Categoria: Economia

  • Confcommercio Magenta-Castano: nuovi incarichi per Emiliano Masperi

    MAGENTA In occasione dell’ultima Assemblea Generale Ordinaria della Associazione APECA – Confcommercio, i cui lavori si sono svolti nelle scorse settimane, il corpo Associativo presente ha provveduto a rinnovare i propri vertici politici andando a definire la composizione del nuovo Consiglio Direttivo e, all’interno di questo, i prestigiosi incarichi di Presidente e Vice Presidente.

    Mentre per l’incarico di Presidente della Associazione di categoria del commercio ambulante è stato riconfermato al massimo ruolo Giacomo Errico, da sempre voce riconosciuta e forte del comparto che, recentemente, ha anche delineato quelle che sono le linee di cautela e mantenimento dei parametri riguardanti le Concessioni a difesa delle Imprese rispetto a quanto previsto dalla “famigerata” direttiva Bolkestein, l’incarico di Vice Presidente per l’intera e vasta area Ovest della Città Metropolitana di Milano è stato conferito a Emiliano Masperi, già Vice Presidente della locale Confcommercio Territoriale di Magenta e Castano Primo, che abbraccia e tutela gli interessi delle imprese presenti incirca 25 Comuni di rappresentanza, nonchè componente del Consiglio Direttivo della Federazione Italiana Venditori Ambulanti (FIVA).

    “E’ con rinnovato entusiasmo e orgoglio – sottolinea il Vice Presidente Masperi – che ho assunto questo importante ruolo di rappresentanza del comparto ambulante, un riconoscimento e un ulteriore stimolo a far si che questo settore, che sono certo assumerà ruoli sempre più strategici e rilevanti all’interno del paniere del commercio dei prossimi anni, sia sempre più riconosciuto e correttamente ascoltato da tutte le Istituzioni ai vari livelli arrivando anche a quelle che sono le interlocuzioni con le locali Amministrazioni Comunali che mi auspico possano registrare sempre di più i numerosi fabbisogni che le Imprese che vivono i mercati manifestano quotidianamente anche per il tramite della Confcommercio Territoriale di cui sono Vice Presidente”.

    “E’ una ulteriore attestazione del buon operato che stiamo ponendo in essere sul territorio e sui molti mercati comunali che costantemente ci impegniamo non solo a tutelare e rappresentare ma, non di meno, valorizzare – evidenzia il Presidente della Confcommercio Territoriali, Alemani – riconoscimento questo che da modo anche di apprezzare il fattivo e costruttivo lavoro di collaborazione congiunta che esiste, sempre di più, tra la nostra Organizzazione Territoriale e le Associazioni e Federazioni di Categoria tra le quali, certamente, tra le più importanti, proprio APECA e FIVA”.

  • A Magenta è arrivato Vendôme: un’idea nuova del lusso, il sogno che Lucia ha trasformato in realtà

    MAGENTA Anche in questa bellissima vicenda, umana e commerciale, tutto è come se fosse nato non per caso, ma quasi. Succede che Lucia diventa cliente di un brand, una catena di negozi, appena nata dall’idea di imprenditori che nel tempo diventano amici.

    Dall’amicizia nasce il desiderio e la curiosità di saperne di più su un brand che , come ogni brillante intrapresa commerciale, cresce coi giorni, coi mesi e cogli anni. Fino ad oggi: giugno 2023, nel cuore di Magenta- in via Roma 58- Lucia Salerno ‘completa’ il suo passaggio da cliente a titolare di un punto vendita dell’ormai affermato brand Vendôme. Una scelta coraggiosa ma anche assolutamente ponderata, vista la solidità del partner cui Lucia ha deciso di affidarsi assieme alla sua collaboratrice Alessandra Di Lelio.

    “Sì, è tutto vero”, ci racconta Lucia. “Parliamo di un brand che ho conosciuto 12anni fa, da semplice cliente. L’ho scoperto casualmente, su di un banner, ma già esisteva un negozio fisico: del resto sono acquisti importanti ,le persine ci mettono la faccia ed è giusto dare ogni tipo di garanzia al cliente. Da allora è nato un rapporto umano con i fondatori, divenuti nel tempo degli amici”.

