Categoria: Cultura e Tempo Libero

  • Ma quale ‘patriarcato’ , abbiamo bisogno di figure paterne. Di Domenico Bonvegna

    Ma quale ‘patriarcato’ , abbiamo bisogno di figure paterne. Di Domenico Bonvegna

    In questi giorni dopo l’assassinio della povera Giulia Cecchettin abbiamo ascoltato e letto un profluvio di commenti, alcuni aberranti a cominciare dai sinistri che son partiti lancia in resta per combattere la “crociata” contro il patriarcato e i maschi sempre e comunque selvaggi.

    Ha cominciato la stessa sorella di Giulia, che invece di chiudersi nel dolore ha lanciato una specie di appello generico accusando tutti i maschi di patriarcato. Certamente le sue parole sono musica per le orecchie di una certa sinistra, che voleva sentire proprio questo.

    A proposito come mai non abbiamo sentito una parola, una manifestazione contro quel cattivo “patriarcato” all’interno delle comunità islamiche che ha fatto fuori la povera Saman e tante altre donne? Un’altra dichiarazione è quella del Ministro Antonio Tajani, che ha purtroppo debordato (sempre se l’abbia pronunciata).

    Di fronte alla mattanza di donne, vittime della follia degli uomini. “Come uomo chiedo scusa a tutte le donne, a cominciare da mia moglie e da mia figlia per quello che fanno gli uomini”.

    Ho letto diversi commenti, ne prendo qualcuno tra i più significativi. A cominciare da quello di don Antonello Lapicca è intervenuto su fb con una interessante nota cogliendo alla radice la vera questione:

    “L’odio per il patriarcato è l’odio mascherato verso Dio Padre. La follia di questa società che, eliminando Dio padre e con lui il padre, pretende di instaurare una fraternità di rivoluzionaria memoria, libera ed egalitaria.

    Ma senza Dio Padre gli uomini si trasformano in fratellastri di menzogna, senza identità, orfani condannati a mendicare vita gli uni dagli altri, senza mai saziare la fame inestinguibile d’amore”. Continua don Antonello: “È questa una generazione che sorge dalla più grave delle mancanze, figlia del taglio violento con il proprio Padre, fonte unica di vita e amore”.

    Sullo stesso tema è intervenuto padre Francesco Solazzo, che fa un elogio dell’ambiente patriarcale, dove lui è cresciuto. Senza giri di parole scrive: “A questi criminali, manca proprio il patriarcato (quello vero e genuino, non la caricatura di cui si parla in questi giorni). Questi criminali sono stati educati dai media, dai giornali, dai film: è questa la realtà. Sono stati educati a pensare che ogni capriccio è diritto, che è bello essere guidati unicamente dal ventre e dai genitali.

    Un esempio celebre è quello di Alessandro Serenelli che uccise S. Maria Goretti: quando molti anni dopo l’evento funesto ebbe cambiato realmente vita e uscì dal carcere, fu egli stesso ad ammettere che furono i cattivi giornali e i cattivi libri ad averlo abbrutito fino al punto di arrivare ad accoltellare una bambina che non si piegava a ai suoi insani desideri.

    Quindi, cari amici giornalisti, registi, attori e strimpellatori d’ogni genere, non colpevolizzate il patriarcato, perché i colpevoli siete voi. Io non sono Filippo Turetta, perché Filippo Turetta è opera vostra”.

    Infine, un altro intervento meritevole di attenzione è quello di Massimo Gandolfini, dottore in neurochirurgia e presidente del Family Day, pubblicato dal quotidiano “La Verità” (L’uomo ha cancellato Dio dalla sua vita. Così qualsiasi dolore diventa violenza, 22.11.23) Certo di fronte a un fatto di morte così dolorosissimo, dovremmo fare silenzio e pregare. Ma non basta, segue la naturale ricerca del perché, per tentare di dare risposte a tanta disumanità.

    Tutti si interrogano e avanzano spiegazioni di ogni genere, ma spesso si ripete, “per l’ennesima volta, un copione che, purtroppo, abbiamo detto e ascoltato ad ogni tragico appuntamento”.

    Neanche Gandolfini ha la pretesa di esaurire il problema, è d’accordo sulle “pene più dure, di norme giuridiche di prevenzione più stringenti, di programmi di educazione scolastica e culturale incentrati sul tema della violenza di genere: tutto vero, tutto importante, tutto necessario”. Ma queste sono misure parziali, occorre fare uno sforzo di analisi della “condizione morale in cui tutti noi, oggi, viviamo”.

    Esiste una “cultura diffusa” che caratterizza questo nostro tempo il terreno fertile dove allignano e si sviluppano odio e violenza. Di genere e non di genere, perché la radice è unica. Una “cultura diffusa”, trasmessa dallo strapotere delle agenzie della comunicazione di massa, che sta condizionando e rimodellando la nostra “coscienza comune”, imponendo che ogni valore assoluto di riferimento debba essere riletto, manipolato, decostruito,[…]”.

    Pertanto, per Gandolfini, se questa è la situazione, di fondo, “appare molto parziale e semplicistico prendersela solo con le famiglie e con l’educazione scolastica, con il “patriarcato” e la cultura sessista: se pensiamo a Caivano può essere così, ma se pensiamo a Filippo Turetta, cresciuto in ambiente familiare ed educativo ottimi, i conti non tornano”.

