Categoria: Cultura e Tempo Libero

  • Gabriele Tiziani da Cuggiono nel calendario 2024 ‘Malemodels’

    Gabriele Tiziani da Cuggiono nel calendario 2024 ‘Malemodels’

    Il calendario maschile Malemodels è nato nel 2001 grazie all’idea e all’iniziativa di tre amici modelli, Santiago Dalla Torre, Davis Wakengire e Lorenzo Zanirato, concretizzandosi poi nella prima edizione nel 2002. Per i primi anni si è chiamato Fotomodelli d’Italia, ma in seguito, allo scopo di conferire un respiro internazionale al progetto, il nome del calendario è stato trasformato in Malemodels Original.

    Giunto ormai, quest’anno, alla 23^ edizione, ben presto il calendario si è imposto sulla scena diventando il più longevo, conosciuto e venduto della penisola. Edito da Lorenzo Zanirato e prodotto e distribuito dalla casa editrice torinese Pathos Edizioni, il calendario sarà disponibile da dicembre in tutti gli shop on-line e su ordinazione in tutte le librerie al costo di 13 euro. Mattia Pagliarulo, penna di Novella 2000 e Dagospia, da tempo collabora con il progetto, in qualità di press agent per le edizioni 2022 e 2023 e dall’ edizione 2024 oltre che come press agent anche come direttore artistico.

    Tredici sono gli scultorei protagonisti che hanno posato davanti all’obiettivo del fotografo Loris Gonfiotti durante lo shooting di settembre all’agriturismo La Ciacolada di Grisignano di Zocco, in provincia di Vicenza: Manuel Miolo, Alberto Torres Magro, Christian De Iaco, Nicholas Tescari, Manuel Arnaldi, Cristian Goro, Veljko Barac, Michael Nevola, Gabriele Tiziani, Sebastiano Vernizzi, Simone Mimmi, Filippo Volpi e Massimo Altieri, che si è aggiudicato la copertina.

    Nel gruppo dei modelli che hanno posato troviamo il trentaduenne Gabriele Tiziani, originario di Cuggiono ma residente a Gorla Minore. Nella vita è un operatore di produzione chimico farmaceutico, è fidanzato ed è nato sotto il segno dei pesci.

    Si definisce empatico, solare, ambizioso ed altruista, sogna di lavorare nel mondo dello spettacolo.

    Si ringrazia la collaboratrice del gruppo Malemodels Antonella Cestari, la make up artist Antonella Cozza, l’hair stylist Majori Mentor del salone Planet Lady di Vicenza e l’assistente di set Vanessa Rinetti. La presentazione ufficiale si terrà venerdì 8 dicembre da mezzanotte in poi all’Art Club di Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, e il calendario sarà dedicato alla padrona di casa Art, la regina della notte benacense e drag queen Madame Sisi.

  • Tartufo boom alla Petite Boite di Arluno: si replica il 15, mercoledì 12 Brunello di Montalcino

    Tartufo boom alla Petite Boite di Arluno: si replica il 15, mercoledì 12 Brunello di Montalcino

    Un grande successo, piatti squisiti, vini immensi: anche ieri sera, ad Arluno, alla Petite Boite è stata una serata da ricordare per gli amanti delle cose buone. Antonio- con Beatrice e Simona- e Fabio Menni hanno portato in tavola un menù di tre portate, dolce compreso in perfetto stile piemontese abbinati a vini veramente spettacolari…
    Walter Massa con i suoi Timorasso (ben due di annate diverse per meglio conoscere e apprezzare l’evoluzione del vitigno dopo anni di affinamento in bottiglia) ed Ettore Germano con i suoi Barolo di Serralunga d’Alba, tra i cru più vocati e conosciuti in tutto il territorio Albese. E col dolce, una fantastica Bonet piemontese, un Loazzolo, piccola Doc, dove Forteto della Luja ha deliziato tutti con il suo moscato bianco passito affinato in bottiglia da 20 anni xon un annata 2003.

    Il tutto esaurito di ieri ha imposto una seconda serata ‘a tutto tartufo’, che si svolgerà mercoledì 15 novembre alle 20.30, allo stesso fantastico prezzo di 49 euro (tartufo e bevande compresi!): bisogna tuttavia affrettarsi, solo tre posti liberi. Fate in fretta!

    Info e adesioni_ La Petite Boite- Corso XXVI Aprile 127, Arluno

    bistrolapetiteboite@gmail.com

    Antonio: 3319113311

    22 NOVEMBRE: A TUTTO BRUNELLO!
    Motori già caldi, nel frattempo, per il prossimo appuntamento messo in pista da Antonio, Simona, Beatrice e Fabio: in tavola arriverà Sua Maestà il Brunello di Montalcino. Vediamo tutti i particolari.

    Ed eccoci pronti per il prossimo appuntamento previsto per il 22 Novembre 2023 presso la PETITE BOITE di Arluno dove Antonio, Beatrice e Simona ci aspettano per una serata a tema TOSCANA e in particolare ci soffermeremo su una delle zone più vocate ed ad uno dei vini più prestigiosi e riconosciuto come eccellenza in tutto il mondo: MONTALCINO E IL SUO BRUNELLO.

    E quindi ecco il menù: un antipasto a base di Crostini vari toscani seguito dal primo piatto da leccarsi i baffi… I Pici al ragù bianco di Cinghiale macerato in Rosso di Montalcino.

    Solo il tempo di fare un pò di spazio nello stomaco ed ecco uno stupendo spezzatino di Cinta Senese accompagnato (d’altronde siamo in Lombardia) da polenta.
    Il tutto accompagnato da una verticale di Brunello di Montalcino di una delle aziende famigliare storiche di Montalcino con i loro 6.5 ettari in una delle zone più vocate della denominazione, appena sopra la storica Tenuta del Greppo della famiglia Biondi Santi.

