Categoria: Politica

  • Lega Ticino: Alessio Zanzottera nuovo segretario, battuta Marina Roma. I complimenti del ‘Cek’

    MAGENTA “Sta proseguendo senza sosta, come da programma, la stagione dei nostri congressi provinciali in Lombardia: ieri sera a Magenta, nonostante il caldo di questi giorni, si è tenuto anche il congresso provinciale del Ticino (area ovest di Milano), che ha portato all’elezione di Alessio Zanzottera, cui rivolgo i miei complimenti e auguro buon lavoro.

    Grazie all’altro candidato Marina Roma, complimenti a tutti gli eletti nel direttivo provinciale e grazie ai militanti che hanno partecipato a questo congresso con un’affluenza del 75% degli aventi diritto al voto. In queste settimane estive abbiamo rinnovato le segreterie provinciali di Crema, Sondrio, Milano e Ticino: avanti così, avanti con il confronto interno democratico, avanti tutti insieme con Matteo Salvini, avanti per la Lega e per la nostra Lombardia.” Lo dichiara l’on. Fabrizio Cecchetti, coordinatore della Lega Lombarda per Salvini Premier.

    Il congresso si è svolto ieri in sala consiliare. Zanzottera ha ottenuto 183 voti contro i 73 di Marina Roma.

    Il nuovo direttivo è composto invece dai seguenti nomi:
    Boniardi Fabio
    Curzio Trezzani
    Simone Giudici
    Riccardo Grittini
    Kevin Bonetti
    Manuel Imberti
    Federico Colombo
    Alessandro Provini
    Nella Corrado
    Giuseppe Sisti
    Che altro aggiungere..Complimenti alla Lega che i congressi li fa ancora. Gli altri partiti.. meno.

  • Novara dice NO a registro alias

    NOVARA La maggioranza di centrodestra che governa il Comune di Novara dice no all’introduzione anche nella citta’ piemontese del cosiddetto ‘registro alias’, lo strumento che consente di attribuire il genere ‘di elezione’ alle persone transgender durante la fase di transizione, prima del riconoscimento anagrafico formale.

    Il consiglio comunale ha respinto una mozione – presentata dal gruppo consiliare del Partito Democratico – che impegnava il sindaco ad attivare il registro sulla scorta dell’esperienza del comune di Milano, che lo ha introdotto primo in Italia nel febbraio 2023, e dell’Universita’ del Piemonte Orientale, che ha sede a Novara, dove il registro e’ attivo gia’ dal 2021. I capigruppo di Lega e Fratelli d’Italia, Gaetano Picozzi e Michele Ragno, hanno parlato di “provvedimento inutile che aumenta la confusione” e di iniziativa “al limite dell’illegittimita’”. Non ha smosso le posizioni della maggioranza l’appello del primo firmatario della mozione, il consigliere Pd Mattia Colli Vignarelli, che ha chiesto al centrodestra “una scelta coraggiosa e lungimirante, coerente anche con quello che pensano molte destre liberali in Europa, un atto di civilta’”. Solo la consigliera ex Lega – ora nel Gruppo Misto -Francesca Ricca ha accolto l’invito e ha votato insieme alle opposizioni (Pd, M5S e civici) la mozione, che e’ stata comunque respinta. Delusione e’ stata espressa sui social da Novararcobaleno, l’associazione novarese delle persone LGBTQIA+

  • Dopo la sospensione del Progetto per la discarica al Parco del Roccolo, le reazioni politiche

    Dopo la sospensione del Progetto per la discarica al Parco del Roccolo, le reazioni politiche

    Silvia Scurati (Lega): “Avanti nella battaglia in difesa del territorio contro discarica voluta da Città metropolitana di Milano e Sindaco Beppe Sala”

    MILANO – “Bene l’accoglimento della richiesta di sospensiva contro il progetto di discarica nel Parco del Roccolo, progetto che come Lega abbiamo sempre contrastato viste le evidenti criticità nonché la dubbia gestione di questa vicenda da parte di Città metropolitana di Milano”.

    Così Silvia Scurati (Lega) Consigliere regionale in merito alla sospensiva accolta dal Consiglio di Stato presentata dai comuni di Casorezzo, Busto Garolfo e dal Plis del Roccolo.

