Categoria: Territorio

  • I Comitati No Tangenziale: sulla Vigevano Malpensa l’Europa vigilerà sulla Superstrada nel Parco del Ticino

    Rimane aperta la petizione n. 0090/2017 dei Comitati No Tangenziale del Parco del Ticino e del Parco Agricolo Sud Milano per la cancellazione della Vigevano-Malpensa.

    Bruxelles, come chiesto da Maria Angela Danzì, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, valuterà la “legittimità rispetto alla compatibilità con le normative europee” della superstrada sulla quale insistono Regione e attuale governo. Il 18 gennaio 2023, in Conferenza dei Servizi convocata presso la Regione Lombardia, il Commissario straordinario di Anas aveva comunicato l’intenzione di andare avanti e l’aumento del costo dell’opera, passata da 220 a 328 milioni di euro. “Con l’insediamento del commissario governativo e le ultime dichiarazioni di componenti dell’attuale governo, è stato cancellato completamente il progetto di revisione dell’opera e si è tornati ad un progetto che sarà devastante per il territorio, che andrà contro i goal europei che puntano su sostenibilità e tutela delle attività agricole d’eccellenza oltre che ad una riduzione del consumo di suolo per centrare gli obiettivi a lunga scadenza del 2030 e 2050 tracciati dalla Commissione con la Strategia del suolo per il 2030”, ha affermato Danzì nella sua relazione alla Commissione PETI, di cui è membro.

    “La Corte di giustizia dell’Unione Europea ha sanzionato l’Italia per il mancato rispetto ‘sistematico e continuativo’ del valore limite annuale fissato per il biossido di azoto e, ancora prima, l’Italia ha violato ripetutamente i valori limite di PM10 nell’aria”, ha ricordato in audizione il sindaco di Albairate, Flavio Crivellin, che ha proseguito “rispetto alla realizzazione di una nuova superstrada in un’area verde, è prioritario investire sulle infrastrutture stradali già esistenti e sul trasporto pubblico che devono soddisfare l’esigenza di pendolarismo lavorativo, studentesco e turistico, nonché a servizio del trasporto delle merci”.

    In Commissione Petizioni è intervenuto anche il sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Domenico Finiguerra, che ha puntato l’indice sull’”irreversibile danno per il sistema idrico, si aggiungerà una ferita grave al patrimonio di biodiversità rappresentato dal Parco del Ticino, Riserva della Biosfera, sottoposta alla tutela del programma Mab, Man and Biosphere dell’Unesco”. Al mancato rispetto dell’opera degli obiettivi del Green Deal ha fatto riferimento anche Finiguerra e gli altri proponenti la petizione intervenuti in Commissione: Dario Olivero, in rappresentanza degli agricoltori, e Agnese Guerreschi, prima firmataria.

  • Con Caronte torna d’attualità la questione della regolazione del Lago Maggiore

    In un convegno gli esiti del progetto Interreg ParchiVerbanoTicino

    CAMERI NO – Il Progetto PARCHIVERBANOTICINO, finanziato nell’ambito del Programma Interreg V A Italia-Svizzera 2014-2020, ha coinvolto un importante partenariato, tra cui il Consorzio del Ticino, che regola i livelli del Lago Maggiore, e il Parco Lombardo della Valle del Ticino con l’obiettivo di monitorare gli effetti sull’ambiente della gestione idrica del Verbano. Gli esiti di progetto e il lavoro svolto a partire dal 2019 sono stati presentati nel corso di un convegno tenutosi a Cameri (NO).

    Dallo svolgimento dei lavori è emersa evidente la necessità di contemperare tutti gli interessi in gioco se si considera la complessità di un sistema che ricomprende parti di due Stati differenti, Italia e Svizzera, e all’interno dello stesso Paese due regioni distinte, Lombardia e Piemonte; a valle di questo vi è poi il distretto del Po con tutta la sua ricchezza e specificità.

  • Legambiente Lombardia a Vittuone: NO al taglio dei 98 pioppi

    Rimandato a Vittuone l’abbattimento di quasi cento (98) pioppi cipressini, alberi in buono stato di salute, parte integrante del paesaggio urbano di via Gandhi.

    L’amministrazione vuole abbatterli per poter ristrutturare trecentocinquanta metri di una pista ciclabile già esistente, in un punto importante quanto delicato per l’intermodalità bici+ treno, riuscendo così a creare un paradosso: un’infrastruttura di mobilità sostenibile diventa nemica dell’ambiente. Per realizzare un miglioramento in tema di mobilità perderemmo biodiversità e mitigazione climatica.

