Autore: Fabrizio Valenti

  • Magenta verso Inter Juve: i “Gobbi” nella notte rispondono a Don Giuseppe

    Magenta verso Inter Juve: i “Gobbi” nella notte rispondono a Don Giuseppe

    Inter Juve, ovvero, il derby d’Italia che potrebbe valere uno scudetto. E così la battuta del Prevosto don Giuseppe Marinoni sul tentativo di furto alle campane di Pontenuovo che è finita sulla stampa nazionale (ma che altro non era che fare il verso al guardia e ladri di di Max Allegri) ha provocato le reazioni dei ‘gobbi magentini’ che al calar delle tenebre hanno piazzato uno striscione dai toni fortemente ironici: “Don per la campana controlli al Var! Giornalista terrorista”.

    Non capiamo perché ci debba andare sempre di mezzo la nostra categoria ma vabbè pazienza… per il resto tentiamo di sdrammatizzare i toni già abbastanza accesi.

    Potremmo scrivere che i gobbi magentini sono usciti con l’oscurità come fanno proprio i ladri o i ratti quando escono dai tombini (ma non andiamo oltre per non offendere oltre chi già deve portare la maglia da carcerato a vita…). Si scherza.

    Quanto al Don, speriamo si sia fatto una sana risata come noi altri malati di ‘interismo’ come il nostro Prevosto.

    Certo ‘oltraggiare’ il Sagrato della Basilica non è il massimo. Ma restiamo nel campo delle battute con i gobbi ormai convinti del complotto e del Var a tinte nerazzurre (peccato che a Firenze il Var sia stato tutt’altro che favorevole all’Inter…).

    Dunque, botta e risposta in attesa di domenica sera. Pari e patta.

  • Quarant’anni d’iscrizione all’Albo. Anche noi festeggiamo ‘Il Maestro’ Fabio Benati

    Quarant’anni d’iscrizione all’Albo. Anche noi festeggiamo ‘Il Maestro’ Fabio Benati

    “Tanti auguri anche se in ritardo Ben!”. Ci eravamo appuntati da qualche tempo di scrivere queste righe ma la quotidianità che tutto divora e che a volte (spesso) ti fa correre più del dovuto, ha finito per farci slittare di qualche giorno…

    Abbiamo letto, infatti, sulla sua pagina Facebook del traguardo non di poco conto dei 40 anni di iscrizione all’Albo dei Giornalisti della Lombardia: https://www.giornalemetropolitano.com/fabio-benati-festeggia-i-suoi-primi-40-anni-di-iscrizione-allalbo-dei-giornalisti-ripercorrendo-la-sua-carriera/?fbclid=IwAR1VLhll611aqvDfj0gmWCwXU_faC63jMnNby7vsbDXP66DH8pZzk7gxjnw

    E subito abbiamo riavvolto il nastro della memoria ai nostri inizi da ‘cronisti di campagna’. Fabio è stata una delle prime figure di spessore che ho avuto modo di conoscere quando siamo sbarcati nella grande Milano.

    Prima da stagista a Lombardia Notizie nel 2001/2002, quando, la redazione era ancora al Pirellone e la squadra composta insieme al mitico direttore Maurizio Vitali e al suo vice Guido Bollini, era qualcosa di assolutamente inarrivabile. Una specie di Brasile con Zico, Socrates e Junior, facendo un parallelo calcistico. O se preferite l’Olanda di Johan Cruijff…

    Stavate cercando un posto dove si lavorava divertendosi, pur essendo un’autentica “macchina da guerra” (erano ancora più che mai i tempi del Celeste ndr) a livello di comunicazione istituzionale? Beh a Lombardia Notizie funzionava così.

    Fabio me lo ricordo ancora con la sua scrivania d’angolo ben soleggiata, era uno dei più attivi. Con lui e tutta la squadra ho imparato a fare la rassegna del mattino (quando ancora si ritagliavano i pezzi dai giornali…), l’adrenalina nel prepararla il prima possibile e poi il meritato caffè…. I primi comunicati stampa stile LN suddivisi coi ‘titoletti’ per i paragrafi.

    Fabio, poi, pur essendo giornalista milanese metropolitano ha sempre avuto una particolare attenzione per il nostro territorio. Tant’è che ci siamo di nuovo incrociati al Parco del Ticino.

    D’altronde, il gusto per il bello – e il nostro Parco con le sue eccellenze naturalistiche e non solo è un esempio calzante – l’attenzione per il giornalismo che va alla ricerca dei territori, delle sue tradizioni, della sua enogastronomia, è sempre stato un filone che ha coltivato con passione accanto a quello politico istituzionale.

    Mi sono ritrovato di nuovo tra il Pirellone e Palazzo Lombardia tra metà degli anni 2000 e l’ultima giunta del compianto Presidente Roberto Maroni.

    E Fabio era sempre là sul ponte di comando di Lombardia Notizie. Beninteso, non a dirigere, però, sapevi che la sua parola contava. Eccome se contava.

    Professionale, sempre con il suo sorriso smagliante, che quando lo incrociavi, ti trasmetteva una sana dose di positività utile alla giornata lavorativa che ti attendeva.

    Abbiamo avuto modo di apprezzarlo di nuovo nella nostra ultima collaborazione tra i ‘palazzi’ con l’allora Assessore all’Economia Massimo Garavaglia.

    Fabio era la nostra ‘interfaccia’ nella redazione di LN e anche in quell’occasione abbiamo trovato un professionista da cui c’è sempre da imparare.

