Categoria: Sport

  • Rugby, i Galletti di Parabiago sconfitti in casa dal Cus Milano. Inizio anno da incubo

    Rugby, i Galletti di Parabiago sconfitti in casa dal Cus Milano. Inizio anno da incubo

    Tribuna del Red&Blue Stadium ancora gremita in una bella giornata di sole per sostenere i colori rossoblù, nel cuore di tutti i tifosi presenti, che mai hanno fatto mancare il proprio sostegno. Un primo tempo sotto tono per i padroni di casa, che subiscono due mete e un calcio di punizione che portano il risultato sul 17-0 per i milanesi. Allo scadere una meta tecnica permette ai rossoblù di accorciare le distanze.

    Diverso l’andamento della seconda frazione di gioco favorevole ai nostri colori: a due calci di punizione del Cus risponde Cornejo che mette a segno due mete e una terza meta arriva con Moioli allo scadere. Mete purtroppo non trasformate, che portano il risultato sul 22-23 per i verdeblu del Milano. Un risultato che permette al Rugby Parabiago di portare a casa due punti, frutto dei bonus offensivo e difensivo ottenuti.

    “Dopo una stagione da protagonisti, sapevamo sarebbe stato molto difficile. Abbiamo sicuramente qualche problema da risolvere – ci racconta il Coach Daniele Porrino. I ragazzi si stanno impegnando moltissimo e hanno una buona attitudine in campo. Sta a noi dello staff tecnico far ritrovare la serenità e la confidenza ai giocatori, per poter tornare ad ottenere i risultati che si meritano! Ci vorrà la giusta testa e un duro lavoro, dobbiamo aggiustare un po’ le cose ma sono molto confidente che sarà presto ritrovata la fiducia nel gioco che ci ha caratterizzato per lungo tempo.”

    L’appuntamento per i Galletti sarà già la prossima domenica in quel di Parma, quando in terra emiliana i nostri cercheranno il riscatto. #alépara

    IL TABELLINO
    Rugby Parabiago vs Cus Milano Rugby 22-23 (7-17)
    Centro Sportivo Marazzini-Venegoni 22 ottobre 2023 ore 15.30

    Marcatori: 17’ m. Cederna L. tr. Pucciariello (0-7), 28’ cp. Pucciariello (0-10), 34’ m. Forquera tr. Pucciariello (0-17), 40’ m. tecnica Parabiago (7-17), st.; 44’ cp. Pucciariello (7-20), 49’ m. Cornejo (12-20), 55’ cp. Pucciariello (12-23), 70’ m. Cornejo (17-23), 80’ m. Moioli (22-23)

    Rugby Parabiago: Pasini (51’ Schlecht), Mamo, Albano, Durante (51’ Baudo), Moioli, Grassi, Vitale (42’ Coffaro), Mikaele (28’ Zecchini), Messori (Cap), Toninelli, Caila, Bertoni (55’ Paganin), Castellano (42’ Catalano), Ceciliani (42’ Antonini) , Cornejo
    All. Porrino D.

    Cus Milano Rugby: Borzone, Anzaghi, Cederna L, Cederna E., Oleari, Puccariello, Colombo, Nadali, Toscano (60’Borgonovo), Riboni (71’ Boggioni), Mantovani (78’ Ostoni), Forquera, Cambareri (71’ Nucci), Perini (77’ Patruno), Oubina (77’ Bona).
    All. Bonacina

    Arb. Merli D.
    AA1. Romasco D. AA2 Barrafranca F.

    Cartellini: 13’ g. Forquera (Cus Milano), 40’ g. Nadali (Cus Milano), 41’ g. Mantovani (Cus Milano), 57’ g. Moioli (Rugby Parabiago), 68’ g. Cederna E. (Cus Milano), 78’ r. Coffaro (Rugby Parabiago)

    Calciatori: Grassi 0/4 (Rugby Parabiago), Pucciariello 5/5 (Cus Milano)
    Note: Campo pesante, giornata soleggiata, circa 700 spettatori, Mach Day Shining Production
    Player of the Match: Toninelli (Rugby Parabiago)
    Punti conquistati in classifica: Rugby Parabiago 2; Cus Milano 4

    * credits ©mimmoparato

  • L’1 novembre arrivano “Vigevano c’è per Soleterre” e “School Loves Basketball”

    L’1 novembre arrivano “Vigevano c’è per Soleterre” e “School Loves Basketball”

    Sarà un mercoledì 1 novembre ricco di iniziative sociali quello che attende la Nuova Pallacanestro Vigevano 1955. In occasione della settima giornata di campionato che vedrà i ducali ospitare Treviglio fra le mura amiche del PalaELAchem, si terranno due eventi ricchi di significato organizzati dalla società: “Vigevano c’è per Soleterre” e “School Loves Basketball”, che sono state presentati presso la Sala Consiliare del Comune di Vigevano, alla presenza del sindaco Andrea Ceffa e degli assessori Nunzia Alessandrino e Paola Fantoni.

