Categoria: Politica

  • Forza Italia, parla Tajani: linea è quella che ha dettato Berlusconi

    MILANO “Nessuno si sente il sostituto di Berlusconi. Sarebbe impossibile. Fino al giorno delle elezioni, cercherò di guidare Forza Italia senza timore di affrontare le difficoltà, e con la linea chiara che ci ha affidato Berlusconi”.

    Così Antonio Tajani fa il punto in un’intervista al Corriere della Sera sugli scenari di Forza Italia nel dopo-Berlusconi. “Intanto bisogna prima arrivare al Consiglio nazionale per eleggere il presidente. Io chiederò nel Comitato di presidenza che si tenga prima della pausa estiva”, spiega Tajani illustrando la linea del partito: “Lealtà al governo di centrodestra, riforme istituzionali, sburocratizzazione, innalzamento delle pensioni minime, meno tasse, più infrastrutture, europeismo e atlantismo, un ambientalismo pragmatico e non ideologico e un ruolo da protagonisti all’interno del Ppe. Non cambieremo”. Il congresso sarà convocato “certamente non prima del prossimo anno”, aggiunge Tajani sottolineando di essere “sempre stato contrario alle correnti: non credo ai personalismi ma alle persone e sono sicuro che tutti avranno qualcosa di importante da fare. Tutti, è la mia intenzione, saranno coinvolti, il movimento deve essere unito. Non partiamo da zero: siamo tutti sostenitori di questo governo. Come dimostrano i capigruppo, c’è già una rappresentanza Nord, Sud e Centro. E ripeto: ci sarà un ruolo per chiunque voglia lavorare”. Quanto a un eventuale incarico per Marta Fascina, “lei farà quello che vorrà fare, in questi giorni così dolorosi non mi sono nemmeno permesso di disturbarla. Lei è stata la compagna di vita di Berlusconi. Ripeto, deciderà lei cosa fare. Ora quello che conta è lavorare tutti insieme, uniti”. Infine su un impegno diretto dei figli di Berlusconi in politica, “saranno loro a decidere. Al momento Marina è stata molto chiara. Ci sono accanto, ci incoraggiano, ci danno sostegno, nel ‘rispetto dei diversi ruoli’”.

  • Albertini: dedicare Linate alla memoria di Berlusconi

    LINATE L’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini si fa promotore di un’iniziativa per intitolare l’aeroporto di Linate a Silvio Berlusconi. E critica Giuseppe Sala secondo il quale devono passare 10 anni prima di potergli dedicare una via.

    “Il mio successore ha detto una stupidaggine o meglio ha detto una parziale stupidaggine spiega -. E’ vero che c’e’ la regola scritta del regolamento che prima di dedicare bisogna consolidare la reputazione e la fama e quindi il tempo che decorre dalla morte alla dedicazione e’ contato e credo che sia proprio dieci anni. Pero’ le deroghe sono state fatte anche dall’attuale sindaco e quindi non e’ assolutamente una norma inderogabile ed e’ una condizione che puo’ essere tranquillamente superata quando lo si voglia fare. Che poi, essendo l’attuale sindaco di un’altra parte politica e non volendo scontentare la dimensione di consenso che lo sostiene, capisco che non questo caso voglia applicare la norma invece che interpretarla. Non mi dica pero’ che non si puo’ fare!E’ una cosa sconcertante”. Ed ecco l’dea: “Lancio la proposta di intitolare l’attuale aeroporto di Linate proprio a Silvio Berlusconi. Questa a me sembra una bella idea, non c’e’ bisogno di aspettare dieci anni, e’ una cosa che puo’ decidere la Sea. Passiamo da Linate aeroporto a Silvio Berlusconi. Guardate un po’ cosa e’ successo a New York. E’ evidente che l’attuale sindaco non segue la volonta’ dei suoi cittadini”.

