Categoria: Ambiente

  • Agricoltura. A Roma l’Assemblea Nazionale ANBI presenti i Ministri Lollobrigida e Pichetto Fratin

    Si è tenuta a Roma in settimana l’Assemblea di ANBI, l’Associazione che raccoglie i Consorzi di bonifica del Paese.

    ROMA – Si tratta di un appuntamento che si svolge ogni anno, aperto agli operatori dell’intero mondo della bonifica italiano con la partecipazione di esponenti delle istituzioni, delle parti sociali e dell’imprenditoria. L’edizione 2023 ha previsto ben cinque panel di discussione, che hanno stimolato il confronto attorno ai grandi temi dell’ambiente, del territorio, dell’acqua e del cibo. ANBI, nel corso dei lavori, è tornata poi a riproporre le azioni prioritarie da attuare per gestire al meglio la risorsa idrica ai tempi dei cambiamenti climatici; è stata, pertanto, sottolineata la necessità di un Piano straordinario 2023-2030 per la realizzazione di nuovi invasi sostenibili e multifunzionali.

    Il cosiddetto Piano Laghetti per lo stoccaggio d’acqua è già stato predisposto con un pacchetto di 389 progetti, redatti dai Consorzi di bonifica e per la maggior parte subito cantierabili. Nell’ambito delle due giorni si sono susseguiti numerosi e qualificati interventi; hanno partecipato all’iniziativa, tra gli altri, i Ministri dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il Vice Ministro delle Infrastrutture Galeazzo Bignami e di Josè Nuncio
    Presidente dell’associazione Irrigants d’Europe https://irrigantsdeurope.eu/, che affronta le problematiche poste dalla relazione acqua/energia/cibo rispetto all’agricoltura irrigua in Europa. E’ stato letto, inoltre, un messaggio di saluto a firma del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha annunciato la candidatura italiana della città di Roma a sede del World Water Forum 2027.

    L’Italia riprova in questo modo ad ospitare il prestigioso evento internazionale, dopo che la precedente candidatura di Assisi, Roma e Firenze per il 2024 era stata superata da quella di Bali, in Indonesia.

  • Su Rai 1 e Linea Verde il progetto di reintroduzione dello storione nel Parco del Ticino

    CASSOLNOVO “Sapessi com’è strano farsi un tuffo a Milano”: ieri, domenica 9 luglio alle 12.20 su Linea Verde – RaiUno e in diretta streaming su RaiPlay, con Angela Rafanelli e Peppone Calabrese, è proseguito il viaggio di #LineaVerdeEstate nella caotica città di #Milano, in #Lombardia.

    E spostandoci un po’ dalla metropoli.. Le telecamere Rai hanno documentato la reintroduzione dello storione nelle acque del Ticino. Nel cuore del parco del Ticino, a Cassolnovo (PV), vengono infatti allevate 4 specie di storione (da Storione Ticino, azienda che alleva storioni esclusivamente per Ars Italica Caviar, brand di Italian Caviar.)

    Nello studio sulla fauna ittica del Ticino del 1999 non fu catturato nessun esemplare di storione cobice, ma ne fu segnalata la presenza grazie ad osservazioni subacquee e di pescatori. Le cause che hanno portato alla scomparsa dello storione sono diverse: il prelievo dovuto alla pesca professionale; la costruzione di dighe; l’inquinamento delle acque; il degrado dell’habitat; il bracconaggio. Gli esemplari di storione cobice che vengono immessi nel fiume sono dotati di microchip per il riconoscimento e servono da rinforzo alle popolazioni già presenti nel fiume e che cominciano a mostrare, dopo anni, incoraggianti segnali di ripresa.

    Ecco il link della puntata, col servizio dedicato al Parco che inizia attorno al minuto 22. Buona visione.

    https://www.raiplay.it/video/2023/07/Linea-Verde-Estate—Milano-Idroscalo—09072023-6bfbd91c-c649-4667-98ea-147c9994f891.html?fbclid=IwAR0JP-aknfXM4DamLchpZ522JI_epjq7hPpyU0WnLpV_0W7_Xukieg70Xbs

  • Linea Verde, oggi alle 12.20 su Rai Uno ci sono Milano e il Parco del Ticino

    MILANO “Sapessi com’è strano farsi un tuffo a Milano”: oggi, domenica 9 Luglio, alle 12.20 su Rai 1 e Rai Italia, con Angela Rafanelli e Peppone Calabrese, prosegue il viaggio di “Linea Verde Estate” nella città di Milano, in Lombardia.