    La normativa attuale prevede diverse alternative a una pista in struttura, risolvendo così il problema delle radici, come ad esempio le corsie in regime di moderazione del traffico, ma al momento non c’è stato nulla da fare per far desistere l’Amministrazione da questo taglio totalmente inutile. È oltretutto davvero incredibile che questo taglio avvenga in piena stagione vegetativa, arrecando un ulteriore danno ambientale: in questo periodo gli alberi fanno il loro dovere per tutti noi producendo ossigeno, rinfrescando la città e assorbendo l’inquinamento dell’aria.

    “Siamo davvero contrari a questo taglio soprattutto perché esistono alternative praticabili,” afferma Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Eliminare alberi belli e sani è davvero poco lungimirante, soprattutto nelle aree urbane di Città Metropolitana così fortemente urbanizzate e a rischio degli effetti negativi provocati dalla crisi climatica. Oltretutto, ciò avverrebbe in stagione vegetativa. Il nostro Circolo locale ha realizzato diversi incontri con l’Amministrazione per proporre alternative praticabili e per chiedere di desistere da questa azione. Purtroppo l’amministrazione intende proseguire in questo intervento adducendo ragioni di forza maggiore dovute al finanziamento del PNRR. Crediamo che non ci si possa nascondere dietro il finanziamento visto che è stata la stessa amministrazione a proporre una variante al progetto iniziale che non contemplava l’abbattimento. Chiediamo quindi di sospendere l’abbattimento e realizzare la ciclabile mantenendo il viale alberato”.

    Ieri mattina il Circolo VitA di Legambiente ha partecipato al presidio insieme ai cittadini e al Comitato “Su la testa” con il quale sono state raccolte le firme per contrastare il taglio degli alberi. Il Circolo si è sempre impegnato in questi anni per la tutela del verde e la creazione di nuovi spazi verdi.

    “Non accettiamo questo progetto, dove il Comune ha inserito solo successivamente l’abbattimento dei novantotto pioppi; riteniamo tale scelta deleteria e in contrasto anche con i propositi del PNRR,” dichiara Ermanno Morelli, presidente del Circolo Legambiente VitA di Vittuone. “Abbiamo incontrato più volte l’amministrazione rimarcando che esistono altre soluzioni e che il viale rappresenta un importante valore paesaggistico e ambientale. Anche nella valutazione agronomica di parte realizzata dal Comune, l’agronomo afferma che piante sono in buono stato. Purtroppo, nella realizzazione del progetto non c’è stato nessun coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni, l’amministrazione si è mossa in totale autonomia per un intervento così importante per il paesaggio della città. Siamo davvero increduli che non si possa riadeguare l’intervento salvando le alberature e mantenendo la pista ciclabile. Oggi non è avvenuto il taglio ma potrebbe incominciare nei prossimi giorni arrecando anche un danno all’avifauna presente nell’area. Chiediamo che l’amministrazione desista dal taglio dei pioppi.”

  • Cap Holding: arriva “Capirci un tubo”, il podcast per capire la crisi climatica e il surriscaldamento globale

    Dieci nuove puntate per raccontare, attraverso gli occhi della scienza, il presente e il futuro del nostro pianeta. Realizzato da Gruppo CAP, è disponibile dal 17 luglio, gratuitamente sulle principali piattaforme di podcasting

    MILANO – L’anticiclone africano Caronte sta facendo sentire i suoi torridi effetti sul nostro Paese, con temperature superiori ai 40° da Agrigento a Bolzano, passando per Roma. Un clima che ormai dobbiamo considerare il “new normal”, punto di arrivo di una tendenza in atto ormai da anni. Già nel 2013 in Australia le temperature erano arrivate a 50°, nel 2016 in Kuwait si sono toccati i 53,9°, e lo scorso 3 luglio la temperatura media globale ha superato per la prima volta i 17°. Un catastrofico primato che è stato superato il giorno dopo. E il giorno dopo ancora.

    Stiamo vivendo quella che è una vera e propria crisi climatica, e la necessità di agire diventa sempre più impellente. Ma cosa significa davvero “cambiamento climatico”? Cosa dice la scienza rispetto a un fenomeno così ampio e complesso? Per rispondere a queste domande, e a molte altre, arriva la seconda stagione di Capirci un Tubo, un podcast dedicato al clima che cambia, ahimè, in peggio, raccontato con gli occhi della scienza.

