Categoria: Salute

  • A Milano un milione di euro per l’ospedale di Pediatria più accogliente del mondo

    Realizzare “il reparto di pediatria più bello e accogliente del mondo”. È la grande sfida di Fondazione De Marchi – ente non profit impegnato a migliorare la qualità della vita dei pazienti pediatrici e dei loro genitori – che ha lanciato un bando da un milione di euro per trasformare gli spazi pediatrici del Nuovo Policlinico di Milano, che sarà ultimato entro il 2024, in ambienti accoglienti e a misura di bambino, al fine di ridurre al minimo lo stress emotivo e psicologico dei pazienti e dei loro genitori. I fondi stanziati per il bando sono stati raccolti grazie alla generosità dei sostenitori dell’organizzazione.

    MILANO – Il bando, aperto fino al 30 ottobre, è rivolto ad architetti, designer, scenografi, progettisti multimediali e aziende, che sono chiamati a realizzare un progetto volto ad “umanizzare” uno spazio di oltre 12mila metri quadrati distribuito su tre piani, per creare ambienti capaci di aumentare il benessere dei bambini e dei loro familiari, per cui sono previste sia zone di incontro e relax sia spazi per lo smart working. Gli interventi, in particolare, riguarderanno le aree pediatriche del Nuovo Policlinico di Milano: gli spazi di degenza (88 posti letto), l’atrio di ingresso, il pronto soccorso pediatrico, la terapia intensiva pediatrica, il collegamento tra il reparto di pediatria e il giardino terapeutico. In particolare, sono previste sale dedicate all’attività didattica, spazi gioco e luoghi di incontro per pazienti e genitori dotati di giochi, libri e dispositivi tecnologici.

    Tutti gli ambienti condivideranno una narrazione e un unico progetto creativo e verranno utilizzate soluzioni multimediali, come speciali installazioni e percorsi di realtà aumentata sia statiche per accogliere, stupire e accompagnare i bambini in ogni tappa del loro percorso di cura.
    Lo spazio pediatrico, insieme al reparto Maternità, costituirà uno dei due blocchi di 7 piani, uniti da un blocco centrale di 3 piani, del Nuovo Policlinico di Milano. Il progetto – che vede tra i firmatari Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra – prevede un grande spazio nel cuore di Milano in cui saranno realizzati percorsi di cura dedicati e un parco sopraelevato, che costituirà un grande “polmone” verde. “Siamo orgogliosi e onorati di aver ricevuto dalla direzione del Policlinico di Milano, a seguito dell’aggiudicazione di un avviso per manifestazione di interesse, l’incarico di presentare e finanziare questo importante progetto di umanizzazione degli spazi pediatrici all’interno del Nuovo Policlinico di Milano”, spiega Francesco Iandola, direttore esecutivo della Fondazione De Marchi.

    Da sempre impegnata nel progetto Un ospedale mica male, l’obiettivo della Fondazione è migliorare le condizioni di vita dei bambini malati e delle persone che li circondano non solo attraverso il miglioramento delle strutture sanitarie e l’acquisto di apparecchiature ma anche fornendo borse di studio, impiegando equipe di psicologi e assistenti sociali, animatori e personale infermieristico, organizzando e finanziando vacanze terapeutiche assistite.

    “Milano – aggiunge Iandola – è riconosciuta in tutto il mondo come la capitale della creatività, della moda e del design; quindi, siamo sicuri che molti professionisti presenteranno le loro proposte per donare ai bambini la possibilità di curarsi in un ambiente accogliente e adatto a tutte le loro esigenze, sia scolastiche che di gioco. Il milione di euro già stanziato ci permetterà di realizzare il progetto vincitore del bando ma, per rendere gli spazi ancora più belli e potenziare i servizi per i piccoli pazienti e per i loro familiari, abbiamo attivato una raccolta fondi sul nostro sito: tutti possono offrire un contributo”. Le nuove aree pediatriche saranno un punto di riferimento nazionale per i bambini bisognosi di cure mediche. La Lombardia è, infatti, tra le regioni maggiormente coinvolte nell’accoglienza di pazienti costretti a spostarsi per motivi sanitari.