    Galoppo, trotto e salti: in zona San Siro, si parla di un sogno che adesso può diventare realtà, quello di restituire a Milano un “Teatro del Cavallo”. Il viaggio prosegue verso un garden eco-sostenibile, una collezione di reperti etruschi e le raffinate opere di Diego Giacometti: l’eleganza e il fascino del nuovo museo d’arte della Fondazione Rovati. Si parla anche di tutela degli oceani: nei laboratori del dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università Bicocca, alla scoperta del Marhe Center, nuovo avamposto dell’Ateneo milanese alle Maldive per lo studio degli ecosistemi tropicali, ed eccellenza della ricerca italiana. Il racconto si sposta poi a Cassolnovo, con un referente del parco del Ticino, per parlare dell’ambizioso progetto per la reintroduzione in natura dello storione, “fossile vivente” sopravvissuto ai dinosauri, oggi a rischio di estinzione. Alle porte di Milano, le bellezze dell’abbazia di Chiaravalle, eredità benedettina, ancor oggi popolata dalla tradizionale comunità monastica cistercense che, nei secoli, ha contributo a fondare il motore agricolo d’Italia. A Zibido San Giacomo, nel Parco Agricolo Sud Milano, un’eloquente storia di passione per il proprio lavoro in una meravigliosa azienda agricola a conduzione familiare. Infine, un lago di 800 mila metri quadrati alimentato da acque sorgive, circondato da un parco con oltre cinquemila piante: tra i comuni di Segrate e Peschiera Borromeo, la ricca offerta sportiva dell’Idroscalo per animare al meglio l’estate dei milanesi.

    Spazio anche al Parco del Ticino, col progetto di reimmissione degli storioni a Cassolnovo.

  • Legambiente: inquinati 4 punti su 5 del lago Maggiore

    MILANO Quattro punti su cinque risultano essere “inquinati” o “fortemente inquinati”. Solo uno dei cinque punti monitorati rispetta i limiti di legge, precisamente il canale presso la spiaggia del lido comunale a Germignaga, nel Varesotto.

    Questo è il resoconto dei campionamenti condotti sulla sponda lombarda del Lago Maggiore dal team di tecnici e volontari della Goletta dei Laghi 2023, la campagna estiva di Legambiente per la tutela delle acque dei bacini lacustri italiani. Nel mirino, come di consueto, canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico causato da cattiva depurazione o scarichi illegali arriva nei laghi.“I risultati ottenuti rispecchiano quelli dello scorso anno e confermano le criticità più vote messe in evidenza. Dal 2013, infatti, i punti monitorati dalla Goletta dei Laghi spesso presentano concentrazioni di inquinanti di origine fecale che superano ampiamente i limiti stabiliti dalla normativa”, dichiara Elisa Scocchera, portavoce della Goletta dei Laghi di Legambiente. “È importante sottolineare che il nostro obiettivo non è assegnare la balneabilità o assegnare bandiere nere, bensì evidenziare i punti potenzialmente pericolosi per la salute dei cittadini e delle cittadine e per l’ambiente in generale. Auspichiamo che vengano avviate indagini approfondite per identificare le cause di questi superamenti dei limiti e prendere le misure necessarie per affrontare la situazione”.

