Categoria: Politica

  • Vent’anni di civiltà (e amministratore di sostegno): successo per Mario Mantovani a Milano, con Ignazio La Russa e Daniela Santanchè

    Vent’anni di civiltà (e amministratore di sostegno): successo per Mario Mantovani a Milano, con Ignazio La Russa e Daniela Santanchè

    Davanti a una sala gremita e alla presenza del Presidente del Senato Ignazio La Russa e del Ministro Daniela Santanchè, il senatore Mario Mantovani ha presentato lunedì sera a Milano, presso la Fondazione Ambrosianeum, il suo ultimo libro “Vent’anni di civiltà”, riflessioni sull’amministrazione di sostegno. La legge è stata approvata ormai 20 anni fa e da lui promossa nell’anno europeo della disabilità.

    Dopo i saluti istituzionali, sono intervenuti Anna Ferrari, consigliere della Corte d’Appello di Milano 1^ Sezione Civile, Roberto Lassini, avvocato del Foro di Milano, e il senatore Sandro Sisler, vicepresidente della Commissione Giustizia. Ha moderato il dibattito il giornalista Fabio Massa. Il libro, con la prefazione del senatore Marcello Pera, ripercorre la storia di come sia nata, grazie all’impegno politico di Mantovani, la figura dell’amministratore di sostegno istituita con la legge 6 del 2004.

    È un’analisi affiancata da testimonianze che ripercorre l’iter legislativo e l’applicazione di una legge di alto valore umano, sociale e civile, poiché si pone a tutela dei diritti delle persone più fragili, garantendo le loro libertà, a differenza di altre forme giuridiche come l’interdizione e l’inabilitazione, misure estreme e persino mortificanti, che cancellano ogni diritto per il cittadino.

    “Stiamo presentando questo libro in tante città e sono onorato che tanti cittadini si siano avvicinati a questo tema, spesso presentato solo per addetti ai lavori. Riguarda, infatti, tutta l’intera società – commenta l’autore –. Sono onorato della presenza del Presidente del Senato La Russa e del Ministro Santanché che hanno espresso tale sensibilità nonché testimonianza di fronte alla profonda innovazione voluta da questa legge. Auspico che accendere le luci sulla figura dell’amministratore di sostegno possa essere uno stimolo a far emergere gli aspetti migliori ed eventuali correttivi che abbracciano i mutamenti della nostra civiltà”.

  • Abbiategrasso: tra richieste di dimissioni, giustizialismo, il (fu) caso Fossati e il silenzio di Sfondrini- di F.P.

    Abbiategrasso: tra richieste di dimissioni, giustizialismo, il (fu) caso Fossati e il silenzio di Sfondrini- di F.P.

    Siamo ancora lì, inchiodati e tristi, dopo oltre 40 anni. Non è bastato lo scandalo del caso di Enzo Tortora. Non sono bastati gli anni solo apparentemente luminosi di Tangentopoli e le migliaia di vite rovinate (quelle degli assolti). Non sono bastati i casi di Alfreco Celeste a Sedriano, di Mario Mantovani da Arconate, di Pietro Tatarella e Fabio Altitonante. Il giustizialismo, imperterrito, macina e tritura persone e coscienze. L’ultimo caso di specie arriva ad Abbiategrasso.

    Dove abbiamo già cercato di spiegare, appena esplode l’inchiesta Hydra sul crimine organizzato a Milano ed area metropolitana, perché fosse assurdo anche solo pensare a dimissioni del sindaco pro tempore di Abbiategrasso, Cesare Nai. Ma evidentemente certa foga giustizialista permane, nonostante tutto e tutti. Nel caso di specie ci riferiamo alla mozione (che NON sarà discussa, in quanto non iscritta all’ordine del giorno della seduta di Consiglio comunale del 13 dicembre) che il Presidente del CC, Francesco Bottene, ha rigettato, giudicandola improcedibile. Trattasi della mozione di indirizzo avente in oggetto “Richiesta di dimissioni al Sindaco Nai”, mozione presentata dai consiglieri del PD Lacanu, Lovotti e Da Col e dal consigliere di “Ricominciamo Insieme” Maiorana.