    Il primo è legato alla presenza di alcuni ospiti del reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale San Matteo di Pavia, i quali avranno la possibilità di scatenarsi in campo nel prepartita insieme ai componenti della squadra della ELAchem, e poi si siederanno in tribuna per sostenere il team di casa. “Si tratta di una collaborazione che onora la nostra associazione – ha affermato Cristina Cornelli, direttrice di Soleterre Onlus -. Lo scorso anno abbiamo già vissuto un’esperienza di questo genere e i bambini hanno trascorso ore spensierate e felici, crediamo si tratti della perfetta unione fra sport e la vita, che scatena un impatto positivo per gli ospiti del reparto”. A ricordo della giornata, i partecipanti riceveranno una serie di regali offerti da Soroptimist.

    La seconda iniziativa riguarda invece la sfera della scuola. “School Loves Basketball” intende avvicinare il mondo dello sport e in particolare la pallacanestro ai giovanissimi, trasmettendone i valori e la passione in una città come Vigevano, dove il basket è religione. “Abbiamo aderito immediatamante alla proposta di Vigevano 1955 perchè riteniamo abbia una valenza sociale di primissimo piano – ha confermato Pietro Chierichetti, dirigente scolastico della scuola primaria “Vittorio Ramella” con cui è stato siglato questo primo accordo pilota -. La pallacanestro darà la possibilità a moltissimi bambini delle scuole elementari e alle loro famiglie di approcciare ai valori positivi dello sport, nella loro versione più sana”. Presentando un coupon all’ingresso del palazzetto, ogni alunno pagherà il biglietto un solo euro e i suoi accompagnatori (per un massimo di due) appena 5 euro a testa.

    “Le iniziative di “Vigevano c’è” dimostrano che questa società intende lanciare messaggi che vanno oltre il fatto sportivo – spiegano in coro il Presidente Sebastian Perini e Stefania Catalan, responsabile di Vigevano c’è -. Solidarietà, aggregazione e inclusione rappresentano valori che fanno parte del dna gialloblu, sono sicuro che i cittadini vigevanesi seguiranno il nostro esempio. Nei prossimi mesi lanceremo ulteriori progetti a cui teniamo particolarmente”.

  • Nuovo stadio: il Milan ‘chiama’ il sindaco di San Donato Milanese

    Nuovo stadio: il Milan ‘chiama’ il sindaco di San Donato Milanese

    Il Milan corre verso San Donato Milanese, sede designata per la costruzione del nuovo stadio. Ma la strada è ancora lunga: “Il Milan ci ha presentato una proposta di variante circa due settimane fa – ha spiegato il sindaco Francesco Squeri a 7 Gold -, adesso i nostri tecnici insieme ai consulenti approfondiranno lo studio di questo progetto che vedrà coinvolte anche Regione Lombardia, Città Metropolitana, Comune di Milano, Ente Parco Sud Agricolo, Autostrade e Ferrovie. La prima volta che ho ricevuto una telefonata dal Milan che prospettava questa idea quasi non ci credevo.

    Io lo chiamo ‘uragano stadio’, perché ci sono cose positive e altre negative, che dobbiamo approfondire e studiare, soprattutto per quanto riguarda la mobilità e la viabilità. I vantaggi sarebbero legati all’importanza che San Donato assumerebbe, ma anche a livello di turismo internazionale e come opportunità per i giovani, perché da quello che abbiamo visto il Milan vuole farne un luogo in cui non si va solo alla partita, ma frequentato tutto l’anno”.