    Con quarant’anni di iscrizione all’Albo dei Giornalisti, il ‘Ben’ è anche un esempio di attaccamento al nostro Ordine in un’epoca in cui il ruolo del giornalista, così come quello della categoria (non senza una qualche ragione…) hanno sempre meno valore.

    Anche da questo punto di vista lui è esempio, perché ci crede e soprattutto ci ha sempre creduto.

    Quindi, tanti auguri Maestro dalla redazione di TN !

  • Magenta: in via Carlo Porta è arrivata una colonia di grossi volatili simili ad aironi…

    Magenta: in via Carlo Porta è arrivata una colonia di grossi volatili simili ad aironi…

    La notizia è di quelle curiose, ma soprattutto in linea con una tendenza ormai acclarata per le nostre città: il ripopolamento da parte della fauna. Non sempre questa coesistenza tra uomo e animali è cosa semplicissima come dimostrano i fatti di cronaca che arrivano dalle metropoli…

    Però, restando nel nostro piccolo, ci piace registrare la testimonianza del dottor Piergiorgio Bisoffi che oltre ad essere un medico attento e scrupoloso coi suoi pazienti, riversa questa sua attenzione e curiosità rispetto a quanto accade nella nostra Magenta. Verrebbe da dire doti da cronista…

    Ma eccovi le sue parole con il racconto certamente insolito: “Da circa due settimane si è installata una colonia di circa 15 grossi volatili bianchi che assomigliano a degli aironi su un pino secolare alto circa 20 metri all’altezza di via Porta.

    Questi uccelloni – racconta il medico a TN – spiccano il volo al mattino, verso le 8.30 , dirigendosi verso ovest e passano il giorno a ‘pascolare’ in vallata, così qualcuno mi ha riferito, e ritornano alla sera verso le 18.30”.

    Un fenomeno certamente curioso, ma che come detto porta con sé qualche inconveniente legato al guano (parecchio) che riservano sotto…

    Nel tempo, infatti, che rimangono appollaiati riversano un bel po’ di escrementi sulla strada sottostante e, naturalmente, sulle macchine sotto parcheggiate…

    Per il momento, i residenti della Via Carlo Porta hanno accettato di buon grado questa nuova convivenza un po’ forzata….
    Anche se sarebbe il caso di considerare l’opportunità, da parte di chi dovere, di mettere in atto qualche contro misura. Naturalmente, a scanso d’equivoci, senza arrecare alcun danno ai volatili.

  • Robecco sul Naviglio: al ‘Memorial Peppino Prisco’  con l’Inter Club Magenta vince il calcio sano

    Robecco sul Naviglio: al ‘Memorial Peppino Prisco’ con l’Inter Club Magenta vince il calcio sano

    Si è conclusa ieri nel tardo pomeriggio la maratona di tre week end di fila organizzata dall’Inter Club Magenta Nerazzurra 1978 ‘Kalle Rummenigge’ per omaggiare la memoria dell’indimenticato avvocato Peppino Prisco.

    Un’iniziativa alla quale l’Inter club guidato da Luciano Cucco tiene tantissimo e che quest’anno ha trovato un partner prezioso nel Concordia Robecco, così come nel comune, rappresentato nel momento della premiazione dalla Sindaca Fortunata Barni, altra interista doc, oltre che da altri componenti di Giunta e consiglieri delegati.

    Presente anche il comune di Magenta con Luca Aloi, presidente della massima assise cittadina e cugino rossonero.

    Quindi, gli ospiti d’onore, il figlio dell’Avvocato Peppino Prisco, Luigi, che con Luciano Cucco coltiva un’amicizia ormai storica, così come quel Walter Viganò da Robecco sul Naviglio – cugino della prima cittadina – che in serie A di partite ne ha giocate parecchie, oltre ad esser stato un simbolo della Cremonese amazza grandi degli anni Ottanta.

    E poi sempre a proposito di campioni del nostro territorio, Mister Cristian Stellini da Vanzaghello, secondo di Antonio Conte nell’Inter del 19 esimo scudetto, con alle spalle un passato anche nella massima serie, capitano del Genoa, una delle squadre, in cui l’allora terzino sinistro ha militato.

    Anche ieri i ragazzini si sono ‘dati battaglia’ sui campi da calcio del Concordia fin dalla prima mattinata, incuranti del freddo e della nebbia. Nel pomeriggio attorno alle 16,30 la finalissima che ha visto prevalere il Sedriano.

    Ma molto bello e all’insegna della sportività il messaggio lanciato da Luciano Cucco agli sconfitti genovesi, come sempre scortato dal figlio Andreas, oggi preparatore nel settore giovanile della Pro Patria: “Siccome questi ragazzini hanno fatto tanta strada per esser qui in questi tre fine settimana per ricordare una figura per noi fondamentale come quella dell’Avvocato Prisco, anche loro (facendo una deroga al regolamento in precedenza definito) si sono conquistati il diritto a partecipare al Memorial Cucchi in programma a giugno”.

    Un aspetto bello, che ci piace sottolineare. Soprattutto in un’epoca dove già a questi livelli prevale un agonismo che talvolta trascende in qualcosa di ben peggiore….

    Dunque, nel prossimo giugno al ‘Memorial Enrico Cucchi’ oltre ai Sedrianesi sarà invitata prendere parte un’altra squadra di Genova.

    Chi è intervenuto nel momento delle premiazioni dalla Sindaca Barni, passando per i campioni dello sport Viganò e Stellini, fino all’Avvocato Luigi Prisco, hanno rimarcato quanto siano essenziali sempre i valori sani, che quando si scende in campo debbono venire prima di tutto. Soprattutto del risultato.

