Categoria: Salute

  • Regione Lombardia anticipa 128 milioni di euro a medici e sanitari

    Regione Lombardia anticipa 128 milioni di euro a medici e sanitari

    La Regione Lombardia nel mese di dicembre erogherà oltre 128 milioni di euro agli enti del servizio sanitario regionale come anticipo dell’indennità di vacanza contrattuale al personale a tempo indeterminato dipendente degli enti del Servizio Sanitario Regionale (Ats, Asst, Fondazioni Irccs di diritto pubblico, Acss e Areu). I contributi vanno da circa 650 a un massimo di 1.500 euro a seconda della categoria.

    È quanto prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, di concerto con il vicepresidente e assessore al Bilancio, Marco Alparone. “Questa parte aggiuntiva dello stipendio -ha detto l’assessore Bertolaso- sarà erogata a dicembre. Riguarda tutti gli oltre 107.000 dipendenti fra medici, infermieri, oss e comparto. Uno sforzo, quello di Regione Lombardia, che va nella direzione di chi, quotidianamente, lavora con sacrificio e spirito di servizio. Era una facoltà per le Regioni erogare queste somme a dicembre e l’abbiamo esercitata, forti di un bilancio sano”.

    “Un provvedimento importante -ha aggiunto il vicepresidente Alparone- che vuole essere anche un segnale concreto verso il nostro personale sanitario che, con grande professionalità e dedizione, è costantemente impegnato sul campo per garantire cure e servizi ai lombardi. Ma anche un riconoscimento economico possibile grazie alla gestione economico-finanziaria della nostra Regione”.

  • Pavia: volontari accoglieranno pazienti al Pronto Soccorso

    Pavia: volontari accoglieranno pazienti al Pronto Soccorso

    L’obiettivo è contenere le preoccupazioni che spesso si manifestano nei pazienti che giungono al Pronto Soccorso del San Matteo, in attesa di essere visitati; un’ansia condivisa con i familiari che li accompagnano. E’ questa la finalità principale del progetto, partito sperimentalmente al Policlinico di Pavia, che affida ad alcuni volontari il ruolo di accogliere e comunicare con gli utenti e i loro accompagnatori. “Il compito dei volontari – sottolineano il direttore generale Stefano Manfredi e il prof. Stefano Perlini, responsabile del Pronto Soccorso – è innanzitutto quello di garantire al parente in sala di attesa un costante aggiornamento sul percorso clinico del proprio caro, senza comunicare la diagnosi. Non si sostituiranno al colloquio con il medico.

    Per ‘accoglienza’ intendiamo la presa in carico globale della persona e l’informazione dei suoi familiari nel momento dell’arrivo in Pronto Soccorso e nelle fasi immediatamente successive che precedono e seguono il ‘triage’ e che possono richiedere interventi di sostegno e di comunicazione. Tutto questo con l’obiettivo di sviluppare una comunicazione adeguata ed efficace per aiutare le persone a comprendere meglio ciò che accade, a ridurre le preoccupazioni e ad affrontare l’attesa con meno ansia e tensione”. L’ iniziativa è nata su proposta e con il supporto della neonata associazione Amici del San Matteo la cui presidente è la prof.ssa Renata Crotti, studiosa e ricercatrice della storia del San Matteo.

    Le realtà coinvolte nel progetto sono: Amici del San Matteo, Associazione nazionale Vigili del Fuoco, Biblions-Biblioteca in Ospedale, Corpo italiano Soccorso Ordine di Malta (CISOM), Croce Rossa Italiana e Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia sezione di Pavia. I volontari delle associazioni si alternano dal lunedì al giovedì, dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 19.

  • Arconate: al via il ‘Cafè Alzheimer’

    Arconate: al via il ‘Cafè Alzheimer’

    Sostenere chi si occupa di una persona affetta da demenza. Far comprendere come attraverso il confronto dei differenti vissuti, anche con il sostegno di professionisti, si possano trovare nuove forze per affrontare il quotidiano impegno, talvolta difficile, della convivenza con un familiare affetto da Alzheimer.