    Realizzato da Gruppo CAP, la green utility che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, in collaborazione con Frame – Divagazioni Scientifiche, Capirci un Tubo è un podcast a cadenza quotidiana di dieci puntate, online su tutte le piattaforme di podcasting a partire dal 17 luglio.

    In maniera divertente, semplice e comprensibile, il podcast propone un viaggio attraverso ogni aspetto di quella che è considerata la sfida più importante che deve affrontare oggi il nostro Pianeta: comprendere i fenomeni in atto, cercare di contenerli e, magari, invertire la tendenza. Si parte naturalmente dall’acqua, dagli oceani, dai fiumi, dai laghi e dai ghiacciai, per poi parlare degli effetti dell’aumento delle temperature, e delle conseguenze sugli ecosistemi e la biodiversità. Ma si parlerà anche di greenwashing e dell’impegno delle nuove generazioni, di adattamenti e grandi progetti internazionali e anche di quello che ognuno di noi può fare per dare il proprio contributo a preservare il nostro Pianeta azzurro.

    Condotto da Alberto Agliotti, divulgatore scientifico ed esperto di comunicazione, insieme a un ospite diverso ogni giorno, tra cui la nota divulgatrice Beatrice Mautino (@divagatrice su Instagram), il podcast intende fare il punto su tutto quanto, oggi, la scienza ha appurato in merito al grande fenomeno del cambiamento climatico, proprio mentre i cittadini, le istituzioni e i Paesi del mondo stanno discutendo su come intraprendere la grande transizione green.

    Con queste nuove 10 puntate, Capirci un Tubo arriva alla sua seconda stagione. La prima stagione, pubblicata lo scorso anno, era interamente dedicata all’acqua, da quella del rubinetto a quella che restituiamo in natura, fino alla possibile presenza di acqua nello spazio. Sempre realizzata in collaborazione con FRAME, è composta da 55 puntate da circa 5 minuti, ed è ancora disponibile su tutte le piattaforme.

    Capirci un Tubo fa parte di una serie di progetti di Gruppo CAP nell’ambito dei podcast, a partire dal progetto di climate fiction The Source, realizzato nel 2021 e che racconta un’Italia in un futuro molto prossimo alle prese con la più spaventosa siccità mai sperimentata. Dal podcast è nato un concorso letterario che ha portato alla realizzazione di un’antologia di racconti (The Source – Scrivere sull’Acqua) edito da DeAgostini. Nel 2022 CAP ha prodotto anche Tempi Sbagliati, ideato per sensibilizzare rispetto ai temi della sostenibilità, dando voce alla Generazione Z: una serie di interviste a protagonisti dei mondi dell’impresa, del design, dei servizi e delle istituzioni, fatte dalla giovane divulgatrice ambientale e attivista Sofia Pasotto, che avrà una nuova stagione in settembre.

    https://www.gruppocap.it/it/capirci-un-tubo

  • Città Metropolitana: ambiente ed inclusione sociale protagonisti del progetto “Indaco della Muzzetta”

    Presentata a Palazzo Isimbardi una grande opportunità nell’area del Parco Agricolo Sud Milano

    Tutela del paesaggio ed inclusione sociale protagonisti del progetto “Indaco della Muzzetta, l’armonia dei campi alle comunità”, presentato lunedì 17 luglio a Palazzo Isimbardi. Un ambizioso lavoro di valorizzazione del territorio, che punta a contrastare il degrado e l’abbandono delle aree rurali con l’avvio di una coltivazione agroecologica, offrendo, contestualmente, opportunità di formazione lavorativa a giovani e categorie fragili. Il tutto grazie ad una importante partnership pubblico-privato: il progetto è finanziato da Fondazione Cariplo e vede l’Associazione AmbienteAcqua APS col ruolo di capofila, mentre come partner il Parco Agricolo Sud Milano (che fa capo alla Città metropolitana di Milano), l’Università degli Studi di Milano, i Comuni di Rodano e Settala, ApiLombardia e la cooperativa Ripari.

