Autore: Graziano Masperi

  • Valentina Caso ricordata dal Tapascione Running Team di Robecco a due anni dalla scomparsa

    Sono passati già due anni da quel tragico 4 agosto 2021 quando Valentina Caso perse la vita in un incidente stradale a Robecco sul Naviglio. Questa sera la società per la quale era tesserata, il Tapascione Running Team, l’ha ricordata insieme al papà Giovanni e alla mamma Daniela.

    ROBECCO SUL NAVIGLIO – Un lancio di palloncini, qualche lumino e una corsetta. Come è nello stile del TRT che ha voluto ricordare Valentina facendo quello che le piaceva. Fare sport all’aria aperta. Quella mattina Valentina era uscita di casa per un allenamento in bicicletta perché si stava preparando per il Triathlon, specialità nella quale andava fortissimo.

    Oggi a ricordarla c’erano i suoi amici runner, la Sindaca Fortunata Barni, Gioanni Noè, l’assessore Luigi Vadrucci. “Il ricordo di Vale sarà sempre con noi – ha commentato il presidente del TRT Stefano Colombo – e sarà così per sempre, finché esisterà questa società”. Lacrime agli occhi del papà Giovanni che stringeva la bicicletta di Valentina rimessa a nuovo miracolosamente trovando tutti i pezzi di ricambio. “Su questa bicicletta ci sarà sempre la nostra Valentina”, ha detto Giovanni.

  • Incidente alla rotonda di via IV Giugno a Magenta, un ferito

    Incidente, poco prima delle 19 di questa sera, alla rotonda tra via Espinasse e via IV Giugno a Magenta. Per cause in corso di chiarimento da parte della Polizia locale di Magenta si è verificato l’urto tra due veicoli con il ferimento di una persona.

    MAGENTA – Sul posto è giunto l’equipaggio di turno della Croce Bianca che ha soccorso un uomo di 59 anni e lo ha accompagnato, in codice verde, al pronto soccorso del Fornaroli. La viabilità non ha subito intoppi ed è stata gestita dalla Polizia locale fino alla rimozione dei mezzi da parte del carro attrezzi.

  • Pakistan, dove i bambini di strada muoiono di fame mentre le caste di politici fanno i soldi e il paese sprofonda

    Non ci vuole molto a capire come mai il Pakistan abbia un tasso così elevato di esportazione della manodopera. Chi può se ne va, in Europa o in Nord America. Il paese non cresce, anzi sprofonda sempre più. La povertà è immensa ed è un pugno nell’occhio per un paese che avrebbe potenziali enormi per crescere. Ma senza infrastrutture adeguate è impossibile puntare sul turismo e con una classe politica guidata da dinastie storiche, piene zeppe di soldi che non fanno certo gli interessi del paese, guardare al futuro in positivo è impossibile. Il rischio attentati è quotidiano.

    Le strade sono impraticabili e non c’è una rete fognaria. Questo vuol dire che appena vengono giù due gocce di pioggia si trasformano in un lago di fango. I bambini sono ovunque. C’è chi raccoglie rifiuti per due soldi e chi lavora sulla strada mettendo pietre. “Non so esattamente l’età dei miei genitori – racconta una bambina che incontriamo lungo una strada trafficatissima di Gujranwala – sono vecchi. Noi siamo in sei, siamo tutti sulla strada. Io rimango dalle 8 fino alle 13 e poi arrivano altri a darmi il cambio”. Quello che ci ha detto quella bambina fa emergere un ulteriore problema. Spesso dietro l’accattonaggio ci sono vere organizzazioni criminali che gestiscono i bambini facendo fare loro dei turni. Mille rupie pakistane equivalgono a poco più di tre euro. Un bimbo quando si ritrova un bigliettone da mille rupie in mano fa i salti di gioia.

    Sono soldi che non vede nemmeno in una settimana. Un litro di benzina costa circa 260 rupie, 83 centesimi di euro al cambio. La vita costa pochissimo per un europeo abituato a ben altri costi. Ma per i pakistani non è così. “Ho problemi mentali e fisici molto gravi e non ricevo alcuna assistenza”, spiega una ragazza. Chi ha un bel lavoro, chi fa l’insegnante, lavora come dipendente statale e godrà di pensione, o è riuscito a mettere via un po’ di soldi, vive nei cosiddetti quartieri protetti. Lì cambia tutto. Niente più caos infernale, strade ben tenute, prati tagliati, un centro medico, scuole e servizi. Se li pagano loro e quindi fanno bene. C’è una protezione all’ingresso con delle guardie che verificano chi entra e spesso non fanno entrare nessuno al di fuori dei residenti. A Lahore un gruppo di studentesse della facoltà di Medicina parlano con noi del loro presente e del loro futuro. “Dopo la Laurea vorremmo tanto venire in Europa a specializzarci”. Ma soltanto una di loro aspira a rientrare in paese per il bene del Pakistan. Le altre rimarranno a lavorare all’estero. Inghilterra, Italia, Nord America, ovunque. L’inglese lo sanno alla perfezione, non avranno difficoltà. Molti, quelli appartenenti alle caste più basse, tentano la fortuna affidandosi alle bande di criminali che organizzano i viaggi della speranza in Europa. Sono tante le tendopoli che si incontrano nelle campagne. Spesso ci vivono famiglie poverissime. Ma anche persone che qualche soldo sono riuscite a metterlo via.