    Prima di entrare nel merito ci permettiamo di suggerire (ai lettori ed ovviamente ai consiglieri di cui sopra) la riflessione estratta da un coraggioso corsivo del quotidiano Il Dubbio. “È di gran lunga la forma peggiore di giustizialismo, quella gridata dai “puri” che puntano l’indice contro gli “impuri”; quella dei ricchi che ritengono che i poveri nascano criminali e quella dei poveri che si convincono che solo i ricchi possano delinquere; quella di chi scambia il reato con il peccato, il diritto con la morale, di chi confonde la giustizia penale con la giustizia sociale, il giusto processo con la vendetta pubblica organizzata. Si tratta della più arrogante e della più cieca delle convinzioni: riposa sulla supposta ed autoattribuita superiorità morale di chi considera e definisce ad alta voce il diritto penale “il diritto dei delinquenti”, a volersene distanziare, a sottolineare il divario che esisterebbe tra chi parla e chi ne viene travolto, di chi è convinto che servano leggi più dure, pene più aspre e maggiore severità, convinto che questa violenza lo proteggerà e che da essa non verrà mai colpito. È questo il giustizialismo di chi non si guarda allo specchio, negando la sua umanità, o di chi ci si guarda troppo, dimenticandosi della sua fallibilità. È, in definitiva, l’opposto esatto del garantismo, che è certezza del dubbio, esercizio del limite e fiducia nell’uomo”.

    IL CASO FOSSATI
    Entrando invece nel merito, tra le tante cose delle quali NON ci stupiamo più, ci sorprende (forse siamo rimasti i soli) pensare a cos’avrebbero fatto, mutatis mutandis, i quattro consiglieri a cavallo dei primi anni 2000, quando il già vicesindaco Alberto Fossati (eletto sindaco nel 2002 al primo turno contro Franco Barbazzi del centrodestra) venne indagato pur non essendo mai allora stato rinviato a giudizio, tanto che in udienza preliminare il Gup aveva accertato e stabilito che il fatto non sussisteva (avevamo erroneamente riportato in precedenza la notizia del rinvio a giudizio di Alberto Fossati, che NON rispondeva al vero: ce ne scusiamo anzitutto con l’interessao ed ovviamente con tutti i lettori). Dacché sappiamo da sempre che Alberto Fossati è persona perbene ed onesta, non ci stupì affatto quell’esito. Ma siccome Giovanni Maiorana, in occasione del dibattito consigliare sul caso Hydra, disse (e giustamente) che la Procura di Milano aveva formalizzato accuse e dipinto scenari di malcostume, si dimenticò tuttavia (e assai colpevolmente) che nell’equilibrio del potere giurisdizionale c’è sì una Procura accusatrice, tuttavia esistono pure (e grazie al Cielo) giudici terzi sia a livello preliminare che di giudizio, cui sono demandate decisioni e sentenze. Se la Procura accusa può accadere (come nel caso dell’inchiesta che ha lambito Abbiategrasso) che un Gip smonti il castello accusatorio. Per fortuna siamo in Italia, non in Cina o Corea del Nord.

    Ma se i consiglieri Dem e Maiorana invocano dimissioni per un sindaco NEPPURE indagato, cos’avrebbero chiesto a carico di un sindaco che arribò fino ad un’udienza preliminare? E siccome l’Alberto Fossati da loro sostenuto alle comunali del 2022 è lo stesso che fu indagato e assolto nel 2002, magari prima di presentare certe mozioni i Fab Four della mozione (li chiamiamo così, simpaticamente…) avrebbero anche potuto chiedere lumi al loro candidato sindaco. Che da avvocato e docente universitario li avrebbe certamente illuminati, e rischiarati, su principi quali la presunzione d’innocenza, gli articoli della Costituzione sul rapporto tra giustizia e cittadino, le guarentigie che ogni persona, indagato o imputato deve vedersi rinonosciute.

    E concludiamo con una simpatica annotazione sfociante in interrogativo: ma come mai in calce a quella mozione (che pure non verrà discussa) NON compare la firma di Alberto Fossati? E perché non risultano esserci né quelle di un altro ex sindaco (Luigi Tarantola) e soprattutto del leader abbiatense di Italia Viva, e consigliere comunale, Andrea Sfondrini? In questo terzo e ultimo caso una risposta, per i consiglieri Lacanu, Lovotti, Da Col e Maiorana, c’è: è contenuta nell’incredibile libro inchiesta che Matteo Renzi ha pubblicato lo scorso anno, Il Mostro. Una summma della incredibile vicenda giudiziaria che ha toccato la famiglia Renzi. Com’è finita lo sapete tutti: la Procura, come detto da qualcuno, ha indagato e accusato (per anni e con sforzo economico ingente). Poi però si è arrivati in aula, davanti a un Giudice, e sono stati tutti assolti. Meditate, giustizialisti di casa nostra. Meditate.

