Autore: Massimo Moletti

  • Faccia da funerale. Resoconto di un viaggio Cerano- Milano per omaggiare il Silvio

    Un dilemma mi ha preso mercoledì mattina presto. Andare o non andare al funerale?

    CERANO – Il treno da Trecate mi porta a Porta Venezia poi via per il Duomo … È il funerale del Silvio perché non andare ; è a un tiro di schioppo. Posso prendere il treno delle 10:26 e per 11 e mezzo sarò sul sagrato. Ma perché andare ? Non lo conoscevo personalmente anche se per le sue tv qualcosa ho fatto. Il mio Direttore vuole che faccio il servizio o reportage ma senza pass
    Dove vado che non ho cavallo! Non sono cavaliere !!! Una forza oscura o limpida pero’ mi spinge ad andare.
    Chiamo mio amico Antonio operatore delle mie prime esperienze tv! Lui mi dice : perché non devi andare ti intrufoli dappertutto!!! Sarei venuto ma devo pensare a mia madre lo guarderò in tv …

    Un evento così importante a due passi da casa questo era Berlusconi. Parto e arrivo in Duomo attraversando i luoghi dove sono passato molte e molte volte.
    Piazza San Babila dove Silvio parti con il partito unico. Arrivo in Duomo non c’è tante gente. Più forze dell’ordine e giornalisti …
    Ma il popolo del “Berlusca ” fa molte cose insieme. Colazione, pranzo e aperitivo

    Molti fanno shopping e guardano vetrine. Altri prendono ricordi dalle edicole in zona.

    https://www.facebook.com/reel/293996569630951

    La gente c è e come in un flash mob arrivano ma il sole è tanto. Gente di tutte le età, stagioni e ceti mischiato in una sola folla.
    Omaggio del Monza calcio ma soprattutto dei tifosi del Milan un gesto bellissimo fi riconoscenza in un paese di presuntuosi. Faccio immagini e foto pure collegamento con radio ma mi manca qualcosa. Sento la gente ascolto i discorsi, semplici ma pure complessi.
    Uno o più infiltrati fanno cagnara ma subito portati via. I balconi e terrazze sono piene e la gente aspetta ma in tanto telefona e fotografa e acquista.
    Silvio fa guadagnare pure da morto.

    Molti vanno a giocare i numeri perché è un grande uomo in tutto. Ma io penso a tutta la mia vita a seguire lui: Milan, politica, tv, Cinema.
    Come eravamo distanti in molte cose! Specialmente sul look ma era uno semplice di famiglia.
    Il commerciante o venditore che vedevi fin da piccolo e chiedeva sempre come stavi.
    Un uomo preso ad esempio ma poi pure criticato e forse odiato perché volevi camminare con le tue gambe …Non eri più un ragazzo.
    Ma io ieri mi sentivo un ragazzino o forse bambino. Bim bum bam schiaffone della maestra ma poi arrivava il cartone e happy days.
    Le sue reti erano giovani e di tendenza television. Quanti hanno iniziato e moltissimi volevano entrare.
    In questa piazza c è il pubblico: delle televendite e telenovela aggiungiamo pure le comparse e pubblico attivo e passivo.
    I quiz e le telefonate da casa o le cartoline e raccolta punti.
    Prove d’acquisto e d’affetto. Pure il pubblico di Colpo Grosso e del doppio petto di pollo e gallinella.
    Il pubblico delle gomme da masticare e delle collane di uscita in edicola pure il popolo dei settimanali gossip.
    Patatine fritte , panino e coca però Cola. Le ragazze del tempo delle mele tradotte in spodero Simon le Bon …poi qualcuna è andata oltre !!@ ma non ha fatto nulla di male..
    Ecco tutta questa gente non ha fatto niente di cattivo voleva solo sognare e realizzare o aver un ottimo attimo.
    Perché un “sinistro” o più ci sono venuti a contare.
    Ma il popolo più grande è davanti alla tv dove è sempre stato a sperare nei numeri del bingo o borsa con occhio a veline e letterine.
    Arriva il corteo e mi prende un buco. L’auto funebre si avvicina e sento che sta finendo qualcosa.
    Il tributo dei rosso nero è sincero e profondo.
    Arriva la bara mi chiama la radio… Il sole e la paura del deserto erano concentrate…poi spuntano da ogni lato…

    Piena la piazza ma io non parlo: piango perché?
    Non lo so, una signora mi dona il fazzoletto ma io sono versione “Carambaaaaa”
    Sorpresa arriva una nuvola a dare refrigerio ma io mi sposto all’ombra.

