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  • Affitti: Idealista, crollo a novembre (-2,1%), ma boom in un anno (12,1%)

    Affitti: Idealista, crollo a novembre (-2,1%), ma boom in un anno (12,1%)

    Le maggiori crescite del mese sono registrate a Vibo Valentia (6,5%), Campobasso e Pescara (entrambe 5,2%), Trento (4,5%) e Lodi (3,8%).

    Al contrario, Brindisi (-6%), Macerata e Grosseto (-5,8%), Pesaro (-5,3%) e Ragusa (-5,2%) sono i capoluoghi con i cali più significativi.

    Tra i principali mercati della locazione, Venezia (2,4%), Napoli e Palermo (entrambe con un incremento dell’1%) evidenziano una chiara tendenza positiva. Roma mostra una variazione pressoché stabile, con un modesto aumento dello 0,1%.

    Al contrario, Milano (-1,8%) e Torino (-2%) registrano una contrazione nei prezzi degli affitti. Nonostante la diminuzione di novembre, Milano (22,5 euro/m2) mantiene il titolo di città più costosa d’Italia per gli affitti, seguita da Firenze (19,9 euro/m2), Venezia (18,4 euro/m2) e Bologna (17,3 euro/m2).

    Caltanissetta (4,7 euro/m2) si conferma come il capoluogo più conveniente per le locazioni, precedendo Vibo Valentia (5 euro/m2) e Reggio Calabria (5,3 euro/m2).

    Per la realizzazione dell’indice dei prezzi degli immobili di idealista vengono analizzati i prezzi di offerta basati sui metri quadri costruiti (a corpo) pubblicati dagli inserzionisti della piattaforma. Le inserzioni atipiche e le inserzioni con prezzi fuori mercato vengono eliminate dalle statistiche.

    Includiamo la tipologia di case unifamiliari (ville) e scartiamo immobili di qualsiasi tipologia che non hanno ottenuto interazioni da parte degli utenti per molto tempo. I dati finali vengono generati utilizzando la mediana di tutte le inserzioni valide in ciascun mercato.

  • Il tuo Natale con Estetica LuVe di Mesero: c’è davvero l’imbarazzo della scelta

    Il tuo Natale con Estetica LuVe di Mesero: c’è davvero l’imbarazzo della scelta

    Volete regalare qualcosa di speciale a chi vi sta vicino o anche a familiari o amici? Allora, perché non scegliere l’Estetica LuVe di Mesero.

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    mail: esteticaluve@gmail.com

  • L’angolo del Bonvegna: un libro sul coraggio di Israele

    L’angolo del Bonvegna: un libro sul coraggio di Israele

    La rivista di geopolitica atlanticoquotidiano.it ha consigliato ai suoi lettori di leggere quattro libri per capire e conoscere il popolo di Israele. “Letture utili per andare oltre la saggistica di estrema sinistra terzomondista e mettere da parte tutti i peggiori luoghi comuni su Israele”. (Nathan Greppi, Quattro libri per capire (davvero) Israele e il suo popolo, 29.11.23, atlanticoquotidiano.it)

    Io suggerirei anche il libro di Giulio Meotti, “Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri d’Israele”. Pubblicato da Lindau nel 2009. A costo di passare come uno di parte, insisto con i miei lettori ad affrontare il tema “Israele” e quello del terrorismo islamista che vede coinvolto una parte del popolo palestinese.

    Come per ogni altro evento al centro dell’attenzione mediatica, anche il conflitto israelo-palestinese, fa impennare nelle vendite i libri delle librerie che si occupano dell’argomento. Soltanto che secondo Atlantico è più facile vedere in vetrina quelli di autori vicini all’estrema sinistra terzomondista, come il guru dell’antiamericanismo Noam Chomsky o lo storico comunista Ilan Pappé (quest’ultimo, negli anni ’90, si candidò per un seggio nella Knesset, il Parlamento israeliano, con il partito comunista Hadash, senza essere eletto). E anche se si guardano le ultime classifiche di vendita su IBS, la situazione non è affatto confortante”.Pertanto, è doveroso presentare senza paraocchi ideologici testi come quelli di Meotti, giornalista de Il Foglio, studioso attento del conflitti Mediorientali e di terrorismo islamista.