    E’ indispensabile una riflessione più profonda: “chi e che cosa ha così tragicamente manipolato le coscienze, le menti, i pensieri, i sentimenti di quelle povere “brave persone”? Tentare una risposta è doveroso, anche se scomodo, difficile, anche doloroso e, soprattutto, non politicamente corretto: perché si tratta di avere il coraggio di dire che l’aver cancellato Dio dalla storia dell’uomo, l’aver costruito e deificato un “superuomo” cittadino di un nuovo umanesimo che può fare a meno di Dio, ponendolo al centro dell’universo, “etsi Deus non daretur”, sta provocando la perdita della dimensione umana, di creatura, che riconosce valori e norme iscritte nella legge naturale, che l’uomo stesso non si è dato, ma che deve imparare a conoscere e servire”.

    Pertanto in una società così delineata, “tutto è possibile, fruibile, addirittura lecito, al fine di ottenere felicità, soddisfazione, appagamento o, almeno, lenimento del dolore. La cultura della felicità ad ogni costo, la cui cifra fondamentale è la negazione di ogni senso e significato del dolore e della sofferenza, fisica e spirituale – coniugata con la visione di un uomo infinitamente potente, dotato di libertà assoluta e pieno possessore dei suoi diritti – sta producendo la società dell’ “homo homini lupus”(Plauto), l’unica soluzione diventa la cancellazione del dolore, con la droga, il suicidio, l’eutanasia fino all’omicidio”.

    Continua Gandolfini, pertanto, “Amore e odio, nel cuore dell’uomo, sono sentimenti fortissimi perché strutturanti la vita stessa, e la linea di separazione fra i due è terribilmente fragile, al punto che assai spesso il primo si trasforma nel secondo.

    Così l’amore – parola vergognosamente manipolata tanto da diventare possesso per la soddisfazione personale, basta guardare fiction, telenovelas, pubblicità, slogan mediatici, con corpi trattati come pupazzi per il godimento – scompare nel suo significato originale di donazione per la felicità dell’amato, e diventa solo capriccio e piacere, potendosi trasformare in ’odio violento quando l’altro non corrisponde, rifiuta e si allontana”.

    L’unica via d’uscita per il professore “è quella di ritornare a Colui che duemila anni fa ci aveva indicato il fondamento della vita comune “Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amato”. Occorre tornare a Gesù Cristo.

    All’inizio del mio intervento avevo fatto riferimento all’assenza del padre nel compito educativo in famiglia. Il tema viene affrontato in un interessante volumetto di qualche anno fa del professore Claudio Risé, “Il mestiere di Padre”, edito da San Paolo. Un testo che potrebbe aiutarci a comprendere certi disagi della nostra gioventù.

    Scrive Risè: “Ad insegnare all’uomo- maschio a diventare tale è sempre stato il padre e una serie di figure che lo affiancavano: dal maestro d’arti e mestieri, all’insegnante, all’istruttore militare, a quello ginnico (sopravvissuto, ma non basta). Senza questa iniziazione – scrive Risé – l’uomo non si sente tale a livello profondo”.

    Interessante il racconto estratto da un testo di uno studioso americano, dove un giovane uomo cresciuto con la madre lesbica, circondata da un gruppo di donne intraprendenti, l’uomo alla fine si ritrova senza una sua identità istintuale, sessuale, nessun padre gliel’aveva trasmessa. Infatti, “il giovane senza padre, che non viene ‘iniziato’ al maschile, non ha volto: è portatore di un’identità debole, e ha paura”.

    Così secondo Risé, “Il padre assente, insomma, già figlio matrizzato a sua volta, tende a diventare un eterno adolescente, in perenne ricerca di rassicurazioni narcisistiche alla sua esistenza”. Tuttavia, secondo lo psicanalista, tutte queste patologie scompaiono, quando il padre accetta di fare il mestiere di iniziatore dei figli.

    Certamente è “un lavoro complesso, abbastanza impopolare, difficile da mettere a fuoco, anche perché richiede di andar contro pregiudizi, luoghi comuni, e superficialità di ogni genere”.

    Un altro aspetto che il libro di Risè prende in considerazione è quello della scuola. Anche qui si nota una mancanza di docenti uomini. La femminilizzazione del corpo insegnante nella scuola italiana, ma anche in tutto l’Occidente, è un dato di fatto documentato. E l’assenza nella scuola della figura maschile può portare a un disturbo che può influire nella psiche degli allievi, che non vedono una figura simile a quella paterna.

    Risè, è fortemente critico della nostra “società dove le attività educative, di addestramento e formazione dei giovani, a tutti i livelli (tra cui la scuola e la famiglia), non sono più svolte da figure maschili, legate all’immagine archetipica del padre e alla sua particolare energia. Bensì da figure femminili, che rimandano al mondo della madre, con la sua diversa energia e cultura”.

  • Tanner Usrey – “Crossing Lines” (2023) by Trex Roads

    Tanner Usrey – “Crossing Lines” (2023) by Trex Roads

    Siamo quasi alla fine dell’anno ed è quasi ora di stilare le famose classifiche musicali.
    Io l’ho fatto l’anno scorso per gioco, o almeno per me lo è, scegliendo i migliori 10 dischi fra le mie recensioni (ovviamente non che abbia lasciato fuori dischi brutti, è un gioco appunto).

    Quest’anno ripeterò il gioco, penso attorno alla fine di dicembre e mi stavo già preparando alla cosa stilando una ideale classifica delle quasi 40 recensioni di questo anno fantastico per la musica indipendente.

    Le prime 4 o 5 posizioni erano già assegnate, quasi senza pensarci, perché i dischi che per me sono stati il top del 2023, erano una certezza. Fermi tutti!

    Proprio sul finale, o quasi, arriva un disco che scompagina tutto e, se non al primo, si piazzerà si-curamente sul podio.
    La cosa ancora più incredibile è che si tratta di un esordio e i semi che erano stati seminati con al-cuni singoli di successo (e anche un EP), sono diventati un albero pieno zeppo di frutti succosi e bellissimi.