    MILANO – Il progetto (dal valore complessivo di 326.688,16 euro di cui 226.120 euro erogati da Fondazione Cariplo, tramite il bando Ruralis) ha come termine il 2025 e nasce dall’idea di voler valorizzare uno degli ambiti più agricoli dell’est di Milano. Il titolo “Indaco della Muzzetta” incarna, infatti, due elementi centrali. In primis indica l’ambito su cui si intende intervenire, quello tutelato delle Sorgenti della Muzzetta, uno tra i siti naturali più importanti del Parco Agricolo Sud Milano. Un luogo in cui è importante proteggere e valorizzare il paesaggio e gli ecosistemi. Quindi, pone l’accento sull’indaco, colore molto antico che riesce a comunicare una sensazione di armonia e di rilassamento. Il filone ambientale e quello sociale sono il cuore del progetto, che mira a contribuire e contrastare il degrado degli ecosistemi rurali, lavorando nella direzione di trovare e costruire un’armonia tra le pratiche agricole e la biodiversità. Con il lavoro della cooperativa Ripari si intende promuovere l’inserimento lavorativo dei giovani, ingaggiando la comunità a tutti i livelli, rendendo i campi un luogo di aggregazione e interazione sociale grazie alla multifunzionalità che l’agricoltura può fornire.

    AmbienteAcqua APS gestirà le azioni incentrate sull’agricoltura che si svilupperanno sia su terreni dei Comuni partner sia su terreni di proprietà di Sun Chemical group e dell’Azienda Agricola Cascina Castello, messi a disposizione del progetto. Più di un ettaro sarà coltivato attraverso le pratiche dell’agroecologia, diventando un’isola di biodiversità diffusa in cui la coltivazione di piante tintorie, aromatiche e officinali permetterà non solo di avviare una produzione agricola inedita ma fornirà supporto agli ecosistemi locali in termini di rifugio e diversità. Tutte le piante che saranno coltivate forniranno un ulteriore sviluppo della multifunzionalità dell’agricoltura legata al territorio, alla tradizione culturale, alla didattica ambientale e all’artigianato artistico, soprattutto con la lavorazione in loco. Inoltre, la coltivazione di queste piante consentirà la conservazione di un patrimonio culturale comprensivo di storia, usi, tradizioni che costituiscono un pool di risorse potenzialmente utilizzabili per molti scopi (alimentazione, medicina, cosmetica, manufatti, ecc.,) in grado di sostenere numerose attività nei settori industriali, cosmetico-farmaceutici, manufatturieri ed agroalimentari.

    Le isole di biodiversità create non saranno solo utilizzate quali coltivazioni ma anche in supporto alla sperimentazione per l’avvio di un’attività di apicoltura insieme al partner ApiLombardia. L’avvio di tale attività sarà graduale e finalizzato a formare le categorie nonché a sperimentare l’idoneità del territorio. Tutte le produzioni agricole avviate e mantenute saranno poi lavorate al fine di trasformarle nel prodotto finale destinato all’uso e alla distribuzione.

    L’Università degli Studi di Milano supporterà AmbienteAcqua nello sviluppo di protocolli di estrazione di pigmenti tintori naturali, come valida alternativa a quelli sintetici sia per questioni di salute che per le tematiche ambientali, oltre ad offrire nuove possibilità di sviluppo alle aziende agricole che le producono ed essere interessanti nell’ambito della multifunzionalità. Sarà così che verranno prodotti l’indaco della Muzzetta, ma anche altri pigmenti tintori. Inoltre, l’Università contribuirà valutando il profilo fitochimico delle piante officinali e aromatiche, oltre a fornire indicazioni rispetto alla loro trasformazione.

    Si potranno così classificare le varie cultivar in funzione della qualità per l’estrazione di oli essenziali e delle produzioni che il territorio permetterà di ottenere. Tutti potranno prendere parte a questo processo attraverso gli eventi organizzati e le attività di educazione ambientale con le scuole cimentandosi nella coltivazione dei campi e nella trasformazione dei prodotti nei Punti Parco di Casa Gola a Rodano e Cascina Castello a Settala, luoghi-simbolo caratteristici del territorio rurale della Muzzetta, al fine di valorizzare l’agricoltura e le tradizioni agricole sia materiali che immateriali con un approccio strettamente locale. Un’opportunità reale, sia per la conservazione dell’ambiente che per l’inclusione delle persone, che possa poi essere facilmente esportata anche in altri Comuni dell’area.