    Ps e se possibile, leggete il libro di Renzi. E’ istruttivo..

    Fabrizio Provera

  • Cuggiono, Grande Nord e la questione parcheggi tra le vie De Gasperi e Giussano

    Cuggiono, Grande Nord e la questione parcheggi tra le vie De Gasperi e Giussano

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
    Alla cortese Att.ne del Sig. Sindaco Cucchetti Giovanni. In base all’art. 42 dello Statuto comunale si inoltra la seguente richiesta. Oggetto: Proposta, su area comunale, di posteggi fra via De Gasperi e A. da Giussano

    Premesso che: Fra via De Gasperi e A. da Giussano è presente una grande aiuola comunale già circondata da posteggi, che impegna costantemente per la sua manutenzione le risorse comunali. Visto che:Nel 2012 viene inaugurata a Cuggiono la palestra Fitness Class, in via Badi 46, senza posteggi dedicati, a poche decine di metri dall’aiuola sopracitata.

    Considerato che: Per il permesso alla costruzione della palestra, a suo tempo, fra il Comune e proprietà avranno certamente concordato la monetizzazione, per sopperire la dote di parcheggi vista l’impossibilità tecnica alla loro realizzazione.

    Valutato che:
    La palestra, aperta per 6 giorni alla settimana, offre una vasta gamma di servizi per il benessere psicofisico della persona, richiama fruitori anche da diversi paesi.
    Preso atto che: La palestra Fitness Class, a cui auguriamo il meglio, è inserita in un contesto di grande densità abitativa e al contrario di una scarsa dotazione di posteggi per le auto.

    La nostra proposta per aumentare i posti auto tra via De Gasperi/da Giussano (dis. allegato) è così articolata:

    1. Creazione di n. 12 posti auto nell’attuale aiuola pavimentandola con autobloccanti aperti o similari, mantenendo quindi l’invarianza idraulica.
    2. Formazione di filari di siepi per la separazione/protezione dei posti auto.

    Tutto ciò premesso, si chiede al Sindaco:

    1) Ritiene sufficiente il numero dei posti auto a disposizione nella zona interessata?
    2) E’ Sua intenzione valutare la criticità evidenziata con questa interrogazione e prendere opportuni rimedi?

    Ringraziando per l’attenzione, si chiede risposta scritta

    Cuggiono
    Ronchi Gianfranco
    Prina Pietro

  • A Nerviano lite per le indennità di sindaco e assessori.. per un totale di 132mila euro

    A Nerviano lite per le indennità di sindaco e assessori.. per un totale di 132mila euro

    NERVIANO – L’indennità della discordia. Volano colpi di fioretto tra giunta e opposizione a proposito della determinazione dei compensi per sindaco e assessori dell’amministrazione nervianese. “Negli ultimi due anni – è la valutazione della Lega Salvini – chi oggi governa Nerviano ha rinunciato a parte dell’indennità spettante per legge con tanto di comunicati per sottolinearlo nella direzione dei sacrifici e del sostegno degli extracosti riguardanti i forti aumenti delle spese energetiche, a differenza del 2024, dove i medesimi componenti hanno deciso di non rinunciarvi più , raggiungendo la cifra totale “record”di 132.893,87 Euro”. Le critiche della Lega e in particolare dell’ex sindaco Massimo Cozzi e del consigliere David Guainazzi riguardano però anche il metodo e non solo il merito .

    “Naturalmente- prosegue la Lega- nessun comunicato è stato fatto preventivamente ma solo successivamente per rispondere a chi, come noi, ha avuto la “gravissima” colpa” di fare notare quanto è successo”. Se per l’attuale giunta non si può parlare di aumenti, per la Lega invece sì. “Per i “migliori”- prosegue la Lega riferendosi ironicamente alla giunta Colombo – non vanno conteggiati i 43.371,27 Euro che arrivano direttamente dallo Stato , per noi sì visto il cospicuo numero di tasse che i lombardi versano ogni anno a Roma”. La Lega parla quindi della decisione della giunta come “inopportuna e infelice”. Da parte propria la giunta conferma la bontà della strada intrapresa e rispedisce le accuse al mittente: “ci sarebbe da sorridere- replica Colombo – per il livore con il quale i consiglieri Cozzi e Guainazzi, che evidentemente non hanno ancora metabolizzato la sconfitta elettorale del 2021, l’accanimento che li contraddistingue impedisce loro di arrendersi all’evidenza dei numeri”.