  • Il rettore Priolo in visita a Humanitas Istituto Clinico Catanese

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    MISTERBIANCO (CATANIA) (ITALPRESS) – Visita istituzionale del rettore dell’Università di Catania, Francesco Priolo, a Humanitas Istituto Clinico Catanese. Ad accoglierlo l’amministratore delegato Giuseppe Sciacca ed il direttore scientifico dell’Istituto Alessandro Repici. Presente anche il rettore uscente di Humanitas University Marco Montorsi.
    La visita si inserisce nell’alveo delle attività previste dalla convenzione siglata tra Humanitas e Unict ad ottobre dello scorso anno e che ha visto la creazione dell’Unità Operativa di Oncologia Medica Universitaria, guidata da Paolo Vigneri. Presenti, insieme con il rettore Francesco Priolo, il presidente della Scuola di Medicina, Pietro Castellino, il direttore del dipartimento di Chirurgia generale e specialità medico-chirurgiche (ChirMed), Alessandro Cappellani, e il referente Unict per la convenzione con Humanitas, Pierfrancesco Veroux.
    Nel corso di questi mesi, i medici specializzandi in oncologia hanno svolto le proprie attività all’interno di un Centro dotato delle più moderne tecnologie diagnostiche e terapeutiche in cui si investe costantemente nella formazione dei professionisti e nella ricerca scientifica, al fine di garantire ai pazienti le cure più innovative e personalizzate possibili.
    “In Humanitas, la ricerca e l’innovazione sono al centro delle nostre attività – afferma Giuseppe Sciacca, Amministratore Delegato di Humanitas Istituto Clinico Catanese – Sosteniamo attivamente la ricerca scientifica, favorendo la collaborazione tra i nostri ricercatori e i docenti universitari. Crediamo fermamente che solo attraverso uno scambio costante di conoscenze e competenze possiamo affrontare le sfide dei nostri tempi e trovare soluzioni innovative per migliorare la salute e il benessere delle persone. Anche per queste ragioni, offriamo agli studenti opportunità di stage e di formazione pratica, al fine di arricchire la loro esperienza e prepararli al meglio per la loro futura carriera nel settore sanitario. Vogliamo essere un punto di riferimento per i giovani che desiderano intraprendere un percorso nel campo sanitario, offrendo loro un ambiente stimolante e le risorse necessarie per sviluppare al meglio le proprie competenze”.
    “La nostra presenza oggi – dichiara il Rettore dell’Università di Catania Francesco Priolo – rappresenta la volontà di rafforzare ulteriormente la collaborazione che si è avviata con Humanitas Istituto Clinico Catanese e con Humanitas University a partire dal protocollo che abbiamo firmato nello scorso autunno e che, allo stato attuale, ha già permesso di realizzare delle attività cliniche, di formazione e di ricerca con il coordinamento del prof. Paolo Vigneri, e di proseguire sulla strada dei tirocini per gli allievi delle scuole di specializzazione mediche. In ambito regionale, la sinergia che abbiamo creato insieme a mio avviso rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato: pur con competenze e missioni diverse, Unict e Humanitas giocano la stessa partita, contribuendo allo sviluppo del territorio. Lo sperimenteremo presto, a livello di formazione, con l’istituzione del corso di laurea in Medicine and Surgery in Unict lavorando inoltre fianco a fianco in seno al progetto ‘ANTHEM’ (AdvaNced Technologies for Human-centrEd Medicine) finalizzato allo sviluppo di tecnologie per migliorare la diagnosi e la terapia delle malattie croniche, già finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca grazie ai fondi erogati nell’ambito del PNC – Piano nazionale complementare”.
    La collaborazione tra Humanitas University e l’Università di Catania è fondamentale per consolidare il contributo fornito dagli Atenei al territorio nazionale e per avere un ruolo sempre più da protagonisti nell’attrarre talenti, guardando al tutto il bacino del Mediterraneo.
    Humanitas Istituto Clinico Catanese è un ospedale altamente specializzato nella cura delle malattie oncologiche, che offre anche servizi neurochirurgici, ortopedici e di riabilitazione, con una media di 47.000 pazienti all’anno. Dal 2014 ha ricevuto l’accreditamento da parte di Joint Commission International e rientra quindi in una rete di ospedali di qualità a livello mondiale, che si concentra non solo sulle attività cliniche, ma anche sull’assistenza e i servizi offerti. A questo si aggiunge la certificazione Eusoma Breast Centre, recentemente confermata, che valuta in modo specifico il percorso terapeutico integrato e personalizzato per la diagnosi e la cura del tumore al seno, affidato a un team di specialisti. Questo riconoscimento trova ulteriori conferme nei recenti dati dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), secondo i quali Humanitas Istituto Clinico Catanese è posizionato come il primo centro nel Meridione e tra i primi 10 ospedali in Italia per l’eccellenza nei percorsi diagnostico-terapeutici dedicati in particolare al cancro al seno.
    foto ufficio stampa Humanitas Istituto Clinico Catanese
    (ITALPRESS).