    “Oggi – ha ricordato giustamente Mister Stellini – chi è arrivato secondo, non ha perso. Anzi, deve essere soddisfatto per l’ottimo piazzamento centrato”.

    Questo dev’essere il giusto approccio al mondo del pallone specie tra le nuove leve. E deve essere un insegnamento anche per i genitori e per tutti quelli che debbono aiutare a crescere e maturare sul campo e non, questi ragazzini all’insegna della sportività.

    Ovviamente senza dimenticare l’importanza dello studio e della scuola.

    A proposito – battuta finale – sull’argomento la Sindaca Barni e il cugino Walter hanno opinioni un po’ divergenti su che cosa sia più importante tra la palla e i libri…. però si chiariranno in famiglia. Ne siamo certi.

    Intanto, a Robecco sul Naviglio con l’Inter Club Magenta Nerazzurra ‘Kalle Rummenigge’ 1978 ha vinto lo Sport. Nel segno del grande Peppino!

  • Magenta. Forza Adriano Porta, ti rivogliamo presto al timone di comando!

    Magenta. Forza Adriano Porta, ti rivogliamo presto al timone di comando!

    Pur conoscendolo da anni e pur sapendo del suo carattere a tratti un po’ burbero, ma che nasconde un grande cuore, abbiamo deciso di scrivere queste righe.

    In settimana, infatti, passando lungo la Via Roma ci siamo impensieriti quando abbiamo visto abbassata la saracinesca della sua storica pasticceria. Già perché quella pasticceria è molto più di un negozio.

    E’ luogo di incontro, un luogo di vita. Per Adriano Porta che potrebbe godersi la sua meritata pensione in qualche luogo esotico o, anche semplicemente, nella sua casa in Costa Azzurra, in realtà quel posto vale molto ma molto di più.

    Sarà il legame viscerale che ha con la sua Magenta o semplicemente con ‘al lauraà’ che deve andare avanti.
    Tant’è un giorno, durante le nostre lunghe chiacchiere tra un caffè è l’altro mi ha confessato: “Io mi annoio a star via da Magenta. Mi piace partire al mattino, farmi una passeggiata (a bordo della sua Jaguar ovviamente) e poi la sera rincasare a casa mia”.

    Così ci è parso alquanto strano che per due giorni di fila dopo il martedì che è di riposo, che quella claire fosse rimasta giù. Ma poi da venerdì siamo rimasti rinfrancati dal fatto che tutto fosse tornato alla norma o quasi.

    Già perché l’Adriano non era là dietro al bancone. Un problema di salute di natura cardiaca, ma fortunatamente niente di allarmante. Adesso si trova al ‘Fornaroli’ di Magenta ma anche da là sovraintende e vuole sapere puntualmente come vanno le cose nella sua Pasticceria. Buon segno e conoscendo il Signor Porta da anni non potrebbe che essere così. “Ci chiama ogni dieci minuti…”.

    Come Ticino Notizie gli mandiamo un grande abbraccio e un grosso un grosso in bocca al lupo e, soprattutto, vogliamo che presto torni al timone di comando che per lui significa esser là su quella poltrona dietro al bancone.

    Per adesso il negozio è in ottime mani e, quindi, vogliamo tranquillizzarlo: “Adriano le ragazze e tutto il tuo staff se la cavano alla grande”.

    Ma naturalmente lo vogliamo al più presto, là dove è sempre stato. Ovviamente, non prima di essersi preso un periodo di meritato riposo. Anche se siamo più che certi che per gente come Adriano Porta ‘al lauraà’ resta la miglior medicina. Sennò si annoiano.

  • Magenta, Sanità. Al Santa Crescenzia anche un ambulatorio dedicato ai problemi della fertilità di coppia

    Magenta, Sanità. Al Santa Crescenzia anche un ambulatorio dedicato ai problemi della fertilità di coppia

    La costante tensione verso il miglioramento delle prestazioni offerte ai pazienti, ma più ancora, la volontà d’incrociare bisogni che diversamente, sarebbero ben difficilmente soddisfabili sul territorio, a meno, appunto, di lunghe trasferte.

    E’ la ‘filosofia’ del Poliambulatorio Medico Santa Crescenzia di Magenta diretto dal dottor Andrea Rocchitelli. Avere, potremmo dire in estrema sintesi, l’eccellenza medica sotto casa.

    Un valore aggiunto non di poco conto in un’epoca in cui la Sanità pare aver perso la sua prima ‘trincea’ costituita da medici di medicina generale, ma che acquista un significato ancora più particolare, quando, ci soffermiamo su tematiche così delicate, com’è quella dell’infertilità di coppia.

    D’altronde, in un Paese che fa sempre meno figli e che è ormai tra i più vecchi d’Europa e non solo, in assoluto, trovare il modo di accompagnare e orientare chi invece un figlio lo vorrebbe eccome, è senza dubbio una gran bella cosa. In primis, sotto il profilo etico.

    Ed è quanto si propone di fare l’ambulatorio che aprirà i battenti sabato 3 Febbraio, presso il Santa Crescenzia.

    A guidarlo Andrea Rocchitelli ha chiamato una figura esperta, dal lungo curriculum e che può davvero, alzar ancor di più l’offerta sanitaria presente nel Magentino.

    Il dottor Cesare Taccani, Specialista in Ginecologia e Ostetricia e Specialista in Medicina della Riproduzione ed Endocrinologia ginecologica è la figura che ormai da anni si occupa di queste tematiche così importanti per una famiglia, ma che come detto hanno ricadute su tutta la società.