    I vini che degusteremo saranno nell’ordine un Brunello di Montalcino 2018, un Brunello di Montalcino 2016, e una fantastica riserva di Brunello di Montalcino 2012.

    Come sempre la serata sarà gestita e condotta da Fabio Menni, sommelier e relatore FISAR, così come il servizio sarà supportato dai sommelier FISAR come sempre presenti.
    Per le prenotazioni come al solito fate riferimento ad ANTONIO al numero di cellulare presente in locandina e per qualsiasi informazione o variazione personale del menù scrivete pure in privato a Fabio o Antonio.

    A differenza della serata del tartufo, non possiamo fare più di una serata e i posti sono limitati a 36
    Grazie a tutti e a presto!

  • Abbiategrasso: sabato 11 ‘Piantiamola’, col Teatro Navigli in Annunciata

    Abbiategrasso: sabato 11 ‘Piantiamola’, col Teatro Navigli in Annunciata

    Sabato 11 novembre 2023, h. 16.00 ABBIATEGRASSO Ex Convento dell’Annunciata (Via Pontida) CENTOPERCENTO TEATRO PIANTI AMOLA! di e con Lorenzo Braione e Mariagiulia Manni Abbiategrasso – Terzo appuntamento per AssaggiAMO il TEATRO, la rassegna ideata da Teatro dei Navigli in sinergia con il Comune di Abbiategrasso.

    Sabato, presso l’ex Convento dell’Annunciata, andrà in scena lo spettacolo Pianti Amola! di Centopercento Teatro, di e con Lorenzo Braione e Mariagiulia Manni. In mezzo alla foresta incantata, le orecchie più attente colgono un leggero rumore: “Fiiiiiii… TUM!” Una pigna si è staccata dal ramo di un pino ed è precipitata al suolo: all’impatto, un piccolo pinolo, abituato a vedere il mondo dall’alto, si ritrova immerso in una nuova prospettiva. Poco distante, dei suoni ripetuti: “Tap, tap, tap, tap…”. Sono i passi della gnoma Edera, a cui la Grande Fata, che regna sul bosco, ha assegnato un importante compito: trovare, piantare e prendersi cura di un semino. Decisa nel portare a termine la sua missione, Edera incontra il piccolo pinolo, lo cattura e lo pianta: la missione è compiuta! Ma prendersi cura di un seme non è un compito facile, soprattutto per una gnoma minuta e inesperta come Edera… Una storia di affetto, crescita e responsabilità, che ci ricorda quanto sia importante coltivare le amicizie in modo che sviluppino radici profonde e forti come quelle degli antichi pini. Età consigliata: dai 6 anni

    *** BIGLIETTERIA E INFO biglietto intero 7€/ ridotto allievi scuola di Teatro dei Navigli 5€ PREVENDITA I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria di Teatro dei Navigli, c/o l’ex Convento dell’Annunciata ad Abbiategrasso, dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle ore 19; in alternativa possono essere acquistati online sul sito di Vivaticket o acquistati tramite Whatsapp business scrivendo al numero 3456711773, aggiungendo al carrello l’evento scelto. Se scegliete questa opzione d’acquisto vi verrà inviato un link dal quale procedere al pagamento. I biglietti potranno poi essere ritirati prima dello spettacolo. PRENOTAZIONI Per prenotare occorre mandare un messaggio o un whatsapp al numero sopra indicato o scrivere una mail a info@teatrodeinavigli.com, precisando nome e numero di biglietti. I biglietti prenotati andranno ritirati almeno 24h prima dello spettacolo.

