Categoria: Politica

  • Fine vita, approvata la pregiudiziale in Consiglio regionale. La Lega esulta

    Fine vita, approvata la pregiudiziale in Consiglio regionale. La Lega esulta

    “Il tema del fine vita è una questione che tocca nel profondo la nostra umanità, i nostri valori e la nostra società. È un tema di natura etica sul quale peraltro la Lega ha da tempo lasciato libertà di coscienza ai suoi rappresentanti nelle istituzioni, compresa quella di Regione Lombardia”

    “Proprio per questo motivo un argomento di così alto valore va affrontato con serietà senza prese in giro: i diritti costituzionali possono essere definiti esclusivamente tramite la normativa statale. Bene, quindi, l’approvazione della pregiudiziale al progetto di legge sul fine vita, che io ho votato convintamente a favore: le Regioni non sono competenti nel legiferare su una materia che tocca anche questioni di Codice penale ed è semmai competenza dello Stato e quindi del Parlamento legiferare”.

    “Nelle numerose audizioni tenute in questi mesi in Regione Lombardia, e come ribadito anche dal Prof. Nicolò Zanon giudice emerito della Corte costituzionale, la legislazione regionale in queste materie verrebbe impugnata e dichiarata incostituzionale creando ulteriore confusione”.

    “La sinistra la smetta quindi di prendere in giro i cittadini lombardi speculando senza vergogna su un tema così delicato come il fine vita. Personalmente reputo comunque che la vita sia un dono prezioso da tutelare sempre, fin dal concepimento, e che le famiglie e i malati andrebbero sostenuti in un percorso difficile e doloroso come quello della malattia. Abbiamo il dovere di supportare i pazienti con tutte le modalità possibili anche attraverso l’uso delle cure palliative per allievare in tutti modi la situazione in cui si trovano a vivere”.

    Così Silvia Scurati consigliere regionale della Lega in merito alla votazione della pregiudiziale sul progetto di legge sulle “Procedure e tempi per l’assistenza regionale al suicidio medicalmente assistito”.

  • Gioventù Nazionale Alto Milanese a fianco dei giovani atleti

    Gioventù Nazionale Alto Milanese a fianco dei giovani atleti

    Una delegazione di Gioventù Nazionale Alto Milanese (movimento giovanile di Fratelli d’Italia) ha partecipato alla storica gara Cinque Mulini di San Vittore Olona ed ha rimarcato, attraverso il segretario Gioele Tafuri, l’impegno del movimento a livello locale e nazionale in difesa dall’attività sportiva.

    Qualche giorno fa, infatti, la Camera dei Deputati ha approvato una legge (che aveva tra i promotori esponenti di Gioventù Nazionale) che istituisce un programma specifico per gli studenti-atleti; dunque i ragazzi delle scuole superiori avranno diritto a dei permessi in più, con l’obiettivo di incentivare l’attività sportiva agonistica e aiutare tutti coloro che, per perseguire una passione, sono costretti ad abbandonare gli studi.

    “Gioventù Nazionale sarà sempre al fianco dei giovani atleti”, rimarca Gioele Tafuri (FDI-GN), “non solo per l’importanza dello sport a livello sociale e psicologico per i giovani, ma soprattutto perché il binomio scuola-sport ha la possibilità di essere davvero l’elemento chiave per la crescita e lo sviluppo della generazione del futuro.”

    “In particolare”, conclude Tafuri, “il territorio del legnanese offre ai ragazzi centinaia di possibilità attraverso le numerose associazioni sportive presenti e sarà dunque più efficiente l’applicazione della nuova legge; da oggi sport e cultura non dovranno più scontrarsi, ma potranno andare a pari passo nel percorso di formazione dei nostri studenti”.