    E’ il caso di due famiglie che hanno speso 8000 euro nella convinzione di andarsene. Poi però ci hanno ripensato. “Su quel barcone che si è rovesciato al largo della Grecia avremmo potuto esserci anche noi”, spiega un uomo. Hanno delle belle case che hanno costruito loro e riescono a stare al fresco quando le temperature esterne raggiungono livelli impossibili. Lungo una via stretta di un quartiere di Gujarat incontriamo due bambine. Anche loro mendicano. Non sono mai state a scuola, appartengono a famiglie di zingari pakistani. Alla domanda se sognano una vita migliore la risposta lascia senza parole: “Perché? Esiste una vita migliore di questa? Non lo sappiamo, per noi è così e sarà sempre così”.

  • Inseguimento tra Robecco, Magenta e Corbetta, i Carabinieri arrestano due uomini per resistenza

    Inseguimento tra Robecco, Magenta e Corbetta, i Carabinieri arrestano due uomini per resistenza

    Erano impegnati in un normale posto di controllo all’altezza del comune di Robecco sul Naviglio, quando si sono imbattuti in una Audi con due persone a bordo che non si è fermata all’Alt. E’ nato un inseguimento continuato verso Magenta e conclusosi a Corbetta dove due uomini sono stati arrestati per resistenza.

    CORBETTA – E’ accaduto ieri, mercoledì, in tarda mattinata. I Carabinieri del nucleo radiomobile di Abbiategrasso sono riusciti a raggiungere i due individui sospetti nei pressi dell’Esselunga di Corbetta. Sono giunti sul posto anche i colleghi della stazione di Corbetta a dare man forte.

    I due occupanti della Audi hanno opposto resistenza tentando di divincolarsi e, per loro, è scattato inevitabilmente l’arresto. Oggi è fissata l’udienza di convalida. Si tratta di due giovani italiani di circa 30 anni con precedenti.

  • Magenta: posto disabili sempre occupato, la (giusta) denuncia di Simona, mamma di un bimbo autistico

    Trovare il parcheggio riservato si disabili perennemente occupato da veicoli senza tagliando. E’ la triste realtà che capita anche a Magenta. Simona e il figlio autistico di 7 anni sono costretti a convivere quotidianamente con questa realtà e auspicano che le cose possano finalmente cambiare. Siamo in via Mazenta dove lunedì si è verificato il classico episodio che ha fatto traboccare il vaso.

    MAGENTA – Lo stallo era occupato da un camioncino il cui conducente doveva portare l’acqua in un’abitazione. “Da un litigio a parole la situazione è degenerata – spiega Simona – La risposta che non ho digerito è stata l’avermi dato della maleducata. Posso accettarlo se ho palesemente torto. Ma, in un caso come questo dove la ragione è dalla mia, cambia tutto. Nel parcheggio per disabili non è ammessa la sosta a coloro che non sono in possesso di regolare tagliando. Questo mette fine ad ogni discussione”. Simona ha chiamato la Polizia locale che però non aveva, in quel momento, pattuglie disponibili per un intervento in via Mazenta.

    “Ci sono regioni in Italia dove se parcheggi sul posto disabili trovi la multa dopo due secondi – continua Simona – Come è possibile che alle 16.45 di un lunedì del 31 luglio con le scuole chiuse non ci sia una pattuglia a disposizione del cittadino in difficoltà? Ho parlato con il comandante della Polizia locale e con il Sindaco di Magenta Luca Del Gobbo. Ho trovato due persone disponibilissime che hanno compreso il disagio e si metteranno al lavoro affinché non accada più nulla di simile. La cosa che mi ha ferita maggiormente è stata la risatina della persona dall’altra parte del telefono quando ho chiamato per raccontare il mio problema”.

    La battaglia di Simona non è per sé stessa e nemmeno per il figlio autistico. “Ci sono persone disabili con problemi ben peggiori di quelli di mio figlio – conclude – persone in carrozzina, anziani. E’ una battaglia di civiltà. Dobbiamo metterci nei panni degli altri, di chi non sta bene. Solo allora potremo comprendere i problemi”.