    La prefazione al libro viene fatta da Roger Scruton, che parla degli ebrei, non tanto come razza o tribù, ma come “famiglia metafisica”, che non hanno mai dimenticato la propria cultura e la città sacra dei loro sogni, Gerusalemme. Per Scruton, “nessun altro popolo nella storia ha fatto esperienza di una simile ingiusta sofferenza o impiegato così tanta energia per ricordare e piangere i propri morti”. In questo libro Giulio Meotti racconta dettagliatamente la storia di Israele, “ricordandoci i crimini dei terroristi di cui il popolo israeliano è stato vittima, il crescente antisemitismo in Medio Oriente e la riluttanza di molti politici e pensatori occidentali a riconoscere la malvagità degli stati islamici verso il loro vicino”. Meotti ci invita, con questo testo, “a sbarazzarci della nostra doppiezza e a riconoscere il diritto di Israele a esistere e del suo popolo a difendersi”.

    Inoltre, per Scruton, con questo testo Meotti cerca di farci comprendere che “Israele non è la causa ma l’obiettivo dell’attuale belligeranza e non può esserci soluzione in Medio Oriente che non incolpi coloro che vivono di odio e che non hanno altro da offrire che la distruzione”. Infine si augura che il testo possa risvegliare gli europei “sui loro doveri verso gli ebrei, la cui veglia lungo i secoli è stata un esempio per tutti noi”.

    Di seguito il testo pubblica una “Lettera all’Autore” di Robert Redeker, giornalista che da tempo vive sotto scorta perché minacciato di morte dai fanatici islamisti. “Hai scritto un libro sul coraggio del popolo israeliano”. Dopo l’attentato dell’11 settembre 2001a New York, per Redeker, sono aumentate le occasioni per assistere alla risurrezione della giudeofobia di sinistra. Di un fantasma, politicamente localizzato a sinistra, “di un complotto mondiale giudaico-americano simmetrico a quello, oggi estinto, del giudeo-bolscevismo, di moda verso l’estrema destra fin tanto che l’URSS fu in piedi”.

    Per Redeker l’antisemitismo è un virus che resiste nella storia, ecco che registriamo perfino alla profanazione dei cimiteri ebrei, con l’”obiettivo di gettare gli ebrei nella non-morte, di tentare di escludere gli ebrei dalla compagine umana escludendoli dalla morte […]”. L’ebreo, secondo gli antisemiti, non deve avere il diritto ad essere vivo, ma nemmeno quello di essere morto. Bisogna escluderlo dall’umanità, per relegarlo nell’animalità.

    Redeker sottolinea “che solo il fatto di pronunciare il nome di Israele fa perdere la ragione a molte persone”. Redeker insiste, Israele deve essere condannato nella perpetua clandestinità, “deve essere proibito pronunciare il nome dello Stato di Israele con accenti di simpatia, pena una tempesta di riprovazione”. Per molti a sinistra, Israele è divenuto un nuovo nome del Male assoluto. Addirittura per Redeker sembra che per la sinistra, Israele è diventato un “comodo sostituto laico di Satana, che si oppone alla figura angelica del palestinese o del giovane delle periferie cittadine”.

    Secondo Meotti anche il terrorismo islamico per certi versi si comporta come i nazisti che oltre ad annientare fisicamente gli ebrei, intendevano sterminarli cancellandoli dalla Storia umana. “La minaccia di un nuovo sterminio degli ebrei è oggi un fatto e una promessa, ma in Occidente i custodi della memoria usano distinguere fra l’antisemitismo, condannato con animo pietistico fino a rendere digeribile l’Olocausto, e il veleno antisionista, l’odio per Israele, accettato e propagato a piene mani”.

    Paradossalmente Israele, per Meotti, “può essere minacciato esistenzialmente perchè non esiste nelle carte geografiche su cui studiano generazioni di arabi e di iraniani, può essere messo in stato di assedio perchè la sua storia è negata in Europa”.Meotti ricorda che studiosi che hanno monitorato la propaganda antisemita palestinese, sostengono che “i capi della propaganda di Hamas e della TV dell’ANP, con i loro sermoni in televisione, vignette, cartoni animati, libri e manuali scolastici, hanno realizzato un’opera di incitamento alla morte simile a quella die giornalisti hutu che fomentarono il genocidio tutsi in Ruanda”.