  • Suicidio assistito, Regione Lombardia: il centrodestra sceglie la vita

    Suicidio assistito, Regione Lombardia: il centrodestra sceglie la vita

    Con la votazione di martedì in Consiglio Regionale si e’ concluso un percorso, che ci ha visto sin dall’inizio chiaramente dalla parte della vita e per promuovere percorsi di cure palliative e terapia del dolore”. Lo ha spiegato il capogruppo di FdI, Christian Garavaglia al termine della discussione sulla pregiudiziale di costituzionalita’ presentata dal centrodestra al progetto di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”, per garantire tempi certi di accesso alle procedure per l’assistenza al fine vita, secondo quanto disposto dalla sentenza della Corte costituzionale.

    “Come avevamo sollevato alla presentazione del progetto di legge – ha aggiunto – vi sono criticita’ tanto su questioni tecniche che giuridiche e di competenza, anche per non creare situazioni che trattino diversamente i cittadini da una regione all’altro, senza dimenticare valutazioni a carattere etico-morale: Fratelli d’Italia ha sempre scelto la difesa della vita, che non puo’ per sua natura essere confinata solo in procedure prefissate ed all’interno di un iter terapeutico o di procedure medicali. Pertanto, la terapia del dolore e le cure palliative in essere presso le Asst rimangono gli strumenti al servizio del malato come dei propri famigliari per condurre il paziente dignitosamente al termine della propria esistenza”.

    “Sui temi etici e morali la Lega da sempre e’ per la liberta’ di voto secondo coscienza. Concetto ribadito anche in questa occasione sia da Salvini che da Fontana. Ma il voto di oggi sul progetto di legge del suicidio medicalmente assistito non era un voto di merito ma puramente tecnico, perche’ con l’approvazione della questione pregiudiziale di costituzionalita’ stiamo ribadendo che la competenza su questa tematica non e’ regionale ma statale, come ha ricordato i costituzionalisti auditi in ben due mesi di lavoro di Commissione sul testo”, ha aggiunto Alessandro Corbetta. Legiferare sul fine vita “spetta al Parlamento e non alle Regioni, tant’e’ che nessuna l’ha mai fatto.

    La maggioranza di centrodestra in Regione Lombardia ha scelto di essere seria e responsabile, evitando di prendere in giro i cittadini, come invece continua a fare la sinistra”. Per il capogruppo azzurro, Fabrizio Figini, la posizione “di Forza Italia e’ stata molto chiara fin dal principio, noi crediamo che una norma serva, che sia in una direzione o nell’altra. Tuttavia appare evidente, come abbiamo spiegato in aula, che la competenza e’ dello Stato e non delle Regioni, un nostro legiferare sul tema sarebbe infatti incostituzionale. Chiediamo – ha concluso – al Parlamento di affrontare la questione e togliere dall’incertezza tante persone che attendono risposte”.

  • Lega Ovest Ticino: partito il corso di formazione politica

    Lega Ovest Ticino: partito il corso di formazione politica

    Si è tenuto, nei giorni scorsi, il primo incontro del ciclo Informa e Forma organizzato dalla sezione Ovest Ticino (Comuni di Cerano, Trecate, Romentino, Galliate e Cameri) che vuole essere un modo diverso, diretto, per parlare di politica e di argomenti concreti al fine di informare i cittadini e i nostri simpatizzanti e avere così persone sempre più informate e preparate.

    Alla tavola rotonda hanno partecipato il Sindaco di Oleggio Andrea Baldassini (nella foto), l’Assessore alla Sicurezza di Trecate Alessandro Pasca e il Capogruppo Lega del consiglio comunale di Galliate Corrado Frugeri. Ha moderato la serata il referente cittadino Galliatese Alberto Vella. Erano inoltre presenti i referenti di Cameri Paolo Gennaro e di Romentino Giorgio fornaroli oltre ad altri amministratori locali e simpatizzanti ma anche semplici cittadini. Si è parlato di vari argomenti, confrontando le esperienze degli eletti presenti, dando spazio alle domande dei presenti. I principali temi toccati hanno riguardato i vari consorzi (CISA, ACQUA NOVARA VCO, RIFIUTI ecc) sia in termini di soddisfazione degli utenti ma anche dei costi che comportano tali gestioni, che negli ultimi anni sono lievitati parecchio. Ci si è aggiornati poi grazie al Sindaco Baldassini anche in merito alle Comunità energetiche e alla ciclabile che verrà realizzata da Oleggio a Galliate.