  • Ford Otosan inaugura l’impianto di produzione del nuovo Transit Custom

    Ford Otosan inaugura l’impianto di produzione del nuovo Transit Custom

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    KOCAELI (TURCHIA) (ITALPRESS) – Ford Otosan celebra il nuovo corso del suo stabilimento di Yenikòy, completamente rinnovato e dedicato alla produzione della nuova generazione del Ford Transit Custom, aumentando la produttività per i veicoli commericali Ford Pro in tutta Europa. Gli interventi di aggiornamento dell’impianto includono tecnologie avanzate per l’energia solare, gestione della produzione attraverso l’intelligenza artificiale e linee di assemblaggio a basso impatto acustico, e sono stati portati avanti nell’ambito dell’investimento di 2 miliardi di euro destinato agli impianti di produzione Ford Otosan a Kocaeli, incluso Yenikòy. Si tratta del più grande investimento mai realizzato nel settore privato in Turchia. Ford Otosan è una joint venture tra Ford Motor Company e Koç Holding, quotata in borsa e fondata oltre 60 anni fa. L’impianto completamente rinnovato produce la nuova generazione del Transit Custom 1,2 – il furgone da una tonnellata più venduto in Europa3 – e quella del multi-activity vehicle Tourneo Custom 4,2 che offre un comfort superiore e una straordinaria configurabilità dello spazio per ospitare a bordo fino a nove occupanti. Il prossimo anno inizierà la produzione dell’E-Transit Custom 5,6 e dell’E-Tourneo Custom 7,6 100% elettrici, che contribuiranno a far raggiungere a Ford Otosan la neutralità carbonica in tutti suoi impianti in Turchia entro il 2030.
    “La struttura di Yenikòy sta già supportando Ford Pro nel mettere a disposizione dei clienti prodotti di qualità superiore. E’ uno degli impianti di produzione automobilistica più efficienti al mondo e sta definendo nuovi standard per la produzione di veicoli commerciali su larga scala”, ha dichiarato Hans Schep , General Manager, Ford Pro Europe. “Ford Pro è il brand di veicoli commerciali più venduto in Europa negli ultimi otto anni, e in qualità di leader desideriamo migliorare l’esperienza di possesso dei nostri clienti con tecnologie di ultima generazione, ampliando la nostra offerta di veicoli e ottimizzando la produzione e l’ingegneria”. Lo stabilimento di Yenikòy è stato sviluppato per essere un nuovo punto di riferimento per la produzione automobilistica in Turchia e guida la trasformazione elettrica del settore nella regione.
    L’impianto è ora uno dei più efficienti dell’intera industria automobilistica. Parte del consumo annuale di elettricità è fornito da applicazioni innovative integrate, tra cui l’utilizzo, per la prima volta nel settore automobilistico turco, di pareti di vetro fotovoltaiche. Ulteriori pannelli solari sul tetto contribuiscono a ridurre l’apporto di energia dall’esterno, che avviene in ogni caso da fonti rinnovabili certificate. Inoltre, la tecnologia Solar Wall cattura la luce solare per riscaldare l’acqua della struttura, riducendo il consumo di gas naturale.
    Soluzioni all’avanguardia vengono utilizzate nell’arco dell’intero processo produttivo. Dati in tempo reale e intelligenza artificiale si combinano per creare simulazioni virtuali “digital twin” della produzione, contribuendo a ottimizzare l’efficienza e consentire un adeguamento tempestivo alle fluttuazioni della domanda, alla fornitura di componenti o alle variazioni nei processi di produzione.
    La progettazione multipiano delle stazioni di saldatura e assemblaggio migliora l’efficienza della linea di produzione consentendo maggiori livelli di integrazione tra i diversi team. In diverse postazioni, inoltre, gli utensili elettrici wireless e ricaricabili hanno sostituito le apparecchiature pneumatiche, per ottenere un ambiente di lavoro più silenzioso e confortevole.
    Nel 2025, lo stabilimento di Yenikòy aumenterà la sua capacità a 405.000 unità per la produzione dei veicoli di nuova generazione da una tonnellata. “Come fabbrica intelligente del futuro, lo stabilimento di Yenikòy opera in modo flessibile, efficiente e più sostenibile utilizzando tecnologie avanzate per una produzione completamente connessa e versatile”, ha affermato Gùven O’zyurt, General Manager di Ford Otosan. “L’imipianto rappresenta il futuro della nostra attività e ci aiuterà a soddisfare le crescenti richieste dei nostri clienti che cercano veicoli dal design accattivante, intelligenti e a emissioni zero, oggi e negli anni a venire”.
    Già ordinabile, il nuovo Transit Custom è stato reinventato con innovazioni concepite per elevare l’esperienza a bordo, come il volante inclinabile, disponibile per la prima volta nel segmento, e il sistema Delivery Assist, che riduce i tempi per le attività di consegna, mentre il Tourneo Custom offre nuovi livelli di capacità, lusso e design in un versatile multi-activity vehicle fino a 9 posti. Entrambi i veicoli offrono la più ampia scelta di varianti mai disponibile prima, che include nuovi modelli ibridi plug-in e la trazione integrale intelligente, nonchè la piena integrazione con la piattaforma di software e servizi Ford Pro tramite la connettività 5G di serie. L’E-Transit Custom e l’E-Tourneo Custom 100% elettrici saranno disponibili nel corso del prossimo anno.

    foto: ufficio stampa Ford Italia

    (ITALPRESS).

  • “Multiverso Magenta – Come Magenta ha colorato il mondo”: un’iniziativa per i nostri ragazzi

    “Multiverso Magenta – Come Magenta ha colorato il mondo”: un’iniziativa per i nostri ragazzi

    Nell’ambito della rassegna ‘Magenta e il suo colore’ si terrà ‘Multiverso Magenta – Come Magenta ha colorato il mondo’, evento organizzato dal Comune di Magenta e dall’Associazione Urbanamente la cui presidente Daniela Parmigiani è autrice del volume ‘Cremisi 1859 – il rosso magenta tra mito, storia e realtà”.  

    L’evento, rivolto in particolare agli istituti di istruzione superiore cittadini ma aperto a tutti, si terrà martedì 14 novembre dalle ore 10.00 presso il CinemateatroNuovo dal momento che le attività nel nostro Teatro Lirico sono temporaneamente sospese per alcuni interventi. 

    A carattere divulgativo, l’evento può vantare il patrocinio di Federchimica e la collaborazione con il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano e con Pro Loco Magenta.

    “Magenta e il suo colore – spiega il Sindaco Luca Del Gobbo- è stata ideata per questi mesi che ci accompagneranno sino alla fine dell’anno per evidenziare il fatto che dal lontano 4 giugno 1859 la Città, la battaglia e il colore magenta sono uniti nello stesso nome.  Tra le peculiarità della Città c’è proprio il fatto di aver dato il nome ad un colore, fatto di grande suggestione perché il magenta è noto in tutto il mondo. A rafforzare la connessione inscindibile tra Città e colore, la scelta effettuata dalla multinazionale Pantone di celebrare il Viva Magenta come colore dell’anno 2023.

    Urbanamente ci ha proposto questo interessante evento che vanta dei partner di eccellenza e che ci consentirà, partendo dalla storia e dal nome, di percorrere un viaggio attraverso il magenta, dalla sua scoperta fino al suo utilizzo in chimica passando per la fisica della luce e dei colori”.
     
    Con i relatori della mattinata, in particolare con i referenti di Federchimica e del Museo della Scienza e della Tecnologia ci sarà modo di parlare anche di sostenibilità e di tutela dell’ambiente e del futuro del pianeta, oltre che di orientamento per i giovani. 
    I protagonisti però saranno Magenta e il suo colore, declinato in tanti ambiti, nella storia, nell’arte, nella scienza e nella chimica, nella moda, nella musica.

  • In Biblioteca torna “Magenta Book City”

    In Biblioteca torna “Magenta Book City”

    Sono previsti una serie di incontri di presentazione di libri ed autori per il mese di novembre e dicembre. La rassegna prende il titolo ‘Intorno Bookcity – Magenta’.

