Spaccio droga, morta ‘la Nera’, era ai domiciliari per motivi di salute

E’ morta a 47 anni, per una
malattia, Katia Adragna, detta “la Nera”, che era stata
arrestata lo scorso ottobre assieme ad altre 18 persone con
l’accusa di aver creato e diretto una “specifica ‘cellula’”
dell’organizzazione “malavitosa” chiamata “la Nuova Barona”, dal
nome del quartiere popolare di Milano e i cui vertici della
famiglia Calajò, tra cui Nazzareno e Luca, erano stati arrestati
in passato – per continuare “a distribuire cocaina” in
“supplenza degli arrestati”.
La donna era agli arresti domiciliari nella sua casa dopo che
il suo legale, l’avvocato Amedeo Rizza, a seguito di una
consulenza medica difensiva, aveva chiesto la scarcerazione per
motivi di salute per “incompatibilità” della sua condizione col
regime carcerario. Era uscita dal carcere su decisione del gip a
fine marzo. Nel provvedimento la giudice Lorenza Pasquinelli
aveva dato conto, sulla base degli accertamenti medici, della
“gravità delle patologie della signora Adragna”.
Secondo le indagini dei pm della Dda Francesco De Tommasi e
Gianluca Prisco, condotte dal Ros dei Carabinieri e dalla
Polizia Penitenziaria, la 46enne avrebbe coordinato
“spacciatori” che nelle conversazioni intercettate erano
chiamati “glovo”, perché per “le operazioni di capillare
cessione di cocaina” si “camuffavano” da rider.
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