    Un luogo, quello di via Roma 58 a Magenta, che permette di realizzare il sogno di ogni donna: essere protagonista, indossando le borse firmate dagli stilisti più celebri del Made in Italy e del panorama internazionale. Nasce come detto nel 2011 come rete di punti di vendita specializzati nella distribuzione di borse dei marchi più importanti al mondo come Hermes, Louis Vuitton, Chanel, Dior, Gucci, Prada, Fendi, Bottega Veneta, Stella McCartney e tanti altri.

    I negozi come quello di Lucia a Magenta vendono borse ma non solo: scarpe ed altri articoli, oggetti usati in perfette condizioni dei più grandi e importanti brand mondiali, a prezzi decisamente competitivi.

    Sono molti i punti di forza di questa formula: c’è sempre una sede fisica nella città prescelta ed una vetrina visibile in tutta Italia e nel mondo tramite il web. In questo modo i potenziali clienti sono ovunque e c’è quindi la possibilità di vendere le borse di altre sedi, soddisfacendo qualsiasi esigenza della clientela.
    L’incarico di autenticare i modelli acquisiti compete alla casa madre con il suo staff ed esperti nel settore che si occupano di vidimare e controllare ogni borsa originale. Ogni articolo deve superare i controlli qualitativi per poter apporre l’apposita etichetta verificabile mediante l’app Vendome e il sito https://vendomeluxurybags.com/.

    “L’idea che ebbi inizialmente fu quella di andare a lavorare in un negozio Vendome, a Milano. Poi gli affiliati al brand sono cresciuti, tanto che il titolare del franchising mi ha chiesto di buttarmi.. A mio marito (che è un imprenditore, nda) l’idea piaceva almeno quanto a me. Oggi a Magenta portiamo un ‘second hand’, come se fosse un orologio di secondo polso, curatissimo in ogni particolare. Borse ma non solo, abiti ed accessori, tutti estremamente selezionati. Portachiavi, portafogli ed altro: abbiamo portato a Magenta qualcosa che fino ad oggi non c’era. Il cliente ha moltissimi vantaggi: trova borse rare, limited edition, difficili da trovare altrove.

    Un servizio particolare che offriamo è quello di consentire la scelta di un articolo presente in qualsiasi negozio Vendome portandolo qui a Magenta in conto visione, senza obbligo di acquisto: lo giudico estremamente vantaggioso.

    C’è ovviamente la garanzia di autenticità di ogni prodotto che vendiamo. La convenienza per i clienti è soprattutto quella di ottenere uno sconto importante sui prezzi di vendita abituali, dal 30 al 70%, quindi circa la metà. Oggigiorno le donne accettano questa tipologia di proposta commerciale: sono molte le persone curiose, queste prime settimane di presenza a Magenta ce lo dimostrano”.

    BORSE E ANCHE PROFUMI
    Lucia ha voluto abbinare a borse ed articoli di lusso anche due linee di profumeria di altissima gamma. “Esatto, da noi a Magenta si trovano i profumi di Perris Montecarlo, brand lanciato da una famiglia italiana che realizza essenze utilizzando ingredienti naturali particolarmente pregiati, a partire dagli agrumi. Fondato a Milano nel 1981, Perris Group ha la sua sede nel Principato di Monaco e opera in più di 50 paesi nel mondo. Abbiamo linee di prodotto diverse, ma comunque accomunate dalla qualità: come Gold, la linea Perris dedicata all’Oriente. Oltre a Perris abbiamo Ortigia, marchio che incarna la vera essenza della Sicilia. Fondato nel 2006, questo marchio può oggi contare su molte linee di prodotti che spaziano dai saponi alle lozioni e creme, fino ad arrivare alle fragranze di profumi e candele. I migliori ingredienti della Sicilia sono la prima fonte di ispirazione per ciascuna linea. Qualità, colori e tradizione si fondono in prodotti pieni di personalità. Si tratta di un brand che garantisce qualità altissima a prezzi sicuramente interessanti”