    E’ notorio che il movimento islamico descrive gli ebrei come “figli di scimmie e maiali” da sterminare esattamente come i suprematisti hutu parlavano dei tutsi come “serpenti” da schiacciare. E’ stranotorio che Hamas e Hezbollah, due delle organizzazioni terroristiche che perseguono la distruzione di Israele, chiamano gli ebrei ‘maiali’, ‘cancro’, ‘immondizia’, ‘germi’, ‘parassiti’, etc.

    “Negli ultimi quindici anni in Israele – scrive Meotti – sono stati colpiti i centri nevralgici dove lo Stato degli ebrei esiste e si ripete nella sua routine. Mariti e moglie uccisi sotto gli occhi dei figli, fratelli e sorelle, così come nonni e nipoti, assassinati insieme e bambini ammazzati fra le braccia delle madri”. Attenzione Israele è il primo Paese ad aver sperimentato il terrorismo suicida di massa. Una famiglia su trecento è stata toccata dagli attentati. Oltre 23.000 azioni terroristiche, più di 500 attentati suicidi sventati e oltre 150 portati a termine.

    In pratica in Israele hanno sperimentato prima di Ground Zero, il terrorismo suicida di massa. “Schiere di giovani, donne, vecchie e bambini carbonizzati negli autobus, caffetterie e pizzerie distrutte dalle bombe umane, centri commerciali trasformati in mattatoi, pellegrini ebrei presi a fucilate, madri e figlie uccise davanti a una gelateria, intere famiglie sterminate nei propri letti, neonati giustiziati con un colpo alla nuca, ragazzi torturati e il cui sangue è servito a colorare le pareti di una grotta, mercati di frutta spazzati via, discoteche sventrate assieme a decine di studentesse e seminaristi assassinati durante lo studio.

    In totale, oltre 1723 morti e 10.000 feriti. Fra le donne si registra la percentuale più alta: 378 vittime”. Naturalmente ora bisogna aggiungere la carneficina del 7 ottobre scorso. In un bollettino di Ezzedin Al Qassam, l’ala militare di Hamas, si legge: “Busseremo alle porte del Paradiso con i teschi degli ebrei”. Accanto a questa frase hanno messo un’ascia che distrugge una parola “Al-Yahud”, ebrei.
    I terroristi hanno scelto e continuano a scegliere gli obiettivi in Israele con grande cura, per provocare la massima distruzione possibile. In particolare preferiscono ammazzare bambini ebrei. Si tratta di una guerra in cui i terroristi non hanno mai distinto tra vittime ‘civili’ e ‘militari’. Infatti per loro i civili sono trattati alla stessa stregua dei militari.

    Meotti giustifica la pubblicazione del suo libro come un doveroso atto di testimonianza ai tanti morti d’Israele. “E’ stato scritto senza alcun pregiudizio contro i palestinesi, è un racconto mosso dall’amore per un grande popolo e la sua meravigliosa e tragica avventura nel cuore del Medio Oriente e lungo tutto il XX secolo”. Polemicamente scrive Meotti, “ogni progetto di sterminio di una intera classe di esseri umani, da Srebenica al Ruanda, ha avuto la sua migliore narrativa.

    A Israele non sembra concesso, dalla storia si è sempre dovuto lavare via in fretta il sangue degli ebrei. Gli ebrei uccisi perché ebrei e le cui storie sono state ingoiate nella disgustosa e amorale equivalenza fra israeliani e palestinesi, che non spiega nulla di quel conflitto e anzi lo ottunde fino ad annullarlo”.

    Questo stillicidio di morti è cominciato nel 1972 alle Olimpiadi di Monaco, quando undici atleti della delegazione israeliana vennero trucidati da un commando di guerriglieri dell’organizzazione palestinese ”Settembre Nero”. “Da allora ogni cittadino di Israele sa che può morire in qualsiasi istante”.

    In questo libro di 352 pagine racconta le storie dei “caduti in battaglia” di questa guerra condotta a fari spenti, (non così oggi) che spesso passa come e soltanto la “questione palestinese”. Sono storie ampiamente occultate, “come se neanche fossero vere”.

