Categoria: Salute

  • Sanità: a Magenta innovativa operazione grazie al Doc Maggioni per asportare un rene, paziente a casa dopo 48 ore

    Ad eseguirla il nuovo Primario, il dottor Matteo Maggioni, esperto in Urologia e Andrologia, oltre che da qualche mese collaboratore del Poliambulatorio Santa Crescenzia

    MAGENTA – Essere dimessi dall’ospedale a due giorni da un’operazione di asportazione di un rene: può sembrare fantascienza, ma è quello che è accaduto a una donna di 60 anni dopo che si è sottoposta all’intervento dell’equipe di Urologia del Fornaroli, sotto la direzione del dottor Matteo Maggioni che da qualche mese collabora anche con il Poliambulatorio Santa Crescenzia di Magenta (https://ticinonotizie.it/magenta-sanita-parla-il-dottor-maggioni-lurologia-del-fornaroli-tornera-ad-essere-uneccellenza-ogni-martedi-sara-presente-anche-al-santa-crescenzia/).

    Merito di una tecnologia chirurgica meno invasiva, la laparoscopia, che consente di ridurre non solo i tempi in sala operatoria, sono solamente due le ore d’intervento, ma anche quelli di degenza, con la paziente che il giorno dopo l’operazione si è alzata dal letto per il pranzo e quello successivo è potuta addirittura tornare a casa.

    Conosciuto da decenni in tutta Italia grazie al professor Zanollo, che l’aveva fatto diventare una vera e propria eccellenza per il trattamento e la cura dei pazienti mielolesi, l’Urologia del “Fornaroli” è sempre più un reparto all’avanguardia; nonostante non si trovi in una grande città i pazienti arrivano non solo dal Magentino-Abbiatense, ma anche dal Novarese e dal Pavese.

    Grande soddisfazione per il dottor Maggioni, che anche se dirige il reparto da soli 6 mesi, ha già avuto prova della grande qualità che è in grado di esprimere: “Con questo intervento, che io già facevo a Milano, abbiamo dimostrato che anche a Magenta si può fare una chirurgia di alto livello senza dover per forza trasmigrare a Milano o in altri centri specialistici. Da quando lo dirigo abbiamo già superato quota 500”.

  • AAA, cercasi dottori per Venezia, “la città più bella del mondo’

    VENEZIA “Dottore, dottoressa, la città più bella del mondo ti aspetta”. Nel cuore di un disegno colorato e accattivante che riprende le caratteristiche forme sinuose dei palazzi e dei ponti di Venezia , c’è un dottore sorridente con al collo il suo stetoscopio.

    Punta lo strumento verso il campanile di San Marco. “Fare il medico di famiglia nella città più bella del mondo? Ai medici di medicina generale che, da altre regioni o da altri Paesi, intendono proporre la loro candidatura per svolgere la loro attività a Venezia, l’Azienda sanitaria Ulss3 Serenissima offre tutto il sostegno possibile”. E’ la promessa su cui poggia la campagna appena lanciata dalla città veneta, in un momento storico difficile per tutta Italia. “In un quadro nazionale che presenta una sempre maggiore difficoltà nel reperimento dei medici e di fronte alla sempre più acuta carenza di medici di famiglia – si legge nella presentazione della campagna che viaggerà sui social – la Ulss 3 Serenissima è sempre alla ricerca di medici di medicina generale. L’azienda, infatti, può conferire incarichi provvisori di medico di medicina generale per la copertura di ambiti territoriali carenti a Venezia Centro Storico e Isole. Questi stessi incarichi, successivamente, potranno diventare incarichi a tempo indeterminato secondo la normativa vigente”. Ma non finisce qui. “Per andare incontro al professionista interessato al ruolo – spiega la Ulss3 – l’Azienda, assieme all’amministrazione Comunale, può: mettere a disposizione un ambulatorio a canone agevolato; accompagnare il professionista nella ricerca dell’alloggio; rendere disponibile un parcheggio gratuito alle porte della città”, è la promessa. Sul sito tutte le informazioni sugli ambiti carenti per i quali si cercano camici bianchi. La campagna-appello è stata anche proiettata sulla facciata dell’ospedale Civile di Venezia. “Oggi più che mai – recita la voce ‘guida’ in un video – Venezia ha bisogno di chi la curi, ha bisogno di chi scelga di esercitare la propria nobilissima funzione nelle case e tra la gente di questa città fragile e spettacolare”. Per parte sua, prosegue il video, la città “offre una qualità del vivere che non ha confronti” in un “tessuto di vita e relazioni che nessun’altra al mondo può garantire”.