  • Nasce ‘Viva’, la biobanca con 5 milioni di campioni umani, animali e ambientali Il progetto grazie all’accordo siglato tra Istituto Superiore di Sanità e Siad

    Siglato l’accordo per la costruzione di ‘Viva’, una delle più grandi biobanche di ricerca italiane che potrà contenere campioni biologici di vari tipi: umani, animali e ambientali, secondo i più alti standard qualitativi, per consentire una ricerca trasversale che tenga conto di tutti i fattori che determinano la nostra salute.

    BRUSAFERRO: BIOBANCA STRUMENTO INDISPENSABILE PER LA RICERCA
    La biobanca, collocata nell’area dell’Istituto Superiore di Sanità, sarà pronta nella prima metà dell’anno prossimo. La nuova struttura di circa 700 metri quadri potrà contenere fino a 5.000.000 di campioni e verrà realizzata grazie alla collaborazione con SIAD, uno dei principali gruppi chimici italiani, che ha sviluppato per l’Istituto l’intero progetto del valore di 3.500.000 di euro. ‘Viva’ disporrà di aree dedicate, dotate di tecnologie e attrezzature avanzate per la preparazione, l’analisi e la conservazione dei campioni e dei relativi dati, in grado di farne un punto di riferimento per la ricerca biomedica.

    “Le biobanche sono uno strumento indispensabile per la ricerca presente e futura– ha commentato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità- e questa realizzazione, grazie al supporto di SIAD, contribuirà a mantenere ISS e la sanità pubblica italiana all’avanguardia, poiché è progettata e realizzata con le migliori tecnologie. Una biobanca di questo livello, inoltre, che garantisce una perfetta conservazione dei campioni biologici e dei dati ad essi correlati, attraverso l’applicazione degli standard più alti di qualità, è il presupposto fondamentale per la qualità e l’affidabilità della ricerca che ne deriva“.

    SESTINI: UN MODELLO DI RIFERIMENTO PER LE BIOBANCHE
    Il Gruppo SIAD è nato nel 1927 dalla passione per la ricerca e l’innovazione dei suoi fondatori, il professor Quirino Sestini e il professor Bernardo Sestini, e da sempre sostiene il mondo scientifico attraverso borse di studio, progetti di divulgazione ad enti ed ospedali. “Mettendo a disposizione della ricerca scientifica italiana le migliori tecnologie e le elevate competenze presenti nel Gruppo SIAD- ha fatto sapere Bernardo Sestini, amministratore delegato di SIAD- confermiamo un rapporto costante e collaborativo con le istituzioni e la collettività. Oggi, SIAD è orientata verso il mondo delle Life Sciences, e della medicina rigenerativa e personalizzata. I nostri ingegneri ed esperti hanno lavorato per mesi fianco a fianco con i ricercatori dell’ISS per la realizzazione della biobanca ‘Viva’. Il risultato è una biobanca all’avanguardia che ha l’ambizione di dare impulso alla ricerca e di diventare un modello e un punto di riferimento per il settore delle biobanche”.