    VENITE A TROVARCI
    Lucia e Alessandra invitano ovviamente tutte le donne a passare in via Roma, “anche solo per fare quattro chiacchiere, passare e vedere cos’è arrivato di nuovo. Desidero concludere ricordando un altro servizio importante che garantiamo: il pagamento personalizzato, le clienti se si innamorano di una borsa o di un oggetto possono pagarlo un po’ per volta, a interessi zero. L’invito che rivolgo a tutte le magentine e magentini, ma ovviamente non solo, è quello di venire a conoscerci. Magari facendo prima un passaggio sulla nostra vetrina virtuale, ossia il nostro canale Instagram, https://www.instagram.com/vendomemagenta/, che viene costantemente aggiornato”, conclude Lucia con un sorriso. In bocca al lupo ragazze, una gran bella idea ed intrapresa commerciale!

    https://www.instagram.com/vendomemagenta/

    https://vendomeluxurybags.com/?gclid=CjwKCAjwv8qkBhAnEiwAkY-ahq3dJQGwUPr9gZtKTjn3zsVl0oJ5jdtuOGpDYxHMzF3OieBUnMXenRoCtooQAvD_BwE

    https://vendomeluxurybags.com/65-magenta

  • Distretti del Commercio Abbiategrasso- Robecco: 72mila euro assegnati, chiuso il bando

    ABBIATEGRASSO BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO ALLE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE (MPMI) CHE SVOLGONO VENDITA AL DETTAGLIO DI BENI E/O SERVIZI, SOMMINISTRAZIONE DI CIBI E BEVANDE, PRESTAZIONE DI SERVIZI ALLA PERSONA.

    Il bando è stato chiuso anticipatamente per esaurimento delle risorse stanziate da Regione Lombardia.
    Si allega l’atto con la quale il bando è stato ufficialmente chiuso a far data dal 14 giugno 2023

    Saranno beneficiari di contributo le micro, piccole e medie imprese esercenti vendita al dettaglio di beni e/o servizi, somministrazione di cibi e bevande, prestazione di servizi alla persona, localizzate all’interno del Distretto Diffuso del Commercio “Abbiategrasso: centro commerciale naturale”, il cui perimetro coincide con l’intero territorio dei comuni di Abbiategrasso e Robecco sul Naviglio.

    Le risorse complessivamente stanziate per l’iniziativa- come detto andate ‘esaurite’ nell’arco di poche settimane- ammontavano a 72.072,06 euro, stanziate da Regione Lombardia. Il contributo è concesso con procedura automatica: le domande in possesso dei requisiti di ammissibilità formale sono state infatti finanziate in ordine cronologico di ricezione, fino ad esaurimento della dotazione finanziaria nel rispetto dei termini previsti nel presente Bando.

    L’aiuto è concesso come agevolazione a fondo perduto, a fronte di un budget di spesa liberamente composto da spese in conto capitale e spese di parte corrente.

  • Dopo la truffa del riso biologico,  FederBio elogia l’operato di Magistratura e Fiamme Gialle

    Dopo la truffa del riso biologico, FederBio elogia l’operato di Magistratura e Fiamme Gialle

    Da sempre impegnata nella tutela del vero biologico, in particolare nel comparto del riso biologico, FederBio elogia l’operato della Procura di Pavia che, in un’operazione congiunta della Guardia di Finanza e degli ispettori dell’ICQRF, ha sgominato una rilevante frode nella commercializzazione di riso falsamente dichiarato biologico.

    PAVIA – L’azione investigativa, partita dall’analisi delle produzioni risicole dal 2021, ha portato alla perquisizione di 14 aziende agricole nella provincia di Pavia e quindi al sequestro di ingenti quantitativi di fitofarmaci e fertilizzanti, il cui utilizzo è vietato nell’agricoltura biologica.

    Le indagini puntano a verificare la correttezza delle tecniche di coltivazione e anche il livello di contaminazioni nelle produzioni di riso bio.