    Messo il cappello politico, Colombo passa poi ad argomentare di sostanza: “nei primi due anni di attività – spiega- i componenti dell’attuale giunta, e con essi anche il presidente del consiglio comunale, hanno rinunciato a circa il 50 per cento dell’indennità loro spettante per legge, oggi i medesimi componenti hanno semplicemente deciso di non rinunciarvi più , ciò non trasforma tale mancata rinuncia in un aumento che è cosa ben diversa”. Colombo indica poi le cifre relative all’indennità di carica della precedente amministrazione guidata da Cozzi e conclude: “nel 2021, anno in cui vi sono state le ultime elezioni, l’amministrazione Cozzi è costata 337,59 Euro al giorno per 295 giorni mentre l’amministrazione Colombo meno della metà ovvero 167,55 Euro al giorno”. E anche per il 2024, prosegue il primo cittadino nervianese, “il costo si attesterà a 89.522,60 Euro, inferiore a quello sostenuto per la giunta precedente di un importo che oscilla tra 21.157 e 43.330 Euro per ciascun anno, il resto sono chiacchiere”.

    Cristiano Comelli

  • Accordo Meloni-Regione Lombardia da 1.2 miliardi di euro, il dettaglio delle opere

    Accordo Meloni-Regione Lombardia da 1.2 miliardi di euro, il dettaglio delle opere

    Il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, e il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, hanno firmato ieri a Milano, nella sede della Fiera, l’Accordo per lo Sviluppo e la Coesione. Un atto che garantisce alla Lombardia la possibilità di realizzare investimenti per importanti progetti strategici. INFRASTRUTTURE, UNIVERSITÀ E RIGENERAZIONE URBANA – La Lombardia destinerà le risorse derivanti dal Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC 2021-2027) a interventi mirati a potenziare le infrastrutture e i trasporti, le università e la ricerca e riqualificare i territori con opere di rigenerazione urbana.

    LE RISORSE A DISPOSIZIONE – L’intesa sottoscritta tra Governo e Regione, anche alla presenza del ministro per gli Affari europei e le politiche di coesione, Raffaele Fitto, complessivamente mette a disposizione della Lombardia oltre 1,2 miliardi di euro: 710 milioni di euro per realizzare nuove opere, a cui si aggiungono 315 milioni di euro per il cofinanziamento dei Programmi Regionali 2021-2027 e 185 milioni di euro già assegnati a Regione per l’acquisto di nuovi treni.

    MELONI: ACCORDO CON LOMBARDIA TRA I PIÙ SIGNIFICATIVI DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO – “Questo con la Lombardia è il quinto accordo che firmiamo con una regione – ha detto il presidente Meloni – ed è il più significativo dal punto di vista finanziario, insieme a quello con il Lazio. Sono soddisfatta per un’intesa che si articola su temi qualificanti come la mobilità, le infrastrutture, il diritto allo studio e la riqualificazione urbana. Si tratta di priorità proposte dalla Regione che vengono condivise dal Governo. Per questo – ha concluso il premier – ringrazio il ministro Fitto, il governatore Fontana, il suo vice Alparone e gli uffici che hanno lavorato per questo traguardo”.

    FONTANA: LOMBARDIA SEMPRE PIÙ ATTRATTIVA E INTERCONNESSA – “La firma dell’accordo – ha evidenziato il presidente Fontana – segna un passo concreto verso la realizzazione di opere che contribuiranno a rendere la Lombardia ancora più attrattiva, interconnessa, efficiente e competitiva. Abbiamo individuato gli interventi secondo un criterio finalizzato a integrare al meglio le risorse del FSC con i fondi regionali e le altre fonti di finanziamento”.