  • Santa Messa in una chiesa Cattolica del Pakistan, dove si prega scortati dalla guardie armate- di Graziano Masperi

    Santa Messa in una chiesa Cattolica del Pakistan, dove si prega scortati dalla guardie armate- di Graziano Masperi

    Ci sono le guardie armate di mitragliatore davanti alla chiesa di San Francesco d’Assisi a Gujranwala. E’ la prima cosa che vediamo appena la raggiungiamo ed è una scena dall’impatto fortissimo. La chiesa dista alcuni chilometri dal centro della città del Punjab Pakistano. I Cattolici in quel territorio sono una minoranza in un paese a stragrande maggioranza musulmana. Vivono un po’ tutti in quella zona, attorno all’edificio costruito nel 1944 da un missionario belga.

    Avevamo appuntamento con il parroco, fr. Shakeel Inayat che sta uscendo dopo la prima messa delle 8.30. Ci sorride, ci chiede il motivo di questa visita. Vogliamo capire e vedere con i nostri occhi quali sono i problemi che una comunità Cristiano Cattolica vive in un paese come il Pakistan. “Non ci sono problemi, siete i benvenuti”, ci dice. Partecipiamo anche noi alla seconda messa. Si entra scalzi e ci si siede sui tappeti, le donne da una parte e gli uomini dall’altra. Noi siamo in 5, 2 cattolici e tre musulmani. Entriamo tutti. Noi due cattolici veniamo invitati davanti, insieme ai ragazzi e al gruppo dei chierichetti che servono messa. Dall’altra parte ci sono i cantori. Ci sono quattro parrocchie a Gujranwala e 4mila fedeli circa in tutto il territorio. Sono 1500 quelli che frequentano la chiesa di San Francesco d’Assisi, in una città che conta oltre due milioni di abitanti. Vogliamo sapere se i cristiani sono discriminati per motivi religiosi.

    “Problemi in questa chiesa non ne abbiamo mai avuti – assicura – ma le discriminazioni ci sono e le troviamo, soprattutto, sul posto di lavoro. I cristiani sono una minoranza, appartengono alle caste più basse e a loro vengono affidati i lavori più umili”. Il parroco spiega che stanno facendo una grande opera di aiuto nei confronti dei cattolici discriminati. “Li portiamo da noi in modo che si sentano più tutelati”, spiega. Ha il sorriso stampato sul volto il parroco. Si avvicinano a noi un po’ tutti i componenti della comunità cristiana cattolica. Sono incuriositi dalla nostra presenza, mai un occidentale si era spinto fin lì. Vogliono fare foto con noi. Ci fanno una festa incredibile. Il parroco dice che non ci sono problemi, ma le guardie armate raccontano ben altro. Fa impressione vedere le guardie armate, anch’esse cattoliche, mettersi in fila per la Comunione con il mitragliatore sotto braccio. “Siamo in Pakistan – spiega il sacerdote – può accadere di tutto da un momento all’altro. Questo è un modo per tutelarci nel massimo rispetto della nostra chiesa”.

    La Polizia del Punjab spesso fa dei controlli, ma si limita ad alcune foto e se ne va. E così la comunità si tutela. A Lahore c’è una chiesa protestante a pochi metri dalla grande Moschea e dal tempio Sikh in una sorta di convivenza pacifica. Il Pastore assicura che non ci sono mai stati problemi da quando lui è lì, ovvero da 13 anni. “Qualcosa negli ultimi giorni è successo – aggiunge – a causa di alcuni sconsiderati che hanno bruciato il Corano in Svezia. Gesto che noi condanniamo”. Prima di lasciare la chiesa di San Francesco d’Assisi abbiamo invitato il parroco e gli altri componenti della comunità cattolica ad una visita nella nostra città. L’hanno accolta, anche se sarà difficile poter contare sulla loro presenza fisica a causa delle difficoltà nell’ottenimento dei visti di ingresso.

    E se un musulmano dovesse venire da voi a chiedere aiuto? “Il Cristianesimo, da noi e in tutto il mondo, aiuta chi ha bisogno – conclude il parroco – se dovesse venire un musulmano lo aiuteremo, come facciamo con chiunque altro. Se vuole pregare nella nostra chiesa potrà entrare a pregare. Questo è un luogo di Dio ed è aperto a tutti”.

  • Anmil Magenta, l’associazione invalidi del lavoro, chiude per ferie e pensa alle attività del prossimo autunno

    Cominciano le meritate ferie anche per i volontari dell’associazione Anmil di Magenta (associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro). Si sono chiusi mesi impegnativi che hanno portato, tra le altre cose, ad assistere i contribuenti nella compilazione gratuita della dichiarazione dei redditi.