    “Lo scorso anno ci siamo chiesti se la siccità avesse causato un aumento della concentrazione di inquinanti alle foci dei torrenti che sfociano nel lago Maggiore”, dichiara Valentina Minazzi, vicepresidente di Legambiente Lombardia. “Tuttavia, quest’anno i risultati non sono stati differenti. Ad eccezione del prelievo di Luino, che presenta un lieve miglioramento, tutti gli altri punti critici individuati negli anni rimangono fortemente inquinati. Come sempre, sottolineiamo l’urgenza di affrontare la situazione anche in questi casi limite, che rappresentano un segnale della lunga strada che ancora dobbiamo percorrere. D’altra parte, ci sono stati sforzi concentrati da parte di diversi attori per ripulire le acque inquinate, ad esempio nel caso del lago di Varese che è tornato balneabile. Tuttavia, sembra che i risultati siano stati perseguiti non per migliorare le condizioni ambientali e la qualità della vita dei cittadini, ma piuttosto per creare un modello di fruizione balneare che non rispetta le vocazioni del territorio. Si tratta di un turismo stagionale e concentrato che, come dimostrato in altri territori, non si configura come un modello lungimirante e può portare più problemi che opportunità”.

  • Domenica 9 luglio torna il Big Jump a Vizzola Ticino

    VIZZOLA TICINO Domenica 9 luglio camminata alla scoperta delle più belle spiagge del Ticino. Quella del 2023 sarà la 20° edizione del “ BIG JUMP “, la festa per la vita e la balneabilità dei fiumi europei: nello stesso momento centinaia di migliaia di persone si tufferanno nei corsi d’acqua delle loro città in più di 20 paesi del nostro continente.

    Lo scopo del “Big Jump“ è di riavvicinare le genti ai propri fiumi e di riportarli ad un buono stato ecologico ed alla balneabilità. Il Big Jump 2023 ci darà l’occasione di scoprire alcune tra le spiagge più belle ed incontaminate del Ticino tra le grandi anse del Casone e di Castelnovate e di tuffarsi nelle limpide acque del fiume.

    ? PROGRAMMA CAMMINATA KM 13
    Ore 10:00 Ritrovo presso il parcheggio del Centro Sportivo di Vizzola Ticino ( Via Locatelli n. 5 )
    Ore 10:45 Visita comunità Anffas Ticino onlus e coop. soc. Radici nel Fiume
    Ore 11,30 1° Guado del fiume a piedi o in canoa
    Ore 11:45 Visita Cascine Montelame e Casone
    Ore 12,30 2° Guado del fiume a piedi o in canoa
    Ore 12,45 Sosta pranzo al sacco spiaggia dell’isolone
    Ore 15,00 Big Jump alla spiaggia “ Pirelli “
    Ore 16,00 Arrivo al Centro Sportivo di Vizzola e rinfresco finale (anguriata)
    Per chi si vuole aggregare al pomeriggio: ritrovo ore 14 al Centro Sportivo Vizzola con camminata 3,5 km per raggiungere la spiaggia. Portare costume, scarpe per camminare in acqua, viveri ed acqua.

    ? L’evento è patrocinato dal Parco del Ticino

  • Deperimento della farnia in Lombardia: venerdì convegno alla Fagiana di Pontevecchio

    MAGENTA Venerdì 7 luglio, presso la Riserva Naturale “La Fagiana” di Pontevecchio di Magenta, nel Parco del Ticino, è organizzato il 7 luglio 2023 l’evento conclusivo del progetto ‘ResQ”
    ? https://resq.unipv.it/

    Sono invitati tecnici, professionisti, associazioni e cittadini interessati.
    Sarà l’occasione per discutere insieme i risultati del progetto e le prospettive future e ci sarà la possibilità di esplorare il Parco per conoscere il sito di studio.

    L’evento partecipa al programma di formazione professionale continua dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali per 0,688 CFP per l’intera giornata e 0,313 CFP per la partecipazione alla sola visita guidata, con riferimento al Regolamento CONAF n. 162/2022