    OPERE SBLOCCATE – “Abbiamo indirizzato i fondi del FSC – ha proseguito il governatore – in particolare su 3 grandi macrotemi: le infrastrutture e i trasporti, sbloccando il nuovo ponte di Ostiglia (MN) o la Variante alla Trivulzia (SO) e acquistando treni nuovi; le università, finanziando interventi fondamentali a Milano e Pavia; e la rigenerazione urbana, attraverso il progetto ‘Fili’ che riqualificherà l’area della Stazione Milano Cadorna e l’area della stazione di Busto Arsizio, e darà ulteriori risorse a 14 progetti di Sviluppo Urbano Sostenibile per affrontare l’aumento dei costi”.

    INTESA CON LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO – “Ho apprezzato molto – ha sottolineato Fontana – la visita del presidente del Consiglio in un giorno, quello di Sant’Ambrogio, caro ai lombardi e in particolare ai milanesi: sulla destinazione delle risorse FSC abbiamo trovato un’intesa rapida e ora al lavoro per concretizzare tutto il programma. Un ringraziamento particolare va anche al ministro Fitto che ha seguito con grande impegno questo percorso”.

    L’ELENCO DEI PROGETTI – Di seguito le opere incluse nel Fondo di Sviluppo e Coesione con indicazione del finanziamento FSC e del costo totale.

    TRASPORTI:

    – Acquisto di ulteriori 26 nuovi treni per il servizio ferroviario regionale (nuova gara). Fondi FSC: 146 milioni di euro, costo totale 160 milioni di euro.

    – Acquisto nuovi treni (fornitura in corso). Fondi FSC: 185 milioni di euro.

    RIQUALIFICAZIONE URBANA:

    – 14 strategie di sviluppo urbano sostenibile: strategie finanziate nei confronti di Comuni capoluogo e Comuni con più di 50.000 abitanti per interventi di riqualificazione urbana e sociale. Fondi FSC: 30 milioni di euro che si aggiungono agli oltre 200 già stanziati.

    PROVINCIA DI MILANO:

    – Università degli Studi di Milano: allestimenti per il nuovo campus. Fondi FSC: 15 milioni di euro, costo totale: 142 milioni di euro. Da ricordare che il campus è già destinatario di 135 milioni di euro.

    – Bosco della Musica: nuovo campus del Conservatorio di Milano. Fondi FSC: 26,6 milioni di euro, costo totale 61,6 milioni di euro.

    – Politecnico di Milano Bovisa: realizzazione edifici e aule per il nuovo campus nel quartiere Bovisa di Milano. Fondi FSC: 30 milioni di euro, costo totale 62,3 milioni di euro.

    – Progetto ‘Fili’ – rigenerazione urbana dell’area della stazione ferroviaria di Milano Cadorna. Fondi FSC: 150 milioni di euro, costo totale 435 milioni di euro.

    – Riqualificazione complesso ‘Palazzo Sistema’ sede degli enti del sistema regionale. Fondi FSC: 152 milioni di euro, costo totale 298 milioni di euro.

    – Progetti di implementazione della capacità tecnico-amministrativa di Regione Lombardia: 2 milioni di euro.

    PROVINCIA DI BRESCIA:

    – Progetto ‘H2Iseo’, nuovi treni a idrogeno per la linea Brescia-Iseo-Edolo. Fondi FSC: 68,6 milioni di euro.

    PROVINCIA DI MANTOVA:

    – Nuovo ponte stradale sul Po tra Ostiglia e Revere (MN) in sostituzione di quello esistente. Fondi FSC: 56,5 milioni di euro, costo totale 60 milioni di euro.

    PROVINCIA DI PAVIA:

    – Rigenerazione urbana del Polo di Chimica e Scienze del Farmaco dell’Università di Pavia. Fondi FSC: 5,5 milioni di euro, costo totale 10 milioni di euro.

    PROVINCIA DI SONDRIO:

    – Variante stradale ‘Trivulzia’ (SP2 tra Ponte Nave e Ponte San Pietro in Valchiavenna). Fondi FSC: 1,1 milioni di euro, costo totale 8,4 milioni di euro.

    PROVINCIA DI VARESE:

    – Progetto ‘Fili’ – rigenerazione urbana dell’area di Busto Arsizio (VA). Fondi FSC: 26 milioni di euro.