    MAGENTA – “Sono stati oltre 160 i modelli che abbiamo compilato – ha spiegato Carlo Viola – un ottimo risultato che intende continuare un servizio che la popolazione gradisce”. La sede di Casa Giacobbe rimarrà chiusa dal 2 agosto e riaprirà ai primi di settembre con i soliti orari, il giovedì dalle 9 alle 11.

    “Avremo un incontro con il presidente provinciale – conclude Viola – per pianificare le prossime attività. Il nostro obiettivo è di tenere sempre alta l’attenzione sulla gravità degli infortuni sul lavoro”.

  • Cabina Enel di Bernate, la denuncia di un cittadino: “E’ troppo vecchia, va sostituita”

    Cabina Enel di Bernate, la denuncia di un cittadino: “E’ troppo vecchia, va sostituita”

    La cabina Enel di via Garibaldi a Bernate Ticino sta creando disagi enormi ai residenti. E’ decisamente antiquata, contando all’incirca 60 anni di vita, e per ragioni di età andrebbe sostituita per la gioia di tutti. Il problema principale è che è oggetto di sbalzi continui di corrente che, negli ultimi giorni, ha causato il malcontento dei cittadini che vivono attorno.

    BERNATE TICINO – “Saltando spesso la corrente – spiega Teresio Garavaglia, un bernatese – scattano gli allarmi delle abitazioni a ritmo continuo. Cosa che succede spesso di notte con grande dispiacere per tutti noi costretti a svegliarci di soprassalto dai forti decibel dotati di intensità fuori dal normale. Non esagero a dire che il rumore provocato è talmente forte da riuscire a farci impazzire”. In molti auspicano che questa struttura venga demolita al più presto e sostituita con un’altra più moderna e sicura. Decisioni che vanno prese altrove, ovviamente. E che dovranno essere valutate dalla stessa società per l’energia elettrica. Bernate Ticino andrà al voto il prossimo anno e, chissà, l’abbattimento della vecchia cabina, potrebbe rientrare nelle promesse elettorali di alcuni candidati.

    “Bernate è un paese con diversi problemi che rendono la vita difficoltosa per noi che la viviamo quotidianamente – continua Garavaglia – Non abbiamo ancora una centralina Telecom per fare solo un esempio. E’ posizionata nella vicina Boffalora, ma per noi è un disagio perché la navigazione sul nostro comune è lentissima. Adesso ci si mette anche la cabina Enel che, da quel che succede, sta veramente tirando gli ultimi giorni”.

  • Ciclista investito da un’auto alla rotonda di via Milano a Magenta, finisce al pronto soccorso in codice verde

    Ciclista investito da un’auto alla rotonda di via Milano a Magenta, finisce al pronto soccorso in codice verde

    E’ stato accompagnato, in codice verde, al pronto soccorso del Fornaroli un ciclista di 42 anni di origini senegalesi coinvolto in un incidente, questa mattina poco prima delle 9 a Magenta, alla rotonda di via Milano.

    MAGENTA – All’altezza della fermata capolinea del bus il ciclista è stato urtato da un uomo in auto. Lesioni non gravi per il 42enne soccorso da un equipaggio della Croce Bianca di Magenta che lo ha trasferito al pronto soccorso per i controlli di rito. Ad intervenire per i rilievi è stata la Polizia locale di Magenta.

  • Katia Gagliardi, la vulcanica maestra di Corbetta, è anche poetessa e scrive un testo per l’amico esploratore

    Katia Gagliardi, la vulcanica maestra che vive a Santo Stefano Ticino e lavora a Corbetta, non si ferma mai. Dopo le canzoni per il personale medico e infermieristico in epoca covid, le esibizioni come artista di strada a Milano che hanno riscosso un successo incredibile e mille altre cose, eccola scrivere una bellissima poesia per un amico. Si tratta di Nicola De Cicco, grande esploratore. Naturalmente la poesia ha un significato tutto da scoprire.

    Spalancherai le ali per volare nel cielo appeso ad una parete rocciosa
    verso le alte vette, alla scoperta di nuovi mondi…in un viaggio che passa dentro l’anima

    Ogni tuo passo camminerà con il battito del tuo cuore,
    Ogni tuo respiro accompagnerà il soffio del vento
    E quando giungerai alla meta vedrai
    La vita che rifiorisce nei luoghi più impervi

    In quell’attimo sarai avvolto da un senso di Gratitudine verso la Natura che ha arricchito il tuo essere.
    Il tuo sguardo calerà insieme al Sole che il giorno dopo risplenderà ancora e ancora….