  • Alessandro Chiesi nuovo presidente del Gruppo Chiesi Farmaceutici

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    PARMA (ITALPRESS) – Chiesi Farmaceutici annuncia la nomina di Alessandro Chiesi a presidente del Gruppo. Maria Paola Chiesi assume al contempo la vicepresidenza.
    Alessandro Chiesi è nato a Parma 56 anni fa, è sposato, ha 5 figli. Ha iniziato il suo percorso in azienda quasi trent’anni fa, lavorando prima nel settore delle fusioni e acquisizioni (M&A) e poi, con responsabilità crescenti, nella supervisione delle attività commerciali europee e globali ed ha sviluppato un team di successo e appassionato, capace di costruire un business sostenibile e una presenza di fiducia per i nostri pazienti.
    Sposata, tre figli, Maria Paola Chiesi è entrata in azienda nel 1995. Ha dato una dimensione internazionale al marketing e ha delineato il percorso di pianificazione strategica del Gruppo. Nel 2015 ha creato e ha assunto la guida del dipartimento di Shared Value & Sustainability, che monitora e misura gli impatti dell’azienda su ambiente e società e attua piani di miglioramento.
    A questa funzione si devono la modifica dello statuto di Chiesi, diventata Società Benefit, e l’ottenimento della certificazione B Corp. Maria Paola è anche Presidente della Fondazione Chiesi.
    “Raccogliamo il testimone con rispetto e gratitudine e con la consapevolezza dei grandi risultati raggiunti – ha commentato Alessandro Chiesi -. Con Maria Paola sentiamo forte la responsabilità di continuare a seminare su questo terreno fertile, impegnandoci, insieme al Board e a tutto il Gruppo Chiesi, ad anticipare i cambiamenti in un settore, quello della salute, in rapida evoluzione e accompagnando l’azienda verso una nuova fase di espansione a livello globale”.
    Chiesi, gruppo biofarmaceutico certificato B Corp fortemente orientato alla ricerca, è oggi presente in 31 Paesi con un fatturato pari a 2 miliardi e 749 milioni di euro.
    “E’ con viva emozione che oggi affidiamo ad Alessandro e Maria Paola la Presidenza e la Vicepresidenza del Gruppo – ha aggiunto Alberto Chiesi -. Sono stati decenni in cui abbiamo lavorato con risultati eccellenti, portando Chiesi ad essere una realtà competitiva a livello mondiale. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questi successi auspicando, con mio fratello Paolo, che questa nomina – insieme al recente ingresso del nuovo CEO, Giuseppe Accogli – aggiunga ulteriore linfa al nostro Gruppo per dare così inizio ad un nuovo entusiasmante percorso”.

    – foto ufficio stampa Chiesi Farmaceutici –
    (ITALPRESS).

  • Assodirbank e lo ‘stato di salute’ della sanità lombarda: che bel momento di confronto, in villa Resta Mari a Vittuone

    VITTUONE Capire dove va la sanità lombarda. Un tema nodale per il futuro di tutti noi, tanto più in una fase di vorticoso e radicale cambiamento. Sotto la spinta e la guida carismatica di Giuseppe Invernizzi e Roberto Garagiola se n’è discusso di recente- venerdì 16 giugno- nello splendido scenario di Villa Resta Mari a Vittuone.