    “Assieme a tutto il territorio mi auguro lo stesso riconoscimento anche nell’udienza che ci sarà ad ottobre per mettere fine al progetto di realizzazione della discarica di rifiuti speciali nelle ex cave di Casorezzo, con buona pace di Città metropolitana Milano, del Pd e del Sindaco Beppe Sala” conclude Scurati.

  • Perchè sostenere l’Ucraina è una causa di destra – Di Domenico Bonvegna

    Finalmente un servizio sulla guerra di difesa dell’Ucraina, che chiarisce quale dovrebbe essere la posizione di chi si definisce di destra o meglio conservatore.

    Lo ha scritto Stefano Magni su atlanticoquotidiano.it, (Perché la difesa dell’Ucraina è una causa di destra, 13.7.23) probabilmente, forse, non riuscirà a convincere quella frangia minoritaria che ancora si definisce di destra, magari cattolica, che si schiera apertamente contro la guerra in Ucraina e che probabilmente strizza l’occhio al dittatore Vladmir Putin. Posizione che, forse, poteva avere qualche motivazione nei primi giorni del conflitto, quando ancora non era chiaro l’insano progetto putiniano. Per la verità ero caduto anch’io nel tranello, mantenendo una posizione neutrale. E per questo motivo tra l’altro ho perso l’amicizia di un noto esperto di temi geopolitici.

    Tuttavia il giornalista mi sembra abbastanza convincente soprattutto per chi usa un poco il buon senso. Spesso la frase che viene sbattuta in faccia a una persona che da sempre si è sentita di condividere una politica di “destra” è la seguente: “Sostieni l’Ucraina? Ma non mi dire che sei diventato un Dem?!”.“Io sapevo che eri di destra, ma proprio non riesco a capire perché sull’Ucraina vai con la sinistra. Che delusione!”. Paradossalmente per Magni, in questo mondo ultra polarizzato, la causa dell’Ucraina è diventata di sinistra, addirittura per qualcuno è diventata, “la nuova religione della sinistra”. I Democratici sono abili nell’alimentare questa polarizzazione: “in pratica, affermano che chiunque sia contro di loro è complice di Putin”. E peraltro, secondo Magni, a destra non si fa nulla per smontare questo teorema. “Anzi, ormai si dà per scontato che a destra si debba stare, se non al fianco di Putin, almeno contro Zelensky, contro la Nato e soprattutto contro Biden”.

    Invece Magni smonta questo mito, sostenendo che appoggiare l’Ucraina è una battaglia di destra. Per sostenere la sua tesi, Magni, porta almeno tre motivi: 1° è una difesa di uno Stato sovrano da un invasore, 2° è la difesa della Mitteleuropa cristiana da un regime post-comunista; 3° infine, è una battaglia di civiltà, in difesa dell’Occidente per come l’abbiamo sempre conosciuto.
    La difesa della sovranità di uno Stato sovrano, è sacrosanto che dovrebbe accomunare tutte le anime della destra: liberali, cattolici, che ritengono che l’unica guerra giusta sia quella difensiva, i sovranisti difendono le frontiere e le tradizioni di una nazione. Insomma, non dovrebbero esserci dubbi da che parte stare.
    Eppure… molti di queste frange politiche che si sentono di “destra”, ricorrono a trucchi concettuali e lessicali, che sembrano attinti dalla propaganda russa, per dire che l’Ucraina non è stata invasa dalla Russia. Anche se per la verità non possono dire il contrario, ma comunque dicono che “è una questione complessa” e nella complessità vale tutto”.
    E tuttavia questi signori messi alle strette, spesso sostengono che questa è una guerra per procura e che Putin è l’unico grande attore internazionale che si oppone all’intero sistema liberale, soprattutto americano. Pertanto sei costretto a scegliere da che parte stare. “E devi scegliere una parte, specie in tempo di guerra”.
    Per la verità questa tesi di Magni l’ho poco sentita, tuttavia mi convince in pieno. La difesa della Mittleuropa cristiana.

    Infatti, oltre a difendere uno Stato sovrano invaso, quella dell’Ucraina è una battaglia per la Mitteleuropa cristiana contro un impero post-comunista. E’ un concetto che hanno chiaro in Polonia, “la nazione più cattolica d’Europa, governata dai successori di Solidarnosc, il primo responsabile del crollo dei regimi comunisti”. Tutti dalla Polonia ai paesi Baltici si identificano correttamente con l’Ucraina invasa. Sono disposti a sostenerla con tutte le loro forze, perché non vogliono correre il rischio di finire di nuovo sotto il Cremlino e la stella rossa.