    LA BIOBANCA
    L’intera struttura sarà suddivisa in tre aree: una destinata ai campioni raccolti secondo gli standard che garantiscono la massima qualità del campione; una seconda area alla conservazione di campioni storici, ossia quelli già raccolti, che non sempre posseggono tutti i requisiti di qualità ma che potrebbero rappresentare comunque un importante patrimonio informativo per future ricerche; la terza è invece un’area definita disaster recovery, destinata a ospitare per periodi transitori campioni da altre strutture che affrontano situazioni di criticità. La biobanca ‘Viva’ garantisce i “più alti standard di sostenibilità ambientale”, attraverso tecnologie di gestione intelligente e l’utilizzo di energie rinnovabili che aiutano a ridurre l’impatto ambientale della struttura. La progettazione, inoltre, consente una flessibilità e una modularità “in grado di renderla adattabile alle diverse esigenze di ricerca e alle tecnologie in evoluzione”.

  • Milano: bimbo di tre mesi operato al pancreas, successo dell’intervento

    MILANO Un bimbo di tre mesi affetto da l’iperinsulinismo – una rara malattia genetica del pancreas fonte di crisi ipoglicemiche che, se non controllate, creano ritardi nello sviluppo neuromotorio già dalla prima infanzia -, è stato operato con successo ai primi di giugno da una equipe multidisciplinare degli ospedali San Raffele e Policlinico di Milano.

    L’intervento, hanno spiegato i chirurghi, è stato “risolutivo”, il bimbo sta bene, è stato dimesso pochi giorni dopo e non avrà bisogno di alcuna terapia. Ad occuparsi del caso è stata una squadra di neonatologi, endocrinologi pediatrici, anestesisti e chirurghi. La collaborazione e la sinergia fra gli esperti dei due ospedali hanno permesso di intervenire sul neonato rimuovendo la porzione del piccolo pancreas malfunzionante. L’operazione, in anestesia generale e durata tre ore, è stata condotta da Stefano Partelli e Nicolò Pecorelli, chirurghi dell’Unità del Pancreas e dei Trapianti del San Raffaele, e da Ernesto Leva, della Chirurgia pediatrica del Policlinico. Al termine è stato applicato un drenaggio in sede addominale, rimosso il giorno successivo, e nel decorso postoperatorio non si sono verificate complicazioni.

    Preso in carico dal team di neonatologi e pediatri endocrinologi dell’Irccs ospedale San Raffaele, guidati da Graziano Barera, il piccolo è stato curato grazie a una squadra multidisciplinare composta da neonatologi, endocrinologi pediatrici, anestesisti e chirurghi. La collaborazione tra la Chirurgia pancreatica del San Raffaele, diretta da Massimo Falconi, e la Chirurgia pediatrica del policlinico, diretta da Ernesto Leva, ha permesso di intervenire sul neonato “rimuovendo con successo la porzione del piccolo pancreas malfunzionante”, spiegano gli esperti delle due strutture. Durante l’operazione di chirurgia maggiore il piccolo è stato assistito da Paolo Silvani, anestesista pediatrico dell’Unità di Anestesia e Rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare diretta da Alberto Zangrillo e dell’Unità di Anestesia e Rianimazione neurochirurgica diretta da Luigi Beretta, che ha seguito il neonato sin dalla fase preparatoria all’operazione, fino al monitoraggio intensivistico del post-operatorio. “Alle prime manifestazioni di questa malattia – evidenzia Roberta Pajno, pediatra endocrinologa, che insieme al primario Barera ha coordinato il piano terapeutico e seguito il bambino nella delicata preparazione all’intervento e successivamente nel follow up – è fondamentale procedere con sollecitudine alla diagnosi e all’identificazione della forma specifica di iperinsulinismo, attraverso analisi del sangue, Tac-Pet e analisi genetica, per individuare la strategia terapeutica migliore, prevenire il danno cerebrale e garantire una migliore qualità di vita. Abbiamo raggiunto un risultato ottimale grazie alla sinergia tra competenze specifiche interne al nostro ospedale e alla collaborazione con il collega del Policlinico”, una collaborazione privato-pubblico all’interno del Servizio sanitario regionale.

