, Plovdiv, Ancient Theatre

    2 agosto 2024 – FRANCIA, Chamonix, L’Index en Fête

    18 agosto 2024 – GERMANIA, Ulm, Klosterhof Wiblingen

    22 agosto 2024 – ITALIA, Catania, Villa Bellini

    28 agosto 2024 – ITALIA, Macerata, Sferisterio

    31 agosto 2024 – CROAZIA, Montraker Vrsar Query, Summer Festival

    1° settembre 2024 – CROAZIA, Opatija, Summer Stage

    4 settembre 2024 – ITALIA, Vicenza, Piazza dei Signori, Vincenza in Festival

    13 settembre 2024 – ITALIA, Caserta, Reggia di Caserta, Piazza Carlo di Borbone

    5 ottobre 2024 – ITALIA, Milano, Forum

    12 ottobre 2024– ITALIA, Torino, InAlpi Arena

    2 novembre 2024 – SVIZZERA, Zurigo, Kongresshaus

    19 gennaio 2025 – GERMANIA, Dusseldorf, Mitsubishi Electric Halle

    20 gennaio 2025 – GERMANIA, Munich, Deutsches Theater

    21 gennaio 2025 – GERMANIA, Stuttgart, Liederhalle, BeethovenSaal

    23 gennaio 2025 – GERMANIA, Freiburg, Konzerthaus

    25 gennaio 2025 – SVIZZERA, Lugano, Teatro LAC

    16 febbraio 2025 – AUSTRIA, Bregenz, Festspielhaus

    19 febbraio 2025 – GERMANIA, Frankfurt, Alter Oper

    22 febbraio 2025 – BELGIO, Bruxelles, Foret National

    24 febbraio 2025 – AUSTRIA, Vienna, Wiener Konzerthaus

    20 marzo 2025 – CANADA, Vancouver

    22 marzo 2025 – CANADA, Montreal

    23 marzo 2025 – CANADA, Toronto, Rama Theater

    25 marzo 2025 – STATI UNITI D’AMERICA, New York, Manhattan Center

    27 marzo 2025 – STATI UNITI D’AMERICA, Boston

    29 marzo 2025 – STATI UNITI D’AMERICA, Atlantic City, Hard Rock Theater

    30 marzo 2025 – STATI UNITI D’AMERICA, Chicago, Des Plaines Theatre

    11 maggio 2025 – FRANCIA, Paris, L’Olympia

    13 ottobre 2025 – AUSTRALIA, Perth, Astor Theatre

    15 ottobre 2025 – AUSTRALIA, Adelaide, Thebarton Theatre

    17 ottobre 2025 – AUSTRALIA, Sydney, State Theatre

    18 ottobre 2025 – AUSTRALIA, Melbourne, The Palais Theatre

    RTL 102.5 è radio partner delle date italiane de “L’ULTIMA Notte rosa THE FINAL TOUR”.

  • “Il suo odore dopo la pioggia”. A Marcallo con Casone un altro grande appuntamento in biblioteca

    “Il suo odore dopo la pioggia”. A Marcallo con Casone un altro grande appuntamento in biblioteca

    Mercoledì 20 marzo alle ore 21:00 presso la Sala San Marco si terrà l’attesa presentazione del libro “Il suo odore dopo la pioggia” di Cédric Sapin-Defour.

    Un’occasione unica per incontrare l’autore e scoprire i dettagli di questa affascinante opera letteraria. Un appuntamento da non perdere per gli amanti della letteratura.

    “Può un animale cambiare per sempre la vita di un uomo?” – Cédric Sapin-Defour proverà a rispondere a questa domanda.

    Ingresso gratuito sino ad esaurimento posti disponibili.

    E’ possibile prenotare contattando la biblioteca allo 02/97 96 135, o inviando mail a: biblioteca@marcallo.it.