    “Una bella iniziativa che anche lo scorso anno è stata apprezzata e che per il 2023, insieme alle nostre bibliotecarie, abbiamo voluto rendere ancora più ricca; 8 appuntamenti, di cui 7 presentazioni di libri insieme agli autori, quasi tutti di Magenta e del nostro territorio. Tante proposte per una rassegna che si svolgerà tra novembre e dicembre, mese quest’ultimo per il quale stiamo predisponendo invece appuntamenti dedicati ai più piccoli in occasione del Natale“, commenta il Sindaco Luca Del Gobbo.

    In accordo con le librerie cittadine, che hanno aderito al Patto per la Lettura, è stata organizzata una serie di incontri con l’autore che si terranno secondo il seguente calendario.

    https://comune.magenta.mi.it/…/11/BOOKCITY-MAGENTA-2.pdf

    #magenta #BookcityMilano #BookCity #intornobookcitymagenta #bibliotecacomunaleorianafallacimagenta

  • Dal 16 novembre a Roma la mostra su Tolkien

    Dal 16 novembre a Roma la mostra su Tolkien

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – A cinquant’anni dalla scomparsa e dalla prima edizione italiana de Lo Hobbit, Roma ospiterà dal 16 novembre all’11 febbraio 2024 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea la grande mostra dedicata a John Ronald Reuel Tolkien, creatore della celebre epopea della Terra di Mezzo che ha plasmato una nuova mitologia per il mondo contemporaneo e lo ha reso uno degli autori più letti del pianeta.
    ‘TOLKIEN. Uomo, Professore, Autorè ci racconta il percorso umano, il lavoro accademico, la potenza narrativa, la forza poetica: un viaggio senza eguali che permetterà agli appassionati e al grande pubblico di essere introdotti nella grandezza di questo scrittore e di comprendere quanto la sua vita e la straordinaria conoscenza del mondo antico siano alla base del suo processo creativo.
    E’ la prima esposizione di queste dimensioni mai dedicata in Italia allo scrittore. Rispetto alle grandi mostre allestite a Oxford (2018), Parigi (2020) e Milwaukee (2022), che hanno esaltato particolari aspetti delle opere letterarie, quella di Roma pone Tolkien al centro di tutto. Per la prima volta viene raccontato l’uomo, padre e amico; accademico, autore di studi e pubblicazioni ancora oggi fondamentali nello studio della letteratura in antico e medio inglese; narratore e sub-creatore della Terra di Mezzo. Ci sarà anche spazio per tutto ciò che ha ispirato nell’arte, nella musica e nel mondo dei fumetti.
    L’immersione nell’universo da lui creato si realizza mediante un articolato percorso espositivo tra manoscritti autografi, lettere, memorabilia, fotografie e opere d’arte ispirate alle visioni letterarie di un autore unico e poliedrico. Uomo del suo tempo, romanziere, linguista e filologo, il Professore di Oxford viene raccontato nella sua complessità artistica e umana.
    Particolare rilevanza viene data al suo rapporto con l’Italia: “Sono innamorato dell’italiano, e mi sento alquanto sperduto senza la possibilità di provare a parlarlo”, si legge in una sua lettera, e nella rassegna non mancano le testimonianze del viaggio a Venezia e Assisi nel 1955; così come i tanti contatti, diretti e indiretti, con studiosi e intellettuali del nostro Paese.
    Spazio anche agli adattamenti cinematografici vecchi e nuovi, dal film d’animazione di Ralph Bakshi alla trilogia de Il Signore degli Anelli del regista Peter Jackson, capace di rappresentare sul grande schermo una delle saghe più ambiziose e popolari della letteratura mondiale conquistando 17 premi Oscar.
    Ideata e promossa dal Ministero della Cultura con la collaborazione dell’Università di Oxford, è realizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare con la curatela di Oronzo Cilli e la co-curatela e l’organizzazione di Alessandro Nicosia, TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore è la più importante retrospettiva del suo genere in Italia per spettacolarità, dimensioni, materiali inediti esposti e autorevolezza delle istituzioni internazionali coinvolte: l’Archivio Apostolico Vaticano, la Bibliothèque Alpha dell’Università di Liegi, l’Università di Reading, l’Oratorio di San Filippo Neri di Birmingham, il Venerabile Collegio Inglese di Roma, la Tolkien Society, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce, la Biblioteca civica di Biella, le case editrici Astrolabio-Ubaldini e Bompiani, il Greisinger Museum di Jenins e la Warner Bros Discovery.
    Il catalogo che accompagna la mostra si avvale dei contributi di Adriano Monti Buzzetti Colella, Giuseppe Pezzini, Emma Giammattei, Francesco Nepitello, Chiara Bertoglio, Gianluca Comastri, padre Guglielmo Spirito, Fabio Celoni, Davide Martini, Roberta Tosi, Salvatore Santangelo, Stefano Giuliano, Claudio Mattia Serafin, Gianfranco de Turris, Paolo Paron e Domenico Dimichino.
    La Capitale sarà la prima tappa di un percorso che proseguirà nel 2024 in altre città italiane. Grazie al MiC, che ne ha promosso e sostenuto la progettazione con l’obiettivo di incentivare la partecipazione di tutti alla vita culturale, sarà possibile visitare la mostra senza alcun costo aggiuntivo, semplicemente esibendo il biglietto d’ingresso alla GNAM.
    “In un buco nel terreno viveva uno Hobbit”. Con queste parole l’autore ha dato inizio alla bellissima avventura di Bilbo Baggins e acceso una fervida scintilla in generazioni di lettori, svelando la Terra di Mezzo e i suoi abitanti: Hobbit ed Elfi, Nani e Uomini. Gli stessi che non hanno mai smesso di accompagnarci in quella storia che è diventata leggenda e si è poi trasformata in Mito: TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore è la loro casa. E la vostra Mostra.
    ‘Un pò come avviene nell’ampliarsi dei cerchi concentrici sulla superficie dell’acqua colpita da un sasso – afferma il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano – il tempo che via via ci allontana dalla parabola terrena di John Ronald Reuel Tolkien, dilata progressivamente anche la portata del suo lascito alla cultura contemporanea, divenuto ormai così interdisciplinare da travalicare ampiamente i limiti della letteratura strictu sensu.
    La mostra “Tolkien. Uomo, Professore, Autore”, fortemente voluta dal Ministero della Cultura, è la prima del suo genere in Italia per dimensioni e autorevolezza delle istituzioni internazionali coinvolte. Nella narrazione visiva e testuale offerta al visitatore, essa si propone di illustrare le diverse anime di questa straordinaria e poliedrica figura di accademico, uomo di lettere, romanziere, linguista, filologo e mitopoieta. La sua ricchezza culturale e umana viene accuratamente ricostruita in un inedito itinerario espositivo che si snoda tra manoscritti autografi, immagini rare, memorabilia e opere d’arte ispirate alle sue visioni letterarie; un risultato reso possibile dalla prestigiosa collaborazione con l’Università di Oxford, alma mater dello scrittore.