    Dagli Stati Uniti Gerry Cardinale nei giorni scorsi ha nominato San Donato come la futura sede dello stadio del Milan, anche se la concretezza americana deve fare i conti con le procedure ben più articolate del nostro Paese: “Loro sono molto più ottimisti di noi – ha detto il sindaco Squeri -. Noi abbiamo il dovere di essere più calmi e studiare bene il progetto perché ci sono degli aspetti che vanno approfonditi. Capisco la società Milan che corre avanti con entusiasmo, ma noi dobbiamo essere più tranquilli. Se mi aspettavo la presa di posizione della città di Milano su San Siro? No, non me lo aspettavo, lasciarsi scappare le due squadre di Milano per Milano non sarebbe una cosa positiva. Adesso l’amministrazione si trova in difficoltà, e li capisco. Però è anche vero che due società private le puoi in qualche modo convincere? No. Indirizzare? No. Perché poi alla fine chi decidono sono loro. E tutto sommato le due società hanno superato la possibilità di giocare nello stesso stadio perché è chiaro che, se dividessero lo stadio, anche i ricavi sarebbero divisi a metà. Però non è detto che Milano non possa ancora avere lo stadio, non sono così convinto. Per me una delle due potrebbe rimanere, ma è solo una sensazione”.

  • Ora è ufficiale: ricorso al Tar del Comune di Milano contro vincolo su San Siro

    Ora è ufficiale: ricorso al Tar del Comune di Milano contro vincolo su San Siro

    – L’Amministrazione comunale di Milano presenterà ricorso davanti al Tar per la Lombardia-Milano per ottenere l’annullamento del parere positivo della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano, formulato il 26 luglio 2023, nonché del parere positivo della Commissione regionale per il patrimonio culturale della Lombardia, del 27 luglio scorso, relativi alla sussistenza dell’interesse culturale per il secondo anello dello Stadio di San Siro, ex art. 10 e 12 del D.Lgs. 42/04. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Marino.

    “Il ricorso – specifica il Comune – riguarda anche la dichiarazione della Soprintendenza archivistica e bibliografica per la Lombardia del 27 luglio scorso, che qualifica la tribuna ovest dello Stadio come archivio esposto. La decisione è stata assunta con una delibera nel corso della odierna seduta di Giunta. La valutazione sulla sussistenza dell’interesse culturale del secondo anello dello Stadio era stata richiesta in via anticipata dal Comune di Milano lo scorso 18 maggio. La valutazione definitiva sarà possibile solo una volta raggiunto il requisito della vetustà del bene (70 anni), nel 2025

  • Basket A2: Alessandro Amici e’ un nuovo giocatore di ELAchem Vigevano

    Basket A2: Alessandro Amici e’ un nuovo giocatore di ELAchem Vigevano

    Nuova Pallacanestro Vigevano 1955 comunica di avere messo sotto contratto fino al termine della stagione in corso Alessandro Amici.

    Nato a Pesaro il 10 luglio 1991, l’ala marchigiana (201 centimetri) è cresciuta cestisticamente nel settore giovanile di Pesaro, vanta un passato in serie A nella stagione 2012/13 tra le fila della squadra della sua città natale, e sempre in serie A2 ha giocato a Mantova, Bologna (sponda Fortitudo), EBK Roma, Udine, Trapani, Rieti, Chieti, Ferrara e Cremona, dove ha chiuso la passata stagione. Nel dicembre 2012 ha collezionato una presenza con la Nazionale, disputando l’All Star Game contro la selezione dei migliori giocatori stranieri della Serie A.

    Amici era aggregato per gli allenamenti della squadra già da una decina di giorni ed esordirà sin dal prossimo incontro di campionato previsto a Cremona lunedì 23 ottobre contro Juvi.

    “Il general manager Marino Spaccasassi è stato eccezionale nell’arrivare alla firma di un giocatore di assoluto valore – spiega il Presidente Sebastian Perini -, che crediamo aumenti la nostra competitività. Alessandro ha dimostrato subito di adattarsi in allenamento al nostro contesto ed è un piacere accoglierlo nella famiglia gialloblù”.

    “La società ha fatto il possibile per dare un aiuto concreto alla squadra che in questo momento vive di rotazioni ridotte a causa di un paio di infortuni, siamo convinti di avere messo a segno un ottimo colpo”, aggiunge il gm Spaccasassi.