    Tanner Usrey è figlio dello stato che più di ogni altro è associato alla musica, non solo country, di qualità: il Texas e già dai primi vagiti della sua avventura nel mondo musicale ha avvisato tutti che non era uno qualunque, ma un artista di un altro livello rispetto “ai tanti”.

    Nel 2018 il suo primo singolo Daytona Nights solo su Spotify ha registrato 1 milioni di ascolti e nel 2019 la meravigliosa Beautiful Lies, ripresa anche in questo esordio, quasi 30 milioni.
    I singoli hanno fatto breccia nel pubblico e capirete che sarebbe stato difficile che una major non lo cercasse.

    La fortuna ha voluto che la major in questione fosse, secondo me, una delle migliori della storia: la Atlantic Records e in questo esordio ha lasciato il debordante talento di Tanner libero di esprimersi e il risultato è di una bellezza stordente.

    Non esagero, amici: questi sono 14 pezzi (15 se contate anche la finale che è la versione originale di Beautiful Lies) che lasceranno un segno indelebile in questo 2023 e proietteranno il texano verso un meritato successo di portata non solo nazionale.

    Seguo questo ragazzo da quasi 4 anni ormai, dopo averlo scoperto grazie al fatto che aveva aperto degli show per i grandi Whiskey Myers e non vedevo l’ora di sentire un suo album intero: l’attesa è valsa la pena alla grande!

    La musica di Usrey è un country rock molto tendente al red dirt in alcuni pezzi: voce pazzesca, chitarre e ritmo. Ma non mancano le ballate e una certa abilità di scrivere canzoni che verranno amate anche dalle radio, senza mancare di qualità o carattere.

    Si parte a bomba ragazzi: Echo in The Holler è una ballata country energica e polverosa a cui l’armonica regala un sapore western e dove le chitarre sferrano dei colpi micidiali. La voce di Usrey è una delle più belle degli ultimi anni e i suoi testi non sono da meno.

    Guns Drugs and Allergy Pills è il ritorno del red dirt di chitarre e ritmo, una scarica elettrica come non se ne sentivano da tempo. Il testo è diretto e fatto di storie vere, ma l’assolo amici miei è da far tremare i muri e l’arrangiamento perfezione. Impossibile stare fermi: benvenuti nel mondo di Tanner Usrey.

    Un altro super successo in streaming è stato il singolo Take Me Home e il successo è del tutto meritato: una ballata acustica con la voce che ricama emozioni fino a quando la chitarra graffia l’aria aumentando i giri di un pezzo che sembra perfetto per le radio che vogliono la qualità.

    Ecco a voi la nuova veste di Beautiful Lies: una ballata di una bellezza semplice, ma abbagliante. Niente orpelli, niente magie, solo una voce che ti entra nell’anima e un testo d’amore che è una poesia vera.

    Il suono è più ricercato rispetto all’originale, l’evoluzione che Tanner e la sua band hanno avuto in questi anni di mille concerti con grandi artisti, è innegabile e regala ad un pezzo già bellissimo, ancora più valore. Il tutto anche grazie al duetto con la bravissima Ella Langley, altra artista da tenere d’occhio.

    La titile-track è autobiografica, sincera e dannatamente bella. Acustica, ma con un’energia e un suono molto personale che fa una crossover fra influenze country e rock.

    Who I Am è rock da ascoltare mentre si corre sull’autostrada e la chitarra sferza l’aria e il nostro viso, con quel geniale tappeto di tastiere, come fosse un pezzo degli anni d’oro del rock del Sud.

    Leggero tocco di slide e la voce intensa ed emozionante di Tanner Usrey ci introduce nella splendida e malinconica Pick Up Your Phone: una richiesta di aiuto a casa, alla famiglia per rimanere ancorato alla realtà in questa sua vita a tutta velocità, la vita dell’artista sulla breccia in giro per 150 concerti l’anno.

    Altro duetto bellissimo è quello con la texana Graycie York in Last Goodbye: non serve molto per emozionare il pubblico quando si ha la voce che hanno questi due ragazzi e l’abilità di Usrey di scrivere ballate poetiche e sincere.

    Canzoni che piaceranno a chi ama il country, a chi ama il rock e il blues, ma anche a chi cerca solo di emozionarsi ascoltando la musica. Il mio duetto preferito però è quello con Jesse England nella ritmata Evelyn’s Eyes, quasi un rock blues d’annata con un assolo di chitarra sporco e graffiante. Bellissima.

    Il disco, come uno splendido cerchio, si chiude con la canzone che ha dato il la a tutta la carriera di questo ragazzo: Beautiful Lies è bellezza e poesia, anche spogliata del nuovo arrangiamento. Non serve chissà che produzione o arrangiamento, quando hai talento nel songwriting e una voce fuori dal comune.
    Un album che lo proietta senza ombra di dubbio fra i giovani migliori artisti americani degli ultimi anni.

    Un esordio che colpisce nel segno e regala al mondo un disco senza bassi, ma solo con accecanti alti: liriche emozionanti e sincere, voce pazzesca, chitarre che regalano elettricità all’anima e una piacevole sensazione di un artista che con il tuo talento detta le regole del suo sound, senza interferenze.

    Amanti della musica di qualità venite a me, mettetevi comodi e inserite nelle vostre playlist questo gioiello, se poi ne volete conoscere meglio la storia collegatevi con WCN Radio (www.wcnradio.it ) mercoledì 6 dicembre alle ore 20: nella mia trasmissione radio “Trex Music Club”
    (https://www.facebook.com/TrexMusicClub) parlerò di Tanner Usrey.
    #savethedate.