    Dove Assodirbank- l’associazione nazionale del personale direttivo bancario costituita nel 1995 fra i Soci del Sidirbank, da cui deriva e da cui eredita il patrimonio economico (beni mobili ed immobili) ed umano (gli iscritti a Sidirbank)- ha svolto il 2° Convegno, organizzato dai Comitati 2 e 3 di Assodirbank, sul nuovo sistema sanitario in Lombardia con due relatori di assoluta competenza: i Consiglieri regionali Christian Garavaglia ed Emanuele Monti, quest’ultimo relatore il 3 marzo scorso anche al 1° Convegno sullo stesso tema che si è tenuto presso la Sede dell’Opera Cardinal Ferrari a Milano,

    Entrambi i Consiglieri sono componenti della Commissione Permanente sulla Sanità in Lombardia. Di fronte ad un pubblico eterogeneo di una settantina di persone, e tra questi una trentina di amministratori pubblici in rappresentanza di 13 Comuni della zona del Magentino, Abbiatense e Cuggionese, i Consiglieri Garavaglia e Monti sono riusciti a creare in tutti i presenti un momento di generale riflessione, analizzando dati e numeri che, ancora una volta, ci hanno fatto comprendere la complessità del tema. Un ruolo fondamentale l’avrà sicuramente lo sviluppo della telemedicina abbinato ad una più efficace integrazione tra tutti i servizi socio-sanitari del territorio. Inoltre i Consiglieri hanno riferito dei diversi problemi che incidono sul servizio erogato dai medici di base. Entrambi i relatori, hanno ricordato l’importante riorganizzazione in corso nei quattro presidi ospedalieri di Legnano, Magenta, Cuggiono ed Abbiategrasso, insieme a quella delle Centrali Operative Territoriali ( C.O.T.) e delle Case di Comunità: una di queste sorgerà proprio a Vittuone. Durante il pranzo offerto da Assodirbank, i Consiglieri hanno ripetutamente dichiarato il loro impegno per garantire una sanità all’altezza delle aspettative della Regione Lombardia. Infine ringraziamo Radio RCM 104 che ha garantito, con la professionalità dei suoi tecnici, la diretta Facebook e le riprese video del Convegno. Invitiamo tutti voi che ci state seguendo sulla web tv RCM 104, a sostenerci col vostro … passa parola. Assodirbank si impegna a continuare con entusiasmo questa bellissima esperienza! Grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto… e che continueranno a farlo.

    Un contributo utile, fattivo ed attuale di una realtà-Assodirbabnk- che nell’est Ticino e in tutta la Lombardia è pronta a riproporre momenti di riflessione, confronto e approfondimento. Poco altro da dire: complimenti.

  • Giovanni Alongi migliore angiologo d’Italia, vince il “MioDottore Award”