    ? PROGRAMMA
    9.30 – 12.30 Sessione mattutina – “I risultati del progetto”
    Convegno di presentazione dei risultati del progetto di ricerca ResQ “Deperimento della quercia nei boschi planiziali: studio multidisciplinare per la selezione di risorse genetiche resistenti”, presso la sala conferenze del Centro Parco “La Fagiana” a Pontevecchio di Magenta (MI).
    In particolare, verranno presentati il protocollo multidisciplinare utilizzato per individuare i principali fattori che determinano o accelerano il deperimento della farnia, le caratteristiche che permettono di individuare precocemente il fenomeno, i risultati ottenuti e gli elementi utili per una migliore gestione dei querceti.
    9.00-9.30 accoglienza dei partecipanti
    9.30 saluti delle autorità
    9.45 inizio dei lavori
    Interverranno:
    per l’Università degli Studi di Pavia prof. Paola Nola, prof. Francesco Bracco, prof Silvia Assini, dott. Matteo Barcella, dott. Osvaldo Pericolo, dott. Giulia Tarziariol per il CNR di Firenze dott. Andrea Piotti, dott. Francesca Bagnoli, dott. Camilla Avanzi per l’Università degli Studi della Basilicata prof. Francesco Ripullone, dott. Maria Castellaneta
    12.15 aperitivo offerto dal Parco
    12.30 pausa pranzo autogestita
    15.00 – 17.30 Sessione pomeridiana – “Visita guidata al sito di studio”

    Escursione guidata nella Riserva Naturale Orientata “La Fagiana” con partenza dal Centro Parco (Pontevecchio di Magenta – MI).

    La visita è dedicata all’osservazione diretta del fenomeno del deperimento sulle farnie studiate, lungo un percorso che mostrerà i principali esempi documentati durante il progetto, e permetterà di conoscere il sito oggetto della ricerca.

    L’evento è organizzato con la collaborazione, e la partecipazione del Parco del Ticino.

  • Legambiente: acquisti ‘green’ nel 72% dei Comuni capoluogo

    MILANO Gli acquisti di beni e servizi dei Comuni capoluogo italiani sono “verdi” nel 72% dei casi, mentre negli altri Comuni lo sono al 51%. Lo rivela il 6/o Rapporto dell’Osservatorio Appalti Verdi di Legambiente.

    La ricerca verifica l’applicazione nel 2022 del Green Public Procurement (Gpp, sistema di acquisti di beni e servizi ambientalmente preferibili) e dei Criteri Ambientali Minimi (Cam, requisiti ambientali richiesti nell’acquisto di beni e servizi). Su 38 Capoluoghi su 66, il 58% dei rispondenti, la media dell’indice di performance Gpp/Cam è pari al 72%. Nonostante nessuno dei 38 Capoluoghi possa essere annoverato 100% Gpp, sono 6 quelli con un indice superiore al 90%: Teramo e Savona (95%); Ragusa, Padova, Cosenza (93%) e Rimini (92%). Accanto ai 21 capoluoghi (il 60%) che hanno migliorato la propria performance Gpp rispetto al 2022, Arezzo in testa, con un balzo di 60 punti percentuali, passando dal 18% del 2021 al 78% del 2022, emergono 12 capoluoghi (il 34%) che hanno invece peggiorato la propria performance. Pavia è il capoluogo meno virtuoso, con una flessione di 52 punti percentuali, passando dall’85% del 2021 al 33% del 2022. Due capoluoghi – Belluno e Cremona – hanno mantenuto lo stesso valore del 2021, con un indice GPP pari all’85%. Fra i Comuni non capoluogo (sono 325 quelli esaminati) la media dell’applicazione del Gpp è pari al 51%. Di questi, sono 15 (il 5% circa) i Comuni con performance ottime, di cui 7 quelli con un indice di performance Gpp/Cam compreso tra il 95%-100%, a partire da Calenzano (Fi) comune 100% GPP e 8 quelli che hanno raggiunto un indice compreso tra il 90-95%. Per quel che riguarda le criticità, la stesura dei bandi e la mancanza di formazione del personale dipendente rappresentano quelle principali.

  • Incentivi ad auto meno inquinanti: già 2600 richieste in Regione Lombardia

    MILANO Sono già 2.600 le richieste di incentivi per la sostituzione di veicoli inquinanti con altri a zero o bassissime emissioni arrivate a Regione Lombardia attraverso il bando ‘Rinnova Autovetture 2023’.

    DOMANDE FINO AL 31 OTTOBRE – Il bando è stato aperto il 4 maggio e scadrà il 31 ottobre. L’importo prenotato è di 5.585.000 euro e le risorse residue ancora disponibili ammontano a 6.263.000 euro.