    Taccani è Responsabile del Centro ProVita di Novara che fin dal 2007 è attivo sul fronte della procreazione assistita. (vedi http://www.centroprovita.it/).

    Prendiamo a prestito le parole che troviamo sulla home page del centro della città di San Gaudenzio per ben descrivere la tematica in oggetto: “Il “problema” sterilità non è semplice da affrontare poiché non basta spiegare la terminologia medica, le tecniche, le terapie farmacologiche per esaurire l’argomento.

    Il Centro ProVita ha sempre posto come priorità quella di considerare ogni paziente come persona “unica e speciale” con la quale interagire e trovare la migliore soluzione per coronare il sogno di diventare genitore.
    L’immensa gioia che si rinnova ogni qualvolta vediamo un bimbo accanto ai nostri pazienti rappresenta il colore della vita e il vero senso della nostra professione”.

    In definitiva il compito non di poco conto, che sta dietro al nuovo ambulatorio che si accinge ad aprire i battenti, presso il Santa Crescenzia è racchiuso esattamente in queste parole.

    E’ quanto ci ha spiegato il dottor Taccani perché la prima cosa da fare quando s’incontra una coppia è capire di quale trattamento abbia realmente bisogno.

    “Oggi viviamo in una società che va sempre più di corsa e che ha finito per posticipare alcune date essenziali nel percorso di una donna e, più nel complesso, di una famiglia. Unico piccolo particolare, l’orologio biologico femminile non è cambiato, il timer verrebbe da dire è sempre lo stesso…”.

    E allora pensare di avere un figlio sopra i 40 anni e oltre (*il timer è posto a 43 ndr) in modo naturale, diventa un’autentica impresa. Ma non per questo si deve rinunciare alla gioia del diventare genitori.

    Il dottor Taccani si occupa delle differenti tecniche di inseminazione, piuttosto che di fecondazione eterologa maschile, che effettua personalmente presso la Clinica ProCrea di Lugano e della preparazione per l’ovodonazione che esegue personalmente presso la Clinica Le Betulle di Appiano Gentile.

    Sono argomenti tecnici sui quali torneremo in seguito, ma tutti uniti da un unico comune denominatore: la “passione per la vita”.
    Al Santa Crescenzia inizia così una nuova avventura che molto potrà dire e, soprattutto, dare alla Persona, oltre il semplice campo medico scientifico.

  • La disfida di Pontevecchio, Del Gobbo raddoppia: “PD in stato confusionale e con due pesi e due misure…”

    La disfida di Pontevecchio, Del Gobbo raddoppia: “PD in stato confusionale e con due pesi e due misure…”

    Luca Del Gobbo torna di nuovo oggi sulla vicenda delle Case Aler di via Don Barberi e il post definiamo ‘sfortunato’ del PD che assomiglia ad un autogol.

    Il primo cittadino ci porta ‘prove alla mano’ non solo evidenziando come le macerie e i rifiuti accatasti siano stati opportunamente recintati e segnalati, ma lo fa ribadendo nuovamente al telefono con Tn come in via Don Barberi siano iniziati i tanto attesi lavori alle Case Aler, che proprio il PD aveva chiesto a gran voce.

    “Siamo alla farsa – incalza Del Gobbo – il sottoscritto insieme all’Assessore Chiodini hanno di recente incontrato l’assessore di Regione Lombardia alla Casa e Hounsing Sociale Paolo Franco, così come il direttore dell’ALER.

    E’ stato un incontro cordiale ma soprattutto costruttivo che ci ha permesso di calendarizzare il cantiere ma anche di affrontare a tutto campo le criticità che il tema ALER ha nella nostra città.

    Quindi, un approccio globale che penso porterà presto risultati ancor più tangibili. Non voglio anticiparvi nulla – aggiunge il Sindaco – però, dico solo che l’Assessore lombardo ha preso molto a cuore la questione e non escludo che voglia toccarla con mano…”.

    E’ partendo da questa premessa e mostrando le immagini odierne che pubblichiamo qui in questo articolo che Del Gobbo allarga metaforicamente le braccia: “Ho capito che il PD è in totale stato confusionale però almeno evitino queste brutte figure. Come ho già detto più volte, visto che poi dicono che è tutto merito loro (anche su questo tema mi attendo un loro post…) forse dovrebbero passare in maggioranza…”.

    Il Sindaco si fa serio e conclude con una riflessione sulle tempistiche finora rispettate in materia di lavori pubblici. “Dalle scuole di Pontevecchio, passando per la passerella ciclopedonale, fino agli interventi di manutenzione, solo per portare alcuni esempi, mi pare che il settore Lavori Pubblici sia tornato a muoversi bene. Con i cantieri che rispettano il loro cronoprogramma. Spiace constatare che quando si fanno notare queste cose agli amici del PD, beh, la loro risposta è sempre la stessa ‘normale amministrazione’…. Lo sarà anche, peccato che con la Giunta Labria abbiamo avuto sette cantieri lasciati aperti nel suo (4 anni + 1) da Sindaco e non mi pare che con Marco Invernizzi si siano viste fare grandi cose in città…a proposito di Opere Pubbliche. Anche qui forse non guasterebbe avere un po’ più di coerenza…”.