    Leggere queste pagine, che raccontano ognuna una storia, una morte, tanti morti e feriti, secondo Meotti può rappresentare un atto di resistenza alla barbarie. E’ un lavoro certosino, documentato, il giornalista ha intervistato, ha consultato diversi fonti, ha riportato nel libro una marea di nomi, con relative fotografie. Israele con queste storie insegna al mondo l’amore per la vita, sono storie non solo di eroi, ma anche di martiri, solo il 25% erano militari, la maggioranza erano e sono civili, generalmente sono persone che prendono l’autobus anziché la macchina, vivono nei quartieri più poveri.

  • Rhodense: inaugurata la nuova viabilità lungo la SP 306

    Rhodense: inaugurata la nuova viabilità lungo la SP 306

    Sabato 2 dicembre 2023, la Città metropolitana di Milano ha aperto al traffico una strada e uno svincolo realizzati dalla società “Milano Serravalle – Milano Tangenziali S.p.A.” nell’ambito dei lavori per la trasformazione in autostrada della vecchia strada provinciale “Rho-Monza”. La nuova strada che è stata denominata Strada Provinciale 306 “della Balossa” e il nuovo svincolo rendono finalmente possibile il collegamento tra la superstrada “Milano-Meda” e il territorio comunale di Paderno Dugnano. Sono quattro i Comuni toccati da queste nuove infrastrutture che contribuiranno a rendere più fluido il traffico veicolare: Paderno Dugnano, Bollate, Cormano e Novate Milanese. La nuova SP 306 è una strada extraurbana a carreggiata unica e due corsie per senso di marcia, che parte dalla rotatoria di Paderno in località “chiesetta del Pilastrello” e giunge fino al confine tra Bollate e Novate in via IV Novembre. Il tracciato è di circa 3,2 km e lungo il suo sviluppo incontra due rotatorie, per l’accesso a Bollate e a Novate Milanese. Per la tutela ambientale dei territori attraversati è stato realizzato “l’ecodotto Balossa”, ossia una galleria lunga 100 metri con lo scopo di collegare le aree del parco della Balossa con le aree verdi del Comune di Bollate, scavalcando la strada.

    Così commenta il vicesindaco Francesco Vassallo: “Si tratta di un’opera molto attesa e richiesta dalle amministrazioni e dalle comunità locali sul territorio che consentirà di sgravare rilevanti quote di traffico, anche pesante, dei centri abitati e aumentare il benessere degli automobilisti e dei cittadini dei quattro comuni interessati. Lo sviluppo economico della nostra area metropolitana passa dalla capacità di dare risposte positive al bisogno di collegamento che ci arriva da amministratori locali, imprese e cittadini”.

    Aggiunge la consigliera delegata alle infrastrutture Daniela Caputo: “La Città metropolitana si è posta l’obiettivo prioritario di realizzare strade sostenibili e moderne che si inseriscano in modo armonico con il paesaggio circostante. Coniugare sicurezza, economicità e sostenibilità è la sfida del settore trasporti per il futuro e rappresenta un’opportunità per ridisegnare la mobilità attraverso un modello di gestione basato su criteri di mobilità integrata E sostenibile, quindi a impatto CO2 tendente a zero e integrata”.

    Il Presidente di Milano Serravalle -Milano Tangenziali S.p.A., Beniamino Lo Presti, ha commentato: “Con l’inaugurazione di oggi viene aperta all’esercizio l’intera struttura delle opere viabilistiche previste nel progetto di riqualifica della SP46 Rho-Monza. Milano Serravalle è orgogliosa di aver realizzato interventi che costituiscono un effettivo miglioramento dell’area, soprattutto considerato il profilo dell’ordinata e accresciuta viabilità, nonché sostenibilità, testimoniando ancora una volta l’impegno della società per la ricerca di nuove soluzioni tese al conseguimento del finale obiettivo della Net-Zero Mobility”.