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    MESSINA (ITALPRESS) – Il medico Giovanni Alongi è il migliore angiologo d’Italia secondo la piattaforma web e social più grande e autorevole in ambito medico, che ogni anno assegna un premio allo specialista più apprezzato e votato sia dai pazienti che dai colleghi della medesima specializzazione. Alongi ha raccolto oltre 700 recensioni positive, il numero più alto nel suo campo: è la terza volta che riceve questo riconoscimento, già ottenuto nel 2020 e 2022.
    Il “MioDottore Awards 2023” è giunto alla VI edizione e ha l’obiettivo di mettere in luce non solo la qualità professionale dell’operato dei medici recensiti ma anche l’empatia, la disponibilità, la dedizione e l’umanità nella prestazione delle cure. Tutto questo viene trasferito nei giudizi favorevoli sul network che sono visibili a tutti.
    “Un riconoscimento che mi inorgoglisce, perchè ho sempre messo al primo posto il rapporto medico/paziente – spiega Alongi – oltre all’aggiornamento professionale, oggi fondamentale per stare al passo con le nuove frontiere terapeutiche. Nel mio settore specifico, le patologie venose (safene, vene varicose, ulcere ecc..) sono tutte croniche, dunque conquistare la fiducia è essenziale per il successo della cura. Ringrazio i colleghi angiologi e chirurghi vascolari per la stima dimostrata nel votare per me”. Alongi, agrigentino di nascita e messinese d’adozione, ha 36 anni ma già una carriera ricca di traguardi: fondatore dei centri “Angiocor”, presenti al momento a Palermo, Messina e Agrigento che accolgono anche pazienti da altre Regioni, grazie ad un protocollo specifico che consente di “saltare” la prima visita specialistica attraverso una prevalutazione diagnostica da remoto e accelerare i tempi di trattamento. In questi ambulatori viene eseguito in esclusiva il metodo Angiocor che consente di dire addio alla tradizionale chirurgia di vene safene e varicose, evitando anestesia, sala operatoria e complicanze e privilegiando approcci non invasivi. La notevole richiesta di tali trattamenti a volte può causare attese di alcuni mesi. Negli ultimi due congressi mondiali di flebologia, a Dubai e Istanbul, Alongi aveva presentato una delle varie tecniche all’avanguardia utilizzate: “Varixio”, primo e unico apparecchio che produce in maniera automatica una “mousse” di altissima qualità e stabilità per il trattamento ecoguidato delle vene safene e vene varicose. Uno strumento che sarà illustrato al prossimo meeting internazionale di Miami, in programma a settembre: la stessa metodica è usata dai proctologi dei centri Angiocor per gestire le emorroidi in modo non invasivo. MioDottore quest’anno ha premiato complessivamente 43 medici italiani, uno per ogni specialità.
    -foto ufficio stampa –
    (ITALPRESS).

  • Occhio al sole ma non solo. Al TG Imprese i consigli della dottoressa Elisabetta Mengoni

    Attenzione alla cadenza per i controlli perché la salute dell’occhio non è soltanto misurazione della capacità visiva. Questo il consiglio dell’esperta che continua la sua attività.

    MAGENTA – Come stanno i nostri occhi? Quanto l’uso delle tecnologie sta compromettendo la vista nelle nuove generazioni? L’OMS Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel 2050 il 50% della popolazione mondiale sarà miope.
    Ospite del TG Imprese di Ticino Notizie, la dottoressa ELISABETTA MENGONI, medico oculista, affronta le tematiche legate sulla salute dei nostri occhi anche considerata la sovraesposizione a schermi grandi e piccoli per molte ore della giornata. Una chiacchierata tra dati medici, abitudini e moda.
    Seppur abbia concluso la sua esperienza professionale ospedaliera, le sue competenze restano sul territorio presso il Poliambulatorio Santa Crescenzia. E nell’intervista, considerato il suo impegno per Magenta, non manca uno sguardo alla città.

  • Con l’anticorpo monoclonale si riduce l’emicrania cronica

    MILANO Con l’anticorpo monoclonale fremanezumab si ottiene una riduzione persistente della frequenza, della durata e della gravità degli attacchi nelle persone con emicrania cronica ed episodica. È quanto emerge dalla terza analisi ad interim dello studio real-world Pearl, che prevede un periodo di osservazione dei pazienti arruolati di 2 anni e sarà completato nel 2024.