  • Faccia da antiberlusconiano e quella pacificazione che non ci sarà mai. Di Massimo Moletti

    Le lettere del Duca alla redazione di TN: “Caro Direttore, la pacificazione non ci sarà mai. Specialmente sulla figura del Cavaliere”

    RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO DA CERANO NO – Una categoria quella dei credenti della pace sociale da annoverare tra chi si crede Napoleone e vuole risanare le ferrovie in istituto di igiene mentale… Parlano i fatti: vedi votazione per Presidente della Repubblica e mai Senatore a vita !
    Ma le facce degli anti Berlusconi sono molteplici ma tutte legate a un unico credo: NO Cav.
    Non si sono fermati un attimo e mai si fermeranno.
    Infatti prevedono peste, corna e lampi e reggicalze su tutto quello del Biscione! Poi sui funerali. Troppo pomposi perché??? La domanda che pone quello che vuole pure la fanfara al suo.
    Lutto nazionale detto dal ‘capetto di paese’ che se non gli fai le condoglianze ti addita a vita pur non avendo porto il commiato ai tuoi morti.
    Non c’era tanta gente!!! Beh questa hit parade è un pò becera …da pr dei funerali con tavolo e posto numerato…
    Forse, aspettavano comparse in pianto e strappo di vesti alla Mao? Certo che mi fa strano capire gli indottrinati e sempre nel giusto!!! Però il funerale era a prova di legge.
    Ma l’antiBerlusconi la legge la interpreta a discrezione sentendosi giudice, giurato e giuria…

    La mia prima domanda è : ma che ci guadagnano??? No!!! perché cosa hanno fatto gli altri di così eccelso?
    Sentire il Presidente della lippa a vita che poi passa lo scettro al figlio mi fa ridere sentirlo parlare di democrazia.
    Come il miracolato o raccomandato parlare di meritocrazia…
    O sentire il personaggio che ti fa pulire lo smartphone pieno di immagini porno fare il moralista!
    O il fallito cronico criticare e vaticinare la fine delle aziende di Cologno e Segrate.
    O il dirigente tiranno locale sportivo criticare la gestione calcistica… Un fatto sempre tirato fuori era: “i berlusconiani sono ignoranti e poveri tapini o truffatori ingordi”
    Qui potrei portare un carro di esempi contrari compreso gli esaltati agitati e cafoni di ieri al bar con me.
    Pensano a dove andranno voti! Gente che non prendeva neppure il voto dei parenti.
    Una ossessione che faceva sentire grandi e utili e forti essere non annoverato alla Arcore corte.

    Le lune non sono buone per una pacificazione perché non si può. Per loro è come la caduta di un muro dopo si sentiranno nudi e spogli.
    Forse perché questo è un Paese provinciale che non ammette che il nemico ha pregi e il nostro amico difetti.
    Un cavallo di battaglia degli anti Berlusconi era: “Le sue tv non sono gratis perché la pubblicità sui prodotti la paghi!!!! certo!”
    Però la Rai fa pubblicità e prende pure il canone …

    La pace ??? Mah!!! credo che questa gente non vuole tranquillità perché è difficile per chi non ha altre gioie e soddisfazioni.
    Quando qualcuno scriveva che i berlusconiani erano poveri inetti dovrebbe vedere gli anti ….molti purtroppo a carico…..molto di più dei seguaci di Silvio …ma pensano sempre a lui e a future disgrazie….
    Un consiglio: pensi par ti tradotto: fatevi i fatti vostri.

  • Forza Italia: comincia da Novara il percorso del dopo Berlusconi

    Era stato pensato come un’occasione di confronto per lanciare la corsa verso gli appuntamenti elettorali del 2024. Finira’ per essere probabilmente la prima uscita pubblica dei vertici nazionali di Forza Italia dopo la morte di Silvio Berlusconi.

    NOVARA – L’appuntamento e’ sabato 24 giugno al Castello di Novara. Un pomeriggio di dibattiti organizzati in quattro panel tematici, il primo dei quali dedicato proprio al ricordo del fondatore, affidato alle parole di Diego Sozzani, gia’ deputato e leader locale degli azzurri, e a quelle di tutti i segretari provinciali del Piemonte. Ma i riflettori saranno accessi soprattutto sulla parte finale del programma: a concludere il pomeriggio interverra’ Antonio Tajani, vicepresidente del consiglio e presidente “provvisorio” di Forza Italia, che avra’ proprio nella citta’ piemontese una delle prime occasioni pubbliche per descrivere il percorso che si prepara per il partito rimasto “orfano” del suo leader storico. Subito prima di lui altri due ministri forzisti del governo Meloni, i piemontesi Paolo Zangrillo e Gilberto Pichetto Fratin, in un confronto con il direttore di Libero Pietro Senaldi, toccheranno il tema del ruolo presente e soprattutto futuro di FI nell’esecutivo.