    Buon ascolto,
    Claudio Trezzani by Trex Roads

    Nel mio blog troverete la versione inglese di questo articolo.
    www.trexroads.com

  • Abbiategrasso: è di nuovo ‘AssaggiAMO il Teatro’ con ‘La Grande Bugia’

    Abbiategrasso: è di nuovo ‘AssaggiAMO il Teatro’ con ‘La Grande Bugia’

    Domenica 26 novembre, alle ore 16.00, nella seguitissima rassegna per bambini e
    famiglie AssaggiAMO IL TEATRO, realizzata da Teatro dei Navigli in collaborazione con il Comune
    di Abbiategrasso, presso l’ex Convento dell’Annunciata, andrà in scena la produzione di Baba
    Jaga, La Grande Bugia, un gioco-spettacolo musicale interattivo dedicato ai bambini dai 5 anni in
    su. Scritto e diretto da Maria Grazia Pavanello, lo spettacolo vede in scena gli attori Federico
    Ferrando e Riccardo Tortarolo, che – con la partecipazione di tutto il pubblico – guideranno i piccoli
    spettatori in una storia che si articola tra parole, suoni e musica.

    L’essenza della vita sta in ciò che si racconta… e poco importa che sia vero! Così la pensa papà
    Edward e così racconta a suo figlio Edward Emanuel Edgar Emil Erwin Bloom Junior… detto – più
    semplicemente – Junior, nelle tante lettere che gli invia dai posti più strani… Una vita piena di
    avventure, passata a girare il mondo e ad incontrare le creature più bizzarre! Una vita incredibile.
    Nel senso che, davvero, non ci si può credere… Sono tutte bugie… O forse… solo un modo diverso
    di guardare la realtà!

    Questo gioco-spettacolo interattivo coinvolge direttamente gli spettatori, che diventano
    protagonisti della storia e scoprono il dono più speciale per imparare a leggere il mondo: la
    fantasia.

    Età consigliata: dai 5 anni

    BIGLIETTERIA E INFO:
    biglietto intero 7€/ ridotto allievi scuola di Teatro dei Navigli 5€

    PREVENDITA
    I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria di Teatro dei Navigli, c/o l’ex Convento
    dell’Annunciata ad Abbiategrasso, dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle ore 19; in alternativa
    possono essere acquistati online sul sito di Vivaticket o acquistati tramite Whatsapp business
    scrivendo al numero 3456711773, aggiungendo al carrello l’evento scelto. Se scegliete questa
    opzione d’acquisto vi verrà inviato un link dal quale procedere al pagamento. I biglietti potranno
    poi essere ritirati prima dello spettacolo.

    PRENOTAZIONI
    Per prenotare occorre mandare un messaggio o un whatsapp al numero sopra indicato o
    scrivere una mail a info@teatrodeinavigli.com, precisando nome e numero di biglietti.
    I biglietti prenotati andranno ritirati almeno 24h prima dello spettacolo.

  • #OraBasta2023, da oggi in Rinascita ad Abbiategrasso tre giorni contro la cultura della violenza contro le donne

    #OraBasta2023, da oggi in Rinascita ad Abbiategrasso tre giorni contro la cultura della violenza contro le donne

    “Si,100 donne vittime di femminicidi, ed è solo la punta di un iceberg. Il femminicidio è la prima causa di morte violenta per una donna in Italia. Inasprimento delle pene? Certezza della pena? Sono tutte azioni ex post, si interviene a fatto avvenuto. Tardi. Dobbiamo PREVENIRE, fare in modo che non accada. Insegniamo agli uomini ad avere rispetto, a non aggredire, a non manipolare, ad avere stima, ad avere fiducia, e ad uscire dalla logica del possesso. Solo un cambiamento sociale può sanare questa piaga, dove i nostri progetti si innestano come piccole gocce nel mare, ma crediamo fortemente nell’impegno dei singoli, nel coinvolgimento dei ragazzi e delle scuole, nel valore aggiunto e nel sostegno che ogni associazione può dare. Noi ci siamo per dire: ORABASTA”.

    Simona Posla è una delle organizzatrici della intensa tre giorni che si apre da oggi alla Cooperativa Rinascita di via Novara 2 ad Abbiategrasso: sono sue le parole iniziali, raccolte da un suo post (scritto peraltro alcune settimane prima della tragica, recente morte di Giulia). Una mostra fotografica e una di pittura, poesie, musica, teatro, danza, una miriade di iniziative da oggi a domenica, offerte presso la Cooperativa Rinascita, grazie alla partecipazione attiva di gruppi e associazioni come Num de Bia.

    Il programma è alquanto ricco: l’inaugurazione della mostra (aperta da stamani) è fissata per le 18 di oggi, a seguire Io sono Lilith e la cena in Rinascita. Sabato apertura mostra alle 10 ed eventi (come da locandina che alleghiamo) sino a sera. Domenica 26 si riparte dalle 10, alle 16 esibizione della scuola La Danza, alle 18.30 aperitivo e chiacchiera al bar della Rinascita.