  • Magenta, una bella notizia per la Sanità del territorio: il dottor Miramonti primario alla Multimedica di Castellanza

    Magenta, una bella notizia per la Sanità del territorio: il dottor Miramonti primario alla Multimedica di Castellanza

    Una gran bella notizia per la sanità del nostro territorio. Il dottor Marco Miramonti, medico chirurgo, specialista in chirurgia vascolare, magentino doc e amante del nostro territorio – ora vive nelle campagne del Parco del Ticino in quel di Castelletto di Cuggiono, con sua moglie, anche lei medico anestesista all’Humanitas di Rozzano e la loro figlia 12 enne – è diventato dall’inizio dell’anno, Responsabile U.O. della Chirurgia Vascolare, presso l’Ospedale Multimedica di Castellanza, un polo d’eccellenza sanitario nel comparto dell’est Ticino – Alto Milanese.

    L’incarico a Miramonti è importante, non solo perché è una bella soddisfazione per Magenta, ma più ancora, perché il medico professionista, classe ’77, riceve tutti i mercoledì pomeriggio, presso il Poliambulatorio Santa Crescenzia, di cui è a sua volta, ormai una colonna portante, avendo iniziato la sua collaborazione da dieci anni a questa parte.

    Miramonti, prima di arrivare a Castellanza, ha prestato servizio sempre per conto sempre della Multimedica a Sesto San Giovanni, per oltre quindici anni.

    “Sicuramente il tornare nel mio territorio anche sotto il profilo professionale per me è motivo di soddisfazione – spiega Ticino Notizie – sono molto attaccato alla nostra zona, con una popolazione numerosa e ancora in forte espansione. Siamo uno degli ultimi ‘polmoni verdi’ della provincia di Milano. Perciò anche sotto il profilo dei pazienti da seguire nei prossimi anni continueremo ad assistere ad una crescita esponenziale”.

    Una riflessione affatto banale’ quella del medico del Santa Crescenzia, perché mai come oggi con la medicina di base sul territorio in forte difficoltà, diventa strategico un altro termine “accompagnamento”.

    “Oggi – concorda Miramonti – non essendoci più, o comunque, molto di meno, il filtro del medico di base, è un valore aggiunto avere dei medici di riferimento per le diverse specialità”.
    Ed è quanto offre il Santa Crescenzia non solo con Miramonti ovviamente.

    Ma la sua è una disciplina medico specialistica sempre più importante, ancor più in prospettiva, con l’aumento della popolazione anziana e la crescita dei ‘cronici’.

    “La chirurgia vascolare – aggiunge lo specialista – varia dalle diverse patologie arteriose sino al trattamento delle varici o al fenomeno delle cosiddette ‘gambe pesanti’. Quest’ultimo è un tema più legato alla qualità della vita ma che ha la sua importanza per il benessere della persona. Quello che voglio sottolineare è come nel mio settore, in linea di principio, la prevenzione sia essenziale”.

    Perché mai come in quest’ambito clinico la prevenzione può davvero salvare vite umane.

    “Come ben sappiamo purtroppo le patologie vascolari sono in aumento – prosegue Miramonti – vuoi per i cattivi stili di vita, vuoi perché soprattutto tra la popolazione più anziana, far arrivare certi messaggi diventa più complicato.”

    Eppure, il grande vantaggio della Chirurgia Preventiva è che può davvero fare la differenza. Eseguire tutti gli anni un eco doppler delle carotidi, diciamo dai 60 anni in su, così come un eco color doppler della aorta addominale può voler dire davvero tanto, specialmente, quanto c’è un’ereditarietà di fondo.

    “In questi casi spiace dirlo – rimarca Miramonti – il follow up è essenziale, mi verrebbe da dire insostituibile. Perché su queste patologie, il Dna si fa sentire parecchio, in pratica, non lascia scampo”.

    Ma, come detto, siamo in un campo della Medicina dove si stanno facendo passi in avanti davvero notevoli, con la chirurgia mini invasiva e la sfida del domani che sarà appunto quella della Genetica 3.0.

    Però, se si fanno gli opportuni controlli, se si fanno propri certi comportamenti, allora, anche certi interventi possono essere programmati senza dover agire in emergenza con tutti i rischi del caso.

    “Indubbiamente – chiarisce il dottore- anche da noi, purtroppo, esiste la medicina d’urgenza e come sempre, ci può stare l’irreparabile o meglio, quello che non è preventivabile. Però, in linea di massima, anche rispetto, per esempio, al rischio di un aneurisma aortico, se si lavora sul ‘fattore tempo’ questi possono essere monitorati costantemente e, quindi, prevenuti”.

    Dunque, ci par di capire dalle parole del nostro intervistato che gli strumenti e le competenze davvero non manchino.

    E’ per questo che il dottor Miramonti indugia ancora a lungo sulla questione dei corretti messaggi che debbono fare breccia tra i cittadini.

    “Indubbiamente c’è un tema culturale e generazionale. Per fortuna, da questo punto di vista, debbo riconoscere che le nuove leve sono molto più attente e recepiscono meglio questi messaggi. Ho pazienti di 35 anni che vengono per dei controlli, benché siano in buono stato di salute. Questo è un bel segnale”.

    Ma c’è l’altra faccia della medaglia legata, come anticipato, alle generazioni un po’ più ‘âgé’ (per dirla alla francese) qui, queste ‘esortazioni’ fanno fatica ad entrare in testa.

    “E’ una sfida culturale contro i famosi fattori di rischio: aumento dei soggetti con ipertensione, colesterolo alto, soggetti diabetici, il fenomeno dell’obesità di cui sarebbe opportuno parlarne di più, onde evitare di trasformarci nei nuovi USA sotto questo punto di vista…”.

    Gli stimoli lanciati dallo specialista della Multimedica di Castellanza e del Poliambulatorio Santa Crescenzia diretto dal dottor Andrea Rocchitelli, sono davvero parecchi e di sostanza.