  • Milano: caring nurse e cup h24 in ospedali San Carlo e San Paolo

    I Pronto Soccorso degli Ospedali San Paolo e San Carlo si arricchiscono di nuove figure professionali e servizi di accoglienza rivolti ai pazienti e ai loro familiari, accompagnatori o caregiver, per rendere più efficaci l’accoglienza e la presa in carico dei pazienti, ma anche la comunicazione con i loro familiari.

    MILANO – Con 130 mila accessi l’anno di 42 etnie differenti, da lunedì 3 luglio nelle sale di attesa dei PS degli Ospedali San Paolo e San Carlo è presente una nuova figura professionale, il Caring Nurse, un infermiere esperto a disposizione, dalle h 8 alle h 20, 7 giorni su 7, per dare informazioni ai pazientI soli oppure ai familiari e ai caregiver sul percorso di assistenza, di cura e sull’eventuale ricovero o dimissione. Il Caring Nurse si occuperà di accoglienza, mediazione e di qualsiasi altra problematica inerente l’arrivo in Pronto soccorso dei pazienti e dei loro parenti nei delicati momenti dell’attesa che possono richiedere interventi di sostegno e di comunicazione che rientrano nel percorso di umanizzazione del servizio di Emergenza-Urgenza.

    “Una figura, quella del Caring Nurse, già sperimentata al San Paolo e al San Carlo durante la pandemia – dichiara Matteo Stocco, Direttore Generale ASST Santi Paolo e Carlo – Allora avvertivamo l’esigenza di organizzare i Pronto Soccorso in modo che il personale si interfacciasse efficacemente con l’utenza, ma tale esigenza permane ancora oggi. E proprio l’esperienza positiva maturata durante l’emergenza Covid ci ha indotto a strutturare questo nuovo servizio. In Pronto Soccorso, infatti, è importante ridurre i conflitti e facilitare la permanenza di pazienti e famigliari, portandoli a conoscenza di come funziona il reparto. ”Già dai primi giorni di attività dei Caring Nurse è evidente quanto la loro capacità di interloquire con pazienti e familiari presenti in PS si stia dimostrando un buon deterrente nelle situazioni di tensione. Il contatto umano nei momenti di forte stress riduce il senso di abbandono ed aumenta la fiducia nella struttura sanitaria e in chi vi opera. Un cammino da costruire insieme, per capire a pieno le esigenze dei pazienti e dei loro familiari durante l’attesa e rendere più confortevole la loro permanenza nella struttura.

  • Sanità: a Magenta innovativa operazione grazie al Doc Maggioni per asportare un rene, paziente a casa dopo 48 ore

    Ad eseguirla il nuovo Primario, il dottor Matteo Maggioni, esperto in Urologia e Andrologia, oltre che da qualche mese collaboratore del Poliambulatorio Santa Crescenzia

    MAGENTA – Essere dimessi dall’ospedale a due giorni da un’operazione di asportazione di un rene: può sembrare fantascienza, ma è quello che è accaduto a una donna di 60 anni dopo che si è sottoposta all’intervento dell’equipe di Urologia del Fornaroli, sotto la direzione del dottor Matteo Maggioni che da qualche mese collabora anche con il Poliambulatorio Santa Crescenzia di Magenta (https://ticinonotizie.it/magenta-sanita-parla-il-dottor-maggioni-lurologia-del-fornaroli-tornera-ad-essere-uneccellenza-ogni-martedi-sara-presente-anche-al-santa-crescenzia/).

    Merito di una tecnologia chirurgica meno invasiva, la laparoscopia, che consente di ridurre non solo i tempi in sala operatoria, sono solamente due le ore d’intervento, ma anche quelli di degenza, con la paziente che il giorno dopo l’operazione si è alzata dal letto per il pranzo e quello successivo è potuta addirittura tornare a casa.