  • Madonna come una tempesta (musicale) sul Forum di Assago: in 11mila a renderle omaggio

    Madonna come una tempesta (musicale) sul Forum di Assago: in 11mila a renderle omaggio

    Madonna conquista ancora una volta il cuore di Milano con i suoi eccessi e le sue trasgressioni da show. Si può dire tutto di lei tranne che non sia la regina indiscussa del pop. Eccola la prova, qualora ce ne fosse bisogno. Al Mediolanum Forum di Assago Miss Ciccone, nella prima delle due serate sold out del ‘The Celebration Tour’, ieri sera ha regalato un evento spettacolare ai fan di ieri e di oggi attraverso un viaggio nostalgico nella sua iconica carriera musicale lunga 40 anni. Quattordici ne sono passati dall’estate del 2009, quando i fan la videro salire in Rolls Royce sul palco di San Siro e otto dall’ultima volta che la diva ha fatto tappa in Italia. ”Sono felice di essere qui – scandisce in italiano – È importante non dimenticare da dove venite. Sono felice di essere tornata in Italia dopo tutto questo tempo, mi siete mancati”.

    In 11mila, tra cui fan come Elodie, Angelina Mango, Gianluigi Buffon, Marco Mengoni e gli stilisti Stefano Gabbana, Giorgio Armani e Donatella Versace, sono arrivati ad Assago per non perdere questo speciale Amarcord attraverso gli annali della storia della musica. E altrettanti sono attesi per sabato prossimo. Lo straordinario tour di ben 78 date, che toccherà tutte le principali città d’Europa e il Nord America (posticipato dopo la grave infezione che l’ha colpita prima dell’estate e che ha fatto addirittura temere per la sua vita), è una testimonianza dell’influenza e dell’impatto di Miss Ciccone non solo sulla musica pop ma anche sulla storia del costume. Quattro dei suoi sei figli la seguono in tour, parte integrante di uno show ricco di coreografie, visual, cambi d’abito e inframmezzato da qualche provocazione, come sua abitudine.

    Cinque gli atti dello spettacolo, più un encore, che tocca tutti i pezzi che hanno fatto da colonna sonora alla vita di ciascuno di noi, compresi quelli che lo negheranno. Dopo un’ouverture affidata a Bob The Drag Queen, maestra di cerimonie, Madonna sale sul palco avvolta in un kimono nero e intona subito ‘Nothing Really Matters’. Segue l’allegria degli esordi di ‘Holiday’ e ‘Into the Groove’, fino a ‘Live to tell’ con le immagini dei suoi cari amici morti a causa dell’Aids come Herbs Ritts, Keith Haring e Freddie Mercury che scorrono sui maxi schermi. Sacro e profano si fondono in ‘Like a Prayer’, passando per la parte più sexy e trasgressiva con ‘Erotica’, ‘Justify My Love’ e le ballerine che si muovono in topless sulle note di ‘Hung up’. Lo show è un crescendo di hit senza tempo come ‘Vogue’ e ‘Human Nature’, mentre nella parte centrale si va dalla ‘bondiana’ ‘Die Another Day’ a ‘La Isla Bonita’, fino alla più intima ‘Don’t cry for me Argentina’ e alle influenze new age di ‘Ray of light’. Sul finale un medley di ‘Like a Virgin’ che include anche parti di ‘Billie Jean’ di Michael Jackson, mentre l’ultimo capitolo di questo viaggio si chiude con ‘Bitch I’m Madonna’.

    Tanti gli omaggi agli artisti che l’hanno ispirata: Michael Jackson, Prince, David Bowie, Billie Holiday. Fedele alla sua reputazione, l’ex Material Girl non evita di usare il palco per confermare ancora una volta il suo sostegno alla comunità Lgbtq+, presente in massa ieri sera e per la quale rappresenta una vera icona nonché una delle prime testimonial nel mondo del pop e della società civile. E’ vero che non è più la giovane squattrinata in cerca di fortuna che Mick Jagger in persona definì, sottovalutandola, “un bicchiere di talento in un mare di ambizione”.

    La conferma, se ci fossero ancora dubbi, è che la divina è ancora un mostro di talento in un oceano di meteore e starlette che in passato hanno provato, senza successo, a imitarla. Madonna è Madonna. Non solo incarna passato, presente e futuro della musica, grazie al suo innato fiuto per scovare la prossima tendenza e i talenti più grandi con cui collaborare, ha mantenuto intatta la sua capacità di reinventarsi sempre pur rimanendo fedele alla sua visione artistica. Per i fan che hanno partecipato stasera non è stato solo un concerto ma la testimonianza dell’impatto senza tempo di una donna che ha plasmato il panorama musicale per quattro decenni della nostra vita e che continua, a modo suo, a farlo ancora.

    (Fonte: AdnKronos)

  • La magia del Natale accende Morimondo: da domenica 26 i mercatini (e tanto altro)

    La magia del Natale accende Morimondo: da domenica 26 i mercatini (e tanto altro)

    Tutto pronto per la magia del Natale e Morimondo, Borgo più bello d’Italia e autentica perla dell’Abbiatense. Da questo fine settimana, ossia dal 26 novembre, per tutte le domeniche di dicembre, bancarelle vestite di colori e luci natalizie animeranno un luogo pieno di fascino e di storia. Ogni domenica pomeriggio Babbo Natale passerà a salutare i bambini e, dietro l’Abbazia, sarà presente la casetta della Fata Natalina. Le classiche casette in legno, presenti da anni nel borgo, sono pronte ad accogliere visitatori e pubblico dalla Grande Milano (e non solo).

    Un’occasione per una gita fuori porta in uno dei Borghi più belli d’Italia sede di una delle abbazie romaniche lombarde più belle e suggestive. Da non perdere anche la Mostra dei Presepi in via Comoli. Il 3, 8 e 10 dicembre, inoltre, la Corte dei Cistercensi si riempirà di tentazioni per enogastronauti e golosi. Il mercatino enogastronomico sarà una ulteriore fonte di attrazione.