  • Forestami – Piantagioni collettive a Bollate, Rosate e in via Bovisasca a Milano

    Forestami – Piantagioni collettive a Bollate, Rosate e in via Bovisasca a Milano

    La mattinata di sabato 2 dicembre è stata all’insegna delle piantagioni collettive, momenti partecipati per i cittadini di tutte le età per avvicinarsi al tema della forestazione urbana. Molti dei partecipanti sono stati anche “custodi” nell’ambito dell’iniziativa congiunta di Forestami, Legambiente Lombardia ed ERSAF Custodiscimi, che li ha visti prendersi cura di una piantina forestale per 7 mesi per poi restituirla per i progetti di Forestami.

    Le piantagioni di Forestami di oggi hanno interessato via Bovisasca a Milano e i Comuni di Rosate e Bollate.

    Milano, via Bovisasca

    In via Bovisasca a Milano c’è un’area prevalentemente a prato dove sono cresciuti in maniera spontanea degli arbusti e in passato sono stati piantati degli alberi. C’è qui una necessità di riqualificazione paesaggistica e non solo, considerando la vicinanza alla linea ferroviaria e ad alcuni stabili in disuso.

    Il progetto Forestami, curato nella messa a terra e nella manutenzione dalla Cooperativa Solaris, prevede la realizzazione di un’area boscata composta da 800 piante, di cui 500 alberi (farnia, cerro, olmo bianco, bagolaro, ciliegio canino, carpino bianco, ciliegio, acero campestre, frassino maggiore) e 300 arbusti (nocciolo, evonimo europeo, salice rosso, corniolo e ligustro) su una superficie complessiva di oltre 4mila metri quadri. L’obiettivo è quello di ridurre l’isola di calore e dunque le alte temperature nel quartiere in cui si inserisce.

    Bollate

    Nei pressi di via Berlinguer a Bollate, il progetto di Forestami prevede la realizzazione di un parco fruitivo, ovvero un luogo che potrà essere punto di incontro e aggregazione: l’area si trova infatti in un contesto residenziale a sud del Parco delle Groane ed è limitata da tre strade comunali a bassa intensità di traffico. Si colloca all’interno di un interessante sistema di spazi aperti che dalla campagna si inseriscono nel contesto urbano mantenendo un canale di continuità ambientale ed ecologica. Sul lato sud, a diretto contatto con l’area in oggetto, è inoltre in fase di realizzazione una nuova arteria viabilistica della Tangenziale Nord.

    Il progetto prevede la messa a dimora, curata insieme alla manutenzione dalla Cooperativa Demetra, di 2.793 piante (1.094 alberi – tra cui pino silvestre, tiglio selvatico, noce bianco, roverella, cerro e pioppo – e 1.699 arbusti) su una superficie complessiva di 17.350mq con l’obiettivo di ricreare un habitat naturale in una zona fortemente antropizzata. Sorgeranno qui due grandi aree boscate, un filare lungo un percorso di futura realizzazione costituito da 44 esemplari tra pioppi neri e gelsi bianchi, un frutteto sul lato nord e infine un’area arbustiva sul lato sud in scarpata che fungerà da filtro verso le residenze.

    Francesco Vassallo, Sindaco del Comune di Bollate: “Ringrazio tutti i soggetti istituzionali e privati che hanno proposto il progetto Forestami, che nel tempo è diventato anche un’occasione di coinvolgimento attivo dei cittadini attraverso l’iniziativa Custodiscimi, che ha visto una grande partecipazione di bollatesi, segnale di una rinvigorita attenzione e condivisione di obiettivi nei confronti dei temi inerenti la sostenibilità ambientale, il contrasto ai cambiamenti climatici e la riduzione delle emissioni inquinanti per il tramite dell’implementazione del patrimonio naturale, unico bene prezioso capace di contrastare gli effetti negativi dell’antropizzazione delle nostre città. Un modo intelligente di prenderci cura del nostro territorio e delle sue fragilità e che vedrà l’amministrazione comunale di Bollate sempre più protagonista e impegnata in progetti che, in futuro, avranno contenuti simili”.

    Rosate

    Rosate torna protagonista di un progetto di Forestami: vicino agli orti di via Amburgo crescerà una nuova area boscata, completata da una siepe “filtro” e arbusti che costeggiano la pista ciclabile. La Cooperativa Officina è incaricata della piantagione e della manutenzione del progetto che sorge in un’area di 6.443 mq nei pressi dell’insediamento sud industriale di Rosate che, nonostante sia strettamente legata al sistema infrastrutturale di accesso e di supporto alle aziende qui presenti, appartiene a un sistema di spazi aperti caratterizzato da fasce boscate e campi agricoli.