    Nasce da questi presupposti il progetto ‘Caffè Alzheimer’ iniziativa a cura delle Case Famiglia di Fondazione Mantovani, Gruppo Sodalitas e Opera Pia Castiglioni.

    Questa proposta porta avanti coerentemente le indicazioni e le richieste emerse in occasione dell’incontro organizzato per la Giornata Mondiale dell’Alzheimer lo scorso fine settembre, sempre nella Casa Famiglia di Arconate; allora anche alcuni familiari dei Residenti espressero il desiderio di poter proseguire un percorso di ascolto, dialogo e confronto.

    “Alzheimer Cafè, pillole per familiari coraggiosi”: questo dunque il titolo del ciclo di incontri che si svolgeranno periodicamente presso le diverse Case Famiglia.

    Il primo appuntamento dal titolo: “Professione caregiver: la fatica di chi si prende cura di una persona con demenza” si svolgerà giovedì 16 novembre, alle ore 20.30, presso la Casa Famiglia di Arconate di piazza Falcone e Borsellino.

    La serata sarà condotta dalla dr.ssa Federica Moroni, psicologa professionista. Saranno presenti anche gli Operatori che lavorano all’interno dei Nuclei Protetti. Al termine dell’incontro si svolgerà un “momento Tisana” a cura dei ragazzi dello SFA di Inveruno.

  • Giornata Mondiale contro l’Osteoporosi: grande successo al ‘Fornaroli’ di Magenta

    Giornata Mondiale contro l’Osteoporosi: grande successo al ‘Fornaroli’ di Magenta

    L’iniziativa, che ha visto la collaborazione di medici, infermieri e volontari della Associazione
    Lombarda Dei Malati Reumatici (ALOMAR) e Associazione Nazionale Persone con Malattie
    Reumatologiche e Rare (APMARR).

    L’evento ha registrato un grande successo di partecipazione e interesse da parte dei cittadini.
    L’Osteoporosi è una patologia che colpisce principalmente la popolazione anziana, ma che
    risulta ancora sotto-diagnosticata e sottostimata.

    Per questo motivo, oltre al calcolo del rischio fratturativo, sono state distribuite informazioni sulla prevenzione della patologia, con particolare attenzione all’importanza dell’attività fisica, alla gestione in sicurezza delle terapie e ai consigli nutrizionali elaborati dalle dietiste della SSD di Dietetica e Nutrizione Clinica sotto la direzione della Dott.ssa Maria Teresa Lavazza.

    Le persone intervenute hanno potuto usufruire di visite gratuite e ricevere informazioni utili
    sulla prevenzione dell’Osteoporosi e, grazie al successo dell’evento, sono giunte al Reparto di
    Reumatologia di Magenta numerose richieste per analoghe iniziative, dimostrando l’importanza di sensibilizzare la popolazione sulla prevenzione di questa patologia.

  • Ispezioni nelle farmacie lombarde: promosso il 95%

    Ispezioni nelle farmacie lombarde: promosso il 95%

    Secondo l’analisi elaborata dall’Università di Milano sui dati forniti dalle Ats, nel 2022 il 95% delle ispezioni nelle farmacie lombarde si è concluso “con esito favorevole senza condizioni”. Le verifiche hanno interessato circa 10mila farmacisti di comunità che esercitano la professione nelle oltre 3.200 farmacie sul territorio regionale. Sono alcuni dei numeri che emergono dal ‘Report sull’attività di vigilanza sulle farmacie nella Regione Lombardia’ riferito al periodo 2018-2022 e presentato questa mattina al Palazzo Pirelli di Milano alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso.

    “I farmacisti e le farmacie – ha detto Bertolaso – sono un pilastro del servizio sanitario regionale e lo stanno dimostrando anche in queste settimane assicurando la massima efficienza delle campagne vaccinali nella nostra Regione”. “Siamo molto soddisfatti dei risultati dell’attività ispettiva che evidenziano l’efficienza e la qualità delle prestazioni professionali svolte dai farmacisti a tutela dei cittadini lombardi che ogni giorno si rivolgono a noi per avere risposte ai loro bisogni di salute”, ha aggiunto Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani e presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Milano, Lodi, Monza Brianza. Nel 2018-2019 sono state condotte e rendicontate 2.015 verifiche ispettive.