    Ultime interviste perché la bella messa è finita
    Silvio saluta per ultimo viaggio. Torno da Milano per la prima volta in 30 anni senza di lui.
    Penso quanto commercio ha creato pure da defunto e credo nell’ insegnamento più grande andare avanti e passa parola. Ciao Silvio…per dire quello che eri!!! Mia madre era orgogliosa e si tirava su perché aveva fatto tua spessa operazione.
    Questo era ed è e sarà….uno di noi meglio di noi ma senza farlo pesare ….

  • I funerali di Silvio Berlusconi, raccontati dal nostro inviato e l’omelia di Monsignor Delpini (testo integrale)

    Il nostro inviato Massimo Moletti è partito all’alba da Cerano per documentare l’attesa e i successivi umori della piazza Duomo, gremita all’inverosimile, per i funerali nella cattedrale Milanese

    “Vivere e resistere e non lasciarsi abbattere dalle sconfitte e credere che ci sia sempre una speranza di vittoria, di riscatto, di vita. Vivere e desiderare una vita che non finisce e avere coraggio e avere fiducia e credere che ci sia sempre una via d’uscita anche dalla valle più oscura.

    Vivere e non sottrarsi alle sfide, ai contrasti, agli insulti, alle critiche, e continuare a sorridere, a sfidare, a contrastare, a ridere degli insulti. Vivere e sentire le forze esaurirsi, vivere e soffrire il declino e continuare a sorridere, a provare, a tentare una via per vivere ancora. Ecco che cosa si può dire di un uomo: un desiderio di vita, che trova in Dio il suo giudizio e il suo compimento.

    Amare e desiderare di essere amato. E cercare l’amore, come una promessa di vita, come una storia complicata, come una fedeltà compromessa. Desiderare di essere amato e temere che l’amore possa essere solo una concessione, un’accondiscendenza, una passione tempestosa e precaria. Amare e desiderare di essere amato per sempre e provare le delusioni dell’amore e sperare che ci possa essere una via per un amore più alto, più forte, più grande.

    Amare e percorrere le vie della dedizione. Amare e sperare. Amare e affidarsi. Amare ed arrendersi. Ecco che cosa si può dire dell’uomo: un desiderio di amore, che trova in Dio il suo giudizio e il suo compimento.

    Essere contento e amare le feste. Godere il bello della vita. Essere contento senza troppi pensieri e senza troppe inquietudini. Essere contento degli amici di una vita. Essere contento delle imprese che danno soddisfazione. Essere contento e desiderare che siano contenti anche gli altri. Essere contento di sé e stupirsi che gli altri non siano contenti.

    Essere contento delle cose buone, dei momenti belli, degli applausi della gente, degli elogi dei sostenitori. Godere della compagnia. Essere contento delle cose minime che fanno sorridere, del gesto simpatico, del risultato gratificante. Essere contento e sperimentare che la gioia è precaria.

    Essere contento e sentire l’insinuarsi di una minaccia oscura che ricopre di grigiore le cose che rendono contenti. Essere contento e sentirsi smarriti di fronte all’irrimediabile esaurirsi della gioia. Ecco che cosa si può dire dell’uomo: un desiderio di gioia, che trova in Dio il suo giudizio e il suo compimento

    Quando un uomo è un uomo d’affari, allora cerca di fare affari. Ha quindi clienti e concorrenti. Ha momenti di successo e momenti di insuccesso. Si arrischia in imprese spericolate. Guarda ai numeri, forse si dimentica dei criteri. Deve fare affari. Non può fidarsi troppo degli altri e sa che gli altri non si fidano troppo di lui. È un uomo d’affari e deve fare affari.

    Quando un uomo è un uomo politico, allora cerca di vincere. Ha sostenitori e oppositori. C’è chi lo esalta e chi non può sopportarlo. Un uomo politico, nei nostri tempi, è sempre un uomo di parte. Quando un uomo è un personaggio, allora è sempre in scena. Ha ammiratori e detrattori. Ha chi lo applaude e chi lo detesta.