    I dati ottenuti dall’analisi ad interim, che ha incluso i dati di 968 pazienti (87,3% donne) dei 1140 arruolati complessivamente nello studio, i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi al congresso dell’European Academy of Neurology 2023 a Budapest, rivelano che quasi il 60% dei pazienti ha ottenuto una riduzione della metà o più dei giorni di emicrania mensili rispetto al basale (prima dell’inizio della terapia). Inoltre ha evidenziato anche una riduzione persistente nell’uso di farmaci in fase acuta osservato nell’arco dei 12 mesi. I tassi di aderenza al trattamento si sono dimostrati elevati: l’82,3% dei pazienti continua ad essere in trattamento al dodicesimo mese. Fremanezumab è risultato efficace nel prevenire gli attacchi di emicrania nei pazienti con una forma cronica ed episodica, ma anche nel ridurre la gravità e la durata degli attacchi di emicrania residui. “Questi risultati preliminari -sottolinea la professoressa Cristina Tassorelli, del Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università di Pavia, che ha presentato l’analisi dei dati – supportano quanto emerso dalla real world evidence, cioè dall’analisi dei dati del mondo reale, per fremanezumab, mostrando come l’impatto della malattia possa essere ridotto quando un paziente ha accesso ad anticorpi monoclonali anti-CGRP”. “I dati real-world – conclude Pinar Kokturk, Vice President & Head of Medical Affairs Europe di Teva – ci consentono di colmare il divario tra i risultati ottenuti dagli studi clinici randomizzati e controllati e le complessità degli scenari clinici nella vita reale, offrendo una comprensione completa di come i trattamenti abbiano davvero un impatto sulla vita dei pazienti. Lo studio Pearl, nello specifico, è particolarmente rilevante per l’ampio numero di pazienti, arruolati in 11 paesi in tutta Europa”.

  • Sanità, Iacolino “Sulle scadenze del Pnrr Sicilia in regola”