    “Esprimiamo pieno sostegno e fiducia alla Magistratura e agli inquirenti che hanno smascherato questa maxi frode – ha commentato il coordinatore dell’Unità di crisi di FederBio, Paolo Carnemolla -. Le criticità del comparto risicolo biologico sono note da anni. FederBio si è sempre schierata a fianco delle Regioni Lombardia e Piemonte e del MASAF per rendere più restrittive le regole di produzione e i punti di controllo in situazioni come quelle riscontrate dalla Procura di Pavia. L’esito di questa operazione conferma che è concreto il pericolo di truffe, anche rilevanti, quando sussiste un elevato rischio di commistione fra produzione convenzionale e biologica. Quanto fatto finora non è evidentemente sufficiente a prevenire le frodi, si deve aprire immediatamente un confronto con tutti gli attori della filiera, gli organismi di certificazione e le Autorità competenti a livello regionale e nazionale per rivedere le regole e gli strumenti di certificazione, che sono fondamentali per tutelare il Made in Italy biologico e le vocazioni di produttive di interi territori come nel caso del riso”.

  • Fondazione Fiera Milano, vola l’utile

    RHO Il Consiglio Generale di Fondazione Fiera Milano, riunitosi ieri sotto la guida del Presidente Enrico Pazzali, ha approvato il Bilancio di esercizio chiuso il 31 dicembre 2022 che presenta un utile pari a 9,7 milioni di euro (+67,5 per cento in confronto allo scorso anno) e una crescita del Patrimonio Netto che si attesta a 740,5 milioni di euro, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) di + 2,8 per cento, dal 2019 al 2022.

    In particolare, cresce anche il Margine Operativo Lordo, che passa da 37,2 milioni di euro del 2021 a 52,6 milioni del 2022, registrando un incremento di 41,6 per cento, cosi’ come aumentano il valore della produzione operativa (71,5 milioni vs. 56,6 milioni nel 2021, + 26,3 per cento) e il valore aggiunto (57,8 milioni vs 41,7 milioni nel 2021, + 38,5 per cento). L’elemento di novita’ e’ rappresentato dall’integrazione volontaria nel bilancio 2022 dell’informativa economica con quella di sostenibilita’ in un documento unico, anticipando la nuova Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) dell’Unione Europea, che sara’ in vigore dal 2025 per diffondere quanto piu’ possibile la cultura della trasparenza e della legalita’.

    Nel 2022, anno che ha segnato l’inizio del nuovo mandato degli amministratori in carica fino ad approvazione del bilancio 2024, Fondazione Fiera Milano ha proseguito un’intensa attività di promozione di sviluppo economico, sociale, culturale e scientifico, valorizzando gli asset di cui è depositaria e consolidando importanti risultati patrimoniali-finanziari e di governance, in uno scenario economico e sociale profondamente mutato a causa del conflitto russo-ucraino e a seguito della pandemia da Covid-19. A cominciare dalla capacità di fare sistema e mettere in connessione i diversi attori pubblici e privati, per dare slancio, attraverso le fiere, alla capacità tutta italiana di combinare innovazione tecnologica, creatività, architettura e progettazione industriale, ma anche per agire in favore della comunità attraverso la realizzazione dei progetti di riqualificazione urbana, il sostentamento alle attività culturali e alle iniziative a forte impatto sociale. Dopo la realizzazione dell’Ospedale in Fiera e del centro vaccinale chiusi recentemente, nel corso dell’ultimo anno, Fondazione Fiera Milano ha dato supporto, attraverso la collaborazione con Fondazione Progetto Arca Onlus, ai rifugiati in fuga dall’Ucraina sia in territorio polacco con l’invio di oltre 170 tonnellate di beni di prima necessità, sia a Milano con la realizzazione di un centro di accoglienza profughi in via Sammartini. Con i risultati ottenuti in questo esercizio, Fondazione Fiera può aprire una nuova stagione di investimenti per il triennio, così come definito dal piano industriale 2023-2025, stimabili in circa 211 milioni di euro, che raggiungono 309 milioni se l’orizzonte si espande al 2027. Numeri che consentono un percorso di crescita sostenibile di lungo periodo da realizzare attraverso la valorizzazione degli asset immobiliari, come ad esempio gli spazi destinati a ospitare il campus dell’accademia di Fondazione Fiera e il nuovo centro di produzione Rai, il rafforzamento del core business fieristico e congressuale, lo sviluppo delle competenze interne. A questo si aggiunge il supporto che Fondazione Fiera Milano vuole dare in vista delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, evento strategico per Milano e Lombardia, e che la vede già coinvolta per la realizzazione degli spazi che ospiteranno la pista di pattinaggio veloce nei padiglioni di fieramilano a Rho e il media center all’Allianz MiCo di Milano.