    INTERVENTO CONCRETO – “Vogliamo accompagnare le scelte dei cittadini – ha detto l’assessore all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione intervenendo in Consiglio regionale – verso una mobilità a basso impatto. Tutte le nuove motorizzazioni garantiscono bassissimi valori di emissione e quindi incentiviamo le scelte che possano migliorare ulteriormente la qualità dell’aria della nostra regione”.

    I CONTRIBUTI – Il contributo arriva fino a 4.000 euro. “Un intervento – ha ribadito Maione – tutt’altro che ideologico, ma concreto, in stile lombardo, atteso da tante famiglie per finalizzare un acquisto impegnativo come quello dell’automobile”.

    “Il sostegno regionale varia a seconda della capacità di ridurre le emissioni inquinanti del veicolo acquistato. Stiamo anche valutando – ha concluso Maione – di avviare entro l’anno una nuova misura per la sostituzione dei veicoli di proprietà delle piccole e medie imprese”.

    TUTTI GLI INCENTIVI PREVISTI

    – Zero emissioni di C02, ciclo WLTP, Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure (autovettura a zero emissioni elettrica pura o idrogeno) 4.000 euro o 1.000 euro (senza sostituzione del veicolo).

    – =60 g/km, NOX = 85.8 mg/km (Euro 6d benzina, metano, gpl o ibride) 2.500 euro.

    – =60 g/km, NOX = 126 mg/km (Euro 6d diesel) 2.000 euro.

    – 60

  • Ambiente/ Goletta dei Laghi 2023 rivela dati inquinamento sul Lago di Garda: segnali positivi ma criticità persistenti

    A Desenzano la presentazione dei dati dei monitoraggi sulle sponde lombarda e veneta del lago: dei 13 punti campionati uno risulta “inquinato” e uno “fortemente inquinato”

    DESENZANO LAGO DI GARDA – La Goletta dei Laghi 2023, la campagna di Legambiente dedicata alla difesa delle acque dei bacini lacustri italiani, ha fatto tappa sul Lago di Garda, incrociando i rilievi effettuati sulle sponde lombarda e veneta.

    Sono stati prelevati 13 campioni, di cui 7 in Lombardia e 6 in Veneto. Sulle sponde lombarde del lago risulta fortemente inquinata la foce del torrente in località Santa Maria di Lugana a Sirmione. È inoltre fuori dai limiti di legge il nuovo punto di campionamento di Toscolano Maderno, precisamente la foce del rio Lefà. Tuttavia, ci sono anche segnali positivi: i punti di Salò, Padenghe sul Garda, la foce del Rio nell’oasi San Francesco del Garda e la foce del Torrente Toscolano risultano entro i limiti, a differenza dell’anno scorso in cui erano risultati inquinati o fortemente inquinati. Sulla sponda veneta del Lago di Garda, tutti i punti campionati hanno riportato concentrazioni inferiori ai limiti di legge previsti dalla normativa vigente in Italia sulle acque lacustri.

    “In generale si nota un miglioramento su entrambe le sponde, con meno superamenti rispetto agli anni passati”, dichiara Elisa Scocchera, portavoce Goletta dei Laghi di Legambiente. “La sponda veneta conferma i risultati con tutti i punti risultati entro i limiti, come nel 2022. Per la sponda lombarda: il punto di Salò, quello di Padenghe sul Garda, la foce del Rio nell’oasi San Francesco del Garda e la foce del Torrente Toscolano risultano entro i limiti al contrario dello scorso anno, in cui erano risultati inquinati o fortemente inquinati. Nello specifico, il punto campionato a Salò, campionato sin dal 2012, è risultato fuori dai limiti per molti anni di fila, come il punto a Padenghe, campionato dal 2011 e sempre risultato al di sopra dei limiti di legge. Ci auguriamo che questa tendenza positiva rimanga e anzi sia solo l’inizio per avere un lago più pulito e sicuro.”