    Il riferimento nel titolo della rassegna alle tre principali direttrici del “fenomeno” Tolkien, da tempo divenuto crossmediale e addirittura di costume – aggiunge – ci fa implicitamente capire che le ragioni del suo ascendente su almeno cinque generazioni di lettori d’ogni latitudine risiedono anche nella variegata natura delle fascinazioni generate dal suo immaginario sulla platea, sempre più estesa, dei suoi estimatori. Tra i punti di forza c’è anzitutto l’intrinseca vitalità del racconto e dell’intero Mondo Secondario partorito dalla fantasia dell’Autore, i cui rivolgimenti ora luminosi e ora oscuri vengono mirabilmente descritti e narrati con la forza evocativa di un aedo moderno; ma c’è anche l’acume introspettivo del Professore, il Tolkien pensatore e saggista che in un originalissimo orizzonte insieme teologico e teleologico diede dignità alla fiaba e alla letteratura fantastica quali forme di “sub-creazione” – termine coniato da lui – nel solco fondativo della Legge divina. Infine, c’è l’Uomo, cioè il personaggio e il suo itinerario biografico, entrambi sostanzialmente privi di elementi avventurosi o intriganti e tuttavia capaci, nella loro apparente ordinarietà borghese, di ispirare e coinvolgere. Dall’unione di queste diverse fisionomie tolkieniane origina una notorietà di dimensioni mondiali, che a ben vedere si fonda su ingredienti all’apparenza casuali e un pò bizzarri: un tranquillo e riservato docente di letteratura presso la più austera e prestigiosa università inglese si realizza scrivendo in età contemporanea e per la propria intima soddisfazione una saga epica di millecinquecento pagine (senza contare gli altri innumerevoli testi a essa connessi) e mediante ciò riesce a offrire una mitologia nuova non solo alla sua natia Inghilterra – come era sua esplicita intenzione, visto che ne era priva – ma al mondo intero. E ciò si spiega con la sua teoria di base che spesso si dimentica, o si vuol dimenticare: la sua non era una “fuga del disertore”, come già allora certi intellettuali accusavano, bensì la legittima “evasione del prigioniero” dal carcere di una Realtà che lo segregava e opprimeva. Il che spiega molto, se non tutto.
    Insieme l’Uomo, il Professore e l’Autore, a dimostrazione del profondo potere simbolico ma anche dell’intrinseca “vita” del suo mondo letterario, hanno seminato ispirazioni feconde in campi che spaziano dalla cinematografia alle arti visive, dall’industria dell’intrattenimento alla saggistica, dalla riflessione filosofica al fiorente mercato degli accessori commerciali. Come si è detto – e con l’eccezione della terribile esperienza del soldato Tolkien nelle fangose trincee della Somme, durante la più sanguinosa battaglia della Grande Guerra – quella del mite accademico di Oxford fu una vita senza scosse, definita da pochi e semplici riferimenti: gli affetti familiari e le amicizie, la fede, gli studi e naturalmente la feconda interiorità profusa nella lenta ed elaborata edificazione del suo universo meta-reale. Nulla di conturbante o bohèmien avvicinò neppure lontanamente quella sua ordinata e tranquilla esistenza di uomo di cultura, medievista e filologo con il “vizio segreto” di inventare dapprima lingue e in seguito geografie e culture dove collocarle (se ci sono delle lingue, si chiese pressappoco, ci sarà anche chi le parlerà e dove), alle sregolatezze e trasgressioni pubbliche e private di tanti personaggi odierni che pure riempiono le platee e gli stadi con decine di migliaia di fan scatenati; e tuttavia come e forse più durevolmente di tanti di loro, Tolkien e la sua opera sono oggi a buon diritto icone del nostro tempo, i suoi libri tra i più letti in assoluto dopo la Bibbia e tradotti nelle principali lingue del pianeta.
    Ciò probabilmente anche perchè, al di là del pur stratosferico successo editoriale, le saghe e il legendarium del “Professore che amava i draghi” – secondo una felice definizione di qualche decennio fa – hanno avuto il pregio incontestabile di rinnovellare quasi per gemmazione dal fusto dell’antica tradizione epica i suoi ideali archetipici eterni, restituendo allo spirito immemore della modernità il retaggio universale del Mito. Eredità atemporale, antica come l’uomo stesso, che dal Gilgamesh sumero agli immortali versi omerici, dal Beowulf sassone (che Tolkien amava particolarmente) fino al ciclo arturiano e alla chanson de geste carolingia, ha accompagnato gli aneliti e le aspirazioni più elevate di popoli e culture. Molti di questi topoi ancestrali si ritrovano iscritti nell’ontologia stessa del mondo tolkieniano: la queste della Compagnia dell’Anello ricalca (con la differenza che non c’è un oggetto magico da ritrovare, ma uno di cui al contrario sbarazzarsi a ogni costo) quella delle saghe nordiche e dei cicli cavallereschi altomedievali, le migliori motivazioni dei protagonisti sono in gran parte sovrapponibili al sostrato etico dei romanzi cortesi. Inoltre con ogni evidenza quello dell’eroe e dei suoi comprimari è anche un cammino spirituale ed iniziatico, un alchemico solve et coagula che porta ognuno di loro a riconfigurarsi in un nuovo sè congruente con il proprio destino: il quieto e provinciale Frodo chiamato a sobbarcarsi il ruolo di salvatore di un mondo, il guerriero Aragorn a diventare sovrano portatore di pace e ritrovata unità, il mago Gandalf il Grigio a morire in battaglia e risorgere come Gandalf il Bianco in una trasmutazione esistenziale che ne accresce facoltà e consapevolezzà.
    ‘Il tutto permeato, è necessario aggiungere – prosegue – da valori personali ma anche collettivi che all’epoca e ancor più oggi in Occidente si sono dimenticati o addirittura si disconoscono: il senso della comunità e della natura, la tradizione, l’opposizione agli aspetti più controversi e disumanizzanti della modernità, il sacrificio di sè, il vincolo dell’amicizia, il coraggio, la dedizione, il senso dell’onore. Tratti tipici di tutti i personaggi positivi dell’opera tolkieniana. Fin qui i legami con le radici, cioè con il passato. Guardando invece alle ultime propaggini dell’albero, ovvero alla società contemporanea e ai suoi mutamenti, si può dire che la testimonianza controcorrente del Professore di Oxford sia giunta al momento giusto per rimettere in qualche modo la barra a dritta, riaffermando il valore spirituale e salvifico della fantasia, della creatività e più in generale delle migliori qualità umane in un’epoca la cui Weltanschauung, sembrava averle declassate al rango di orpello desueto, addirittura da dimenticare. Merito questo non solo di una prosa capace di rivitalizzare felicemente – e soprattutto in maniera credibile per il lettore moderno – gli accenti alti e solenni dell’epos delle saghe celtiche, scandinave o mediterranee, ma anche di quella sua inimitabile, suggestiva e coinvolgente “arte di sognare”: talento innato che sposandosi a una sensibilità culturale profonda ed eclettica riuscì a distillare dall’orizzonte delle suggestioni folklorico-leggendarie preesistenti una realtà letteraria “altra”, originale e intrinsecamente coerente fin nei più minuti dettagli.
    Anche in questo sta la distanza fra Tolkien e i suoi spesso inadeguati epigoni nel moderno genere fantasy, dove talora il fondale storico- culturale e ambientale diventa mero supporto per sostenere un qualche più o meno esile canovaccio di cappa e spada. Questo anche perchè la struttura narrativa della Terra di Mezzo tolkieniana si è imposta – pur non essendo questa l’intenzione del suo creatore – come una specie di “canone” che si tende magari inconsciamente a ricalcare e dai cui è difficile svincolarsi proponendo ambienti, personaggi e trame totalmente inediti.