  • A Rho l’inclusione passa dal baskin

    A Rho l’inclusione passa dal baskin

    E’ stato definito, in accordo con le singole scuole cittadine e la Polisportiva Oratorio San Carlo, il calendario delle attività motorie inclusive inserito nel Piano di diritto allo studio approvato dal Consiglio comunale di Rho. Le attività hanno preso il via lunedì 16 ottobre e termineranno nel mese di maggio 2024 con i campionati studenteschi di baskin per le scuole secondarie, un torneo di baskin per le classi terze e momenti di gioco per le classi prime e seconde della primaria e per le scuole dell’infanzia.

    Quest’anno hanno aderito al progetto: 32 classi della scuola secondaria di primo grado in cui verrà svolto un laboratorio di baskinin affiancamento al docente di Educazione Fisica (4 incontri di 2 ore per ciascuna classe), 55 classi della scuola primaria in cui verranno svolti 10 incontri di 1 ora in ciascuna classe; 26 classi della scuola dell’infanzia in cui i bambini suddivisi in piccoli gruppi potranno partecipare a 10 incontri settimanali. Baskin significa “basket integrato”. Il gioco permette la partecipazione attiva di giocatori con e senza disabilità esaltando il valore sociale ed educativo dello sport come scritto nella nostra Costituzione

  • Buon sangue non mente: Riky Lami da Magenta ancora campione italiano di Quad

    Buon sangue non mente: Riky Lami da Magenta ancora campione italiano di Quad

    Buon sangue non mente perché dopo il primo titolo è arrivato il bis. Riccardo Riki Lami95 si nuovamente laureato campione italiano. A soli sedici anni il magentino sta seguendo le orme del padre Aldo che sui social euforico ha dichiarato soddisfatto: “Ho creato un mostro !”

    Aldi, il ‘Bufalo’ del quad, vista la stazza imponente ha fatto incetta di titoli in passato e ha trasmesso la passione al suo ragazzo.

    Riccardo quest’anno si era già laureato campione nel campionato Elite della federazione Asi e adesso è arrivato quello della federazione Fmi nella categoria «Sport» per la disciplina cross-country.

    Dopo la vittoria è arrivato il momento della grande festa organizzata in un noto locale magentino alla presenza anche degli Assessori Maria Rosa Cuciniello e Luca Aloi che hanno tributato a Riky il giusto ringraziamento da parte di tutta la Città. Perché Magenta è sempre più la patria del Quad grazie alla famiglia Lami.

    Scarica qui la video intervista con tutta la gioia e l’emozione del neo campione:

    https://we.tl/t-QFTbWRRcMq

  • Rugby: lo psicodramma mondiale della Francia e la Bellezza crudele di uno sport egemonizzato dal Sud del mondo- di Teo Parini

    Rugby: lo psicodramma mondiale della Francia e la Bellezza crudele di uno sport egemonizzato dal Sud del mondo- di Teo Parini

    Alcuni numeri per comprendere il dramma sportivo che si è abbattuto sulla Francia ieri sera intorno alla mezzanotte. Un recente sondaggio ha stabilito che sei francesi su dieci preferiscono il rugby al calcio e con la stessa percentuale sono quelli che hanno della nazionale di rugby un’immagine positiva mentre quella del soccer incassa un gradimento pari solo alla metà. Dal punto di vista degli euro, che finisce sempre per essere il parametro dominante, tra i primi cinque team francesi presi tra tutte le discipline, in quanto ad appetibilità per gli sponsor due appartengono al Top 14, il campionato di rugby d’oltralpe, con il Tolosa che se la gioca sull’appeal con gli sceicchi calciofili del PSG. Sempre prendendo in prestito l’euro come termometro dello stato di salute del movimento, in Francia gli introiti complessivi dei club professionistici sono cresciuti nell’ultimo biennio di quasi il cinquanta per cento e negli stadi il pubblico, nell’identico periodo di riferimento, di un lusinghiero quindici per cento. Non è un aspetto scontato se si pensa che i vicini di casa inglesi, altro popolo con la palla ovale tatuata sui cromosomi, vivono una crisi di identità preoccupante, con i club più blasonati investiti da difficoltà economiche tali da mettere in allarme l’establishment del rugby e i vertici del governo.