    Fare politica ha una valenza fondamentale nella società, è un percorso però che va costruito, stimolato, potenziando nell’individuo le conoscenze sia sui vari argomenti ma soprattutto renderlo edotto di come funziona la macchina amministrativa pubblica, al fine di avere cittadini consapevoli e una classe politica pronta ad amministrare nei nostri Comuni. Al prossimo incontro, con altrettanti ospiti e esperti!

    La sezione Ovest Ticino della Lega riunisce i Comuni di Cameri, Cerano, Galliate, Romentino e Trecate ed è aperta a tutti il primo e il terzo giovedì del mese.

  • Illuminiamo il mondo di rosso per i Cristiani perseguitati. A cura di Domenico Bonvegna

    Illuminiamo il mondo di rosso per i Cristiani perseguitati. A cura di Domenico Bonvegna

    La redweek è giunta alla 10a edizione. A oggi sono stati illuminati complessivamente circa 600 edifici di culto e civili nei 24 Paesi dove Acs è presente con una sede.

    Particolarmente evocativa in Italia è stata l’illuminazione di rosso del Colosseo (2018) con la testimonianza dal vivo di Rebecca Bitrus, una giovane cristiana rapita e ridotta in schiavitù nel 2014 dal gruppo terroristico «Boko Haram» in Nigeria.

    L’appuntamento con la Red Week vuole essere una manifestazione per la libertà religiosa e, in particolare, per sensibilizzare sulla situazione dei cristiani perseguitati. Un’iniziativa internazionale di Aiuto alla Chiesa che soffre (ACS), fondazione di diritto pontificio con sedi in 24 nazioni e con una rete di progetti di aiuto estesa pressoché in tutto il mondo (circa 140 nazioni). Il 20 novembre prossimo si svolgerà il Mercoledì Rosso (Red Wednesday), giorno in cui è concentrato il maggior numero di iniziative, che vanno dalla preghiera in comunità alle mostre, dalle testimonianze di chi vive o ha vissuto in contesti gravemente persecutori all’illuminazione di rosso di luoghi di culto e monumenti. Il colore rosso intende simboleggiare il sangue versato dai cristiani perseguitati a motivo della loro fede, quindi i martiri di ieri e di oggi, il cui dramma è in buona parte ignorato. Acs pubblica ogni anno un “Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo”. Sarà presentato durante la settimana, l’edizione 2024 “Perseguitati & dimenticati?”, che si sofferma sulla situazione di 18 Paesi dove le condizioni di vita per i cristiani sono particolarmente difficili.

    Le origini di questa iniziativa risalgono al 2015, quando ACS illuminò di rosso la statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro per sensibilizzare sulla situazione dei cristiani in Iraq, perseguitati dai jihadisti dell’Isis fino ad essere costretti a lasciare la propria terra. Ogni anno sono centinaia le città coinvolte in tutto il mondo, dall’America all’Oceania. E anche quest’anno si illumineranno di rosso luoghi ed edifici di grande richiamo, dal santuario di Lourdes alla Sagrada Familia di Barcellona, fino all’Oratorio di San Giuseppe di Mount Royal, a Montreal (Canada), il più grande santuario al mondo dedicato allo sposo di Maria Santissima.