  • La ‘nuova era’ della cedrata Tassoni: torna in tv il jingle di Mina

    MILANO La nuova era Tassoni e il lusso di osare in un nuovo spot firmato dal regista Ago Panini: un salto nel futuro per l’iconica Cedrata, dopo oltre 50 anni di fedeltà allo storico spot accompagnato dal famoso jingle di Mina, uno dei più longevi della televisione italiana.

    L’anteprima sarà domani, sui maxi schermi collocati in Piazza del Duomo a Milano, in occasione del grande concerto di beneficenza Love Mi 2023 promosso da Fedez. Mina e la Cedrata faranno così da sfondo a uno dei più grandi eventi musicali dell’estate italiana, coniugando passato, presente e futuro, per parlare con generazioni di persone accomunate da una straordinaria voglia di vivere. ”La più grande sfida della nuova era Tassoni e di questo spot è lasciare ancora una volta il segno: celebrare la storia accogliendo l’innovazione, creare nuove emozioni a cavallo tra la memoria del passato e un futuro da sogno” commenta Simone Masè, Amministratore Delegato di Tassoni nonché Direttore Generale del Gruppo Lunelli, di cui l’azienda fa parte dal 2021. ”Valorizzare in chiave contemporanea 230 anni di un marchio iconico come Tassoni, che ha fatto la storia anche del costume e della pubblicità italiana a partire dai manifesti degli anni ’20, passando per il Carosello, fino ad arrivare alla celebre collaborazione con Mina, è l’obiettivo a cui puntiamo per confermarlo come luxury soft drink italiano per eccellenza, all’insegna del lusso di osare”. Il film, che sarà on air sulle emittenti TV da metà luglio, racconta come bere Tassoni trasporti in un mondo da sogno, audace e ammaliante con uno stile capace di farsi notare. La storia inizia con un’affascinante protagonista, vestita completamente d’oro, che sale sull’elegante ascensore di un grattacielo urbanstyle di una metropoli dal sapore newyorkese, e qualcosa di inaspettato accade. Un magnetico liftboy in livrea preme un tasto speciale, il tasto ”Tassoni 1793” e l’ascensore si apre non sulla classica terrazza da aperitivi uptown, ma sul nuovo mondo Tassoni: luminoso e lussuoso, come un pontile affacciato sul Lago di Garda. Subito la bionda protagonista cerca e trova la Cedrata Tassoni, sorseggiata dagli ospiti della terrazza in calici accompagnata da ghiaccio e basilico, come da perfect serve, e viene travolta dal suo gusto inconfondibile. Tutto si conclude con un bacio misterioso e onirico

  • Magenta, Doppio Malto è in arrivo: apertura dopo metà luglio negli spazi dell’ex Toc

    Oltre 14 birre artigianali e un nuovo menu estivo in cui non mancheranno i grandi classici (come la carne alla brace) e debutteranno tante fresche novità! Ma soprattutto giochi e divertimento per grandi e piccoli. Un posto felice è fatto così e sta per aprire a Magenta!

    Un posto felice a Magenta
    “Nell’estate torrida dell’hinterland milanese sta arrivando una bella e fresca novità: è Doppio Malto, che aprirà i battenti a Magenta, per la precisione in via Boffalora, negli spazi ex Toc. La formula è quella che ha fatto del marchio italiano un format di successo con 39 locali in Italia e nel mondo: birra, cucina e felicità. Dunque oltre 14 birre artigianali di produzione propria, un menu ampio e creativo (carni alla brace, pizze, insalate, burger e tanto altro) e tanti spazi ludici per il divertimenti di adulti e bambini: biliardo, biliardino tanto per cominciare”.

    Sul proprio sito ufficiale arrivano ulteriori particolari sull’ormai imminente apertura di un ristorante della prestigiosa catena di beer and food Doppio Malto: negli spazi dell’ex Toc i lavori fervono da settimane, lo testimonia anzitutto il grande striscione giallo spiovente collocato a lato dell’ex ristorante macelleria che riaprirà i battenti portando a Magenta un nome importante ed emergente del settore.

