Da sempre impegnata nella tutela del vero biologico, in particolare nel comparto del riso biologico, FederBio elogia l’operato della Procura di Pavia che, in un’operazione congiunta della Guardia di Finanza e degli ispettori dell’ICQRF, ha sgominato una rilevante frode nella commercializzazione di riso falsamente dichiarato biologico.

PAVIA – L’azione investigativa, partita dall’analisi delle produzioni risicole dal 2021, ha portato alla perquisizione di 14 aziende agricole nella provincia di Pavia e quindi al sequestro di ingenti quantitativi di fitofarmaci e fertilizzanti, il cui utilizzo è vietato nell’agricoltura biologica.
Le indagini puntano a verificare la correttezza delle tecniche di coltivazione e anche il livello di contaminazioni nelle produzioni di riso bio.
“Esprimiamo pieno sostegno e fiducia alla Magistratura e agli inquirenti che hanno smascherato questa maxi frode – ha commentato il coordinatore dell’Unità di crisi di FederBio, Paolo Carnemolla -. Le criticità del comparto risicolo biologico sono note da anni. FederBio si è sempre schierata a fianco delle Regioni Lombardia e Piemonte e del MASAF per rendere più restrittive le regole di produzione e i punti di controllo in situazioni come quelle riscontrate dalla Procura di Pavia. L’esito di questa operazione conferma che è concreto il pericolo di truffe, anche rilevanti, quando sussiste un elevato rischio di commistione fra produzione convenzionale e biologica. Quanto fatto finora non è evidentemente sufficiente a prevenire le frodi, si deve aprire immediatamente un confronto con tutti gli attori della filiera, gli organismi di certificazione e le Autorità competenti a livello regionale e nazionale per rivedere le regole e gli strumenti di certificazione, che sono fondamentali per tutelare il Made in Italy biologico e le vocazioni di produttive di interi territori come nel caso del riso”.