    Tante anche le iniziative in Italia, con un programma che interessa fin qui trenta città, dalla Sicilia alla Lombardia. Variegato il calendario nell’arcidiocesi di Milano con alcuni eventi che si terranno già domani, 17 novembre. Nella città ambrosiana, in Piazza della Scala, è prevista per il 20 novembre – in collaborazione con il Comitato Nazarat – la recita del Santo Rosario, presieduta da monsignor Carlo Azzimonti, con l’accensione di ceri rossi. Oltre al capoluogo lombardo, ecco tutte le altre città italiane che hanno aderito in vario modo alla Red Week, promuovendo iniziative quali preghiere, testimonianze e mostre. Soltanto pochi blog hanno dato notizia dell’evento organizzato da Acs, la grande stampa ha totalmente ignorato la manifestazione.

    Adesso si auspica che almeno le parrocchie organizzano qualcosa. Ecco l’elenco delle città dove si manifesterà per i cristiani perseguitati:

    Ancona, Brindisi, Busca (CN), Celano (AQ), Ceglie Messapica (BR), Comacchio (FE), Conegliano (TV), Crema (CR), Forlì, Genova, Giussano (MB), Legnano (MI), Lomagna (LC), Muggiò (MB), Novara, Ottaviano (NA), Palermo, Perito (SA), Pianoro (BO), Pizzighettone (CR), Prato, Prignano Cilento (SA), Rimini, Roma, Sesto Fiorentino (FI), Siena, Soncino (CR), Torino, Torno (CO).

    Il 20 novembre, saranno illuminate di rosso la cupola della Basilica di San Gaudenzio a Novara e la facciata del Duomo di Rimini. Partecipare è importante perché, come ha detto alla Nuova Bussola monsignor Francesco Cavina, membro del consiglio di amministrazione di ACS Italia, «la Settimana Rossa tiene desta l’attenzione su un problema che è quello della persecuzione dei cristiani. I nostri fratelli nella fede, con la loro testimonianza, ci richiamano a una fedeltà al Signore che dovrebbe riguardarci tutti». Un fatto che riguarda direttamente anche noi cristiani in Europa. Come aggiunge il vescovo emerito di Carpi: «Questi fratelli sono un richiamo ad avere il coraggio della testimonianza, anche se non ci viene chiesto, almeno per il momento, l’effusione del sangue, ma di testimoniare la novità di vita che il Signore Gesù ha portato nel mondo. Questo è veramente il compito del cristiano e della Chiesa. E attraverso questa testimonianza noi rendiamo beneficio al mondo, perché richiamiamo l’umanità a riscoprire il senso vero e profondo della vita, senza cui tutto perde di senso e viene a cadere, come vediamo».

  • Magenta, la letterina di Progetto Magenta su Piazza Mercato

    Magenta, la letterina di Progetto Magenta su Piazza Mercato

    Ecco il nuovo ‘pensierino sulla nostra Magenta’ a firma dei Civici di Progetto Magenta. Questa volta il ‘focus’ è la Piazza del Mercato che tra poco sarà fruibile per il pubblico con la conclusione dei lavori.

    In particolare, destinatario della ‘letterina’ a firma duplice Silvia Minardi & Valentina Campana è il Vice Sindaco ed assessore ai Lavori Pubblici Enzo Tenti.

    Ma vediamo cosa scrive Progetto Magenta: “Tra poco piazza mercato tornerà ad essere fruibile, rimessa a posto e tirata a lucido. Ci sarà l’inaugurazione ufficiale, la banda, la benedizione, i palloncini e i fuochi d’artificio. Ma… la Palazzina di piazza mercato resterà VUOTA: al bando per la concessione dello stabile ad una associazione o ad un raggruppamento di soggetti non ha risposto nessuno. NESSUNO!

