Categoria: Ambiente

  • Antincendio boschivo: 8 milioni da Regione Lombardia

    Antincendio boschivo: 8 milioni da Regione Lombardia

    Regione Lombardia ha stanziato 8 milioni di euro a favore delle Comunità Montane, delle Province, della Città Metropolitana di Milano e degli Enti gestori di Parchi e riserve regionali.I fondi sono destinati a coprire i costi di equipaggiamento, addestramento, assicurazione e rimborso spese delle squadre di volontariato, nonché a realizzare opere e interventi per migliorare la difesa contro gli incendi boschivi.


    I contributi saranno assegnati per coprire le spese di gestione e funzionamento del Servizio locale Antincendio Boschivo (AIB) e per l’acquisto di mezzi, attrezzature e opere AIB.Gli 8 milioni sono stati così distribuiti
    : CITTA’ METROPOLITANA DI MILANO 721.204,36 euro BERGAMO 1.410.103,12 euro BRESCIA 1.784.151,12 euro COMO 964.256,75 euro LECCO 676.630,13 euro LODI 98.639,61 euro MANTOVA 79.957,87 euro MONZA BRIANZA 84.893,22 euro PAVIA 345.848,24 euro SONDRIO 1.147.363,05 euro VARESE 716.952,49 euro TOTALE 8.030.000,00 euro.

    “Questa iniziativa – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione Civile, Romano La Russa – sottolinea l’impegno della Regione Lombardia nel sostenere le attività antincendio boschivo, garantendo risorse adeguate per la protezione del territorio e la sicurezza dei cittadini.Questa misura rappresenta un passo fondamentale per garantire che le nostre squadre di volontariato siano adeguatamente equipaggiate e preparate per affrontare sfide delicate.Siamo convinti che, grazie a questo sostegno, le squadre di volontariato potranno operare in modo ancora più efficace, contribuendo alla salvaguardia del nostro prezioso patrimonio ambientale e alla sicurezza delle nostre comunità. Ringraziamo tutti i volontari per il loro impegno e dedizione, e continueremo a supportarli con tutte le risorse necessarie per affrontare al meglio le emergenze.Regione Lombardia continuerà a lavorare quotidianamente per garantire un futuro più sicuro e protetto per tutti i suoi cittadini”.

  • Lombardia, il Consiglio vota modifiche in tema di caccia

    Lombardia, il Consiglio vota modifiche in tema di caccia

    “Nella seduta odierna del Consiglio Regionale è stata approvata la “Legge di revisione ordinamentale 2024” nella quale sono contenute due importanti modifiche alla legge quadro sulla caccia di cui sono stato il proponente. La prima prevede che gli uccelli feriti nell’esercizio dell’attività venatoria potranno essere curati e, una volta sopraggiunta la completa guarigione, entrare a far parte del patrimonio di richiami vivi del cacciatore. La seconda modifica consente la possibilità del completamento dei piani di prelievo degli ungulati anche al fuori della zona alpina in caso di zone coperte da neve anche negli ATC di pianura (non solo in zona Alpi)”.

    “Inoltre, sono state approvate le seguenti proposte del collega Carlo Bravo, ovvero la gestione delle oasi di protezione anche agli ATC, CAC e alle associazioni venatorie; l’obbligo durante le operazioni di controllo, al fine di tutelare il benessere animale, del maneggio dei richiami solo ai veterinari delle ATS territorialmente competenti; sarà poi garantita la permanenza associativa oltre il primo anno ai tutti i neo cacciatori che, il primo anno, sono stati accompagnati anche da persone diverse dal genitore. Infine, è prevista la possibilità di chiedere l’autorizzazione per nuovi appostamenti fissi in zona di maggior tutela dei Comprensori Alpini, previo parere motivato del comprensorio alpino in ordine alla presenza certificata nei tre anni precedenti di galliformi alpini e di ungulati”.

    Lo afferma Floriano Massardi, consigliere regionale della Lega e presidente della Commissione Agricoltura, montagna e foreste, promotore dei primi due testi e intervenuto in aula durante la discussione della Legge di revisione ordinamentale 2024.