    Il progetto prevede la messa a dimora di 825 piante (240 alberi, come farnia, cerro, carpino bianco, ciliegio, acero campestre e frassino maggiore, e 585 arbusti, come caprifoglio peloso, evonimo europeo, corniolo e ligustro) e ha l’obiettivo di implementare la continuità ambientale del sistema dei boschi esistenti, lavorando sulla ridefinizione del margine verso le industrie, le strade e la presenza degli orti.

    Carlo Tarantola, Sindaco del Comune di Rosate: “Un altro intervento fortemente voluto dalla nostra amministrazione, che segue quello fatto la scorsa stagione in via Mazzini. Una nuova area piantumata che andrà a caratterizzare una zona che, seppur industriale, mantiene un’alta percentuale di verde, a dimostrazione della sensibilità ambientale dell’amministrazione e dei molti cittadini, che partecipando al progetto Forestami con l’iniziativa Custodiscimi hanno custodito e riconsegnato molte piante”.

  • Pro Vita Famiglia: “Dio ha messo Indi su questa terra con la missione di smascherare il male nel mondo”

    Pro Vita Famiglia: “Dio ha messo Indi su questa terra con la missione di smascherare il male nel mondo”

    Dean il papà della piccola Indi Gregory ha reso un commovente tributo a sua figlia durante il suo funerale nella Cattedrale di Nottingham, celebrato venerdì mattina.

    Una riflessione che vogliamo condividere con i Lettori di Ticino Notizie e con tutti quelli che credono nella Vita:

    “La mia bellissima guerriera Indi Gregory.

    “Onestamente e sinceramente sento, nel profondo del mio cuore, che Indi non era solo bella, forte e unica. Sapevo fin dall’inizio che era molto speciale. Tuttavia, non avrei mai potuto immaginare il tipo di viaggio che noi e Indi avremmo dovuto affrontare per lottare per la sua vita. Non ha dovuto lottare solo contro i suoi problemi di salute, ma anche contro un sistema che rende quasi impossibile vincere. Eppure, è stato proprio il suo punto più debole, i problemi di salute, a distinguere Indi come una vera guerriera.

    […] Dio ha messo Indi su questa terra con la missione di smascherare il male nel mondo.

    L’ha scelta perché era forte, bella e speciale. Ma ora questo capitolo del destino di Indi è finito. La sua eredità, tuttavia, è appena iniziata. Volevo assicurarmi che Indi fosse ricordata per sempre e che continuasse a vivere nei nostri cuori e attraverso le nostre voci. Ma il mio più grande conforto in questo momento difficile è sapere dove si trova Indi e con chi è ora. Ho fatto battezzare Indi per proteggerla e per farla andare in cielo. Mi dà pace sapere che è in Paradiso e che Dio si sta prendendo cura di lei.

    Ringrazio la Chiesa cattolica di Nottingham e il vescovo McKinney per aver celebrato il funerale di Indi e tutti coloro che mi hanno aiutato a preparare questo bellissimo addio.
    Ti amerò sempre, Indi. Da papà”.

    IL MONITO DI PRO VITA FAMIGLIA:

    “La storia di Indi non è solo una tragedia personale; è un monito per tutti noi. L’eutanasia di bambini e malati, mascherata da compassione, sta guadagnando terreno nella mentalità occidentale (anche in Italia!).

    È un percorso terribile e pericoloso che minaccia la dignità e il valore di ogni vita umana.

    Ho promesso alla famiglia di Indi che, come membri di Pro Vita & Famiglia, ci impegneremo a combattere ogni giorno contro la cultura dello scarto, promuovendo una cultura della cura e della vita.

    La nostra missione è chiara: difendere la dignità di ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale.

    Ti invito a unirti a noi in preghiera per Indi e la sua famiglia. La loro storia è diventata il simbolo della nostra lotta per la vita. Insieme, e solo insieme, saremo in grado di fare la differenza.

    Per Indi, per Alfie, per Charlie, per Isaia…

    In alto i cuori, sempre!”.