    Novara sara’ anche il palcoscenico per il lancio ufficiale della ricandidatura di Alberto Cirio alla presidenza della Regione Piemonte dopo che il governatore ha rotto gli indugi e ha sciolto la riserva, e l’occasione per “pesare” le reali chance delle ambizioni di Roberto Cota, predecessore di Cirio alla guida della Regione (allora in quota Lega, oggi esponente di primo piano di FI) come possibile candidato alle Europee. Alla “Festa Azzurra” sfileranno anche l’intero gruppo azzurro – assessori e consiglieri – alla regione Piemonte oltre agli amministratori novaresi al Comune e negli enti locali. Ci saranno anche i coordinatori nazionali delle donne, dei giovani e dei “seniores”, a completare un parterre molto ricco di presenze.

  • Lombardia: Pil +1,7 per cento nel 2023. Scurati: “Ripresa economica evidente”

    Lombardia: Pil +1,7 per cento nel 2023. Scurati: “Ripresa economica evidente”

    Per il 2023 le stime di crescita del Pil e dei consumi lombardi sono attestate a + 1,7 per cento rispetto al + 1,2 per cento del dato nazionale.

    LOMBARDIA – In merito alla notizia e’ intervenuto il Consigliere regionale Silvia Scurati: “La ripresa economica in Lombardia e’ evidente e viene confermata, dalle previsioni di Confcommercio che posiziona la nostra Regione prima in classifica per crescita di Pil e consumi. Questo risultato e’ anche frutto di quanto messo in campo da Regione Lombardia nel sostegno al tessuto economico locale e contro il caro bollette. Ricordo – prosegue Scurati – che Regione Lombardia, ha varato nel febbraio scorso un nuovo pacchetto economico del valore di 288 milioni di euro per aiutare l’economia locale. Si tratta solo dell’ultimo di una serie d’interventi promossi da Regione nell’ultimo biennio, misure che hanno portato oltre 1,3 miliardi di euro alle imprese lombarde”. “Efficientamento energetico degli impianti produttivi al fine di ridurre l’impatto ambientale, attrattivita’ della Lombardia con l’attivazione di investimenti finalizzati allo sviluppo aziendale e costante finanziamento di bandi per sostenere la competitivita’ delle PMI sono le misure vincenti che, grazie al lavoro della Lega, confermano ancora oggi la Lombardia locomotiva del Paese e tra i principali motori d’Europa” conclude Scurati.

  • Christian Garavaglia (Fdi): Berlusconi, sinistra manca di rispetto persino alla morte

    MILANO “Risulta difficile anche solo commentare le molte parole spese in questi giorni da esponenti di sinistra, che in alcuni casi ricoprono anche cariche istituzionali, sulla morte di Silvio Berlusconi.

    Nel breve volgere di poco tempo abbiamo assistito a dichiarazioni, post, eventi privi non solo del rispetto per le Istituzioni (è stato proclamato il lutto nazionale), ma persino dell’umano sentimento di pietas che va rivolto a chi muore. Ad Arcore abbiamo assistito alla vergogna di ‘Entra con noi nella storia’, l’annuncio pubblicato sui social dal circolo Arci Blob, con cui il centro sociale del Comune brianzolo dove risiedeva Silvio Berlusconi ha indetto la festa dal titolo “diPARTYto”, con musica, brindisi ‘all night long’ e ‘per i primi 100 spilletta commemorativa in omaggio’. Il post si chiudeva con l’hashtag #ciaosilvio. Ma anche chi rappresenta le Istituzioni purtroppo non ha perso l’occasione per mostrare il proprio modo di fare politica, usando rancore e odio, come il consigliere regionale del Pd Paolo Romano, e il vicesindaco di Basiano (MI) Stefania Solcia”. Lo dichiara Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio Regionale della Lombardia.