  • Lo studio: Milano a 30 all’ora? Più inquinamento

    Lo studio: Milano a 30 all’ora? Più inquinamento

    La riduzione del limite di velocità a 30 km/h – misura che punta a rendere le città più vivibili, sicure e meno rumorose – provoca non solo un lieve aumento dei tempi di percorrenza ma ha anche delle emissioni inquinanti. E’ quanto rileva uno studio del Mit Senseable City Lab focalizzato sulla città di Milano e presentato in occasione del terzo forum di The urban mobility council, il think tank della mobilità promosso dal Gruppo Unipol.

    La riduzione della velocità a 30 km/h determina un aumento delle emissioni di monossido di carbonio (CO), anidride carbonica (CO2), ossidi di azoto (NOx) e particolato (PM), soprattutto nelle ore più trafficate del giorno, perché, spiega lo studio, i motori termici sono progettati per avere la migliore efficienza di consumo intorno ai 70-80 km/h. In caso di applicazione del limite dei 30km/h nell’intero territorio del Comune di Milano, le emissioni di CO2 aumenterebbero dell’1,5%, mentre quelle di PM, particolarmente nocivi per la salute umana, del 2,7%.

    La riduzione del limite di velocità nei vari scenari ha mostrato un lieve aumento dei tempi di percorrenza, con un incremento del tempo medio che va da 2 secondi (in uno scenario di riduzione dei limiti in tutte le strade della zona più centrale di Milano) al massimo di 89 secondi (nello scenario di riduzione dei limiti a tutte le strade non primarie sull’intero territorio cittadino). Tuttavia, l’impatto varia significativamente a seconda della zona e del tipo di strada, con aumenti più marcati durante le ore di punta.

    “I risultati presentati al The Urban Mobility Council sono i primi di una ricerca che estenderà il suo raggio d’azione per aiutare sempre di più le amministrazioni a prendere decisioni migliori per la gestione della mobilità urbana”, ha dichiarato Carlo Ratti, direttore Mit Senseable City Lab e membro del comitato di indirizzo The Urban Mobility Council. “Grazie ai dati che ci forniscono i sistemi di trasporto, tra cui le applicazioni telematiche di Unipol, – ha aggiunto – capiremo come e fino a che punto la riduzione dei limiti di velocità nelle nostre città potrà accelerare il progresso verso città più sane, sicure e vivibili”.

  • Legambiente Lombardia: ottimi dati dalla raccolta rifiuti sul Lago Maggiore

    Legambiente Lombardia: ottimi dati dalla raccolta rifiuti sul Lago Maggiore

    Con una media del 80% di raccolta differenziata – dati Arpa 2022 – seimila tonnellate di rifiuti indifferenziati, un residuo secco medio pari a 92 kg abitante anno e quattro Comuni Ricicloni, la sponda lombarda del Verbano si attesta come la più virtuosa di tutti i bacini lacustri.

    In cima alla classifica Ispra e Angera che vanno oltre il 90% di raccolta differenziata, seguiti da 6 comuni, Brezzo di Bedero, Germignaga, Laveno Mombello, Leggiuno, Porto Valtravaglia e Sesto Calende con oltre l’80%. Chiudono la classifica Castelveccana, Luino, Maccagno con Pino e Veddasca tra il 77% e il 78%.

    “Siamo contenti che il sacco dell’indifferenziato sia leggero,” dichiara Valentina Minazzi, coordinatrice dei circoli Legambiente del varesotto. “Ben quattro comuni lacustri sono entrati nella classifica di Comuni Ricicloni della Lombardia. La sostenibilità ambientale passa anche dalla corretta gestione dei rifiuti che, per i laghi, vuol dire anche evitare la dispersione nelle acque attraverso micro e macro plastiche disperse sulle spiagge o non trattenute dai depuratori. Non possiamo non alzare l’asticella e chiedere a tutti i comuni di fare il massimo sforzo per ridurre ancora di più la quantità di rifiuto indifferenziato, azione necessaria in vista di un aumento della pressione turistica anche sulla sponda da sempre considerata “povera”. La nostra ricchezza, in un periodo in cui la crisi climatica mette a dura prova anche le migliori amministrazioni, deve essere la cura del paesaggio e dell’ecosistema lacustre”.