    La data di apertura
    Sempre dal sito di Doppio Malto apprendiamo che l’apertura è prevista indicativamente nella seconda metà di luglio. Da quel momento in poi il locale sarà aperto ogni giorno sia a pranzo che a cena.

    Lavora.. con loro
    Le selezioni, comunica la società, sono ancora aperte per completare lo staff con posizioni sia di sala che di cucina, part time e full time. Per candidarsi è sufficiente inviare il proprio cv a talent@doppiomalto.com

    Un posto felice..
    “Ogni ristorante Doppio Malto è un posto felice, dove gustare una birra sincera e un cibo genuino, ma anche ritrovarsi per festeggiare, incontrarsi, chiacchierare, litigare (con moderazione), sorseggiare un beer cocktail davvero inedito o tirare tardi davanti al biliardo o al bersaglio delle freccette”. Una dichiarazione molto chiara, d’intenti diremmo, che descrive molto bene quello che Doppio Malto fa ma soprattutto è. Presto ne saggeremo l’impatto sul tessuto commerciale di Magenta e del Magentino. Resta poco da aspettare, ormai..

  • TN dal Mondo con Matteo Cerri da Londra con la sua ITS ITALY per il rilancio dei piccoli borghi italiani

    Matteo Cerri e’ un investitore londinese co-founder di ITS ITALY. Nata nel 2020 ha facilitato oltre 5 milioni di euro d’investimenti, di cui quasi 2 grazie al crowdfunding su ITS Lending, ha stretto accordi con 62 Comuni in 15 Regioni, avviato progetti in 14 località.
    “Crediamo che la riqualificazione urbana dei piccoli borghi non possa passare solo dalla compravendita immobiliare, ma che siano necessarie anche delle iniziative a sostegno delle imprese locali e dei cittadini. Il nostro approccio infatti è a 360°, e parte proprio dai servizi alle persone, dalla promozione del turismo e dall’attenzione alla sostenibilità ambientale”

  • Coldiretti. Nasce il Manifesto contro il cibo sintetico con 39 associazioni

    Coldiretti. Nasce il Manifesto contro il cibo sintetico con 39 associazioni

    Inizia il cammino in Parlamento del disegno di legge che vieta produzione, commercializzazione e importazione di prodotti alimentari realizzati in laboratorio e si rafforza il sostegno alla nuova normativa. Trentanove sigle hanno firmato unite il Manifesto in favore della cultura del cibo di qualità e contro quello artificiale e di laboratorio. Mentre si lavora sul fronte scientifico per capire gli effetti sulla salute di questi nuovi prodotti.

    ROMA – Acli, AcliTerra, Adusbef, Anpit, Asi, AssoBio, Centro Consumatori Italia, Cia, Cna, Città del Vino, Città dell’Olio, Codacons, Codici, Consulta Distretto del Cibo, Ctg, Coldiretti, Demeter, Ecofuturo, Ewa, Federbio, Federparchi, Fipe, Fondazione Qualivita, Fondazione Una, Fondazione UniVerde, Globe, Greenaccord, Gre, Italia Nostra, Kyoto Club, Lega Consumatori, Masci, Movimento Consumatori, Naturasi, Salesiani per il sociale, Slow food Italia, Unpli, Wilderness, sono le sigle che, in occasione dell’incontro promosso dal responsabile Ambiente della Coldiretti, Stefano Masini, con chiarezza e varie motivazioni si sono espresse decisamente contro l’ingresso nel nostro Paese di carne, pesce, latte e formaggi sintetici. Al vertice, oltre ai rappresentanti delle sigle firmatarie, hanno partecipato con il sottosegretario all’Ambiente Claudio Barbaro, parlamentari e professori universitari.

    La Coldiretti per prima ha acceso la luce su una tematica che – ha spiegato il segretario generale Vincenzo Gesmundo in apertura dei lavoro – si voleva mantenere oscura. Qui – ha detto Gesmundo – riferendosi alle associazioni e movimenti che hanno firmato il Manifesto, c’è un mondo che esprime idee e con il quale siamo accomunati dalla battaglia contro gli Ogm. Il segretario generale di Coldiretti ha parlato di una lotta dura e per questo “vogliamo affidarci agli scienziati italiani”. Coldiretti ha già coinvolto numerose università e quello su cui punteranno gli studi è il microbiota, per verificare l’impatto che i cibi realizzati in provetta avranno sui diversi miliardi di microrganismi presenti nel tubo digerente.