  • Gioele Tafuri nuovo coordinatore di Gioventù Nazionale Altomilanese

    Gioele Tafuri nuovo coordinatore di Gioventù Nazionale Altomilanese

    Luca Terzi, Presidente di Gioventù Nazionale Milano Provincia (il movimento giovanile di Fratelli d’Italia), ha ratificato la nomina del legnanese Gioele Tafuri a Segretario della sezione dell’Alto Milanese, che copre l’area del legnanese e del rhodense: il ruolo è stato ereditato, per acclamazione da parte dei militanti e dei tesserati, dal Vicepresidente provinciale Matteo Malacrida, che lascia la segreteria della sezione dopo cinque anni.

    “Questo passaggio”, commenta Tafuri (FDI/GN), “è per me motivo di grande orgoglio poiché frutto dell’unità e della passione che caratterizzano da sempre la nostra Comunità. Non si tratta di un semplice movimento giovanile, ma di una realtà nella quale non ci si può che sentire a casa. Ricordo perfettamente il primo giorno in cui misi piede nella sede di Fratelli d’Italia a Legnano, ero poco più che un bambino e venni accolto come un fratello: in quel momento capì che ad accomunarci non era semplicemente un simbolo o uno slogan, ma un credo, un’Idea e, perché no, uno stile di vita.

    Il mio unico obiettivo”, continua Tafuri, “è continuare a fare ciò che di buono è stato fatto negli ultimi anni e affermare l’importanza e la grandezza di un movimento che nel nostro territorio conta più di una ventina di militanti, un assessore comunale, un consigliere comunale a Cerro Maggiore e un vicepresidente del Consiglio comunale a Rho. In questo percorso so di non essere solo, ma circondato da ragazzi e ragazze che ogni giorno, anche con piccoli gesti, cercano di sfidare – nelle scuole, nelle università e nelle piazze – l’apatia e il pensiero unico. Ringrazio fin da ora ognuno di loro, chi mi ha preceduto in questo impegno e chi mi ha permesso di ricoprire questo importante ruolo”.

  • Vittuone è già nel futuro. Partita la ‘Smart City’

    Vittuone è già nel futuro. Partita la ‘Smart City’

    Con determina n. 1045 del 30 novembre u.s. è stata affidata alla società Engie Servizi S.p.A. la Concessione, tramite project financing (Partenariato Pubblico-Privato), per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva degli interventi di efficientamento energetico degli impianti di pubblica illuminazione di Vittuone, ivi compresa la gestione, la manutenzione e la fornitura di energia elettrica e i servizi di Smart City.

    In poche e semplici parole, una Smart city è una città in cui la tecnologia (come l’Internet delle cose – IoT, l’intelligenza artificiale – AI e il cloud computing) è utilizzata per migliorare la vita dei cittadini, rendere i servizi urbani più efficienti ed ecosostenibili.

    Quanto sopra, tradotto in parole comprensibili ai non addetti ai lavori, significa che a breve inizieranno i lavori per la sostituzione di tutti i lampioni del paese e per l’attuazione della videosorveglianza urbana, compiendo il primo passo per dar vita alla realizzazione della Smart city.

    Verranno installati, in sostituzione degli attuali, circa 1800 lampioni a LED ad alta efficienza di ultima generazione e conformi ai criteri ambientali richiesti dalle normative vigenti.

    Nell’ambito della riqualificazione della pubblica illuminazione saranno realizzati, inoltre, venti nuovi punti luce intorno alla pista del Parco “Amici dello Sport”, che attualmente è privo di sorgenti luminose.

    All’interno del progetto è prevista la realizzazione di un sistema di videosorveglianza ambientale e di controllo targhe, con la finalità di elevare la sicurezza urbana e prevenire il degrado e i comportamenti contrari alla Legge e alle regole di convivenza civile, attraverso il controllo delle aree comunali urbane e delle vie di accesso principali cittadine.

    Ogni punto di rilevazione ambientale sarà composto da una o più telecamere ad alta risoluzione (4Mpx) con capacità di visione diurna e notturna a colori, oltre al collegamento costante verso il comando di Polizia Locale, così da avere un efficace controllo del territorio.

    L’intervento riguarderà dodici punti critici del paese per quanto riguarda la sorveglianza ambientale e sette varchi di controllo accessi a Vittuone, per un totale di 43 telecamere di videosorveglianza. Trattandosi di un’infrastruttura tecnologicamente innovativa, la rete potrà espandersi nel tempo con l’aggiunta di altre telecamere e/o altri dispositivi ad essa collegabili (centraline di controllo dell’aria, punti per richieste di emergenza, ecc.).