    Un tema, quello delle microplastiche, che origina non solo attraverso il normale rifiuto abbandonato ma anche attraverso gli impianti di depurazione, non adeguati a trattenere particelle ultrafini. Un tema che andrà necessariamente affrontato per garantire la buona qualità delle acque (per saperne di più https://lifebluelakes.eu/documenti/)

  • A Morimondo un convegno per celebrare il 50 esimo del Parco del Ticino  tra agricoltura e territorio

    A Morimondo un convegno per celebrare il 50 esimo del Parco del Ticino tra agricoltura e territorio

    Nell’ambito delle celebrazioni per il 50esimo dell’istituzione del Parco Lombardo della Valle dei Ticino, lo scorso 3 luglio si è tenuto all’Abbazia di Morimondo Parco e attività agricola: esperienze, collaborazioni, prospettive, un convegno sull’agricoltura considerata nella sua evoluzione all’interno del territorio del Parco, dove ha dato un forte contributo alla conservazione e alla valorizzazione ambientale.

    L’iniziativa è stata finalizzata a raccontare la storia del Parco, non trascurando però di restituire una serie di informazioni sul ruolo di quest’ultimo nel contesto agricolo. Ha preso parte al convegno anche l’Assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Alessandro Beduschi.

  • Navigazione vietata a Trezzano e cauta a Vaprio d’Adda

    Navigazione vietata a Trezzano e cauta a Vaprio d’Adda

    Con ordinanza del Presidente del Consorzio n. 40 del 28 giugno 2024 è stata disposta l’interdizione temporanea della navigazione per unità nautiche con e senza motore lungo il tratto di Naviglio Grande, situato all’interno del territorio comunale di Trezzano sul Naviglio, dalla progr. km 31+950 alla progr. km 32+210 il prossimo 6 luglio (dalle ore 14.00 alle ore 19.30) per consentire lo svolgimento in sicurezza della manifestazione nautica agonistica Naviglio Sprint Race, organizzata dalla Naviglio Sport SSD.

    Il divieto non interesserà le unità nautiche in uso durante la manifestazione. Si raccomanda invece cauta navigazione, per le imbarcazioni con e senza motore, lungo il tratto di Naviglio Martesana tra la progr. km 3+000 e la progr. km 3+300 a Vaprio d’Adda (MI) secondo quando disposto dall’ordinanza del Presidente del Consorzio n. 43 del 2 luglio 2024.

    Il provvedimento si è reso necessario a seguito di un cedimento del muro di contenimento del terrapieno del percorso pedonale e conseguente frana a valle di una porzione dello stesso (per una tratta di circa 10-12 metri sino a raggiungere l’alveo del Naviglio Martesana) all’altezza dalla prog. km 3+170. Le piogge dei giorni successivi hanno ulteriormente aggravato la situazione con la caduta di ulteriore materiale.

    Il Comune di Vaprio d’Adda ha provveduto a disporre opere provvisionali finalizzate alla protezione del tratto interessato e a svolgere indagini geologiche/geotecniche, propedeutiche alla valutazione delle soluzioni da adottare per la messa in sicurezza e il rispristino del percorso pedonale. Alla luce di tutto ciò sono venute meno le necessarie condizioni di sicurezza per la navigazione del canale per via della presenza di detriti in alveo e per il rischio di ulteriori frane, che hanno portato alla disposizione in oggetto.

  • Ambiente. “Comuni Ricicloni”: +11% . Nord primo, cresce il Sud

    Ambiente. “Comuni Ricicloni”: +11% . Nord primo, cresce il Sud

    Nel 2023 crescono dell’11%, fino a quota 698, i comuni virtuosi nella gestione dei rifiuti urbani, quelli che contengono la produzione pro capite di rifiuti indifferenziato avviato a smaltimento al di sotto dei 75 chili per abitante all’anno.

    Il Nord Italia si conferma “campione”, con 434 comuni virtuosi, ma è inarrestabile la rimonta del Sud, che registra 231 comuni (+23,8% rispetto al 2022). Ancora fermo il Centro, con 33 comuni (lo scorso anno 30). Lo rivela la 31esima edizione di “Comuni Ricicloni”, il dossier di Legambiente che fotografa e premia l’impegno dei comuni italiani nella raccolta differenziata, presentato oggi a Roma alla seconda giornata dell’EcoForum.