    Per Magni gli ucraini si battono come leoni, fino all’ultimo uomo perché hanno riscoperto la loro storia. Una storia di cui fa parte anche il genocidio per fame, ordinato da Stalin, l’Holodomor (quasi 6 milioni di morti dal 1932 al 1933) di cui si è potuta celebrare la memoria liberamente solo dopo che il Paese si è liberato, non solo dall’Urss, ma anche dal regime post-sovietico e pro-russo che ha governato ininterrottamente fino al 2004.
    Pertanto, definire la Russia come un impero post-comunista non è un’esagerazione. “I valori cristiani, tanto sbandierati dalla propaganda di Mosca destinata ai conservatori occidentali, sono evidentemente solo un paravento”.
    E’ evidente, piuttosto, per Magni che esiste un certo revanscismo sovietico di Putin. Ci sono diverse prove, soprattutto quelle di simboli:“La stella rossa su tutti i mezzi militari, gli aerei e gli elicotteri, la bandiera “della vittoria” (del 1945) issata nelle città conquistate, sono lì da vedere. E dove arriva l’Armata tornano le statue di Lenin e la toponomastica sovietica, le ricorrenze sovietiche e i vecchi inni”. i russi puntano alla riparazione del “torto” subito nel 1991, con la dissoluzione dell’impero rosso. A questo punto, Putin, che ritiene la fine dell’Urss come “la più grande catastrofe geopolitica” della storia recente, vuole la sua rivincita.
    Contro chi? Ovvio: contro chi ha sconfitto, pacificamente, il comunismo. Contro il blocco occidentale di Reagan e dei conservatori, contro i cattolici e il Papa polacco, contro i popoli che hanno conquistato la loro indipendenza da Mosca. Pertanto, stare dalla parte di Putin, per un conservatore, per uno di Destra è un tradimento della propria storia e un ripudio del proprio trionfo.
    Stare dalla parte dell’Ucraina significa difendere l’Occidente. E siamo alla terza motivazione.

    “Questa è innegabilmente una guerra di civiltà, – scrive Magni – anche se per ora resta localizzata a una sola nazione. Lo è perché lo dicono gli aggressori: sono ormai innumerevoli le dichiarazioni dei vertici russi contro l’Occidente. La guerra è vissuta dall’opinione pubblica russa come una lotta esistenziale contro l’America e l’Europa”.
    Tra l’altro È un conflitto che ha anche una sua dimensione spirituale, come si legge chiaramente nelle prediche del patriarca Kirill contro la “degenerazione” occidentale, non molto differenti dalle parole che siamo soliti sentir pronunciare dagli ayatollah iraniani o dagli imam radicali sunniti. Certamente è vero che l’Occidente per certi versi è corrotto, ma non possiamo pretendere di convertirlo a cannonate con i tank di Putin. Sull’aspetto spirituale della guerra, ne parla convintamente in continuazione padre Livio Fanzaga il direttore di Radio Maria. E’ una guerra che riguarda tutta la nostra civiltà, “non solo perché gli ucraini sono sostenuti da (poche) armi americane ed europee”, ma soprattutto perché la causa stessa è da rintracciarsi nella fuga a Occidente del popolo Ucraino. Praticamente prima con la rivoluzione arancione del 2004 e poi ancora di più con quella del Maidan del 2013-14, la repubblica ex sovietica ha tentato di dare un taglio al suo passato comunista e all’abbraccio della Russia post-sovietica, per guardare al modello occidentale, fatto di democrazia, mercato libero e diritti individuali.
    Di fronte a questa scelta occidentale, il regime post-sovietico russo si è sentito in dovere di intervenire con la forza, prima in Crimea, poi nel Donbass, infine invadendo tutto il Paese. E allora ribaltiamo la domanda: perché mai chi si definisce di destra dovrebbe schierarsi contro l’Ucraina?

  • Tovaglieri (Lega): BCE e utopia Green europea danneggiano la classe media

    BRUXELLES “Con una sola entrata in famiglia, i nostri genitori riuscivano a comprare la prima casa, a volte anche la casa di villeggiatura, e arrivare a fine mese.