    Sarà presente anche il Mercatino Enogastronomico con i prodotti della tradizione, dal riso del Pavese al salame di Varzi, dai formaggi e salumi dell’Oltrepò alle dolci e croccanti offelle di Parona, vini doc e docg, birra artigianale. Ed ancora: miele, confetture, distillati, olio, pane e prodotti da forno, pasta fresca, salumi d’oca. Prodotti tipici e genuini per idee regalo golose e per creare ricchi cesti natalizi.

    LE DATE DEI MERCATINI26 novembre e 3, 8, 10 e 17 dicembre 2023 | Morimondo. Eventi a ingresso libero

  • Gerry Scotti “Ascolti di ‘Io canto generation’ risultato eccezionale”

    Gerry Scotti “Ascolti di ‘Io canto generation’ risultato eccezionale”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Gli ascolti della prima puntata di ‘Io Canto Generation’? “Una volta questo era un risultato normale, di questi tempi prende la forma di un risultato eccezionale. Riuscire a tenere li tre milioni di persone per tre ore, senza sentire una parolaccia poi è quasi un record”. A parlare, ospite di Rai Radio1, a Un Giorno da Pecora, è il conduttore Gerry Scotti, che nel corso della trasmissione ha commentato lo share della puntata d’esordio del suo programma.

    -foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Su Dazn torna “Missione Spagna” in partnership con DR Automobiles

    Su Dazn torna “Missione Spagna” in partnership con DR Automobiles

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – DAZN è la casa de LaLiga: dall’esclusiva di tutte le partite del massimo campionato spagnolo, ai contenuti speciali che portano i tifosi alla scoperta del calcio, ma anche della cultura della terra iberica.
    E anche per questa nuova stagione calcistica, tornano su DAZN le esclusive “missioni” alla scoperta delle città de LaLiga con Missione Spagna. Sono tre le città spagnole protagoniste: Siviglia, Bilbao e Madrid in occasione del Clàsico.
    L’intero progetto “Missione: Spagna” è realizzato da DAZN in collaborazione con il gruppo automobilistico DR e tutti i contenuti sono powered by EVO, brand della galassia DR Automobiles Groupe che accompagna la piattaforma. EVO è il brand del gruppo DR presente anche in Spagna, oltre che in Italia, con un’ampia gamma di SUV e pick-up, tutti full optional di serie. Inoltre, il format è parte integrante di una partnership annuale, tra DAZN e DR Automobiles Groupe, che si amplia anche alla pianificazione media che coprirà il campionato 23/24 della Serie A TIM e delle competizioni di calcio internazionale disponibili sulla piattaforma.
    Contenuti video brandizzati che trasportano i tifosi oltre i 90 minuti di gioco delle partite. Grazie all’approccio multi-canale, i contenuti hanno l’obiettivo di raggiungere un pubblico ampio e diversificato: oltre a Missione Spagna, vlog in cui Diletta Leotta racconta la magia delle città spagnole, partendo dai derby calcistici più cult, andando a scoprire luoghi-simbolo, la storia del club e le voci dei tifosi, anche le interviste alle Legend che si inseriranno nel format Linea Diletta, e uno speciale format di contenuti social, una propria e vera guida dedicata ai luoghi calcistici sacri della città.
    Venerdì 24 novembre, in esclusiva su DAZN, parte il primo contenuto della nuova stagione dedicato a Siviglia: siamo nella settimana del derby tra le due squadre rivali della città, uno degli incontri più caldi e accesi del mondo, quello tra Siviglia FC e Real Betis. I tifosi scopriranno tutto sulle due anime della città, quella sevillista più nobile e antica, e quella betica più popolare e legata alla cultura gitana e del Flamenco.
    Un viaggio che porta i tifosi dentro le atmosfere e i sapori della Spagna e che racconta tutto quello che c’è da sapere sulla rivalità calcistica della città, anche grazie alle testimonianze di grandi campioni come Ivan Rakitic. A seguire, in app, Linea Diletta dedicata alle Legend del calcio, con l’intervista esclusiva all’ex calciatore Joaquin, uomo-simbolo indiscusso del Betis. Infine, sui canali social di DAZN anche la “Guida calcistica della città di Siviglia”, che porta gli spettatori in tutti i luoghi iconici legati al tifo delle due squadre della città, gli arcirivali Sevilla FC e Real Betis
    Tutti gli episodi di Missione Spagna verranno distribuiti e amplificati anche in Spagna, su DAZN.

    – Foto ufficio stampa DAZN –

    (ITALPRESS).

  • Joe T Vannelli: a  Sound Factory le Masterclass di mixaggio e produzione musicale per aspiranti dj

    Joe T Vannelli: a Sound Factory le Masterclass di mixaggio e produzione musicale per aspiranti dj

    In occasione della settima edizione della MILANO MUSIC WEEK, sabato 25 novembre negli studi di SOUND FAKTORY (Via Malipiero, 14, Milano), l’hub milanese del dj e produttore di fama internazionale JOE T VANNELLI si tengono le Masterclass di mixaggio e produzione musicale per aspiranti dj. Un’esperienza unica per gli amanti della musica dance, che consente di apprendere le tecniche di mixaggio in un corso prettamente pratico, affiancati da docenti esperti.

    In tutti i corsi, supervisionati da JOE T VANNELLI, gli iscritti potranno vivere un’esperienza a 360°, mettendosi alla prova e interfacciandosi direttamente con il dj e produttore di fama internazionale, che mette a disposizione la sua esperienza per consentire agli aspiranti dj di crescere come artista e di sviluppare un sound unico che li differenzierà dagli altri dj.