    Salgono a 4.058.542 (+ 539.590 abitanti rispetto al 2022) i cittadini serviti da un efficiente servizio di gestione dei rifiuti, che rappresentano il 6,9% del totale della popolazione (lo scorso anno era il 6%).

    “Fuoriclasse” nella gestione dei rifiuti urbani si confermano i comuni sotto i 5.000 abitanti: sono ben 450 sul totale. I comuni tra i 5.000 e i 15.000 abitanti sono 196 e 48 quelli oltre i 15.000 e i capoluoghi. In testa – anche in questa edizione – i comuni del Nord-Est dello stivale: Treviso, Belluno, Trento e Pordenone.

    A livello regionale, il Veneto si conferma primo in classifica per numero di comuni virtuosi (173), seguito dalla Lombardia (101, +27 rispetto alla scorsa edizione) e dalla Campania (83, +22 rispetto alla scorsa edizione). Registrano una crescita anche la Sardegna (+18) e l’Abruzzo (+9). Arretrano invece il Trentino-Alto Adige (-9) e il Piemonte (-10)

  • Cap, 96 milioni per ridurre perdite idriche a Milano e provincia

    Cap, 96 milioni per ridurre perdite idriche a Milano e provincia

    Puntare a trasformare la green utility che gestisce il servizio idrico della Città metropolitana di Milano in una multiutility che trovi sinergie in tutta l’economia circolare, partendo dalla riduzione delle perdite idriche, fino ad arrivare alla decarbonizzazione. Sono questi gli obiettivi del Piano di Sostenibilità del Gruppo Cap, presentato stamani a Milano e spiegato nel dettaglio dal presidente del gruppo, Yuri Santagostino.

    “In questi anni il gruppo Cap, che si occupa del servizio idrico integrato nella città metropolitana di Milano è stato colpito, come tutti noi, dai cambiamenti climatici. E in questo senso abbiamo adattato quello che era il Piano di Sostenibilità 2019 e il Piano industriale in base a questa prospettiva. L’obiettivo è di non essere più un utility che si occupa soltanto di acqua, ma che fa sinergia con ambiente, energia, cercando sinergie con quei settori guardando all’economia circolare” ha spiegato Santagostino, che poi ha evidenziato due delle sfide maggiori.

    “Grazie al finanziamento del Pnrr per 42 milioni e un investimento complessivo di 96 milioni ridurremo le perdite idriche da qui al 2026 portandole sotto il 1
    7% e arrivando al 15% entro il 2023. Già oggi siamo sotto il 20%, con la media nazionale attorno al 40%” ha continuato il presidente del Gruppo Cap. “Ci siamo presi un grandissimo impegno, invece, in termini di decarbonizzazione, con l’obiettivo di ridurre del 42% le emissioni di scope 1 e scope 2, e invece quelle della filiera, dei fornitori, di ridurle del 25%”.

  • Cattive notizie per i Laghi Lombardi: criticità per il Garda

    Cattive notizie per i Laghi Lombardi: criticità per il Garda

    E’ peggiorata, rispetto allo scorso anno, la qualità dell’acqua del lago di Garda, come emerge dal rapporto Goletta dei Laghi di Legambiente. I primi monitoraggi sul bacino lacustre, sponde veneta e lombarda, mostrano infatti varie criticità rispetto ai risultati delle analisi microbiologiche effettuate nel 2023.

    Sui complessivi 12 punti campionati, risultano fortemente inquinati tre foci su sei sulla sponda veronese del Garda (Marra, Bosca e Rielo) e cinque punti su sei sul versante bresciano (foce del canale nei pressi della spiaggia in località Le Rive a Salò, foce del torrente nei pressi del porto a Padenghe sul Garda, foce del Rio Lefà in località Roina a Toscolano Maderno, foce del rio nell’Oasi San Francesco del Garda a Desenzano del Garda e foce del torrente in località Santa Maria di Lugana a Sirmione).