    Oggi una famiglia con due stipendi fatica a sostenere le rate di un solo mutuo, in 4 casi su 10 non riesce a pagare le bollette o lo fa a singhiozzo. La scelta della Bce di alzare i tassi di interesse per combattere un’inflazione generata non dall’aumento della domanda, ma dall’aumento dei prezzi causato da guerra e crisi energetica, è una strategia miope che peserà ulteriormente sul ceto medio e porterà l’Europa alla recessione. Ma il colpo di grazia alla classe media arriverà dalle imposizioni ambientaliste di Bruxelles, come l’obbligo di ristrutturare la casa di proprietà o di acquistare auto più green. Se scomparirà il ceto medio, che paga l’80% delle tasse, sostiene la previdenza e alimenta i consumi, l’economia europea e il tessuto sociale rischiano di implodere. È questo quello che vuole la maggioranza ambientalista di questo parlamento? Lo si dica chiaramente, altrimenti sarebbe doveroso un passo indietro”.

    Così Isabella Tovaglieri, europarlamentare della Lega, nel suo intervento durante la sessione plenaria del Parlamento europeo.

  • Trecate, cambia la Giunta: ecco tutte le deleghe e gli incarichi ai consiglieri comunali

    Il sindaco Federico Binatti ha comunicato, durante la conferenza stampa che si è tenuta nella mattinata di oggi, giovedì 13 luglio, le modifiche della composizione della Giunta. Ecco deleghe ed incarichi ai consiglieri comunali:

    1) Rossano Canetta, vicesindaco, con delega delle funzioni relative a Assistenza, Politiche sociali e per la famiglia, Istruzione.
    2) Antonio Baraggini, con delega delle funzioni relative a Bilancio, Tributi, Controllo di gestione e attuazione del programma.
    3) Rosa Criscuolocon delega delle funzioni relative a Urp e Sportelli integrati, Gioventù, Tutela delle categorie fragili, Commercio, Politiche del lavoro e dello sviluppo economico territoriale, Personale.
    4) Fortunata Patrizia Dattrino, con delega delle funzioni relative ad Attività produttive, Agricoltura, Artigianato, Biblioteca, Servizi cimiteriali.
    5) Alessandro Pascacon delega delle funzioni relative ad Ambiente, Verde pubblico, Decoro urbano, Sicurezza, Polizia locale, controllo delle residenze, Protezione civile.

    A seguito di queste modifiche sono stati inoltre riassegnati gli incarichi ai consiglieri comunali:

    1) Mauro Bricco: Lavori pubblici, Cultura.
    2) Michela Cigolini: Turismo, Gemellaggi, Pari opportunità, Asilo nido, San Martino.
    3) Mattia Felicetta: Servizi demografici, Informatizzazione e Servizi on line, Progetti europei, Ricerca bandi e finanziamenti.
    4) Paolo Manzini: Sportello sinistri, Urbanistica e gestione del territorio.
    5) Michele Musone: Sport.
    6) Tiziana Napoli: Eventi, Marketing territoriale, Associazionismo.
    7) Vincenzo Salerno: Viabilità, Trasporti.

  • Infrastrutture, Fontana: “Con Salvini ministro evidente il cambio di passo”

    LOMBARDIA – Nuove infrastrutture “per migliorare la qualita’ della vita dei cittadini” a testimonianza di “un vero cambio di passo da parte del ministero”.
    Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante il suo intervento all’inaugurazione della quarta corsia dinamica sull’autostrada A4, Milano Venezia a Novate Milanese. “C’e’ la volonta’ di proseguire – assicura Fontana – presto partiranno i lavori della Pedemontana, entro la fine dell’anno”.
    Il presidente di Regione Lombardia ha concluso con una dichiarazione d’intenti molto chiara, definendo come “primo obiettivo fare in modo che tutti i territori della nostra regione siano connessi in maniera semplice e agevole, renderemo questa regione, che e’ gia’ la migliore, sempre meglio”.

  • Magenta: il ritorno di Forza Nuova

    Dopo anni di silenzio la destra estrema prova a ricompattarsi. Christian Milanesi coordinatore cittadino

    MAGENTA – Dopo anni di silenzi – le ultime iniziative a memoria risalgono alla presenza di richiedenti asilo irregolari presso la struttura dell’ex Casa Vincenziana – la destra radicale prova a ricompattarsi attorno al nome di Christian Milanesi. Per anni referente locale di Forza Nuova. In realtà a Magenta dopo che Milanesi si era trasferito per motivi di lavoro a Verona, la presenza di FN sul territorio era pressoché evaporata.