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    PALERMO (ITALPRESS) – Abbattimento delle liste d’attesa, piena attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, inserimento di nuovi medici all’interno di ospedali e pronto soccorso, garanzie per chi abita nei centri minori e nelle piccole isole, ulteriore riduzione dei cosiddetti “viaggi della speranza”. Dare un nuovo volto alla sanità siciliana è l’obiettivo di Salvatore Iacolino, da circa due mesi dirigente generale del Dipartimento Pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Salute. “Stiamo lavorando intensamente su un aggiornamento del piano delle liste d’attesa per concorrere in maniera responsabile al loro abbattimento graduale – spiega il manager in un’intervista all’Italpress -. Ci sono risorse che il ministero ha messo a disposizione: abbiamo 29 milioni di euro che si cumulano a 11 milioni non utilizzati l’anno passato. Stiamo lavorando per bonificare le liste d’attesa, incrementando allo stesso tempo l’offerta assistenziale ordinaria e garantire una tempestività di risorse che dovrebbero assicurare una risposta appropriata e tempestiva”.
    Sulle liste d’attesa “entro metà luglio”, spiega Iacolino, “proporremo una delibera di Giunta di Governo con un riparto di risorse: saranno coinvolti anche gli operatori economici privati”. Sarà cruciale spendere bene i fondi del Pnrr. “Ci sono 800 milioni di euro affidati alla Regione siciliana per realizzare le case di comunità, gli ospedali di comunità, le centrali operative territoriali, e allo stesso tempo rendere gli ospedali sicuri, adeguati alle norme antisismiche – evidenzia Iacolino -. Sulle scadenze indicate dal ministero siamo in regola. Quest’attività dovrebbe garantire un’offerta assistenziale e territoriale migliore rispetto al passato, e al contempo ridurre i ricoveri ospedalieri inappropriati”.
    Per Iacolino “c’è una necessità assoluta di rivedere il sistema complessivamente inteso dell’assistenza sanitaria, l’obiettivo è questo. La norma che al momento detta le linee guida essenziali è del 2009, va riformata e ridefinita la rete ospedaliera, ma al contempo non bisogna sguarnire le comunità montane e periferiche”.
    Quest’ultimo, in particolare, “è un tema molto delicato. Le isole minori sono parimenti importanti: ho incontrato il sindaco di Lipari, a breve farò lo stesso con quello di Pantelleria. L’obiettivo del Governo presieduto da Renato Schifani è garantire, anche nei piccoli presidi, compresi quindi Lampedusa, Ustica, Favignana, un’assistenza di tipo territoriale adeguata con il 118, le ambulanze, e allo stesso tempo un sistema di telemedicina che garantisca con risorse adeguate una possibilità di risposta assistenziale”
    L’obiettivo è dunque “rimodulare la legge regionale numero 5”, “non un obiettivo di facile attuazione perchè dovrà incontrare anche la volontà del legislatore, ma su questo stiamo lavorando”. Così come “stiamo lavorando sull’area di emergenza che è l’altro tema vero, sentito in tutti gli ospedali della nostra Isola”, evidenzia.
    “Già al Policlinico di Palermo – osserva Iacolino, ex commissario straordinario dell’azienda ospedaliera universitaria – abbiamo attrezzato una splendida area di emergenza, allo stesso tempo abbiamo l’emergenza delle emergenze, ovvero i pronto soccorso: in quasi tutti gli ospedali c’è un dimezzamento delle risorse umane disponibili, nel tempo il numero chiuso a Medicina e le borse di studio limitate hanno ridotto il flusso di medici giovani”. Per Iacolino “è un tema di medici, più che di risorse finanziarie, c’è un’avvertita carenza in particolare in alcune aree: anestesia e rianimazione, pediatria, pronto soccorso. E’ un altro tema su cui intervenire, anche in alcuni casi attraverso forme di collaborazione tra aziende, o anche attraverso operatori economici privati. La legge lo consente”.
    I “viaggi della speranza” si sono ridotti “ma c’è ancora molto da lavorare. Abbiamo una serie di realtà con cui abbiamo rapporti convenzionati, come Maugeri, Giglio, e abbiamo anche vette d’eccellenza. C’è un programma di acquisto per garantire attrezzature elettromedicali moderne”.
    Iacolino rivela che “il 25 luglio sarò al ministero a Roma per il riparto delle risorse finanziarie per il 2023 in favore della Sicilia. C’è il tema dei medici che mancano, su cui stiamo provando a intervenire, e poi c’è un tema di revisione complessiva dei manager. C’è una selezione in corso, confidiamo per ottobre di definire una nuova compagine di governo per ciascuna delle 18 aziende. E’ fondamentale – conclude – le riforme si fanno col concorso responsabile dei direttori generali che verranno individuati”.
    – foto Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Università: all’Humanitas partono i corsi per tecnici di laboratorio biomedico e radiologia

    L’ateneo attiva altre 2 lauree triennali, ‘cresce la richiesta di nuovi professionisti della sanità’

    ROZZANO MI – Humanitas University attiva dall’anno accademico 2023/24 due nuovi corsi di laurea triennale: Tecniche di Laboratorio biomedico e Tecniche di Radiologia medica, ognuno aperto a 25 studenti. Le attività didattiche si svolgeranno presso il Campus di Pieve Emanuele, Milano. Il test di ingresso comune per i due corsi si terrà in modalità online venerdì primo settembre 2023; prevede 100 quesiti con domande su ragionamento logico, chimica, biologia, matematica e fisica. La retta varia da 1.500 a 3.500 euro per anno, a seconda del reddito della famiglia, e sono disponibili due borse di studio che consentono l’esenzione totale per i 3 anni di corso. L’obiettivo – informa l’ateneo milanese – è formare professionisti esperti nell’utilizzo di tecnologie e processi complessi che includono la robotica, l’automazione dei laboratori biomedici e l’impiego di avanzati scanner di diagnostica per immagini e medicina nucleare, nonché i più moderni acceleratori lineari per la radioterapia.
    La scelta di arricchire l’offerta didattica volta alla formazione di tecnici si deve alla crescente richiesta di questi professionisti nella sanità, un settore che deve affrontare da un lato l’invecchiamento della popolazione e dall’altro la crescente diffusione di apparecchiature ad alta tecnologia sul territorio nazionale. Sotto il profilo didattico – spiega una nota – l’approccio rimane quello che caratterizza Humanitas: focalizzazione sul percorso dello studente, assistito da vicino dai tutor che indirizzano la didattica d’aula e le attività professionalizzanti. A queste ultime è assegnato uno spazio consistente nel piano degli studi.