    Per quanto riguarda il confronto con i dati rilevati nel 2023 negli stessi punti, quest’anno peggiorano cinque punti su sei sul Garda lombardo e tre punti su sei sul versante veneto, non solo in relazione all’anno precedente ma anche rispetto al 2022.

    “Sarà importante dare seguito a questi risultati con provvedimenti che mettano al centro la tutela della salute pubblica e la salvaguardia dei fragili ecosistemi lacustri – commenta Mirko Laurenti, portavoce della Goletta dei Laghi di Legambiente – La cronaca di questi ultimi giorni riporta che in una zona collocata sulla sponda veneta del Garda è stato vietato l’uso di acqua potabile a seguito di vari casi di gastroenteriti causati da un virus.

    L’aspetto che ci colpisce e che avvalora la necessità di interventi immediati sul lago è proprio il sospetto che sia stato l’innalzamento del livello del Garda ad aver influito sulla contaminazione dell’acqua della rete acquedottistica. É noto poi che il consumo di suolo continui a essere un grosso pericolo su cui agire per evitare il rischio idrogeologico”.

  • Legnano. Biometano: Aemme Linea Ambiente, dal rifiuto organico al carburante green

    Legnano. Biometano: Aemme Linea Ambiente, dal rifiuto organico al carburante green

    Dalle cucine delle case alle pompe per il rifornimento dei mezzi adibiti alla raccolta rifiuti: poggia sulla filosofia green l’articolato processo che, partendo dal rifiuto organico prodotto a livello domestico (la cosiddetta FORSU, Frazione Organica Rifiuti Solido Urbani), sfocia nella produzione di biometano di qualità, combustibile ecologico che in questi ultimi anni si sta sempre più affermando come importante e preziosa fonte di energia rinnovabile.

    Per limitare l’incremento della temperatura globale e prevenire gli effetti devastanti del cambiamento climatico in atto, occorre necessariamente ridurre le emissioni di gas serra e, in particolare, di quelle provenienti dal settore del trasporto su strada, che costituisce una delle voci di maggiore impatto ambientale.

    Il biometano è certamente un valido alleato in questa sfida, considerando che ha la stessa resa del carburante di origine fossile, ma con notevoli benefici per la qualità dell’aria. È da ricordare, inoltre, che il biometano consente non solo di abbattere le emissioni di CO2 ma permette anche d’ intercettare il gas prima della sua dispersione in atmosfera e, quindi, di ridurre efficacemente l’effetto serra.

    Trasformare i rifiuti in risorse è una delle mission di AEMME Linea Ambiente e l’impianto legnanese di via Novara inaugurato nel marzo 2022, risponde proprio a questa volontà. Può trattare sino a 52.400 tonnellate annue di rifiuto (40 mila di umido raccolto nei Comuni in cui ALA svolge il servizio d’igiene urbana e raccolta rifiuti e le restanti 12.400 di sfalci verdi). Attraverso un processo di upgrading, il biogas prodotto viene trasformato in biometano, che viene poi immesso, attraverso una rete di tubi ad alta pressione, nel sistema gestito da Snam S.p.A.

    Grazie ad un accordo tra Green Fuel Company S.p.A. (colosso del comparto energetico dedito all’attività di vendita di gas naturale a clienti finali su tutto il territorio nazionale) e Bioenerys (società, controllata al 100% da Snam), che gestisce l’impianto di Legnano, Green Fuel s’impegna a riservare 500 mila metri cubi annui di biometano agli automezzi di AEMME Linea Ambiente, permettendo così di alimentare con energia rinnovabile gli stessi mezzi che, ogni giorno, sono operativi sui nostri territori per la raccolta dei rifiuti e l’igiene Urbana. Sono 19 i Comuni serviti da ALA, per un totale di oltre 300 mila abitanti.

    La flotta aziendale si compone di 279 mezzi, (12 dei quali elettrici). Delle 140 mila tonnellate annue di rifiuti che ALA gestisce, 105 mila vengono avviate al recupero, con una percentuale media di raccolta differenziata che si attesta al 75%.

    Tornando all’accordo tra Green Fuel Company S.p.A e Bioenerys, si tratta di un buon esempio di economia circolare, che fa bene all’ambiente e all’aria che respiriamo.