    Pubblicato all’albo il 14/08, il bando – chiuso in questi giorni per mancanza di risposte – prevedeva che l’associazione dovesse anche dare “un supporto al presidio dell’area mercatale scoraggiando atti vandalici che si sono susseguiti in passato, garantendo una presenza per segnalazione e richiesta d’intervento delle forze dell’ordine, nell’ottica del potenziamento delle attività di sorveglianza”.
    Potremmo anche presentare una interrogazione e chiedere ‘e adesso che succede?’. Il destinatario della possibile interrogazione è, però, quel vice-sindaco che ci direbbe ‘lasciateci lavorare perché noi sappiamo come si fa!’
    Quindi inutile chiedere. Inutile anche proporre un’idea – per questa amministrazione, le teste pensanti sono solo in maggioranza! Possiamo però registrare con amarezza che, a metà mandato, dopo due anni e mezzo il vice-sindaco non ha ancora riaperto la casetta nel parco di Casa Giacobbe e ora non riapre nemmeno l’edificio di piazza mercato: non ci sarà nessuna iniziativa di aggregazione, nessun presidio, il bar resterà chiuso e i bagni inaccessibili.
    Complimenti, assessore Tenti! Per essere uno che ha la soluzione pronta per ogni problema non c’è male”.

    Attendiamo con DIRITTO DI REPLICA la risposta del Vice Sindaco Tenti che certo non si farà attendere.

  • Autonomia, Fontana: in sanità si potrebbe fare subito

    Autonomia, Fontana: in sanità si potrebbe fare subito

    “Sulle materie non lep non vi è stata alcuna eccezione da parte della Corte Costituzionale e quindi il negoziato può proseguire”: il ministro degli Affari regionali Roberto Calderoli lo ha ribadito a margine di un incontro sulla ‘Autonomia in Lombardia’ a Rovato (Brescia).

    Per le materie per cui è necessario fissare dei livelli essenziali delle prestazioni “si tratterà di fare una legge che consenta la definizione dei lep sulle materie lep ma questo spazio temporale – ha aggiunto – verrà usato per approfondire le modalità di calcoli dei costi e fabbisogni standard e quindi direi che siamo in linea con il programma dei lavori che avevamo ipotizzato”.

    C’è una materia che darebbe un grande e significativo cambiamento” con l’autonomia “ed è la sanità”, secondo il presidente della Lombardia Attilio Fontana che nel suo intervento a un incontro sul tema con il ministro Roberto Calderoli ha ricordato che come materia “ha già i lep, che si chiamano lea”, dunque i livelli essenziali già definiti. “Quindi è chiaro che” l’autonomia “potrebbe essere applicata subito. Basterebbe un provvedimento legislativo del governo che da un lato trasforma i lea in lep e che dall’altro lato invece che determinarli con Dpcm li determini con provvedimento amministrativo. E lì non c’è neanche da discutere perché i lea in sanità non li contesta nessuno.

    Nel suo intervento, Fontana, ha anche ricordato che “in questo momento il Sud ha più risorse di noi. La Lombardia è la Regione che costa meno”.

  • Al Senato la conferenza per la giornata contro la violenza sulle donne. Di Monica Mazzei

    Al Senato la conferenza per la giornata contro la violenza sulle donne. Di Monica Mazzei

    Questo il titolo della conferenza stampa tenuta dai membri del Senato italiano a Roma nei giorni scorsi.

    Una conferenza necessaria ed utilissima: non si è parlato “solo” di donne o di violenza sulle donne. No, il problema è molto più a monte e va analizzato nel profondo di quel patriarcato e del suo significato, e del perché causa tutte queste autentiche stragi di innocenti, spesso anche di bambini.

    Sono intervenuti:

    Sen. Filippo Sensi (PD), Sen. Marco Lombardo (AZ), Sen. Ivan Scalfarotto (IV), On. Riccardo Ricciardi (M5S) e Sen. Peppe De Cristofaro (AVS).

    E’ intervenuta inoltre Francesca Cavalli, autrice del libro “Storie Spaziali per Maschi del Futuro”.