    Conosciuto da decenni in tutta Italia grazie al professor Zanollo, che l’aveva fatto diventare una vera e propria eccellenza per il trattamento e la cura dei pazienti mielolesi, l’Urologia del “Fornaroli” è sempre più un reparto all’avanguardia; nonostante non si trovi in una grande città i pazienti arrivano non solo dal Magentino-Abbiatense, ma anche dal Novarese e dal Pavese.

    Grande soddisfazione per il dottor Maggioni, che anche se dirige il reparto da soli 6 mesi, ha già avuto prova della grande qualità che è in grado di esprimere: “Con questo intervento, che io già facevo a Milano, abbiamo dimostrato che anche a Magenta si può fare una chirurgia di alto livello senza dover per forza trasmigrare a Milano o in altri centri specialistici. Da quando lo dirigo abbiamo già superato quota 500”.

  • AAA, cercasi dottori per Venezia, “la città più bella del mondo’

    VENEZIA “Dottore, dottoressa, la città più bella del mondo ti aspetta”. Nel cuore di un disegno colorato e accattivante che riprende le caratteristiche forme sinuose dei palazzi e dei ponti di Venezia , c’è un dottore sorridente con al collo il suo stetoscopio.

    Punta lo strumento verso il campanile di San Marco. “Fare il medico di famiglia nella città più bella del mondo? Ai medici di medicina generale che, da altre regioni o da altri Paesi, intendono proporre la loro candidatura per svolgere la loro attività a Venezia, l’Azienda sanitaria Ulss3 Serenissima offre tutto il sostegno possibile”. E’ la promessa su cui poggia la campagna appena lanciata dalla città veneta, in un momento storico difficile per tutta Italia. “In un quadro nazionale che presenta una sempre maggiore difficoltà nel reperimento dei medici e di fronte alla sempre più acuta carenza di medici di famiglia – si legge nella presentazione della campagna che viaggerà sui social – la Ulss 3 Serenissima è sempre alla ricerca di medici di medicina generale. L’azienda, infatti, può conferire incarichi provvisori di medico di medicina generale per la copertura di ambiti territoriali carenti a Venezia Centro Storico e Isole. Questi stessi incarichi, successivamente, potranno diventare incarichi a tempo indeterminato secondo la normativa vigente”. Ma non finisce qui. “Per andare incontro al professionista interessato al ruolo – spiega la Ulss3 – l’Azienda, assieme all’amministrazione Comunale, può: mettere a disposizione un ambulatorio a canone agevolato; accompagnare il professionista nella ricerca dell’alloggio; rendere disponibile un parcheggio gratuito alle porte della città”, è la promessa. Sul sito tutte le informazioni sugli ambiti carenti per i quali si cercano camici bianchi. La campagna-appello è stata anche proiettata sulla facciata dell’ospedale Civile di Venezia. “Oggi più che mai – recita la voce ‘guida’ in un video – Venezia ha bisogno di chi la curi, ha bisogno di chi scelga di esercitare la propria nobilissima funzione nelle case e tra la gente di questa città fragile e spettacolare”. Per parte sua, prosegue il video, la città “offre una qualità del vivere che non ha confronti” in un “tessuto di vita e relazioni che nessun’altra al mondo può garantire”.