    In più saranno collocati sul territorio cinque Totem multimediali ed altrettanti pannelli informativi a messaggio variabile: strumenti di immediata percezione grafica per il dialogo, anche informativo, con la cittadinanza.

    Il totem elettronico multimediale da esterno, dotato di monitor da 32″ verticale, rientra infatti nei sistemi intelligenti di interazione con il cittadino, tipici di una Smart City.

    I pannelli a messaggio variabile elettronici (PMV) soddisfano il bisogno di comunicare con i cittadini in tempo reale, veicolando messaggi ed informazioni utili in punti strategici del tessuto urbano (parcheggi, stazioni di servizio e ferroviarie, piazze, ecc.) attraverso display a LED di dimensione 2mt x 1,5mt.

    I pannelli a messaggio variabile consentono di dialogare con ARPA o con la protezione civile, comunicando dati meteo, dati qualità dell’aria oltre che qualunque altro messaggio di pubblica utilità.

    Ogni pannello è dotato di Widget METEO alert, ovvero il monitoraggio automatico giornaliero collegato ai bollettini ufficiali emanati dalla Protezione Civile.

    L’iter affrontato per traguardare questo progetto è stato lungo e faticoso, così come pure il lavoro svolto, ma questo è uno dei più corposi obiettivi che questa Amministrazione si è data nel proprio programma elettorale e, di conseguenza, ne siamo immensamente orgogliosi!

  • PD Magenta contro il PGT Del Gobbo: “Rinascimento dal cemento. NO alla città dormitorio e per pochi proposta dal centrodestra”

    PD Magenta contro il PGT Del Gobbo: “Rinascimento dal cemento. NO alla città dormitorio e per pochi proposta dal centrodestra”

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Nei prossimi giorni il Consiglio Comunale di Magenta sarà impegnato nella votazione del Documento di Piano dell’Amministrazione Del Gobbo, atto che dovrebbe disegnare lo sviluppo futuro della città.

    Come PD Magentino denunciamo con forza l’evidente assenza di una visione innovativa per Magenta, solo un “Rinascimento dal cemento” che recupera molti elementi del PGT Del Gobbo di più di dieci anni fa, oggi inevitabilmente superati, e che prevede la trasformazione di diversi spazi verdi in aree residenziali.

    Nuove case sono infatti previste, per esempio, dietro le scuole di Pontevecchio, oltre la Statale vicino a Giardineria, dietro la Fonderia Parola e nell’area Ex Fiera di Via Crivelli. Ma senza servizi e con i costi sempre più alti dell’abitare, Magenta rischia di diventare una città dormitorio riservata ai pochi che possono permettersela.

    La mancanza di visione si evince anche dalle destinazioni relative all’Area Ex Saffa, dove non troviamo alcuna scelta che possa portare ad uno sviluppo credibile a beneficio della comunità di Pontenuovo, e alle prescrizioni per l’Area Ex Novaceta.

    Su quest’ultima, Del Gobbo riduce da 500 a 100 i posti auto per i pendolari della stazione rispetto al precedente Documento di Piano, immaginando poi con gli oneri di urbanizzazione di poter realizzare un’ampia lista di lavori (su Palazzetto dello Sport, Teatro Lirico, Piazza Kennedy e parte di Via Roma) senza dare alcuna informazione su cosa davvero si intenda fare. Cosa significa, per esempio, riqualificare Piazza Kennedy? Rifare l’asfalto e basta? O rivoltarla completamente? Le risorse necessarie cambiano notevolmente. E riguardo la stazione ferroviaria e le opere collegate al futuro dell’Ex Novaceta, ci sorprende l’assenza di un esplicito riferimento riguardante la necessità di una velostazione.

    Di fronte a questo “Rinascimento del cemento” senza servizi, abbiamo deciso di presentare alcune osservazioni affinché vengano ridotte le trasformazioni riguardanti aree verdi e soprattutto siano aumentate le quote di servizi e residenze a carattere sociale per giovani, lavoratori e famiglie. Inoltre, crediamo sia importante che eventuali operatori interessati a costruire residenze e/o servizi realizzino interventi mirati a beneficio dei quartieri interessati.