    “Ma com’è possibile – aggiunge Garavaglia – pensare a un sistema politico dell’alternanza, e tendenzialmente bipolare, dove viene a mancare il rispetto minimo per l’avversario, persino nei momenti di maggior dolore? Giorgia Meloni ha sottolineato ieri come si debba amaramente constatare che la sinistra dell’odio e del cieco rancore non sappia contenersi neppure di fronte alla morte. Prevale l’odio e manca il rispetto. Primeggia l’astio, scompare l’umanità. Ma che politica è? Che modo (barbaro) di concepire – qui da noi in Lombardia anzitutto, ma anche nel resto d’Italia – la battaglia delle idee? Facciamo prevalere l’umanità sulla barbarie, sempre.

  • Pensieri Talebani- Ma che c’azzeccano i cattolici col Pd? Di Fabrizio Fratus

    Pensieri Talebani- Ma che c’azzeccano i cattolici col Pd? Di Fabrizio Fratus

    La domanda da porsi per un Cattolico di sinistra è se oggi vi è ancora posto nel Partito democratico di Elly Schlein. Le iniziative politiche della nuova segreteria sono decisamente lontane da posizioni politiche del mondo Cattolico, prendiamo a esempio: le nozze gay o l’idea di modificare la legge sulle adozioni come la liberalizzazione delle droghe (leggere?).

    L’identità del PD è un costante ri- assemblamento di diverse sensibilità politiche, spesso differenti tra loro. Dai Cattolici riformisti agli ex comunisti possiamo trovare differenti anime che compongono la segreteria nazionale del partito. Il nuovo segretario si definisce Cattolica impegnata e la sua idea è quella di creare un ponte tra i valori cattolici e gli ideali progressisti del partito. Questa posizione è però nelle parole più che nei fatti e molti Cattolici hanno difficoltà a conciliare le posizioni del segretario sopra descritte con la fede cristiana, questo problema era già presente in precedenza con un partito sempre schierato a favore dell’aborto e dell’eutanasia senza tralasciare la posizione in contrasto con il catechismo riguardante la famiglia. Va tenuto conto di come il mondo Cattolico abbia posizioni differenti nel rapporto con la modernità, posizioni e opinioni differenti sono molto vive nel pensiero interno alla Chiesa Cattolica tra cui spiccano tendenze specifiche: molti cattolici accettano e si rapportano positivamente alla modernità, adattandosi ai cambiamenti sociali, tecnologici e culturali in continuo divenire accettando quindi i valori democratici, il riconoscimento dei diritti umani, l’uso delle nuove tecnologie e l’interazione con la società contemporanea. Mentre altri Cattolici possono sperimentare tensioni etiche in relazione a questioni come l’aborto, l’eutanasia, l’omosessualità o la fecondazione assistita visto che la Chiesa cattolica ha posizioni ben definite sui temi sopra citati dove la posizione morale e tradizionale è apertamente in contrasto con la modernità e la visione progressista. E’ anche vero che la Chiesa cattolica si è impegnata in un costante processo di rinnovamento e aggiornamento, adattandosi spesso ai tempi e alle sfide della modernità con iniziative di riforma interna e la promozione di nuovi metodi pastorali. In questi anni vi è stato anche un continuo riconoscimento delle nuove sfide sociali ed etiche cercando di conciliare la fede con i cambiamenti e le sfide della modernità, interagendo nel mondo contemporaneo impegnandosi in molte sfere dell’azione sociale come nella promozione del bene comune. I Cattolici sono attivissimi con organizzazioni di volontariato, attività di assistenza e opere di carità cercando di rispondere ai bisogni della società moderna e di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita di ogni persona. Ma tornando alla questione del rapporto tra Partito Democratico e Cattolici il problema dottrinale è forte, non assimilabile alle posizioni comunque antitetiche su questioni fondamentali, se spesso posizioni individuali possono variare notevolmente a seconda dell’interpretazione personale della dottrina e dei valori Cattolici è anche vero e assoluto come aborto, eutanasia, famiglie omosessuali, liberalizzazione delle droghe e l’adozione da parte di coppie gay di bambini non siano accettabili in ambito religioso da parte di un credente. I Cattolici, se realmente tali, non possono accettare posizioni in contrasto con dottrina, catechismo e tradizione Cattolica, le motivazioni spesso presentante per collaborare con il Partito Democratico sono assolutamente pretestuose, la realtà è solo una: l’interesse individuale di eletti e di quanti hanno posizioni specifiche. La fede, allora, viene adattata e manipolata, altri motivi non vi sono quando si sta in un partito che presenta tutte posizioni anticristiane.