    Non è stato un caso che questa conferenza stampa sia stata fortemente voluta dai Senatori ed Onorevoli di genere maschile: oggi più che mai, siamo tutti concordi sul fatto che l’Italia abbia bisogno di un “cambio di passo”, rispetto alla mentalità ancora vigente sulla problematica del femminicidio, e di tutte le manifestazioni di violenza di genere.

    Quindi, non più uomini dentro alle Istituzioni che si percepiscano “ospiti” in questa lotta, ma uomini che lavorino uniti con le donne.

    Se i capisaldi di questo tema urgente e tristemente attuale, rimangono sempre l’educazione e la formazione, fondamentale è ancora di più comprendere gli schemi culturali di questa mentalità.

    Il primo risultato delle osservazioni a livello sociale su tutto il territorio italiano, è che confrontando la percentuale di impiego delle donne nel Paese, l’Italia si attesta appena al 30%, mentre nel resto d’Europa la percentuale è del 70%.

    Questa è la prima causa di impossibilità di una donna di sfuggire al controllo maschile (marito, partner), con relativo rischio di essere costretta a subire abusi di ogni tipo.
    Per contro, molte donne ancora rinunciano ad avere figli se in carriera, per non mettere in pericolo il posto di lavoro che potrebbe non essere mai più riguadagnato.

    Restano basse anche le “quote rosa” nelle grandi aziende, benché spesso, nelle classifiche dei risultati degli studi nazionali nei maggiori ambiti, le donne battano di parecchio i compagni maschi.

    Tutto questo causa in realtà all’Italia una grave perdita: è uno spreco di talenti!

    Viene ricordato il fatto che l’Italia sia ancora un Paese che ha ereditato e mantenuto in vita pregiudizi di ogni sorta.
    Tra questi, il preconcetto derivante dagli anni Sessanta, quando ad esempio le donne venivano escluse da posti nella Magistratura, perché ritenute “non abbastanza lucide” in alcuni giorni del mese…

    Sconfiggere queste idee completamente fuori luogo è anch’esso un obiettivo che ci riguarda tutti, sia come singoli individui che come collettività.

    Come stiamo da un punto di vista maschile?

    Se la donna è ancora vista poco adatta a professioni un tempo ritenute (a torto) maschili; per i maschi sopravvive lo stereotipo dell’uomo forte, con scarsa dimestichezza con la propria emotività.
    Questa è una delle cause di questi assassinii: il bambino ed il ragazzo non dovrebbero più essere cresciuti come persone alle quali non sia concesso “perdere”.
    Infatti le statistiche mettono in luce come il suicidio riguardi in maggiore numero i maschi, quando confrontati con un fallimento.
    L’esempio più eclatante e terribile dell’ultimo anno, è proprio sotto gli occhi di tutti, con Filippo Turetta che ha massacrato l’indifesa Giulia Cecchettin.

    In tutto questo quadro desolante, emergono temi come la solitudine e la cura di sé, che vanno approfonditi.

    In che senso la cura di sé?

    Il caso Turetta-Cecchettin mette in luce uno stato paranoico nel quale anche una fidanzata può cadere rispetto al proprio compagno.
    Quando però una ragazza o donna esagera con la “paranoia del tradimento o del poter essere lasciata”, in genere ci sarà un’amica che prima o poi le dirà: “Forse adesso stai esagerando?”.
    Questo è il “prendersi cura” che tutti noi dovremmo applicare.

    Per quale motivo gli uomini ed i ragazzi non lo fanno? Perché non viene loro insegnato nelle famiglie.
    Abbiamo appreso dettagli sconvolgenti, come di un giovane Turetta, che cercava in Rete informazioni su come legare i polsi della ragazza che diceva di amare, con il nastro adesivo… E non sono infatti domande che un giovane porrà nel “gruppo degli amici del calcetto”… Però anche un amico maschio può accorgersi e valutare se l’altro sia piombato in un abisso pericoloso, che oggi possa, lo sappiamo, concludersi in modo letale…

    Perché non insegnare ai maschi a prendersi cura degli amici?
    Questo sarebbe un modo di curare e cambiare questa mentalità patriarcale che vuole l’uomo forte, infallibile e che si tiene tutto dentro.
    Vi sono certamente anche dei collegamenti di natura cultural-biologica nel far scaturire questi archetipi, che andranno ancora meglio studiati.