  • Alessandro Chiesi nuovo presidente del Gruppo Chiesi Farmaceutici

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    PARMA (ITALPRESS) – Chiesi Farmaceutici annuncia la nomina di Alessandro Chiesi a presidente del Gruppo. Maria Paola Chiesi assume al contempo la vicepresidenza.
    Alessandro Chiesi è nato a Parma 56 anni fa, è sposato, ha 5 figli. Ha iniziato il suo percorso in azienda quasi trent’anni fa, lavorando prima nel settore delle fusioni e acquisizioni (M&A) e poi, con responsabilità crescenti, nella supervisione delle attività commerciali europee e globali ed ha sviluppato un team di successo e appassionato, capace di costruire un business sostenibile e una presenza di fiducia per i nostri pazienti.
    Sposata, tre figli, Maria Paola Chiesi è entrata in azienda nel 1995. Ha dato una dimensione internazionale al marketing e ha delineato il percorso di pianificazione strategica del Gruppo. Nel 2015 ha creato e ha assunto la guida del dipartimento di Shared Value & Sustainability, che monitora e misura gli impatti dell’azienda su ambiente e società e attua piani di miglioramento.
    A questa funzione si devono la modifica dello statuto di Chiesi, diventata Società Benefit, e l’ottenimento della certificazione B Corp. Maria Paola è anche Presidente della Fondazione Chiesi.
    “Raccogliamo il testimone con rispetto e gratitudine e con la consapevolezza dei grandi risultati raggiunti – ha commentato Alessandro Chiesi -. Con Maria Paola sentiamo forte la responsabilità di continuare a seminare su questo terreno fertile, impegnandoci, insieme al Board e a tutto il Gruppo Chiesi, ad anticipare i cambiamenti in un settore, quello della salute, in rapida evoluzione e accompagnando l’azienda verso una nuova fase di espansione a livello globale”.
    Chiesi, gruppo biofarmaceutico certificato B Corp fortemente orientato alla ricerca, è oggi presente in 31 Paesi con un fatturato pari a 2 miliardi e 749 milioni di euro.
    “E’ con viva emozione che oggi affidiamo ad Alessandro e Maria Paola la Presidenza e la Vicepresidenza del Gruppo – ha aggiunto Alberto Chiesi -. Sono stati decenni in cui abbiamo lavorato con risultati eccellenti, portando Chiesi ad essere una realtà competitiva a livello mondiale. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questi successi auspicando, con mio fratello Paolo, che questa nomina – insieme al recente ingresso del nuovo CEO, Giuseppe Accogli – aggiunga ulteriore linfa al nostro Gruppo per dare così inizio ad un nuovo entusiasmante percorso”.

    – foto ufficio stampa Chiesi Farmaceutici –
    (ITALPRESS).

  • Assodirbank e lo ‘stato di salute’ della sanità lombarda: che bel momento di confronto, in villa Resta Mari a Vittuone

    VITTUONE Capire dove va la sanità lombarda. Un tema nodale per il futuro di tutti noi, tanto più in una fase di vorticoso e radicale cambiamento. Sotto la spinta e la guida carismatica di Giuseppe Invernizzi e Roberto Garagiola se n’è discusso di recente- venerdì 16 giugno- nello splendido scenario di Villa Resta Mari a Vittuone.

    Dove Assodirbank- l’associazione nazionale del personale direttivo bancario costituita nel 1995 fra i Soci del Sidirbank, da cui deriva e da cui eredita il patrimonio economico (beni mobili ed immobili) ed umano (gli iscritti a Sidirbank)- ha svolto il 2° Convegno, organizzato dai Comitati 2 e 3 di Assodirbank, sul nuovo sistema sanitario in Lombardia con due relatori di assoluta competenza: i Consiglieri regionali Christian Garavaglia ed Emanuele Monti, quest’ultimo relatore il 3 marzo scorso anche al 1° Convegno sullo stesso tema che si è tenuto presso la Sede dell’Opera Cardinal Ferrari a Milano,