    Gesmundo ha anche evidenziato che le cellule nel bioreattore vengono nutrite con gli ormoni vietati nell’Unione europea e in Italia da più di 30 anni. Ha rispedito al mittente le accuse di oscurantismo piovute in questi mesi sulla posizione assunta dalla Coldiretti che ha avuto il merito di aver acceso la luce sul tema che ancora oggi molti, anche nell’ambito della Ue, non conoscono. Ha citato tra gli altri gli allevatori francesi ma anche alcuni parlamentari europei. E infine una difesa della zootecnia “la forma più avanzata di presidio del territorio”. Ancora una volta una scesa in campo mossa solo dall’impegno a preservare il bene comune senza battaglie autoreferenziali o corporative.

    Masini ha ribadito come il contrasto al cibo sintetico sia una battaglia di civiltà per garantire cibo di qualità a tutti e poi – ha aggiunto- Il cibo prodotto con stampanti 3 D non rallegra.

    Un tema dunque assai complesso e che pone molti interrogativi. Sulla salute innanzitutto, ma anche sul futuro dell’agricoltura e sulla concezione stessa della vita e della gestione dei territori. Se non si contrasta la diffusione di queste produzioni si arriverà a cancellare la Dieta mediterranea che dura da secoli e non solo in Italia, ma nel mondo. Quanto poi alle accuse rivolte alla carne, dalla sicurezza alimentare all’inquinamento.

    Maria Caramelli dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Piemonte ha sostenuto che dopo “mucca pazza” la carne è il prodotto alimentare più sicuro e controllato in assoluto. Ha detto che il modello della carne in provetta è quello dell’ingegneria dei tessuti, una pratica medica eccellente, ma per fare colture cellulari – ha aggiunto – servono almeno nella prima fase gli antibiotici. E va sempre utilizzato il siero fetale di vitello anche quando si realizza della carne di pollo, mentre per un altro processo della lavorazione si deve far ricorso a prodotti del maiale. Insomma nello spezzatino di pollo di laboratorio servono innesti di altri animali. Caramelli ha anche lanciato l’allarme sull’orientamento dell’Efsa di accorciare i tempi di approvazione dei novel food in cui potrebbe rientrare la carne sintetica. Ha infine sfatato due luoghi comuni e cioè che le produzioni sintetiche salvaguardino il pianeta e evitino sofferenze agli animali. Nel primo caso ha affermato che la lavorazione della carne “coltivata” impatta sul riscaldamento più di quella “vera”, nel secondo ha sostenuto che per prelevare il feto dalla vacca l’operazione non è indolore. Ma a preoccupare è soprattutto la tecnologia poco conosciuta e coperta da brevetti e dunque per Felice Adinolfi, professore di economia all’Università di Bologna, trattandosi di un prodotto non chiaro bisogna partire dalla definizione legale e serve un apparato regolatorio. Tutti hanno convenuto sulla necessità di un approfondimento scientifico che sia in grado di motivare bene il principio di precauzione che è alla base del disegno di legge del Governo. Un altro elemento chiave è di carattere sociale ed etico e riguarda il ruolo degli agricoltori e degli allevatori e la loro integrazione con il territorio di cui sono i principali difensori. Anche per la funzione strategica che l’agricoltura sostenibile può svolgere nell’azione per affrontare i cambiamenti climatici.

  • Boom dei prezzi auto, ma perché?

    Gli aumenti dei prezzi delle auto, che raggiungono fino al 13% in soli 2 anni, stanno creando difficoltà sul mercato, influenzato dalla crisi di approvvigionamento dei componenti e dall’aumento dei costi dell’energia.

    Prezzi delle auto alle stelle: cosa sta succedendo?
    Il mercato dell’auto sta vivendo un periodo ricco di difficoltà, innescato 3 anni fa dalla pandemia del Covid-19. Le catene di approvvigionamento dei componenti sono entrate in crisi, causando ritardi nelle fabbriche e nelle consegne. A questo si è aggiunta la guerra in Ucraina e la conseguente aumento del prezzo del gas, che ha portato a un aumento dell’inflazione e delle tariffe dell’energia, con inevitabili ripercussioni sui prezzi delle auto nuove, in costante crescita.