  • De Gennaro “Considerare l’insonnia cronica come malattia invalidante”

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    ROMA (ITALPRESS) – Secondo le stime più accreditate, in Italia così come in Europa e nel mondo, circa il 10% della popolazione è affetto da insonnia cronica, un disturbo del sonno che si ripercuote sulla qualità della vita di chi ne è colpito.
    “Ci sono circa 80 disturbi del sonno, quello con la ‘d’ maiuscola è l’insonnia. E’ necessario imparare a distinguere tra l’insonnia acuta e a breve termine e quella cronica. Se parliamo di malattia, è la seconda, definita come un’insonnia la cui durata è maggiore di tre mesi. L’insonnia si può ridefinire come un disturbo di inizio e mantenimento del sonno, perchè alcuni insonni hanno problemi di addormentamento, altri a mantenere la continuità del sonno, cioè con molti risvegli, infine ci sono gli insonni che hanno problemi di risveglio anticipato, e non sono forme esclusive ma possono verificarsi insieme”, spiega in un’intervista dall’Italpress il professore Luigi De Gennaro, ordinario del dipartimento di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma e segretario dell’Associazione italiana di medicina del sonno. “L’insonnia non è benevola col sesso e con l’età, perchè è un problema prevalentemente femminile, il rapporto tra uomini e donne è quasi doppio. Non è spalmata similmente in tutto l’arco di vita, è un problema prevalentemente dell’anziano, che in ogni caso ha un aumento della fragilità del sonno”, osserva. Alla base dell’insonnia troviamo altresì tre ordini di fattori: ci sono i fattori predisponenti dell’individuo, tra questi per esempio la genetica, i fattori precipitanti, cioè gli eventi vita che possono determinare un temporaneo e contingente disturbo del sonno, e poi i fattori perpetuanti, i nostri comportamenti e le nostre credenze: “I primi due – sottolinea De Gennaro – sono difficilmente modificabili e trattabili, quello che cronicizza il disturbo sono proprio i fattori perpetuanti e i trattamenti lavorano su questi focalizzandosi sul trattamento dell’insonnia. Un italiano su due affetto da insonnia non fa alcun tipo di percorso diagnostico o di trattamento, così li perdiamo dal radar. Chi fa il percorso diagnostico segue trattamenti di tipo comportamentale, ma che in Italia affrontano uno scarso favore. Per questo c’è la farmacologia che studia nuove molecole che non abbiano i problemi dei sonniferi. Le benzodiazepine hanno un problema: non possono essere usate per più di quattro settimane. Ma se il disturbo è definito tale perchè dura almeno tre mesi, si capisce che questi farmaci non sono appropriati”. Uno dei fattori che rendono più complesse le diagnosi e i trattamenti, è indubbiamente il mancato riconoscimento dell’insonnia come malattia sia per la società che per il legislatore. “Bisogna ridefinire lo status del disturbo: le persone non considerano l’insonnia come una patologia, vale per le persone ma anche per l’attuale legislazione, visto che l’insonnia non è attualmente riconosciuta come tale ma sostanzialmente lo è. Ci stiamo battendo per l’insonnia come patologia cronica e invalidante. Il decisore politico deve riconoscere lo status di malattia, anche per un fattore economico: per costi diretti e indiretti costa parecchio, si stima che una forbice tra l’1 e il 3% del Pil sia conseguenza dell’insonnia. Se non vogliamo farlo per etica o clinica, facciamolo per ragioni economiche”, conclude.
    (ITALPRESS).
    -foto Italpress-