    L’attività ha subito una contrazione nel biennio 2020-2021 a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia, per poi riprendere nel 2022 con 1.135 ispezioni effettuate, pari al 35,2% del totale delle 3.222 farmacie. Si prevede che entro la fine del 2023, quindi a completamento del biennio, si raggiungerà una percentuale complessiva di farmacie ispezionate vicina al 100% in tutte le Ats.

  • L’intelligenza artificiale per la cura del tumore al pancreas

    L’intelligenza artificiale per la cura del tumore al pancreas

    L’intelligenza artificiale può interpretare le immagini tac del pancreas, vedendo un tumore duttale che il Radiologo può non riuscire a diagnosticare perché troppo piccolo. È questo il principio guida del progetto di sperimentazione in corso all’Ospedale Cardarelli di Napoli, sviluppato insieme al Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Il carcinoma duttale del pancreas ad oggi in Italia registra circa 14.300 nuove diagnosi e presenta un’aspettativa di vita estremamente esigua, se confrontata con altre patologie oncologiche. Difatti solo il 3% dei pazienti sopravvive alla malattia a 10 anni dall’esordio e molti pazienti sono inoperabili già quando sviluppano i sintomi. L’esame Tac consente una diagnosi accurata del carcinoma duttale del pancreas ed è la metodica diagnostica indicata nel sospetto clinico di questa patologia. Purtroppo anche con l’utilizzo di apparecchiature TC di ultima generazione, nel 27% dei casi le neoplasie di dimensioni inferiori a 2 centimetri possono non essere correttamente diagnosticate.

    Con l’obiettivo di migliorare la performance della metodica in questo ambito, ai fini della individuazione precoce del cancro pancreatico, i Radiologi del Cardarelli hanno elaborato un algoritmo di lettura delle immagini TAC, sottoponendo un gran numero di esami TAC del pancreas all’intelligenza artificiale. Il risultato è in corso di valutazione da parte degli Ingegneri e dell’Equipe Radiologica, ma i primi dati appaiono estremamente promettenti. L’inserimento dell’intelligenza artificiale in questo ambito diventerà a nostro parere fondamentale per fornire con maggiore sicurezza ai Chirurghi le informazioni necessarie sull’effettuabilità dell’intervento chirurgico. Dice Luigia Romano, Direttore dell’UOC Radiologia Generale e di Pronto Soccorso del Cardarelli “Ci sono molte sperimentazioni in corso in questi anni sull’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nella diagnostica per immagini.

    La grandissima esperienza diagnostica della nostra Unità Operativa ha fatto nascere la partnership con il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione dell’Università Federico II, con l’obiettivo di migliorare la nostra capacità di fornire risposte ai cittadini. I primi riscontri ci sembrano estremamente interessanti e promettenti e già oggi l’intelligenza artificiale ci permette di fornire valutazioni innovative rispetto a quelle tradizionali”.

    Il progetto è stato presentato nel corso del Convegno per i 25 anni della Federazione Italiana Aziende Sanitarie ed Ospedaliere (FIASO) in corso a Roma in questi giorni. Nello stesso contesto l’Ospedale Cardarelli ha presentato altri tre diverse esperienze di alto rilievo: il protocollo innovativo per il trattamento farmacologico dell’ICTUS già nella fase diagnostica, realizzato dalla UOC di Neurologia; il monitoraggio ospedale-territorio della Broncopneumopatia, realizzato dalla UOC di Pneuomologia; il miglioramento dell’efficienza nel trattamento dei pazienti, realizzato dall’UOC di Neurochirurgia. Dice Antonio d’Amore, Direttore Generale dell’AORN Cardarelli e Vice Presidente FIASO: “Ringrazio tutti coloro che al Cardarelli portano avanti il proprio lavoro trovando soluzioni innovative utili a migliorare la qualità dell’assistenza. Le competenze e le capacità dei nostri professionisti sono tali da essere di esempio per altre realtà ospedaliere italiane ed internazionali. Abbiamo necessità di moltiplicare queste occasioni di confronto per rivendicare la qualità della sanità campana e rafforzare la nostra capacità innovativa, indispensabile per migliorare l’assistenza.”