    Se la Francia tutta si nutre di rugby, il fenomeno è ancora più accentuato nelle regioni meridionali dove anche il più dimenticato agglomerato urbano ha la sua squadra. I cugini, questo fenomeno lo chiamano ‘rugby de clocher’, che tradotto fa ‘rugby del campanile della chiesa’, perché in ogni villaggio non solo c’è sempre una chiesa ma anche un campo da rugby. Se a tutto ciò si aggiunge che l’edizione dei Mondiali in corso di svolgimento si tiene proprio in Francia e che i padroni di casa erano giunti all’evento con il vestito della festa e nella versione forse più forte di sempre, ecco spiegato lo psicodramma collettivo che, appunto, sta vivendo il popolo francese del rugby a valle della sconfitta patita ieri sera per mano del Sudafrica che è costata l’estromissione anticipata da un torneo che si erano giustamente messi in testa di poter vincere. Invece, un solo punto di scarto li ha condannati all’ennesima delusione al termine di una partita che a definire meravigliosa si sbaglia per difetto e che, senza troppa retorica, avrebbe meritato di chiudersi con un impossibile pari e patta, tanto è stato evidente l’equilibrio sostanzialmente stabile tra le forze in gioco. Uno spot imperituro per il rugby.

    La vittoria sul filo di lana degli Springboks, unita a quella degli All Blacks sulla favoritissima Irlanda, conferma sostanzialmente l’adagio non scritto – adattamento al pianeta rugby di quanto coniato da Gary Lineker a proposito del calcio e dei suoi dominatori tedeschi dell’epoca – per il quale il rugby resta comunque uno sport semplice nel quale, gira e rigira, a prevalere è sempre una compagine dell’emisfero sud del pianeta. A suffragare il pensiero, un dato eloquente: in nove edizioni dei Mondiali, dieci con quella che si sta svolgendo, solo in una circostanza ha prevalso una squadra del vecchio continente, l’Inghilterra di Jonny Wilkinson nel 2003, a fronte di otto vittorie, che probabilmente diventeranno nove a breve, di una nazione australe. Tre allori per la Nuova Zelanda, tre per il Sudafrica, due per l’Australia. Un’egemonia schiacciante che si pensava potesse finalmente essere interrotta quest’anno per mano di Irlanda o Francia, rispettivamente la prima e la seconda formazione del ranking mondiale, ma che, inglesi permettendo, è destinata a perdurare per almeno i prossimi quattro anni. Già, perché una delle versioni inglesi più deboli dell’ultimo mezzo secolo ha comunque strappato il pass per le semifinali con la possibilità di sfidare gli Springboks per un posto all’ultimo atto. Traguardo, quello della semifinale, raggiunto più per la concomitanza di fattori sfacciatamente favorevoli che per meriti propri, considerato un sorteggio malleabile oltre le più rosee aspettative e la benevolenza dell’arbitro nel match vinto sul filo di lana contro Fiji, ma ciò nulla toglie alla puntualità di un movimento che in campo dimentica le difficoltà al contorno e nelle occasioni importanti timbra sempre il cartellino. Cosa che, appunto, non è riuscita all’Irlanda, la cui maledizione del Mondiale assume i connotati del paranormale se si pensa che Sexton e i suoi compagni arrivavano da diciassette partite senza sconfitte con un’inerzia granitica alle spalle, e alla Francia, sospinta da un pubblico commovente per l’intensità della partecipazione emotiva.

    Non c’è niente da fare, se c’è uno sport in cui è terribilmente complicato attentare alle gerarchie consolidate è proprio il rugby, anche se ti chiami Dupont e, più che giocare a rugby, di professione sei un prestigiatore. Avere in campo Antoine, mediano di mischia francese e giocatore oggi più determinante al mondo, ieri sera non è quindi stato sufficiente nonostante le sue consuete invenzioni balistiche al limite delle umane possibilità. Debilitato dall’infortunio al volto patito contro la Namibia e che lo ha tenuto fermo ai box fino alla sfida con i Bocks, Dupont, finché la poca benzina messa da parte lo ha sorretto, ha trascinato i Blues nella furiosa carica ma il suo inevitabile rallentamento è coinciso con quello di tutta la squadra che ha finito per pagare pegno alla solidità senza cedimenti dei sudafricani, formichine nel capitalizzare ogni occasione propizia con la corazza in acciaio e il killer instinct di un robot programmato per vincere.