    “Il Parco Agricolo Sud si inserisce perfettamente in questo progetto – afferma il presidente del Parco, Daniele Del Ben – Il bando Ruralis ha, infatti, lo scopo di sostenere tutte le iniziative volte al recupero del nostro paesaggio rurale e alla valorizzazione dei sistemi agricoli e forestali, fornendo inoltre la possibilità di costruire opportunità di inclusione sociale e lavorativa per persone in condizioni di svantaggio. Insieme a partner pubblici e privati, abbiamo quindi intrapreso questa nuova sfida: avviare una coltivazione agro-ecologica che impedisca il degrado degli ecosistemi rurali e permetta al tempo stesso di valorizzare le nostre tradizioni rurali e la multifunzionalità tipica delle realtà agricole del Parco Agricolo Sud Milano. Parallelamente vorremmo riuscire a formare lavoratori agricoli “capaci” di intervenire in questo nostro territorio, favorendo l’inclusione sociale e il riscatto delle categorie deboli. Quindi un progetto molto stimolante e assolutamente non scontato”.

    “Come Associazione, siamo orgogliosi di potervi parlare oggi di questa iniziativa che ci ha permesso di fare rete con le Istituzioni, il mondo profit e altre realtà del terzo settore, strutturando una serie di azioni mirate a risolvere alcune difficoltà del territorio”, afferma Andrea Curcio, Vicepresidente di AmbienteAcqua APS.

    “Quello che intendiamo fare noi come partenariato è portare un modello produttivo a filiera corta e innovativo, ma non solo. La nostra cooperativa, Ripari, responsabile dell’asse Formazione del progetto, si sta occupando di svolgere la stessa azione di preparazione del campo che sta svolgendo il capofila sui terreni-prova che abbiamo identificato. Questo significa incontrare e condividere strategie con gli assessori, alle politiche sociali e giovanili, partner del progetto, perché il nostro target sono i NEET, che appunto sono giovani che non accedono volontariamente né a una formazione né un lavoro, mettendosi dunque lungo un percorso di progressiva fragilità. Questo significa operare in sinergia con i servizi sociali. Significa incontrare associazioni, comitati, pro-Loco e con grande fatica costruire una visione comune, che non veda come orizzonte solo la programmazione per il prossimo anno, ma il futuro della Muzzetta all’interno del futuro del mondo”, sostiene Armando Toscano, referente della cooperativa Ripari.

    “Per Fondazione Cariplo, il bando Ruralis è uno dei tasselli che compone una strategia che interviene su più fronti per sostenere la transizione ecologica dei sistemi agroalimentari – afferma Matteo Barbato di Fondazione Cariplo – Il bando Ruralis 2022 che permetterà di avviare “Indaco della Muzzetta” nasce da un’opportunità che abbiamo colto nel potenziale degli enti di terzo settore attivi in campo ambientale. Ci auguriamo che la scelta di ingaggiare con consapevolezza diversi attori territoriali caratteristica di questo progetto (dagli enti locali alle realtà di terzo settore) possa contribuire alla buona riuscita del progetto, affinché sia modello e ispirazione non solo per esperienze simili, ma anche per una pianificazione pubblica attenta che può contribuire a rigenerare il territorio e a garantire la vitalità dei paesaggi rurali”.

    “Si guarda quindi a un territorio che attraverso le lenti dei modelli degli anni ’80 e ’90 è stato considerato un territorio rimasto indietro, un territorio in disuso; ma che con le nuove lenti e i nuovi modelli che si stanno costruendo a livello europeo e mondiale diventa improvvisamente un territorio con un enorme potenziale” continua Armando Toscano.

    Un’idea condivisa anche da Roberta Maietti, Sindaca di Rodano, e Claudio Ferretti, Vicesindaco di Settala, che sottolineano l’importanza del progetto per i loro territori che, tramite questa sinergia, possono beneficiare di una nuova occasione che possa attivare politiche del lavoro, tutelando i più fragili e valorizzando il territorio. Infatti, tra i 133 Comuni che fanno parte della Città Metropolitana di Milano, Rodano e Settala sono tra i primi 35 per superficie e tra gli ultimi 20 per densità abitativa. Molto di questo territorio rientra nella tutela del Parco Agricolo Sud Milano, delineando quanto il territorio di tali Comuni sia prettamente agricolo e quanto sia importante creare nuove opportunità e occasioni per evitare che col tempo venga abbandonato e lentamente cementificato.