  • Infermieri in Svizzera? Spunta la tassa. Guadagnano fino a 98mila euro

    Infermieri in Svizzera? Spunta la tassa. Guadagnano fino a 98mila euro

    Arriva un freno alla fuga degli infermieri italiani in Svizzera. Forse. Un tentativo di arginare un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più grandi. Sono infatti oltre 90 mila i transfrontalieri che lavorano oltreconfine, di questi 5 mila sono infermieri. La maggior parte di loro partono dalle zone di confine per andare a lavorare specialmente in Canton Ticino. Il motivo è semplice: lo stipendio di un infermiere nel servizio pubblico svizzero oscilla, a seconda dall’anzianità, tra i 66 mila (circa 68 mila euro) e i 95 mila franchi (circa 98 mila euro).

    Mentre nel privato si attesta sui circa 72 mila franchi (circa 74 mila euro). Stipendi di gran lunga superiori rispetto a quelli italiani.Ed ecco quindi la mossa del Governo. Nella legge di bilancio è spuntata una norma che stabilisce una nuova tassa che sarà applicata ai lavoratori che esercitano la propria professione nella confederazione elvetica. L’importo dell’imposta sarà calcolato in base al reddito netto annuale del contribuente e varierà tra il 3% e il 6% affinché il lavoratori versi una quota di compartecipazione al Servizio sanitario nazionale calcolata sul reddito. La norma riguarda Valle d’Aosta, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano e la Lombardia, che ha il numero nettamente maggiore di transfrontalieri. Il contributo andrà “prioritariamente a beneficio del personale medico e infermieristico, quale trattamento accessorio, in misura non superiore al 20 per cento dello stipendio tabellare lordo”.

    “La tassa che il governo ha proposto per bloccare i trasfrontalieri non serve a nulla, non fermerà l’emorragia degli infermieri verso la Svizzera”, spiega a LaPresse Donato Cosi, coordinatore regionale Nursind Lombardia e membro della direzione nazionale del sindacato.”Per far rimanere gli infermieri in Italia bisogna incentivare il benessere lavorativo: oggi in Italia lavorano a ritmi insostenibili, a situazioni di demansionamento, risolvendo situazioni che dovrebbero gestire gli Oss. Inoltre in Svizzera ci sono scatti di anzianità ogni anno, cosa che in Italia non esiste”, aggiunge Cosi.

  • Fontana: 1 milione di vaccinazioni antinfluenzali in Lombardia

    Fontana: 1 milione di vaccinazioni antinfluenzali in Lombardia

    “Superato oggi in Lombardia il milione di somministrazioni di vaccinazioni antinfluenzali. Un traguardo raggiunto prima dello scorso anno e che fa ben sperare che un numero considerevole di persone sia protetto dalle forme piu’ gravi di influenza, prima che arrivi il picco”. Lo ha reso noto il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana che proprio oggi si e’ sottoposto alla doppia vaccinazione: antinfluenzale e anti-Covid. “E’ un ottimo segnale – ha sottolineato il presidente – significa che le campagne di sensibilizzazione fatte da Regione Lombardia stanno funzionando e che i nostri cittadini hanno acquisito consapevolezza dell’importanza del vaccino, in particolare le categorie piu’ a rischio”. Il 66% delle vaccinazioni antinfluenzali effettuate, attualmente 1.004.101, infatti, hanno riguardato gli over 60 e il 13% soggetti con patologie.

    Il resto e’ stato somministrato alle altre categorie in target. Il governatore ha inoltre ricordato che dal 20 novembre sia la vaccinazione anti-Covid che quella antinfluenzale saranno offerte gratuitamente a tutti, non solo alle categorie target, comprese in questa fase inziale della campagna. Intanto la sorveglianza delle sindromi simil-influenzali in Lombardia, il cui report viene pubblicato settimanalmente sul sito di Regione Lombardia, mostra che al momento non e’ stato rilevato alcun virus influenzale, ma altri virus respiratori come Rhinovirus ed Enterovirus.