    Adesso a distanza di anni Milanesi rientrato a Magenta, ormai da qualche tempo, ci riprova. “E’ da alcuni mesi che ho ripreso i contatti con la segreteria milanese del partito – spiega a TN -inizialmente era un po’ titubante, però, ho voluto dare ancora una volta la mia disponibilità”.

    Ovviamente c’è da ricostruire tutto da capo. “Per adesso c’è un gruppetto di persone con le quali avevo contatti già in precedenza – aggiunge – ma spero che poco alla volta altri si avvicinino alla nostra realtà”.

    Certo, almeno a parole, la destra estrema di FN del suo mentore e referente Roberto Fiore fa paura.

    Anche se Milanesi ribadisce che sono i fatti che contano. “Noi ormai andiamo oltre le ideologie e almeno in un contesto come quello di Magenta guarderemo ai fatti concreti. Certo il tema della sicurezza come quello della legalità ci appartiene. Ma come detto, andiamo oltre perchè oggi non ci riconosciamo più in alcun schieramento parlamentare. In ambito amministrativo sono altre le cose che contano ed è su questo che ci vogliamo impegnare a fondo”.

    Per info e per chi volesse avvicinarsi alla sezione locale di FN è possibile contattare Christian Milanesi al 39 351 878 0371

  • Raddoppio ferroviario: nuovo attacco delle opposizioni ad Abbiategrasso

    Riceviamo e pubblichiamo

    ABBIATEGRASSO Doveva essere una commissione di aggiornamento alla città sulle proposte messe sul tavolo da RFI ed ITALFERR. Avremmo dovuto comprendere lo stato dell’arte, guardare gli elaborati ed avere la possibilità di proporre.

    Si è trasformata nella sagra dell’assurdo cui, nostro malgrado, abbiamo partecipato attoniti:. l’Assessore Albetti, con il Sindaco a ruota, che parlano, come se nulla fosse, di una videoconferenza con RFI e ITALFERR svoltasi lo scorso 11 maggio in cui è stata illustrata una presentazione contente le indicazioni progettuali che saranno inserite nel progetto definitivo del raddoppio ferroviario minimizzandole come se fossero delle ipotesi messe lì a caso.
    Ancora più assurdo il fatto che si minimizzi considerato anche che la presentazione di RFI contiene delle importanti novità; in primis l’inserimento fin da ora della soppressione dei passaggi a livello di Via Galilei e di Via Maggi con la realizzazione di nuovi sottopassi e poi, come si evince dai disegni, la realizzazione di 4 binari nel tratto di ferrovia appena successivo a Via Maggi.

    Grottesco, fino a sfiorare il ridicolo, che nel 2023 su un’opera che sarà la più importante mai vista in città, si sia deciso di discutere senza far vedere nulla non tanto a noi consiglieri quanto alla cittadinanza: nessuna proiezione, poche e confuse spiegazioni al di là di qualche ‘vedremo in Conferenza dei Servizi le migliorie da apportare’.

    Preoccupa, inoltre il fatto che anche i consiglieri di maggioranza fossero evidentemente imbarazzati per l’assoluta mancanza di comunicazioni in merito da parte dell’Assessore.

    Un evidente, maldestro, tentativo di decidere in autonomia sui destini di tutta la città. Tentativo che restituiamo al mittente perché non possiamo navigare a vista su un progetto così importante che ha bisogno, anzitutto, di comunicazione e coinvolgimento di TUTTI gli attori protagonisti e non.

    Non c’è nulla di più pericoloso che guidare a fari spenti nella notte per questo, come fatto finora, non accetteremo che la politica rinunci al proprio ruolo di indirizzo accettando supinamente scelte assunte altrove.

    GRUPPI CONSILIARI
    PARTITO DEMOCRATICO
    LA CITTÀ
    RICOMINCIAMO INSIEME
    GIOVANI PER ABBIATEGRASSO

  • Mario Mantovani, Marcello Pera e il futuro del conservatorismo in Europa: è un successo il convegno al Pirellone

    MILANO Un successo, sotto ogni aspetto. Il convegno sul futuro dei conservatori in Europa organizzato da Fratelli d’Italia col determinante contributo di Mario Mantovani, ieri al Belvedere di Palazzo Pirelli, ha fatto centro. Nonostante il caldo sahariano pià di 200 le persone accorse, ma sarebbero potute essere molte di più.