    Il corso di Mixaggio Digitale permette agli aspiranti dj di conoscere e approfondire una o entrambe le tecniche di mixaggio. Tenuto dai docenti Roberta Onirika e Giovanni Nulli, il corso è aperto a tutti gli appassionati, dagli 8 anni in su, con o senza conoscenze di base.

    La lezione si tiene in presenza, dalle ore 10.00 alle ore 17.00. È possibile iscriversi al seguente link: https://www.soundfaktoryofficial.com/academy/corso-di-mixaggio-digitale-e-vinile/?add-to-cart=3814.

    Invece, il corso di Producer Abletone e Logic, pensato per chi vuole imparare o perfezionare le sue conoscenze sulla produzione musicale utilizzando Ableton e Logic, è curato dai docenti Alessio Petrucci e Vincenzo Lacerenza. Il corso è aperto agli aspiranti dj con almeno 14 anni.

    La lezione si tiene in presenza, dalle ore 10.00 alle ore 17.00. È possibile iscriversi al seguente link: https://www.soundfaktoryofficial.com/academy/corso-producer-ablethon/?add-to-cart=3855.

    Per maggiori informazioni su Sound Faktory e sui corsi, consultare il sito www.soundfaktoryofficial.com/dj-academy/ oppure scrivere a info@soundfaktoryofficial.com.

    L’hub milanese di JOE T VANNELLI è uno spazio che consente agli artisti di realizzare tutte le fasi di un progetto musicale, dall’ideazione di un brano al live, passando per vari processi produttivi e di registrazione. Ma non solo: grazie ai numerosi corsi che sono stati inaugurati in occasione della Milano Music Week 2022, dj di tutte le età trovano nella Sound Faktory il luogo ideale dove formarsi.

    Ispirandosi alla concezione creativa della Factory di Andy Warhol, Sound Faktory nasce con l’idea di far incontrare gli artisti, farli stare a proprio agio in un luogo che sia fonte di ispirazione e di collaborazioni. Tra i tanti artisti, musicisti e i dj che in questi anni sono stati ospitati nella Sound Faktory ci sono Ornella Vanoni, Clementino, Ensi, Boss Doms, Mace, Ivana Spagna, Alexia, Samuel, Boosta, Max Brigante, Saturnino, Roger Sanchez, David Morales, Mousse T, Albertino, Federico Scavo e The Cube Guys.

    Inaugurata a giugno 2019, la struttura post industriale di oltre 700 metri quadri racchiude in un unico palazzo tutti i professionisti della musica. Un ambiente molto pop, elegante e moderno, carico di colori e tante figure musicali iconiche (a partire dai ritratti delle 40 star della musica dipinti nel murales, ad opera degli street artist Orticanoodles, che decora interamente la facciata) che ospita 10 uffici in cui i professionisti della musica lavorano e producono artisti.

    L’hub include anche la viniloteca in cui sono custoditi oltre 40.000 vinili della collezione privata di JOE T VANNELLI e un migliaio di White Label introvabili, in copia unica, di brani inediti italiani ed internazionali, messi a disposizione di dj e musicisti in cerca di ispirazione. Oltre che dalle due sale dello studio personale di JOE T VANNELLI, una analogica e una digitale, la Sound Faktory è impreziosita dalla Sound Room, una stanza di 100 metri quadri con un impianto audio che, grazie alla migliore tecnologia attualmente disponibile, permette di avere la massima qualità del suono. La Sound Room è inoltre caratterizzata da una totale versatilità che dunque la rende ideale per press day oppure la trasforma in un club underground stile newyorkese dove gli artisti possono esibirsi dal vivo.

    Joe T Vannelli, dj e produttore di fama internazionale, è tra i maggiori esponenti della House Music con oltre 20 dischi d’oro e di platino. Nel corso della sua carriera ha suonato le più importanti e prestigiose consolle di tutto il mondo, dal Pacha all’Amnesia di Ibiza, Cavo Paradiso a Mykonos, Marquee di New York, Wall di Miami, Love Parade di Berlino, protagonista assoluto di locali e serate di riferimento nella storia del clubbing: After Dark, Exogroove, New York Bar e Supalova, brand da lui ideato e creato, la one-night per eccellenza con numeri da record, caratterizzato da uno show di performers, cantanti, musicisti e dj internazionali. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali, oltre venti dischi d’oro e di platino come produttore di “Children” di Robert Miles, “Another Brick in the Wall” remix dei Pink Floyd, “Groovejet” di Spiller, “Sweetest Day of May”, “Play With the Voice”. È disponibile “God is a Dj”, la sua autobiografia (edita da Baldini+Castoldi) che dà il titolo anche al suo ultimo album, uscito in doppio vinile in edizione limitata.

    Uno dei suoi ultimi successi è il remix del brano che quest’estate è stato ai vertici delle classifiche “ITALODISCO” dei The Kolors (Warner Music Italy). Per celebrare alcuni dei maggiori successi del dj e produttore di fama internazionale, sono disponibili sulle piattaforme streaming e in digital download “DON’T DEAL WITH US”, brano pubblicato nel 1990 e firmato come JT Company, e il remix di “RUN & SHOUT” impreziosito dalla voce di LOLEATTA HOLLOWAY, una delle regine della disco music.

  • Daniel Pennac a Milano l’1 dicembre per il Noir Festival

    Daniel Pennac a Milano l’1 dicembre per il Noir Festival

    Sarà lo scrittore francese Daniel Pennac, vincitore del Raymond Chandler Award 2023 e autore della celebre saga di Malaussène, il protagonista della giornata inaugurale della 33esima edizione del Noir in Festival, in programma a Milano dal 1 al 7 dicembre. Pennac riceverà il premio venerdì 1 dicembre nella Sala Rossa di Casa Manzoni. Diretto da Giorgio Gosetti, Marina Fabbri e Gianni Canova, promosso dalla Direzione Generale Cinema del Mic, con il sostegno dell’Università Iulm, il festival si conferma la realtà più originale nel campo del mystery tra cinema, letteratura, cronaca e storia.