    Il progetto sarà l’occasione per “il passaggio di generazione”, come afferma Giuseppe Signorelli, della Società Agricola Cascina Castello, “oltre che un’occasione per sperimentare un nuovo approccio all’agricoltura, un settore che risente particolarmente dei cambiamenti climatici in corso”.

  • Taglio dell’erba lungo l’alzaia: ciclabili temporaneamente chiuse

    Continua lo sfalcio del verde lungo il canale Villoresi nell’Altomilanese e iniziano i lavori lungo la ciclovia della Martesana

    MILANO – Continua anche durante questa settimana il taglio dell’erba lungo le strade alzaie e le piste ciclabili in gestione alla Città Metropolitana di Milano.

    Nella giornata di oggi, lunedì 17 luglio, si concludono i lavori lungo il Canale Villoresi, nella tratta relativa ai Comuni di Parabiago e Nerviano.

    Da martedì 18 luglio l’impresa incaricata continuerà il taglio dell’erba lungo il Villoresi, nelle tratte che fanno capo al Comune di Arconate e, a seguire, nel territorio di Paderno Dugnano.

    Da mercoledì 19 luglio una seconda squadra inizierà il taglio dell’erba anche lungo la ciclovia della Martesana, nel territorio del Comune di Gorgonzola direzione Cassano d’Adda.

    Per garantire la sicurezza di tutti, la circolazione ciclabile sarà temporaneamente bloccata, così da consentire la movimentazione dei macchinari che operano e sfalciano lungo l’alzaia. La città metropolitana di Milano si scusa per il disagio arrecato a cicliste e ciclisti.

  • Consorzio dei Navigli/Legambiente premia Bernate Ticino, Besate, Calvignasco, Corbetta e Nosate come “Comuni Rifiuti Free” a livello nazionale

    Presentato il dossier nazionale Comuni Ricicloni 2023. Solo 629 comuni italiani rispettano i parametri per essere Rifiuti Free

    ALBAIRATE – Il Consorzio dei Navigli S.p.A. ancora una volta si conferma essere una eccellenza nazionale nella gestione integrata dei rifiuti. Dei 629 Comuni Ricicloni premiati da Legambiente, cinque fanno parte del Consorzio che opera nelle tre macroaree del Sud Ovest Milanese: Abbiatense, Castanese e Magentino.

    E precisamente, nell’elenco nazionale dei “Comuni Rifiuti Free” sotto i 5000 abitanti sono rientrati: Bernate Ticino, Besate, Calvignasco e Nosate. Mentre in quello nazionale dei Comuni Rifiuti Free sopra i 15 mila abitanti è rientrato il comune di Corbetta.

    Comuni Ricicloni 2023 (sui dati 2022), il dossier nazionale di Legambiente giunto alla 30ª edizione, è stato presentato lo scorso 6 luglio a Roma, in occasione della premiazione dei 629 comuni virtuosi.

    «È un concorso volontario cui concorrono le realtà che inviano i dati di produzione dei rifiuti nei tempi e nei modi stabiliti dagli organizzatori. – spiega il presidente del Consorzio dei Navigli Carlo Ferrè – Il dossier di Legambiente fa il punto sull’impegno degli italiani e delle singole comunità nella raccolta differenziata e premia le realtà più virtuose».

    Per rientrare nell’elenco di Legambiente, come spiega il direttore del Consorzio dei Navigli, Christian Migliorati, occorre raggiungere almeno il 65% di raccolta differenziata (RD) e avere un residuo secco non superiore a 75 kg abitante anno (PSR).

    Ecco i dati per i cinque Comuni Ricicloni del Consorzio che sono stati premiati da Legambiente: Bernate Ticino (2.952 abitanti, 81,4 % di RD – Raccolta differenziata e 74,6 di PSR); Besate (2.051 abitanti, 82,0 % di RD – Raccolta differenziata e 71,8 di PSR); Calvignasco (1.211 abitanti, 82,7% di RD e 67,5 di PSR); Corbetta (18.778 abitanti, 82,5% di RD e 70,4 di PSR); Nosate (645 abitanti, 84,0% di RD e 68,3 di PSR).

    Nel Dossier 2023 di Legambiente sono 629 i comuni virtuosi “liberi” dai rifiuti (+39 rispetto all’anno precedente), così suddivisi: 423 nel Nord, 30 nel Centro e 176 nel Sud. In Lombardia su un totale di 1.504 comuni soltanto 74 sono “rifiuti free”.