    Silvio Berlusconi è stato certo un uomo politico, è stato certo un uomo d’affari, è stato certo un personaggio alla ribalta della notorietà.

    Ma in questo momento di congedo e di preghiera, che cosa possiamo dire di Silvio Berlusconi? È stato un uomo: un desiderio di vita, un desiderio di amore, un desiderio di gioia. E ora celebriamo il mistero del compimento. Ecco che cosa posso dire di Silvio Berlusconi. È un uomo e ora incontra Dio”

    GUARDA QUI I REPORTAGE DI MASSIMO MOLETTI

    https://www.youtube.com/watch?v=wYfs99tqETs

    https://www.youtube.com/@massimomolettisexy194

    LE VOCI DELLA POLITICA CON MOLINARI E ROTONDI

    https://www.youtube.com/shorts/14nk8kuU5c8

    https://www.youtube.com/watch?v=f1TOSGyvEZU

  • Le lettere del Duca. “Faccia da NO Stazione”

    Le lettere del Duca. “Faccia da NO Stazione”

    Egregio Direttore, voglio fare una domanda: è meglio avere o non avere la stazione ferroviaria per un paese ?

    CERANO NO – RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO – Una linea ferrata è sempre un servizio di trasporto comodo per i cittadini di una realtà? Le chiedo questo perché vedo molti discorsi fatti ad aria fritta o senza dati ne frequentazioni !
    Il treno porta delinquenza e cambia i paese mi sembrava di ritornare nella casa della prateria. Il progresso non è sempre male ne bene bisogna gestirlo e metterlo sui giusti binari.
    Il discorso da bar dell’onnisciente vitellone no soldi era sul fatto che il treno portasse immigrati.
    Beh, mi sembra che ovunque anche in zone non tagliate dalla strada ferrata la presenza sia forte.
    Vorrei dire una cosa che ho visto con gli occhi miei: molti di loro fanno il biglietto. Molti abbonamenti, altri App.

    Certo un buon numero balla il “ballo del controllore” però negli anni la situazione ha avuto buoni risvolti!
    Ma restiamo al beneficio o maleficio del treno. Primo beneficio? Le case valgono un pelino in più.. Secondo? Un servizio per studenti e lavoratori e per ogni altra funzione umana …
    Terzo? Possono venire in paese dalla città persone perbene e con ricchezze.

    Magari stufi della città e con voglia di spazi più grandi. Il fatto molto spesso è che certe sentenze le fanno sempre persone che vogliono influenzare la comunità e con l’assenza del problema pendolare.
    Forse l’immobilismo e isolazionismo ha un suo fascino e scopo. Però il treno è il treno, non solo da guardare per poter inventare storie.

    Ma è difficile fare capire le priorità a chi ha il biglietto del sapere in tasca

    Massimo Moletti

  • Faccia da eleganza: mostra d’auto d’epoca in quel di Cerano

    La Domenica andando alla Santa Messa, ho visto un cartello… Concorso l’eleganza…

    CERANO NO – Una manifestazione che ogni anno abita e dà vita lustrosa a piazza Crespi a Cerano. Quest’anno vista la grande partecipazione è stata allargata alla piazza delle scuole elementari.
    Un raduno di auto storiche ma anche un raduno dei nostri ricordi ed emozioni.
    Entrando in chiesa vedo l’inizio dei preparativi poi all’uscita mi ricordo sempre la frase di mia madre: “Magari c è pure la Prinz!!!!” La prima macchina comprata da mio padre …
    Io noto subito la Bianchina del ragioniere più famoso del cinema.. Fantozzi era un tutt’ uno con la sua auto …
    La cosa più bella è vedere la gioia degli organizzatori della Pro loco locale con gli occhi da adolescenti nel ricordare loro avventure sulle auto …
    Un altro fatto pulito e chiaro è l’orgoglio dei proprietari che parlano delle auto come fossero figli…

    Può un auto vivere?? Forse no ma ti fa rivivere tutti i momenti passati; belli, brutti, amorosi, eccitanti, peccaminosi, e molti altri stati d’animo dell’essere umano.