    Fabrizio Fratus

  • ‘Dedicheremo a Berlusconi un luogo a Palazzo Lombardia’, dice Attilio Fontana

    MILANO – “Credo che Berlusconi sia stata una personalità che ha fatto la storia di questo Paese. Noi intendiamo ricordarlo dedicandogli un importante luogo all’interno del Palazzo Lombardia. Quale? Ne devo parlare con gli assessori”.

    Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, all’evento organizzato per i 20 anni di Sky al Palazzo Reale di Milano, rispondendo a una domanda sulla morte del leader di Forza Italia ed ex premier, Silvio Berlusconi, salutato ieri dal capoluogo lombardo con i funerali di Stato in Duomo.

    “Io credo che l’unica cosa certa del centrodestra è che sia unito e che continuerà ad esserlo e ad andare avanti in maniera compatta” , ha aggiunto il governatore lombardo. “Sicuramente la perdita di Berlusconi è stata grande ma credo che le due cose potranno convivere – ha aggiunto -. Una perdita dolorosa da tanti punti di vista ma sicuramente il centrodestra continuerà a vincere le elezioni”.

    “Non credo che la sinistra faccia bene a scagliarsi in modo deciso contro questo progetto di legge, per quanto riguarda l’abuso d’ufficio, ma dovrebbe discuterne per lavorare al meglio, visto che il 90% degli abusi finisce in nulla”. Lo sostiene il sindaco di Milano Giuseppe Sala, intervenendo all’evento di Sky Tg24 oggi a Palazzo Reale a Milano. Gli fa eco Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, ospite dello stesso evento: “E’ un reato indimostrabile, che serve solo a giustificare la burocrazia a non mettere la firma su certi documenti e rallenta tutto”. Noi sindaci, continua Sala, “siamo seccati perché quando se ne parla sembra che l’abuso d’ufficio sia odiato dai sindaci, ma invece è un fatto di come si fa il proprio lavoro”. Com’erano le cose prima, aggiunge, “non andava bene” perché il confine era molto sottile e “alcuni sindaci sono stati rovinati per questo”.

  • Lega Giovani Ticino: Spritz pro Emilia Romagna domenica a Boffalora

    EST TICINO La Lega Giovani Ticino organizza un gazebo solidale per raccogliere fondi in favore dell’Emilia-Romagna dopo le alluvioni.

    La Lega Giovani Ticino organizza domenica 18 giugno, dalle 17:00 alle 19:00, un evento solidale a sostegno dei cittadini dell’Emilia-Romagna, recentemente colpiti da gravi alluvioni.

    Accanto la pista ciclabile del Naviglio di Boffalora Sopra Ticino (MI), sarà allestito un gazebo per raccogliere fondi volti a supportare le persone che hanno subito danni e disagi a causa di questa catastrofe naturale.

    Durante l’iniziativa sarà possibile effettuare donazioni dirette e sarà offerto uno Spritz a tutti i partecipanti. L’intero ricavato proveniente dalle donazioni raccolte sarà destinato alla Protezione Civile, da settimane impegnata nell’assistenza e nel sostegno delle famiglie e delle comunità colpite.

    La Lega Giovani Ticino invita tutti i cittadini del territorio a partecipare per dimostrare solidarietà e portare il proprio contributo ai cittadini dell’Emilia-Romagna in difficoltà.

  • Città Metropolitana: nuove deleghe e via libera al Piano Strategico

    MILANO Il Sindaco metropolitano Giuseppe Sala ha redistribuito oggi le deleghe, affidandone alcune ai nuovi consiglieri metropolitani, riorganizzando così le funzioni e i compiti loro assegnati.