    Il weekend appena concluso manda in archivio due delle più belle e avvincenti partite mai viste. Nuova Zelanda – Irlanda e Sudafrica – Francia hanno fissato in stampatello maiuscolo un concetto che è sempre bene avere in mente quando si ha intenzione di fare valutazioni sul rugby. L’attualità dice che ci sono quattro squadre che fanno uno sport a sé e a distanza siderale inseguono tutte le altre che, più o meno, stazionano su livelli similari. Troppo tecniche, troppo veloci, troppo potenti, troppo organizzate, troppo di tutto queste quattro. Il gioco della palla ovale è meraviglioso per genesi e non aveva certo bisogno di conferme, tuttavia, se ancora qualcuno avesse nutrito inspiegabili dubbi, i due quarti di finale nobili di questi Mondiali, disputati con una competenza accademica e una voglia feroce di prevalere, hanno spazzato via ogni incertezza. Il bello dello sport passa da lì. Se è vero che i complimenti lasciano spesso il tempo che trovano, figuriamoci in seguito ad una sconfitta bruciante, è doveroso che i francesi se li prendano tutti anche se la delusione cocente sarà un fardello difficile da digerire.

    Inutile girarci intorno. Averli ammirati ieri sera ha suscitato in noi aficionados italiani, usciti malconci dalla competizione proprio per mano transalpina, una comprensibile invidia. Che non sarà un sentimento particolarmente edificante ma vuoi mettere l’idea di poter essere come loro anche solo una volta nella vita? Nell’attesa, guardare al di là delle Alpi fa tanto bene allo spirito. Quanta bellezza.

  • Basket A2: un’Urania sontuosa, l’Elachem Vigevano cede in casa

    Basket A2: un’Urania sontuosa, l’Elachem Vigevano cede in casa

    Vigevano esce sconfitta nettamente nel derby lombardo contro Wegreenit Urania Milano sul campo amico del PalaELachem nella quarta giornata del girone verde di serie A2. La formazione lomellina, domenica sera, cede 81-100 in una partita in cui gli avversari hanno mostrato un Andrea Amato stratosferico da 29 punti (e 7/9 da tre) e un Matteo Montano capace di fare male alla difesa gialloblu con le sue penetrazioni, ben supportato dai tiri di Potts e dalla solidità sotto canestro di Piunti. Milano ha messo le cose in chiaro sin dai minuti iniziali, scavando un solco incolmabile già sul finire del primo periodo.

    Una distanza allargatasi nel terzo periodo, in cui i punti di vantaggio sono diventati addirittura 22 (46-68). La reazione d’orgoglio della ELachem è arrivata intorno al 30′, con le penetrazioni di Battistini e le iniziative di Wideman, supportati da Leardini. Vigevano è arrivata addirittura a -8 con palla in mano, ma la benzina è finita e l’Urania è arrivata in porto vittoriosamente senza soffrire. Il prossimo appuntamento in campionato è fissato per lunedì 23 ottobre a Cremona alle ore 21.

    ELAchem Vigevano-Wegreenit Urania Milano 81-100 (15-24, 34-50, 61-73)

    Elachem Vigevano: Wideman 19, Bertetti 6, Battistini 15, Peroni 14, Smith 11, Rossi 5, Leardini 11, Bettanti NE, Bertoni, D’Alessandro NE, Strautmanis NE, Pisati NE. All.: Pansa. Tiri da due 20/42, tiri da tre 8/21, tiri liberi 17/26, rimbalzi: 42 (15+27), assist 14, palle perse 15.

    Wegreenit Urania Milano: Anchisi, Piunti 19, Bonacini 2, Potts 12, Landi 10, Amato 29, Lupusor 4, Severini 2, Cavallero, Ciccarelli NE, Solimeno NE, Montano 22. All: Villa. Tiri da due 18/35, tiri da tre 17/33, tiri liberi 13/16, rimbalzi: 31 (7+24), assist 17, palle perse 8.

    Arbitri: Dionisi, Pellicani, Ferretti

    Pansa: “Siamo tutti colpevoli, dobbiamo cominciare le partite con una durezza differente”