    Moderato dal coordinatore provinciale Sandro Sisler, l’alto rango dei relatori ha nobilitato e reso particolarmente interessante un passaggio che, come detto dalla senatrice e coordinatrice regionale Daniela Santanchè, “segna il via delle campagna elettorale di Fdi per le Europee del 2024”.

    E gli ampi sorrisi di Mario Mantovani, leone indomito della politica tornato da uomo libero a fare quello che meglio gli riesce (semplicemente, politica..), dimostrano che il consenso di cui gode l’ex Vicepresidente del Pirellone è intatto. Anzi, s’accresce di persone provenienti da altri lidi.

    MARCELLO PERA
    Di altissimo livello la lectio magistralis dell’ex Presidente del Senato, uno dei pochi autentici intellettuali prestati alla politica rimasti ad animare il dibattito culturale.

    Le prossime elezioni europee “saranno elezioni molto importanti e anche entusiasmanti, vedrete cosa sta succedendo, il vento sta cambiando”. A dirlo è il senatore Marcello Pera, ieri a palazzo Pirelli a Milano per l’evento di Fratelli d’Italia. Per il partito conservatore in Europa “vedo un futuro assai promettente perché c’è un vento nuovo in Europa”, commenta Pera, “l’elettorato si sta spostando verso partiti che sono diversi rispetto a quelli tradizionali, come il partito socialista che è in forte crisi quasi dappertutto”.

    Per il partito conservatore in Europa vedo “un futuro assai promettente”. Lo ha detto il senatore di Fratelli d’Italia, Marcello Pera, a margine di evento a Palazzo Pirelli. Per Pera c’e’ un vento ” nuovo in Europa, l’elettorato si sta spostando verso partiti che sono diversi rispetto a quelli tradizionali, come il Pse che e’ in forte crisi quasi dappertutto”. E quindi c’e’ “una rivalutazione” e “un richiamo delle tradizioni nazionali, un’Europa che va piu’ verso l’Europa delle nazioni che non verso un’Europa di carattere cosmopolitico e costruttivista” come per Pera “e’ stata questi ultimi tempi”, ha osservato. Quindi saranno elezioni “molto importanti e anche entusiasmanti. Vedere cosa sta succedendo, il vento – ha concluso – sta cambiando”.

    Forza Italia “svolge anche una funzione importante di cerniera in Europa. Quindi credo sia opportuno che rimanga”. Lo ha detto il senatore ex ex presidente del Senato, Marcello Pera, a margine del convegno “Un’altra Europa da conservare” organizzato da Fratelli d’Italia a Palazzo Pirelli a Milano. Forza Italia, ha proseguito, “da quello che io comprendo rimane, perche’ ha un suo tipico elettorato tradizionale, storico, molto affezionato”, “mi auguro che quel partito, superate le prime fasi di difficolta’ come obiettivamente ci sono state dopo la scomparsa di un leader di quella natura, riuscira’ a mantenere le sue posizioni”, ha concluso.

    Pera ha svolto una lucida disamima del conservatorismo e delle sue radici: dal Dio Patria e Famiglia di mazziniana memoria alla necessità, per il conservatore di oggi, di declinare il pensiero su Islam, occidente, globalizzazione tenendo alti i valori della Nazione e dell’appartenenza.

    I contributi di Francesco Borgonovo e Vincenzo Sofo hanno consentito di entrare ancor più nella carne viva dello scontro tra chi mantiene un’idea tradizionale (e conservatrice) dell’uomo e del mondo e chi invece, mediante la palingenesi della rivoluzione green e del transumanesimo, mette persino in discussione i concetti biologici di uomo e donna.

    Un successo, insomma, che a questo punto proietta Mario Mantovani verso quella che pur non essendo ancora ufficiale appare come il prossimo passaggio politico (ed elettorale). Del resto il leone indomito, anche mentre affrontava a testa alta la giustizia nei Tribunali, dalla politica non si è mai eclissato. E adesso: altro giro, altra giostra, nuova avventura. Oppure, più che nuova, rinnovata.