    Dallo scorso 4 ottobre in Lombardia e’ partita anche la sorveglianza virologica negli individui che accedono nei Pronto Soccorso delle strutture pubbliche e private, in risposta all’esigenza di monitoraggio e contenimento delle epidemie da virus respiratori. Nelle prime otto settimane di sorveglianza sono stati analizzati complessivamente 1.955 campioni respiratori, il 16,1% dei quali e’ risultato positivo per SARSCoV-2, il 15,2% per Rhinovirus e il 13% per Rhinovirus/Enterovirus. Il 3,8% dei campioni e’ risultato positivo per virus parainfluenzali

  • Salute: in Lombardia otto centri Car-t, il futuro della lotta ai tumori

    Salute: in Lombardia otto centri Car-t, il futuro della lotta ai tumori

    Otto Centri sul territorio di alto profilo e competenza con elevati standard di qualità e sicurezza, autorizzati alla somministrazione delle CAR-T (Azienda Socio-Sanitaria Territoriale Papa Giovanni XXIII a Bergamo, Istituto Nazionale dei Tumori, Ospedale San Raffaele, Humanitas, Ospedale Niguarda e Policlinico a Milano, Spedali Civili a Brescia e Ospedale San Gerardo pediatrico a Monza), con la partecipazione di specialisti e ricercatori allo sviluppo e alla sperimentazione delle terapie.

    Sono alcuni fattori che collocano la Lombardia all’avanguardia sul fronte di quelle che con un acronimo vengono definite le cure che ingegnerizzano i linfociti T per aiutarli a combattere i tumori e che rappresentano la grande speranza nel trattamento delle malattie oncologiche e oncoematologiche.

    Sono sei le CAR-T già approvate a livello europeo, con tassi di remissione completa fino all’82% per la Leucemia Linfoblastica Acuta, il tumore più frequente in età pediatrica; tra il 40% e oltre il 50% per i Linfomi non-Hodgkin molto aggressivi (Linfoma diffuso a grandi cellule B, Linfoma a cellule B di alto grado e Linfoma primitivo del mediastino); una risposta completa nel 53% dei pazienti con Linfoma follicolare e nel 67% dei pazienti con Linfoma a cellule mantellari recidivante o refrattario; e un importante miglioramento della sopravvivenza (2 anni per oltre il 50% dei pazienti) nel Mieloma. Attualmente queste terapie vengono studiate anche per l’impiego contro altre malattie ematologiche e contro i tumori solidi.

    Le CAR-T sono una speranza sempre più concreta per quei pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali, ma sollevano anche interrogativi su aspetti quali sicurezza, organizzazione, costi e modalità di accesso. Quali sono gli effettivi benefici delle CAR-T? Quali forme di tumore possono curare? Quali sono i pazienti che possono beneficiarne? Dove vengono somministrate? Come vengono gestiti gli effetti collaterali? E come renderle sostenibili per il Servizio Sanitario Nazionale, alla luce dei loro costi?

    Il ‘laboratorio lombardo’ è il punto di osservazione ottimale per rispondere a queste domande e per questo motivo giunge a Bergamo ‘CAR-T-Destinazione futuro’, campagna itinerante e online promossa da AIL-Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma e realizzata con il supporto non condizionante di Bristol Myers Squibb: un vero e proprio “viaggio nel futuro” della lotta ai tumori, al quale sono invitati a partecipare pazienti, familiari, caregiver, medici e Istituzioni, articolato in eventi sul territorio e attività digitali finalizzate ad accrescere l’informazione, misurare le aspettative, far emergere bisogni e criticità.

    “Le cellule CAR-T rappresentano una forma di immunoterapia innovativa- dichiara il docente di Ematologia del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia Università di Milano e ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo Alessandro Rambaldi – e il meccanismo d’azione di questo nuovo trattamento biologico “si basa sulla modificazione genetica dei linfociti T di un paziente affetto da linfoma, leucemia acuta linfoblastica o mieloma”.