    Il commento di coach Lorenzo Pansa al termine della partita contro Urania Milano: “Sapevamo che era una partita tosta, terza partita in sette giorni con sette uomini a disposizione, ma gli alibi sono finiti. Sono arrabbiato, Amato è un giocatore di talento, ma se fai due difese soft contro di lui e ti segna, poi non finisce più di fare canestro. Noi anzichè parlare, dovremmo comprendere di fare qualcosa in più per non farlo partire in questo modo. Il primo canestro di Potts da rimessa dal fondo è un’azione che i nostri avversari fanno da due anni e la conoscevamo, tuttavia non abbiamo fatto nulla per evitarlo. Sono responsabilità gravi di una gruppo che deve soffrire ad ogni partita. Cento punti in casa subìti davanti a questo pubblico sono inaccettabili, i punti incassati nei due tempi hanno origini diverse, nel secondo tempo siamo perlomeno riusciti a tornare a -8, poi è mancata lucidità. Se Vigevano pensa di giocare a chi fa più punti contro Amato, si perde sempre. Siamo colpevoli di avere messo in moto una squadra pericolosa, l’approccio è stato inaccettabile, è un difetto che eravamo riusciti a limare, purtroppo stasera si è ripresentato. Dobbiamo metterci in testa di cominciare ogni partita con una durezza differente”.

    Leardini: “Reagire subito dopo questa brutta sconfitta”

    Giacomo Leardini analizza la sconfitta rimediata contro Urania Milano. “Abbiamo affrontato una squadra con talento e giocatori di livello, dotati di molti punti nelle mani. Noi gli abbiamo dato un aiuto, il nostro approccio è stato morbido, hanno preso fiducia realizzando tiri semplici e poi anche più difficili. Se subisci 100 punti in casa è difficile recuperare, biosogna prendere energia dal pubblico e vincerle in difesa. Adesso ci aspetta Cremona, altra squadra con tanti punti in canna. Dobbiamo mettere a posto molte cose, ma soprattutto mettere in campo una maggiore aggressività e fare il meglio possibile, perchè possiamo avere punti nelle mani anche noi”.

  • Magenta, il Comune vuole riqualificare il palazzetto e punta su fondi Coni: progetto da 800mila euro

    Magenta, il Comune vuole riqualificare il palazzetto e punta su fondi Coni: progetto da 800mila euro

    La delibera di giunta parla chiaro: il Comune di Magenta ha deciso di approvare il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica relativo ai lavori di rigenerazione del palazzetto dello sport comunale destinato all’attività agonistica per un importo complessivo di € 810.000,00 composto dagli elaborati, trasmessi e sottoscritti da parte del progettista incaricato Società AVALON S.r.l. Si è inoltre impegnato ad affidare la gestione del palazzetto comunale con una o più asd/ssd, che necessariamente svolgano attività agonistica delle discipline di pallacanestro, pallacanestro per disabili, pallavolo, ginnastica artistica, attività sportiva ginnastica, calcio a 5, ai sensi della Deliberazione CONI n. 1691 del 07.07.2021.

    La ragione è semplice: Magenta ha deciso di procedere alla candidatura dell’intervento in oggetto con le modalità e i criteri di cui al bando “SPORT E PERIFERIE 2023” e autorizzando il Sindaco alla presentazione della domanda, e qualora l’intervento venisse finanziato la copertura economica sarà la seguente: quota a carico del Comune di Magenta (soggetto proponente) € 259.200,00 (pari al 32% del totale dell’opera); quota da finanziamento Ministeriale € 550.800,00.

    IL PIANO IN DETTAGLIO
    Il progetto di fattibilità tecnica ed economica ha per oggetto la rigenerazione del Palazzetto dello Sport comunale di Magenta, sito in via Giacomo Matteotti 24, compreso in un’area periferica e degradata. Il progetto individua, sulla base dell’analisi del fabbisogno collettivo, la soluzione progettuale che risponde a pieno alle esigenze espresse. Esso cerca il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire. Il progetto è stato sviluppato nell’ambito del “Fondo Sport e Periferie 2023”. L’intervento è finalizzato alla riqualificazione delle aree e all’efficientamento energetico dell’edificio, per soddisfare le esigenze espresse dagli utilizzatori, per garantire la fornitura di servizi adeguati, per ridurre le spese di gestione, per mitigare l’impatto ambientale, per la messa in sicurezza, e per ridurre situazioni di emarginazione urbana e degrado sociale. Gli interventi da realizzare riguardano principalmente l’abbattimento delle barriere architettoniche, la messa a norma delle tribune e il rifacimento dei servizi igienici degli spettatori, la riqualificazione degli spogliatoi e del campo da gioco, l’efficientamento energetico dell’edificio tramite realizzazione del cappotto termico, installazione di un impianto fotovoltaico e di uno solare termico, relamping dell’illuminazione e installazione di un impianto per la gestione domotica. L’edificio sarà accessibile a tutti, sempre in un’ottica di riduzione dell’emarginazione e del degrado sociale