    Più significativi ancora, però, sono i valori di perenne freschezza e attualità che percorrono, illuminandola, la sua saga. Tolkien, intellettuale innamorato delle fairy-stories ma anche testimone partecipe degli eventi della propria epoca, nemico dei totalitarismi, intimamente conservatore nella sensibilità seppur incline a guardare non tanto a “destra” e a “sinistra” quanto piuttosto “in alto”, era notoriamente avverso a letture semplicistiche, omologanti o addirittura “politiche” della sua creazione. Respinse infatti sempre con garbo al mittente non solo i tentativi della critica di ridurre la Terra di Mezzo a una grande allegoria dell’attuale geopolitica, ma anche quelli di operare sterili dissezioni filologiche della sua opera per rintracciarvi echi e influenze presuntive, invitando con una celebre metafora ad accontentarsi della zuppa offerta “e non desiderare di vedere le ossa del bue da cui è stata bollita”. Al netto di ciò è facile leggere in controluce nelle trame che intrecciano gli annali di Elfi, Uomini, Nani e Hobbit, esseri semidivini e creature dell’oscurità, una grande e composita lezione esistenziale. Non è infatti solo l’immanente dicotomia tra il faticoso e impervio sentiero del Bene e la parallela, seducente scorciatoia del Male che troviamo incastonata nel suo grande affresco di storia alternativa.
    Le pagine tolkieniane parlano anche di scelta e responsabilità, di amicizia e di amore, dell’auctoritas giusta di un sovrano predestinato, Aragorn, in contrapposizione alla sfrenata volontà di potenza dell’Oscuro Signore, contro il quale l’altruismo e lo spirito di sacrificio del piccolo, fragile e indifeso antieroe Frodo Baggins potranno a conti fatti più di interi eserciti e convenzionali paladini dalle scintillanti armature. A ben vedere è proprio questa prospettiva a rendere Il Signore degli Anelli, come affermava lo stesso Tolkien, “un’opera religiosa e profondamente cattolica”, seppure ambientata in un universo avulso dalla Rivelazione cristiana (anzi a ben vedere con molte contaminazioni “pagane”) e che l’autore ribadiva tetragono a “valenze allegoriche, morali, religiose o politiche”.
    Lungi, pertanto, dal potersi definire il terminale simbolico di un lungo (e noioso) sermone o parabola edificante a misura di romanzo, l’Anello che catalizza su di sè bramosie e bassezze dei suoi adepti di ogni ordine e grado, dall’infimo e strisciante Gollum al sovrumano Sauron, ma anche le parallele speranze dei virtuosi impegnati a distruggerlo diventa monito perenne sulle insidie un Potere corrotto e corruttore capace di schiavizzare e distruggere non solo gli altri, ma anche se stessi. Rispettosi delle intenzioni del Professore, non tenteremo anche noi assonanze spericolate tra gli accadimenti descritti nelle cronache della Terra di Mezzo e i travagli della nostra realtà. Tuttavia, uno dei motivi del consenso trasversale e consolidato nei decenni di un’opera che un tempo venne bollata grossolanamente come “roba da bambini”, è forse anche questo: che dalle pagine de Il Signore degli Anelli e delle altre opere tolkieniane affiorano non solo indizi di alcuni grandi mali del nostro tempo, ma anche della loro possibile cura. In quelle pagine dallo stile aulico e apparentemente desueto, ambientate in terre remote della fantasia, noi e il nostro vivere ci rispecchiamo: anche in ciò sta il perenne valore di quella che fu definita, senza troppo sminuirla, “la fiaba più lunga del mondo”.
    Il Segretario Generale del Ministro della Cultura, Mario Turetta, sottolinea: ‘Cinquant’anni fa, il 2 settembre 1973, moriva John Ronald Reuel Tolkien, scrittore e autore dalla grande potenza evocativa che, attraverso i suoi romanzi, osservava la realtà in maniera autentica e vera. E’ considerato, a buon diritto, un innovatore di generi e padre assoluto della favola contemporanea, nonchè conoscitore dei pensieri che scuotono l’animo umano e cantore della bellezza di cui l’uomo è capace e da cui è circondato. Per i grandi valori umani di cui è stato portatore nella vita e che si rispecchiano nelle sue opere, abbiamo deciso di organizzare una mostra, di ampio respiro, che partirà da un luogo unico della Capitale, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, custode di un ricco e pregevole patrimonio di opere d’arte degli ultimi due secoli. Quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto, sapevo quanto fosse importante curare e coordinare al meglio l’organizzazione generale per fare conoscere al grande pubblico la parabola di un vero gigante della scrittura, non solo fantasy, in occasione del cinquantesimo dalla morte. Grazie all’intuizione del Ministro Gennaro Sangiuliano che ne ha deciso e sostenuto la realizzazione, al curatore Oronzo Cilli, al co- curatore e organizzatore Alessandro Nicosia che ne hanno seguito nei minimi dettagli lo sviluppo, e alla direttrice del Museo Cristiana Collu che si è subito resa disponibile a ospitare la rassegna, sarà possibile visitare il percorso espositivo senza alcun biglietto extra, ma semplicemente con il classico biglietto della GNAM.
    Avvicinarsi al mondo di Tolkien è quanto di più semplice e immediato possiate immaginarvi. Grazie ai suoi studi e alle sue letture, l’autore ha creato il mondo magico della Terra di Mezzo, per il quale ha ideato nuove lingue allo scopo di renderlo più realistico e ha narrato le straordinarie avventure degli Hobbit e degli altri abitanti di questo regno fantastico. Innamorato dell’Italia e dell’italiano, dalla sua incisiva penna e dall’inesauribile fantasia sono nati racconti di successo planetario come Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit e Il Silmarillion, titoli impressi nella memoria collettiva, alcuni trasposti sul grande schermo e in televisione. La mostra è il frutto di un lavoro lungo, complesso e difficile ma allo stesso tempo entusiasmante, necessario per rivelare quanto
    i suoi romanzi siano fedeli al suo ideale estetico che lo ha portato a individuare nel mito la via poetica privilegiata per osservare la realtà in maniera più autentica e piena.
    Per poterlo raccontare al meglio, sin dall’inizio abbiamo scelto come titolo “Tolkien. Uomo, Professore, Autore”: non ci siamo limitati a delineare le peculiarità di un autore immortale e moderno, che ha lasciato un segno nella letteratura, ma ci siamo soffermati sull’uomo visto in tutte le sue sfaccettature. Ed è proprio la centralità delle cose che sono “più permanenti e fondamentali” che permette alla sua opera di resistere brillantemente alla prova del tempo. Uno spazio significativo della mostra è poi dedicato all’uomo, insieme ai tanti documenti, immagini, testimonianze, proiezioni dei film ispirati alla sua narrativa e ricostruzioni virtuali. Si potranno vedere anche prime edizioni dei suoi libri e poi fumetti, serie animate e giochi a lui dedicati. Il pubblico potrà esplorare l’universo unico e spettacolare di un autore che ha plasmato la nostra culturà.
    -foto xl3 –
    (ITALPRESS).