    “Come ogni anno, oltre alla qualità delle acque, è importante fare il punto sulle principali problematiche che affliggono il lago” dichiarano Cristina Milani e Paolo Bonsignori del Circolo Legambiente per il Garda, “soprattutto quelle legate al turismo, tanto che anche sul Garda si comincia a parlare di overtourism: nessuno si rende conto che in un luogo così attrattivo già di suo per clima, paesaggi e cultura non serve creare nuovi richiami. Uno di questi è la Ciclovia del Garda, con alcuni tratti progettati a sbalzo senza tener conto del rischio geologico. A nostro avviso, non promuove un turismo sostenibile, ma attira turisti di passaggio in auto senza un vero interesse per il lago. Un altro dei grandi problemi che causa criticità nella parte lombarda del lago è la mancanza di un sistema di depurazione unitario: ogni regione ha fatto da sé, con il risultato di aver frammentato la progettazione, oggi in Lombardia ferma al palo per le contestazioni di comitati e cittadini rispetto al luogo in cui ubicare il nuovo depuratore lombardo.

    Infine, si continua a costruire, soprattutto alberghi. Solo a Salò sono in dirittura d’arrivo 2 hotel super lusso per almeno 1500 ospiti, a Gargnano una residenza turistico alberghiera di 14 mt di altezza capace di ospitare 400 persone, realizzata in mezzo ai boschi. Insomma, una pressione sul territorio che non si sa fino a quando saremo in grado di sopportare”.

    Il dettaglio delle analisi microbiologiche

    Sono stati prelevati 13 campioni di acqua, di cui 7 in Lombardia e 6 in Veneto.

    In Lombardia, la foce del torrente in località Santa Maria di Lugana a Sirmione risulta fortemente inquinata. Inoltre, il nuovo punto campionato a Toscolano Maderno, precisamente la foce del rio Lefà, è al di fuori dei limiti di legge.

    Tutti con concentrazioni inferiori ai limiti di legge previsti dalla normativa vigente in Italia sulle acque lacustri, i sei punti campionati sulla sponda veneta del Lago di Garda, nel Veronese: la foce del torrente Gusa a Garda; il lago di fronte alla foce del torrente San Severo in località Punta Cornicello a Bardolino; la foce del torrente Marra e la foce del torrente Bosca a Lazise; la foce del rio Duganale dei Ronchi in località Ronchi a Castelnuovo del Garda; la foce del torrente Rielo a Peschiera del Garda.

    I prelievi di Goletta dei laghi vengono eseguiti da tecnici, volontari e volontarie di Legambiente. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli).

  • Estate e caldo.. condizionatore o ventilatore?

    Con l’arrivo dell’estate, la ricerca di soluzioni efficaci per combattere le alte temperature e l’afa è sempre più urgente. La possibilità di incorrere in bollette eccessive a causa dell’utilizzo del condizionatore d’aria spesso rappresenta un freno. Ma ecco una buona notizia: i prezzi dell’energia, che nel 2022 avevano raggiunto cifre vertiginose, sembrano essere ormai un ricordo lontano.

    Le attuali tariffe elettriche, sia sul mercato a maggior tutela sia su quello libero, consentono di poter utilizzare il condizionatore o il ventilatore senza incorrere in spese insostenibili. Tuttavia è importante conoscere i trucchi per potersi godere un’estate fresca senza pesare troppo sulla bolletta.

    L’estate fresca e a costo ridotto: segreti per risparmiare sulla bolletta
    Per ridurre i costi legati all’uso del condizionatore, è fondamentale prendere in considerazione diversi fattori. Innanzitutto, bisogna valutare attentamente la classe di efficienza energetica dell’apparecchio: optare per un condizionatore appartenente alla classe A+++, la migliore in termini di consumo annuo, può significare una bolletta notevolmente più leggera rispetto a un condizionatore di classe G.

    Inoltre, è importante considerare il tipo di condizionatore scelto. Si può optare tra climatizzatori e condizionatori, con questi ultimi che consentono solo il raffreddamento dell’aria senza la possibilità di regolare la temperatura. Inoltre, alcuni modelli sono dotati della funzionalità pompa di calore, che permette di utilizzare il condizionatore anche come sistema di riscaldamento durante i mesi invernali.