    “La scelta di Daniel Pennac per il nostro ‘Nobel’ della narrativa noir – hanno spiegato Marina Fabbri e Giorgio Gosetti – è in qualche modo emblematica. Autore fuori dagli schemi, ironico e spiazzante anche nel suo attraversamento del genere, Pennac ci guida in territori inediti del mystery in cui la realtà e l’inaspettato, lo sfondo sociale e la fantasia, il sorriso e il dramma hanno la meglio sulla tradizione del noir classico e lo traghettano nel mondo di oggi. Lo stesso spirito di ‘passaggio’ abbiamo del resto voluto sottolinearlo grazie alla matita di Manuele Fior con la sua Milano sospesa tra i segni millenari del Duomo e la skyline di una metropoli futuribile”. Quanto alle scelte della programmazione del Noir in Festival, Fabbri e Gosetti hanno sottolineato che “vanno nella direzione della scoperta e della varietà dei temi e dello stile. Ci piace pensare che il genere più rappresentativo e popolare del Novecento abbia scoperto nuovi mondi e moderne ibridazioni nel nuovo millennio. Il nostro compito è esplorare questa realtà grazie al talento di registi, scrittori, narratori”.

    Otto i film del concorso internazionale, tutti in anteprima italiana al Cinema Arlecchino, sette gli eventi speciali e i fuori concorso, sei i film finalisti per il Premio Claudio Caligari per la migliore opera italiana di genere dell’anno. Come ogni anno sono cinque i romanzi italiani di genere candidati al Premio Giorgio Scerbanenco, ospitato nuovamente a Casa Manzoni e che da quest’anno, grazie al sostegno della Lombardia Film Commission, vede la nascita del Premio Scerbanenco – Romanzo per il Cinema; undici gli scrittori protagonisti degli incontri a Rizzoli Galleria, sette gli appuntamenti al Campus Iulm tra cui la masterclass di Daniel Pennac, il racconto del mondo noir di Gabriele Salvatores con Gianni Canova e Paola Jacobbi e un incontro su Cormac McCarthy, scomparso quest’anno, tra romanzi, cinema e vita. Un posto di rilievo spetta infine alla giornata dedicata il 2 dicembre al Giallo Storico e alla vicenda di Marianna de Leyva, la celebre Monaca di Monza de “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni, a cura di Cinzia Masotina e Marina Fabbri, realizzata in collaborazione con il Centro Nazionale Studi Manzoniani e la Casa del Manzoni. Vi partecipano gli studiosi Mauro Novelli e Daniela Brogi, gli scrittori Giancarlo De Cataldo, Luca Crovi, Marina Marazza, Ben Pastor, Marcello Simoni, il regista Marco Bellocchio.

    Tra gli eventi cinematografici più attesi: il nuovo film di Neil LaBute Out of the Blue con Ray Nicholson (figlio d’arte) e Diane Kruger; The Goldman Case di Cédric Kahn, una delle più splendenti sorprese dell’ultimo festival di Cannes; il vincitore del Pardo d’oro Critical Zone di Ali Ahmadzadeh, thriller-verità sulla vita sotterranea nella Teheran degli Ayatollah; gli italiani Runner di Nicola Barnaba con Matilde Gioli e Francesco Montanari e The Garbage Man di Alfonso Bergamo con Paolo Briguglia e Tony Sperandeo; il noir israeliano a tempo di rap The City di Amit Ulman; il provocatorio queer-thriller Femme di Sam H. Freeman e Ping Ng Chong; il candidato all’Oscar The Ashes of Time di Loïc Tanson; la serie d’animazione Italica Noir: i ferri del mestiere dedicata alla Mala milanese e narrata da Jake La Furia. Tra gli appuntamenti letterari: la nuova stella del noir tedesco Harald Gilbers con Morte sotto le macerie (Emons Libri), Giancarlo De Cataldo con il suo Colpo di ritorno (Einaudi), Donato Carrisi (L’educazione delle farfalle, Longanesi), la best seller canadese Ashley Audrain (Sussurri, Rizzoli), Giampaolo Simi (Il cliente di riguardo, Sellerio), la magica Deepti Kapoor con L’età del male (Einaudi) e il fondatore di Virgilio.it Fausto Gimondi con Fortuna criminale (Longanesi), presentato da Camila Raznovich. Tra gli ospiti particolari e gli eventi irrinunciabili di questa edizione possiamo suggerire l’incursione nel mondo musicale: con il libro di Giovanni Robertini («Linus» e «Rolling Stone») Morte di un trapper (Harper Collins); la presenza di Nina Zilli che affianca la scrittrice e regista Cinzia Bomoll con la lettura di brani di Non dire gatto (Ponte alle Grazie); Pivio che racconta la musica del noir realizzata con Aldo De Scalzi (e i vinili di Diabolik). E ancora, la serata dedicata dal Centre Culturel Français a Daniel Pennac con la proiezione de Il Paradiso degli orchi (di Nicolas Bary, con Bérénice Bejo ed Emir Kusturica) e la ”riscoperta” di uno dei film più sorprendenti di Marco Bellocchio, Sangue del mio sangue, intensa e personale indagine storica su una monacatura forzata nel ‘600 ed eco del più noto episodio manzoniano.