    La gente gira tra le macchine in esposizione cercando un ricordo ed emozioni. La Pegeout 205 c è l’ha portato qui recitava la pubblicità fine anni ’80 della piccola francese…
    Macchine che hanno fatto epoca ed epiche battaglie di vita. La 190 Mito anni ’80 simbolo dei vip o arrivati e del lusso di quel periodo.
    Le mitiche Alfa Romeo dalle 75 famose per essere ufficiali forze dell’ordine.

    Le spider da dove anni indietro scese in minigonna una bionda che si era persa a chiedermi la strada.
    Io volevo aiutarla ma lei partì come un razzo come le Golf molto popolari sempre simbolo del tipo sveglio e bello.
    Le Lancia simbolo dell’opulenza italiana e benessere. In questo matrimonio di 4 ruote…

    Volevo ringraziare il vigile Ciro Rega a breve via dal paese …lui non vuole foto e lo riprendo di spalle. “Buona fortuna agente e la mente ritorna al 2000 quanto ero di servizio civile…e in cerca di dieta. Le sue battute alla mensa erano memorabili”
    “Non mangiarti anche il tavolo è duro da digerire”. Ciao Ciro …come grazie a tutti i membri della Pro loco per la bella mattinata.
    Ancora tre auto poi stop! Lo Squalo!!! Simbolo anno 70 …
    Ah la mitica 500 simbolo di un paese che era magro …poi noi avevamo un rito : 500 gialla la “sfiga vien da te” e dovevi trovare un altro tipo a cui passargliela ..

    Momenti da bambino e ragazzino perché questo sono le macchine; film, canzoni, momenti, velocità e paure ..
    L’auto su cui ti sei sposato o un tuo caro. La prima auto dove ho fatto l’auto stop. La mia prima auto o del mio amico. Molto spesso nei paesi un uomo è la sua auto nel bene e nel male e ti affezioni e molto spesso non riesci a dimenticare.

    Una gioia anche di pochi minuti può far bene per secoli questa è più dell’eleganza è la felicità dell’anima …a 4 ruote che siano 4 o 2 portiere…

  • Uomo TV, ciao Silvio!

    Faccia da Silvio o faccia da tv ? Lui era la televisione! L’uomo del piccolo schermo che aveva fatto molto anche nel grande schermo.

    Aveva preso un sogno dove tanti avevano fallito creando un gruppo storico e nelle corde degli italiani. Lanciò le prime trasmissioni con ragazze e ragazzi e comprese i vuoti lasciati dalla Rai
    Tv dei ragazzi, delle casalinghe e l’importanza della tv di tutti i giorni dove il telespettatore non è più passivo ma decide con il suo giudizio … Quiz e tele quiz erano l’ossatura della Sua emittenza dove la pubblicità tanto nascosta nella vecchia tv di stato divenne il perno …
    Avevamo un sistema tv da ex Jugoslavia lui ci portò la scelta…
    Un canale ammiraglia e uno per i giovani e poi quello delle donne e meno giovani. Inventò o portò a livello internazionale il premio della tv.
    Perché forse c’era già tutto ma lui lo migliorò
    Una rivoluzione che ci condusse a cambiare i nostri consumi e consuetudini… Per quello che riguarda lo spettacolo e tutto il suo indotto ha segnato profondamente gli anni ’80 e ’90 …
    Mi piace ricordarlo sempre in giacca e cravatta e sorridente come nelle premiazioni del Telegatto. Lui un uomo che ha sempre guardato avanti e ha fatto diventare oro gli avanzi della sciupona Rai. Quanti programmi scartati o non capiti che le sue reti hanno fatto diventare pozzi d’oro.
    Le televendite e le telepromozioni ..
    Una tv vicina al proprio utente trattandolo alla pari come amico e confidente…
    Un grazie per averci dato pure le donnine di colpo grosso e tutte le serie tv o telefilm…

    Noi degli anni 80 /90 siamo tutti suoi figli perché la tanto criticata tv commerciale ha creato lavoro, cultura ma soprattutto felicità..
    In questi ultimo 30 anni si è sentita la sua mancanza nelle decisioni di rete ma il suo carisma era sempre negli studi.
    La prima volta in Mediaset sentivo la sua presenza e come un fans speravo di incontrarlo …
    Ha portato la democrazia e la maggioranza in tv …
    Un programma è di successo non se qualche critico dice bene ma se il pubblico lo guarda …
    La tv e le poltrone o divani, sedie bisogna riempire tutto
    Lui vinse perché prese il popolo per il cuore o stomaco o pure.
    Ma era con lui…ogni momento della nostra vita è legato a un programma o replica della sua TV.
    Oggi perdiamo un grande papà o forse zio o forse quel parente brillante che vantiamo tutti di avere
    Ma una poltrona peggio sarà vuota ed è quella dell’uomo che ha fatto riempire le altre.