  • Magenta, i capigruppo del centrodestra all’attacco del Pd

    Magenta, i capigruppo del centrodestra all’attacco del Pd

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Il Centrodestra di Magenta esprime la propria indignazione nei confronti dell’opposizione del Partito Democratico, evidenziando l’ennesimo tentativo di mistificare la realtà politica locale. Ci troviamo di fronte a una situazione in cui la maggioranza, con impegno e determinazione, ha portato avanti provvedimenti cruciali per il bene della comunità, come dimostrato anche dall’ultima variazione di bilancio.

    È con sconcerto che constatiamo come il Partito Democratico si appropri di meriti che non gli spettano, presentandosi come fautore di iniziative che, alla prova dei fatti, si astiene dalla votazione. Riteniamo fondamentale sottolineare che senza il voto favorevole, i provvedimenti rimangono sulla carta e i finanziamenti non vengono concretizzati. Forse alcuni consiglieri necessitano di un ripasso sul funzionamento del consiglio comunale e sulla responsabilità che questo comporta.

    Il Centrodestra di Magenta si mette a disposizione per eventuali chiarimenti o spiegazioni in merito al processo decisionale all’interno del consiglio comunale. È fondamentale comprendere che la volontà di agire concretamente a favore della comunità richiede coerenza e partecipazione attiva, evitando atteggiamenti che possano alimentare la confusione tra i cittadini.

    Nonostante le innumerevoli emergenze che hanno caratterizzato l’ultimo anno, siamo orgogliosi dell’operato della maggioranza, che con determinazione ha portato a termine tutte le opere programmate. Crediamo che il Centrodestra a Magenta sia più che mai unito e pronto ad affrontare le sfide che il 2024 ci riserva, contribuendo allo sviluppo di una Magenta sempre più vicina alle esigenze dei cittadini.

    Il Centrodestra di Magenta guarda al futuro con ottimismo e fiducia, certi che l’impegno e la dedizione della maggioranza continueranno a garantire il benessere e la crescita della nostra comunità.

    Alessandro Pelizzari

    Maurizio Baroni

    Fabrizio Ispano

    Marco Maltagliati

  • Operazione antidroga, dieci arresti della polizia di Como Gruppo spacciava dal Milanese 4 kg di cocaina alla settimana

    Operazione antidroga, dieci arresti della polizia di Como Gruppo spacciava dal Milanese 4 kg di cocaina alla settimana

    L’indagine è iniziata nei primi mesi di quest’anno dal monitoraggio di un gruppo di spacciatori di cocaina “a domicilio” operanti in provincia di Como, soprattutto nei comuni di Orsenigo, Erba, Anzano del Parco, ed è proseguita sino ad arrivare ai fornitori, un gruppo di persone di origine marocchina con base a San Giuliano Milanese.

    Secondo la polizia questo gruppo da marzo di quest’anno riforniva quotidianamente spacciatori connazionali in zone rurali e boschive della Lombardia, del Piemonte e dell’Emilia Romagna. Solo in provincia di Como sono state accertate attraverso le intercettazioni ambientali, circa 3.600 cessioni.

    Il gruppo, secondo quanto ricostruito dalla polizia, aveva la disponibilità di circa 4 chili di cocaina alla settimana, che tuttavia non risultava sufficiente a soddisfare le esigenze di tutti i gruppi di spacciatori dei boschi.

    Gli arrestati sono domiciliati nelle province di Como, Lodi, Milano, Cremona, Varese, Alessandria, Bergamo e Lecco. Durante le indagini preliminari sono stati sequestrati 6,5 kg di cocaina, alcuni etti di hashish ed eroina oltre a 14mila euro in contanti, mentre altri 30mila euro sono stati recuperati oggi durante l’esecuzione delle misure cautelari. E grazie alle intercettazioni la polizia ha intercettato un carico di 5,5 kg di cocaina proveniente dalla Spagna.

  • Lodi: frodi fiscali, sequestrati quasi 5 milioni di euro

    Lodi: frodi fiscali, sequestrati quasi 5 milioni di euro

    I finanzieri di Lodi hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo per l’importo complessivo di circa 4.990.000 euro, frutto di frode fiscale nei settori degli imballaggi, della logistica e della lavorazione di prodotti elettronici, realizzato attraverso l’impiego di tre imprese “cartiere”, una delle quali con sede nel cremonese e luogo di esercizio nel lodigiano e due localizzate nel territorio della Provincia laudense, che hanno emesso fatture per operazioni inesistenti al fine di favorire l’evasione delle imposte da parte di una quarta azienda con sede nel milanese e struttura operativa in Provincia di Pavia.