    Per comprendere meglio la situazione attuale, Assoutenti ha condotto uno studio che mette a confronto i listini praticati dalle case automobilistiche. Nel corso di dieci anni, il prezzo medio per acquistare un’auto nuova in Italia è arrivato a 26.000 euro, con un incremento del 44,4% in 10 anni. A marzo, secondo gli ultimi dati Istat, si è osservato un incremento del +6,1% nei prezzi delle auto nuove rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Anche il mercato dell’usato è stato influenzato da questa situazione complessa. L’allarme per i lunghi tempi di attesa per le auto ordinate è stato lanciato da diversi portatori di interesse in Italia; in alcuni casi, l’attesa ha superato i 12 mesi. Di conseguenza, molte persone si stanno orientando verso il mercato dell’usato per acquistare o sostituire un’auto. A causa di questa crescente domanda, i prezzi delle auto usate hanno subito un’impennata, registrando un aumento medio del 24% nel 2022. Federcarrozzieri (associazioni dei carrozzieri italiani) sostiene che questa tendenza non si sia invertita e nei primi tre mesi del 2023 l’aumento dei prezzi ha sfiorato il 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    13% in più in 24 mesi: i prezzi di listino a confronto
    Secondo Assoutenti, facendo un confronto tra i prezzi di listino di Aprile 2021 con Aprile 2023, si possono evincere questi incrementi dei prezzi per diverse auto:

    Auto

    Da €

    A €

    Aumento %

    Audi Q8 e-tron Sportback

    75.500

    82.200

    8.90%

    Nissan Micra IG-T 92 Acenta

    17.415

    18.950

    8.80%

    Renault Clio 100 Gpl

    19.050

    21.250

    11.50%

    Seat Arona 1.0 TG1 90 CV (metano)

    20.100

    22.750

    13.20%

    Mazda2 1.5 M Hybrid 90 CV

    18.300

    20.300

    10.90%

    Dacia Spring Electric

    19.900

    21.450

    7.80%

    Audi A6 Avant sport business

    59.500

    64.670

    8.70%

    Cupra Formentor 2.0 TDI

    33.100

    37.700

    13.90%

    Skoda Octavia Executive

    29.900

    33.400

    11.70%

    Da questo breve confronto, si evince come l’incremento dei prezzi delle auto più utilizzate nel panorama europeo, sia aumentato in misura variabile sebbene si tratti sempre di una variazione di migliaia di euro.

    Cosa dicono i connsumatori? Il 50% degli italiani sono scoraggiati
    L’Osservatorio Auto di Findomestic ha rilevato che nonostante l’aumento dei costi, la maggioranza degli automobilisti italiani (68%) non vuole rinunciare all’auto. Questo è anche dovuto al fatto che l’Italia non risulta avere una rete di trasporti alternativi ben sviluppata in tutte le zone. Infatti, il 45% considera le autovetture indispensabili per gli spostamenti quotidiani, mentre il 40% la utilizza anche per viaggi e tempo libero. Tuttavia, tra i dati più interessanti è stato osservato che metà degli intervistati teme di non potersi permettere un’auto nuova e lamenta costi sempre più elevati. Inoltre, il 55% degli automobilisti italiani reputa i costi di gestione dell’auto elevati, in linea con la media internazionale. La principale causa di preoccupazione sono i costi della benzina, diesel e gpl., ma circa il 70% degli intervistati ha adottato strategie per ridurne l’impatto economico. Per quanto riguarda gli spostamenti quotidiani, il 45% degli italiani non rinuncia mai all’auto, mentre circa la metà utilizza anche mezzi pubblici o mezzi a due ruote.

    Tuttavia, l’Italia è uno dei paesi con il minor utilizzo del car sharing a livello mondiale. Per i weekend e le vacanze, il 38% degli italiani usa sempre l’auto, mentre altri paesi come la Francia e la Germania ne fanno un uso più frequente (circa 50% ciascuno). Cina, Messico, Spagna e Turchia hanno invece valori di gran lunga inferiori raggiungendo anche il 18% per la Cina.