    “Cuore malato, arterie malate” un vecchio adagio medico che il dottor Miramonti fa suo e rilancia e che ha una doppia valenza: da un lato, il fatto che spesso il Chirurgo Vascolare si trova a doversi interfacciare con il Cardiologo, dall’altro, il fatto che il rischio per questi pazienti è duplice: non solo infarto, tanto per intenderci ed esemplificare, ma anche la possibilità di un ictus dietro l’angolo.

    “Io resto fiducioso – chiosa il medico – perché vedo maggior consapevolezza tra i soggetti meno anziani, anche perché le patologie che mi capita di trattare spesso sono silenti, asintomatiche, dunque, le verifiche constanti e puntuali sono necessarie. D’altra parte, dico anche che dobbiamo tenere alto il nostro orgoglio mediterraneo che parte da una dieta sana a tavola, che è il primo punto di partenza”.

    Da ultimo, per i ‘distratti’ c’è un dato che Miramonti tiene a ricordare: “Bene le campagne contro il fumo, bene tutto ciò che è prevenzione in ambito oncologico, ma non dimentichiamoci mai che nel nostro Paese la prima causa di morte restano ancora le malattie cardiovascolari….”.

    Come dire, che se il tumore fa paura, dovrebbero farne molto di più le seconde, con il vantaggio non di poco conto, che approcciate in un certo modo nei tempi dovuti e con l’accompagnamento di un medico specialista competente, possono essere gestite molto ma molto meglio.
    Basta volerlo e diventarne sempre più consapevoli.

  • Magenta, Stati Generali. Buona la prima ma adesso serve maggiore slancio e dinamismo

    Magenta, Stati Generali. Buona la prima ma adesso serve maggiore slancio e dinamismo

    Abbiamo letto con attenzione la nota stampa del PD a riguardo degli Stati Generali che ricalca di fatto il post pubblicato qualche ora dopo l’importante iniziativa, lanciata dalla Giunta Del Gobbo, da parte di Giuliana Labria, ormai più che mai vera leader dei ‘dem’ magentini, sempre più svuotati della loro parte più cattolico democratica e fortemente collocati a sinistra, seguendo il cliché radical chic della loro leader nazionale Elly Schlein, politica italiana con cittadinanza statunitense naturalizzata svizzera….
    Il che già di per sé farebbe abbastanza sorridere, rispetto ad un politico serio, preparato e soprattutto vero amministratore di lungo corso, qual è Stefano Bonaccini Governatore della Regione Emilia Romagna. Ma questa è un’altra storia, o almeno ci serve per dare la cifra a cosa sia il PD oggi a tutti i livelli…coi suoi problemi.

    Tornando agli Stati Generali magentini, l’accusa rivolta dai ‘Dem’ è quella di un Del Gobbo che ha trasformato gli Stati Generali in una passerella …. in un evento di marketing territoriale barra elettorale.

    Obiettivamente, a nostro avviso, la verità sta nel mezzo. Sicuramente il modello blindato scelto da Del Gobbo e con interventi che, fatto salvo, quello di Francesco Cozzi, brillante imprenditore magentino, intervenuto per conto di Assolombarda territoriale, non ha visto (naturalmente non abbiamo chiesto la carta d’identità a chi ha parlato ma non pensiamo di esserci sbagliati…) la voce del mondo giovane del territorio.

    Francesco è un classe ’74 come chi scrive, oggi diremmo ancora un “ragazzotto” alla luce di quella che è l’età media di chi occupa poltrone importanti nel nostro Paese. L’unico under 50 che ha preso la parola durante il dibattito di sabato mattina.

    Su questo senz’altro dovrà essere fatta una riflessione. Perché in aula abbiamo visto giovani brillanti, carichi di dinamismo ed idee. Validi professionisti come Lory Garagiola commercialista magentino ed esponente di Fratelli d’Italia, piuttosto che Andrea Cairati altro giovane di valore.
    Per non parlare di Marco Rocchitelli per anni nel board della Confcommercio magentina. Abbiamo voluto portare solo alcuni esempi di profili che potrebbero apportare un contributo prezioso nella costruzione della Magenta del 2030.

    Ovviamente, queste persone debbono farsi avanti, così come devono farsi avanti i trentenni perché anche noi, ormai alla soglia del mezzo secolo di vita, siamo obiettivamente dei ‘diversamente giovani’.

    Il gap culturale, l’apertura mentale, l’approccio differente alle cose, così come la capacità di problem solving è drasticamente diversa e ce ne accorgiamo ogni giorno anche nel nostro lavoro quando ci confrontiamo con chi ha qualche primavera in meno di noi…

    E’ una considerazione forse banale, ma crediamo fondamentale nel percorso di avanzamento degli Stati Generali e nella redazione del nuovo PGT.

    Conoscendo Luca Del Gobbo da anni e sapendo che stupido certo non è, non avrà potuto fare anche lui la medesima considerazione.

    Perché va benissimo il patrimonio d’esperienza, la passione che può portare un ‘reduce’ del 2003 come il nostro amico Pietro Pierrettori, che ad avviso di chi scrive, andrebbe ibernato e clonato per quanto fatto in questi anni nel mondo associativo con la Pro Loco, ma è altrettanto evidente che né il buon Pietro, né chi scrive sarà il protagonista attivo della Magenta dei prossimi 20 o 30 anni.

    Serve dunque lo step due. Ricalibrare gli Stati Generali verso un loro “upgrade” usando un termine oggi molto in voga. Vale a dire gli ‘Stati Generali’ 3.0.