    Ciao Silvio…ora potrai dire a San Pietro quale programma guardare e a Gesù di fare il vice presidente….
    Perché come te per la televisione non ci sarà nessuno.

    PS Avrebbe fatto faville anche su web ma li l’ha fermato l’età

  • Faccia da gufo. “Grazie lo stesso, immensa Inter”. Il ringhio del Duca di Saronno agli sbeffeggi del post finale

    “Esiste la sfortuna? i gufi esistono ? Bisogna crederci? Io non so se credere o no ma l’Inter ha giocato alla pari contro la corazzata inglese”

    Tre cose da tenere a mente in futuro: mai avere troppa reverenza e paura perché le partite vanno tutte giocate. Secondo: osare e crederci. Terzo: certi giocatori vedi Lukaku non sono adatti a finali europee perché sono sempre in mezzo e fanno quasi da difensori involontari. Ma quarto: la sfortuna esiste !!!
    Brutto così perché i gufi gongolano
    Tre finali e tre gufate quasi sempre un vento da Torino invade tutta la penisola
    Devo vincere solo io!!!! Dopo di me io gufo!
    Al bar dei gufi c’è testa bianca un esemplare classico con divisa semestrale o annuale di porta male.
    Lui sa tutto e deve essere una valanga britannica contro la povera Ambrosiana.
    L’altro ha “barbetta” curata con forbicine e ghigno satanico di chi si crede fenomeno a stare seduto al bar …
    Il terzo gufo è un trattato del Lombroso perché ha le forme fisiche senza ali.
    Il numero 4 è una via di mezzo tra Quasimodo e Dracula.
    Gli altri sono tutti personaggi non degni di scritto …
    Un cerimoniale partito al pomeriggio con un simil Dracula che inizia la gufata. Godono di più a veder perdere che delle loro vittorie “rubate”
    Il gufo è così non gode mai a pieno perché la vittoria non è una gioia ma una liberazione da ostentare come sbeffeggio al rivale.
    Poi se con dubbio meglio perché oltre al danno la gioia di poter dire siamo raccomandati. Certe brutte persone che hanno il rispetto neanche dei propri simili.
    Ma la gioia dell’attesa e della rivincita loro non l’avranno mai … Forza Inter questa deve essere una prova che non sei inferiore a nessuno
    Prima di tutto la vittoria nasce dentro noi e i gufi mettono sempre la “Gobba” dell’invidia …per questo la storia non se li fila …
    A proposito, spesso passa nel calcio più alla storia il secondo che il primo ma questo loro non lo sanno e non fanno neanche la storia.

  • Faccia da Pippo …e l’intervista non fatta!!!

    Quanti post e tributi virtuali per il Pippo Nazionale che valgono come un anguria a Natale!!! Tanti elogi sa gioco del Monopoli.. Un uomo che ha fatto la storia della tv e Sanremo che non ha più programmi ne rubriche…

    Ha superato abbondantemente gli Ottanta ma potrebbe fare una bella trasmissione sulla storia della TV o sul cambiamento dello spettacolo. Dal bianco e nero al tablet fino a ??? Passando dal digitale e tematico. Lui, Re della televisione generalista gratuita e statale potrebbe fare molta storia.
    Un uomo dalle mille invenzioni e tributi messo nel pensionato della tv. Vero pure la vecchia multicanale se la passa male.
    Glorioso e passato tempo dei milioni e milioni di spettatori. Fantastico Novecento dove il Buon siciliano era padrone.
    Inizio con due canali e ora una moltitudine di offerta senza sostanza.
    Mia nonna lo chiamava “Gambalunga” per la sua altezza e la grande falcata con due passi era dall’altro reparto dello studio.
    Re della trasmissione con canone…

    Quando tutti ti elogiano: toccati!!! Il momento è pronto.. Quando non attiri più i cattivi esempio sei come Gesù giù dalla croce. Il mio augurio è fuori dal social pieno di foto con lui e frasi da bacio di Giuda molto popolari in Penisola …
    Era il 2007 sfortunata anzi drammatica mia partecipazione a “Vivantonio” …ero il veneziano che non amava il mare.