    Entrambi i Consiglieri sono componenti della Commissione Permanente sulla Sanità in Lombardia. Di fronte ad un pubblico eterogeneo di una settantina di persone, e tra questi una trentina di amministratori pubblici in rappresentanza di 13 Comuni della zona del Magentino, Abbiatense e Cuggionese, i Consiglieri Garavaglia e Monti sono riusciti a creare in tutti i presenti un momento di generale riflessione, analizzando dati e numeri che, ancora una volta, ci hanno fatto comprendere la complessità del tema. Un ruolo fondamentale l’avrà sicuramente lo sviluppo della telemedicina abbinato ad una più efficace integrazione tra tutti i servizi socio-sanitari del territorio. Inoltre i Consiglieri hanno riferito dei diversi problemi che incidono sul servizio erogato dai medici di base. Entrambi i relatori, hanno ricordato l’importante riorganizzazione in corso nei quattro presidi ospedalieri di Legnano, Magenta, Cuggiono ed Abbiategrasso, insieme a quella delle Centrali Operative Territoriali ( C.O.T.) e delle Case di Comunità: una di queste sorgerà proprio a Vittuone. Durante il pranzo offerto da Assodirbank, i Consiglieri hanno ripetutamente dichiarato il loro impegno per garantire una sanità all’altezza delle aspettative della Regione Lombardia. Infine ringraziamo Radio RCM 104 che ha garantito, con la professionalità dei suoi tecnici, la diretta Facebook e le riprese video del Convegno. Invitiamo tutti voi che ci state seguendo sulla web tv RCM 104, a sostenerci col vostro … passa parola. Assodirbank si impegna a continuare con entusiasmo questa bellissima esperienza! Grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto… e che continueranno a farlo.

    Un contributo utile, fattivo ed attuale di una realtà-Assodirbabnk- che nell’est Ticino e in tutta la Lombardia è pronta a riproporre momenti di riflessione, confronto e approfondimento. Poco altro da dire: complimenti.

  • Giovanni Alongi migliore angiologo d’Italia, vince il “MioDottore Award”

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    MESSINA (ITALPRESS) – Il medico Giovanni Alongi è il migliore angiologo d’Italia secondo la piattaforma web e social più grande e autorevole in ambito medico, che ogni anno assegna un premio allo specialista più apprezzato e votato sia dai pazienti che dai colleghi della medesima specializzazione. Alongi ha raccolto oltre 700 recensioni positive, il numero più alto nel suo campo: è la terza volta che riceve questo riconoscimento, già ottenuto nel 2020 e 2022.
    Il “MioDottore Awards 2023” è giunto alla VI edizione e ha l’obiettivo di mettere in luce non solo la qualità professionale dell’operato dei medici recensiti ma anche l’empatia, la disponibilità, la dedizione e l’umanità nella prestazione delle cure. Tutto questo viene trasferito nei giudizi favorevoli sul network che sono visibili a tutti.
    “Un riconoscimento che mi inorgoglisce, perchè ho sempre messo al primo posto il rapporto medico/paziente – spiega Alongi – oltre all’aggiornamento professionale, oggi fondamentale per stare al passo con le nuove frontiere terapeutiche. Nel mio settore specifico, le patologie venose (safene, vene varicose, ulcere ecc..) sono tutte croniche, dunque conquistare la fiducia è essenziale per il successo della cura. Ringrazio i colleghi angiologi e chirurghi vascolari per la stima dimostrata nel votare per me”. Alongi, agrigentino di nascita e messinese d’adozione, ha 36 anni ma già una carriera ricca di traguardi: fondatore dei centri “Angiocor”, presenti al momento a Palermo, Messina e Agrigento che accolgono anche pazienti da altre Regioni, grazie ad un protocollo specifico che consente di “saltare” la prima visita specialistica attraverso una prevalutazione diagnostica da remoto e accelerare i tempi di trattamento. In questi ambulatori viene eseguito in esclusiva il metodo Angiocor che consente di dire addio alla tradizionale chirurgia di vene safene e varicose, evitando anestesia, sala operatoria e complicanze e privilegiando approcci non invasivi. La notevole richiesta di tali trattamenti a volte può causare attese di alcuni mesi. Negli ultimi due congressi mondiali di flebologia, a Dubai e Istanbul, Alongi aveva presentato una delle varie tecniche all’avanguardia utilizzate: “Varixio”, primo e unico apparecchio che produce in maniera automatica una “mousse” di altissima qualità e stabilità per il trattamento ecoguidato delle vene safene e vene varicose. Uno strumento che sarà illustrato al prossimo meeting internazionale di Miami, in programma a settembre: la stessa metodica è usata dai proctologi dei centri Angiocor per gestire le emorroidi in modo non invasivo. MioDottore quest’anno ha premiato complessivamente 43 medici italiani, uno per ogni specialità.
    -foto ufficio stampa –
    (ITALPRESS).