    Del Gobbo, come una allenatore di calcio che torna sulla panchina di una squadra dove ha già allenato, ha fatto benissimo a partire dalle certezze. E’ una metafora che il nostro Sindaco, appassionato anche lui di pallone, avrà compreso benissimo.

    Giusto partire dai ‘Pretoriani del mister’. Ma poi bisogna osare, occorre mandare in campo, chi ha gli “occhi della tigre”, chi è in panchina e scalpita perché affamato di vittorie, perché ti può dare davvero la marcia in più.

    Oggi Magenta deve osare, serve slancio in avanti. Ergo, l’auspicio è che questi primi Stati Generali siano prodromici ad una fase due in cui i protagonisti siano coloro i quali dovranno costituire o già rappresentano la classe dirigente del nostro territorio.

    Capiamo che ci siano dei passaggi obbligati (vedi Sindacati, associazioni di categorie varie, ect.) ma Magenta ha bisogno di questo sano dinamismo per tornare a volare alto.

    Ma queste considerazioni le può e le deve fare chi, comunque, ha aderito fin dall’inizio al percorso partecipativo dal basso lanciato dal Sindaco Del Gobbo.

    Non certo chi si è già messo fuori squadra in partenza con la solita trita e ritrita politica dei no, del bastian contrario, del non va bene niente, dell’altro che Rinascimento Magentino….tutta roba buona per amene discussioni sui social…

    Il PD a livello locale è in piena crisi d’identità e non potrebbe essere diversamente, vista la linea ondivaga della sua segretaria nazionale che deve guardarsi anche da Conte e dai grillini, ma anche l’Amministrazione Del Gobbo, ora ha bisogno di quella fetta di ‘forze vive’ della città, fondamentale per parlare davvero di una Magenta del futuro.

    Alla Giunta il compito di coinvolgerli realmente a loro va da sé quello di dire la loro in modo efficace. Sennò il conservatorismo sarà sicuramente meglio del nulla cosmico dell’ultimo decennio, ma non basterà per portare Magenta al rango della città che merita di tornare ad essere.

  • Magenta, Stati Generali: è partita la Magenta del futuro, crediamoci

    Magenta, Stati Generali: è partita la Magenta del futuro, crediamoci

    “Compito di un amministratore è disegnare il futuro della sua Città, lo può fare da solo, ma in modo autoreferenziale, oppure, ascoltando la voce del proprio territorio. Noi da sempre abbiamo scelto questa seconda strada”.

    Le parole in chiosa del Sindaco Luca Del Gobbo all’intensa giornata di lavoro andata in scena stamani in Sala Consiliare, ben sintetizzano, il significato degli Stati Generali. I terzi convocati sotto la sua egida di Sindaco. Dopo i primi del 2003, infatti, seguirono quelli del 2008 e adesso eccoci con il 2024.

    Sala Consiliare gremita, di molti addetti ai lavori, rappresentanti della politica con l’On.le Umberto Novo Maerna, nonché, di tanti esponenti delle associazioni di categoria e del mondo del volontariato, che a Magenta detiene un piccolo record con ben 250 realtà attive, ma anche di molti cittadini curiosi di capire quale sarà la ‘Città del futuro’. P

    erché se è pur vero che gli Stati Generali sono prodromici alla stesura del nuovo PGT della Giunta Del Gobbo è anche vero che questo momento d’ascolto e di condivisione serve per mettere ‘in bolla’ una serie di iniziative, suggestioni, ma prim’ancora necessità del territorio.

    Del Gobbo e la sua squadra non si sottraggono alle sfide del futuro. Tant’è che il Primo cittadino ha colto anche lo spunto di Aldo Mainini, dottore commercialista, titolare di uno dei più importanti studi di consulenza in materia e oggi intervenuto in rappresentanza dell’Ordine dei Dottori Commercialisti: “Sostenibilità e Intelligenza Artificiale, due parole che non sono il domani ma che debbono essere l’oggi anche per Magenta”.

    Il Sindaco che in apertura ha posto l’accento sulle tante leve che sotto il profilo storico, culturale, naturalistico e non solo – pensiamo solo alla Magenta Città dei Servizi – debbono far tornare la ‘Città della Battaglia’ polo attrattore di un intero territorio, correttamente, ha anche ricordato come una Magenta ‘più forte ed autorevole’ serve anche per alzare maggiormente la voce con chi dovrebbe intervenire su certe partite…. E invece finora ha fatto orecchie da mercante, aggiungiamo noi.

    In primis, la questione del nuovo Liceo ‘Quasimodo’ che si trascina ormai da almeno un decennio con la Città Metropolitana, ma anche la Variante di Pontenuovo e la gestione (indecorosa) dell’ex Statale 11 nell’abitato di Pontenuovo. A riguardo, puntuale l’intervento del presidente del comitato di Frazione Emmanuele Miramonti: “Vorremmo almeno dei marciapiedi…. oggi Pontenuovo con i circa 20 mila autoveicoli che vi transitano tutti i giorni e le oltre 30 mila persone che la attraversano in auto, è una vetrina per Magenta. Un biglietto da visita certamente non bello…”.

    Parole sante e che anche il Sindaco ha colto, ma rispedendo il messaggio a chi ha competenze su certe partite, ossia, ancora una volta, in primis la Città Metropolitana sempre più ‘fantasma’ da queste parti.