    Volevo cementare Venezia. Secondo canale Rai …un flop memorabile …

    Lui era il giudice e capo di una giuria forse troppo severa per una trasmissione che doveva essere allegra. Canto del cigno della vecchia TV. Anni dopo recupero il telefonino per fargli un intervista. Il grande Baudo non poteva abbassarsi al piccolo telefono della mia cabina …e non disturbi più !
    Era stato fin troppo esplicito. La frase che ho pensato io ? Chiusa una porta si apre un portone.
    Ma tutti questi ostentatori di complimenti hanno forse un altro motto: morto un coccodrillo ne arriva subito un altro.
    Tanti auguri ma zero trasmissioni o rubriche e lui potrebbe fare per tv e spettacolo quello che il grande Montanelli ha fatto per la politica.
    Ricorda il pubblico della rete facile? Come dimenticherà tutto e tutti.

    Ma questo Pippo lo sa che la città del web è effimera ormai

  • Faccia anni ’80: mitico Den Harrow, il tributo del Duca

    Faccia da anni 80 ! Quante volte sul treno o pullman o nelle serate in pizzeria abbiamo parlato con amici e conoscenti o anche semplici avventori del decennio colorato ?
    Quante serate lente o viaggi in macchina verso le “disco ” o lago e montagna o mare ascoltando i vecchi successi del rampante doppio lustro ? Una infinità ! Ma si esce bene? Beh da Dio!

    Nella mia disordinata e spregiudicata carriera mi ero tolto tante soddisfazioni e bei momenti…
    Avevo fatto assaporare il periodo come un dolce snack consumato in un momento tutto nostro magari sognando davanti a un poster …
    Ma mi mancava il più grande o il più iconico e pure ironico !!!
    Un uomo che rappresenta benissimo un periodo felice e di piccoli dolci ricordi Denharrow!!! Lui il più bello o “fico” come si diceva in quel periodo.
    Lui era il poster o la copertina del giornalino o rivista era il vero testimonial di tanti giorni da tempo delle mele o coca cola e hamburger …
    Le patatine fritte della nostra adolescenza quando copiavi il cantante che piaceva alla tua fiamma per avere speranze… Io di speranze ne ho sempre avute tante e ho sempre usato ke tecnologie non per offendere o insultare ma per amare e crescere …
    Trovo il suo profilo originale…9 dischi d’oro e 10 di platino …e più di 20 milioni di dischi venduti …un miraggio oggi!
    Gli scrivo e mi risponde con il suo modo inconfondibile … Poi mi lascia il cellulare e io non chiamo …
    Perché??? Non sapevo che dire o chiedere …

    Una foto no !!! Anche perché sembrerebbe mio figlio…e fargli capire che sono più giovane… Ok !! Chiamo tanto una telefonata allunga la vita !! Risponde e mi trovo di fronte con il Grande Lui. Devo essere poco servile e promo ma di fronte al mio simbolo parto subito con argomento a scelta…
    Lui fa belle dichiarazioni….il telefono della cabina non l’ha mai usato e per la mia trasmissione è una tragedia, ma il pazzo desiderio di poter averlo è superiore a ogni gettone d’oro…
    Poi prendo coraggio anzi inizio a parlare come i miei amici sugli anni 80 !!!! Tanto che mi manca la pizza Margherita …
    Certo parlare di anni della mia giovinezza con il maestro non ha prezzo ….
    La musica moderna gli fa schifo come il pubblico italiano !!! Beh è giusto se non mi piace un prodotto non amo chi lo compra !!! Un regalo ogni sua dichiarazione perché il mio Direttore di Ticino Notizie è al settimo cielo…
    Parlare di Juke box e negozi di dischi con uno che ne ha venduti a tonnellate ha un peso enorme. Ad Agosto a Ferrara poi a Senago il 1 Settembre non ha prezzo …
    Mi invita! Per il mese di D’Annunzio e io come una pecorella seguo il mio pastore …
    Quando i nostri idoli avevano il rispetto del pubblico e le canzoni avevano: introduzione, rima, versi e ritornello…
    Nel chiudere e nel pubblicare subito l’intervista mi vengono in mente tre cose….
    Primo le tecnologie usate bene ti fanno fare bellissime cose e in fretta. Secondo sono più umili molti grandi del passato che piccoli di oggi.
    Terzo una trasmissione precisa e dettagliata sugli anni 80 nei grandi canali non è mai stata fatta …
    Faccia da anni 80 potrebbe essere un’idea …però fatta da chi li ha vissuti come ragazzo anche bambino. Per chi conserva la magia di quei momenti da succo ” Billy” o “Burghy”
    Per chiudere il grazie al mitico Denharrow che ha iniziato intervista così: non chiamarmi Signore altrimenti metto giù …
    Si per noi sarà sempre lo splendido ragazzo anni ’80 ….così ci sentiamo sempre ragazzini……
    Momenti felici ricordando giorni felici perché questi cervelli futuri non fanno più sognare.