  • Da Chloe a Sanchez, Amazon Music annuncia la tracklist natalizia

    Da Chloe a Sanchez, Amazon Music annuncia la tracklist natalizia

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    SEATTLE (ITALPRESS) – Amazon Music ha annunciato i nuovi brani Original di alcuni degli artisti più in voga del momento, alcuni dei quali appaiono nelle colonne sonore e nei film di Natale su Prime Video, giusto in tempo per le festività natalizie. Questa raccolta di brani natalizi include nuove tracce originali e interpretazioni uniche dei classici natalizi di Chloe (Chloe Bailey), l’artista Breakthrough di Amazon Music Stephen Sanchez, Jorja Smith, Meghan Trainor, TWICE e altri.
    La versione rivisitata della cantante pop-R&B Chlòe del successo natalizio di Otis Redding, “Merry Christmas Baby”, apparirà nei titoli di testa di Candy Cane Lane, una nuova commedia natalizia di Prime Video con Eddie Murphy e Tracee Ellis Ross, diretta da Reginald Hudlin, e in uscita in tutto il mondo il 1° dicembre. In Candy Cane Lane appare anche un brano Amazon Music Original dei Foo Fighters pubblicato negli scorsi anni, “Run Rudolph Run”, la loro cover del brano di Chuck Berry. La nuovissima canzone natalizia del cantautore inglese Sam Ryder, “Yoùre Christmas to Me”, e la nuova traccia della popstar inglese Anne-Marie, “Christmas Without You”, appariranno in Your Christmas or Mine 2, in anteprima su Prime Video dall’8 dicembre. La cover della cantautrice italiana Annalisa di “Christmas (Baby Please Come Home)” di Darlene Love sarà inclusa in Elf Me, in uscita su Prime Video il 24 novembre.
    -foto ufficio stampa Amazon Music-
    (ITALPRESS).