    Tuttavia, è importante tenere presente che l’uso prolungato del condizionatore in entrambe le modalità comporta un aumento delle ore di utilizzo e, di conseguenza, dei costi sulla bolletta.

    Ma vediamo alcune buone pratiche per ottimizzare l’utilizzo del condizionatore e contenere i costi:

    Impostare una temperatura confortevole (24-26°C).

    Utilizzare la modalità di risparmio energetico.

    Programmare il timer per accensione e spegnimento automatico.

    Utilizzare ventole e finestre per la circolazione dell’aria.

    Tenere tende e persiane chiuse durante le ore più calde.

    Pulire regolarmente i filtri del condizionatore.

    Isolare la casa per evitare dispersioni di calore.

    Evitare di utilizzare apparecchi che generano calore durante le ore calde.

    Basta seguire alcuni accorgimenti, come la scelta di un condizionatore efficiente, un utilizzo oculato e la ricerca delle tariffe più convenienti. In questo modo, sarà possibile godersi l’estate con freschezza e risparmiare sulla bolletta energetica.

    Condizionatore e Ventilatore: Quanto pesano sulla bolletta luce
    Quando si parla di comfort durante l’estate, il condizionatore d’aria e il ventilatore sono due alleati preziosi. Tuttavia, è importante considerare il loro impatto sulla bolletta della luce. Il costo dell’energia elettrica può variare in base all’offerta sottoscritta con il fornitore e alla tipologia di tariffa

    Nel mercato tutelato, il costo del kWh è regolato da ARERA ed è pari a 0,067 €/kWh.

    Nel mercato libero, invece, il costo viene stabilito dai fornitori di energia.

    Per quanto riguarda i ventilatori, il consumo medio dell’energia elettrica dipende dal tipo:.

    Un ventilatore a piantana può consumare dai 25 ai 50 W, mentre

    un ventilatore da tavolo può variare dai 10 ai 25 W, con modelli più economici che possono arrivare a 5-8 W.

    I ventilatori a soffitto, invece, hanno un consumo che va da 45 a 70 W, con modelli più potenti che possono arrivare a 120 W.

    Passando al condizionatore d’aria, il suo consumo energetico può variare da un minimo di 0,5 kWh a un massimo di 1,5 kWh.

    Apparecchio

    Consumo energetico (W)

    Consumo giornaliero (kWh)

    Consumo mensile (kWh)

    Costo mensile (€)

    Ventilatore piantana

    25 – 50

    0,1 – 0,2

    3 – 6

    0,60 – 1,20

    Ventilatore da tavolo

    10 – 25

    0,04 – 0,1

    1,2 – 3

    0,29 – 0,71

    Ventilatore soffitto

    45 – 70

    0,18 – 0,28

    5,4 – 8,4

    1,29 – 2,00

    Condizionatore d’aria

    500 – 1500

    2 – 6

    60 – 180

    14,28 – 42,84

    Facendo una stima approssimativa, consideriamo una potenza media di 1 kWh per il nostro condizionatore. Oltre alla potenza, bisogna tenere conto del costo dell’energia elettrica, che secondo le stime di ARERA a partire dal 1° luglio 2023, si aggira intorno a 23,85 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse.

    Supponendo un utilizzo giornaliero di 4 ore, il consumo mensile di un condizionatore sarebbe quindi di circa 120 kWh.

    Considerando il costo previsto per l’energia questa estate, il condizionatore avrà un impatto sulla bolletta di circa 28 euro al mese.

    Sia il condizionatore d’aria che il ventilatore possono incidere sulle spese energetiche. Se si desidera ridurre l’impatto sulla bolletta della luce, è consigliabile utilizzarli in modo oculato preferendo impostazioni di temperatura moderate e limitando il loro utilizzo solo quando necessario. Inoltre, è sempre utile valutare l’efficienza energetica degli apparecchi prima dell’acquisto, optando per modelli con classificazione energetica più elevata. In questo modo, si può garantire il massimo comfort durante l’estate, mantenendo sotto controllo i costi energetici.

    Fonte: Studio Energia-Luce