    Quest’ultima impresa, avvalendosi delle fatturazioni fittizie emesse dalle cartiere, prive di qualsivoglia struttura societaria ed appositamente create per la produzione di falsa documentazione fiscale, ha beneficiato indebitamente di un consistente abbattimento delle basi imponibili da sottoporre a tassazione, mentre ai responsabili delle imprese emittenti è stata retrocessa una quota finanziaria a titolo di prezzo della condotta illecita posta in essere.

    Le indagini hanno portato all’accertamento di un totale imponibile di elementi attivi e passivi derivanti dall’emissione e annotazione di false fatture per oltre 12,2 milioni di euro, nonché al deferimento alla locale Procura della Repubblica, a vario titolo, di tre amministratori delle imprese coinvolte per i reati penal-tributari di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti ed occultamento o distruzione di documenti contabili.

    Il Gip ha quindi disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dell’importo complessivo di circa 4.990.000 euro, quale profitto dei reati penal-tributari accertati.

    Le Fiamme Gialle di Casalpusterlengo, pertanto, hanno dato esecuzione al suddetto provvedimento magistratuale, sottoponendo a vincolo sul conto delle imprese interessate e degli indagati, anche a seguito di attività di perquisizione, diciassette proprietà immobiliari, due terreni, la cifra di oltre 1.871.000 euro quale disponibilità finanziaria su rapporti bancari, quote societarie per un valore di 63.800 euro riconducibili a sei imprese, ventidue auto e motoveicoli, beni di lusso (cinque orologi marca Rolex, un lingotto d’oro e vari gioielli) e denaro contante per 15.360 euro.

  • Abbiategrasso: sabato 2 dicembre “Assaggiamo il Teatro” con Camilla Giorgi e il Drago dei rifiuti

    Abbiategrasso: sabato 2 dicembre “Assaggiamo il Teatro” con Camilla Giorgi e il Drago dei rifiuti

    Una leggenda per chi ama e rispetta la natura. Ma i draghi esistono davvero? Certo che esistono! Ma sono proprio quegli enormi bestioni che sputano fuoco o sono qualcos’altro?

    Non è che il drago nello stagno della nostra storia sia una scusa bella e buona per nascondere tutti quei rifiuti, quelle immondizie che gli abitanti della città buttano in quello specchio d’acqua senza alcuna cura o preoccupazione di recar danno alla natura e senza nessun rispetto per l’ambiente? Uno spettacolo esilarante e poetico che con la forza della fiaba affronta i temi del rispetto dell’ambiente e della necessità che ognuno di noi, piccolo o grande, si prenda cura ogni giorno, ad esempio praticando diligentemente la raccolta differenziata e con l’attenzione al riciclo, della pulizia e della salvaguardia di questo nostro piccolo grande ma prezioso pianeta che si chiama TERRA.

    Età consigliata: dai 6 anni

    BIGLIETTERIA E INFO:

    biglietto intero 7€/ ridotto allievi scuola di Teatro dei Navigli 5€

    PREVENDITA

    I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria di Teatro dei Navigli, c/o l’ex Convento dell’Annunciata ad Abbiategrasso, dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle ore 19; in alternativa possono essere acquistati online sul sito di Vivaticket (clicca sul pulsante qui di seguito) o acquistati tramite Whatsapp business scrivendo al numero 3456711773, aggiungendo al carrello l’evento scelto. Se scegliete questa opzione d’acquisto vi verrà inviato un link dal quale procedere al pagamento. I biglietti potranno poi essere ritirati prima dello spettacolo.

    PRENOTAZIONI

    Per prenotare occorre mandare un messaggio o un whatsapp al numero sopra indicato o scrivere una mail a info@teatrodeinavigli.com precisando nome e numero di biglietti.

    I biglietti prenotati andranno ritirati almeno 24h prima dello spettacolo

    https://www.teatrodeinavigli.com/