    Il rovescio della medaglia, è una retorica tipica del 25 novembre di ogni anno: questa forma di violenza viene enfatizzata al massimo, per poi essere delegata unicamente alle forze dell’ordine, o alla politica. No, è qualcosa che oramai ci riguarda tutti senza distinzione, viene ribadito.

    Lo abbiamo capito quando l’ultima giovanissima vittima è stata una tredicenne, vittima di un quindicenne.

    Se si continua inoltre a descrivere la donna proprio nelle campagne pubblicitarie di sensibilizzazione, come una creatura sempre fragile ed indifesa, il rischio è di conferire ancora più potere al maschio, come colui che dovrebbe sempre proteggerla; ma in questo modo, non si può sciogliere un modello. Vengono spesso uccise donne che non erano affatto fragili.

    Vi è infine un altro spettro: il vittimismo dei maschi dominanti, che ha unito molti uomini, nel sentirsi addirittura “sotto attacco” di un political correct considerato deviato, che non permetterebbe ad esempio più loro l’espressione di una qualsiasi battuta misogina o a sfondo sessuale/sessista, come semplice manifestazione di umorismo.
    Invece, il voler spezzare il “political correct” con questo tipo di battute, come semplice trasgressione ad un sistema, e’ in realtà espressione pura di patriarcato.

    Bisogna trovare il modo di rompere questi paradossi, progettando una ricerca per campagne istituzionali efficaci, che non siano le prime a rinchiudere le donne in un modello maschilista.

    La conferenza può essere vista come un primo passo della politica in questo senso.

    A cura di Monica Mazzei
    accreditata per TicinoNotizie.it

  • Superstrada Vigevano-Malpensa. Sala, Scurati (Lega): “Bene decisione Tar che conferma progetto e boccia ricorso Città metropolitana Milano”

    Superstrada Vigevano-Malpensa. Sala, Scurati (Lega): “Bene decisione Tar che conferma progetto e boccia ricorso Città metropolitana Milano”

    “Siamo contenti della decisione presa dal Tar del Lazio di respingere il ricorso della Città metropolitana di Milano e altri Enti in merito alla legittimità del progetto definitivo della tratta C della superstrada Vigevano-Malpensa.

    Un passo storico che porterà al completamento dell’intera tratta, un’opera strategica attesa da decenni dalla Lomellina e dall’Est Ticino e sulla quale Regione Lombardia e il Ministro delle infrastrutture Matteo Salvini hanno messo l’acceleratore da inizio mandato, per rendere il nostro territorio più competitivo potenziando la rete dei trasporti”.

    “Finalmente dopo anni di ritardi e lentezze si procede spediti verso l’avvio dei cantieri per la prima tratta di questa opera che potenzierà la viabilità, unendo l’aeroporto di Malpensa e l’autostrada Milano-Torino con il bacino Sud – Ovest milanese fino a Vigevano. Il nuovo collegamento efficienterà il sistema viabilistico dell’Abbiatense, dell’Est Ticino e metterà in rete il nuovo ponte sul Ticino con ricadute importanti: minori tempi di percorrenza, maggiori interconnessioni, riduzione del traffico e dell’inquinamento nei centri abitati”.