    Nella prima edizione di Comuni Ricicloni del 1994 vennero premiati 10 comuni lombardi che avevano superato il 10% di raccolta differenziata finalizzato al recupero di materia.

    Nel tempo molte cose sono cambiate nei criteri di valutazione di una buona gestione dei rifiuti. In particolare, dal 2016 vengono premiati soltanto i comuni che contengono la produzione di rifiuto da avviare a smaltimento entro i 75 kg/ab/anno.

    I 18 comuni oggi Soci di Consorzio dei Navigli S.p.A., società mista pubblico-privata, sono: Arluno, Bernate Ticino, Besate, Bubbiano, Busto Garolfo, Calvignasco, Casorate Primo, Cassinetta di Lugagnano, Cisliano, Corbetta, Cusago, Inveruno, Mesero, Morimondo, Nosate, Ozzero, Vanzaghello e Vittuone.

    I Soci privati, che detengono il 30% del capitale sociale e che, con i propri servizi operativi hanno contribuito in maniera decisiva al conseguimento del prestigioso risultato, sono Idealservice Soc. Coop. di Udine e Spazio Aperto Soc. Coop. Sociale di Milano, cui si aggiunge, a partire dal secondo semestre 2022, Econord S.p.A. di Varese.

    Consorzio dei Navigli S.p.A., dunque, si attesta tra i più performanti gestori aggregati nazionali, anche a seguito del processo di trasformazione in società mista pubblico-privata.

  • Naviglio Pavese: mezzi al lavoro per tagliare le piante acquatiche

    Le piante acquatiche con il caldo e il periodo estivo si fanno sentire

    PAVIA – Per il Consorzio ETVilloresi è fondamentale provvedere puntualmente al taglio del verde in alveo se si considera che il suo proliferare incontrollato potrebbe determinare alla lunga un impedimento alle ordinarie attività di regolazione idraulica. Questa settimana ETVilloresi ha operato lungo il Naviglio anche a Pavia con il supporto dei mezzi nautici da lavoro forniti da ditte specializzate. Le operazioni di eradicazione hanno riguardato un tratto di canale non molto distante dagli uffici consortili di zona.

  • Salviamo la Brughiera: ancora su Malpensa, espansioni ed esigenze di tutela

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

    MALPENSA Il disinteresse in politica, palesa in realtà scelte ben determinate e mirate, di cui sarebbe troppo vergognoso farsi carico a viso aperto. Tanto più grave dunque, se tale atteggiamento di ‘disinteresse’ viene dai sindaci e dalle amministrazioni comunali della Comunità del Parco del Ticino e delle Provincie di Varese e Pavia, che dovrebbero impiegare invece tutte le loro energie per tutelare il prezioso territorio che sono stati chiamati ad amministrare.