  • Speciale anni ’80. Il Duca intervista Den Harrow

    Tornano le grandi interviste dalla cabina del nostro Duca. Un tuffo nel passato in pieno stile vintage con Den Harrow, un mito per la generazione anni ’80

    Stefano Zandri, in arte Den Harrow (scelto per l’ironica assonanza con la parola “denaro”) (4 giugno 1962, Nova Milanese) è un cantante italiano mito per le generazioni anni ’80.

    Dopo un inizio come fotomodello, incontra Roberto Turatti (DJ milanese) e Michele (Miki) Chieregato (DJ e musicista), che diventeranno suoi produttori. Il suo primo disco, prodotto da Turatti e Chieregato, vede il testo scritto da Enrico Ruggeri: si tratta di To Meet Me, del 1983. Diventa un cantante molto popolare negli anni ’80, vendendo circa 20 milioni di copie dei propri dischi.

    I suoi successi più famosi sono Mad Desire, Catch the Fox e Bad Boy, coi quali ha vinto molti premi tra cui alcuni Dischi d’oro.

    Dato il successo internazionale ottenuto cantando in inglese, Stefano sceglie uno pseudonimo ulteriore al proprio nome d’arte, presentandosi alle varie interviste come Manuel Stefano Carry, ed asserendo d’essere nato negli USA, a Boston. Durante tutti gli anni ’90 lavora soprattutto all’estero, con particolare riscontro nei paesi di lingua tedesca. Si impegna anche in alcune produzioni cinematografiche.

    Partecipa all’edizione 2006 del reality show italiano L’isola dei famosi, prima come riserva, poi come concorrente. In quest’intervista con Massimo Moletti, Stefano parla senza filtri non senza critiche al mondo della musica di questi tempi, così come al mondo dei social.
    “La musica è finita. La musica è un pretesto per fare altro….”.

    GUARDATELA VIDEOINTERVISTA:

  • Faccia da artista: il ‘Duca’ ci presenta Nicolò Bruno

    Nicolò Bruno è un gran Signore e un artista poliedrico: il racconto di Massimo Moletti

    L’ arte è la sua vita in ogni forma perché la Sicilia che ha nel cuore la vuole esportare in Italia e nel Mondo. Cinema, canzone, teatro e poesie con scrittura di riflessioni e aforismi ….
    “Siamo fatti della stessa materia “…
    Un’opera prima che annovera un altro tassello dello scrittore che continua la tradizione di illustri colleghi conterranei: Pirandello, Verga, Camilleri, Sciascia…
    Ma la sua arte è come un gattopardo pieno di macchie bellissime per un mantello che copre questo petaloso ragazzo del 1967 e che ha già in cantiere un nuovo libro di poesie già pronto per essere messo alle stampe….

    Una vita piena di gioie e sacrifici utili per gratificare la sua arte.
    Il libro lo potere trovare in tutte le edicole e in versione e-book con prezzi accessibili a tutti perché come dice Nicolò Bruno…
    I siciliani vogliono sempre migliorarsi perché sanno di essere curiosi della conoscenza …che deve essere accessibile a tutti.

    Buona lettura e seguite questo mio amico gentile e cordiale e con tanti sogni nel cassetto che diventano luci per l’avvenire