    Nel corso della mattinata si sono avvicendati diversi esponenti del mondo delle istituzioni, dei corpi intermedi – in cui il Sindaco crede (giustamente) ancora tantissimo – fino ai nostri imprenditori locali come Francesco Cozzi che ha parlato per conto di Assolombarda territoriale.

    Quest’ultimo ha posto enfatizzato due temi fondamentali: l’esigenza di dar corso al recupero delle aree dismesse che a Magenta abbondano e che possono diventare luogo d’insediamento di nuove attività produttive (questo almeno l’auspicio) e contestualmente, la necessità di avere una città accogliente e sicura.

    Oggi il degrado in alcune zone di Magenta è palese, specie alla sera in cui lasciando gli spazi di socialità in mano a chi ha come unico obiettivo quello di spaccare e fare baccano, ecco che la percezione di sicurezza scema sensibilmente.

    La dott.ssa Francesca De Lucchi ha preso la parola per la Camera del commercio di Milano con due temi cari a tutti i soggetti impegnati nel fare impresa: la semplificazione burocratico amministrativa e la questione bandi, a partire nella fattispecie dai Distretti Urbani del commercio, che certamente possono essere un valore aggiunto per rilanciare Magenta come Polo Attrattore.

    Un argomento sul quale è ritornato in modo diretto il presidente della Confcommercio Territoriale il Cavalier Luigi Alemani: “Magenta deve farsi trovare pronta, non può più permettersi di perdere bandi come quello sul Distretto Urbano del Commercio…”.

    Importante e significativa la presenza del mondo del Sindacato con Mario Principe Segretario della Cgil Ticino Olona, Eros Lanzoni per la Cisl Milano Metropoli e Luigi Tripodi per la UIL.

    Tantissimi gli spunti: dalla necessità di un Welfare più forte in un mondo che cambia e che soprattutto invecchia, ma un occhio ben puntato anche sui temi dello sviluppo con l’area Expo che è a pochi chilometri da Magenta e i cui riflessi debbono esser colti in positivo, così come la transizione ecologica che ‘la Città capitale del Parco del Ticino’ non può certamente non cogliere.

    Tutto il mondo delle parti sociali ha rivolto un plauso a Del Gobbo che mai si è sottratto al confronto anche in passato. Ma adesso viene il bello perché su una partita tanto strategica qual è quella del PGT sarebbe auspicabile l’apertura di tavoli e momenti di incontro ancor più sistematici e con tempi serrati.

    L’intervento di Marco Accornero Segretario della Confartigianato milanese è servito per ricordare non senza un pizzico di commozione il Cavalier Bruno Cavalazzi una figura storica per Magenta, mancato solo qualche mese fa. Il Signor Bruno spesso nella sua esperienza di presidente territoriale della sua associazione amava lanciare una provocazione. Che oggi è stata riproposta: creare delle aree residenziali a canone agevolato dove si possano insediare nuove realtà artigianali. Crediamo che nel nuovo PGT si debba tener in considerazione anche questa valida idea.

    Marco Silanos della CDO Insubria ha ricordato la costante disponibilità della sua associazione per uno scambio continuo e proficuo di esperienze. Così come Dario Firsec intervenuto per ANCE Milano in delega della presidente Regina De Albertis.

    Lungo e appassionato l’intervento di Pietro Pierrettori presidente della Pro Loco e tra i ‘reduci’ di quei primi Stati Generali dell’aprile 2003.

    Oltre a rimarcare l’inestimabile valore dell’associazionismo, Pierrettori ha citato i grandi patrimoni ancora non del tutto (ed è un eufemismo…) inesplorati che Magenta ha a disposizione: la Battaglia di Magenta che porta in città almeno 10 mila persone tutti gli anni. Un volano economico che si declina anche sotto altri profili.

    “Personalmente tutti gli anni – ha detto Pierrettori – ‘porto a spasso’ per la Città almeno 1.000 studenti che hanno altrettante famiglie che potrebbero venire a Magenta”. Tutti concordi poi sul valore di quei 5.000 studenti (che hanno 10.000 mila genitori…) che tutte le mattine rendono Magenta un centro di formazione di competenze e professionalità per il futuro.

    Anche qui sul fronte scuola – e lasciateci ricordare un grande vecchio amico che non c’è più, l’Assessore Giovanni Lami – ci sono margini di crescita enormi che vanno cavalcati fino in fondo perché i riflessi per l’economia locale ci potrebbero essere eccome.

    A patto – parola magica citata da Pierrettori ma non così scontata – di credere effettivamente nei progetti.

    “Perchè – ha affondato il colpo il presidente della Pro Loco – se quando c’è il 4 Giugno si preferisce tener abbassata la saracinesca dicendo che tanto è tutto uguale e non cambia mai niente, beh, allora non lamentiamoci…”.

    “Vogliamo far volare l’aquila di Magenta molto più in alto” è stata la chiosa finale di Pierrettori, uno che questa città ce l’ha davvero nel cuore.

    In conclusione, riprendiamo un’altra bella suggestione lanciata ancora da Aldo Mainini a proposito del Color Magenta. Proprio da lui che è stato tra i soci fondatori dell’associazione Fucsina che ha nel ‘Color Magenta’ il tratto distintivo.

    “La Via del Colore può davvero essere il volano per sviluppare numerose iniziative tematiche. Vi assicuro che ho avuto modo di parlarne con un collega americano e la sua reazione è stata … Wow… quando gli ho parlato delle tante cose che potremmo fare nel Magentino partendo da questo unico filo conduttore”.

    E allora se ci credono dall’altra parte dell’Oceano, perchè, non dovremmo farlo noi che Magenta la viviamo 365 giorni all’anno???