  • Al via i sondaggi geognostici per lo spostamento del Canale Derivatore Olona a Parabiago

    Al via i sondaggi geognostici per lo spostamento del Canale Derivatore Olona a Parabiago

    Nuovo derivatore Valle Olona: sono iniziati nel corso della settimana i sondaggi geognostici ad opera delle aziende incaricate dal Consorzio. La finalità di queste attività è quella di acquisire i dati necessari per l’esecuzione dei lavori progettati, nell’ambito del potenziamento della ferrovia Rho-Parabiago.

    Il canale derivatore in questione costeggia per un lungo tratto i binari; il nuovo tracciato prevede che il vettore corra parallelo alla ferrovia solo nel primo tratto per poi variare rispetto all’attuale nei territori di Pogliano Milanese e Vanzago: il nuovo canale sarà infatti realizzato lontano dai centri abitati.

    Durante le asciutte il Consorzio effettua, tramite il proprio personale di zona, anche diversi interventi manutentivi sulla rete derivata del Villoresi.

    Proprio in questi giorni si sta procedendo, nell’Altomilanese, al rifacimento del ponte sul canale diramatore 7 di Castano al confine tra i Comuni di Castano Primo e Robecchetto con Induno con l’utilizzo di un tubo in pead, ideale per condotte d’acqua in pressione per via delle sue caratteristiche di resistenza.

  • Magenta: ‘A Mali estremi’ , il nuovo libro di Riccardo Grassi

    Magenta: ‘A Mali estremi’ , il nuovo libro di Riccardo Grassi

    Quattro omicidi, una fuga, un libro prezioso avvolto in un mistero, un amore clandestino e irrinunciabile.

    Il tutto narrato dalla penna brillante e ironica di Riccardo Grassi. Con il giallo ‘A mali estremi’, selezionato per il Premio Scerbanenco 2023, l’autore prosegue il percorso iniziato con la pubblicazione di una serie di storie brevi per il mensile La Bottega, cui ha fatto seguito il racconto lungo ‘Pepp Scalmàna’, scritto interamente in dialetto e premiato con targa d’argento dal Circolo Filologico Milanese.

    E’ del 2009 il volume ‘Lunario di provincia’ che gli vale il primo premio al Concorso Nazionale Osservatorio, promosso da Regione Puglia e Comune di Bari. Vengono poi, nel 2013 e 2016, i romanzi ‘L’uomo nel confessionale’ e ‘Il fruscio lieve della gioia’, i cui temi sono quelli da lui prediletti: la vita di provincia, la sua lentezza, i curiosi personaggi che la popolano.
    Si devono invece al Grassi professionista in ambito immobiliare, saggi e testi pubblicati da Hoepli, Franco Angeli e Manni edizioni dove egli esplora temi dell’abitare e dell’architettura.

    A salutare l’autore, mercoledì 20 marzo alle ore 21 in Casa Giacobbe, ci sarà il sindaco Luca Del Gobbo, a dialogare con lui Valeria Valisi del Gruppo di Lettura Rosso Magenta e la scrittrice Maria Luisa Busti.

    L’evento è promosso da Amministrazione comunale, Pro loco, Università del Magentino, La Memoria del Mondo e Manni edizioni.

  • Rozzano: 500 dosi di ‘coca’ al giorno, nove arresti

    Rozzano: 500 dosi di ‘coca’ al giorno, nove arresti

    La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha eseguito oggi un’ordinanza di custodia cautelare, su richiesta della Dda, nei confronti di 9 persone, 7 in carcere e 2 ai domiciliari, presunti componenti di una organizzazione criminale dedita allo spaccio di cocaina nel comune di Rozzano.

    L’indagine avviata dal commissariato Scalo Romana ha preso il via dopo l’arresto di un 17enne effettuato nel marzo 2021, ma la parte più importante si è sviluppata dal Natale 2021 alla metà di marzo 2022: in poco meno di tre mesi, infatti, i poliziotti hanno raccolto elementi per ricostruire ruoli, mansioni, dinamica dello spaccio, cadenza dei rifornimenti e media di dosi vendute, da 400 a 500 al giorno. Da quanto accertato, in quel periodo, gli indagati avrebbero ceduto circa 6,5 kg di cocaina, divisa in più di 25mila dosi, con un ricavo di quasi 310mila euro.