    Francesco Vassallo: Vicesindaco, Piano Strategico metropolitano, Pianificazione Territoriale, Personale, Campus Digitale, Comunicazione
    Sara Bettinelli: Protezione Civile, Affari Istituzionali, Zone Omogenee
    Daniela Caputo: Infrastrutture e Metro-tramvie
    Bruno Ceccarelli: Politiche Abitative di Area Vasta
    Diana De Marchi: Politiche del Lavoro, Politiche Sociali, Pari opportunità
    Paolo Festa: Ambiente
    Marco Griguolo: Mobilità
    Aurora Impiombato Andreani: Turismo, Marketing Territoriale, Parchi e Aree Protette
    Giorgio Mantoan: Sviluppo Economico, Politiche Giovanili, Rapporti con Sistema delle Università, Forestazione urbana e Progetto ForestaMI, Coordinamento Fondi Europei
    Roberto Maviglia: Edilizia Scolastica, Impiantistica Sportiva, Politiche Energetiche, Idroscalo
    Rino Pruiti: Innovazione Tecnologica, Agenda Digitale metropolitana, Legalità e Beni confiscati alla criminalità
    Dario Veneroni: Bilancio e Patrimonio
    A Daniele Del Ben confermata la Presidenza del Parco Agricolo Sud Milano

    E’ stato inoltre approvato il Piano strategico della Città metropolitana di Milano per il triennio 2022-2024- Orizzonte 2026 (PSTTM). Il documento, adottato a marzo, è stato deliberato in via definitiva dopo il passaggio con i Comuni della Conferenza metropolitana. Sostenibilità, connettività, prossimità, inclusione e attrattività sono i cinque pilastri del Piano strategico triennale , documento previsto dallo Statuto dell’ente, giunto alla sua terza edizione. Pur essendo in continuità con i Piani precedenti, il documento 2022-2024 propone uno sguardo nuovo, frutto del nuovo contesto socio-economico che si è creato dopo la pandemia, e basato su una rinnovata visione del territorio e su una co-partecipazione degli attori che lo vivono.

    Il nuovo Piano strategico triennale 2022-2024 -Orizzonte 2026 si declina sulle sei missioni già previste dal Piano nazionale di Ripresa e resilienza: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica; infrastrutture per la mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute.

    Tanti gli obiettivi prefissati, che l’ente di area vasta punta a raggiungere sia attraverso la propria attività, sia coinvolgendo Comuni e corpi intermedi e che ha voluto organizzare in una sorta di Agenda strategica, a sua volta organizzata in dieci filoni di lavoro prioritari (Driver), che selezionano e combinano gli obiettivi strategici, innestandoli su piani e progetti in movimento o di nuova generazione.

    Dal Campus metropolitano smart, per lo sviluppo di servizi digitali innovativi nei Comuni dell’area metropolitana, alla Politiche verdi e blu, per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, passando per la Sustainability, intesa come promozione della transizione digitale e dello sviluppo sostenibile.

    E, ancora, il metabolismo circolare metropolitano, per il governo della filiera dei rifiuti e la gestione integrata del ciclo delle acque, il diritto alla mobilità, per un territorio interconnesso e multimediale, e il governo degli spazi della produzione e della logistica.

    Le scuole (di proprietà della Città metropolitana, quindi secondarie di secondo grado) diventano avamposti di comunità per favorire l’inclusione sociale attraverso la riqualificazione degli edifici esistenti e la loro apertura alla comunità.

    Il lavoro, inteso come promozione dei servizi all’occupazione e della formazione, è un driver chiave. Rigenerazione urbana, col recupero di edifici e spazi degradati, e Sistema salute territorio, per favorire l’integrazione tra i servizi sanitari di prossimità ed i servizi sociali, completano il quadro.

    “Arriviamo con soddisfazione all’approvazione di questo documento strategico triennale, previsto dallo Statuto e fondamentale per guidare la nostra azione di ente di area vasta in concertazione con tutti i Comuni dell’area metropolitana – commenta il vicesindaco della Città metropolitana di Milano, Francesco Vassallo – Sui cinque pilastri del Piano strategico triennale andremo a modulare la nostra attività e la nostra programmazione quotidiane per plasmare il domani del territorio, che vogliamo cresca in maniera sostenibile, connessa, inclusiva e attrattiva, senza perdere di vista la prossimità”.