  • Guida confortevole anche sulla neve con Opel Mokka Electric

    Guida confortevole anche sulla neve con Opel Mokka Electric

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    TORINO (ITALPRESS) – Con l’arrivo della stagione invernale aumentano le possibilità di passare delle giornate sulla neve, anche se si è alla guida di un’automobile elettrica, come Opel Mokka Electric. Un Suv dinamico, potente che offre comfort e tanto piacere anche nelle fredde giornate invernali. Si tratta dell’automobile elettrica giusta per un viaggio nelle nevi delle Dolomiti o degli Appennini. Guidatore e passeggeri si fanno notare ovunque e sono sempre in viaggio a zero emissioni. Mentre la tempesta di neve infuria, nell’abitacolo si avverte sempre un piacevole tepore, grazie ai numerosi sistemi di riscaldamento di Opel Mokka Electric. Si inizia ancora prima di mettersi in viaggio: Opel Mokka Electric a batteria è la scelta perfetta per chi vuole salire su una vettura piacevolmente climatizzata e partire subito, anche quando fuori si gela. Chi possiede questo SUV elettrico può utilizzare la app myOpel per programmare il riscaldamento anticipato dell’abitacolo mentre si è comodamente seduti sul divano di casa. Nel giro di pochi minuti, l’abitacolo della vettura raggiunge una temperatura gradevole e i finestrini vengono sbrinati.
    Gestisce l’energia in maniera efficiente, soprattutto d’inverno, per ridurre il consumo di energia e conservare la massima autonomia. Per farlo, basta attivare il controllo della temperatura quando la propria Opel elettrica è connessa alla rete elettrica mediante la presa domestica, la wallbox o una stazione di ricarica rapida. In questo modo, l’energia necessaria per il riscaldamento proviene dalla fonte esterna e alla partenza si ha tutta l’autonomia possibile in modalità elettrica, che può arrivare fino a 338 chilometri. Grazie alla pompa di calore, montata di serie, il calore prodotto in eccesso dai vari componenti può essere utilizzato per riscaldare l’abitacolo senza dover inserire il riscaldamento tradizionale, che ridurrebbe l’autonomia. A bordo si viaggia comodissimi, godendosi tutto il piacere di guida. I sedili comfort sono regolabili in numerose direzioni, possono essere riscaldati in opzione e sono una funzione allo stesso tempo di benessere, di salute e di sicurezza. Grazie al riscaldamento dei sedili in opzione lato guidatore e passeggero ci si può togliere la giacca invernale anche prima di iniziare ogni viaggio. In questo modo capi d’abbigliamento spessi e pesanti non limitano la libertà di movimento ed è possibile fare aderire bene la cintura di sicurezza al corpo; questo è l’unico modo per garantire la massima protezione in caso di incidente.
    La sicurezza aumenta anche grazie al volante riscaldabile, che riscalda le dita nel giro di pochi secondi e permette di guidare senza dover indossare i guanti, che possono dare fastidio, tenendo sempre tutto sotto controllo. Il riscaldamento del vano piedi posteriore di serie tiene caldi i piedi di tutti i passeggeri durante il viaggio. Oltre a tutte le funzioni di benessere offerte, questo modello elettrico compatto offre un piacere di guida responsabile, soprattutto in montagna. L’agilità e la tenuta di strada risultano particolarmente vantaggiose sulle sinuose strade di montagna. La batteria è installata sotto il pianale e consente di avere un baricentro particolarmente basso. La vettura affronta le curve come se fosse su rotaie. Il vincitore del “Volante d’oro 2021” monta un motore elettrico da 136 cavalli. Mentre i modelli con motore termico devono andare nuovamente su di giri in uscita dai tornanti, il SUV elettrico ha 260 Nm di coppia a disposizione anche da fermo, e garantisce il massimo piacere di guida anche sulle strade più tortuose.
    Opel Mokka Electric si distingue anche per la capacità di recuperare energia e di sfruttare le fasi di decelerazione. Il motore elettrico può diventare un generatore e trasforma in elettricità l’energia cinetica accumulata in discesa. Se si inserisce la modalità di guida B, il recupero d’energia e la decelerazione aumentano. La batteria da 50 kWh si ricarica a costo zero e si risparmia energia in vista delle successive salite.

    foto: ufficio stampa Stellantis

    (ITALPRESS).

  • Magenta: successo per il grande concerto nella chiesa di San Martino per i 120 anni della Basilica

    Magenta: successo per il grande concerto nella chiesa di San Martino per i 120 anni della Basilica

    Grande successo sabato sera a Magenta per il concerto tenutosi nella chiesa di San Martino per celebrare i 120 anni dalla nascita della prestigiosa basilica. Evento con il coro Polifonico San Giuseppe di Pontenuovo, la Cappella Aloysiana della Basilica di San Martino, Nicoletta Miramonti, soprano, Carlo Tunesi all’Organo Prestinari e Bruno Casoni, direttore. La serata è stata curata dalla Comunità Pastorale Santa Gianna Beretta Molla e San Paolo VI.

    La prima parte del concerto ha permesso di ascoltare il suono potente e assoluto del grandioso Organo Prestinari. La seconda parte è stata un concerto a più voci riproponendo l’unione di due cori cittadini. Sabato sono stati proposti brani appartenenti al repertorio di chi ha a cuore con la sua diffusione, la cura e la cultura della musica sacra. Una storia musicale di alcuni secoli, che porta la firma di vari compositori famosi.

    Presente il parroco Don Giuseppe Marinoni con le autorità cittadine. Prima parte del concerto con Bach, Flor Peeters, Marco Enrico Bossi, Leon Boellmann. Seconda parte con la Missa Brrevis in do maggiore, Laudate Dominum di Mozart, Panis Angelicus di Cesar Franck, Jesus Decus di Bach.