    La modificazione genetica, come spiega il professore permette ai linfociti T di “riconoscere in modo molto specifico dei bersagli che sono espressi dalle cellule tumorali”. Come sottolinea Rambaldi, “prima di questa forma di terapia, i pazienti di cui stiamo parlando non avevano a disposizione terapie potenzialmente curative o molto efficaci quando la malattia giungeva nelle fasi più avanzate, cioè era ricaduta o non aveva risposto mai alle terapie convenzionali. Queste terapie si sono dimostrate estremamente efficaci in pazienti che erano e sono in fase avanzatissima della loro storia di malattia”.

    Attualmente, come racconta il professor Rambaldi, “stiamo già spostando la terapia CAR-T in fase più precoce nel trattamento di questi pazienti e nei prossimi anni ci aspettiamo che le indicazioni al trattamento con queste cellule aumentino”. C’è poi un aspetto più politico e sociale, su cui a detta di Rambaldi bisogna accelerare. “Viviamo in un Paese che ha lo straordinario sistema sanitario nazionale che i nostri genitori hanno creato, che noi dobbiamo difendere e che sostanzialmente dà la possibilità a tutti i pazienti di avere accesso progressivamente.

    Sapete, certe volte si dice che in America la terapia è già sul mercato. Certo, lo è però per quelli che pagano mezzo milione esatto per il prodotto, poi c’è l’assistenza. Il nostro sistema sanitario come quelli europei, arriva con una velocità un pochino più moderata perché ha la grande ambizione, e fino adesso è stato possibile, di offrire questa cura e queste cure a tutti, e il valore di un sistema centralizzato come il nostro è anche quello di poter contrattare sui prezzi e quindi coniugare equità a sostenibilità”.

    Tuttavia, come spiega Rambaldi, “una parte fondamentale di questa sostenibilità nasce dal fatto che il sistema sia attrattivo per chi fa ricerca, per chi fa ricerca accademica, laboratori in Italia, ma anche per l’industria, perché se noi siamo un sistema attrattivo, noi possiamo accogliere i nuovi prodotti che arriveranno sul mercato qualche anno prima e quindi- osserva- gli ospedali hanno il grande dovere di rendere la ricerca fattibile. Questo invece- prosegue l’ematologo- è qualcosa che nel nostro Paese non sempre accade, fortunatamente non a Bergamo. Ma nel nostro Paese c’è un po di difficoltà a fare ricerca e bisogna che l’opinione pubblica se ne accorga”.

    Ospite della mattinata anche l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, collegato da Palazzo Lombardia. “Il problema della lotta di carattere generale contro i tumori- spiega- è uno degli aspetti principali che noi ancora una volta metteremo in luce e in grande evidenza nel rapporto sociosanitario in quelli che sono gli approfondimenti sui tumori più rari, per i quali Regione Lombardia di fatto ha creato una rete che è assolutamente un punto di riferimento per tutto il nostro paese.

    Parleremo dunque anche di queste nuove terapie, di questi straordinari risultati che comunque si riescono a ottenere nel campo di questo genere di patologie, con queste nuove metodologie di intervento e con queste terapie tipo appunto quelle del CAR-T”, le quali per Bertolaso “hanno una serie di problematiche che dobbiamo affrontare per la gestione di queste procedure, l’organizzazione di una rete che sia in grado di sostenere quelle che sono le problematiche, e di dare risposte concrete”.

  • Cosa c’entrano i denti con la postura? Lo spiegano gli esperti del Poliambulatorio Santa Crescenzia a TG Imprese

    Cosa c’entrano i denti con la postura? Lo spiegano gli esperti del Poliambulatorio Santa Crescenzia a TG Imprese

    Combattere lo stress è il primo obiettivo per chi oggi soffre di alcuni disturbi. Lo stile di vita non regolare e alcune abitudini sbagliate costringono il nostro corpo a vivere sotto pressione, nascondendo a volte la vera causa di alcuni malesseri.
    Nel nuovo appuntamento con l’informazione di Ticino Notizie si parla quindi di postura con gli specialisti del Poliambulatorio Santa Crescenzia di Magenta: la dottoressa Annalisa Benetti, Odontoiatra, e il dottor Roberto Bosoni, Fisioterapista Osteopata.