    La vera occasione sprecata per lo sviluppo della città è inoltre l’aver convocato gli “Stati Generali” solo dopo l’approvazione definitiva di questo documento. Significa coinvolgere i cittadini quando tutto è già stato deciso, quasi una presa in giro.

    Per concludere, crediamo che una città sia viva solo se è accessibile a tutti. Servono dunque interventi di rigenerazione urbana capaci di costruire servizi di prossimità e nuove opportunità di crescita sociale, economica e culturale”.

  • Settimo Milanese, elezioni: il centrosinistra schiera Rubagotti

    Settimo Milanese, elezioni: il centrosinistra schiera Rubagotti

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO L’alleanza di centro-sinistra ha scelto il candidato e avvia una fase di confronto e consultazione con la Città per scrivere il programma di governo della Città

    Il Partito Democratico, la Lista Civica Settimo in Comune per Sara Santagostino e la Lista Insieme a Sinistra, di cui fa parte l’Alleanza Verdi – Sinistra Italiana, in vista delle prossime elezioni del 2024 esprimono la volontà di dare continuità all’esperienza in corso e
    confermare l’attuale maggioranza che governa Settimo Milanese.

    Grazie al radicamento sul territorio e alla capacità di coinvolgere
    nuove energie della nostra comunità locale, vi sono le condizioni per
    ampliare ulteriormente l’attuale compagine di governo aprendosi in
    particolare alle giovani generazioni di Settimo Milanese e alle loro
    istanze di rinnovamento.

    La coalizione valuta positivamente il percorso intrapreso fin qui e
    ringrazia il Sindaco Sara Santagostino, giunta alla fine del secondo
    mandato, e gli assessori per il lavoro svolto nell’ambito del
    programma di mandato, sottolineando la capacità dimostrata in questi
    anni complessi nel riuscire a dare risposte ai bisogni della
    cittadinanza e per l’impegno nel trovare soluzioni ai problemi della
    nostra città.

    In questo contesto, la maggioranza comunica di avere individuato come
    candidato sindaco Fabio Rubagotti, attuale vice sindaco e assessore al
    bilancio, alle politiche economiche e alla legalità.

    Nelle prossime settimane avvieremo una fase di consultazione con i
    cittadini, con le associazioni impegnate sul nostro territorio in
    ambito sportivo, culturale, sociale e del volontariato, con i
    commercianti e con le realtà produttive. Riteniamo, infatti, che per
    continuare a governare bene la città sia fondamentale creare un
    contesto relazionale positivo tra le forze politiche della coalizione,
    l’Amministrazione e i cittadini, così da identificare, in modo
    condiviso, gli obiettivi programmatici. Gli incontri ci permetteranno
    di raccogliere nuove idee e proposte utili a scrivere insieme un
    programma, in continuità con il progetto di una città che abbia sempre
    al centro la persona e i suoi bisogni.

  • Ad Abbiategrasso la battaglia contro le euro-follie di Isabella Tovaglieri

    Ad Abbiategrasso la battaglia contro le euro-follie di Isabella Tovaglieri

    Una finestra sull’Europa per informare i cittadini sulle ultime novità da Bruxelles e sul lavoro che sta facendo la Lega al parlamento UE in difesa del territorio. L’ha aperta martedì sera, al Castello Visconteo, l’eurodeputata lombarda Isabella Tovaglieri (Lega) con un incontro pubblico organizzato in collaborazione con il gruppo Identità e Democrazia dell’Eurocamera.

    Nel corso dell’evento, a cui erano presenti anche il sindaco di Abbiategrasso Cesare Nai e l’assessore Chiara Bonomi, Tovaglieri ha fatto il punto sugli ultimi provvedimenti comunitari in tema di ambiente, che rischiano di frenare l’economia e lo sviluppo. “Con i cittadini e gli amministratori locali ci siamo confrontati sulle questioni che interessano da vicino le famiglie, i lavoratori e il tessuto produttivo – spiega Tovaglieri – come per esempio lo stop ai motori endotermici dal 2035. Ho ribadito il nostro impegno a continuare la battaglia contro le eco-follie europee, che ha già segnato alcune vittorie, come la rimodulazione della direttiva case green e del regolamento sugli imballaggi. Vogliamo continuare su questa strada, anche nella prossima legislatura europea, per riportare il buon senso e il pragmatismo dove finora ha governato l’ideologia, nemica delle imprese e dei lavoratori”.

    Emanuela Rossi