    Ecco dunque che, mentre in Italia, diverse provincie e regioni fanno a gara per inserire i propri siti nella Rete Natura 2000 istituita dal Governo e suddivisa in ZSP-Zone Speciali di Conservazione e ZPS-Zone di Protezione Speciale (ZPS), gli amministratori del territorio sud-varesino non solo non portano avanti l’istanza per tutelare la Brughiera di Lonate e Malpensa, ma la ostacolano. Perché fanno questo? perché in tale area protetta sono compresi i 44 ettari della cui importanza ambientale si sono fatti baluardo proprio gli stessi Ministeri dell’Ambiente e della Cultura, il quali non hanno concesso a SEA/ENAC, lo sfruttamento, per un piano di ampliamento non giustificato (piano SEA/ENAC denominato “Masterplan 2035”). Pare tuttavia che né il buon senso dei cittadini, né il parere scientifico e qualificato del Parco del Ticino, né l’autorità del Ministero per l’Ambiente, né l’emergenza climatica universalmente riconosciuta, né la recente Legge UE sul ripristino della Natura, permettono di rimuovere interessi radicati e visioni economiche di corto raggio. La Brughiera di Lonate rappresenta un sito di Importanza Comunitaria nell’area di competenza della Riserva della Biosfera UNESCO, di rilevanza ambientale, ecosistema unico e peculiare, oggetto di studi da parte di scienziati e istituzioni per la sua importanza floro-faunistica, sito tutelato dallo Stato e su cui si è recentemente espresso molto chiaramente il Governo, sito che appartiene a tutti. Perché dunque gli amministratori non si avvalgono di tali autorevoli pareri per limitare le inopportune richieste private di SEA? Qual è il vero prezzo, in termini economici, ecologici e di qualità della vita, se tali preziosi territori verranno sacrificati per il tornaconto di una società privata? E come se non bastasse, sulla base di progetti obsoleti, ‘ipotesi’ e proiezioni e non su analisi del fabbisogno in senso ampio e generale (senza nessuna VAS). Sul sito governativo del Ministero dell’Ambiente si legge: “La rete Natura 2000 è costituita dai Siti di Interesse Comunitario (SIC), identificati dagli Stati Membri secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat, che intende garantire la protezione della natura tenendo anche conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali, con una gestione sostenibile sia dal punto di vista ecologico che economico.” È possibile che direttive governative e progetti promossi dal Ministero dell’Ambiente che si avvale di qualificati tecnici di vari ambiti, vengano ostacolati da sindaci e amministratori che si nascondono dietro silenzi o calcolate assenze? Già strategicamente sperimentate l’anno scorso, sempre in occasione della medesima istanza SIC per la Brughiera di Lonate Pozzolo. Comitato SalviAMO La Brughiera http://salviamolabrughiera.blogspot.it/ salviamolabrughiera@gmail.com 2 Coloro che di fatto sottoscrivono, a nome e per delega di chi li ha fiduciosamente votati, la distruzione di un ecosistema, di fauna e flora unico ed irripetibile, hanno coscienza che potremmo irreparabilmente perdere ciò che adesso apprezziamo e per cui scegliamo di vivere qui? Coloro che sono pronti a sacrificare un bene prezioso con tanta leggerezza, sono altrettanto pronti a confermare la loro responsabilità, davanti a tutti noi cittadini, per un territorio che perderà di interesse, diverrà anonimo, si spopolerà e impoverirà? avremo strutture che collassano, minor interesse turistico, pessima qualità della vita e un inquinamento acustico e dell’aria insostenibile. L’aeroporto va gestito all’interno di un territorio che ne attutisca il devastante impatto. Il territorio lo abbiamo: difendiamolo con intelligenza, se vogliamo continuare a vivere anche dell’aeroporto! Senza uno studio tecnico che garantisca l’equilibrio tra natura e struttura, tra Sito di Interesse Comunitario e di Riserva della Biosfera e aeroporto, non ci può essere vita, salute, cittadinanza e dunque nemmeno prosperità economica: questo è quanto è stato indicato dai tecnici governativi del Ministero. Questo è semplicemente quello che va fatto, a vantaggio di tutti, anche di SEA. Comitato SalviAMO La Brughiera

    COMITATO SALVIAMO LA BRUGHIERA

  • Test di medicina: due su tre sono donne

    Si avvicina il test d’ingresso alle facolta’ di medicina, uno dei test che da sempre attira le attenzioni dell’opinione pubblica, sia per l’importanza della professione, sia per la difficolta’ dell’esame, sia perche’ le discussioni intorno al test, che ha subito innumerevoli cambiamenti negli ultimi tre anni, hanno l’obiettivo di trovare la risposta alla domanda: “perche’ ci sono sempre meno medici?”.

    MedCampus ha quindi realizzato una ricerca che intende portare alla luce le aspettative e le preoccupazioni degli studenti italiani che si preparano per il test di ingresso a Medicina, oltre a delineare il profilo di coloro che a tutti gli effetti saranno i futuri medici. I primi dati che sorprendono provengono dalla rilevazione anagrafica: il 68% dei candidati al test e’ infatti donna, un trend che sembra confermare quanto la professione medica negli ultimi anni sia attrattiva soprattutto per le donne, sebbene al momento il gender balance degli iscritti all’Ordine dei Medici sia perfettamente in equilibrio. Il dato e’ omogeneo in tutta Italia, con le regioni del Nord che aumentano leggermente la media (piu’ del 70% delle iscritte e’ donna). Rispetto alla provenienza, dalla ricerca si evince che il 13,9% dei candidati e’ lombardo mentre il 13,2% e’ campano. Due regioni che, insieme, forniscono quindi il 27,1% dei candidati, e in cui si trovano (Milano, Pavia e Napoli) tra le piu’ importanti Universita’ Statali che nella loro offerta hanno la facolta’ di Medicina. Questo risultato non deve indispettire molto se lo mettiamo insieme ad altri due dati: il 31% degli studenti non e’ disposto ad allontanarsi troppo dal luogo di origine e il 76,7% dei candidati preferisce l’Universita’ Pubblica.