    “Rimaniamo ora in attesa della sottoscrizione a breve del contratto per l’esecuzione dei lavori per la tratta Vigevano-Albairate e ci auguriamo tempi contenuti per giungere alla conclusione dell’iter della Albairate-Malpensa. Nel frattempo che si dia attuazione al cantiere per la viabilità stradale, la Regione chiederà alla Stato di progettare in modo complessivo il raddoppio della tratta ferroviaria della Milano-Mortara, come da mozione della Lega approvata recentemente in Consiglio regionale”

    Così i consiglieri regionali della Lega Andrea Sala membro della commissione ‘Territorio, infrastrutture e mobilità’ e Silvia Scurati, vicepresidente della commissione ‘Attività produttive’ di Regione Lombardia, circa la sentenza del Tar che conferma la legittimità del progetto definitivo ed esecutivo dell’infrastruttura “SS 11-494 Padana Superiore e Vigevanese, collegamento tra la SS 11 a Magenta e la Tangenziale ovest di Milano-Variante di Abbiategrasso e adeguamento in sede del tratto Abbiategrasso Vigevano fino al Ponte sul fiume Ticino.

  • Busto Garolfo: la questione piscina infiamma la politica locale

    Busto Garolfo: la questione piscina infiamma la politica locale

    Richieste di chiarimenti sì, strumentalizzazioni no. La giunta di Busto Garolfo retta dal sindaco Giovanni Rigiroli replica con chiarezza alle affermazioni fatte dal centrodestra bustese a proposito della gestione della piscina e il suo intento di inoltrare una denuncia alla Procura.

    “E’ legittimo – si legge in una nota del primo cittadino – che le opposizioni chiedano di essere informate sulla situazione della piscina comunale e sarà premura mia e dell’amministrazione dare tutte le spiegazioni in ogni opportuna sede, rimango però perplesso nel leggere alcune prese di posizione e affermazioni del centrodestra nelle quali si dà un giudizio sull’operato mio e dell’amministrazione basandosi su interventi già effettuati e che nulla hanno a che fare con gli ultimi avvenimenti che hanno portato alla temporanea chiusura dell’impianto natatorio”.

    Rigiroli parla al riguardo di “totale mancanza di conoscenza della Piscina Comunale, aggiunta a una scarsa competenza nella lettura degli atti”.

    Ma il sindaco bustese legge in tutto questo anche “un goffo tentativo di strumentalizzare una problematica di natura tecnica , senza nemmeno la necessaria volontà e diligenza di approfondirne tutti gli aspetti”. Rigiroli esprime forti perplessità anche sul proposito del centrodestra di presentare una denuncia alla Procura in quanto, aggiunge, “non è sorretta da alcun elemento concreto e restituisce le modalità di azione di questa minoranza che, in un momento di emergenza che coinvolge tanti bustesi, invece che preoccuparsi di collaborare alla risoluzione del problema, si affanna con brutalità a cercare frettolosamente dei colpevoli, e in ogni caso sarei e saremmo ben lieti di dimostrare la bontà e la correttezza delle nostre azioni”.

    Rigiroli riconosce che “l’impianto ha semplicemente necessità di interventi di manutenzione straordinaria dovuti al tempo e all’usura di una struttura che inizia ad avere i suoi anni e , in virtù della propria destinazione, è esposta a condizioni e sollecitazioni particolari”.

    E rivendica quanto fatto dall’amministrazione di cui faceva parte in precedenza come assessore quando primo cittadino era Susanna Biondi, ovvero di essere “intervenuta con risorse economiche ingenti e interventi importanti facendosi anche carico di cercare una soluzione anche per quest’ultima emergenza, pianificando altresì opere future atte a garantire l’efficienza e la buona cura dell’impianto”.

    E conclude: “stiamo agendo per risolvere il problema e, in questa fase, stiamo prioritariamente acquisendo i risultati delle analisi sulla parta ammalorata e i pareri di tecnici specializzati che potranno indicare azioni volte a sanare la situazione per consentire alla nostra piscina comunale di ritornare a essere quell’impianto di eccellenza che tutto il Legnanese conosce e stima”.

    Cristiano Comelli